Psicologia dinamica
Freud
Alla base della psicologia dinamica vi è l'idea che dentro di noi ci sono delle
forze che muovono la nostra esistenza, il nostro agire come essere psichici
è governato da forze.
Vi è quindi un equilibrio, o in caso di patologie disequilibrio, tra forze
psichiche.
Le forze (o spinte) possono diventare motivazione (sistemi motivazionali =
insieme di spinte).
Il modello freudiano si basa intorno al concetto di pulsione, il quale è una
spinta.
Spinte opposte possono entrare in conflitto tra di loro.
Nella vita quotidiana siamo spinti sempre tra diverse forze in conflitto.
L'equilibrio in Freud diventa chiaramente conflitto.
Il conflitto può essere anche comprensibile al soggetto e quindi non
necessariamente patologico; meno siamo consapevoli dei conflitti più ci
spostiamo verso un funzionamento patologico.
Il modello psicoanalitico è un pezzo della psicologia dinamica, all'interno di
quest'ultima esistono diversi modelli.
All'inizio del '900 il contributo alla di Freud fu il determinismo psichico; in
questo periodo psicoanalisi e psicodinamica più o meno coincidevano, e il
modello psicodinamico era intrapsichico (tutto accadeva dentro il soggetto)
e vengono pensate nella misura in cui sono state interiorizzate dal
soggetto.
A partire dagli anni '30 comincia a venire risaltato il contesto sociale e lo
scambio interpersonale (es. modello dell'attaccamento).
Attualmente la psicologia dinamica è in connessione con diverse discipline,
come la psicologia cognitiva, psicobiologia e neuroscienze.
Vi è quindi sempre più una convergenza tra diverse teorie.
La psicologia dinamica vuole studiare e comprendere l'essere umana dalla
lente psicodinamica, quindi non da una lente ingenua e naturalistica, ma a
partire da un filtro dinamico.
Vi è un assunto fondamentale che parte delle forze psichiche siano
inconsce e di cui quindi non siamo consapevoli.
Il nostro modo di conoscere la realtà è relativo alla prospettiva con cui la
guardiamo (relativismo prospettico); possiamo diventare consapevoli del
punto di vista con cui stiamo guardando la realtà.
Quello che lo psicologo vede nel soggetto che egli non riesce a vedere si
suppone che sia nel suo inconscio, ma anche il punto di vista dello
psicologo essendo umano avrà sempre un filtro, bisogna diagnostica in
maniera consapevole.
Due soggetti in relazione creano una realtà della relazione inter-
soggettuale.
Freud lavora alla clinica Salpetriere di Parigi con Charcot sull'isteria.
Charcot divide i sintomi in organici legati ad una lesione e sintomi funzionali
di cui non si può conoscere esattamente l'origine. Secondo Freud Charcot
non si focalizza molto sull'aspetto della cura, ma più sull'aspetto dell'analisi.
Freud si concentra sulla cura di una paziente isterica, Anna O.
Tutta la produzione di Freud si muove verso tre vertici = osservazione
clinica → teoria → tecnica. Questo è un continuo muoversi in questi versanti,
che esclude la produzione di Freud da una sistematicità e linearità.
Freud “Sull'isteria” = si inizia con un trauma che diventa un sintomo
esterno, questi traumi creano un blocco emotivo nella psiche della persona,
un evento può riattivare questo trauma che però è censurato, in questo
modo vi è solo il sintomo esterno senza il ricordo del trauma.
L'energia riattivata del trauma si scarica sul corpo. L'isteria può essere
paragonata nella mente del tempo come una razionalizzazione della
stregoneria medievale.
Freud comincia a pensare che più che un vero e proprio trauma infantile
(non trovando traumi nel paziente), nell'isteria ci sia qualcosa che ha che
fare con una fantasia, un'interpretazione del paziente di carattere sessuale.
Eventualmente espande questo concetto non solo all'isteria, ma ad ogni
psicosi. Questo conflitto intrapsichico alla base di ogni psicosi viene poi
definito da Freud come determinismo psichico assoluto, vale a dire che ogni
comportamento umano ha una causa psichica, ma una larga parte di
queste cause sono inconsce.
Nello studio della paziente Anna O. Freud conclude che Anna O non accetta
le proprie pulsioni erotiche o aggressive perché le ritiene incompatibili con
l’immagine di sé idealizzata che la cultura richiede. La realtà psichica
dipende dalla realtà storica.
Nell'interpretazione dei sogni Freud afferma che vi è una trasformazione del
contenuto onirico effettuata dalla censura.
Sintassi del sogno = rifacimento visivo, condensazione, spostamento e
ordinamento.
La metapsicologia
La metapsicologia è la dimensione teorica della psicoanalisi, studia il
comportamento umano secondo tre diversi punti di vista: topico, dinamico
ed economico.
Dal punto di vista dinamico, i processi psichici sono in continuo equilibrio
dinamico tra le polarità interno-esterno, piacere-dispiacere, attivo-passivo.
La pulsione è la spinta che proviene dall'interno e che muove l'azione e il
pensiero dell'individuo. Secondo il punto di vista energetico dalle pulsioni
scaturisce un'energia psichica legata alla rappresentazione mentale. Spinta
e rappresentazione mentale fanno parte della psicoanalisi di Freud, esse
possono essere legate o non. Freud intende il sistema nervoso come un
apparato per eliminare o ridurre la quantità di energia (eccitazione) e
distingue due modi di gestire tale energia.
Processo primario = principio del piacere → stato libero
Processo secondario = principio della realtà → energia legata
Nello stato libero l'energia è libera, vale a dire non finalizzata a qualcosa.
Un esempio di psiche che funziona secondo il principio della realtà è la
mente di un bambino che piange in modo indifferenziato, diventerà
differenziato e quindi finalizzato quando assocerà il pianto al richiamare
l'attenzione del caregiver. Prima che i comportamenti possano essere
finalizzati l'energia ha come scopo semplicemente l'essere gratificata il più
velocemente possibile (principio di piacere). Tutto ciò che muove il bambino
e un ottenimento del piacere indifferenziato. Attraverso l'educazione e lo
sviluppo il bambino comincia ad utilizzare l'energia per richiamare
l'attenzione, indicare delle cose, ecc. In questo modo temporeggia la
gratificazione per un certo periodo di tempo; tra desiderio e gratificazione
viene applicato un tempo di latenza (principio di realtà). Attraverso questa
modalità il bambino entra in contatto con la realtà, la quale è però una
realtà frustrante.
Freud chiama i due processi primario e secondario per indicarne la
sequenza temporale.
Gideon successivamente affermerà che nel tempo di latenza tra desiderio e
gratificazione nasce il pensiero. Nonostante si sviluppi il processo
secondario ciò non esclude che la mente adulta possa comunque accedere
al processo primario, in casi rari o in presenza di psicopatologie. In Freud è
la figura del padre (simboleggia la realtà) che impone un limite tra la
relazione tra madre e figlio in cui vi è invece una gratificazione immediata.
Tutto ciò che rientra nella primo processo può essere definito psicosi (non vi
è contatto con la realtà), tutto ciò che rientra nel secondo processo può
essere definito nevrosi (vi è contatto con la realtà ma non in modo
funzionale). L'energia che non viene immediatamente gratificata rimane
alta e può essere investite in altre attività necessarie ad ottenere il
desiderio. La prima frustrazione avviene quando si riesce a distinguere il sé
dal non-sé.
Topiche
La prima topica è formata da conscio, preconscio ed inconscio. Il conscio è
attaccato ad una determinata rappresentazione psichica, l'inconscio è un
luogo dove sono presenti tutti gli oggetti psichici che non possono arrivare
alla coscienza. Ciò avviene attraverso la rimozione.
Tutto ciò che si trova all'interno dell'inconscio si va sommando nel corso
della vita, è un tipo di modulazione a seconda del tipo di rappresentazione
di noi stessi che ci facciamo nella crescita.
Ciò che si trova nell'inconscio non è cancellato ed è possibile che si riattivi.
Il pre-conscio si può definire come memoria, non è consapevole ma è
possibile richiamarlo, specialmente se sono presenti elementi esterni che
fanno risalire alla mente una memoria.
Con il conscio possiamo entrare nella realtà, mentre non abbiamo accesso
alla zona inconscia, essa è piena di rappresentazioni di noi e del mondo
nate dalla nostra esperienza di vita.
L'inconscio non può accedere alla consapevolezza. Il conscio è in contatto
con la realtà esterna ed è mediata dai sensi.
La seconda topica è data da tre istanze: Io, Es e Super-io. L'Es è la sfera più
istintuale, è l'insieme di tutte le forze che esigono l'essere soddisfatti
totalmente ed il più velocemente possibile (principio del piacere), è il
contenitore di tutte le pulsioni, inoltre è qui che si trovano Eros e Thanos.
Progressivamente si abbandona questa parte primitiva per arrivare
all'essere in relazione, cioè all'interno della società, che diventa una
limitazione per la gratificazione degli impulsi dell'Es. La natura dell'uomo
diventa così la cultura.
L'Io e il Super-io limitano entrambi l'Es, il primo è il frutto dell'evoluzione del
singolo soggetto che entrando in contatto con la realtà impara a dominare
se stesso, anche in termini di rinuncia; il Super-io, dopo il complesso
edipico, diventa il detentore di norme e vincoli, e si contrappone all'Es. Tra
questi due poli è presente l'Io, che da una parte deve dare conto a ciò che
la società richiede dall'individuo e dall'altra parte agli istinti dell'Es. Più l'Io è
capace di mediare più il soggetto è funzionale ed adattato alla società,
meno è capace di mediare più è disfunzionale. Inizialmente l'Io media tra Es
e realtà esterna, dopo il complesso di Edipo media tra Es e Super-io. Es e
Super-io sono tendenzialmente istanze inconsce, non siamo consapevoli di
tutte le norme sociali che abbiamo internalizzato come non siamo
totalmente consapevoli di tutti i nostri istinti. L'Io è essenzialmente una
rappresentazione di noi stessi, ma anche qua possiamo trovare degli
elementi inconsci come i meccanismi di difesa. L'Es non è l'inconscio della
prima topica, che è il luogo del rimosso, ma è invece l'insieme di pulsioni
istintive.
Il principio di piacere cerca di mantenere più in equilibrio possibile e di
abbassare l'energia, esso consegue dal principio di costanza. Nella psiche
esiste una forte tendenza al principio di piacere, contrastata da diverse
circostanze. Il principio di realtà si sostituisce al principio di piacere
tendendo ad un rinvio del soddisfacimento, ma ciò non vuol dire che il
principio di realtà annulli il principio di piacere che in certe circostanze può
assumere il sopravvento.
La fonte di dispiacere può essere data non solo dal rinnego del
soddisfacimento, ma anche dai conflitti e le scissioni che accadono durante
la formazione dell'Io.
Ricaviamo il nostro concetto di inconscio attraverso la rimozione, abbiamo
due specie di inconscio: latente (che può divenire cosciente) e rimosso (che
non può divenire cosciente).
Inconscio descrittivo = preconscio
Inconscio descrittivo dinamico = viene pressato dinamicamente fino a
diventare inaccessibile.
Inconscio strutturale dell'Io = nucleo di processi psichici a cui è legata la
coscienza, esercita un controllo su tutti i processi parziali e controlla
rimozioni e censure oniriche; è compito dell'analisi eliminare le resistenze
dell'Io.
Ogni rimosso è inconscio, ma non ogni inconscio è rimosso (ad esempio
l'Es). L'Io si sviluppa partendo dal preconscio. Un individuo è quindi un Es
psichico, ignoto ed inconscio, sul quale poggia l'Io sviluppato da preconscio
e percezione, che non è nettamente separato dall'Es ma sconfina verso il
basso fino a confluire con esso. Il rimosso può comunicare con l'Io
attraverso l'Es. L'Io è quella parte dell'Es che ha subito una modificazione
per la diretta azione del mondo esterno, grazie all'intervento del sistema di
percezione-coscienza. La percezione ha per l'Io la funzione che per l'Es ha la
pulsione; l'Io è sede di ragione e ponderatezza e l'Es è sede delle pulsioni
ed è, al contrario dell'Io, l'elemento originale dell'individuo.
All'interno dell'Eros esiste anche una componente sadica ed aggressiva, che
trova piacere nella sottomissione dell'altro, che poi porterà Freud a
distinguere Eros e Thanos. Progressivamente l'Io cresce e riesce sempre più
a gestire l'energia, l'Es viene quindi deprivato di una certa quantità di
energia che diventa dell'Io, a quel punto questa energia opera contro l'Eros
(opposto al principio di piacere), utilizza l'energia per delle finalità. In
questo senso l'Io desessualizza (sublimazione) una parte delle nostre
energie. L'Io sposta l'energia dall'Es dall'oggetto a se stesso. L'oggetto non
è altro che il cartonato verso cui l'individuo investe le sue energie
(narcisismo primario), il bambino, ad esempio, non differenzia il seno
(l'oggetto) da se stesso, ma lo pensa come una propria creazione.
Nel momento in cui l'Io toglie una parte di queste energia dall'Es rinveste
queste energie su se stesso diventando l'Io stesso l'oggetto
(narcisismo secondario), Freud successivamente arriverà a pensare che
alcune psicopatologie nascano dall'incapacità del soggetto di reinvestire su
se stesso le energie.
Stadi psicosessuali
Lo sviluppo psicosessuale si compone di cinque frasi: orale, anale, fallica,
latenza, genitale.
La rappresentazione è una parte della pulsione, la meta è la soddisfazione,
la spinta e la forza rimane la fonte (zona del corpo in cui si esprime la
libido).
Il primo contatto che avviene è la fase orale, attraverso cui il bambino
impara a entrare in relazione con il piacere che deriva dalla suzione.
Nel complesso di Edipo simbolicamente il bambino tende a rapportarsi con
la madre come potrebbe fare il proprio padre, cioè si rappresenta in una
dinamica “di coppia”. Questo rapporto ha una connotazione di possesso. Il
padre è un elemento simbolico multiplo, dalla realtà esterna alla società,
che viene visto dal bambino come un ostacolo al rapporto con la madre. La
figura del padre rappresenta quindi il divieto (es. divieto dell'incesto),
ovvero una norma, che impedisce la realizzazione del desiderio del
bambino. Il divieto si configura psicologicamente nel bambino come
angoscia di castrazione. Il bambino che supera il complesso di Edipo è colui
che soccombe al divieto paterno ed in ciò si identifica con quello che è il
divieto (Super-io). Il bambino così accede alla relazione a tre, dove il terzo è
la società; il bambino accede alla gruppalità. Mentre invece i primi anni del
bambino sono passati in una diade.
Secondo Freud lo sviluppo psicosessuale del bambino procede per
identificazione: la prima è con la madre, la seconda con il padre.
L'identificazione avviene per introiezione, cioè prendere caratteristiche
dell'oggetto investito e farli diventare caratteristiche nostre.
Psicopatologia
Fissazione = il bambino non è riuscito a superare una fase psicosessuale ed
è rimasto legato ad una certa forma di soddisfazione. Questa energia
rimane così bloccata e non può essere investita in altre funzionalità,
impedendo così la crescita del bambino. Quando avviene un evento che
ridà voce a questa energia essa diventa conflitto, ansia e sintomi.
F. ritiene che inizialmente che la nevrosi sia legata ad un trauma
effettivamente accaduto in passato, successivamente riconosce la natura
fantasmatica e rappresentazionale del trauma;Il trauma genera una
fissazione ad un determinato stadio dello sviluppo psicosessuale, e la
rimozione opera modificando o annullando il ricordo ma non la carica
energetica associata
un evento del presente che riattiva la situazione traumatica genera un
conflitto interno tra le diverse istanze della psiche, si determina una
condizione di psiconevrosi. La psiconevrosi trova espressione nei sintomi e
attraverso l’angoscia (che segnala un conflitto intrapsichico).
Nel trattamento psicoanalitico la psiconevrosi viene riattualizzata nella
nevrosi di transfert e in questo modo può essere curata attraverso
l’interpretazione (transferale) e la ricostruzione dell’evento traumatico.
Eros/tanatos = la pulsione è sempre l’insieme di amore e odio.
Sessualità infantile perversa (fantasia incestuosa del complesso di Edipo) =
il bambino è più mosso dal principio di piacere piuttosto che da quello di
realtà
Concetto di nevrosi = esistono psiconevrosi che hanno origine
esclusivamente psicologica, non sono frutto di lesioni organiche, sono
creazioni della nostra psiche.
Mentre le nevrosi attuali che hanno diverse origini (trauma, stress..) ma
hanno tutte un corrispettivo organico.
Freud si concentrerà prevalentemente sulle psiconevrosi, esito di un
conflitto invasivo che si determina a partire da istanze contrapposte che
albergano dentro di noi.
Lotta fra
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