Estratto del documento

La lingua araba

G. Mion

Introduzione

Che cosa s'intende per lingua araba? È innanzitutto la lingua di una civiltà millenaria: quella arabo-islamica. Per accostarsi a una qualunque civiltà, “vicina” o “lontana” che sia, il primo mezzo che abbiamo a disposizione è la lingua, attraverso cui si esprime una cultura. È dunque la lingua che analizzeremo.

Quadro storico e culturale

Per inquadrare culturalmente la lingua araba è opportuno introdurre da subito alcuni concetti basilari:

  • È arabo, tecnicamente arabofono, chi abbia l’arabo come lingua materna.
  • È musulmano (da evitare “islamico” se in riferimento ad una persona) chi abbia l’islam come religione, per nascita o conversione.

Come si vedrà, infatti, vi sono arabi non musulmani e dall’altra parte musulmani non arabi che non parlano l’arabo.

La diffusione dell'arabo

Con oltre duecento milioni di parlanti l’arabo è la lingua semitica attualmente più diffusa ed è in quinta posizione tra le lingue più parlate nel mondo dopo il cinese, lo spagnolo, l’inglese e il portoghese. Il “mondo arabo” è identificabile per fattori linguistici e si estende geograficamente su due continenti, Asia e Africa. Sono ufficialmente “paesi arabi” le nazioni che aderiscono ad un organismo politico internazionale denominato “Lega degli Stati arabi” (la Lega araba: 22 Paesi ne fanno parte). Tale organizzazione prevede all’articolo 1 della propria Carta che ogni paese arabo abbia il diritto di associarsi e di acquisire ufficialmente lo status di membro. Ma per stabilire se un paese possa essere o meno considerato “arabo”, ci si basa prevalentemente sul criterio linguistico: la lingua ufficiale, o perlomeno una delle lingue ufficiali, di una nazione deve essere necessariamente l’arabo. In Francia l’arabo è considerato langue de France e nell’ONU, è entrato da tempo nel novero delle lingue ufficiali accanto all’inglese, al francese, allo spagnolo, al russo e al cinese. Come dicevamo, mentre è vero che la maggior parte degli arabi è musulmana (salvo i cristiani e gli ebrei di numerose zone del Vicino e Medio Oriente), i musulmani islamizzati non sono necessariamente arabizzati. E questo è il caso di numerose popolazioni dell’Asia e dell’Africa (iraniani, pakistani, afghani, turchi, indonesiani, senegalesi ecc.).

I confini dell’arabofonia pertanto s’individuano ad occidente nel Marocco e nella Mauritania e ad oriente nell’Iraq; altrove l’arabo vive come lingua minoritaria.

Il processo di arabizzazione

Originariamente l’arabo era la lingua dei beduini che vivevano nella Penisola araba, più precisamente nella regione centrale corrispondente grossomodo all’odierna Arabia Saudita. L’attuale estensione geografica dell’area arabofona è il risultato di un lungo e complesso processo di rimescolamento etnico, linguistico e culturale iniziato con le conquiste islamiche a partire dal VII secolo d.C.: con le campagne militari dei primi musulmani e parallelamente all’islamizzazione, prende avvio una turbolenta arabizzazione delle varie popolazioni circostanti che furono di volta in volta conquistate. Per giungere ad una diffusione dell’arabo così come ora la conosciamo bisognerà attendere diversi secoli.

Islamizzazione e arabizzazione. Dopo la morte di Maometto, la Penisola arabica era in procinto di vedersi del tutto islamizzata. La ‘umma è ora nelle mani dei califfi ben guidati che cominciano l’espansione al di fuori della penisola (dapprima verso nord, Siria, e poi verso l’Asia). Quando gli arabi iniziarono la loro espansione, s’imbatterono in situazioni linguistiche estremamente variegate. Nel sud della Penisola, l’antica Arabia Felix romana coincide grosso modo con l’attuale Yemen, veniva utilizzato il cosiddetto sudarabico, una lingua semitica che, malgrado il nome, era sostanzialmente differente dall’arabo (e che sopravvive tuttora in Oman).

Al nord invece gli arabi conobbero la raffinata civiltà della Siria bizantina nella quale convivevano l’aramaico, una lingua semitica, e il greco, la lingua dell’amministrazione. Proseguendo verso est i conquistatori arrivarono in Mesopotamia (Iraq) e Persia (Iran); in queste regioni, si parlava ancora l’aramaico ma l’amministrazione si serviva di una lingua indoeuropea, il pahlavì. In Iran però l’arabizzazione non ebbe la stessa efficacia dell’islamizzazione. Nel versante africano, superato il Sinai, gli arabi si scontrano col copto, la fase più recente dell’antica lingua egiziana all’epoca scritta con l’alfabeto greco modificato. L’Egitto fu conquistato nel 641 e l’arabizzazione fu veloce. Proseguendo la loro avanzata verso occidente gli arabi incontrano il berbero, la lingua delle popolazioni sedentarie, nomadi e seminomadi dell’Africa settentrionale (diffusa dalla valle del Nilo fino al Marocco).

L’arabizzazione del Nord Africa fu più lunga ed è divisa in tre fasi:

  • Campagne militari che partirono dall’Egitto tra il 646 e il 666 e gettarono le basi dell’arabizzazione favorendo il sorgere dei primi centri urbani arabo-musulmani (come Qairouan in Tunisia): si parla arabo in città e berbero (o neolatino) nelle zone rurali e desertiche.
  • Una seconda fase si ebbe nel X-XI secolo con l’arrivo di tribù beduine originarie della Penisola araba. Partendo dall’Egitto, le tribù si riversarono nel Maghreb invadendo e depredando. Con il tempo tuttavia rimasero assimilati alle popolazioni locali. Ciò portò ad un profondo rimescolamento etnico e linguistico nel Nord Africa.
  • Nel 711 i musulmani giungono in Spagna, al-‘Andalus (da Vandalus, popolazione germanica che arrivò nella penisola iberica nel V secolo a.C.), e vi rimasero per oltre sette secoli. Qui musulmani, ebrei e cristiani vissero pacificamente per secoli e ciò diede vita a uno dei periodi culturalmente più fertili della storia islamica. Nel 1492 però, la graduale Reconquista cristiana sconfisse l’ultimo regno musulmano, Granada, e nello stesso anno furono espulsi anche gli ebrei. Nello stesso momento si ha l’ultima fase di arabizzazione del Maghreb: musulmani sconfitti e comunità ebree espulse si riversarono in Nord Africa.

Mentre dunque nel Mashreq l’arabizzazione è avvenuta rapidamente (l’eccezione sono le isole linguistiche del par. 6.4.), nel Maghreb è stata più lenta: il sostrato arabo/berbero rimane ad oggi ancora vivo. In entrambi i casi la lingua è stata imposta nei centri urbani e solo dopo si è propagata nelle aree rurali.

La letteratura araba

La letteratura araba nasce in epoca preislamica e comprende un arco di circa quindici secoli. Schematizzando si può parlare di due principali periodi letterali: il classico (VI-XIX) e quello moderno e contemporaneo, dal XIX fino ad oggi. Il periodo della Jahiliyya presenta componimenti poetici che nei contenuti rispecchiano lo stile di vita e la mentalità della primitiva società beduina. I componimenti furono trasmessi dapprima oralmente poi, le generazioni successive ce li hanno consegnati per iscritto ma solo in pieno periodo islamico (VIII). Il modello poetico della Jahiliyya era la qasiida (ode breve caratterizzata da un sistema metrico e di rime fisso, i cui temi sono le gesta del beduino, le glorie della tribù e la poesia amorosa. L’epoca d’oro della letteratura araba si estende fino al XIII secolo, massima espansione dell’impero islamico, quando ovvero entra in contatto con la cultura bizantina, siriaca, persiana e indiana. Inoltre nel periodo classico si sviluppa anche la letteratura di carattere regionale, come quella andalusa. Tra i più eminenti intellettuali arabi medioevali ricordiamo Avicenna e Averroè o l’ebreo Maimonide. L’Europa resterà debitrice nei confronti della civiltà arabo-musulmana perché quest’ultima le ha ritrasmesso il sapere greco mediante la traduzione dei classici greci in arabo e poi, da questo, in latino. Nel XIII secolo l’arrivo dei mongoli a Baghdad accelera la disgregazione dell’impero che dà inizio ad una lunga fase di decadenza politica e culturale. A questo periodo risale la raccolta di favole delle Mille e una notte (araba per lingua e ambiente ma non per origine nella misura in cui le favole si rifanno a tutt’altra epoca e ambiente). La spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto (1798, 1801) portò a un “incontro fra civiltà”. In particolare scosse la coscienza identitaria delle popolazioni arabo-musulmane che si tradusse in un risveglio culturale tuttora in fermento. La Nahda “rinascita” si attuò tramite due tendenze fondamentali, quella dello ihya’ “ravviamento” e quella dello ‘iqtibas “adattamento”: la prima si fondò sul recupero dei canoni della letteratura araba classica, la seconda sull’apertura a nuovi generi di derivazione europea, come il romanzo e il teatro, tuttora impiegati nella letteratura araba contemporanea.

L'arabo in Europa

Il passaggio degli arabi nella Penisola iberica, la Sicilia e le regioni europee orientali, lasciò segni indelebili. Si ricordi il palazzo dell’Alhambra (“la Rossa”) di Granada nonché i musta3rabun (“arabizzati”) che pur mantenendo la loro religione adottarono la lingua e i costumi arabi e furono i tramiti per la penetrazione degli arabismi nelle lingue iberiche. In Sicilia e in Spagna oltre alla lingua è stata contagiata anche la toponomastica.

Quadro linguistico

L’ideologia della sacralità dell’arabo ha influenzato notevolmente lo studio di tale lingua, infatti ci si è concentrati quasi esclusivamente sulla lingua classica e mai sulla sua evoluzione storica e dialettale, passata in secondo piano.

Le lingue semitiche

Quella semitica è una famiglia linguistica che ha cinquemila anni di età (III millennio a.C. a oggi) e un’estensione geografica che parte dalla Mesopotamia, attraversa il Vicino Oriente e la Penisola araba e arriva al Corno d’Africa. Il termine “semiti” è ispirato da...

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Riassunto esame Dialettologia araba, prof. Durand, libro consigliato Dialettologia araba di Olivier Durand Pag. 1 Riassunto esame Dialettologia araba, prof. Durand, libro consigliato Dialettologia araba di Olivier Durand Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Dialettologia araba, prof. Durand, libro consigliato Dialettologia araba di Olivier Durand Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NDR di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Dialettologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT o del prof Durand Olivier.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community