Periodo Jōmon ("disegno a corda") (10000 a.C. ~ IV secolo a.C.)
Le origini della popolazione Jōmon sono tuttora un mistero. Quello che è noto è che la loro società nacque come una di cacciatori e raccoglitori e tale rimase, anche quando, dal periodo Jōmon medio, riuscirono a supportarsi in comunità semi-sedentarie relativamente grandi, che, talvolta, comunicavano tra loro.
Jōmon incipiente e iniziale
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Ceramiche e vasi
Non ci sono stati ritrovamenti di vasi interi, ma, dai frammenti, si presume che fossero piccoli e con una base arrotondata, così da essere facilmente trasportabili e adattabili alle superfici sconnesse (grotte, buche nel terreno, ecc.); si adattavano alla vita nomade della popolazione Jōmon. La superficie di questi vasi è solitamente decorata da segni (di corda o altro). L'argilla veniva cotta in forni aperti.
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Dogu
Figure stilizzate in pietra o argilla. La loro presenza è segno della creazione di una tradizione ritualistica. Nelle fasi successive del periodo Jōmon, queste figure assumeranno funzioni più specifiche e forme più svariate e particolari. Alcuni dogu rappresentano uomini, altri donne, il cui seno è molto prominente. Si riconoscono due tipi principali d'immagine: una figura di donna che sembra portare degli occhiali, e figure sedute con le ginocchia portate al petto e le braccia incrociate in specifiche posizioni. Le figure di donne massicce, identificate come una sorta di Madre Natura, sono cave. I corpi sono distorti, così come le facce, a forma di cuore, con una bocca piccola e occhi tagliati da una linea orizzontale. Si ritiene che, in questo modo, l'anima potesse prendere residenza nel vuoto della bambola. Molte statuette hanno un gancio che, si ritiene, servisse per poterle appendere come ornamenti.
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Gioielli decorativi
Orecchini e pendenti in pietra levigata, di forma circolare. Ritrovati all'interno di alcune tombe, testimoniano non solo una certa attenzione per l'abbellimento personale, ma anche per la formalizzazione dei riti funerari. È possibile che il possesso di questi oggetti accuratamente prodotti rappresentasse la posizione di un individuo nella società. La loro creazione indica un significativo distacco dalle asce e dai coltelli in pietra scheggiata del Paleolitico.
Jōmon antico
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Case fossa
Le fondamenta delle case Jōmon erano scavate nel terreno ed erano generalmente quadrate (circa 4x4 m). Il tetto era di paglia, supportato da pali e travi. Le case erano organizzate diversamente secondo la comunità e il tipo di terreno in cui esse si stabilivano. Sono stati riconosciuti quattro tipi principali:
- Il "nucleo", o insediamento permanente. È spesso costruito sul fianco terrazzato di una collina e consiste di case-fossa, magazzini infossati, e cimiteri raggruppati intorno a una piazza centrale principale.
- Il secondo tipo d'insediamento è più piccolo, e spesso costruito su un crinale, con una piazza molto piccola: in questi casi, possono esserci non più di una o due case.
- Il terzo tipo non ha case, ma sono evidenti tracce di ripetuti accampamenti: si pensa che fossero accampamenti di caccia o terreni di raccolta stagionale.
- Un quarto tipo di sito diventa molto popolare durante il periodo Jōmon medio, e include cimiteri nettamente separati dalle case, fosse per l'immondizia, piccole cave d'argilla e di pietra, aree per la manifattura di utensili di pietra, recinti infossati per animali, e i primi cerchi di pietre.
Jōmon medio ("vasi fiammeggianti kaen doki")
Visualmente, la differenza tra il periodo Jōmon medio e le altre fasi può essere trovata nella produzione di ceramica, e, in particolare, nella decorazione arzigogolata e tridimensionale dei "vasi fiammeggianti" (kaen doki).
Jōmon tardo e finale ("cerchi di pietre menir")
Sicuramente nati con funzione rituale, sono vicini ma separati dall'accampamento. Ognuno di essi ha una singola pietra messa in posizione verticale al centro, circondata da altre lunghe, sottili pietre posate sul terreno a formare due cerchi concentrici. Separavano il terreno sacro della sepoltura dal resto della zona.
Periodo Yayoi (IV secolo a.C. ~ 300 d.C.)
Prende il nome dal quartiere di Tokyo in cui ci sono stati i primi ritrovamenti. Sorgono le prime comunità agricole (riso) che sentono quindi la necessità di una nuova architettura, che porterà al prototipo dei granai. Questi ultimi, che ispireranno in futuro i santuari shintoisti, sono separati dal suolo così da evitare umidità e predatori. Gli oggetti di bronzo e metallo erano per la maggior parte importati da Cina e Corea. La ceramica del periodo ha spesso colore rosso, perché cotta ad alte temperature. Alcuni contenitori richiamano figure umane, probabilmente perché utilizzati per contenere i resti dei defunti o l'acqua utilizzata nella cerimonia della riesumazione dei cadaveri.
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Corredi funerari nel Kyushu: I tre sacri tesori
I ritrovamenti in una tomba del secondo secolo a.C. mostrano la nascita di un elemento ancora oggi essenziale nella cultura giapponese. I tre sacri tesori, donati dalla dea Amaterasu al proprio nipote Ninigi, per il Kojiki e lo Shinto, simboleggiano il più alto ruolo nella gerarchia, e rappresentano ancora oggi le insegne imperiali. Essi sono lo specchio, la spada e il gioiello (chiamato magatama). I primi ritrovamenti sono attribuiti (per quanto riguarda lo specchio e la spada) ad una produzione coreana. Lo specchio è decorato con sofisticati motivi geometrici. Ad esso sono associate proprietà magiche; essendo il simbolo della dea del sole Amaterasu simboleggia l'estensione del suo potere a terzi e la possibilità di comunicare con il mondo degli spiriti. La sua superficie è concava in maniera da concentrare la luce. La spada è chiaramente forgiata a scopo rituale e non bellico. Il magatama è un piccolo oggetto di pietra levigata a forma di 'c'. Lo specchio oggi si trova nel Santuario di Ise, la spada nel tempio di Atsuta, il magatama nel palazzo imperiale di Tokyo.
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Dotaku nello Honshu
I dotaku sono campane di bronzo, molto simili allo 'zhong' cinese, una campana priva di batacchio comune alle comunità cinesi del primo millennio, utilizzata per musica rituale. Il dotaku del periodo Yayoi ha una forma ovale, un manico semicircolare ed un bordo sporgente che si estende dalla base sino al manico. La maggior parte delle campane hanno decorazioni geometriche, alcune invece presentano incisioni con figure stilizzate che interagiscono tra loro (cacciatori, animali, sciamani).
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Granai
La nascita di un nuovo tipo di costruzione dedicata all'immagazzinare riso e altre risorse alimentari è importante, poiché nei secoli successivi fu adottata come un tipo di architettura sacra. Il nuovo magazzino era una costruzione rettangolare di legno, coperta da un tetto di paglia e innalzata dal terreno su travi. Era raggiungibile tramite una scaletta. L'ovvio vantaggio era che preveniva che il riso marcisse, poiché la sopraelevazione lasciava un cuscino d'aria tra esso e il terreno umido.
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Ceramiche
Ci sono stati ritrovamenti piuttosto rari di vasi che, pur variando in forma e dimensione, hanno tutti una caratteristica comune: il disegno di un viso umano sul collo o sul corpo. È possibile che servissero come contenitori di diversi oggetti nei riti funerari, in particolar modo nei cosiddetti 'secondi riti di sepoltura'. Si ritiene che alcuni servissero per contenere cereali, altri, dal collo lungo e stretto, per contenere acqua usata nella cerimonia del lavaggio delle ossa, altri ancora, più larghi e con il collo ampio, per contenere le ossa vere e proprie.
Periodo Kofun (300 d.C. ~ 710 d.C.)
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Architettura funeraria: Kofun vecchia tomba
I kofun sono tumuli a forma di serratura, circondati da pietre rituali che ne delimitano lo spazio sacro. Sono i primi esempi di tombe 'singole', di solito utilizzati per la sepoltura di personaggi importanti. Hanno precedenti in Cina ed in Corea, e fecero la loro comparsa in Giappone già dalla metà del periodo Yayoi. Tuttavia, ci sono diverse differenze tra i due tipi di tombe a tumulo. Per prima cosa, la dimensione: le tombe del periodo Yayoi hanno dimensioni molto ridotte (50 metri di lunghezza) rispetto a quelle del periodo Kofun (più di 100 metri di lunghezza). Il kofun più grande è quello attribuito all'imperatore Nintoku. In secondo luogo, il corredo funebre: le spade di bronzo e le campane dotaku non ne fanno più parte; i morti vengono sepolti in bare di legno con armi di ferro e di fattura non arcaica, oltre che con i tre sacri tesori, gioielli d'oro, oggetti esotici; sculture di argilla di varie forme, chiamate haniwa, vengono distribuite lungo tutta la superficie del tumulo. Gli haniwa avevano spesso la forma di una casa, posta direttamente sopra il defunto, o di utensili, persone, animali. Si presume che la loro funzione fosse la separazione del mondo dei vivi da quello dei morti, la protezione e la garanzia di un luogo familiare per lo spirito del defunto. Per ultimo, la forma: se nel periodo Yayoi era rettangolare, il kofun consiste in un tumulo circolare fronteggiato da un altro tumulo di forma triangolare, che gli conferisce la classica forma 'a serratura'. Queste differenze simboleggiano il cambiamento delle pratiche rituali e l'aumento dell'importanza con cui la comunità onorava i morti.
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Haniwa
Sculture di argilla disposte lungo la superficie del tumulo. Potevano avere forma di casa, persone o animali ed erano posti direttamente sopra il defunto e, circolarmente, all'entrata della sala di sepoltura. Probabilmente il loro scopo era di separare il mondo dei vivi da quello dei morti e al tempo stesso proteggere il defunto e offrirgli un'atmosfera serena.
Periodo Nara (710 d.C. ~ 794 d.C.)
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Architettura generale del santuario shinto
Il più classico esempio di complesso shinto è una costruzione di legno non verniciato delimitato da un recinto e raggiungibile attraverso sentieri coperti di ghiaia all'interno di una fitta foresta. L'iwakura, cioè il sito naturale dove si ritiene che risieda la divinità, è solitamente rappresentato da un santuario di legno non pitturato, dotato di recinto, al quale si accede attraverso un particolare cancello di legno laccato di rosso chiamato torii, il quale delimita l'ingresso all'area sacra. Il torii è formato da due pali verticali che sostengono due architravi orizzontali, dei quali il superiore forma una leggera curva concava. Lo honden è la costruzione principale del santuario shinto, il sancta sanctorum. Si trova al centro del perimetro più interno del complesso.
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Santuario di Ise
La struttura del santuario di Ise (il più importante in Giappone) ha rappresentato lo standard per tutti i siti successivi. All'originale architettura sono state fatte delle aggiunte nel periodo Edo, come granai cerimoniali, stalle, edifici per i monaci, e una sala per le performance delle danze sacre kagura. La struttura dello honden del santuario di Ise rimanda a quella dei granai dell'era Yayoi, sollevati rispetto al terreno. Al di là di esso si trovano due 'case dei tesori', denominate 'sala est' e 'sala ovest'. Lo stile in cui è stato costruito è noto come 'shinmei zukuri' e, essendo il santuario legato alla famiglia imperiale, nessun altro santuario può essere costruito secondo lo stesso stile. Una veranda circonda l'intero livello rialzato, mentre l'entrata è posta sul lato più lungo della costruzione. Il tetto è a capanna, mentre due piloni 'autoreggenti' alle estremità più corte della struttura conferiscono maggior sostegno al tetto. Dieci tronchi denominati katsuogi sono finalizzati ad alleggerire ulteriormente il materiale del tetto, che in origine era paglia. Quasi all'estremità del tetto sporgono due travi sottili, ornate con foglia d'oro, chiamate chigi, un elemento comune ai templi shintoisti.
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Santuario di Izumo
Il santuario di Izumo può forse competere in bellezza con quello di Ise. È dedicato a Okuninushi no Mikoto, discendente di Susano-o no Mikoto. Pare che lo honden di Izumo sia strutturato come i palazzi dei primi regnanti Yamato; le sue dimensioni, infatti, superano significativamente quelle dell'honden di Ise. La sua dimensione è spiegata sia dal prototipo del palazzo su cui è stato costruito, sia dall'idea che, ad un certo punto nella sua storia, al santuario fosse stata attribuita la responsabilità del governo sugli affari religiosi. Costruito su sei pali direttamente innestati nel terreno, è sopraelevato rispetto ad esso e comprende una veranda coperta da un tetto curvo a capanna. La configurazione della struttura è nominata taisha zukuri, reputata la più antica.
Architettura generale del tempio buddhista
La parola 'tempio' si riferisce, in architettura buddhista, ad un'intera area sacra e al suo complesso di strutture. I nomi dei templi sono accompagnati da suffissi come –tera, –dera o –ji; tutti indicano un tempio dove sono presenti immagini o statue da venerare, e dove i monaci e le monache officiano cerimonie rituali. Verso la fine del VII secolo, fu decretato che tutti i nomi dei templi buddhisti dovessero terminare con il suffisso cinese –ji. Spesso un complesso è diviso in unità più piccole e recinti. Le costruzioni più importanti sono il chūmon (letteralmente 'cancello centrale', è l'unica entrata al tempio), il quale fa parte del chiostro coperto che circondava le principali sale di culto, la pagoda (reliquiario memoriale) ed il kondo ('sala dorata': contiene le principali immagini di culto). In alcuni templi il kondo viene chiamato hondo, 'sala principale'. Fuori dal sito principale sono disposti gli edifici di 'supporto' (refettorio, campanile, archivi). Uno dei più importanti templi buddhisti ancora esistenti è lo Hōryūji.
Tempio buddhista: Hōryūji (già Wakakusadera)
Quando il Wakakusadera fu distrutto da un incendio, il tempio fu ricostruito su una base più tendente allo stile cinese e fu chiamato Hōryūji. L'entrata al complesso principale è compresa nel colonnato coperto, il quale è a sua volta connesso a una pagoda ed un solo kondo disposti ad asse lungo la linea mediana di un rettangolo che li racchiude. Nelle decorazioni, le sculture ed i dipinti si può notare la forte influenza dei canoni estetici cinesi tipici della dinastia Tang. All'esterno, ai lati del cancello, sono posti i feroci Niō, divinità appartenenti ad un gruppo chiamato kongōjin, che sono volti a proteggere il Buddhismo e i suoi fedeli. Il guardiano dell'Est è Ungyō, difensore della notte: una figura dalla pelle nera, con i denti serrati. Il guardiano dell'Ovest è Angyō, guardiano delle ore di luce, una creatura dalla pelle rossa e dalla bocca schiusa. Una volta all'interno dell'ampio cortile, il visitatore incontra le due principali strutture: il grande, 'tarchiato' kondo, e l'alta, eccentrica pagoda a cinque piani. I due edifici servono propositi diversi. Il kondo è designato alla venerazione: è una sala scura, al cui centro vi sono grandi statue di Buddha e Bodhisattva poste su un altare rialzato. La pagoda, protesa verso il cielo, è una struttura che serve a onorare la funzione dello 'stupa' indiano: come memoriale e reliquiario di una persona importante (nel caso del tempio buddhista, il Buddha stesso) e un memento della struttura verticale del diagramma universale. Uno dei più importanti tesori conservati nel tempio è una triade di Shaka (il Buddha storico).
Triade di Shaka (Tori Busshi, 623, Hōryūji, 115cm)
La triade di Shaka è la massima espressione dell'arte di Tori Busshi. Il Buddha siede sereno su di un piedistallo rettangolare. Il suo sguardo intenso è puntato sullo spazio frontale. La gestualità delle sue mani manifesta all'osservatore tranquillità e la promessa della salvezza. La severa rigidità del corpo contrasta con le vesti fluenti, che pendono dal fronte del piedistallo come una cascata. Un altro tocco di dinamismo è dato dalle fiamme tremolanti della sua aureola, tra le quali sono rappresentati i sette Buddha del passato. Lo stile di Tori Busshi è una reinterpretazione dello stile Wei, che si affermò in Cina durante il sesto secolo. Attraverso la Via della Seta, la forte plasticità delle figure venne ammorbidita dall'amore tipicamente asiatico per il disegno e la fantasia lineare. I corpi del Buddha e dei Bodhisattva sono appena visibili sotto le loro vesti; l'attenzione è invece concentrata sull'esuberantemente articolato drappeggio delle loro gonne e sciarpe che cadono su entrambi i lati, creando contorni seghettati che contraddicono l'apparente volume delle figure.
Buddha Akushie
È il Buddha della guarigione, capace di liberare dalla malattia suprema, ovvero la sofferenza causata dal ciclo delle rinascite. È rivolto ad Est, seduto su un trono di legno nella posizione del loto.
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