Appunti metodi e tecniche per la ricerca sociale
Capitolo 1: I paradigmi della ricerca sociale
Paradigmi
Due sono i paradigmi della ricerca sociale, a cui sottostanno due sociologi:
Paradigma positivista
Durkheim --> Convinto che l'individuo nel corso della sua vita compia un processo di socializzazione tramite cui introietta i valori della società e il sistema normativo già esistente; la sua libertà è solo apparente. L'attore è passivo. Le azioni sono come fatti sociali che esistono in sé e sono oggettivi, al pari di quelli naturali.
- Realtà oggettiva ed esterna
- Si conosce solo tramite procedure e metodi
- Lo studioso deve rimanere staccato
- L’obiettivo è trovare leggi che governano i fenomeni sociali
- Il metodo seguito è caratterizzato da una formalizzazione logico matematica delle procedure e dalla standardizzazione del linguaggio (linguaggio delle variabili)
- Analisi per variabili
Sta alla base della ricerca quantitativa: ci dice qualcosa circa le preferenze delle persone e cosa sta dietro a certe azioni e fenomeni. Analizza fenomeni nomotetici = quelli che si ripetono nel corso del tempo sempre uguali e per questo sono controllabili. [Windelband: differenziazione tra fenomeni nomotetici e idiografici. Es. Indagine sulla politica:
- Ricerca quantitativa → sondaggio di opinione sul tasso di partecipazione politica confrontandola con quelli precedenti
- Ricerca qualitativa → comprende quale aspetto profondo porti alla partecipazione elettorale]
Inizialmente il fine ultimo doveva essere fare generalizzazione, poi si capisce risulta impossibile. La ricerca segue la logica del controllo: cerca di capire cosa succede all'interno di una certa società, qualcosa di controllabile e ripetitivo. L'obiettivo perseguito sarà quello di controllare o falsificare la portata di teorie o ipotesi teoriche già esistenti (ricerca confermativa).
Si segue l’analisi per variabili: procedimento usato nelle indagini demoscopiche (= ricerche statistiche volte a saper opinioni, atteggiamenti etc. sulla popolazione) in cui ogni individuo intervistato viene preso in considerazione solo per alcuni suoi aspetti e le risposte che dà alle domande (variabili) poste. Il soggetto viene scomposto in comportamenti, opinioni, atteggiamenti e questi fenomeni studiati sono definiti in termini di variabili e relazioni tra variabili. Il risultato dell'indagine sarà la sommatoria dei relativi ‘sezionamenti-risposta’ che ognuno ha fornito.
Paradigma interpretativista (o interpretativo-comprendente o ermeneutico)
Weber --> L'attore sociale è un individuo che agisce ed è attivo nella costruzione della realtà e della società stessa, ciascuno interpreta e percepisce la società e se stesso in modo soggettivo e quindi la realtà sociale esiste e ha senso solo a partire dalle interpretazioni che ne fanno gli individui, e le strutture sociali derivano dalle interazioni costanti. Le azioni sono dotate di senso.
- No realtà oggettiva ma tante realtà legate alle diverse interpretazioni degli individui
- Solo con la comprensione dei significati che ciascun individuo dà si possono conoscere queste realtà
- Lo studioso deve interagire costantemente con il suo oggetto di studio
- Obiettivo del ricercare deve essere comprendere a fondo il comportamento individuale o dei gruppi senza voler trovare leggi ma solo enunciati di possibilità/tipi ideali
Sta alla base della ricerca qualitativa: cerca di capire come è avvenuto un determinato fenomeno nuovo e mai accaduto prima (es. Eventi storici). Parziale generalizzazione tramite i tipi ideali. Indaga fenomeni idiografici = quelli che accadono solo una volta nella storia, irripetibili. Si segue l'analisi per soggetti: si cerca di rilevare il soggetto per la sua interezza e ci si accosta quindi alla totalità dell'individuo, senza frammentarlo. Prototipo: psicoanalisi, in cui si cerca di ottenere un quadro complessivo ed esaustivo della personalità del soggetto analizzato. L’obiettivo perseguito sarà quello di trovare risposte soddisfacenti al problema da risolvere: ricerca di tipo esplorativo.
Nella realtà, oggi, si tende a fare indagini empiriche che comprendano entrambi gli approcci metodologici.
Cosa distingue la ricerca quantitativa?
Presenza di tre elementi:
- Definizione operativa Risale a Durkheim e la sua analisi sul suicidio. La definizione operativa (processo di operativizzazione) è stata introdotta da Lazersfield, il quale capisce che per analizzare determinati fenomeni e concetti molto astratti bisogna trasformarmi in variabili, ovvero renderli scientifici, in modo da poterli analizzare. Questo processo consiste nel definire in che modo la grandezza/concetto è stato misurato, solo così si può ottenere scientificità e si può ripetere l'operazione, in modo che tutti i ricercatori possano arrivare al medesimo risultato se seguissero le stesse operazioni. Si ottiene così il linguaggio delle variabili. [Fallacia ecologica = attribuzione di caratteristiche collettive alle singole persone].
- Ricorso alla matrice CxV: Casi: individui considerati, sono le righe Variabili: concetto operativizzato, è ciò che cambia passando da un soggetto ad un altro e in modo sincrono (stesso momento), un attributo.
- Analisi statistiche matematiche: Possono essere utilizzate da tutti i ricercatori indipendentemente, non c'è arbitrarietà e interpretazione e quindi si arriva allo stesso risultato.
E la ricerca qualitativa?
- Assenza di formalizzazione nell'analisi dei dati raccolti
- Assenza di matrice dati
- Assenza di base empirica ispezionabile
Distinzione tra i due tipi di paradigmi (visioni del mondo/griglie di lettura)
Descrizione caratteristiche teoriche:
| Ricerca quantitativa | Ricerca qualitativa |
|---|---|
| Durkheim-> logica del controllo e fenomeni nomotetici | Weber-> logica della scoperta e fenomeni idrografici |
| Paradigma post positivismo (Positivismo) | Interpretativismo |
| Ontologia (essenza) Realismo critico (Realismo ingenuo) | Costruttivismo e relativismo |
| Epistemologia (conoscenza) - Dualismo - Oggettività - Interdipendenza - Leggi di medio raggio (leggi naturali) - Risultati probabili | No dualismo - No oggettività - Enunciati probabili - Tipi ideali |
| Metodologia (metodo) - Sperimentazione e osservazione - Deduzione - Tecniche quantitative - Analisi per variabili | Interazione e interpretazione - Induzione - Tecniche qualitative - Analisi per soggetti |
Nel dettaglio: Ricerca quantitativa
Realismo -> Idea che la realtà sociale sia da studiare come quella naturale e sia oggettiva e percepita da tutti in modo uguale.
Dualismo -> C'è un fuori di sé e un me, sono due realtà distinte e contrapposte (realtà sociale e realtà individuale); c'è quindi distaccamenti perché lo studioso ne è esterno e analizza da fuori. L'attore sociale è passivo perché inserito in un determinato dal contesto. Per questo c'è osservazione.
Logica deduttiva -> Dal generale al particolare, partendo da leggi che voglio capire se siano valide o meno, finendo con l'aggiungere qualche tassello a queste oppure con lo smentirle.
Analisi per variabili -> Tramite operativizzazione ottengo le variabili, e il fenomeno viene sezionato in variabili; studiando il rapporto tra queste cerco di capire il fenomeno (quindi solo caratteristiche ma mai la persona intera).
1ª fase. Positivismo: Idea di fondo che la realtà sociale potesse essere studiata secondo lo stesso approccio usato nello studio della natura, attraverso osservazione ed esperimento scientifico, formulando ipotesi, verificandole e poi formulando leggi e teorie generali. Durkheim introduce tre regole fondamentali da seguire:
- Considerare fatti sociali come cose indipendenti ed esterne dagli individui
- Realtà sociale e oggettiva e lo studioso ne deve rimanere distante e non manipolarla
- Usare strumenti oggettivi come statistica e matematica per studiare i fatti sociali e le relazioni per poi giungere alle leggi generali
Si distingue inoltre:
- Funzione di un fatto sociale--> capire a cosa serve
- Causa del fatto sociale --> trovando causa-effetto posso ipotizzare l'esistenza di leggi generali che governano i comportamenti sociali
In questa fase si segue la logica induttiva: le leggi sono da scoprire attraverso metodo sperimentale e operazioni scientifiche e verificando empiricamente i risultati prodotti dalla ricerca. Ciò che sottende questo procedimento è un realismo ingenuo.
2ª fase. Neopositivismo Si entra nella fase del (circoli di Vienna e di Berlino). Inizia una riflessione su cosa fosse la scienza e sui suoi limiti, a partire dal principio di indeterminazione con: studioso importante che studia il fenomeno del movimento delle particelle atomiche illuminandole; queste nota che cambiano traiettoria e velocità una volta illuminate. Quindi?
Principio di indeterminazione: c'è una distorsione sistematica e non calcolabile causata dall'azione dell’osservatore mentre egli tenta di conoscere e descrivere una realtà naturale; dunque non si può conoscere la vera essenza della realtà sociale poiché non si può che produrre distorsione allo stesso oggetto di studio una volta iniziato a indagarlo.
Si passa al realismo critico: si rivoluziona l'approccio della ricerca quantitativa e il suo presupposto che bisogna garantire il massimo distacco tra osservatore e osservato, che a quanto pare è già impossibile a priori.
--> “Paradosso dell’osservatore” (con Labov nel 1972): obiettivo dell’osservatore sarà osservare un fenomeno così com'è e come si presenta nel momento in cui nessuno lo osserva. Questo perché è impossibile studiare e osservare il comportamento vero è proprio di un oggetto quando questo sa di essere osservato, siccome cambia.
Da dove viene questo paradosso? Scuola di Chicago: studiosi chiamati negli anni Venti da una società Western Electric di Hawthorne per osservare i lavoratori della fabbrica e capire in che modo l’illuminazione incideva sulla produttività. Risultato? La loro produttività non cambiava nemmeno al cambiare dell'ambiente circostante; perché? Perché le operaie sapevano di essere osservate. (Tipico esempio di relazione soppressa in cui una variabile esterna (presenza dell’osservatore) causa la mancanza di correlazione tra due fenomeni.
Effetto Hawthorne: È l'osservatore che cambia il comportamento della società non appena la inizia ad osservare e quindi causa la distorsione di comportamento.
Inizia quindi la battaglia dei positivisti per rendere la presenza dell’osservatore il meno intrusiva possibile; inoltre si capisce che i sultani degli studi potranno essere solo probabili.
Entra in gioco Lazersfield: capisce che l'intervento umano ha un impatto sulla società e su ciò che studia; Quindi? C'è bisogno di un approccio/metodo più formale (definendo in modo scientifico tutti gli elementi usati per raccogliere informazioni sull'oggetto di ricerca) per avere maggiore scientificità nelle indagini sulla realtà sociale --> Linguaggio delle variabili: le proprietà dell'oggetto di studio vengono trasformate in variabili empiricamente misurabili secondo regole certe e comuni, in modo tale che qualsiasi ricercatore osservando le stese procedure possa giungere agli stessi risultati.
Altri due principi a cui la ricerca sociale deve sottostare: verificabilità – replicabilità, e gli studiosi devono attenersi a questi per minimizzare l’arbitrarietà della ricerca dovuta alla presenza stessa del ricercatore. Il principio base di questo approccio: tutti gli stimoli devono essere omogenei.
Da Lazarsfield dunque il senso comune viene riformulato in proposizioni rigidamente formalizzate che possono essere poste a test empirici. Tutti i fenomeni possono essere misurati e tutte le teorie di riferimento possono essere poste a verifica empirica. Bisogna prestare la massima attenzione alla fase di ‘operativiazzione’ --> scelta degli indicatori più corretti per misurare un fenomeno, e tramite il linguaggio della matematica e della statistica di riescono produrre analisi e modelli empiricamente testati.
La consapevolezza della distorsione determinata dalla presenza del ricercatore/osservatore, porta i positivisti a voler rendere questa presenza il meno intrusiva possibile; Generalmente abbiamo tre tipi di osservazioni (escludendo quelle indirette) con intrusività (grado di deformazione provocata dall’intervento del ricercatore che ha come consueguenza l’effetto hawthorne) diversa:
- Osservazione naturalistica: (no intrusiva/ambiente naturale) No interazione con l'oggetto Avviene ex post, analizza cose già accadute Osservatore si camuffa L'utilizzo di telecamere Es. Nel mercato per capire le scelte fatte dei prodotti da parte dei consumatori (prototipo quindi delle ricerche quantitative attraverso campionamento probabilistico)
- Osservazione in laboratorio: (per studi sociali) (sì e no intrusiva/ ambiente artificiale) Metto persone in laboratorio, do stimoli, studio le reazioni No stesso livello basso di intrusività della naturalistica perché le persone sanno di essere filmate Il ricercatore stabilisce le regole e registra i comportamenti
- Osservazione partecipativa: (sì intrusiva/in ambiente artificiale) Si avvicina alla Metodologia etnografica: mi inserisco in un gruppo e ne studio i comportamenti da dentro; ciò che va sottolineato: l’etnografia utilizza come tratto distintivo l’osservazione partecipante, che ne è quindi una fase, il cuore Il ricercatore influenza l’oggetto di studio (seguendo il principio dell'effetto hawthorne) Bisogna bilanciare i due livelli: distacco-coinvolgimento Prototipo della ricerca qualitativa: è il ricercatore che decide si approfondire questo o quello aspetto del fenomeno e le sue conclusioni sono completamente arbitrarie perché arbitrario il percorso conoscitivo, quindi i risultati sono unici
Si entra poi nella 3ª e ultima fase. Post positivismo (con Karl Popper): Il ricercatore deve controllare e verificare gli asserti teorici storici (vecchie leggi) che regolano la nostra scienza, analizzando in ‘negativo’. Come? Secondo il principio della falsificazione: un processo costante di revisione teorica sostenuta però da ferree regole empiriche per cercare di falsificare la teoria di riferimento; più una legge è scientifica, più asserti verificabili e quindi falsificabili ho. Quando un tratto viene falsificato, allora tutto l'asserto crolla. ---> poi con Khun: non è necessario rigettare l'intera teoria di riferimento ma soltanto qualche elemento.
Da induzione a deduzione--> il ricercatore non deve scoprire più cose nuove, ma verificare quelle vecchie. Il ricercatore va alla ricerca di smentite riguardo alla propria teoria/teoria in esame, e finché non trova nulla che falsifica la teoria è semplicemente non ancora falsificata. Fino ad allora il ricercatore voleva formulare leggi e ottenere asserti scientifici veri e oggettivi. Si entra ora in una nuova fase in cui i fatto sociali vengono analizzati con metodi rigorosi e scientificamente corretti, ma si arriva a conclusioni solo provvisorie poiché c'è distorsione provocata dal contesto teorico e dalla presenza dell’osservatore. Con il Neo positivismo e poi soprattutto il Post positivismo si entra in una nuova fase in cui l'obiettivo diventa formulare leggi di Medio Raggio: i risultati della ricerca saranno solo probabilmente veri e revocabili.
Riassumendo:
Leggi generali/fatti sociali/oggettività --> PRIMA FASE: POSITIVISMO: REALISMO INGENUO--->> distorsione dell’osservatore e paradosso/principio di indeterminatezza/ Lazersfield con il linguaggio delle variabili --> SECONDA FASE: NEOPOSITIVISMO: REALISMO CRITICO (oggettività di conoscenza solo approssimativa poiché la società come tale non possiamo conoscerla dato che cambia quando sa di essere osservata)-->>> mutamenti di prospettiva con Karl Popper: ogni teoria deve avere ipotesi falsificabili e verificabili -> TERZA FASE: POST POSITIVISMO (falsificazionismo).
C'è stata una evoluzione nel corso del tempo e cambiamento nelle tecniche di studio: si passa ad una logica deduttiva e si cerca di formulare ipotesi di ricerca che vadano a falsificare o modificare o sostenere la teoria di partenza.
Ricerca qualitativa
Costruttivismo -> Idea che la società sia uguale per tutti ma ciascuno interagisce secondo le proprie caratteristiche e qualsiasi cosa deriva dal suo vissuto e dalla sua struttura mentale.
Poi: Relativismo -> Esistono alcune istituzioni oggettive e comuni a tutte, ma il resto dipende solo dell'individuo.
Altre idee alla base di questa ricerca:
- Non dualismo -> ci sono io che crei la realtà a partire da come sono io; per studiare la realtà devo mettermi nei panni dell'altro individuo (attore sociale) che sto studiando, e ragionare con la sua testa. L'attore sociale viene visto come attivo e che agisce secondo un senso, è libero.
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