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Rosvita: il potente grido di Gandersheim

Rosvita, prima poetessa medievale tedesca, era una religiosa sassone della seconda metà del X secolo, nota per i drammi composti in latino su imitazione delle commedie di Terenzio. Le sue opere sono state scoperte nel 1493 e pubblicate nel 1501 dal tedesco Conrad Celtis. All'inizio si pensò che il manoscritto, scoperto in un monastero a Ratisbona, potesse essere un falso; tuttavia, con la scoperta di un secondo manoscritto nel 1922, se ne accertò l'autenticità.

Biografia di Rosvita

Rosvita, vissuta tra il 935 e il 973, trascorse gran parte della sua vita nel convento di Gandersheim. In questo convento Rosvita realizzò le sue opere letterarie, che nell'edizione completa sono suddivise in 3 libri. Il primo, Poemetti agiografici, è composto da 8 Legendae, poemetti agiografici accompagnati da una prefazione, due prologhi dedicati alla badessa Gerberge e un epilogo; il secondo contiene i Dramata, sei drammi sotto forma di dialoghi, introdotti da un'Epistola ad alcuni sapienti, e termina con alcuni versi sull'Apocalisse di Giovanni; il terzo comprende i Gesta Ottonis, un epos storico accompagnato da una prefazione per la badessa Gerberga e un doppio prologo, per l'imperatore Ottone il Grande e per il figlio Ottone II. Poi abbiamo i Primordia coenobii Gandeshemensis, giunti a noi lacunosi e le Vitae, completamente perse.

Rosvita ama dichiararsi una donna semplice e fragile, dotata di un talento debole e facile a smarrirsi, avventurandosi in compiti intellettuali più adatti forse all'intelligenza dell'uomo. Accenna anche al fatto che scrivere le crea giovamento, giustifica il suo ardire nel cimentarsi nella scrittura con la necessità di servire Dio e si definisce Clamor Validus Gandeshemensis, potente grido di Gandersheim, volendo così offrire, forse, una traduzione latina del proprio nome.

Fonti e formazione

Una caratteristica importante è il problema delle fonti e della formazione di Rosvita, che non appare risolta vista le numerose fonti che Rosvita utilizza e che si presuppone lei li abbia trovati all'interno dell'Abbazia, dove probabilmente si insegnava e si parlava anche il greco. Analizzando le sue opere vediamo che lei lesse direttamente Virgilio, Ovidio e Terenzio; conosceva la poesia cristiana di famosi autori e le opere dei Padri della Chiesa, come Boezio e Beda.

Cenni sull'Abbazia di Gandersheim

È la più antica fondazione della famiglia dei Liudolfingi e uno dei primi monasteri istituiti dalla nobiltà sassone. Venne eretta sul fiume Gande. I suoi fondatori, il conte Liudolfo e la consorte Oda, con l'approvazione dell'imperatore Ludovico il Germanico, si recarono appositamente in pellegrinaggio a Roma nell'845 per chiedere al pontefice Sergio II l'autorizzazione per il monastero che erano intenzionati a fondare insieme ad alcune reliquie. Ottennero il permesso e le reliquie dei papi Anastasio I e Innocenzo I che divennero i patroni del nuovo convento. Nell'852 si formò la prima comunità di canonichesse sotto la guida di Hathumoda, figlia di Liudolfo. Dopo fu sempre retto da badesse appartenenti per lo più alla dinastia sassone. Il suo periodo aureo si ebbe dal 959 al 1001 sotto la guida della badessa Gerberga II, nipote di Ottone I, maestra e amica di Rosvita.

Poemetti agiografici

Il primo libro di Rosvita, articolato in due parti, contiene 8 leggende agiografiche, 7 in esametri leonini e una in distici elegiaci. Nella prefazione Rosvita si appella alla benevolenza dei dotti, affinché la scusino per i difetti che ci saranno perché dovuti alle sue 'capacità inadeguate' e alla mancanza di un'adeguata istruzione. Inoltre, specifica che le leggende sono state scritte di nascosto, temendo, a causa di uno stile rozzo, di venir invitata a non continuare. Qui segue una breve dedica a Gerberga, dove si augura che lei li legga per diletto. Interessante è come l'incipit della prefazione offra subito un'evidenza dei rapporti di corrispondenza esistenti tra l'abbazia imperiale e la cerchia di intellettuali presenti alla corte degli Ottoni.

Nell'epilogo la poetessa dice che le fonti sono antichi testi tramandati e che si trovavano all'interno dell'Abbazia, tranne la Passione di San Pelagio, che ha appreso da un testimone. Aggiunge che se qualche fatto narrato non coincide con la realtà, l'errore deriva dall'aver seguito fonti ingannevoli (è per questo che nel titolo di ogni composizione il modello da lei utilizzato).

  • Storia della Natività e della lodevole condotta della intatta Madre di Dio che ho trovato scritto sotto il nome di San Giacomo, fratello del Signore. Inizia con un'invocazione alla Vergine, affinché assista l'umile serva nella realizzazione del canto che celebra la gloria della Madre di Dio. Fonte del componimento sono i Vangeli dell'infanzia. C'è un'inesattezza nel titolo: non è San Giacomo, ma Pseudo Matteo da cui Rosvita ne fa lo scritto. Lei privilegia gli episodi della precoce vocazione di Maria a una vita verginale e santa e la sua vita al Tempio dove era nutrita dagli Angeli. Viene enfatizzato l'ideale di castità e la rinuncia a qualsiasi amore terreno. Minor attenzione ricevono l'annuncio del concepimento e la reazione di Giuseppe davanti la gravidanza inaspettata di Maria.
  • Ascensione del Signore. Il vescovo Giovanni tradusse questo racconto in latino dal greco. Basato su un argomento dei Vangeli anche questo. Importante è il modello di Rosvita per questo racconto che potrebbe identificarsi con una delle omelie Ad ascensionem erroneamente attribuita a Giovanni Crisostomo. Anche qui troviamo l'esaltazione della verginità e la scelta della castità come scelta di vita per giungere alla santità.
  • Gongolfus. Rosvita rielabora la leggenda di un nobile burgundo la quale vicenda incarna una vita esemplare di santità laica, caratterizzata da ideali di castità, mitezza e non violenza che culminano nel martirio. Secondo la Vita il giovane Gongolfo, dopo essersi sposato, parte per la guerra. Durante il viaggio conficca in terra un bastone.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Heartbeater di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia Germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Del Zotto Carla.
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