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Diritto dei BBCC - 22/02/2016

Avvertenze preliminari

Il Codice deve essere nella versione aggiornata www.altalex.com -> con l'articolo 9 bis Crosetti - Vaiano (prima parte) Volpe (primi quattro capitoli).

La struttura del Codice

Che cosa è il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio?

Una definizione molto semplice è definire il codice un contenitore di regole ovvero una fonte. Una fonte di regole, di norme che disciplinano la tutela in Italia. Nell'involucro c'è un contenuto: un insieme sistematico di regole. Norme che disciplinano la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Tecnicamente il codice dei beni culturali si chiama Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 (data di approvazione non dell'entrata in vigore). C'è anche una parte più ostica perché si fa riferimento all'articolo 10 della Legge n. 137 del 6 luglio 2002.

Cos'è un decreto legislativo?

Camera e Senato producono le leggi ordinarie (sistema bicamerale "perfetto"), il governo fa decreti legge (D.L.) e decreti legislativi (D.Lgs.) che hanno lo stesso valore delle leggi ordinarie. Il Decreto Legislativo è un atto avente forza di legge che elabora il Governo, anche se il Governo non può mai sostituirsi al Parlamento perché il decreto legislativo è infatti emanato dal governo, sulla base di una legge di delega del Parlamento. Questa delega non è solo una carta bianca ma fissa i limiti, i principi, a cui si deve attenere il governo nell'elaborare le regole che attuerà nel decreto legislativo.

La cornice sono i paletti che fissa il parlamento per il Governo, fuori da questa cornice il governo non ci può andare. In pratica il codice dei Beni Culturali è emanato dal governo su delega del parlamento. Le regole norma del codice sono degli articoli che hanno una numerazione progressiva; alcuni articoli hanno una locuzione che si aggiunge al numero come "bis, ter, quater, quinquies, sexies..." poiché sono aggiunte dell'articolo, specifiche successive. Ogni articolo è diviso in commi (1,2,3...) e ha un titolo.

Come sono ripartite le regole (articoli) all'interno del codice?

Parti - titoli - capi - sezioni.

Parte I - Disposizioni Generali: All'inizio ci sono le norme di principio, le regole fondamentali che disciplinano l'intera materia. Quindi le disposizioni generali stanno al vertice di un sistema piramidale che figura la gerarchia del codice. Sono le linee generali del codice.

Norma di Principio: La repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale secondo le disposizioni del presente Codice. Le norme successive sono le norme attuative ovvero cosa si intende per tutela e valorizzazione, cos'è il patrimonio culturale, come sono individuati i beni culturali, quali soggetti devono garantire la tutela e la valorizzazione, in quale forme e con quali strumenti giuridici. I soggetti privati hanno qualche ruolo? E quale?

Parte II - Beni Culturali

Parte III - Beni Paesaggistici = Patrimonio Culturale

Parte IV - Sanzioni

Parte V - disposizioni transitorie, abrogazione, entrata in vigore

La parte II (Beni Culturali) è divisa in 3 titoli:

  • Titolo I -> Tutela (95 articoli)
  • Titolo II - Fruizione e Valorizzazione (27 articoli)
  • Titolo III - Norme transitorie e finali (3 articoli)

I subargomenti legati alla tutela (i 95 articoli)

  • Capo I - Oggetto della tutela
  • Capo II - Vigilanza e ispezione
  • Capo III - Protezione e conservazione
  • Capo IV - Circolazione in ambito nazionale
  • Capo V - Circolazione in ambito internazionale
  • Capo VI - Ritrovamenti e scoperte
  • Capo VII - Espropriazione

I subargomenti legati alla Fruizione e valorizzazione (27 articoli)

  • Capo I - Fruizione dei beni culturali
  • Capo II - Principi della valorizzazione dei Beni Culturali
  • Capo III - Consultabilità dei documenti degli archivi e tutela della riservatezza

Che cosa significa "norma transitoria"?

Le norme transitorie sono delle regole che si occupano del passaggio tra una vecchia normativa che viene superata e la nuova che supera la vecchia. Norme che regolano un fenomeno limitato nel tempo ecco perché si parla di norme transitorie.

Es. 2

  • A) Il codice fissa delle regole che attribuiscono efficacia retroattiva alla nuova normativa, ovvero si applicano a fenomeni della vita quotidiana che si sono verificati prima dell'entrata in vigore della normativa.
  • B) Le regole che attribuiscono ultra-attività alla vecchia normativa, ovvero norme abrogate che però rimangono in vigore per un periodo limitato di tempo.

I più importanti corpi di regole, codificazione in materia di tutela dei beni culturali, prima del codice

1861 Unità d'Italia: Con l'unità d'Italia il parlamento del regno non elabora subito una disciplina assimilabile agli stati preunitari che aveva autonomamente emanato leggi a tutela del proprio patrimonio. Nel sistema dello stato liberale, il cui principio fondamentale è la tutela della proprietà privata, mette in secondo piano la disciplina di tutela dei beni culturali che limita la proprietà privata stessa. L'intervento del legislatore, ovvero il parlamento, è un intervento sporadico che non emana un codice preciso di tutela.

1870 -> Questo atteggiamento del parlamento nazionale varrà fino agli inizi del Novecento. Ma nel 1870 viene meno lo stato pontificio ovvero quello stato in cui erano state elaborate le norme più avanzate in merito alla tutela del patrimonio. Non a caso, pochi mesi dopo, viene emanata una legge (n.286 del 28 giugno del 1871) che mantiene in vigore le norme di tutela degli Stati preunitari. Ogni ex stato aveva norme diverse e autonome su un argomento, la tutela del patrimonio, che invece doveva essere univoca. Questa legge rimarrà invariata fino ad inizio del Novecento.

Legge del 12 giugno 1902 n. 185 (Legge Nasi): legge fortemente limitata che conteneva poche regole ma che prevede il mantenimento di norme della legge del 1872.

Legge 20 giugno del 1909 n.364 (legge Rosadi) è la prima legge che fissa principi nuovi incorporando leggi degli stati preunitari (norme per l'inalienabilità delle antichità e le belle arti).

R.D. 30 gennaio: Oltre alle regole è però necessario approntare una "struttura amministrativa" dedicata e specializzata. Nuove regole, nuova struttura amministrativa per farle rispettare. La struttura amministrativa dedicata al controllo delle norme di tutela fino al 1785 è stata una struttura all'interno del sistema di ministero dell'istruzione pubblica, la "Direzione Generale delle antichità e delle belle arti".

A livello centrale ministero dell'Istruzione pubblica, all'interno del territorio le Soprintendenze. Nel ventennio fascista furono elaborate due leggi fondamentali, una in tema di beni culturali con un concetto moderno per definire l'argomento, la legge 1089 del 1939 e la legge 1497 del 1939 (protezione delle bellezze naturali), le cosiddette leggi Bottai. Sono leggi durate fino al 1999.

La tutela del patrimonio era funzionale al rafforzamento del regime dello stato. Solo nel secondo dopoguerra con la Repubblica comincia ad essere introdotto il concetto di fruizione del singolo cittadino. La tutela di questo patrimonio diventa obiettivo primario e la relativa disciplina assume così un ruolo nell'ordinamento giuridico mai raggiunto prima di allora. Proprio per la natura di questo regime è chiaro che si rafforza molto la struttura amministrativa e si consolida così il ruolo e la funzione delle Soprintendenze. Alla fine del regime 25 aprile e 1945 e 2 giugno 1946.

La costituzione della repubblica -> principi fondamentali -> parte immodificabili

Art.9 "La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". La cultura come un diritto individuale di ogni cittadino che rafforza anche in una nuova direzione la tutela del patrimonio storico-artistico.

Commissione Franceschini (Finisce i lavori del 1967) che definisce una nuova definizione di beni culturali, viene introdotto il concetto di valorizzazione del patrimonio culturale (non inserito nella legge del '39), indicazioni per la revisione delle leggi di tutela da coordinare con quelle urbanistiche. Il nostro sistema prevede uno stato centrale con regioni che sul territorio possono fare proprie leggi. La Costituzione prevedeva le regioni ma occorrevano delle leggi che stabilissero le regole dei propri limiti e delle funzioni. Negli anni '70 lo stato trasferisce alle regioni alcune delle proprie funzioni. Sul territorio hanno competenza non le regioni bensì le Soprintendenze.

Istituzioni del ministero per i beni culturali e ambientali (legge 29 gennaio 1975 n. 5). Legge 8 ottobre del 1997 n.352 delega il governo a emanare un "testo unico" in cui raccogliere le norme vigenti in materia di beni culturali e ambientali. Tutte le regole che prima di allora erano contenute nella legge Bottai e in altre fonti per rendere più sistematico l'insieme delle regole per un solo argomento.

Art.1 IL governo delle repubblica è delegato ad emanare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo recante un testo unico nel quale siano riunite e coordinate tutte le disposizioni legate. Art. 2 Nella predisposizione del testo unico di cui al comma 1, il governo si attiene ai principi ... Possono essere inserite nel testo unico le disposizioni legislative vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché quelle che entreranno in vigore nei sei mesi successivi. A tutte queste disposizioni inserite in un unico testo possono essere apportate esclusivamente le modificazioni necessarie per il loro coordinamento formale e sostanziale, nonché per assicurare il riordino e la semplificazione dei procedimenti (c'era la possibilità che fonti diverse fossero in contraddizione e l'opera di coordinamento del governo consisteva in pratica in una messa insieme di norme disparate senza contraddizioni).

D:lgs. 29 ottobre 199 n.490 "Testo unico della disposizioni legislative in materia di beni culturali"

Fine anni '90 nascono movimenti politici radicati sul territorio per una maggiore autonomia alle realtà locali (regioni) D.lgs 1998 n.112 Vengono attributi alla regioni. Le infrazioni amministrative in materie di Gestione, promozione e valorizzazione dei beni culturali I rapporti con lo stato centrale.

Legge costituzionale 18 ottobre 2001 n.3 Riforma il titolo V della parte II della Costituzione Amplia la competenza legislativa della regioni (competenza concorrente) per ricomprendervi, tra l'altro, la materia della valorizzazione dei BBCC e della promozione e organizzazione dell'attività culturali".

L'ultima fase: la delega al Governo per la realizzazione di un "Codice"

Il governo è delegato ad emanare entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della presenza uno o più decreti legislativi. Adeguamento agli artt. 117 e 118 della Costituzione A) B) Adeguamento alla normativa comunitaria e agli accordi internazionali C) Ottimizzazione risorse e incremento entrate Snellimento e abbreviazione dei procedimenti D) Si autorizza il Governo a fissare regole nuove.

Prima del Codice - Sintesi delle leggi fondamentali

  • Legge 20 giugno 1909 n.364
  • Leggi Bottai nel 1939 (n 1089 n.1497)
  • D.Lgs.20 ottobre 1999 n. 490 (testo unico)
  • D.Lgs. 22 gennaio 2004 n.42 (codice)

Differenza tra testo unico e codice

Entrambi raccolgono in un unico documento regole che si occupano dello stesso argomento. Il testo unico raccoglie in un'unica fonte le regole vigenti che prima di allora erano divise fra fonti diverse. In questo modo si attua una semplificazione; l'opera di raggruppamento non deve determinare modifiche alle regole che vengono determinate e coordinate.

Il codice è un testo unico ma in più ha l'obiettivo di dare un riassetto normativo della materia delegata quindi modifiche di sistema ovvero nuovi principi e nuove regole che sostituiscono quelle preesistenti.

Caratteristiche testo unico 490 del 1999

Il testo unico raccoglie le regole in merito al patrimonio culturale. Opera una serie di adattamenti ma le modifiche alle regole sono limitate, servono solo come raccordo. Fondamentalmente le regole e le procedure disciplinate dalle leggi Bottai del 39 non cambiano, sostanzialmente rimangono le stesse. Per la verità era quello che era stato chiesto al testo unico. Nel testo unico si ritrovano spesso le stesse norme della legge Bottai, identiche.

Il codice

Il codice introduce delle regole nuove, deve per forza introdurne di nuove. Nel nostro ambito vengono per la prima volta disciplinate le materie della fruizione e della valorizzazione e viene anche creata la prima parte di disposizione generali, di principi, che non era nel testo unico. La parte sulla tutela invece non cambia. Il codice sulla tutela non modifica se non parti limitate le regole già contenute nel testo unico e già contenute nelle leggi Bottai. Anche se era stato richiesta una semplificazione su queste regole (della tutela).

Dal 39 troviamo ancora oggi le stesse regole del 39 in merito alla tutela. Facendo una sintesi possiamo dire che il codice del 2004 per essere un testo unico è troppo, delle modifiche infatti sono introdotte, però non è un codice nel vero senso della parola perché modifiche sostanziali avvengono solo in determinati ambiti. Il testo unico è un imbuto ma non produce nulla di nuovo, invece il codice produce cose nuove.

Nozioni giuridiche di base

Le fonti - i soggetti - i rapporti - il provvedimento amministrativo - il procedimento amministrativo.

Le fonti, che cosa sono? Sono i contenitori delle regole che disciplinano una certa materia, le regole sono il contenuto delle fonti. Il codice dei BBCC non è l'unica fonte, in esso sono state contenute le regole di fonti che avevano lo stesso valore e la stessa natura. Intorno al codice ci sono altre fonti, alcune hanno lo stesso colore (vedi schema), altri sono i DPR (decreti del ministro della repubblica) e i DM (decreti ministeriali).

Le varie leggi, le altre fonti che stanno intorno al codice hanno una caratteristica comune, sono regole che non possono derogare alle regole stabilite dal Codice. Nel codice ci sono sono regole di vertice ovvero quelle più importanti. (Concetto di gerarchia ma anche di cornice). La caratteristica delle regole contenute nelle fonti è quella di disciplinare, di riferirsi, ad una serie indeterminata di soggetti (soggetti indeterminati) che si trovano in una medesima situazione con caratteristiche comuni indicate nella stessa regola/norma.

La "fattispecie" giuridica: si riferisce ad una serie indeterminata di soggetti si riferiscono anche ad un fenomeno con caratteristiche comuni fissando una norma. Ci sono però anche fonti di regole che non si chiamano fonti normative che definiscono un rapporto tra soggetti determinati, un numero identificato dalla fonte che introduce quella regola.

Es. La regola nel caso concreto è data da una fonte specifica prodotta dal soprintendente. Quale? Questa fonte di regole tra ministero e soggetto specifico è il "provvedimento amministrativo" un contenitore di regole che si riferisce ad un rapporto ovvero a soggetti determinati. Il provvedimento amministrativo è un altro tipo di contenitore o fonte di regole che però serve a disciplinare un caso concreto che riguarda uno o più soggetti determinati, ovvero regola dei rapporti. L'accordo è un altro contenitore di regole per i rapporti tra soggetti definito anche fonte contrattuale.

Fonti normative -> regolano una fattispecie giuridica (es. codice). Fonti provvedimentali e fonti contrattuali -> regola un rapporto giuridico. Sopra il codice ci sono altre fonti normative, bisogna quindi esaminare la gerarchia tra fonti normative. Tra le fonti normative esiste una gerarchia al cui vertice non c'è il codice dei beni culturali bensì la Costituzione (l'art. 9 regole i beni culturali) e le norme internazionali (in particolare le norme dell'unione europea).

Nelle leggi dello Stato c'è il Codice, sotto, nella stessa categoria ci sono le leggi regionali (importante sono le leggi in materia di valorizzazione), c'è poi tutta una fascia di normative allo stesso livello i DPR, i DM, Regolamenti delle Regioni, regolamenti delle Province e dei Comuni, Regolamenti di altri enti pubblici (es. università).

La Costituzione -> art. 9 diviso in due parti

"La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione."

Norme internazionali

In riferimento all'importanza e al fatto che il parlamento deve rispettare queste norme e così il governo delegato dal parlamento deve rispettare queste norme internazionali si dice che "l'ordinamento giuridico italiano si conforma (adeguarsi, adattarsi, uniformarsi) alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute" (Art. 10 comma 1 Costituzione).

Leggi dello stato e leggi regionali

La legge dello stato o legge ordinaria è espressione della volontà del parlamento (camera e senato, art. 70 costituzione). Equilibrio fra poteri -> il parlamento scrive le regole, il governo che amministra, fissa le regole in caso concreto con i provvedimenti amministrativi nel rispetto delle regole parlamentari. Il governo ha una discrezionalità inevitabile nel decidere, nel dare ordini quotidianamente, non può però derogare le norme. La magistratura è un organo indipendente rispetto al governo e al parlamento, la magistratura ha il ruolo di controllare il rispetto delle regole del parlamento.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher v.martini6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi e Tutela dei Beni Culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Dalli Gian Pietro.
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