IL SENSO DEL LIMITE: il dolore, l’eccesso, percezione, qualcosa sorprende il soggetto, stimolando
l’osceno immaginazione ed intelletto. Come si trattasse di una
DISINTERESSE O INTERESSE ESTETICO? trasmissione simpatetica o addirittura una sorta di
Nel 700 si sviluppa l’indagine per individuare la facoltà innamoramento.
preposta alla valutazione delle arti. A fondamento
dell’indagine c’è il presupposto per cui il piacere, Una fruizione fisiologicamente disturbante è lontana dal
compromesso dai sensi, è condivisibile. Nel senso che un piacere disinteressato su cui si fonda il gusto
insieme di preferenze individuali si coalizzano. Sfida del settecentesco. L’uomo settecentesco è l’uomo del gusto e
700 è conciliare la soggettività del piacere con della misura. Ma il disinteresse non implica una mancanza
l’universalità del giudizio di gusto. di coinvolgimento: è un “coinvolgimento educato”. In Kant
Il pubblico che dà il giudizio è un gruppo di persone “educare al disinteresse” non significa come per Du Bos
influenzato dalla cultura, dal luogo di nascita. In tal senso “purificare” lo spettatore dalle passioni, ma andare al di là
anche l’oggetto estetico si adegua, adattandosi al fruitore, dell’esistenza reale dell’oggetto per cercare un’esistenza
perché cambia il modo in cui viene “gustato”. simbolica.
L’estetica del 700 si orienta verso lo spettatore, misurando Per Du Bos il soggetto doveva depurarsi dalle passioni,
il contenuto dell’opera in base all’effetto che essa produce dalle emozioni vissute, per poi emettere un giudizio di
sul pubblico. Il tempo è l’elemento discriminante per gusto, anche di fronte a opere che coinvolgono unicamente
giudicare effettivamente la bellezza di un’opera: se il il livello emotivo.
giudizio non muta nelle generazioni, allora è un Per alcuni le emozioni, in quanto fugaci, non possono
capolavoro. esprimere un giudizio di gusto. Du Bos smentisce,
Il gusto si imparenta poi con l’ambito fisiologico per fondando una teoria che descrive il sentimento come
rendere esplicita l’immediatezza: il gusto per l’arte è una spontaneità emozionale di fronte all’arte. Sentimento
capacità di discernimento immediato del bello, un “non so collettivo e condivisibile che nasce sulla base di gusti
che” di cui non si afferra l’origine. soggettivi. Emozione condivisibile una volta depurata,
Il gusto mantiene un margine di ambiguità poiché sempre però irriducibile all’astrattezza della ragione.
compromesso con le sensazioni. Esso riabilita il sensibile, Il gusto implica un movimento giudicativo e valutativo. Il
ma ne scopre anche i limiti. Compito dell’estetica, ad giudizio estetico non è mai opinione critica, ma giudizio di
esempio per Baumgarten, è portare a perfezione la valore. La qualità emotiva dell’esperienza è riconosciuta
conoscenza sensibile nel momento in cui la compiuta sia in chiave fisiologica (attività motorio-vegetative) sia
strutturazione del sensibile è la bellezza. come elemento di condivisione. L’emozione presuppone
Durante la fruizione estetica si stabilisce una relazione tra uno scambio e la possibilità di esprimere una presa di
soggetto e oggetto. In tale relazione, che si attiva con la coscienza.
Il fruitore gioisce o avverte una forma di repulsione. Le passioni settecentesche hanno un fondamento sociale
Nell’emozione risiede una qualità che, se disinteressata, basato su un principio simpatetico. Esse vanno lasciate
permette l’elaborazione del giudizio. Per Du Bos l’opera è libere, promuovendo il valore istintuale sempre inserito
“sentita” immediatamente in sintonia col soggetto e lo nella logica della natura. Il sentimento, operando
stesso giudizio di gusto è immediato. Io sento, io desidero, istintivamente, è meno fallibile della ragione, che può
io credo, io giudico (avanzo una pretesa di universalità). cadere nel pregiudizio. Così l’emozione può indurre, se
Ciò significa che le arti suscitano emozioni e tale emozione bene indirizzata, a compiere azioni morali attraverso il
è legata al giudizio nel momento in cui si fonda su un coinvolgimento passionale.
terreno intersoggettivo. L’emozione implica così una Per decretare il valore di un’opera, però, bisogna tener
forma di purificazione e una consapevolezza giudicativa presente anche il fattore temporale, sociale e climatico:
che indirizza il soggetto verso una riflessione capace di solo le opere che resistono ai cambiamenti di questi
fondare gli stati emozionali con sentimenti che portino elementi sono immortali.
significati. Tutti gli uomini, purché abbiano fruito molto e applichino
una equilibrata capacità comparativa, possono giudicare
Per Du Bos gli uomini soffrono di più per una vita senza disinteressatamente. Il giudice competente è il sentimento
passioni più che per la sofferenza data dalle passioni e la sua immediata spontaneità giudicativa.
stesse. L’opera serve infatti a coinvolgere, e non a istruire. Deve
Dunque l’attività emotiva è piacevole anche quando essere disinteressatamente interessante. Il disinteresse
suscitata da oggetti imperfetti poiché, secondo coinvolge le regole del gusto, intese però in senso
Mendelssohn e Lessing, ci rende coscienti di un maggior kantiano: sono soggettive e universali, non i canoni del
grado di realtà del nostro essere. buon comporre, ma un senso interno.
La teoria emozionale mette in dubbio l’onnipotenza della
ragione, riconsiderando l’istinto non come ciò che si Montesquieu, nel Saggio sul gusto, fonte della felicità
oppone alla ragione, ma come elemento che indirizza sono sia l’attività intellettuale che le passioni dell’anima.
l’uomo nelle scelte, anche estetiche. Il controllo della L’uomo prova più piacere che pena, a dispetto del
ragione rimane, in quanto valuta, corregge, indirizza verso pessimismo dell’epoca, e l’esistenza gli appare una fonte di
il piacere. felicità, cioè “quel momento che non vorremmo cambiare
Le passioni sono correlate alla sensibilità fisica (non si può col non essere”. I sensi e la filosofia sono il rimedio
sfuggire da loro). Ma entrambe vanno educate e sottoposte all’angoscia della morte. La filosofia dovrebbe indirizzarci
a regole (in alcuni popoli non c’è la concezione della gloria verso piaceri di cui possiamo facilmente godere. Trovare
e della virtù). godimento nelle avversità significa sapere che ogni
difficoltà ha anche la sua positività.
Il tema dell’interesse si sovrappone a quello del piacere e sono una forma iniziale dell’esercizio della ragione: sono
del bonheur (felicità), essendo l’”interessante” quella una forma “altra” di giudizio, cui si aggiunge
proprietà degli oggetti estetici che stimola il bisogno e posteriormente la ragione.
insieme il desiderio, dandoci la sensazione di una vita Per Du Bos il gusto è “il sesto senso che giudica secondo
intensificata dalle emozioni. l’impressione provata”, cioè il sentimento. Dunque i sensi
Lo studio della felicità e la riabilitazione del sensibile hanno un ruolo fondamentale.
hanno il loro punto di partenza dalle riflessioni sul Lo studio dei sensi e delle loro qualità serve allo studio
godimento estetico. Il gusto ha sempre un riscontro degli usi e dei consumi. I sensi sono educabili, mentre la
sensibile, che è già inscritto nelle opere d’arte. Il gusto è mente patisce i limiti della sua organizzazione e di quella
un esercizio del giudizio che porta alla conoscenza di sé ed sensoriale.
è godimento, per questo si apre al “non so che”. Non è il L’educazione dei sensi (in particolare, per Diderot, quello
piacere della proporzione, ma dell’insolito che emoziona. della vista, l’unico senso completo) consentirebbe il
Dunque il piacere non si fonda sulla conoscenza ma su ciò perfezionamento estetico e morale. Così i non vedenti non
che sorprende, che perfino spaventa. La ragione arriva per possiedono il senso del bello.
ultima a giustificare quello che il gusto sa già. L’esperienza tattile “coinvolge” il soggetto come parte in
Il bello è una scoperta graduale: il vero piacere va causa. In quella visiva invece il distacco – disinteresse – è
conquistato. L’artista non deve dire tutto, ma lasciare la immediato e spontaneo. Vista e udito diventano quindi i
scoperta al fruitore. sensi della distanza, mentre il tatto è il senso della
Tale ricerca, però, non va oltre la misura del gusto, che è prossimità.
dei limiti che il corpo e l’intelligenza impongono all’uomo.
Il gusto è il risultato di un equilibrio tra i vari piaceri Per alcuni autori del Settecento come Hutcheson, invece,
dell’anima. se i non vedenti non possono percepire la bellezza
Inoltre, se il “gusto naturale” è condizione necessaria al attraverso la vista, è possibile che percepiscano qualche
godimento, con l’acquisizione del “gusto artificiale” altra qualità attraverso gli altri sensi (un bel suono, la
(perfezionamento delle leggi del gusto attraverso ordine, regolarità della forma etc).
proporzione etc) la sorpresa sarà all’interno di una regola. Tuttavia il piacere dei sensi accompagna idee semplici di
Sarà quindi una sorpresa misurata. sensazione. La bellezza è l’idea che viene suscitata grazie a
un senso che ha il potere di riceverla. Tale idea, suscitata
Nel 700 il tema degli istinti e del senso interno servono dai sensi esterni, ha bisogno del “senso interno”, che deve
per giustificare i verdetti di gusto. L’essere umano viene essere educato proprio come quelli esterni.
inteso come dotato di istinti connaturati, comuni a tutti gli Il “sesto senso” è la capacità di ricevere idee piacevoli. Il
uomini, che consentono la percezione immediata. Non disinteresse è quindi anche conoscitivo.
i principi del suo giudizio. La “bella natura” è principio
Per Du Bos, non provare emozioni davanti a un’opera è espressivo che ha come fine quello di commuovere,
sintomo della “non riuscita” di essa. Necessità, mescolando piacere e dispiacere.
immediatezza e disinteresse utilitaristico garantiscono la Con Batteux ci si avvicina al patetico, a ciò che è triste, per
correttezza del giudizio. il male, per la sofferenza riconosciuta simpateticamente
Hume, alla ricerca di una regola del gusto, afferma che il nell’altro.
giudizio estetico è implicito nel piacere che si prova. Egli distingue tra “piacere del pensiero” – disinteressato –
L’approvazione è implicita nel piacere immediato. Il e “piacere del cuore” – sottoposto a sentimenti forti.
sentimento estetico non è passivo, ma dipende dalla Compito dell’arte è proteggere il fruitore da una
struttura della mente, dei sensi, del corpo. partecipazione troppo coinvolgente, avvertendo il cuore
L’immaginazione, poi, è determinante. che essa è solo finzione, per quanto verosimile (come
Egli cerca di moderare il soggettivismo della fruizione diceva Du Bos). Un cuore che agisce prima di ogni
sentimentale – scoglio superato da Kant, in chiave ragionamento e si emoziona.
trascendentale, rifacendosi a una base comune a tutti gli L’elogio del disinteresse proprio di questo secolo in cui il
uomini. Secondo Hume la varietà dei gusti non relativizza cuore, il patetico etc prenderanno il sopravvento, è
il gusto. Sebbene la bellezza non sia una qualità, ma esista necessario per porre a distanza il male che da vicino
solo nella mente di chi contempla, solo il critico è in grado colpisce il cuore. Il piacere risiede nel distacco
di decretare la regola della bellezza. Esistono qualità negli disinteressato, depurato, e allo stesso tempo nel
oggetti che sono adatte a suscitare sentimenti in animi coinvolgimento patetico.
dotati di “organi fini”: tali animi sono quelli dei critici.
All’uomo di gusto settecentesco si riconosce uno “esprit de Il fruitore decreta quindi la riuscita sentimentale
comparaison” (che gli permettere di cogliere la dell’opera: un giudizio soggettivo e insieme universale.
mescolanza di stili), pratica, mancanza di pregiudizi, Sono termini kantiani, sebbene per Kant la facoltà di
efficienza degli organi, capacità di comprendere i giudicare riconosce il “bello”, cioè l’opera del genio, non
particolari tenendo presente l’insieme. “ciò che funziona sentimentalmente”.
Il gusto è il risultato dell’equilibrio tra i piaceri dell’anima, Per Kant, il compiacimento suscitato dal bello non può
maturata secondo le circostanze sensibili ma anche essere confuso né con un piacere empirico né con la
culturali e storiche, e il giudizio, sebbene condizionato conoscenza logica – nemmeno piacere misto a dolore del
dalla “natura”, non è mai conoscenza teorica ma sublime. Il bello è simbolo del bene morale fondato sul
un’applicazione immediata di regole che non si conoscono. soprasensibile.
In Belle arti ricondotte a un unico principio, Batteux Kant individua quattro momenti del bello:
afferma che le leggi del gusto (imitare la bella natura) sono 1. È oggetto di piacere disinteressato
2. Universalità senza concetto del giudizio di gusto Si distinguano l’universalità del gusto comparativa,
3. Finalità senza fine associativa, oggetto di antropologia empirica, e
4. Necessità senza concetto universalità a priori che pretende da ciascuno nella
I MOMENTO: Il disinteresse ha due valenze: il piacere propria soggettività e nel contempo da tutti la condivisione
“che determina il giudizio di gusto è senza interesse”, dove del piacere, quando scevro da interesse, cioè libero.
per interesse si intende il compiacimento che leghiamo La libertà del gusto risiede nel suo essere disinteressato,
con la rappresentazione dell’esistenza di un oggetto. mentre l’interesse morale non può essere libero perché
Perciò tale interesse ha sempre riferimento nello stesso sottoposto alla realizzazione di un interesse più alto: il
tempo alla facoltà di desiderare. Il piacere del bello è un buono è oggetto della volontà e volere qualcosa è provare
privilegio che non ha forma utilitaristica. interesse per la sua esistenza.
Vi è differenza tra “bellezza” e “attrattiva”. Un oggetto III MOMENTO: il gusto è fondato su una finalità
attrae se è piacevole e l’animo è soggiogato dai sensi. coincidente con una mancanza di interesse. C’è differenza
Il compiacimento per il piacevole è legato a un interesse, tra finalità e fine: esiste una finalità “formale” insieme
poiché piacevole è “ciò che piace ai sensi”. Qui il all’assenza di un fine reale. La finalità estetica precede la
compiacimento si riferisce all’esistenza di quell’oggetto in conoscenza dell’oggetto artistico che è conforme al fine
funzione del godimento soggettivo, il diletto. quando la sua rappresentazione è legata immediatamente
La critica che Kant muove ai predecessori risiede al sentimento di piacere.
nell’impossibilità di abbandonare il campo della psicologia
empirica e di elevarsi a un’indagine superiore, quando il (il 4 momento, non so perché, ma nel libro non è
gusto viene fondato sul sentimento di piacere per il elencato!)
piacevole. Se mi disinteresso dell’esistenza di quella cosa e
considero il mio giudizio indipendente da tale esistenza, La relazione tra gusto “sano” e arte “buona” sembra
concentrandomi su cosa suscita in me un sentimento, fondare un’estetica del buon gusto. Ma la regola del buon
allora posso aspirare a giudicare il bello. gusto non è solo misura, ma capacità di condivisione
II MOMENTO: C’è distinzione tra bello e bene. L’arte propria anche del genio. L’artista deve avere “gusto” e
comunica un sentimento e tale comunicazione è diversa saperlo condividere. Inoltre l’opera d’arte è anche
dal modello del discorso razionale. Nella comunicazione competenza del pubblico, che deve saper giudicare
sentimentale sono assenti i pensieri ed essa è condivisa da immediatamente (non è solo percezione passiva).
tutti gli uomini (ed è espressa al massimo grado dall’uomo Il genio deve creare qualcosa di nuovo, anche trasgredire
di gusto). La validità universale dei giudizi di gusto, le regole. Così il senso del limite nel Settecento è quello
relativi all’arte bella, rende tali giudizi comunicabili anche che la regola del gusto impone. Limiti che sentimento e
se lontani da contenuti logici.
ragione impongono. Il gusto è indagine sul limite della verità (quell’opposizione conciliata) in forma di
fruizione e dell’espressione. raffigurazione artistica sensibile.
D’altra parte, per il 700, la regola è già nella natura. Il buon gusto si svuota delle sue valenze regolative e
Deviazione e legge, mostro e uomo saranno entrambi diventa esteriorità e futilità. L’uomo di gusto dell’ottocento
naturali. La regola, prevedendo l’eccezione, l’inserisce in diviene un intenditore raffinato che perde la spontaneità e
una legalità. l’immediatezza del giudizio e del godimento. La crisi del
Sarà l’800 a decretare l’onnipotenza dell’artista. Hegel gusto è irreversibile.
rifiuta il gusto. Il genio rompe la regola del gusto non per Tra l’altro, si differenziano ora gusto e
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