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PRINCIPI DI ECONOMIA ED ESTIMO, Forte C., De Rossi B. (1992)

• 1.

L’Economia è definita come la scienza che studia la condotta umana come una relazione tra scopi

e mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi.

L’estimo è quella parte della scienza economica finalizzata alla formulazione del giudizio di stima

del valore dei beni economici, espresso in moneta. Consiste quindi nella scelta migliore per il

raggiungimento di determinati obiettivi.

L’economia può dirsi in equilibrio quando le 3 classi che ne fanno parte hanno ciò che

desiderano, essa viene considerata la scienza delle scelte.

• 1.2. I BISOGNI, L’UTILITA’ E I BENI ECONOMICI

Bisogni e beni sono due concetti fondamentali.

I bisogni sono soltanto le necessità, le esigenze e i desideri dei singoli uomini o delle comunità

che possono essere soddisfatti attraverso mezzi esterni all’uomo, acquisibili a costo di sacrifici

in quanto disponibili in quantità limitata. La ricchezza è costituita dal complesso di tali mezzi, e

cioè dai beni economici.

Dalla definizione di bisogno derivano le caratteristiche di beni economici. L’utilità è infatti

l’attitudine, reale o presunta, che alcuni beni hanno di soddisfare i bisogni.

I beni sono i mezzi per soddisfare tali bisogni, abbiamo infatti i beni economici che possono

essere:

- beni diretti o di consumo: i beni di consumo sono suscettibili di soddisfare immediatamente o

direttamente i bisogni umani;

- beni indiretti o strumentali: i beni indiretti o strumentali sono invece suscettibili di essere

utilizzati, congiunti ad altri beni ed attraverso la loro trasformazione, per la realizzazione di altri

differenti beni.

I beni economici sono quei beni:

- capaci di soddisfare esigenze o dispiegare utilità;

- acquistabili;

- disponibili in quantità limitata.

I beni economici fisicamente trasferibili senza alterazione della loro forma e sostanza si

definiscono beni mobili, mentre gli altri che non hanno la stessa caratteristica sono invece beni

immobili.

I beni possono essere classificati in:

•Liberi o economici

•Naturali o prodotti

•Tangibili o intangibili

•Mobili o immobili

•Individuali o collettivi

•Durevoli o non durevoli

•Presenti o futuri

•Di consumo o di produzione

•Producibili o irriproducibili

•Surrogabili o non surrogabili

•Indipendenti o complementari

L’economia si occupa:

• del sistema economico nel suo complesso (Macroeconomia): domanda e offerta (PIL) totali

(aggregate), importazioni, esportazioni, inflazione, occupazione ecc;

• delle scelte individuali (Microeconomia): quali e quanti beni acquistare e/o produrre, quali

conseguenze comportano tali scelte sui mercati;

• della produzione di beni e servizi (offerta);

• del consumo di beni e servizi (domanda).

Della domanda si occupa la Teoria del Consumatore.

Dell’offerta si occupa la Teoria della Produzione.

Dell’incontro domanda/offerta si occupano le Forme di Mercato.

▪ Cenni di Teoria del Consumatore

Curva di Indifferenza: Luogo dei punti che descrivono

combinazioni di merci che producono il medesimo livello di utilità

per il consumatore Mappa di Indifferenza: Insieme delle curve di indifferenza

Combinazioni di merci che si trovano su una curva più elevata

producono un livello di utilità più alto

Vincolo di Bilancio: Reddito posseduto: l’area del triangolo AB0

rappresenta tutte le alternative possibili delle merci A e B, per un

consumatore con un determinato livello di reddito

Ottima decisione di consumo: Sovrapposizione della linea di

bilancio al campo di indifferenza

Variazione prezzi-utilità: Quando il prezzo della merce B

diminuisce la linea di bilancio si sposta verso destra: il

consumatore può raggiungere una curva di indifferenza più

alta

Elasticità della domanda -e

Variazione percentuale nella quantità domandata conseguente ad una variazione percentuale

unitaria nel prezzo -ΔQ/Q : -ΔP/P = e

Domanda elastica: Un incremento nel prezzo comporta una

diminuzione della domanda

Domanda anelastica: Un incremento nel prezzo non comporta

alcuna variazione della domanda

• 1.3. LA PRODUZIONE E I FATTORI PRODUTTIVI

Le risorse e i beni naturali non garantiscono direttamente la soddisfazione di tutti i bisogni

dell’uomo. È pertanto indispensabile il processo di trasformazione dei beni cin altri che

dispiegano maggiore utilità e che sono idonei alla soddisfazione dei bisogni.

L’economia è appunto la scienza che studia l’attività sociale degli uomini in quanto

manifestazione delle sue scelte.

Un bene economico può dispiegare utilità differenti in tempi diversi: la conservazione di un

bene, in un momento nel quale è scarsamente utili, per un tempo successivo, costituisce quindi

un processo di trasformazione temporale e come tale è un’attività produttiva.

Il reddito di una comunità esprime quindi in termini monetari l’insieme di beni e di servizi

prodotti in un determinato intervallo di tempo.

Si definiscono fattori della produzione i beni e servizi che concorrono al processo produttivo e

che in esso vengono trasformati. Possono essere fattori della produzione:

- Imprenditore: coordinatore dei fattori della produzione;

- Impresa: combinazione produttiva organizzata dei fattori, composta da unità economiche nelle

quali si svolge il processo produttivo (le aziende);

- Capitali: beni economici prodotti dall’uomo e destinati alla produzione di altri beni.

- Capitale fisso: può compiere una serie di atti di produzione, logorandosi nel ciclo produttivo,

in un’azienda si compone in sostanza di terreni, fabbricati, macchinari, ecc.;

- Capitale circolante: si trasforma e si consuma interamente in ciascun atto di produzione, è

costituito dalle materie prime, dalle materie sussidiarie ecc.;

- Capitale fisso sociale: costituito da tutte le opere pubbliche organizzative e di idoneizzazione

del territorio.

Inoltre, i fattori di produzione possono essere:

- Specifici: offrono la possibilità di controllarne le quantità che entrano nei processi produttivi

come suolo, materiali, mezzi di trasporto;

- Sottintesi: agenti atmosferici;

- Variabili: se la quantità del prodotto varia al variare delle quantità dei fattori;

- Fissi: ad esempio organizzazione tecnica ed amministrativa del produttore.

Si definiscono Coefficienti di Produzione, le quantità di ciascun fattore necessarie per produrre

un’unità di prodotto. I fattori produttivi possono essere congiunti se il coefficiente di produzione

di uno di essi dipende dalle caratteristiche tecniche degli altri. Infine, i fattori produttivi sono

complementari quando la diminuzione di uno dei coefficienti può essere compensata

dall’aumento di un altro.

Leggi dei rendimenti di scala

Quando aumenta il livello di produzione è possibile specializzare il personale in determinati

compiti, acquistare macchinari che diminuiscono il costo medio ecc. Le diverse economie di scala

reali possono essere:

- tecniche;

- di scorta;

- di vendita;

- manageriali;

- di trasporto e stoccaggio.

Economie tecniche

Quando aumenta il livello di produzione è possibile acquistare macchinari che meccanizzano una

serie di attività, con costi fissi più elevati e costi variabili minori. Livelli di produzione adeguati al

grado di meccanizzazione dell’impianto fanno sì che i costi totali diminuiscano rispetto a impianti

con livelli di meccanizzazione meno elevati.

Economie di scorta

Quando aumenta il livello di produzione è possibile acquistare le materie prime a prezzi più

convenienti, potendo contare su scorte maggiori che consentono un approvvigionamento

cadenzato secondo le fluttuazioni dei prezzi degli input. Anche dal lato della domanda, maggiore

è il numero dei clienti meno sensibile sarà la domanda a variazioni del singolo cliente.

Economie di vendita

Quando aumenta il livello di produzione è possibile utilizzare strumenti di marketing via via più

efficaci.

Economie manageriali

Quando aumenta il livello di produzione è possibile avvalersi di personale più specializzato

(amministrazione, produzione ecc.) internalizzando figure professionali altrimenti reperibili sul

mercato a costi più elevati.

Economie di trasporto e stoccaggio

Le economie di trasporto si possono realizzare sia arrivando alla piena utilizzazione dei mezzi di

trasporto di proprietà dell’azienda, sia ricorrendo a mezzi di maggiori dimensioni o ottenendo

condizioni più vantaggiose dalle aziende di trasporto.

Considerazioni analoghe valgono per i costi di immagazzinamento di materie prime, semilavorati

e prodotti finiti.

Tipologie di costo

• Fissi;

• Variabili;

• Medi;

• Totali;

• Marginali;

• Di breve e di lungo periodo.

Costi fissi

I costi fissi comprendono:

- Stipendi personale amministrativo;

- Ammortamenti;

- Manutenzione straordinaria immobili;

- Altri costi fissi.

Costi variabili

I costi variabili comprendono:

-Materie prime

-Costi del lavoro diretto (salari)

-Spese correnti d’uso di attrezzature e impianti (carburante,

manutenzione ordinaria ecc.)

Costi totali

Teoria tradizionale Teoria moderna

Costi marginali

I costi marginali sono i costi sostenuti per produrre un’unità in più

di output.

Costi fissi medi

I costi fissi medi CFM si ottengono dividendo il costo fisso totale

CFT per le quantità prodotte X:

CFM = CFT / X

Costi variabili medi

I costi variabili medi CVM raggiungono il minimo in

corrispondenza del livello di produzione ottimale (tratto X1–X2)

Costi medi

Nell’intervallo di costi rilevante per l’impresa i costi medi sono:

- CVM = Costo Variabile Medio

- CMT = Costo Totale Medio

- CFM = Costo Fisso Medio

- C’ = Costo Marginale

Costi medi totali di lungo periodo

Al crescere dell’impianto aumenta l’effetto delle leggi dei

rendimenti di scala; la curva dei costi medi totali di lungo

periodo, pertanto, è:

▪ Cenni di forme di mercato

Curva domanda offerta

Il mercato è l’ambito comprendente gli operatori che hanno influenza sulla determinazione del

prezzo di una data merce.

Le forme di mercato sono:

• Libera concorrenza;

• Oligopolio;

• Monopolio;

• Monopsonio.

• 1.4. LA PRODUTTIVITA’

L’imprenditore, coordinatore dei fattori di produzione, tra le molteplici combinazioni dei diversi

fattori concorrenti al processo produttivo, deve scegliere quella che garantisce la maggiore

produttività e cioè il miglior risultato reale dello specifico processo di produzione. Esiste infatti

una particolare combinazione di fattori, alla quale corrisponde il minor dispendio di beni e di

servizi cioè un minor costo.

- la produttività marginale (o rendimento marginale) di un fattore della produzione è

l’incremento del prodotto ottenibile attraverso l’incremento di una dose del fattore (può essere

nulla, positiva o negativa);

- la produttività media (o rendimento medio) di un fattore produttivo è invece il rapporto tra il

prodotto complessivo, ottenuto e la quantità di fattore impiegato (può essere crescente o

decrescente all’aumentare del prodotto).

• 1.5. IL PREZZO DEI FATTORI E IL COSTO DI PRODUZIONE

Il prezzo è il rapporto ponderale di scambio tra un bene economico e la moneta, per l’uso di

ciascun fatto re della produzione si deve quindi corrispondere un prezzo. Da qui si hanno:

- Prezzi economici: sono quelli risultanti dal libero scambio;

- Prezzi politici: invece sono imposti dallo stato per ragioni sociali;

- Prezzi nominali: sono quelli richiesti ma non accettati.

Per saggio (o tasso) d’interesse deve intendersi il prezzo d’uso di una unità di risparmio

indifferenziato nell’unità di tempo.

Per saggio d’investimento di intende invece il prezzo d’uso dei capitali per il processo produttivo

nell’unità di tempo. Il saggio d’investimento corrisponde al rapporto tra reddito e capitale. Il

salario corrisponde alla remunerazione dell’attività umana.

Il Costo di produzione è la somma dei prezzi dei fattori produttivi, e cioè la spesa che

l’imprenditore sostiene per realizzare un prodotto, che si definisce come costo totale (è la

risultante dei costi fissi e dei costi variabili).

Sui costi di produzione influiscono anche le economie esterne ed interne.

- Economie esterne generali: i benefici derivanti all’impresa dallo sviluppo generale del sistema

economico, dal progresso scientifico e tecnologico, dall’adeguata offerta di servizi pubblici

generali, dall’offerta di servizi personali qualificati.

- Economie esterne speciali: i benefici derivanti dalle caratteristiche posizionali, dalle dotazioni

infrastrutturali, dalle concertazioni produttive che garantiscono la vicinanza di industrie

sussidiarie o complementari.

- Economie interne: i benefici conseguenti dalle risorse delle singole aziende, dalla loro efficienza

organizzativa o amministrativa, dalla razionalizzazione del ciclo produttivo.

- Diseconomie esterne: sono i danni procurati alla collettività tramite la produzione all’uso di

determinati beni.

• 1.6. LA TEORIA DELLA RENDITA E LA RENDITA URBANA

L’analisi del prezzo d’uso del fattore produttivo rappresentato dalla terra è la rendita, tramite

essa si indica:

- il generico reddito ritraibile da operazioni economiche;

- il reddito dispiegato da un qualsiasi fattore di produzione;

- il diritto a pagamenti periodici in misura determinata.

La Rendita Assoluta, delle aree urbane, è indipendente dal costo erogato per le opere di

urbanizzazione al loro servizio.

La Rendita Differenziale è invece spiegata dalle aree nelle quali sia impiegato il maggior costo

delle opere di urbanizzazione.

La Rendita Urbana (intesa come prezzo d’uso del fattore suolo nel processo di produzione

insediativa e non specificamente edilizia) si presenta in due aspetti, l’uno dinamico e l’altro

statico.

• 1.7. IL MERCATO E LE SUE FORME

In economia, il mercato è l’ambito comprendente gli operatori che hanno influenza sulla

determinazione del prezzo di una data merce. I mercati sono quindi differenziati, per ogni bene

economico e per le dimensioni territoriali, ma principalmente dal livello della domanda e

dell’offerta.

La quantità q di beni e servizi domandato in un determinato mercato è funzione del prezzo p.

In definitiva l’elasticità e la rigidità della domanda dipendono dall’influenza che le variazioni del

prezzo esercitano sulla quantità domandata.

Offerta: la quantità di beni e servizi prodotta ed offerta sul mercato, è funzione del prezzo, in

quanto l’imprenditore continua a produrre e quindi ad offrire i beni prodotti sino a quando il

prezzo di mercato è superiore o uguale al costo originale. Il prezzo è quindi inversamente

proporzionale alla quantità offerta.

L’uguaglianza tra domanda e offerta caratterizza un mercato in equilibrio.

Le forme del mercato sono differenti per effetto delle diverse circostanze che influiscono. Le

forme più tipiche sono la concorrenza perfetta, il monopolio e le forme miste.

La concorrenza perfetta di un mercato è caratterizzata delle seguenti condizioni:

- Trasparenza del mercato, di conseguenza un regime concorrenziale è caratterizzato dalla

molteplicità della domanda e dell’offerta;

- Produzione, in cui l’offerta e la domanda sono in quantità tali da non consentire a nessun

operatore di influenzare il prezzo di mercato;

- Identicità dei beni prodotti nello specifico settore e sostituibilità tra loro;

- Mobilità dei fattori produttivi e libertà di trasferimento della domanda e dell’offerta sul

mercato.

Il Monopolio in un mercato è caratterizzato da:

- Unicità dell’offerta di un bene e molteplicità della domanda;

- Quantità limitata di beni e servizi offerti dal monopolista;

- Irriproducibilità dei beni e servizi offerti dal monopolista;

- Prezzo imposto dal monopolista.

L’Oligopolio è caratterizzato dalla concentrazione dell’offerta in un numero limitato di operatori

ed imprese produttrici, tra le quali vi è concorrenza.

• 1.8. IL MERCATO DELL’EDILIZIA ABITATIVA

Il mercato edilizio ed in particolare abitativo urbano è caratterizzato dalla prevalenza della

domanda sull’offerta. La domanda abitativa complessiva è composta dalla domanda potenziale,

costruita dagli aspiranti ad un’abitazione qualificata, a loro non economicamente accessibile per

il livello di prezzi e per lo standard non idoneo del patrimonio abitativo, e della domanda reale.

Il mercato dell’edilizia abitativa è caratterizzato da:

- non trasportabilità del bene;

- dall’inesistenza di fungibilità del prodotto nei limiti ristretti di zone urbane omogenee.

Infatti, un mercato si identifica con una zona urbana nella quale, corrispondendo ad un aumento

di prezzi in una località un aumento delle vendite in altra località, si verifica un’elasticità relativa

della domanda.

Nell’ambito del mercato locativo, il livello degli affitti è influenzato dalle variazioni della

domanda del prodotto casa.

• 1.9. L’INVESTIMENTO

Investire significa impiegare produttivamente beni economici. L’atto dell’investimento può

essere quindi verificato soltanto dal suo risultato, in quanto ogni generico impiego di capitale

diviene investimento soltanto se l’ammontare finale di ricchezza prodotta risulta supe

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gioggina.94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estimo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria o del prof Calabrò Francesco.
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