L'Italia nella guerra mondiale (1940 – 1943)
Il Patto d'Acciaio e l'intervento in guerra
Il 22 maggio 1939 sancisce l'alleanza politica e militare tra Italia fascista e Germania nazista. A cosa era dovuto questo avvicinamento?
- Dall'isolamento internazionale italiano
- Dalla solidarietà ideologica tra fascismo e nazismo -> slogan = Asse Roma-Berlino
- Dalla comune partecipazione alla guerra civile di Spagna
- Dalla accettazione da parte di Mussolini di far annettere l'Austria alla Germania (annessione rifiutata 4 anni prima)
In primavera 1939, Mussolini chiese ai tedeschi di far rimanere almeno altri 3 anni l'Italia in pace poiché si doveva:
- Ultimare la costruzione di navi da guerra
- Sistemare le colonie in Africa
- Rinnovare le artiglierie
Mussolini e suo genero, il ministro degli esteri Galeazzo Ciano, si accontentarono delle dichiarazioni verbali del ministro tedesco Von Ribbentrop secondo il quale anche la Germania necessitava di qualche anno ancora di pace.
Ad agosto 1939, Ciano incontrò Hitler e il ministro, scoprendo che i tedeschi erano convinti dell'ineluttabilità della guerra e che non temevano gli anglo-americani.
Il 1 settembre 1939 scoppiò la guerra. L'Italia, per non disobbedire al Patto, trovò come scappatoia il ricordarsi di essere carenti di materie prime. Fu così che venne varata la formula della non belligeranza (Italia alleata ma con le armi al piede).
Il 18 marzo 1940, Mussolini incontrò Hitler e venne rassicurato da quest'ultimo della sicura vittoria tedesca, incitando Mussolini a dare un aiuto ed entrare in guerra, pena lo scadimento dell'Italia a secondo ordine di paese più forte d'Europa.
Il 31 marzo 1940 Mussolini stese un promemoria nel quale introduceva il concetto di guerra parallela, affiancando la Germania, ma con propri obiettivi e scelte autonome.
Il 10 giugno 1940, Ciano consegnò la dichiarazione di guerra agli ambasciatori di Francia e Gran Bretagna mentre Mussolini si affacciava dal suo balcone per comunicarlo agli italiani. Alla notizia, nessuno fece obiezione, né il Re Vittorio Emanuele III né i vescovi italiani. Si diffuse un certo ottimismo. L'Italia in quel periodo aveva un ritardato sviluppo economico, carenze di materie prime e il sistema produttivo rimaneva molto lontano da quello dei nemici. Dunque, l'Italia doveva fare un continuo ricorso al mercato estero e il governo non si preoccupò di attuare un piano di decentramento delle industrie in caso di bombardamento.
Sul piano militare
L'esercito era basato ancora su fanteria appiedata invece che sugli automezzi. Veicoli italiani: 38.000, veicoli tedeschi: 600.000, veicoli francesi: 300.000. L'aeronautica era in ritardo sulla progettazione dei motori. L'imperizia del governo provocò già nei primi giorni la perdita di 212 navi poiché i marinai furono accolti alla sprovvista dall'attacco nemico, dato che non sapevano dell'imminente dichiarazione di guerra.
La prima fase della guerra: Francia & Mediterraneo
Sul fronte occidentale
Il 21 giugno, 21 divisioni italiane furono schierate contro 6 francesi (Francia ebbe facile gioco), dopo 4 giorni 613 soldati italiani morirono; 2000 congelati; 2500 dispersi. Il 14 giugno il nemico bombardò l'Italia, tra cui Genova e Torino. Il 24 giugno ci fu un armistizio -> l'Italia ottenne la smilitarizzazione lungo i confini europei e in Africa, e la possibilità di usare il porto di Gibuti nella Somalia Francese.
Il 9 luglio ci fu uno scontro tra flotte italiana e inglese al largo di Punta Stilo in Calabria, con relativa parità. L'11 novembre la flotta inglese attaccò il porto di Taranto con aerosiluranti. Il 9 gennaio 1941 ci furono attacchi aerei su Napoli. Il 28/29 marzo 1941 ci fu la battaglia di Capo Matapan nel Mediterraneo orientale tra Italia e Inglesi, in cui perirono 2303 italiani. Qualche successo: il 19 dicembre 1941 il tenente di vascello Durand de la Penne guidò alcuni compagni e affondò le navi "Valiant" e "Queen Elizabeth" grazie a siluri di 260 kg.
La guerra in Africa e la perdita dell'Impero
Il maresciallo Rodolfo Graziani ai primi di settembre con le sue truppe oltrepassò il confine tra Libia e Egitto raggiungendo Sidi El Barrani, dove l'avanzata ebbe termine. Tre mesi di stallo.
Il 9 dicembre 1940 ci fu l'offensiva degli inglesi. A febbraio 1941 furono perse: Cirenaica, Cufa, Giarabub. Ritirata italiana. Ci fu la disfatta italiana in Africa Orientale, con la perdita delle colonie Eritrea e Somalia e dell'Impero di Etiopia.
Sul fronte settentrionale
Gli italiani dovettero ripiegare in condizioni disperate su Cheren, dove riuscirono a resistere a tre diverse offensive britanniche, prima della resa (27 marzo).
Sul fronte meridionale
Il 26 febbraio la capitale somala Mogadiscio venne occupata; si perse il territorio dell'Oltregiuba. In poco tempo, tutto l'impero crollò: il 1 aprile Asmara, il 6 aprile Addis Abeba, e l'8 aprile Massaua.
Per gli italiani, il crollo dell'Africa Orientale fu di grande preoccupazione per il rischio di vendetta da parte etiope. Per cui, gli inglesi si mossero per proteggere i civili italiani e per l'evacuazione di donne e bambini raccolti al Porto di Berbera nel Somaliland. Tra il 1942 e il 1943, rientrarono 60.000 persone.
L'attacco alla Grecia e la guerra nei Balcani
Per ambizione personale, Mussolini decise di attaccare la Grecia, usando l'Albania come base di partenza. Hitler era contrario. Le decisioni affrettate furono prese senza considerare che la zona era aspra e montuosa, portando a effetti disastrosi a catena: spinse gli inglesi a installarsi a Creta, mise in movimento l'intera situazione balcanica, e l'evoluzione politica jugoslava causò un successivo intervento tedesco. Inoltre, fece rinviare di cinque settimane l'attacco all'URSS.
Il 6 dicembre 1940, i greci lanciarono una buona offensiva; occuparono Santa Quaranta e Argirocastro. In primavera 1941, i tedeschi attaccarono Grecia e Jugoslavia. La Jugoslavia aderì al Patto Tripartito (Italia, Giappone, Germania), il che suscitò una reazione nell'opinione pubblica e, dopo giorni di manifestazioni popolari, ci fu un colpo di stato filo-inglese che fu la causa dell'intervento militare tedesco. Il 6 aprile bombardò Belgrado. Anche gli italiani varcarono il confine: l'11 aprile occuparono Lubiana, il 15 aprile occuparono Spalato, e il 18 aprile la Jugoslavia capitolò. I greci nel frattempo chiesero l'armistizio ai tedeschi ma non agli italiani.
La Slovenia fu divisa tra Italia e Germania, la Croazia divenne uno stato indipendente guidato dal fascista Pavelic. Il Montenegro fu occupato dall'Italia, la Dalmazia fu annessa all'Italia, la Serbia cadde sotto un regime di occupazione tedesco (territori ex-jugoslavi furono ceduti ai confinanti). Fiume e Zara furono ampliate, Spalato e Cattaro vennero create.
Estremismo di Pavelic
Le bande Ustasa avviarono una guerra di annientamento etnico verso le comunità serbe, musulmane, ebraiche e zingare. Contro gli Ustasa nacquero le formazioni nazionaliste serbe dei Cetnici. Gli italiani le appoggiarono, il che provocò proteste dai tedeschi e alimentò discordie.
Nel 1942, Mario Roatta divenne comandante della III Armata Italiana. Catturò ostaggi ribelli, creando campi di internamento per civili sloveni e croati.
La campagna di Russia
Già nel 1940, Hitler aveva intenzione di sferrare un attacco mortale all'Unione Sovietica. Questa decisione venne comunicata all'Italia solo alla vigilia dell'attacco il 21 giugno 1941. In Italia, il Duce creò subito il CSIR di 62.000 uomini in 3 divisioni, che partì dall'Italia il 10 luglio 1941. Nella primavera 1942 venne costituita l'VIII Armata (ARMIR) che entrò in servizio il 9 luglio con il Generale Italo Gariboldi insieme alle Camicie Nere. In luglio gli italiani attraversarono il fiume Donec e si schierarono lungo il Don. Quando in dicembre i russi attaccarono la zona tenuta dagli italiani, il fronte si ruppe facilmente. Scomparvero 229.000 uomini, la metà e altri rimpatriarono solo dopo anni di prigionia.
La sconfitta finale in Africa
Il 18 novembre 1941 ci fu una grande offensiva britannica -> operazione Crusader, finalizzata a liberare Tobruch, costringendo gli italo-tedeschi a ritirarsi a Marsa El Brega. Nel frattempo, con l'attacco giapponese a Pearl Harbor (1941), sia Italia che Germania dichiararono guerra agli USA, sottovalutandoli. Nel 1942, ci fu la guerra dei convogli (Africa Settentrionale), causata dalla necessità per l'Italia e la Germania di far affluire materiali e truppe attraverso le rotte obbligate tra la penisola e la Libia, trovando problemi con Malta che li bloccava. Tutto cambiò con l'arrivo di Rommel che attaccò le postazioni inglesi in Libia. Lui giunse fino a El-Alamein, ma con poche forze. Ci fu un altro periodo di stasi.
Bernard Montgomery fece partire ad El-Alamein un'offensiva inglese il 23 ottobre 1942 che fece ritirare dalla zona tedeschi e italiani. L'8 novembre 1942 le prime truppe americane sbarcarono in Marocco e Algeria (operazione Torch). Nel giro di pochi mesi l'azione combinata tra americani e inglesi fece concludere la guerra in Africa. Il 7 maggio caddero Tunisi e Biserta, e il 13 maggio le truppe italiane cedettero.
Il crollo del fascismo e il 25 luglio
Con tutte le sconfitte in ogni fronte da parte dell'Italia, i civili iniziarono ad avere sfiducia nel governo anche in seguito ai bombardamenti nelle città settentrionali oltre che in quelle meridionali. Molti erano gli ascoltatori nascosti di Radio Londra. Anche la chiesa cattolica iniziò a dar cenni di non sostenere più i principi della guerra. Soprattutto al nord, con gli operai iniziarono delle manifestazioni di protesta non di filo-comunista, ma per le pessime condizioni di vita. Nel frattempo, ci fu un rimpasto del governo che vide l'allontanarsi di Ciano, Grandi e il disfacimento del PNF che Mussolini tentò di evitare. Il 19 luglio venne bombardata Roma e il 22 venne conquistata Palermo dagli americani. Mussolini convocò il Gran Consiglio, che non era più stato riunito dal 1939, per affrontare la caduta del fascismo. Il giorno seguente, il 25 luglio 1943, il Duce si recò da Re Vittorio Emanuele III per comunicare la sua abdicazione al governo, facendosi sostituire da Badoglio. Al fine del colloquio, Mussolini venne portato da due poliziotti in ambulanza per non destare sospetti, in stato di arresto. Quando la radio diede l'annuncio, oltre allo stupore tedesco, nelle piazze si riversarono grandi manifestazioni di gioia.
I "45 giorni" di Badoglio e l'armistizio
Il suo governo di tecnici non fece altro che sopprimere qualsiasi manifestazione antifascista. Il 28 agosto il generale Castellano tornò con la resa militare, detto armistizio corto, mentre quello lungo venne firmato il 29 settembre. Badoglio disse che era impossibile dare la notizia per radio agli italiani per paura di ritorsioni tedesche, così Eisenhower fece anticipare da Radio New York la notizia e la sera dell'8 settembre anche la radio italiana.
L'8 settembre
Tra la notte dell'8 e il 9, sia il Re che Badoglio scapparono stabilendosi a Brindisi per paura dei tedeschi. Il Re antepose la sua dinastia al paese, abbandonandolo e non dando e ordinando le forze armate al servizio. L'esercito italiano, lasciato al suo destino, si sciolse e sbandò, e questo portò alla morte della patria. L'umiliazione portò in molti uomini un senso di rivincita, creando la Resistenza. L'8 scattò già l'operazione Ache, concretizzatasi con l'aggressione alle truppe italiane e ai soldati giudicati come traditori. Rommel aveva in mano 100.000 prigionieri.
La tragedia dei deportati in Germania
801.000 uomini furono internati. 186.000 manifestarono fedeltà all'Asse e si misero al suo servizio, mentre 615.000 finirono nei lager. Il 20 settembre 1943, Hitler trasformò questi uomini in IMI (Internati Militari Italiani). Un ordine dell'OKW trasformò gli IMI in lavoratori civili.
La divisione dell'Italia (1943 – 1945)
Il regno del sud
Tutto doveva per forza di cose ripartire da zero. L'11 settembre, Vittorio Emanuele III e Badoglio, tramite Radio Bari, si rivolsero agli italiani a Brindisi nella prima riunione di governo, cercando di mettere su un minimo di strutture: uffici, impiegati. Il 16 novembre vennero nominati nuovi sottosegretari di fede monarchica.
Regno del Sud:
- Potere su: Brindisi, Lecce, Taranto, Bari
- Tutto il resto d'Italia diviso tra Alleati e tedeschi
L'11 febbraio 1944, le province del sud quali Salerno, Potenza, Bari, più Sicilia e Sardegna tornarono all'amministrazione italiana. I sottosegretari furono promossi a ministri. Ci fu il trasferimento della sede del Regno da Brindisi a Salerno.
Nel settembre e ottobre 1943, il 29 settembre, si firmò l'armistizio "lungo" a Malta tra Badoglio ed Eisenhower. Questo dava ai vincitori:
- Installazioni navali militari e aeree, centrali elettriche, raffinerie, servizi pubblici, porti
- Consegna come prigionieri di Mussolini e gerarchi
- Abolire leggi razziali
Il 13 ottobre, ci fu la cobelligeranza dell'Italia, con la dichiarazione di guerra alla Germania.
Struttura dei vincitori sull'Italia
Disastro italiano: miseria, lotte, fame, criminalità, mancanza di potere, inflazione, imposero un intervento più massiccio.
Sul piano amministrativo
Gli inglesi cercarono di favorire la ripresa di attività da parte dei funzionari italiani. AMGOT e ACC avevano finalità di sorveglianza. ACC diventò AC nel 1944. UNRRA fu un piano di aiuti e sussidi per il popolo, infrastrutture.
I partiti del CLN
Le vicende del 1943 diedero la spinta per la ripresa dei partiti antifascisti. Fu l'intervento italiano in guerra a sollecitare un rilancio delle riflessioni programmatiche e delle attività pratiche dei partiti. Solo dopo la fine del fascismo, il 9 settembre 1943, sei dirigenti di sei partiti antifascisti si riunirono per dar vita al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale).
Ne aderirono:
- PCD'I – Partito Comunista d'Italia
- PSIUP – Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria
- Pd'A – Partito d'Azione
- DC – Democrazia Cristiana
- PDL – Partito Democratico del Lavoro
- Partito Liberale
PCD'I – Partito Comunista
Unico che aveva conservato una propria struttura, passando però per gravi crisi:
- 1938: scioglimento del suo Comitato centrale su disposizione dell'Internazionale Comunista (IC) per accuse di infiltrazioni fasciste e trockiste
- 1939: Patto Ribbentrop-Molotov = di non aggressione tra Germania e URSS nato per difendere quest'ultima, giudicata come una guerra tra opposti imperialismi, ponendosi sullo stesso piano del nazismo
Giugno 1941: attacco tedesco all'URSS. Il PCD'I divenne PCI (Partito Comunista Italiano). In quei mesi il comunismo continuava a crescere grazie alle notizie che arrivavano dall'URSS, facendo capire che solo i sovietici e i comunisti potevano abbattere il nazismo. Il partito attraeva giovani: Antonio Giolitti, Mario Alicata, e non: Giorgio Amendola, Luigi Longo, Pietro Secchia.
PSIUP – Partito Socialista
Il 22 agosto 1943, a Roma, il segretario fu Pietro Nenni. PSIUP = Partito Socialista + Movimento di Unità Proletaria (MUP) Ricostruire regole di democrazia, costruzione di un partito unico della classe parlamentare operaia. Convincimento di tipo riformista, superare la vecchia contrapposizione tra socialdemocrazia e comunismo. L'ideologia del partito non era chiara (marxista-leninista; marxista; riformista).
Pd'A – Partito d'Azione
Fondato nel 1942 (in clandestinità) dalla confluenza di diverse componenti:
- Liberalsocialisti con il loro manifesto del liberalsocialismo
- Giustizia & Libertà, uomini che vi aderirono in passato
- Personalità diverse (finanza, arti, cultura) come Ugo Malfa
Pensiero politico:
- Riformare lo stato
- Accantonare la monarchia
- Decentramento amministrativo, nazionalizzando i grandi complessi monopolistici e creando un sistema economico misto
- Separare lo stato dalla Chiesa
- Promuovere una federazione europea come "comunità giuridica tra stati"
Democrazia del Lavoro
Partito politicamente conservatore con limitati consensi nella media borghesia, eretto sulla figura di Meucci Ruini e Ivanoe Bonomi.
Partito Liberale
Nel luglio 1943, si registrava un'assenza di una tradizione politica unitaria e moderna tra gli esponenti anziani: Benedetto Croce, Francesco Saverio Nitti, Einaudi.
Democrazia Cristiana (DC)
Nasce sulla base di tradizioni del passato Movimento Cattolico & Partito Popolare di Sturzo. Ideologia (apporti culturali che rinviavano a):
- Neotomismo ottocentesco
- Popolarismo sturziano
- Magistero sociale della Chiesa di Pio XII
- Filosofia personalista di Jacques Maritain
- Istituzionalismo giuridico riversato poi nella costituzione
- Cultura economica degli anni Trenta
I tratti essenziali della proposta politica:
- "Dieci punti neoguelph" = Democrazia rappresentativa e parlamentare, istituzione delle regioni, spazio a questioni economiche e sociali
Due radiomessaggi del Papa Pio XII:
- 1942: sui diritti dell'uomo, sulla dignità e centralità dell'uomo
- 1944: ammise la superiorità di un sistema democratico rispetto a uno autoritario
Dalla "svolta di Salerno" alla liberazione di Roma
Svolta di Salerno enunciata da Palmiro Togliatti, che dopo 18 anni di esilio sbarcò a Napoli il 27 marzo 1944. Invitò i partiti del CLN ad aprirsi per una collaborazione con Badoglio in modo da varare un governo per l'adesione di tutti i partiti di massa e creare un esercito capace di battere i tedeschi. L'impegno a guerra finita fu di convocare un'Assemblea Costituente per risolvere il problema istituzionale. Questa mossa portò a un compromesso che appena liberata Roma il Re si sarebbe ritirato a vita privata, delegando i suoi poteri al figlio Umberto di Savoia. Fu così che il 22 aprile nacque il secondo governo Badoglio.
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