Introduzione allo studio della politica e della società
Che cos'è la politica?
La politica è un'attività fondamentale per la comunità. La comunità è una realtà sociale che rimanda a elementi come condivisione di valori, legami sociali, obiettivi comuni. La politica ha il compito di organizzare la vita pubblica dei cittadini che necessariamente si riflette sulla loro dimensione privata, sulle famiglie, sul loro futuro, incidendo quindi sulla qualità del vivere insieme agli altri.
Dunque la politica è l’attività o il processo attraverso cui determinati gruppi raggiungono e applicano decisioni vincolanti che incidono sulla collettività nel suo complesso.
Le tre facce della politica
- Politics: rappresenta la dimensione procedurale della politica (idee e attività degli attori politici sulla scena politica), in particolare si riferisce al potere e al conflitto tra gli attori politici a causa di visioni ideologiche e interessi differenti presenti in una società complessa.
- Polity: richiama la cornice istituzionale nella quale si sviluppa l’azione della politica. Lo Stato è la "polity" per definizione, ma le "polities" sono anche sub e sovranazionali.
- Policy: rappresenta il governo della comunità. Rimanda alle decisioni implementate per risolvere o tracciare gli scenari di sviluppo di una comunità. Essa rappresenta le azioni della politica che escono dai luoghi del potere, si distribuiscono nella società e assumono concretezza sul territorio comunitario.
Perché studiare la politica?
La politica è un concetto che rimanda a idee e valori che definiscono le prospettive degli attori della politica. In alto ci sono i rappresentanti che prendono le decisioni. In basso ci sono i rappresentati, che votano, protestano e, partendo dal basso, agiscono tramite azioni che si riversano a loro volta verso l'alto cercando di influenzare il processo decisionale.
Nei modelli di governo rappresentativi il potere viene ottenuto attraverso la procedura della delega democratica, basata su elezioni libere con l'obiettivo di eleggere i governanti rappresentanti e raggiungere una distinzione tra governanti e governati. Le procedure democratiche si sviluppano in un contesto in continuo cambiamento: cambiamento demografico, cambiamento dei sistemi di appartenenza sociale, cambiamenti economici, cambiamenti tecnologici.
Nella fase attuale si osserva un diffuso giudizio negativo da parte dei governati verso i governanti all'interno delle democrazie. A tal proposito si è sviluppato il "paradosso della democrazia": la democrazia trova un ampio consenso nell’opinione pubblica mondiale, ma i sistemi democratici suscitano, nei cittadini che ci vivono, sentimenti di insoddisfazione riguardo il loro funzionamento.
Si è venuto a creare un vuoto tra il demos e la politica dei partiti. Quindi la democrazia reale non incontra pienamente le aspettative della base popolare, la quale esprime delusione e sfiducia. Il cittadino "critico" non rifiuta la democrazia e i suoi principi, ma esprime disapprovazione verso il modo in cui funziona. Esso critica i rappresentanti, le loro performance e la scarsa attenzione verso i cittadini stessi.
I principali approcci teorici
Approcci teorici: scuole di pensiero che giustificano come si procede allo studio della politica. Essi sono:
- Istituzionalismo: mira all’analisi delle istituzioni, come si strutturano e come funzionano. Per questo approccio è molto importante lo studio comparativo, ovvero il confronto tra le istituzioni. Secondo una concezione sociologica di istituzione, vengono indicati modelli complessi di comportamenti ricorrenti in un contesto sociale. Secondo una concezione politologica di istituzione, viene presa in considerazione un’organizzazione formale con ruoli, regole, procedure. Esempio: studio del tipo di legge elettorale adottato e il conseguente modello di comportamento dei cittadini.
- Comportamentismo: viene privilegiato lo studio del comportamento individuale. Si studiano le scelte di voto e se ci sono differenze territoriali, sociali, culturali e generazionali dietro la preferenza di un partito rispetto ad un altro. Il presupposto è che il contesto sociale, storico, culturale, nel quale vivono i soggetti studiati, influisca sul modo di approcciarsi alla politica e definisca stili di comportamento specifici. Quindi il comportamento di voto non viene legato al tipo di legge elettorale, ma vengono studiate le determinanti sociali. Anche in questo caso è fondamentale lo studio comparativo.
- Strutturalismo: sottolinea l’importanza delle relazioni strutturali, tra gruppi sociali, classi sociali, istituzioni pubbliche, associazioni, partiti, che finiscono per configurare la cornice entro la quale si sviluppa l’attività politica nel suo complesso. Dunque al centro di questo approccio ci sono le relazioni sociali tra gruppi.
- Scelta razionale: questo approccio fa riferimento all’homo oeconomicus. L’individuo è al centro di questo approccio dove il punto di partenza è l'individualismo metodologico: analisi che si basa su principi di natura economica, dove i vari attori si muovono per cercare di massimizzare il “profitto” (ovvero di raggiungere al minor costo i propri obiettivi). Questo individuo abbandona la dimensione della passione, ma agisce razionalmente (pondera prima di decidere, ordina le preferenze delle possibili scelte). Per questo attore è difficile avere la completa conoscenza di una questione. Così in vista della sua scelta come quella del voto, si può affidare al parere di esperti. Inoltre, la razionalità dell’attore sarà verosimilmente limitata in quanto la certezza di controllare tutte le informazioni è improbabile da realizzare.
- Interpretativismo: pone l’attenzione su valori, ideologia e cultura dell’attore sociale. Il complesso delle idee condivise influenza il modo in cui i cittadini interpretano la situazione politica e costruiscono la realtà, l’ambiente in cui si muovono. Vengono definite le situazioni nelle quali è inserito l’attore sociale, che quindi decide come agire di conseguenza. I comportamenti vanno interpretati in base al contesto culturale di riferimento. I significati sono relativi (e non assoluti) e soggettivi (non oggettivi).
I paradigmi: spiegazione e comprensione
Paradigma scientifico: prospettiva che prevede uno stretto legame tra approccio teorico e criteri di ricerca empirica (comunità di studiosi che contribuiscono all’allargamento della conoscenza).
L’adozione di un paradigma presuppone la condivisione di 3 questioni:
- Questione ontologica: indica le caratteristiche della realtà sociale da studiare che indica come essa viene considerata.
- Questione epistemologica: indica il rapporto tra chi studia la realtà e l’oggetto di studio.
- Questione metodologica: indica come studiare quella realtà e quali criteri/tecniche di ricerca utilizzare.
Due principali paradigmi
- Paradigma positivista: basato sulla logica della spiegazione. Questo approccio sostiene che la realtà è qualcosa di “oggettivo” (Durkheim). Il mondo sociale esiste in modo indipendente dall’agire umano. La ricerca è indipendente dai valori. Quindi si applica il metodo sociologico di Durkheim, e da questo deriva il dualismo tra ricercatore e la realtà indagata (il ricercatore è indipendente e distaccato dall’oggetto di studio, che essendo oggettivo non viene influenzato dal lavoro del ricercatore e viceversa). Inoltre c’è l’idea che i concetti astratti, dopo essere stati operazionalizzati, possono essere misurati. Le tecniche di ricerca adottate sono quantitative: si usano i numeri come misure e rappresentazioni della realtà. Le informazioni rilevate vengono trascritte attraverso il linguaggio delle variabili. Computer e programmi di analisi statistica sono utilizzati per cercare di mettere in luce relazioni tra variabili. Tutto questo viene fatto per spiegare la realtà. Esempio: in questo modo un ricercatore può spiegare come una variabile indipendente (es. la posizione sociale degli elettori) può influenzare la scelta di voto. Quanto scoperto, se trova riscontro in altre ricerche, può diventare una legge del comportamento politico generalizzabile all’intero universo degli elettori. Altri studiosi, in seguito, potranno verificarne l’effettività, precisarne i termini, oppure smentire i risultati alla luce di nuove indagini.
- Paradigma costruttivista: basato sulla logica del comprendere. Questo approccio sostiene che la realtà sociale è qualcosa di “soggettivo”. La realtà è costruita attraverso i processi di interazione tra gli attori e non può essere ingabbiata all’interno di leggi sociali e modelli generalizzabili. Quindi la realtà è conoscibile per mezzo della comprensione dei significati attribuiti dagli individui alle loro azioni, e tramite le tecniche qualitative, si cercherà di comprendere il senso dell’agire sociale. Tramite le tecniche qualitative, il ricercatore adotta un approccio “comprendente”: mira a mettersi al posto dell’attore/nel suo punto di vista, per potere capire il senso dell’azione posta in essere dal soggetto stesso. La realtà viene osservata con un particolare coinvolgimento dell’osservatore nell’ambito studiato. Si ricorre a tecniche come interviste qualitative, focus group, osservazione partecipante. Quindi la ricerca qualitativa si caratterizza per una stretta interazione osservatore-osservato. La ricerca è impregnata di valori.
Metodi e tecniche
Lo studio del rapporto tra società e politica passa attraverso l’adozione di determinate strategie di indagine. Gli studiosi spesso non trovano soddisfacente un solo metodo, ma preferiscono l’uso combinato di diversi strumenti di indagine costruendo un mixed methods design. I due principali ambiti di metodo sono quello quantitativo (paradigma positivista) e quello qualitativo (paradigma costruttivista), oltre a una “terza famiglia” che comprende lo studio del caso e lo studio di comunità.
Tecniche quantitative
- Inchiesta campionaria: uno degli strumenti più utilizzati è l’inchiesta campionaria (sondaggio di opinione o survey). L’inchiesta campionaria è un “modo di rilevare informazioni” interrogando gli stessi individui oggetto della ricerca, appartenenti ad un campione rappresentativo, mediante una procedura standardizzata di interrogazione, allo scopo di studiare le relazioni esistenti tra le variabili. È lo strumento più utilizzato per rilevare l’opinione pubblica e per studiare il rapporto tra cittadini e politica. L’unità di analisi è l’individuo. È una tecnica importante perché l’utilizzo di un campione probabilistico (quindi statisticamente rappresentativo di una popolazione) permette di generalizzare i risultati. Lo strumento dell’inchiesta campionaria può fornire stime importanti della realtà studiata. La procedura standardizzata di interrogazione avviene tramite questionario dove le domande e le modalità di risposta sono predefinite (standardizzate) nei contenuti e nella sequenza. L’ordine delle domande poste agli intervistati segue uno schema rigido al quale di devono attenere tutti gli intervistati. Può avvenire mediante procedure differenti: intervista personale (face-to-face), questionario cartaceo o tramite l’ausilio di computer (Capi), rilevazione telefonica (Cati), informatizzata (Casi), via Internet (Cawi), telefonia mobile (Cami) oppure il questionario può essere autocompilato (Papi) e riconsegnato alla struttura che ha organizzato la ricerca. Lo strumento dell’indagine campionaria serve per monitorare nel tempo gli orientamenti politici degli elettori. In occasione delle elezioni vengono svolti vari tipi di sondaggio:
- Sondaggi pre-elettorali (effettuati nei giorni precedenti il voto).
- Sondaggi post-elettorali (effettuati nei giorni successivi al voto).
- Exit-polls (interviste presso i votanti all’uscita dai seggi elettorali: viene chiesto loro, oltre una serie di dati socio-demografici, di ripetere il voto appena espresso).
- In-house polls (sondaggi rivolti agli elettori, nelle loro case, il giorno stesso delle elezioni).
- Fonti statistiche ufficiali: rappresentano una base informativa di grande utilità per la ricerca socio-politica grazie alla disponibilità di dati in rete. L’unità di analisi è una porzione di territorio (sezione, collegio elettorale, comune, provincia, regione). Le statistiche territoriali sono di grande utilità per questo tipo di ricerca poiché offrono dati di diversa natura (dati sul lavoro, sulle imprese, sul risparmio, sui servizi, sulla sanità, sui consumi, sulla criminalità, sul reddito ma anche sui risultati elettorali) relativi alla stessa porzione di territorio. Questi dati organizzati su base territoriale vengono poi analizzati mettendoli in relazione a diverse altre informazioni relative a quella porzione di territorio (es. viene analizzata l’incidenza di un certo fenomeno rispetto alla dimensione territoriale). Per un ricercatore potrebbe essere interessante verificare, attraverso un’analisi ecologica, se vi siano o meno zone omogenee dal punto di vista geopolitico. Analisi di questo tipo presentano “trappole interpretative” che rimandano alla “fallacia ecologica”, cioè le relazioni trovate analizzando i dati territoriali possono non essere confermate con dati raccolti a livello individuale. Quindi i risultati che emergono da fonti statistiche ufficiali dove l’unità di misura è il territorio, vanno confermati, prima di giungere all’interpretazione e spiegazione finale, con informazioni provenienti da “fonti individuali” (come le survey). Una tecnica di analisi dei dati politico-elettorali che utilizza fonti informative a livello di sezione elettorale è la “stima dei flussi elettorali”. L’obbiettivo è quello di tracciare l’andamento dei flussi di voto tra i partiti, quindi determinare quanti elettori hanno cambiato scelta di voto e valutare quanti si sono astenuti. Questi flussi permettono di capire meglio la dinamica elettorale. Lo studio di questi flussi viene compiuta oggi tramite:
- "Metodo di disaggregazione tramite regressione": procedura di analisi statistica dei risultati elettorali ufficiali che permette di giungere a una stima, attraverso l’uso di equazioni matematiche fra due elezioni.
- Proiezioni elettorali: proiezione delle previsioni elettorali tramite media, televisioni, siti giornalistici. Sulla base dei risultati definitivi viene calcolato quella che sarà la stima del risultato ufficiale ottenuto dai vari partiti alla fine delle operazioni di scrutinio.
- L’esperimento nelle scienze sociali: sostiene che la realtà è manipolabile attraverso uno stimolo (attraverso un meccanismo di causa-effetto). L’esperimento consiste nel verificare se una determinata causa produce uno specifico effetto. Esempio: vengono presi due gruppi di elettori perfettamente comparabili. Viene analizzato l’atteggiamento dei due gruppi nei confronti di un determinato partito (pre-test). Successivamente, un solo gruppo di elettori (gruppo sperimentale) viene sottoposto (stimolo) alla visione di uno spot che può migliorare o peggiorare l’immagine pubblica del partito in considerazione. Poi, viene ancora analizzato l’atteggiamento dei due gruppi di elettori nei confronti dello stesso partito (post-test). In conclusione si verificano le eventuali differenze tra “prima” e il “dopo”. Problema! L’esperimento è complesso da realizzare nella pratica: è difficile realizzarlo in un contesto ambientale esterno rispetto a quello di laboratorio. Di conseguenza, a seguito di queste difficoltà operative nel tenere sotto controllo le variabili esterne, sono state raggiunte modalità e procedure differenti e più facili da realizzare (ad es. prevedendo solo un gruppo), denominandoli quasi-esperimenti. Un quasi-esperimento di grande interesse è il “sondaggio deliberativo”: in un sondaggio tradizionale i cittadini non sono informati, mentre con il sondaggio deliberativo si tenta di fornire un modello di cosa penserebbe il pubblico, se avesse una migliore opportunità di prendere in esame gli oggetti dell’indagine.
Questo quasi-esperimento si articola in diverse fasi:
- Pre-test: si organizza un sondaggio convenzionale interrogando con un questionario standardizzato un campione probabilistico sul tema che sarà oggetto dell’indagine.
- Una parte di questi intervistati vengono invitati a prendere parte a un week-end deliberativo in una determinata località.
- In questo week-end, tutti i soggetti verranno informati riguardo alla questione oggetto del sondaggio: ci saranno incontri con esperti e politici che sostengono diverse posizioni esistenti, si formano gruppi faccia e faccia.
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