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Nancy di Rollo

FISOLOFIA DEL DIRITTO

Filosofia del Diritto

ADOLF REINACH 3

WESLEY HOHFELD 5

EUGEN EHRLICH 7

GIORGIO DEL VECCHIO 9

CZESLAW ZNAMIEROWSKI 11

JEROME FRANK 12

HANS KELSEN 13

CHAIM PERELMAN 14

GUSTAV RADBRUCH 16 Pag. 1 di 30

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SIMONE WEIL 17

NOBERTO BOBBIO 18

JONH RAWLS 20

ALF ROSS 21

ELIZABETH ANSCOMBE 22

ANTONIO PIGLIARU 23

HERBERT HART 24

FELIC OPPENHEIM

OTA WEINBERGER

KARL OLIVECRONA ADOLF REINACH (reinar) il fondatore

Il filosofo di diritto Adolf Reinach, considerato al giorno d’oggi come

della fenomenologia del diritto, nasce in Germania nel 1883. All’età di diciassette

gli studi in psicologia e

anni, ovvero nel 1900, si trasferisce a Monaco per iniziare

filosofia, mentre nel 1904 si laurea con una tesi sul concetto di casualità nel diritto

penale. L’anno successivo decide di frequentare, per un semestre, i corsi del filosofo

studi giuridici.

Husserl, fondatore della fenomenologia, per poi passare agli Nel

dedicarsi

1909, dopo aver affrontato l’esame di Stato, Reinach decide di

interamente alla filosofia, e si trasferisce a Gottinga per poter lavorare al fianco di

Husserl. Reinach viene consacrato come il fondatore della fenomenologia del diritto

una delle sue opere più importanti, “I fondamenti a priori del

grazie ad ovvero

diritto civile”, la quale nasce nel 1913, dopo un seminario sulla filosofia del diritto

fenomenologia come

civile tenuto l’anno prima. In quest’opera, Reinach parla della

una teoria degli oggetti, oggetti

la quale quindi deve studiare ed analizzare anche

ed entità giuridiche, come ad esempio obblighi/pretese/diritti. Secondo il filosofo,

questi oggetti ed entità giuridiche oltre a non poter essere considerate come entità

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fisiche o psichiche, si distinguono anche dall’intemporali entità ideali, come ad

esempio concetti/proposizioni/numeri, a causa della loro temporalità. Nel dettaglio,

studiare questi

Reinach ne “I fondamenti a priori del diritto civile” si impegna a

oggetti ed entità giuridiche muovendosi in due direzioni.

gli esseri umani,

Da una parte, egli descrive come tramite gli atti sociali,

 producono o modificano questi oggetti ed entità giuridiche.

vi siano delle realtà giuridiche,

Dall’altra parte, invece, si chiede se ovvero

 che valgono a priori per questi oggetti ed

dei fondamenti del diritto,

entità giuridiche. dottrina a priori del diritto,

Reinach, quindi, parla di una

la quale non è né una dottrina del diritto naturale né una dottrina del diritto

ideale. intitolata "I fondamenti a

Analizziamo ora alcuni passi dell'opera di Adolf Reinach

priori del diritto civile".

L'idea della dottrina a priori del diritto. Nella sua opera “I fondamenti a priori del

dottrina a priori del diritto.

diritto civile”, Reinach ci parla della cosiddetta Ma

prima di poter analizzare nel dettaglio quest’ultima, il filosofo introduce la

concezione generale del diritto positivo, non vi sono

secondo la quale

proposizioni giuridiche valide al di fuori del tempo, questo poiché il diritto

positivo è in continuo mutamento influenzato dai rapporti e dai bisogni economici del

momento. Ad esempio, la proposizione giuridica secondo la quale “i crediti possono

essere ceduti dal creditori a terzi all’insaputa del debitore” è una proposizione che al

giorno d’oggi viene considerata valida, ma in epoche diverse del diritto questa non

possedeva nessuna validità. Di conseguenza, secondo questa concezione generale del

anche le entità giuridiche,

diritto positivo, come ad esempio

proprietà/pretesa/obbligazione/rappresentanza, che si trovano all’interno delle

sono state create dal diritto stesso,

proposizioni giuridiche, il quale quindi non le

Reinach, però, sostiene una teoria opposta,

ha già trovate pronte ed accettate. le entità giuridiche

appunto la dottrina a priori del diritto, secondo la quale

esistono indipendentemente dal diritto positivo, il quale quindi non le produce

ma le trova già pronte e le accetta. Secondo questa dottrina, inoltre, se viene

attribuita ad una sola entità giuridica una proposizione questa varrà generalmente

per tutte le entità giuridiche di questo genere e necessariamente in ogni singolo caso.

Quindi per le entità giuridiche valgono proposizioni, o verità, a priori.

Esistono moltissime proposizioni a priori per ogni entità giuridiche, e la dottrina a

priori del diritto si occupa appunto di individuare ed analizzare sia le entità

giuridiche che le sue diverse proposizioni a priori. Un esempio di entità giuridica,

la promessa,

analizzata in “I fondamenti a propri del diritto civile”, è la quale è

un atto sociale Un atto sociale è un

considerata come diretto a causare un'azione.

atto intenzionale e spontaneo, tramite il quale l'Io di un soggetto viene

manifestato, diretto e percepito da un altro soggetto. Ad esempio, l'atto di dare

un comando, come la promessa, viene considerato come atto sociale, infatti questo è

un atto intenzionale e spontaneo, in quanto l'Io di chi impartisce il comando viene

manifestato volontariamente, ed è inoltre diretto ad un'altra persona la quale

percepisce questo comando. Non tutti gli atti spontanei possono, però, essere

considerati atti sociali, infatti vi sono alcuni atti, come ad esempio il perdonare

qualcuno, che sono sì diretti ad un altro soggetto, ma non è necessario che

quest'ultimo li percepisca. È fondamentale, quindi, che l'atto venga manifestato

all'esterno e percepito da un altro soggetto per poter essere considerato atto sociale.

Vi sono tre tipologie di atti sociali. Analizziamole.

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Gli atti sociali semplici. I quali non richiedono un’attività corrispondente, un

 esempio è la comunicazione.

Gli atti sociali che presuppongono altri atti sociali.

 Gli atti sociali il cui scopo è quello di causare altri atti sociali o azioni. Come ad

 esempio il domandare che esige una risposta, ovvero un altro atto sociale.

una pretesa

La promessa nel momento in cui viene formulata attua, da una parte,

un'obbligazione

per il destinatario e dall'altra per il promettente. Pretesa e

obbligazione sono, entrambe, entità giuridiche, molte sono le proposizioni a priori

attribuite a quest’ultime, tra queste troviamo ad esempio la legge che afferma che

"una pretesa si estingue se una determinata prestazione avviene".

WESLEY N. HOHFELD (efeld) Nel 1902 inizia

Il filosofo di diritto Wesley N. Hohfeld nasce in California nel 1879.

gli studi in legge ad Harvard, dopo la laurea, nel 1904, inizia a collaborare con una

società di consulenza legale ma ben presto decide di abbandonare questo lavoro per

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dedicarsi interamente alla filosofia del diritto Nel 1913

ed all’insegnamento.

pubblica, sul giornale di legge di Yale, la prima parte del suo saggio più famoso,

“Concetti giuridici fondamentali applicati al ragionamento giudiziale”.

ovvero come la

In quest’opera di giurisprudenza analitica, Hohfeld cerca di dimostrare

chiara comprensione dei problemi giuridici sia ostacolata dalla convinzione

che tutti i rapporti giuridici possano essere ridotti a semplici “diritti” e

“doveri”, i concetti giuridici

ed è a tal fine che egli individua ed analizza tutti

fondamentali che operano in ogni ragionamento giuridico. Quest’ultimi

diritto/dovere/ privilegio/non-

secondo il filosofo sono otto,

diritto/potere/soggezione/immunità/incapacità, ed insieme formano quattro

relazioni giuridiche fondamentali,

diverse diritto e dovere/privilegio e non-

diritto/potere e soggezione/immunità e incapacità. intitolata "Concetti

Analizziamo ora alcuni passi dell'opera di Wesley N. Hohfeld

giuridici fondamentali applicati al ragionamento giudiziale".

Differenza tra concetti giuridici e concetti non giuridici. Il filosofo del diritto

Hohfeld, nella sua opera “Concetti giuridici fondamentali applicati al ragionamento

giudiziale”, individua ed analizza otto concetti giuridici fondamentali e i rapporti da

la necessità di differenziare i

loro creati. Ma prima di fare ciò, egli sottolinea

rapporti puramente giuridici dai fatti fisici e mentali che, invece, pongono in

essere tali rapporti giuridici. Infatti, molto spesso i concetti giuridici e i concetti non

vengono confusi tra di loro, due principali motivi.

giuridici e questo per

Analizziamoli. l'associazione di idee che implicano i due diversi

In primis, perché

 rapporti, è estremamente

ovvero quello fisico/mentale e quello giuridico,

stretta. Questo fatto ha influenzato notevolmente le dottrine generali e le

singole norme dei primi sistemi giuridici, un esempio di ciò sono l'antico diritto

germanico e l'antico diritto romano. Ai tempi, infatti, gli uomini non

consideravano possibile il trasferimento di un diritto se questo non era

incorporato in una cosa materiale.

dall'ambiguità e dall'imprecisione della nostra

Il secondo motivo è dato

 terminologia giuridica. Prendiamo come esempio il termine "proprietà", a

volte questo viene utilizzato per indicare l'oggetto fisico al quale si riferiscono i

vari diritti, altre volte invece viene utilizzato per indicare l'interesse giuridico

pertinente a tale oggetto fisico. La parola "proprietà", quindi, non ha una

connotazione definita o stabile.

Differenza tra fatti operanti e fatti probanti. Il filosofo del diritto Hohfeld, nella

sua opera “Concetti giuridici fondamentali applicati al ragionamento giudiziale”,

individua ed analizza otto concetti giuridici fondamentali e i rapporti da loro creati.

differenza che vi è tra i fatti operativi e i

Ma prima di fare ciò, egli sottolinea la

fatti probanti.

I fatti operativi sono quei fatti che, da soli, bastano a modificare/creare/

 estinguere un rapporto giuridico. Ad esempio, nella creazione di

un'obbligazione contrattuale tra A e B, vi sono fatti operativi sia positivi che

negativi. Sono considerati positivi: il fatto che ciascuna delle parti è un essere

umano/il fatto che A abbia fatto un’offerta che B ha accettato. Mentre, sono

considerati negativi: il fatto che A non abbia premeditatamente falsato a B un

argomento importante/il fatto che A non abbia revocato la sua offerta.

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I fatti probanti sono quei fatti che, una volta accertati, forniscono una

 base logica per inferire su qualsiasi altro fatto.

Il rapporto tra i concetti giuridici fondamentali. Nel suo saggio più famoso,

“Concetti giuridici fondamentali applicati al ragionamento giudiziale”, Hohfeld

la chiara e giusta comprensione, e di conseguenza anche

afferma come

l’esposizione e la soluzione, dei grandi problemi giuridici sia ostacolata

dall’idea che tutti i rapporti giuridici possano essere ridotti a semplici

"diritti" e "doveri". i concetti

A tal fine, quindi, egli individua ed analizza tutti

giuridici fondamentali che operano in ogni ragionamento giuridico. Quest’ultimi

secondo il filosofo sono otto, diritto/dovere/privilegio/non-

quattro diverse

diritto/potere/soggezione/immunità/ incapacità, ed insieme formano

relazioni giuridiche fondamentali, diritto e dovere/privilegio e non-diritto/potere e

soggezione/immunità e incapacità.

Analizziamo nel dettaglio queste relazioni.

Relazione fra diritti e doveri. Per comprendere la relazione che intercorre

 tra questi due diversi concetti giuridici fondamentali possiamo utilizzare un

esempio concreto. Mettiamo il caso in cui X ha il diritto che Y stia fuori dalla

sua terra, a questo diritto di X ovviamente corrisponderà il dovere di Y di stare

fuori dalla terra di X. Quindi il termine "diritto", in questo frangente, ha un

significato ben preciso, e sta ad indicare la pretesa di un soggetto nei confronti

di un altro.

Relazione fra privilegi e non-diritti. Utilizziamo l'esempio precedente. Se X

 ha il diritto/pretesa che Y stia fuori dalla sua terra, avrà ovviamente anche il

privilegio di poter accedere alla sua terra, mentre dall'altro canto Y ha il

dovere di non entrarvi e il non-diritto di accedervi.

Relazione fra poteri e soggezioni. Il potere consiste nel controllo positivo,

 da parte di una persona A, su un dato rapporto giuridico, nei riguardi di

un'altra persona B, la quale si troverà quindi in una posizione di soggezione

rispetto A.

Relazione fra immunità e incapacità. L'immunità consiste nella libertà di

 una persona A dal potere, e quindi dal controllo, di un'altra persona B, la quale

si troverà quindi in una situazione di incapacità rispetto B.

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EUGEN EHRLICH

Il filosofo di diritto Eugen Ehrlich, considerato al giorno d’oggi come l’iniziatore della

Scuola del diritto libero, nasce nell’attuale Ucraina nel 1862, ma si trasferisce a

le sue opere più

Vienna per compiere gli studi in giurisprudenza. Due sono

importanti, fondamenti della sociologia del diritto” sociologia del

“I e “La

diritto”, i quali sono considerati gli atti di nascita della sociologia del diritto. Nella

prima opera, pubblicata nel 1913, Ehrlich cercò di rispondere ad una domanda

che cos’è scienza

cruciale, la stessa che si era posto anche Hans Kelsen, ovvero “Di

la scienza del diritto?”. Mentre, nel saggio “La sociologia del diritto”, scritto

appositamente nel 1922 per la “Rivista internazionale di filosofia del diritto” diretta

dal filosofo Giorgio del Vecchio, Ehrlich si chiese, utilizzando l’esperiente del viaggio

se esistesse un diritto unico o se invece esistessero

in un paese sconosciuto,

diversi diritti in diversi Stati e presso diversi popoli. "La sociologia

Analizziamo ora alcuni passi del saggio di Eugen Ehrlich intitolato

del diritto".

Diritto Unico o Diritti diversi in diversi Stati. Nel suo saggio "La sociologia del

diritto", Ehrlich si è impegnato a rispondere a quella che può sembrare una semplice

“Esiste un diritto unico oppure vi è un diritto diverso in ogni

domanda,

Stato?”. Molti giuristi rispondono a questa domanda confermando la presenza di

diritti diversi in ogni Stato, ma Ehrlich non è dello stesso avviso. Infatti, secondo il

ad essere diverse in ogni Stato civile sono solo le proposizioni

filosofo

giuridiche, mentre l'ordinamento sociale rimane invariato almeno nei punti

principali. matrimonio/famiglia/possesso/

Infatti, quest’ultimo si fonda su

contratto/successione, ovvero su istituti sociali che sono presenti in ogni Stato

civile, mentre le proposizioni giuridiche consistono in norme giudiziali e

teoria

amministrative, il quale contenuto cambia da Stato a Stato. A conferma della

del Diritto Unico vi è anche il fatto che un diritto può esistere anche senza

proposizioni giuridiche, questo sarà quindi un diritto basato solo sull'ordinamento

sociale. Un esempio di questa particolare tipologia di diritto lo possiamo ritrovare

nella "Germania" di Tacito, nel quale vengono descritte nel dettaglio le classi sociali/i

rapporti familiari/i contratti/il testamento dei Germani, mentre non vi è nulla ad

esempio su come i tribunali dovessero decidere le controversie giuridiche. In ogni

caso, anche nei diritti dove le proposizioni giuridiche sono presenti, queste non

possono racchiudere l'intero ordinamento giuridico, ad esempio, la Lex salica

Francorum conteneva tutte le proposizioni giuridiche vigenti presso i Franchi Sali,

queste però dettavano solo una piccola parte dell'intero diritto dei Franchi. Ciò non

può avvenire, ovvero le proposizioni giuridiche non possono racchiudere l'intero

ordinamento giuridico, poiché non tutti gli affari vengono portati in giudizio e anche

se ciò avviene la controversia molte volte la si risolve pacificamente. Recentemente,

inoltre, poche sono le proporzioni giuridiche che vengono prodotte, poiché si richiede

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che un sufficiente numero di controversie, riguardanti la stessa questione, vengano

portate dinanzi ai tribunali prima di ricevere l'attenzione dei giuristi che compongono

i libri di diritto. La proposizione giuridica è quindi influenzata dalla società, sia per

quanto riguarda la sua stessa esistenza che per il suo contenuto. Infatti, essa non può

sorgere se nella società non sono sorti degli istituti ai quali essa si può riconnettere,

ed inoltre trae il suo contenuto dalle decisioni sui conflitti di interesse che nella

società hanno avuto luogo.

La storia delle proposizioni giuridiche. Nel periodo della cosiddetta preistoria del

diritto le controversie venivano risolte tramite compromessi o vendette di sangue, i

tribunali sorsero solo più tardi quando le parti, acconsentendo a risolvere la

controversia in modo pacifico, trovarono difficoltà ad accordarsi sul quantum, ovvero

su quanto avrebbe dovuto ammontare il risarcimento per far sì che l'offeso

rinunciasse alla vendetta di sangue. Questo poteva essere fissato o da uno o più

persone alle quali le parti avevano dato fiducia, oppure da pubbliche autorità o

assemblee popolari. Tra le prime raccolte di prop

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Scienze giuridiche IUS/20 Filosofia del diritto

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nancydr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Di Lucia Paolo.
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