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Neoclassicismo

Nascita

Metà del 1700/prima del 1800 la componente più innovativa della cultura del tempo è quella classicista:

  • C'è passione per l'antico, riscoperto nel periodo rinascimentale, che diventa nel secolo dei lumi il carattere più significativo dell'arte e della cultura, soprattutto grazie all'enorme diffusione delle stampe, dei libri e dei viaggi.
  • Il neoclassicismo è la logica conseguenza sulle arti del pensiero illuminista. L'illuminismo fu un movimento politico, sociale, culturale e filosofico sviluppatosi intorno al XVIII secolo in Europa. Nacque in Inghilterra, ma ebbe il suo massimo sviluppo in Francia, poi in tutta Europa e raggiunse anche l'America. Il termine illuminismo è passato a significare genericamente qualunque forma di pensiero che voglia "illuminare" la mente degli uomini, ottenebrate dall'ignoranza e dalla superstizione, servendosi della critica della ragione e dell'apporto della scienza. Fiducia nel progresso, tensione verso una società giusta, uguaglianza di tutti gli uomini, tolleranza politica/religiosa, internazionalismo della cultura sono tutte idee del movimento.

Il neoclassicismo rifiuta gli eccessi del barocco e rococò e guarda invece all'arte antica classica (soprattutto quella greca che si era sviluppata grazie alle libertà di cui godevano gli uomini delle poleis). Il termine fu coniato a fine '800 per indicare un'arte non originale, fredda e accademica ma tuttavia esso comunica il desiderio di ritorno all'antico e alla volontà di dar vita a un nuovo classicismo. Si fanno sentire anche gli effetti degli scavi di Ercolano e Pompei che riportano alla luce architetture, affreschi, gioielli a cui viene ridata vita.

Luogo e teorici

Il movimento ebbe sede privilegiata a Roma ed il suo massimo teorico fu Winckelmann (1755: scrive Pensieri sull’imitazione dell’arte greca nella pittura e nella scultura dove sono già presenti tutti i temi del pensiero neoclassico e l’anno seguente scrive La storia dell’arte nell’antichità dove spiega che il buon gusto aveva avuto origine in Grecia e che tutte le volte che si era allontanato da quella terra aveva perso qualcosa. La grandezza artistica era perciò propria dei greci e pertanto l’unica via per diventare grandi ed inimitabili è imitare l'arte degli antichi, ovvero ispirarsi a un modello antico.

Caratteristiche

Più tranquilla è la posizione del corpo e più è in grado di esprimere il vero carattere dell'anima (nobile semplicità e quieta grandezza), per cui una scultura neoclassica non dovrà mai mostrare intense passioni o il verificarsi di un avvenimento tragico mentre accade, ma bisognerà mostrarne l’attimo immediatamente successivo o precedente, quando il tumulto delle passioni non c’è ancora o si è già presentato.

Winckelmann riconosce come valori il contorno e il drappeggio, nella scultura (Antinoo del Belvedere e Apollo del Belvedere) e nella pittura di Raffaello.

A. Canova

Nacque a Possagno nel 1757, fece il suo apprendistato a Venezia dove aprì uno studio e nel 1779 è a Roma, dove trascorrerà quasi tutta la sua vita. Si allontanerà da Roma solo per brevi soggiorni nella città natia e per viaggi all'estero, in particolare per un incarico in Austria, per due soggiorni a Parigi, chiamato dallo stesso Napoleone nel 1802 e nel 1810 e uno nel 1815 dopo il Congresso di Vienna; in quest’occasione era in veste di ambasciatore per farsi restituire opere d’arte che Napoleone aveva sottratto allo stato Pontificio. Canova incarna i principi neoclassici di Winckelmann sia nel disegno che nella scultura: i disegni mostrano attenzione costante per il nudo maschile e femminile dove si possono riscontrare numerosi studi dell’antico risalenti al primissimo periodo romano; nudi dal vivo utili per farsi la mano e costruire una casistica di atteggiamenti, posizioni ed espressioni per lo studio e la definizione delle opere scultoree incaricate.

Teseo e il Minotauro

(Londra; prima scultura realizzata a Roma) L’eroe seduto sul corpo del mostro che ha ucciso è rappresentato dopo la lotta, ogni passione (rabbia e furia) è spenta; Teseo è in posizione di riposo sul Minotauro, il suo corpo non è teso e contratto; è simbolo della vittoria della ragione sull’irrazionalità bestiale. I due corpi sono perfetti, infatti lo scopo di Canova è il raggiungimento della bellezza ideale, cioè quell’idea di bello che si forma nella mente dell’artista dopo aver constatato l’impossibilità di trovare un corpo perfetto in natura, raggiungibile solo imitando la scultura classica. L’opera è in marmo, unico materiale che può rendere al massimo la morbidezza della carne (spesso le sue sculture vengono trattate con cera rosata per rendere il marmo del colore dell’incarnato), poi levigato fino a che il marmo opaco non diventa totalmente liscio, quasi trasparente, mostrando un’estrema attenzione ai particolari oltre che alla resa complessiva e agli effetti di luce ed ombra. Posizione a S rovesciata e corpi con andamento piramidale; 5 punti di appoggio: mano destra, clava, mano sinistra, due piedi e dove siede.

Amore e Psiche

(1788, Louvre) Gruppo in cui riprende la favola narrata ne L’asino d’oro di Apuleio: Amore rianima Psiche svenuta in quanto, contro gli ordini di Venere, aveva aperto un vaso ricevuto nell’Ade da Proserpina. È rappresentato un attimo prima del bacio: la tensione dei due corpi che si sfiorano appena con sottile erotismo, mentre il dio contempla, ricambiato, il volto della fanciulla, ognuno rapito dalla bellezza dell’altro, c’è un contatto che sta per avvenire, come i due corpi preannunciano. Solo la visione frontale permette di coglierne la geometria compositiva formata da due archi intersecati e due cerchi intrecciati (braccia dei due giovani) che sottolineano il punto di intersezione degli archi; tuttavia girando attorno all’opera è possibile cogliere i diversi rapporti tra i due corpi che mutano in base al punto di vista da cui si osserva.

Ebe

(1800, San Pietroburgo) Eseguì quattro modelli. Secondo modello: la divinità è sostenuta da una nuvola, il suo busto è nudo mentre la parte inferiore del corpo è avvolta da una veste leggera dalle mille pieghe che avvolge le sue membra mettendone in evidenza le forme; il chiaroscuro più pronunciato si riscontra lateralmente nel mosso groviglio della veste; il corpo giovane, il volto perfetto, la delicatezza con cui regge l’anfora e la coppa dorate, il corpo appena spinto in avanti, il busto lievemente incurvato; viene criticato perché non aveva espressione ma mancava volutamente di una forte espressione perché sennò sarebbe sembrata una baccante (aderenza agli ideali neoclassici esprimendo solo il bello ideale ed eliminando le forti passioni).

Paolina Borghese

(1804; Roma) Per Napoleone, raffigura la sorella di questo come Venere vincitrice: tiene in mano il pomo della vittoria offerto da Paride alla dea giudicata da lui essere la più bella. È rappresentata adagiata su un divano con una sponda rialzata, il busto è sollevato ed appoggiato a due cuscini, nudo fino all’inguine mentre la parte inferiore è coperta da un drappo che sottolinea e sostituisce le pieghe inguinali conferendo alla donna un sottile erotismo più sentito che se fosse nuda. Il volto è idealizzato e colloca Paolina al di fuori dell’universo terreno ma, la cera rosata utilizzata da Canova le conferisce umanità. Inoltre il letto di legno su cui poggia nascondeva un ingranaggio che le consentiva di ruotare in modo da essere colpita sempre in modo diverso dalla luce e così cambiare sempre aspetto.

Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria

(1798-1805; Vienna) Commissionato dal duca Alberto di Sassonia per ricordare da consorte defunta, si lega al tema della morte espresso nel carme dei Sepolcri di Foscolo. Si presenta come una piramide all’interno di cui una mesta processione porta le ceneri dell’estinta; la forma del sepolcro deriva probabilmente dalla Piramide di Caio Cestio a Roma (I sec a.C.); Canova ne sottolinea l’ingresso scuro per mezzo di uno spesso architrave e di due stipiti leggermente inclinati. L’immagine della defunta è portata in volo da un medaglione dalla Felicità celeste personificata da una fanciulla, è onorata dalla personificazione delle proprie virtù: la fortezza (leone), la pietà (giovane donna che guida un vecchio cieco), la tenerezza del suo sposo (genio alato abbandonato sul leone). Lo scopo di Canova è esaltare la fatalità della morte, perché le ceneri vengono trasportate verso il buio della morte da un corteo legato da una ghirlanda di fiori; tutti sono invitati ad entrare passando sul tappeto che unisce fisicamente l’interno e quindi la morte, con l’esterno e quindi la vita.

J.L. David

Nasce a Parigi nel 1748 e compie qui i suoi primi studi all’accademia delle belle arti; soggiorna in Italia dal 1775-1780 e poi dal 1784-1785 avendo così modo di studiare la scultura e la pittura romane e la pittura di Raffaello; dopo un viaggio a Napoli, Ercolano e Pompei dichiarò di avere aperto gli occhi sull’antico e solo allora comprende che operare come gli antichi e come Raffaello è essere davvero artisti; disagio dell’artista che alla vista delle opere italiane si vede spogliare delle proprie certezze e si scopre non essere al passo coi tempi, ovvero quelli del Neoclassicismo. Rientrato in Francia ebbe numerosi incarichi e partecipò alla rivoluzione del 1789, appoggiò Robespierre e alla sua morte fu incarcerato; una volta uscito di prigione divenne sostenitore di Napoleone e venne nominato primo pittore dell’imperatore; dopo la caduta di Napoleone, Jacques fu costretto all’esilio a Bruxelles dove morirà nel 1825. La presenza a Roma fu per lui molto proficua in quanto nei cicli delle stanze vaticane e nei dipinti di Raffaello colse la capacità di riuscire ad isolare ogni personaggio e averlo reso autonomo pur all’interno di una narrazione con tante comparse → è ciò che volle ripetere nelle sue opere.

Giuramento degli Orazi

(1784; Louvre) Il soggetto, commissionato dal re di Francia e venne presentato al Salon a Parigi, appartiene alla Roma monarchica, quando i tre fratelli Orazi affrontarono i tre fratelli Curiazi (albani), per risolvere in duello una contesa sorta tra Roma ed Albalonga; i tre Curiazi morirono e solo uno degli Orazi si salvò, decretando la vittoria di Roma; rappresenta le virtù civiche romane, ovvero morire per la propria patria; la scena, non priva di una certa teatralità, si svolge nell’atrio di una casa romana inondata di luce e la prospettiva è evidenziata dai riquadri del pavimento; nel fondo due pilastri e due colonne doriche sorreggono tre archi a tutto sesto; i personaggi sono distinti in due gruppi incorniciati dalla arcate estreme mentre il vecchio padre si erge nel mezzo, isolato, ha le labbra schiuse in quanto ha appena pronunciato la frase “o Roma o morte”; il rosso del suo mantello richiama l’attenzione mentre leva in alto le spade lucenti che consegnerà ai figli - sulla mano che stringe le spade sta il punto di fuga, ed è proprio verso la sua mano che si protendono le mani dei figli in una promessa solenne. A destra le donne meste sono abbandonate nel dolore e nella rassegnazione, la madre con un velo scuro presagio di lutto. Neoclassicismo: non mostra il momento cruento del combattimento ma il momento che precede l’azione, congelando i personaggi nel momento della promessa più amor di patria. I tre fratelli abbracciati mostrano l’unanimità di intenti.

La morte di Marat

(1793; Bruxelles) Marat, deputato della Convenzione e presidente dei giacobini, venne assassinato nel suo bagno dalla nobile Marie Anne de Corday, seguace delle idee girondine. David fu incaricato di dipingere un quadro che gli rendesse onore, per cui non appaiono nel dipinto quegli elementi che nella realtà caratterizzavano il luogo del delitto in quanto la sua morte sarebbe apparsa simile a quella di un uomo qualunque; sfondo scuro quasi monocromo se non fosse per le pennellate gialle formanti una sorta di pulviscolo, vi è una cassetta di legno chiaro che viene trasformata in una sorta di lapide sulla quale l’artista scrive: “A Marat 1793. L’anno secondo”; la sobrietà e l’essenzialità dell’arredo stanno a testimoniare la virtuosa povertà di Marat, ucciso a tradimento proprio per le sue virtù, le stesse alle quali si era appellata la sua assassina per essere ricevuta; tiene ancora in mano una lettera che è l’atto d’accusa che rivela l’inganno che ha reso possibile l’efferato delitto; il calamaio, la penna ed il coltello a terra sono come oggetti della passione, costruiscono l’immagine del defunto ~ Cristo (come Pietà di Michelangelo): ferita aperta sul costato grondante, testa riversa, braccio abbandonato lungo la sponda della vasca, lenzuolo macchiato di sangue sono un modo per elevare Marat sopra gli altri uomini per esaltarne le virtù; Neoclassicismo: nel dettaglio del viso dello stesso Marat, la cui espressione non trasmette la drammaticità della morte, ma sembra quasi sorridere, caratteristica tipica delle sculture dell'arte greca (ma sta anche a significare che Marat è morto felice e fiero di se stesso); viene rappresentato il momento successivo alla morte, all’evento violento, condannando così il volto dell’assassina all’oblio. Punto di fuga dall’alto verso il basso.

Le Sabine

(1794-99; Louvre) Dove i Sabini tentano di riprendere le loro donne rapite dai romani per poter popolare la neonata Roma; per evitare spargimenti di sangue Tazio e Romolo si sfidano a duello ma poi arrivano le donne con i bambini facendo cessare ogni attività; messaggio ai suoi connazionali ad abbandonare ogni desiderio di rivalsa e vendetta. Sono evidenti gli studi dei modelli antichi sia l’orientamento verso la traduzione del linguaggio scultoreo in quello pittorico. Al centro c’è una figura vestita di rosso.

Bonaparte valica le Alpi al passo del Gran San Bernardo

La tela mostra il generale che monta un focoso cavallo pezzato, ritto sulle zampe posteriori; occupa l’intero primo piano del dipinto, stagliandosi contro le vette alpine; Napoleone si volge allo spettatore indicandogli un punto oltre i monti, la meta della sua marcia ma anche il futuro, il destino che lo attende; il volto è idealizzato e la sua calma risalta rispetto all’agitato cavallo dagli occhi spiritati.

Leonida alle Termopili

(1814; Louvre) Rappresentazione di nudi perfetti, con Leonida centrale; ripropone gli schemi degli Orazi.

J.A.D. Ingres

Risiedette per circa 25 anni in Italia → 1806-1820 si reca a Roma dopo aver vinto il Premio di Roma e subito dopo andò a Firenze fino al 1824. Nato a Montauban nel 1780 si trasferì presto a Parigi per praticare l’atelier di David e nel 1825 fu eletto membro dell’accademia delle belle arti divenendone uno dei professori. Ripete spesso i suoi quadri perché vuole la perfezione. Il neoclassicismo di Ingres, pur muovendo da David, si svuota del contenuto politico e rivoluzionario che aveva ispirato ed infiammato le tele del pittore parigino.

Giove e Teti

(1811) 3D velo Teti/2D velo Giove - più adatto a rappresentare le divinità.

L’apoteosi di Omero

(1827; Louvre) Scuola d’Atene, facciata di un tempio, con Omero e ai piedi le personificazioni dei suoi libri; ricco di allusioni ad opere di altri artisti o stampe.

Grande odalisca

Clima intimo, suggestivo di contaminazioni romantiche per il gusto dell’esotico; gli oggetti orientalizzanti sono oggetti di occasione mentre il turbante e il gioiello che le ornano la testa sono ripresi dalla Fornarina di Raffaello; la Venere di Urbino di Tiziano sta alla base della composizione (rivolta verso l’osservatore e vista dall’alto), Ingres la dipinge da tergo, distesa su un letto; la testa è ruotata indietro e gli occhi guardano un punto a sinistra.

Ritratti

Definiti alla perfezione del disegno, uso sapiente del colore, riesce a cogliere le personalità.

Il Romanticismo

Il Romanticismo si configura come un complesso movimento politico, filosofico, artistico e culturale diffusosi in Europa tra fine '700 e prima metà '800. L’ideologia è il prodotto di una società in grave crisi economica e sociale, sia dai problemi dell’industrializzazione sia da quelli della restaurazione politica (Congresso di Vienna vuole richiudere politicamente e culturalmente ogni stato all’interno dei propri confini pre-rivoluzionari aveva fatto venire meno anche quegli ideali di universalità propri della cultura illuminista e dell’arte neoclassica). Il concetto di popolo che il romanticismo esalta è legato all’idea di nazione, cioè individui legati da vincoli di lingua, religione, cultura e tradizioni; se ogni nazione può rivendicare la propria originalità storica, ciascun uomo può vantare la propria storia personale.

C’è maggiore attenzione per la sfera di sentimenti, affetti e passioni. Negli intellettuali romantici traspare sempre una certa insoddisfazione verso un presente che produce disorientamento e frustrazione, per cui si cerca rifugio nel proprio passato, al fine di alleviare la paura di un presente che spesso è percepito come ostile e degenerato.

Confronto tra Neoclassicismo e Romanticismo

Pittura - al perfetto rigore formale si preferiscono rappresentazioni di più immediata presa sul pubblico; ai soggetti della mitologia classica, evocatori di virtù morali ormai inesistenti, si sostituiscono soggetti legati alla tradizione favolistica locale ed alla rappresentazione di una natura fortemente personificata che sa essere madre dolcissima o matrigna spietata. Alle atmosfere chiare e definite del repertorio neoclassico vengono così a sovrapporsi ambientazioni fosche, ricche di riferimenti simbolici, magici e misteriosi, gli artisti cercano emozione e sensazionalità piuttosto che della ragione e dei contenuti, promuovendo il coinvolgimento emotivo degli spettatori. A questo tipo di pittura è connesso il sentimento del sublime a cui si lega il concetto.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rig_Ce di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Contessi Gianni.
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