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La ricerca sociale

Il progresso della ricerca

Processo divisionale: sequenza di decisioni strategiche.

Tema/argomento

Scatta una nuova indagine quando le conoscenze pregresse non danno risposta alla domanda del tema o dell'argomento. Serendipity: mancanza di preconcetti. Ci sono varie tecniche di analisi che nascono dalle fonti. I risultati poi vengono comunicati ai vari pubblici:

  • Pubblico scientifico
  • Opinione pubblica

Ogni processo di ricerca ha una recursività: ogni processo può tornare indietro. Da un argomento si deve passare ad un’ipotesi, che risponde al problema con una supposizione, che è anche una rappresentazione semplificata della realtà. Il disegno della ricerca deve identificare le fonti di dati e le tecniche da impiegare per trovare tali dati. Per fare ciò bisogna individuare le informazioni necessarie per descrivere l’oggetto e unificare le ipotesi.

I dati possono essere rilevati:

  • Transversalmente – sincronicamente ad un tempo determinato
  • Longitudinalmente – diacronicamente in tempi diversi

IMPORTANTE: i dati vengono codificati da un macchinario che li cataloga, lo strumento usato è un questionario o una scheda similare. Sia dati che risultati vengono interpretati nella loro rilevanza. Se la ricerca produce nuove ipotesi, può continuare. La ricerca deve essere replicabile, perché in tale modo capiamo se una ricerca è attendibile o meno.

Argomento e problema

L’impostazione di una ricerca dipende da:

  • Come viene definita la domanda conoscitiva
  • Dalle risposte che si ipotizzano

Ogni ricerca ha un argomento (oggetto) ed un problema (domanda). L’argomento può essere:

  • Denotativo (ben formulato)
  • Preciso
  • Univoco (delimitabile)

Una buona formulazione del problema consente di precisare quale rilevanza e interesse riveste l’argomento. Il problema può essere già formulato e codificato in precedenti ricerche o può nascere dal senso comune. Durante la ricerca bisogna formulare domande, cioè problemi, ma non bisogna anteporre risposte. Attraverso le domande si possono svolgere le fasi successive della ricerca.

La prima fase comporta un passaggio dal senso comune (vago) al sapere scientifico (preciso). L’uso pratico principale di ogni ricerca sta nel chiarire valori e interessi in gioco nelle scelte per renderle più responsabili. Le domande sono rilevanti se:

  • Ignoranza collettiva
  • Contrastano con aspettative cognitive
  • Smentiscono una teoria scientifica finora accettata
  • Contrastano con valori o interessi dominanti nella società
  • Cambiano l’azione e il pensiero di un soggetto sociale

Bisogna rendere rilevante la ricerca e le decisioni successive devono essere neutrali. Tutte le ricerche possono essere criticate sotto un profilo tecnico ma non ideologico.

Il rapporto tra senso comune e ricerca scientifica

Nella ricerca sociale c’è un rapporto tra senso comune e pensiero scientifico. La ricerca sociale nasce da conoscenze di senso comune dall’argomento e da sensibilità di senso comune per la domanda e per la possibile risposta. Il senso comune quindi può suggerire l’ipotesi alla ricerca scientifica.

IMPORTANTE: Per portare avanti una ricerca sociale bisogna uscire dal senso comune, cioè documentandosi sull’argomento. Documenti utili a una ricerca:

  • Manifestazioni dirette del fenomeno, reperibili sui testi più vari o osservabili direttamente dal ricercatore
  • Estremi bibliografici di volumi e articoli

Una o più ipotesi collegate logicamente sono una teoria, che tra loro vengono comprese o collegate entro discipline scientifiche.

Teorie, discipline, paradigmi e applicazioni pratiche della ricerca

La ricerca sociale: impiega teorie tratte da sociologia, economia, psicologia.

Disciplina: insieme di regole condivise da una comunità scientifica socialmente riconosciuta per fare ricerca su un determinato tipo di oggetto.

Paradigma: visione teorica che definisce la rilevanza dei fenomeni oggetto di indagine, fornisce le ipotesi interpretative ed orienta le tecniche della ricerca sociale. In sociologia ci sono tre paradigmi: visioni generali della realtà sociale, del nostro rapporto con essa, della natura delle tecniche di ricerca.

  • Positivismo
  • Postpositivisimo/neoempirismo
  • Interpretativismo

Neoempirismo presenta:

  • Ontologia realistica: la realtà è fatta di fatti indipendenti da chi li osserva
  • Epistemologia: spiegazioni della cause con leggi probabilistiche
  • Metodologia orientata alla deduzione e alla falsificazione di teorie ed ipotesi e a tecniche di rilevazione quantitative

Interpretativismo presenta:

  • Ontologia costruttivista: la realtà è rappresentazione
  • Epistemologia: compito ricerca comprensione di possibilità idealtipiche
  • Metodologia orientata all’induzione e all’interpretazione e a tecniche qualitative

Il paradigma positivista si orienta verso condizioni estreme al soggetto che vincola le sue azioni o modelli. L’interpretativismo verso le intenzioni del soggetto e la sua visione e rappresentazione della realtà. Le discipline si distinguono per il modo in cui rappresentano la realtà (approccio interpretativistico). Le discipline si fondano sul loro oggetto specifico (approccio positivistico). La ricerca sulla comunicazione deve di volta in volta scegliere con cura, non solo il proprio campo, ma anche un approccio disciplinare, cioè una teoria di riferimento.

L'ipotesi e il controllo delle teorie

L’ipotesi riguarda sempre una causa possibile del fenomeno da analizzare, della sua variazione di diffusione. Un’ipotesi vera è allora una teoria. La ricerca scientifica mira a mettere alla prova l’ipotesi di tutti quei fatti che potrebbero smentirla.

  1. Idea di falsificazione: dalla ricerca non bisogna cercare conferme, ma tutte le possibili smentite. Corroborata=verificata.
  2. Il falsificatore è un’osservazione empirica.
  3. Il falsificazionismo si applica a ipotesi dedotte, ma può essere esteso a ipotesi indotte, purché siano espresse in forma universale. Con questa tecnica possiamo giudicare una teoria migliore dell’altra. La falsificabilità è indispensabile da soddisfare nella formulazione delle ipotesi.

Descrivere, spiegare, prevedere

La ricerca che descrive

La ricerca sociale è spesso solo descrittiva, ma per descrivere un fenomeno ignoto bisogna conoscerlo. La realtà è una rappresentazione e la mente è un insieme di strutture in cambiamento. Si suole rappresentare la realtà mediante categorie condivise da più parti. I concetti con cui descriviamo un oggetto sono anticipazioni che aiutano a sfruttare la nostra conoscenza. La finalità della descrizione è la scoperta della specificità tra i fenomeni, della varietà interna dei fenomeni, della loro complessità.

Se la descrizione è buona, avremo una spiegazione. La finalità della spiegazione è la verifica di ipotesi causali sui fenomeni.

La ricerca che spiega

Lo scopo della ricerca è spiegare. L’ipotesi anticipa una spiegazione che l’indagine dovrà smentire o confermare. Spiegare significa trovare le cause di un fenomeno che possono essere qualitative o quantitative. Spiegazione fattuale può essere una “storia”.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher itscay di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e tecniche della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Scamuzzi Sergio.
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