D.W. Winnicott
D.W. Winnicott (Playmouth 1896 - Londra 1971) è contemporaneamente pediatra, psichiatra infantile e psicoanalista. Fu influenzato dalla teoria della Klein, anche se se ne discosta notevolmente, specie in certi punti. Il suo è un pensiero vivace e creativo improntato sulla spontaneità infantile.
La concezione dello sviluppo
Il contributo di Winnicott ha origine dall'osservazione che la coesione e l'unità della persona non sono un dato scontato, ma piuttosto una difficile conquista che, se ostacolata, potrebbe non realizzarsi mai. Il suo approccio è volto ad individuare i fattori evolutivi che possono far sì che un neonato diventi un soggetto a pieno titolo e, quindi, una persona, nonostante la condizione di totale dipendenza dalla madre. Si sposta dal concetto di pulsione a quello di bisogno biologico e alle risposte della madre che ne conseguono.
Formulò il concetto di Sé dinamico, che si costituisce quando l'individuo avverte le pulsioni come provenienti da se stesso e non dall'esterno. Il vero Sé è pensato come parte autentica di sé, che va protetto. Il falso Sé è la parte meno autentica, ma necessaria per l'equilibrio tra interno ed esterno.
L'autore ha in mente un bambino spontaneo che esterna i propri bisogni che richiedono conferme dalla madre, pena, in caso contrario, il rischio di uno sviluppo caratterizzato dalla conformità e dall'adattamento. Per la prima volta la madre assume un ruolo originale: perché deve essere invisibile, cioè deve essere disponibile, ma non intrusiva, che sappia illudere e disilludere il figlio gradualmente; pertanto è in grado di sviluppare quello che Winnicott definisce preoccupazione materna primaria, che ha inizio durante la gravidanza e si manifesta nelle prime settimane post-partum.
Winnicott aveva intuito il difficile mestiere del genitore, da qui il particolare interesse per i primi sei mesi di vita del bambino, periodo che prende il nome di sviluppo emozionale primario, che può essere descritto attraverso tre concetti-guida:
Il concetto di dipendenza
- Dipendenza assoluta: Ipotizza uno sviluppo che va dalla dipendenza assoluta alla dipendenza relativa all'indipendenza. La dipendenza assoluta è quella condizione in cui il neonato non sa di dipendere da qualcuno che si prende cura di lui, tanto da non poter parlare di un bambino e di una madre separatamente, piuttosto di un'unità bimbo-madre.
- Dipendenza relativa: (Dai sei mesi ai due anni) è la fase in cui si presenta una maggiore consapevolezza da parte del bambino dei propri bisogni e della propria dipendenza. Se la madre si allontana per un periodo superiore a quello in cui il bambino è capace di credere nella sua sopravvivenza, possono presentarsi ansia e timore, che sono indice di conoscenza del soggetto. Questa esperienza potrebbe riportarlo alla condizione di dipendenza assoluta; in questa fase inizia ad essere importante la figura paterna e compare la concezione di coppia genitoriale.
- Indipendenza: Copre il periodo della pubertà e dell'adolescenza. È caratterizzata dall'introiezione dell'ambiente che dà sostegno all'Io.
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