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Fondamenti di informatica per la progettazione multimediale

Dai linguaggi formali all'inclusione digitale

(Padula-Reggiori)

Argomento: Lo sviluppo sostenibile

La WCED è la World Commission on Environment and Development. Alcune definizioni:

  • Sviluppo sostenibile: sviluppo in grado di soddisfare i bisogni della generazione attuale senza però limitare o impedire il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future.
  • Processo di cambiamento sostenibile: deriva da un impiego armonico delle risorse, siano monetarie che tecnologiche; consente l’aumento delle possibilità di soddisfare i bisogni e le aspirazioni umane.
  • Gestione sostenibile di una risorsa: la risorsa viene sfruttata in base alla sua capacità di riproduzione.
  • Sostenibilità: in passato presentava solo la dimensione economica, oggi invece presenta quattro dimensioni: economica, culturale, sociale e umana.

Un’organizzazione è sviluppata nel momento in cui tutti i suoi componenti raggiungono e mantengono una situazione di equilibrio in grado di favorire un miglior controllo e utilizzo dell’ambiente e della realtà circostanti. Lo sviluppo dell’organizzazione deriva dall’impiego di tecnologie nuove e soprattutto elastiche, cioè in grado di adattarsi ai continui cambiamenti determinati dallo sviluppo stesso. Lo sviluppo dell’organizzazione viene determinato da due variabili:

  • Variabile sociale: si concentra sulle priorità umane.
  • Variabile strutturale: comprende gli elementi dell’organizzazione e supporta la crescita sociale nel soddisfacimento delle priorità umane.

Per essere sostenibile, lo sviluppo dell’organizzazione deve sempre considerare sia la salvaguardia culturale che la tutela dell’uomo. Le esigenze dell’uomo sono strettamente legate all’ambiente culturale di appartenenza. Di conseguenza, per poterle soddisfare, lo sviluppo deve adattarsi e rispettare la cultura dell’organizzazione. In caso contrario sarà destinato a fallire.

Argomento: Nascita del globalismo tecnologico

Esistono due posizioni contrastanti circa il rapporto tra sviluppo sociale e sviluppo tecnologico: determinismo tecnologico e determinismo sociale.

Determinismo tecnologico

  • Lo sviluppo tecnologico determina lo sviluppo sociale.
  • Lo sviluppo tecnologico mira all’efficienza universale.
  • Lo sviluppo tecnologico può essere pianificato: esso avviene tramite un unico e sempre uguale processo plurifase, in cui le fasi avvengono in successione.
  • Comprende due fazioni: lo strumentalismo o teoria strumentale e il sostanzialismo o teoria sostanziale. Lo strumentalismo sostiene la strumentalità della tecnologia (la tecnologia è un semplice strumento) e la sua neutralità rispetto al contesto sociale (l’uomo non la utilizza per soddisfare le proprie esigenze). Il sostanzialismo afferma la sostanzialità della tecnologia (la tecnologia non è un semplice strumento) e il suo legame con il contesto sociale (l’uomo la utilizza per soddisfare le proprie esigenze).
  • A proposito di strumentalismo e sostanzialismo, Feenberg identifica una grande analogia. Essi affermano che lo sviluppo tecnologico è imposto alla società e che quest’ultima non può evitarlo.

Determinismo sociale

  • Lo sviluppo sociale determina lo sviluppo tecnologico.
  • Lo sviluppo tecnologico mira all’efficienza specifica, cioè relativa alle peculiarità di ciascuna società.
  • La tecnologia viene progettata sia in riferimento alla cultura della società di destinazione che in riferimento alla cultura, alle attività, alle capacità e agli obiettivi di potenziali utenti. Infatti, una tecnologia progettata per una determinata società può essere adottata anche da altre società.
  • Il design-actually gap è il divario esistente tra società che adotta la tecnologia e possibilità della società di adattare la tecnologia alle proprie esigenze. Il design-actually gap dipende dalla flessibilità della tecnologia, cioè dalla sua capacità di adattarsi ad ogni situazione: maggiore è la flessibilità, minore sarà il gap; minore è la flessibilità, maggiore sarà il gap.
  • La flessibilità della tecnologia dipende dal lavoro dei suoi progettisti e dei suoi produttori. La diffusione della tecnologia è favorita dalla comunicazione e dall’interazione tra le diverse società. Secondo Robertson, questa rete di comunicazione e interazione globale è in grado di favorire la particolarizzazione dell’universalismo. Quest’ultima consiste nel fatto che le singole società diventano consapevoli sia delle proprie specificità che della comune appartenenza ad un’unica grande società.
  • Si incarna nel costruttivismo.
  • A proposito del costruttivismo, Feenberg elabora la teoria della strumentalizzazione. Tale teoria comprende due livelli: la strumentalizzazione primaria e la strumentalizzazione secondaria.
  • Strumentalizzazione primaria: descrive la funzionalità del dispositivo tecnologico indipendentemente dalle variabili sociali.
  • Strumentalizzazione secondaria: si concentra sull’influenza della società sullo sviluppo tecnologico.
  • Lo sviluppo tecnologico deriva da un processo di codifica-decodifica: 1) la società è codificata sulla base di criteri culturali; 2) la tecnologia decodifica la società, per poterne comprendere la cultura e poi soddisfarne le esigenze; 3) la tecnologia codifica la società sulla base di criteri tecnologici.

Il cyberspazio è lo spazio virtuale che consente l’interazione, il confronto e lo scambio culturale tra soggetti diversi. Esso è democratico, poiché i soggetti sono tutti sullo stesso piano. Il cyberspazio non vuole soffocare le differenze, ma valorizzarle. La partecipazione al cyberspazio è libera. Il cyberspazio determina la nascita della cybercultura nel mondo virtuale e la nascita delle terze culture nel mondo reale. Terze culture: sono la manifestazione sia di una cultura locale estesa globalmente che di una cultura globale ridimensionata localmente.

Argomento: Gestione della globalizzazione dell'informazione

La rivoluzione informatica riconosce l’informazione come importante risorsa per lo sviluppo. Il cyberspazio attribuisce alle informazioni valori sempre nuovi. Il cyberspazio è lo spazio virtuale in cui soggetti appartenenti a culture differenti interagiscono, si confrontano e si scambiano informazioni. Il cyberspazio è democratico, poiché tutti i soggetti sono sullo stesso piano. Esso non vuole soffocare le differenze, ma valorizzarle. Tutti possono partecipare al cyberspazio, ma per poterlo fare devono necessariamente essere connessi a Internet. La connessione a Internet non dipende solo da aspetti tecnici, ma anche e soprattutto da aspetti economici. La democrazia del cyberspazio è dunque relativa, non assoluta.

Il digital divide è il divario esistente tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo. Questo divario è legato principalmente alla possibilità o meno di accedere a Internet e quindi per poterlo ridurre è necessario garantire l’accesso a Internet a tutte le popolazioni. La riduzione del digital divide è negli interessi sia dei paesi sviluppati che dei paesi in via di sviluppo: per quanto riguarda i paesi sviluppati, le imprese operanti nel settore tecnologico trarrebbero numerosi benefici; per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, vi sarebbe la possibilità di accedere a informazioni necessarie per potersi sviluppare. Internet è il motore principale della rivoluzione informatica.

Il DNS, cioè il Domain Name System, è un sistema che consente all’utente connesso a Internet di ottenere le informazioni ricercate. L’utente ricerca informazioni attraverso indirizzi analogici, cioè costituiti da stringhe di caratteri: i domini. I domini consentono al computer di comprendere, localizzare e inviare velocemente all’utente le informazioni ricercate. Internet invia le informazioni tramite l’indirizzo IP, cioè l’indirizzo Internet Protocol. Ogni computer connesso a Internet possiede tale indirizzo. Si tratta di un indirizzo digitale costituito da 4 byte. Un byte è costituito da 8 cifre binarie.

I domini sono organizzati secondo una scala gerarchica:

  • Domini di primo livello: possono essere di organizzazione o nazionali. Esempi di domini di organizzazione sono com (commerciali), org (organizzazioni no-profit), gov (governo federale degli USA). Esempi di domini nazionali sono it (Italia), de (Germania), uk (Inghilterra).
  • Domini di secondo livello: vengono generati dai domini di primo livello.
  • Domini di terzo livello: vengono generati dai domini di secondo livello.

La gestione dei domini è di competenza della name authority e della registration authority delle singole nazioni. La name authority si occupa della registrazione dei nomi. La registration authority si occupa dell’assegnazione dei nomi. Come si può notare i domini non vengono gestiti da un unico centro, bensì da più centri che comunicano tra loro e che si controllano a vicenda. Le decisioni del centro di ogni nazione riguardano solo la dimensione locale, ma grazie all’interazione con i centri delle altre nazioni esse possono influenzare anche la dimensione globale. I nomi vengono utilizzati sia per questioni amministrative che per ragioni politiche ed economiche.

  • Ragioni amministrative: la memorizzazione di caratteri è più semplice rispetto alla memorizzazione di numeri.
  • Ragioni politiche ed economiche: possedere un nome consente ad un’attività di essere visibile in rete e quindi di farsi conoscere ai terzi.

Argomento: Informatica sociale

Le ICT, cioè le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, sono un sistema informativo, ma molto spesso vengono considerate come un sistema informatico. Sistema informatico e sistema informativo vengono spesso fatti coincidere, ma ciò è sbagliato, poiché i due sistemi presentano caratteristiche differenti.

Sistema informatico: è un sistema tecnologico che nasce e si sviluppa indipendentemente dalla componente sociale.

Sistema informativo: è un sistema tecnologico che nasce e si sviluppa in stretta relazione con il contesto sociale. L’accesso ad un sistema informativo presenta due aspetti: aspetto tecnologico e aspetto sociale. L’accesso tecnologico è l’accesso fisico al sistema mediante l’impiego di dispositivi tecnologici. L’accesso sociale è l’accesso al sistema per scopi sociali, come il miglioramento del metodo di lavoro o il miglioramento delle relazioni sociali.

L’informatica sociale nasce negli anni settanta come supporto per le ICT. Essa mira alla pertinenza tra sviluppo tecnologico ed esigenze sociali. Tale pertinenza si fonda sul determinismo sociale e presenta due dimensioni: processo e valore.

  • Processo: il progetto delle tecnologie deve basarsi sulle caratteristiche del contesto sociale di destinazione. Le tecnologie devono mirare al miglioramento di tale contesto, ma allo stesso tempo devono sempre rispettarne la cultura.
  • Valore: il valore delle tecnologie non è assoluto, ma relativo alle caratteristiche del contesto sociale di destinazione.

Argomento: Reti socio-tecnologiche

Le reti socio-tecnologiche rifiutano la separazione tra tecnologico e sociale. Esse consentono l’interattività tra tecnologia e sociale. Per sociale si intendono persone, organizzazioni e istituzioni. Esistono numerose differenze tra reti tecnologiche e reti socio-tecnologiche.

Reti tecnologiche

  • Si fondano sul determinismo tecnologico.
  • Considerano i prodotti tecnologici come prodotti isolati o al massimo dipendenti da altri prodotti tecnologici.
  • L’interdipendenza tecnologica consiste nel fatto che i prodotti tecnologici derivanti da un processo tecnologico vengono utilizzati come punto di partenza di un nuovo processo tecnologico. Possiamo dunque affermare che gli output diventano input.

Reti socio-tecnologiche

  • Si fondano sul determinismo sociale.
  • Non considerano solo l’interdipendenza tecnologica, ma anche e soprattutto l’intradipendenza tra tecnologia e società.

Le reti socio-tecnologiche comprendono quattro elementi fondamentali:

  • La società è costituita da individui e gruppi di natura differente. Esempi di gruppi sono famiglie, classi, città, istituzioni. Un individuo appartiene a più gruppi.
  • Individui e gruppi sono legati da relazioni sociali che possono essere tra individuo e individuo, individuo e gruppo, gruppo e gruppo. Le relazioni sociali possono essere volontarie o involontarie e sono governate da regole sia implicite che esplicite. Esempi di regole implicite sono comportarsi bene, essere rispettosi, rispondere alle mail, partecipare alle attività sociali;
  • La società è una rete per via delle numerose relazioni presenti al suo interno;
  • La società passa da rete sociale a rete socio-tecnologica grazie all’introduzione al suo interno della tecnologia. Lo sviluppo della tecnologia viene determinato dagli aspetti sociali.

Le società umane attuali sono tutte reti socio-tecnologiche. In una rete socio-tecnologica possono essere introdotte e integrate nuove tecnologie. Il tempo che intercorre tra il momento dell’introduzione e il momento dell’integrazione prende il nome di social leg. L’integrazione di nuove tecnologie determina il cambiamento delle rete, sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista sociale. L’integrazione della nuova tecnologia avviene mediante un processo plurifase:

  • Introduzione della nuova tecnologia: la nuova tecnologia viene introdotta nella società;
  • Direzione dello sviluppo tecnologico: la direzione dello sviluppo tecnologico viene determinata dalla negoziazione tra individui e gruppi sociali. Infatti, la tecnologia si sviluppa per adattarsi alle diverse esigenze degli individui e dei gruppi che compongono la società;
  • Chiusura dello sviluppo tecnologico: lo sviluppo tecnologico termina con il raggiungimento di un accordo tra le parti. Il risultato dello sviluppo tecnologico è un prodotto tecnologico accettato da tutta la rete socio-tecnologica.

Argomento: Sistema informativo come modello delle reti socio-tecnologiche

Il sistema informativo è il modello delle reti socio-tecnologiche. Si tratta di un sistema tecnologico per lo scambio e la condivisione di informazioni. L’uso del sistema informativo comprende tre livelli:

  • Livello strategico: comprende la pianificazione dell’organizzazione, degli obiettivi e delle strategie del sistema informativo. La pianificazione si basa su informazioni esterne. Queste ultime sono eterogenee e approssimate. Il livello strategico è creativo.
  • Livello tattico: comprende le decisioni a breve-medio termine. Le decisioni si basano su informazioni interne. Queste ultime devono essere omogenee e precise. Il livello tattico è ripetitivo, ma nonostante ciò deve sempre sapersi adattare allo sviluppo del sistema.
  • Livello operativo: comprende le attività quotidiane che consentono la sopravvivenza del sistema. Le attività si basano su dati esatti, analitici, indipendenti (si tratta di dati non aggregati), recenti, frequenti (si tratta di dati utilizzati spesso).

L’uso del sistema informativo è tipico delle aziende. Esso determina:

  • Miglioramento dell’efficacia dell’azienda. Il sistema informativo aiuta i manager a identificare tutte le opportunità e a selezionare le migliori;
  • Miglioramento dell’efficienza dell’azienda. Il sistema informativo consente l’automazione di compiti ripetitivi;
  • Modifiche nella gestione degli affari. Esempio: e-commerce;
  • Modifiche nell’offerta dell’impresa. Esempio: prestazione di servizi via Internet.

Le funzioni principali del sistema informativo sono:

  • Conservazione/permanenza: archivia i dati. L’archiviazione dei dati è necessaria per la loro reperibilità immediata. L’archiviazione dei dati può essere supportata da memorie volatili o permanenti. I dati memorizzati tramite memorie volatili sono dati temporanei che presto subiranno variazioni. I dati memorizzati su memorie permanenti sono dati perenni che avranno validità anche in futuro.
  • Comunicazione: confeziona le informazioni e le trasferisce all’utente richiedente;
  • Partecipazione: nella ricerca dei dati l’utente è passivo; nell’elaborazione e nell’evoluzione dei dati l’utente è attivo.

Gli obiettivi del sistema informativo sono:

  • Efficacia: raggiungere gli obiettivi tramite modalità progettate ed eseguite correttamente;
  • Efficienza: raggiungere il maggior numero possibile di risultati impiegando il minor numero possibile di risorse;
  • Flessibilità: sapersi adattare ai cambiamenti sia interni che esterni al sistema;
  • Trasferibilità: essere in grado di preservare le proprie caratteristiche distintive anche in presenza di cambiamenti.

Le componenti di un sistema informatico sono:

  • Dati: si fa riferimento all’elemento che organizza e memorizza i dati;
  • Elaborazione: si fa riferimento all’elemento che esegue le attività sulla base dei dati;
  • Interfaccia: si fa riferimento all’elemento che consente interazione dell’utente con il sistema.

Le componenti della struttura del sistema informativo sono:

  • Tecnologia: comprende gli strumenti tecnologici utilizzati per l’organizzazione delle informazioni;
  • Semantica: riguarda il significato delle informazioni;
  • Relazioni: riguarda le relazioni tra uomo e uomo e tra uomo e sistema informativo.

Il sistema informatico comprende solo l’elemento tecnologico, mentre il sistema informativo comprende sia l’elemento tecnologico che l’elemento sociale.

Gli elementi della rappresentatività del sistema informativo sono:

  • Componente automatizzata: comprende gli strumenti tecnologici che rendono lo svolgimento di un’operazione indipendente.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.cozzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informatica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Padula Marco.
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