Riassunto esame di letteratura portoghese e brasiliana II
Introduzione a "Memorie dell'aldilà" di Joaquim Maria Machado De Assis
Il testo consigliato nel corso del docente Finazzi Agrò è "Memoriedell’aldilà" di Joaquim Maria Machado De Assis, un'autobiografia immaginaria. Nel primo paragrafo del capitolo 1, il narratore Biagio Cubas annuncia: "io non sono veramente un autore defunto, ma un defunto autore".
Struttura e trama del romanzo
Il romanzo è costituito da memorie postume scritte in prima persona. La narrazione è strutturata con un ritmo irregolare, composto da 160 capitoli, molti dei quali composti da appena due frasi. Biagio Cubas vive una vita monotona e grigia. Il romanzo si presenta come un monologo autobiografico con il narratore come individuo solitario, senza consorte.
Nonostante il talento del narratore nel fornire un ritratto sociale e psicologico, il libro rimane un viaggio all'interno di una mente. Machado De Assis aveva solo quarantun anni quando pubblicò le reminiscenze di un uomo morto all'età di sessantaquattro anni. Machado nacque nel 1839, mentre la sua creazione, Biagio Cubas, appartiene alla generazione precedente, nato nel 1805.
Nota biobibliografica
- 21 giugno 1839: nasce J.M.M de Assis. Ha un'infanzia misera, genitori mulatti. Lavora come tipografo e da qui si apre la strada del giornalismo. Si afferma anche nel campo della narrativa con "Memorias posthumas de Braz Cubas", "Quincas Borba", "Don Casmurro" e alcune raccolte di racconti.
- Nel 1897 viene eletto presidente dell'Accademia Brasiliana.
- Muore nel 1908 a Rio de Janeiro. La sua opera ha una vena pessimistica ma anche umoristica. È considerato tra i più originali autori classici della lingua portoghese.
Prefazione dell'autore alla terza edizione
La prima edizione di queste memorie postume di Biagio de Cubas fu pubblicata a puntate nella Revista Brasileira verso il 1880. Successivamente corretta e pubblicata in volumi. La caratteristica di B. Cubas come autore è l'umore pessimista. Il libro presenta un sentimento amaro e aspro. Lui è un defunto che ha dipinto se stesso e gli altri come gli parve meglio e più conforme alla verità.
Al lettore
Si tratta di un’opera estesa alla quale l’autore ha aggiunto una vena pessimistica. È l’opera di un morto.
Capitoli principali
1. Morte dell'autore
Inizia le memorie dalla fine. Si descrive come un defunto autore per il quale la fossa è stata una nuova culla. Si presenta come un uomo di 64 anni, celibe, che possiede circa trecentomila scudi e fu accompagnato al cimitero da 11 amici. Al cimitero vi erano tre donne, tra cui la sorella Sabina, sposata con Cotrim, e la figlia e Virgilia (che viene però citata successivamente). La causa della morte fu polmonite.
2. Il balsamo
Una mattina, mentre camminava in giardino, aveva avuto l’idea di creare un balsamo antipocondriaco, per dare sollievo alla malinconia; l’idea gli venne dal piacere di vedere stampate sui giornali, sulle vetrine, ecc., le parole Balsamo Biagio Cubas. (Rivolta verso il pubblico e filantropia verso il lucro: amore per la gloria).
3. Genealogia
Il fondatore della famiglia fu Damiano Cubas nel XVIII secolo, nato a Rio de Janeiro e lasciò un grande patrimonio al figlio Luigi Cubas (amico intimo del viceré Cunha). Il padre del narratore era un uomo di fantasia. Il nome Biagio veniva dal fondatore della città di San Vincente.
4. L'idea fissa
L'idea del balsamo era fissa.
5. In cui appare la signora
Durante la creazione della sua invenzione, si ammalò e si curò con p...
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