Estratto del documento

Geografia generale (De Vecchis)

Le coordinate spazio-temporali: rappresentazioni e misure

Spazio e tempo: ogni esperienza trova il punto di partenza e il riferimento primo nel “dove” e nel “quando”, che riportano alle categorie filosofiche essenziali dello spazio e del tempo. Le coordinate spazio-temporali hanno assunto oggi accezioni diverse rispetto al passato, un numero sempre più consistente di individui può comunicare senza muoversi nello spazio (rivoluzione informatica). Una visione diacronica dello spazio consente una migliore interpretazione delle realtà territoriali. La dinamicità diviene pienamente compiuta in una visione prospettica in grado di cogliere l’evoluzione territoriale, i cambiamenti possibili e gli esiti futuri dei comportamenti in atto.

Orientamento: la conoscenza della propria posizione è da sempre un’esigenza imprescindibile, di qui l’importanza dell’orientarsi attraverso elementi fissi di riferimento (punti cardinali). La linea virtuale, che unisce il sorgere del sole e il tramontare (Est e Ovest), intercetta perpendicolarmente il mezzogiorno e la mezzanotte (il Sud e il Nord), definendo lo spazio nella cornice del tempo. Dalla divisione del piano terrestre in quattro parti si è reso necessario, poi, individuare ulteriori suddivisioni, prima in 8, poi in 16… creando la “rosa dei venti”. Alla rosa dei venti è stato applicato un ago calamitato ottenendo la “bussola”. Anche le stelle sono servite per l’orientamento, la stella Polare, che appare sempre immobile nel cielo, indica con poco scarto il Polo nord.

La forma della Terra e le coordinate geografiche

La forma della Terra è stata oggetto di grande attenzione già nell’antichità, i filosofi greci raggiunsero risultati che, per la loro approssimazione alla realtà, si possono considerare straordinari. Oggi le moderne tecniche di misurazione e calcolo mostrano con grande evidenza quale sia la configurazione della terra, essa è una sfera con un leggero schiacciamento ai poli (sferoide). La determinazione della posizione di un punto sulla superficie terrestre ha trovato un'accettabile soluzione nel calcolo delle coordinate geografiche. I circoli massimi, tutti uguali fra loro, che sulla superficie terrestre congiungono i due poli sono denominati “meridiani”. Le circonferenze che tagliano perpendicolarmente i meridiani sono i “paralleli”, uguali a due a due. La misura lineare dei paralleli diminuisce, procedendo dall’Equatore verso i due poli geografici. Meridiani e paralleli formano il cosiddetto “reticolo geografico”, una griglia di riferimento a maglie di trapezio sferici. Il parallelo massimo è l’Equatore per il meridiano di riferimento si è stabilito per convenzione il meridiano di Greenwich. La latitudine è la distanza angolare di un punto dall’Equatore misurata lungo un meridiano, nord o sud. Analogamente, misurando lungo un parallelo la distanza angolare di un punto dal meridiano di Greenwich si ottiene la longitudine. La conformazione plano-altimetrica della superficie terrestre, con i suoi rilievi e depressioni, rende necessaria la misurazione dell’altitudine, il GPS si è rivelato uno strumento di localizzazione e di navigazione di grande precisione.

Le dimensioni della Terra

Se la comprensione della forma della Terra ha attratto fin dall’antichità, l’affermazione della sua sfericità ha reso possibili le applicazioni fornite dalla geometria. Per brevità si ricorda soltanto Eratostene che misurò, con precisione sorprendente, lunghezza e circonferenza terrestre: 39.375 km, invece di 40.077 km.

La carta geografica: l’approssimazione e la riduzione

Il tentativo di raffigurare gli spazi di vita ha posto la conoscenza dei luoghi, la loro reciproca posizione e l’orientamento in una stretta relazione; questi spazi dovevano essere rappresentati. Attraverso le proiezioni geografiche e cartografiche, sistemi costruiti su procedimenti geometrici e matematici per tracciare in piano il reticolato geografico della sfera, si cerca di riprodurre in piano la curvatura della superficie terrestre. Le proiezioni cartografiche intervengono su tre proprietà:

  • Equidistanza: ossia la corrispondenza fra le lunghezze grafiche della carta e quelle reali;
  • Equivalenza: ossia la corrispondenza fra le aree geografiche della carta e quelle reali;
  • Isogonia e conformità: ossia la corrispondenza dei valori angolari.

Le tre proprietà non sono mai presenti nello stesso tempo. Oltre a essere approssimata, la carta geografica è una rappresentazione ridotta, questo passaggio avviene mediante la scala: al numeratore presenta sempre il numero 1, a indicare l’unità di misura di riferimento (in genere cm) al denominatore il numero delle volte in cui le distanze sono state ridotte (es. 1:5000). Le carte a grande scala o topografica (fra 1:10.000 e 1:150.000) raffigurano con accuratezza il rilievo, l’idrografia, i diversi tipi di insegnamento, due vie di comunicazione, lo strato vegetazione…

La carta geografica: il simbolismo

La carta geografica è simbolica, le varie possibilità dei simboli, combinabili fra loro, ne moltiplicano le tipologie, consentendo letture e interpretazioni dello spazio terrestre, né mancano i numeri e le scritte, soprattutto i nomi di luoghi: “toponimi”. Attraverso la molteplicità di questi simboli si possono individuare ed evidenziare sia elementi fisici sia antropici. Di particolare importanza sono i simboli altimetrici, i quali consentono di leggere su una superficie piana una realtà tridimensionale, il primo sistema adottato fu quello dei “mucchi di talpa”. Di grande fortuna, per la possibilità che offrono nella rappresentazione dell’andamento altimetrico del terreno, hanno goduto le curve di livello (o altimetriche o isoipse), linee che congiungono tutti i punti con uguale altitudine sul livello medio del mare. Va aggiunto che i simboli costituiscono uno specifico codice semiologico con valore internazionale. La più fedele rappresentazione del pianeta riporta al globo (detto mappamondo).

Le carte tematiche

Una classificazione delle carte geografiche relativa ai loro contenuti prevede:

  • Carte di base (o generali): riportano i caratteri fisici, politici o entrambi gli aspetti;
  • Carte speciali: sono realizzate per rispondere a obiettivi specifici e possono richiedere tipi particolari di proiezioni (nautiche e aeronautiche);
  • Carte tematiche: così chiamate perché dedicate a un fenomeno o a un tema specifico. Esse possono essere classificate a loro volta in:
    • Qualitative: che affrontano il tema nella sua globalità e nella sua distribuzione spaziale (le specie della vegetazione o delle culture);
    • Quantitative: che evidenziano gli elementi di misura, come la quantità di precipitazioni o la densità di popolazione;
    • Analitiche: che rivolgono l’attenzione a un singolo tema;
    • Complesse: che riuniscono più temi;
    • Statiche e dinamiche: che presentano un fenomeno rispettivamente stabile o mutevole nel tempo e nello spazio.

Gli atlanti

L’atlante è una raccolta sistematica e organica di carte geografiche, una prima raccolta di questo tipo risale a Tolomeo, tuttavia, il primo vero e proprio atlante moderno può essere considerato il “Theatrum orbis terrarum” di Ortelio (1570), il termine Atlante è riferito al personaggio mitologico, al quale è stato imposto il faticoso compito di sorreggere il Cielo. Tanti sono i tipi e formati degli atlanti:

  • Scolastico: utilizzato soprattutto per la consultazione;
  • Nazionale: dettagliato e particolareggiato di uno stato;
  • Internazionale: comprendente carte della Terra delle sue regioni;
  • Tematico: attento a un tema specifico, come l’agricoltura, l’industria, il commercio…

Un indice dei luoghi o indice toponomastico elenca, in ordine alfabetico tutti i nomi geografici riportati sulle carte e le pagine in cui vengono citati.

Il telerilevamento

Negli ultimi decenni una straordinaria evoluzione nel settore del rilevamento del territorio è stata possibile grazie al contributo dell’informatica e dell’astronautica. Con “remote sensing” (rilevamento a distanza o telerilevamento) si intende quel complesso di tecniche e modalità grazie alle quali è possibile acquisire, registrare, elaborare e interpretare informazioni riguardanti le proprietà spaziali di una superficie distante dallo strumento di rilevamento.

Misurazione del tempo: i fusi orari

Il problema di un orario internazionale condiviso è diventato di grande rilevanza con le innovazioni tecnologiche del XIX secolo. La circonferenza terrestre si può considerare come un angolo giro da dividere per le ore del giorno; si ottiene che ogni ora corrisponde a uno spicchio della superficie terrestre di 15°. L’ora si sposta in avanti [+1 ora] procedendo verso i fusi a est di Greenwich e indietro [-1 ora] per quelli a ovest. Tuttavia, i limiti dei fusi non seguono quasi mai esattamente i meridiani, quanto piuttosto i confini politici o amministrativi. Il meridiano di 180°, che attraversa l’Oceano Pacifico, segna il passaggio al giorno successivo; questo meridiano è definito “Linea internazionale del cambiamento di data”.

Misurazione del tempo: il calendario

La misurazione del tempo è legata sin dall’antichità agli astri: il Sole e la Luna in primo luogo. Vi è una difformità fra l’anno solare e quello civile. Il calendario Giuliano (continuazione del calendario romano riformato a Giulio Cesare) suddivideva l’anno in 365 giorni. Nel 1582 fu sostituito dal calendario Gregoriano (che recuperava i 10 giorni persi per gli errori di calcolo). Il calendario musulmano e quello ebraico si basano invece sui cicli lunari (anni da 354-355 giorni).

La crosta terrestre e le forze endogene

Le Scienze della Terra

All’inizio degli anni Cinquanta dello scorso secolo si sono sviluppate una serie di discipline (Earth Sciences), differenziatesi tra loro, pur mantenendo il comune denominatore dello studio del pianeta: geologia, geomorfologia, pedologia, idrografia, oceanografia, climatologia, meteorologia… Le Scienze della Terra, offrendo un grande contributo allo studio delle relazioni fra i gruppi umani e il nostro pianeta, hanno contatti scientifici molto stretti con la geografia fisica, che individua nell’uomo un punto di riferimento essenziale, attivo e unificante, con un ruolo decisivo e determinato nell’operatore sugli ecosistemi naturali, modificati della sua azione.

Le vicende geologiche e le rocce

La geologia ha il compito di ricostruire la storia della Terra e delle rocce che la costituiscono. La terra si è formata oltre 4,5 miliardi di anni fa, la sua vita può essere suddivisa in quattro lunghi periodi comprendenti più ere geologiche, detti eoni: Azoico, Archeozoico, Proterozoico, Fanerozoico (suddiviso in tre ere geologiche: paleozoica, mesozoica e cenozoica). La conoscenza della storia della Terra è molto importante per il rapporto stretto tra la formazione e la struttura delle rocce da una parte e le risorse minerarie dall’altra. Nella costituzione delle rocce della crosta terrestre si distinguono tre processi in successione temporale, che costituiscono un unico ciclo litogenetico:

  • Rocce magmatiche: generate in seguito al raffreddamento e al consolidamento del magma, possono essere di vari tipi: intrusive (il raffreddamento avviene in profondità con estrema lentezza) ed effusive (il raffreddamento avviene in superficie in maniera brusca);
  • Rocce sedimentarie: sono prodotte dall’accumulo e dal deposito di detriti e frammenti depositi nel corso del tempo sia in ambiente continentale sia in ambiente marino;
  • Rocce metamorfiche: derivano da quelle eruttive o sedimentarie, in seguito a profonde alterazioni e trasformazioni per aumenti di temperatura e di pressione. Due sono i tipi fondamentali di metamorfismo: di contatto e regionale.

La struttura interna della Terra e la tettonica a placche

All’inizio del Novecento Wegener concepì una teoria relativa alle dinamiche superficiali della terra, secondo cui circa 200 milioni di anni fa, da un unico grande continente, Pangea, circondato da un unico oceano, Pantalassa, avrebbe avuto inizio il frazionamento delle masse terrestri. Verso la fine degli anni Sessanta del secolo scorso tecnologie d’avanguardia hanno consentito di comprendere meglio le cause profonde della deriva dei continenti (teoria della tettonica a placche). Composizione interna della Terra (a cipolla):

  • Nucleo interno: solido, di 1.250 km;
  • Nucleo esterno: liquido, di 2.230 km;
  • Mantello: all’esterno solido, all’interno liquido, di 2.890 km;
  • Crosta terrestre: solida, dai 5 ai 70 km.

La crosta terrestre poggia sul mantello, la cui parte più esterna è solida. La crosta terrestre e la parte più esterna del mantello formano insieme la litosfera, a comportamento rigido. Sotto la litosfera si incontra l’astenosfera, una zona meno rigida dove si ipotizza che avvenga una fusione parziale del mantello con la generazione dei magmi. Le correnti convettive, dalle zone interne più calde a quelle esterne più fredde, generano forze che determinano i movimenti delle placche. Il materiale caldo trabocca in corrispondenza delle dorsali oceaniche, formando margini costruttivi o divergenti. In alcune aree, per lo scontro di due placche convergenti (zone di subduzione), si generano margini distruttivi o convergenti.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 16
Riassunto esame di geografia,prof Scorrano, libro consigliato De Vecchis Pag. 1 Riassunto esame di geografia,prof Scorrano, libro consigliato De Vecchis Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di geografia,prof Scorrano, libro consigliato De Vecchis Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di geografia,prof Scorrano, libro consigliato De Vecchis Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di geografia,prof Scorrano, libro consigliato De Vecchis Pag. 16
1 su 16
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paolot97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Scorrano Silvia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community