1. Fasi potenziale d’azione.
Le cellule nervose generano una varietà di segnali elettrici che trasmettono e immagazzinano
informazioni. I potenziali d’azione sono la modificazione repentina del potenziale di membrana,
scatenata dalla ricezione da parte del neurone di un segnale sensoriale o un messaggio chimico
proveniente da altri neuroni. I potenziali di azione costituiscono i segnali fondamentali che
trasferiscono informazioni da un punto all’altro del sistema nervoso e si propagano lungo tutta la
lunghezza degli assoni.
Da uno stato di riposo (-70mV) quando il neurone riceve uno stimolo, si ha un cambiamento di
carica per cui il potenziale di membrana (interno alla cellula) da negativo diventa più positivo (in
un processo chiamato depolarizzazione), fino al raggiungimento di un determinato valore soglia
(-55mV) nel quale si raggiunge un potenziale d’azione. Questo tipo di risposta ha un
funzionamento detto del “tutto o niente”: o si attiva, raggiungendo il PA, o non si attiva se non si
raggiunge il PA.
Raggiunti i -65mV, si aprono i canali Na e il Na, essendo dieci volte più concentrato all’esterno,
fluisce verso l’interno per gradiente di concentrazione. L’entrata del Na fa aumentare la carica
dell’interno della cellula da -65mV a +40 mV, rendendo l'ambiente esterno più negativo, momento
in cui si chiudono i canali sodio. Nel frattempo si aprono anche i canali K+ che sono più lenti, e
verso il picco dei +40 mV il potassio (K+) tende ad uscire verso l'ambiente più negativo in modo
da ridurre il potenziale d'azione e ristabilire l'equilibrio causando passando attarverso una fase di'
iperpolarizzazione (-80 mV valore più negativo del potenziale di riposo -), momento in cui i canali
potassio si chiudono.
Durante tutto il processo le pompe sodio/potassio lavorano per mandare gli ioni sodio nel liquido
extracellulare (ogni 3 ioni sodio fuori, 2 potassio dentro).
Una volta chiusi, i canali non possono riaprirsi fino al raggiungimento di nuovo del potenziale di
riposo e nessuno stimolo è in grado di innescare un nuovo potenziale d’azione: questo momento è
chiamato periodo di refratterietà assoluta (Durante la fase di depolarizzazione e gran parte
della ripolarizzazione)
Nel periodo di iperpolarizzazione un neurone può rispondere solo a stimoli molto superiori alla
norma (nell’impossibilità per i canali ionici di attivarsi), si parla perciò di periodo di refrattarietà
relativa.
assone a riposo depolarizzazione ripolarizzazione
ddp: interno – 70 mV stimolo depolarizzante chiusura canali Na e ulteriore apertura
autopropagazione dell’impulso canali del K
-K 30 volte > rispetto nervoso lungo l’assone: uscita di ioni k (per il gradiente chimico)
all’esterno ioni carichi positivamente passano iperpolarizzazione (-80 mV) permette
-Na 10 volte > rispetto al alla membrana adiacente interna che l’impulso si muova in un’unica
citoplasma carica negativamente, direzione perché in questo periodo i
depolarizzandola al valore soglia -55 canali Na nel sono inattivi (periodo
-canali Na chiusi mV refrattario relativo)
-canali K aperti apertura dei canali Na I canali K si chiudono e la membrana
- proteina pompa Na/K ingresso di Na torna impermeabile al Na
trasporta ioni Na inversione di polarità: interno + 40 La pompa Na/K riporta i valori di
all’esterno dell’assone e mV concentrazione degli ioni ai valori di
2 K all’interno riposo
1
2. Fattori che determinano il potenziale a riposo.
Il potenziale di membrana a riposo (-65 mV) è dovuto alla diversa concentrazione di alcune
macromolecole e ioni tra l’interno e l’esterno della cellula; in particolare:
1. Concentrazione intracellulare: maggiore concentrazione di ioni K e anioni organici (K
tedne a uscire)
Ioni K: concentrazione 10 volte > all’interno (diffusione spinge all’esterno, forza elettrica
all’interno)
2. Concentrazione extracellulare: maggiore concentrazione di ioni Na
Na: concentrazione 30 volte > all’esterno (diffusione e forza elettrica spingono all’interno)
La concentrazione di carica ai 2 lati della mebrana tenderebbe a essere uguale a causa della
forza di diffusione (per ristabilire l’omeostasi, le molecole vanno da regioni ad alta concentrazione
verso regioni a bassa concentrazione a seconda del gradiente chimico di concentrazione) e delle
forze di pressione elettostatica (la sostanza chimica, dotata di una carica elettrica, tende a
spostarsi verso l’ambiente dotato di carica opposta, a seconda del gradiente elettrico).
La diversa distribuzione di carica ai 2 lati della mebrana è dunque resa che possibile grazie ad
alcune caratteristiche della mebrana stessa. La mebrana è costituita da un doppio strato
fosfolipidico che, essendo idrofobico, non consente il passaggio degli ioni. La differente
concentrazione è realizzata da 2 gruppi di proteine che si trovano all’interno della membrana:
3. Canali di diffusione (ionici): aperture selettive che lasciano passare un tipo di ione. A
riposo, il potenziale di membrana delle cellule nervose è determinato in gran parte da
canali ionici permeabili al potassio (K)
4. Traspotatori attivi (pompa sodio potassio): proteina che trasporta, contro il gradiente
elettrochimico, 2 ioni K all’interno per ogni 3 Na spostati all’esterno. Essa richiede di molta
energia proveniente dall’idrolisi dell’ATP.
3. Descrivere la struttura dell’orecchio interno.
L’orecchio si tripartisce in orecchio esterno, medio e interno.
Situate in una cavità dell'osso temporale, il cui nome è labirinto osseo, le parti che costituiscono
l'orecchio interno sono sostanzialmente due:
1. aparato vestibolare
2. coclea
Per quanto riguarda l'apparato vestibolare (controllo dell’equilibrio) possiamo individuare:
1. 2 organi otolitici e rilevano posizione della testa e accelerazioni lineari
- utricolo traslazioni orizzontali
- sacculo traslazioni verticali
2. 3 canali semicircolari rilevano rotaizone del capo (endolinfa preme su cellule cigliate)
Per quanto riguarda la funzione uditiva possiamo individuare:
1. finestra ovale e finestra rotonda: segnano l’ingresso nella coclea
2. coclea ospita l’apparato dei recettori neuronali dell’orecchio interno, qui l’energia delle
onde sonore viene trasformata in impulsi nervose. Essa è suddivisa in tre canali paralleli
1. scala timpanica e scala vestibolare contenenti perilinfa (tanto k poco Na)
2. dotto cocleare contenente endolinfa. Al suo interno si trova l’organo del Corti
1. nervo acustico
Dalla staffa, le vibrazioni passano alla finestra ovale (funzione simile alla membrana timpanica).
Le vibrazioni della finestra ovale mettono in moto l'endolinfa cocleare che a sua volta causa il
movimento della membrana basilare e di quella tettoria, innescando le cellule dell'organo del
2
Corti. Le cellule del Corti sono responsabili della trasduzione delle vibrazioni meccaniche in
segnali neuronali grazie alle cellule ciliate che percepiscono il movimento della membrana
basilare.
3. Apice m.b. basse frequenze
4. base m.b. alte frequenze
Le cellule ciliate sono un fascio di ciglia con prolungamenti filiformi (stereo ciglia) disposti in
ordine di lunghezza (chinoglio: stereociglio più alo)
1. fascio di ciglia spostato in direzione del chinoglio aperture canali K+ depolarizzazione
apertura dei canali Ca2+ rilascio del neurotrasmettitore.
2. facsio ciglia spostasto in direzione opposta al chinoglio iperpolarizzazione chiusura
canali.
A conversione avvenuta, entra in gioco il nervo cocleare, che raccoglie gli impulsi nervosi
neogenerati e li invia al lobo temporale del cervello. Nel lobo temporale del cervello, ha luogo la
rielaborazione degli impulsi nervosi e la generazione di una risposta adeguata.
4. Funzioni glutammato e caratteristiche elettrochimiche dei suoi recettori postsinaptici.
Il glutammato è un aminoacido e fa parte dei neurotrasmettitori a basso peso molecolare.
I neurotrasmettitori si muovono su due assi principali: il Glutammato e il Gaba che creano
equilibrio tra attivazione e inibizione. Il Glutammato infatti è il più importante neurotrasmettitore
eccitatorio, mentre il Gaba è il più importante inibitorio. Esso genera sinapsi glutammatergiche
asso-dendritiche, generate soprattutto da neuroni di proiezione
E’ presente i tutte le cellule del corpo, essendo distribuito su tutto l’asse neurale.
Funzioni principali: riguardano la motilità, la memoria, aspetti patologici (epilettogenesi,
allucinazioni, neurotossicità, ecitotossicità: troppo Glu)
Esistono 4 principali recettori del glutammato sono:
NMDA (principale) N-metil-D-aspartato
1. AMPA
1. Kainato
2. Recettore metabotropico mGlu
3.
Tutti questi recettori depolarizzano il potenziale di membrana e sembrano possedere un certo
grado di cooperativita’.
̀
A seconda dell'agonista che li attiva, i recettori ionotropici possono essere suddivisi in due
sottoclassi che cooperano per la produzione di una buona funzionalità elettrica del neurone.
1. NMDA attivati sia dal glutammato che dall'NMDA (N-metil-D-aspartato).
Generano un PdA rapido e intenso
Sono inattivi in presenza di ioni Mg++ che bloccano il canale per Na e Ca. Il Mg libera il
canale con la depolarizzazione indotta dai recettoi AMPA
2. non-NMDA attivati dal glutammato, kainato (acidoo kainico) ed AMPA
Generano un PdA meno intenso ma peristente
5. Principali strutture sistema limbico e loro funzioni.
Il sistema limbico è una formazione filogeneticamente antica, si tratta un insieme di strutture
cerebrali insieme di circuiti neuronali presenti in parti del diencefalo e del telencefalo. Il suo
scopo è quello di mantenere e conservare la specie (emozioni, olfatto, comportamento,
memorizzazione, manifestaizoni vegetative). Nell’uomo, le strutture del sistema limbico sono:
Componenti corticali:
▪ ippocampo, il giro paraippocampale e il giro del cingolo.
L’ippocampo ha una funzione importante nella memoria a lungo termine, nella
navigazione spaziale, e nell’apprendimento (magazzino di memoria)
▪ corteccia cingolata (area mediale corteccia frontale) dolore e aggressività
Componenti sottocorticali:
3 1. talamo centro di smistamento che rielabora e smista le info
2. ipotalamo (nel diencefalo) ha una funzione di controllo sul sistema nervoso autonomo,
intevriene sul controllo delle funzioni vegetative e risposte fisiologiche (fame, sete, sesso e
risposte comportamentali legate al pericolo.) E’ connesso con l’ipofisi e controlla la
produzione degli ormoni.
3. amigdala (nel telencefalo) ha un importante ruolo nel comportamento emozionale (in
particolar modo riguardo la paura), nell’apprendimento e nella memoria emozionale
▪ Sistema olfattivo
Le aree del sistema limbico formano circuiti complessi che insieme giocano un ruolo essenziale in
alcune funzioni cognitive superiori.
In particolare si può individuare un percorso interno al cervello che sembra implicato nel controllo
corticale dell’emozione.Questo percorso prende ora il nome di Circuito di Papez e segue
quest’ordine:
3. 1. Ipotalamo (funzioni vegetative, espressione delle emozioni)
4. 2. Nucleo talamico anteriore (reattività emozionale)
5. 3. Corteccia cingolata (dolore, regolazione dell’aggressività)
6. 4. Ippocampo (memoria)
6. Classificazione principali neurotrasmettitori a basso peso molecolare.
I neurotrasmettitori sono l’elemento che permette ai neuroni di comunicare legandosi e attivando i
loro specifici recettori. In base alle loro dimensioni possiamo distinguere
Alto peso molecolare ad azione lenta ma potente
polipeptidi (catene di amminoacidi) sintetizzati dai ribosomi del corpo cellulare, sono trasportati e
processati attraverso il reticolo endoplasmatico e il Golgi e successivamente trasferiti (all’interno di
vescicole di trasporto) fino al bottone sinaptico.
Basso peso molecolare (derivate da singoli amminoacidi) e ad azione rapida
Vengono sintetizzati da enzimi che si trovano nel bottone presinaptico: gli enzimi che ne
determinano la formazione sono prodotti nel corpo cellulare e per diffusione raggiungono il
bottone presinaptico. Dopo essere stati sintetizzati i neurotrasmettitori mediante trasporto attivo
sono assorbiti all’interno delle numerose vescicole presenti nel terminale sinpatico
Si possono suddividere in 4 classi a seconda della loro composizione chimica:
1. Aminoacidi:
7. Glutammato eccitatorio
8. Aspartato
9. GABA inibitorio
10. Glicina
2. L’Acetilcolina (Ach): eccitatorio, presente in: SNA, sinapsi neuromuscolari, SNC vie
colinegriche: prosencefalo-basale (n. Meynert), ponto-mesencafalica (tronco encefalico)
3. Ammine Biogene: si dividono a loro volta in:
1. Catecolammine caratterizzate dall’avere tutte lo stesso precursore (“Tirosina idrossilasi”)
- Dopamina (subst Nigra, area tegm ventr mesencefalo) carenza Parkinson
- Noradrenalina eccitatorio (locus coeruleus nel tronco encefalico)
- Adrenalina
1. Serotonina: implicata nella motilità, emostasi, sonno/veglia, sesso, termoregolazione…
(nuclei del Rafe)
2. Istamina
1. Derivati Purinergici: (Adenosina, ATP).
7. Descrivere i recettori somato-sensoriali.
I recettori somato-sensoriali si dividono in cutanei e sottocutanei. In base alle funzioni svolte
questi recettori possono essere divisi in:
2. Nocicettori e termocettori Terminazioni nervose libere, ramificate e amieliniche (i rami
4 ammielinici di queste si ramificano nelle regioni superiori e inferiori del derma. )
3. Meccanocettori Sensibili a stimoli meccanici , tatto e pressione ma anche percezioni
relative alle condizioni del nostro corpo
1. Dischi di Merkel: fibre ad adattamento lento. Sono localizzate all’apice delle creste
cutanee, possiedono la p iù alta risoluzione spaziale rispetto alle altre fibre. Sono
altamente sensibili a punti, spessori e curvature.
2. Corpuscoli di Meissner: fibre ad adattamento rapido. Sono vicini alla superficie cutanea e
quindi sensibili ma non precisi come le fibre precedenti. Sono sensibili alla vibrazione che
si verifica con il contatto di una superficie ruvida e sono responsabili della sensazione di
slittamento di un oggetto sulla pelle
3. Corpuscolo di Pacini adattamento rapido. Localizzati nello strato profondo del derma. Il
contatto e la presaprobabilmente dipendono da questi recettori.
4. terminali di Ruffini, sono strutture incapsulate allungate con un aspetto fusiforme e sono
localizzate in profondità della cute, ma anche nei legamenti e nei tendini, sono sensibili allo
stiramento cutaneo
Considerando un campo recettoriale grande i recettori che il nostro organismo utilizza sono i
corpusocli di Pacini e le afferenze di Ruffini. Considerando un campo recettoriale piccolo invece si
utilizzano fibre afferenti di Merkel e le afferenze di Meisner.
Nonostante la loro grande varietà tutti i recettori deputati alla sensibilità somatica funzionano nello
stesso modo: gli stimoli applicati sulla pelle deformano o modificano le terminazioni nervose,
influendo sulla permeabilità ionica della membrana dei recettori. Queste modificazioni creano un
potenziale di recettori che a sua volta innesca potenziali d’azione. Il processo complessivo prende
il nome di trasduzione sensoriale. La qualità dello stimolo è determinata dalle proprietà dei
recettori e dalla posizione dei loro bersagli centrali. La quantità invece è data dalla frequenza di
scarica dei potenziali d’azione.
8. Descrivere i recettori propriocettivi.
I recettori propriocettivi, detti anche cinestetici, sono i recettori da cui dipende la propriocezione,
sono quindi sensibili alle variazioni delle posture, dei movimenti del corpo e dei segmenti corporei,
dello stato d contrazone dei propri muscoli. Tali recettori inviano impulsi che attraverso il midollo
spinale giungono alle aree cerebrali deputate alle informazioni sulla posizione e sul movimento.
Fusi neuromuscolari
Recettori di stiramento (informano il SNC circa lo lo stato di allungamento del muscolo) localizzati
all'interno della muscolatura striata-volontaria e disposti in parallelo con le fibre muscolari.
Sono molto più densi nei muscoli che controllano l’attività fine (mani, occhi). I fusi sono strutture
piccole, di forma allungata; sono costituiti da una capsula di tessuto connettivo che avvolge un
gruppo di piccole fibre muscolari dette fibre intrafusali, sia sensitive (afferenti) sia motrici
(efferenti)
estremità delle fibre: sono contrattili, e si contraggono sotto l’azione del motoneuroni
gamma da cui sono innervate. Il ruolo dei motoneuroni gamma è quello di aggiustare la
sensibilità dei fusi neuromuscolari allo stiramento: quando i motoneuroni gamma
scaricano, l'estremità delle fibre si contraggono e si accorciano.
parte centrale delle fibre: è avvolta da terminazioni di neuroni sensoriali che sono
sensibili allo stiramento. Questi neuroni sensoriali proiettano al midollo spinale e fanno
sinapsi direttamente con i motoneuroni alfa che innervano lo stesso muscolo entro cui si
trovano i fusi da cui viene l'afferenza.
Quando un muscolo è alla lunghezza di riposo: la porzione centrale del fuso è abbastanza stirata
da attivare le fibre sensoriali, grazie a ciò anche un muscolo a riposo mantiene sempre un certo
livello di tensione (tono muscolare.)
Quando un muscolo è in movimento: come il muscolare si stira, anche i fusi si allungando e
causa un aumento della frequenza di scarica della fibra sensoriale. Questo innesca la
contrazione riflessa del muscolo, facendo sì che la lunghezza del muscolo rimanga costante
5
ed evitando un danno da eccessivo stiramento. Questo riflesso, in cui l'allungamento del muscolo
innesca una risposta contrattile che ne mantiene costante la lunghezza, è detto riflesso da
stiramento o riflesso miotatico
Il compito dei moto
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Fondamenti anatomo-fisiologici dell'attività psichica