Estratto del documento

D'Angelo - l'estetica del romanticismo

Cronologia e geografia dell'estetica romantica

Per molto tempo si è pensato che i frutti speculativi del romanticismo siano stati colti dall'idealismo, e che gli elementi vitali dell'estetica romantica debbano essere ricercati nei filosofi dell'idealismo tedesco. Questo ha portato a sottovalutare un'epoca importantissima che ha lasciato la sua impronta ovunque. Solo nel Novecento questa prospettiva ha iniziato a capovolgersi. Negli ultimi decenni ai protagonisti del romanticismo è stata riconosciuta una dimensione filosofica autonoma, non riducibile e distinta dall'estetica dell'idealismo e da Hegel.

Il romanticismo fu la nascita di una nuova sensibilità, la tensione verso forme espressive nuove, l'accettazione di una gamma sentimentale diversa, ma fu anche una filosofia e dunque un'estetica. Il termine romanticismo è diffuso e il termine romantico fa riferimento alle opere d'arte o a situazioni, ad uno stato psicologico che ha a che fare con l'indeterminato, l'oscuro, il fantastico, il sentimentale, la passione amorosa. L'estetica romantica è lo sforzo di comprendere filosoficamente tutti questi lati.

È difficile indicare i limiti cronologici del romanticismo anche perché non fu solo un fenomeno letterario e artistico, ma modificò tutta la cultura europea. In campo filosofico ci fu un'estetica romantica, ma anche una filosofia della storia, una filosofia della natura, un'etica e una filosofia della religione. È impossibile isolare il romanticismo dagli altri ambiti culturali. Questo perché l'estetica romantica è tensione verso il superamento dei confini e delle separazioni tra i diversi domini del sapere, volontà di poetizzare ogni disciplina, far valere ovunque la capacità conoscitiva della poesia. Non a caso si parla di progetto enciclopedico.

Ogni letteratura europea conosce un periodo romantico ma forme e tempi furono molto diversi: si parla di romanticismo per le opere letterarie tra l'inizio dell'Ottocento e il 1850, ma non è infrequente "romanticismo" anche per la seconda metà del Settecento. In alcuni paesi la presenza di una letteratura romantica non si accompagna ad una significativa teorizzazione. Il nucleo generatore delle idee romantiche si colloca a Jena nel 1796, attorno ai fratelli Schlegel, Friedrich e August, formando la "Scuola romantica" in senso stretto.

È Friedrich Schlegel il vero teorico: nell'estate del 1796 scrive un testo in cui si riconoscono le tesi del primo gruppo romantico tra cui il valore assoluto della poesia greca, non superabile, ed alcuni caratteri salienti dell'arte moderna. Nel 1797 si trasferisce a Berlino e stringe amicizia con Schleiermacher e Tieck, importanti autori di romanzi e commedie. A Lipsia era legato a Novalis, grandissimo poeta. A Dresda, nel 1798, si incontrano tutti i protagonisti del circolo romantico e si unisce al gruppo Schelling. I fratelli Schlegel decidono di fondare una rivista propria, l'Athenaeum, in cui tutti i membri del gruppo collaborano. Friedrich Schlegel scrive il "Dialogo sulla Poesia", prima esposizione compiuta dell'estetica romantica.

Non direttamente legati al circolo di Jena, furono Wackenroder, che pubblicò un documento importante sulla nuova sensibilità estetica, in relazione alle arti figurative e alla musica; Hölderlin e Jean Paul.

Il gruppo di Jena

Il gruppo di Jena, che si sente e si vuole presentare come tale, era compatto al suo interno e orientato polemicamente verso l'esterno, e il terreno su cui il gruppo si costruì e sferrò la sua battaglia fu quello della teoria dell'arte e della letteratura. I primi romantici teorizzarono la SINFILOSOFIA e la SINPOESIA, ovvero la collaborazione di tutti alla produzione filosofica e poetica. Si trattò del primo movimento estetico-letterario in senso moderno. Furono anche le condizioni esterne a determinare le caratteristiche del gruppo. Ma nel 1800 l'Athenaeum si scioglie e ognuno dei suoi membri segue strade proprie.

August Schlegel intraprese subito un'attività di propagazione delle nuove idee, a Berlino, con una serie di lezioni sulla bella letteratura e l'arte, prima sistematizzazione del circolo di Jena. Il primo ciclo di lezioni affrontava i problemi della teoria, della storia e della criticità dell'arte e dell'inscindibilità di tale trinomio. La seconda parte è costituita dalle singole teorie delle arti visive. Con lo scioglimento del gruppo le categorie centrali del romanticismo, specie la distinzione fra poesia classica e romantica, si irrigidiscono. Dall'altra parte si inaugura la struttura del trattato estetico che attesta il trasformarsi della filosofia dell'arte e il passaggio delle idee romantiche all'intero pubblico. Un personaggio importante in questo passaggio fu Mme de Stael, con la quale August strinse un sodalizio intellettuale.

Molto diverso fu l'itinerario di Friedrich che fonda una nuova rivista "Europa", si dedica alle letterature romanze, scrive saggi sulla pittura italiana e sull'arte gotica e cristiana, continuando ad occuparsi di filosofia. La sua conversione al cattolicesimo, e il conseguente trasferimento a Vienna, lo porta alla rottura con molti contemporanei.

Quando Heine riduce nella Scuola Romantica, il romanticismo all'arte cristiana medievale e alla Reazione anti-napoleonica, l'equazione tra estetica romantica e irrazionalismo si completa. Nel 1800 Schelling assegna all'arte la funzione di organo generale della filosofia, con una serie di corsi universitari.

Il gruppo di Jena non si è mai auto-denominato romantico. Il termine viene usato da tutti i collaboratori alla rivista, ma come nome di una poesia che si identifica da un lato con la poesia cristiana medievale-rinascimentale, dall'altro l'autentica poesia ancora a venire. La storia del termine romantico iniziò nella metà del secolo XVII in Inghilterra dove l'aggettivo romantic indicava "al modo dei vecchi romanzi". Gli inglesi chiamano ROMANCE, l'azione fantastica, di argomento cavalleresco e la distinguono dal NOVEL, romanzo realistico. Successivamente il significato si preciserà in "immaginato, inventato come in un romanzo". Tale significato negativo, assume positività nel corso del Settecento, come termine riferito a paesaggi ed edifici abbandonati, solitari, qualcosa che rifugge l'artificiale.

In Germania, nella seconda metà del Settecento, romantico significava anche romanico e indicava le lingue e le lettere neolatine. Il termine romantico non indicava solo alcune letterature ma si ricollega alle forme tipiche di quelle letterature, per esempio il poema cavalleresco o il romanzo. Dall'altro lato acquista sempre maggior importanza il contenuto delle opere, meraviglioso, fantastico, irreale, relativo a storie di cavalleria e d'amore. Il termine romantico diventa di moda in Germania, alla fine del Settecento e i primi dell'Ottocento, ma si ritorse contro coloro che più lo utilizzavano. Il termine romantico viene usato in senso dispregiativo dai classicisti proprio per indicare i componenti del gruppo di Jena. Vennero colpiti dalla critica anche i poeti attivi ad Heidelberg. Qui a partire dal 1804 si forma un altro gruppo sotto la guida di Creuzer, i fratelli Grimm e Gorres. Manca però qui l'intento programmatico tipico di Jena.

Sorge in contemporanea un altro gruppo, quello di Berlino, nel 1808, tra cui spicca il nome di Hoffmann. Questo secondo romanticismo viene indicato come "più recente", "più alto"; mentre altri studiosi distinguono tra un primo romanticismo (1796-1802), un romanticismo medio (fino al 1815) e un tardo romanticismo (tra 1815 e 1830). Gli interessi del romanticismo di Heidelberg furono le mitologie orientali, il nuovo concetto di simbolo, miti asiatici e poesia popolare e la nuova immagine dell'artista romantico. Si può distinguere in generale, durante tutto il romanticismo, una differenza fra un orientamento religioso-mistico e una linea critico-ironica.

Il romanticismo più tardo fu scarsamente conosciuto al di fuori dei paesi di lingua tedesca: la circolazione europea delle idee romantiche è un fatto che concerne quasi esclusivamente il primo romanticismo. Il De l'Allemagne di Mme de Stael, stampato a Londra nel 1813 e in Francia l'anno seguente, dà un quadro della letteratura e della società tedesca del tempo, costituisce una delle fonti principali di informazioni per italiani e francesi.

In Italia, il dibattito romantico era già stato avviato l'anno precedente grazie alla pubblicazione dell'articolo di Mme de Stael "Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni", che suscitò risposte dure da parte del letterato di orientamento classicistico. In difesa della Stael scesero in campo Ludovico di Breme, Pietro Borsieri, Giovanni Berchet, con le sue poesie (erano traduzioni) dal contenuto macabro e orrifico, che contribuirono a far sì che il romanticismo venisse identificato dagli avversari come materia stravagante e spaventosa. Gli autori citati, insieme a Silvio Pellico e Federico Confalonieri, diedero vita nel 1818 a un periodico "Il Conciliatore", che ebbe vita breve per la censura austriaca.

Molto vicino al gruppo fu anche Manzoni, che nelle sue tragedie si opponrà al sistema drammatico classicistico, rifiutando le unità tradizionali di tempo e luogo.

In Francia, rispetto all'Italia si dovrà attendere ancora qualche tempo. Il testo che apre la polemica fu di Stendhal ed è del 1823. La prefazione di Cromwell di Victor Hugo è il testo più significativo dal punto di vista teorico in Francia.

Il fatto che in Francia e in Italia i protagonisti della discussione siano artisti e critici permette di parlare propriamente di un'estetica romantica in questi due paesi. Le idee romantiche diventano gli strumenti di un'accesa polemica sulla letteratura da fare, che vede i romantici opposti alla letteratura classicistica, e quasi sempre fondate sull'arte letteraria. Gli articoli di Stendhal sono un manifesto polemico per una letteratura attuale, in cui il romantico è semplicemente quello che è del proprio tempo, e il classico quello che è del passato. Il romanticismo italiano è caratterizzato da moderazione, senza una rottura verso la tradizione precedente.

In Germania quando si parla di "Klassik" si intende la produzione letteraria di Goethe e Schiller a partire dal loro incontro nel 1788, ma è diverso dal nostro classicismo: non c'è l'opposizione tra classici e romantici dell'Europa di vent'anni più tardi. Tra classicismo e romanticismo in Germania c'era un continuo scambio.

Lo svilupparsi del romanticismo in Italia e Francia fu caratterizzato dal diffondersi di una nuova sensibilità. In Francia possiamo parlare a questo proposito di Chateaubriand. La sua opera "Il genio del Cristianesimo" rivendica la fecondità poetica della religione cristiana e la superiorità degli artisti moderni su quelli antichi. Ugo Foscolo, anche se si attiene ai principi letterari neoclassici, nelle "Ultime lettere di Jacopo Ortis", predica un nuovo modo, già romantico, di guardare all'arte e alla natura. Diverso il caso di Giacomo Leopardi, che è schierato ufficialmente su posizioni classicistiche, ma nelle riflessioni annotate nello Zibaldone si vedono temi affini ai romantici.

In Inghilterra, mancò totalmente il confronto polemico fra romantici e classici e l'introduzione del termine fu più lenta. Vennero chiamati romantici il gruppo di poeti cosiddetti "laghisti". Le due figure più eminenti furono Wordsworth e Coleridge, che iniziarono un radicale rinnovamento del linguaggio poetico inglese e una riflessione teorica costante. Lungo tutto il XVIII si diffondono in Inghilterra temi ed atteggiamenti che agiranno in profondità in tutto il romanticismo: il genio, come forza capace di creazione originale; il culto di Shakespeare; la passione per il disordinato, il mosso, il naturale; l'interesse per le letterature primitive, i canti popolati, la riscoperta dell'architettura gotica; la voga del romanzo nero; il concetto di sublime. La ragione spinge verso l'immaginazione e l'imitazione si converte in espressione.

Il ruolo svolto da Herder sarà molto importante per il nascente romanticismo, con i suoi saggi su Shakespeare e i canti di Ossian. I temi herderiani che ritroviamo sono poi l'interesse per la poesia primitiva, l'introduzione del metodo genetico nello studio letterario ed antropologico. La riscoperta del Medioevo e della necessità di ogni epoca storica, la mitologia in senso pedagogico. A preparare il clima in Germania contribuì anche lo Sturm und Drang, il movimento della Empfindsamkeit (Sensibilità), legato a Lessing nella prima metà del secolo.

Il termine pre-romanticismo non ha ragion d'essere perché si parla semplicemente di aspetti diversi dell'estetica settecentesca. Non esiste nemmeno un contrasto così netto fra romanticismo e neoclassicismo. Ci sono elementi, soprattutto nell'arte neoclassica, non lontani dall'atmosfera romantica: la delicatesse, il non so che, l'irriducibilità dell'arte a regole codici precisi, il richiamo alla grande arte del passato. Il limite temporale è quindi difficile da fissare: l'estetica tra il 1795 e il 1830, fu soprattutto romantica, ma non solo. Venne coniato il termine "Eta di Goethe" o "Eta di Wordsworth".

Non rientra nel quadro romantico la personalità di Hegel, che divide vita ad un'estetica come consapevole reazione e critica al romanticismo; allo stesso modo Schopenhauer, che pur avendo una vena romantica, non la assume a caratteristica essenziale del suo sistema.

Capitolo primo: l'arte fra storia e assoluto

La scienza dell'arte e la sua storia

I primi romantici giunsero ad un concetto di arte romantica riflettendo sui rapporti dell'arte moderna con quella classica dell'antichità. Il romanticismo risultò un vessillo polemico, ma in Germania il romanticismo teorico non mostra tutto questo anticlassicismo: i grandi teorici vollero capire la diversità fra romantico e classico.

Che cosa comporta lo sforzo dei romantici di ripensare la relazione tra antico e moderno come relazione di classico e romantico? La risposta si trova nella radicale storicizzazione del nostro modo di guardare alla poesia e all'arte. Attraverso la diade classico-romantico la storia dell'arte si poneva al centro della teoria estetica, e comprendere l'arte significava comprenderne la storia, l'evoluzione e la diversità radicale delle forme da essa assunte. L'estetica teorica considera l'arte, anzi si pensa come filosofia dell'arte, o come filosofia della storia dell'arte. Non si cercavano canoni, regole e modelli: se l'arte è storica, ciò che vale come modello in un'epoca non può valere in un'altra. Anzi ogni opera d'arte è un'individualità, compresa in una particolare condizione che l'ha generata. Anche la critica letteraria e artistica muta: non c'è più il confronto con una bellezza oggettiva e antistorica. Questo mutamento non esiste solo nel campo dell'estetica, ma anche nel diritto, frutto dell'intero passato di una nazione; e nel linguaggio, dove si scoprono le relazioni genetiche far le lingue. Il romanticismo non ha però mostrato altrettanto senso storico nei confronti del secolo che lo ha preceduto: l'Illuminismo.

Solo con il romanticismo il nostro rapporto con l'opera d'arte diventa un rapporto mediato dalla storia. Quello che fa il romanticismo è inserire la valutazione della sua arte in un disegno coerente con lo sviluppo della poesia moderna. Il romanticismo è l'ultimo atto della disputa degli antichi e dei moderni solo perché ne rappresenta la risoluzione e il superamento: diventa priva di senso la questione della superiorità del moderno sull'antico dell'antico sul moderno grazie a questo concetto della storia.

Antico/moderno, ingenuo/sentimentale, classico/romantico

Nel saggio "Sullo studio della poesia greca" F. Schlegel ha una preparazione solida nelle letterature classiche, ma non erge la letteratura greca ad unico elemento del suo scritto. Ne parla solo nelle sezioni centrali, mentre il resto è dedicato alla letteratura moderna. Schlegel individua lo spirito e il tono delle opere moderne. Esse non offrono armonia e perfezione, ma un insoddisfatto desiderio, anarchia, perché fanno cadere i confini fra generi e perché gli artisti cercano sempre di scuotere il pubblico. Schlegel trova anche caratteristiche unificanti.

Mentre l'arte antica non ha bisogno della teoria estetica, quella moderna è alla ricerca di una scienza che le indichi il cammino, e l'arte moderna non ha alle spalle niente se non l'arte antica, con la quale si confronta sempre e introduce un elemento riflesso, del tutto assente negli antichi. L'arte moderna presenta al suo interno un contrasto tra arte elevata e arte bassa o popolare. Il principio dell'arte antica era la bellezza, ma questo non vale nelle rappresentazioni moderne, in cui spesso diventano soggetto anche opere brutte. L'arte antica cerca l'ideale, quella moderna il caratteristico e l'individuale e si sostituisce al bello, l'interessante. La contrapposizione del discorso schlegeliano è quella fra naturale della cultura antica e artificiale della poesia moderna.

Il ruolo sempre più dominante della teoria nei confronti dell'arte è la manifestazione della perdita di naturalità. L'elemento artificiale traspare dalla commistione, dove tutti i generi si fondono. L'opera d'arte moderna è la rappresentazione della disarmonia che è il vero oggetto della tragedia moderna (es. Shakespeare), mentre nell'antichità il conflitto tragico mette in campo l'armonia suprema. Schlegel afferma che presso il popolo greco l'arte è stata all'altezza della sua nobile destinazione. Egli non ritiene più possibile l'antica funge da modello per la moderna.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Riassunto esame di estetica, prof. Lacchin. Libro consigliato L'estetica del romanticismo, di Paolo D'angelo Pag. 1 Riassunto esame di estetica, prof. Lacchin. Libro consigliato L'estetica del romanticismo, di Paolo D'angelo Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di estetica, prof. Lacchin. Libro consigliato L'estetica del romanticismo, di Paolo D'angelo Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Serge95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Lacchin Giancarlo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community