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Fonti del diritto

Fonti di produzione del diritto

Atti e fatti idonei a produrre norme giuridiche (norme in senso lato).

Norma giuridica: Prescrizione: enunciato: cosa si deve fare o non fare, cambiare il comportamento degli uomini.

  • Struttura condizionale: cosa fare SE si verificano determinate circostanze.

Testi normativi: non contengono solo norme in senso stretto, anche enunciati che non sono comandi (norme in senso lato).

  • Generalità: soluzione di una classe di fattispecie, non della singola fattispecie. Una prescrizione non generale non è una norma.

Atti normativi: comportamenti che producono norme in modo consapevole ed intenzionale. Diritto formulato e scritto: leggi.

Fatti normativi: producono diritto in modo inconsapevole e non intenzionale. Diritto non formulato e non scritto: consuetudini.

Fonti di cognizione del diritto

Documenti e pubblicazioni ufficiali, prendere conoscenza del diritto. Documentano norme già esistenti.

Pubblicazione necessaria: la pubblicazione del testo normativo è condizione necessaria per l'entrata in vigore.

  • Pubblicazione notiziale: priva di effetti giuridici, solo scopo di facilitare la conoscenza del diritto.
  • Vacatio: periodo tra la pubblicazione e l'entrata in vigore.

Ignorantia legis non excusat: atti normativi: si presumono noti ai loro destinatari. Solo per la legge penale. Conseguenze anche per l'ignaro.

La Corte costituzionale distingue tra:

  • Ignoranza evitabile: giuridicamente irrilevante.
  • Ignoranza inevitabile: giuridicamente rilevante. Quando il testo normativo è oscuro, o in caso di conflitti interpretativi.

L'esistenza e la generalità degli usi sono accertate da una commissione presso il Ministero dell'industria e del commercio. Gli usi pubblicati nella raccolta si presumono esistenti fino a prova contraria. Il diritto consuetudinario (non scritto e non depositato nelle fonti ufficiali di cognizione) solleva problemi di accertamento. Il giudice deve applicare le consuetudini di cui è a conoscenza, anche qualora le parti le ignorino. Possibile anche che il giudice non conosca una consuetudine di cui una delle parti pretende l'applicazione, la parte interessata è tenuta a provarne l'esistenza.

Fonti vigenti

  • Costituzione
  • Leggi di revisione costituzionale
  • Leggi ordinarie dello Stato
  • Decreti legislativi delegati
  • Decreti legge
  • Referendum popolare abrogativo
  • Regolamenti del Governo
  • Regolamenti ministeriali e interministeriali
  • Statuti delle Regioni ad autonomia ordinaria
  • Leggi regionali
  • Regolamenti regionali
  • Leggi delle province di Trento e Bolzano
  • Usi e consuetudini
  • Contratti collettivi di lavoro
  • Regolamenti interni degli organi costituzionali
  • Sentenze di accoglimento: con cui la Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale di una norma di grado legislativo.
  • Fonti comunitarie: anche se sono fonti dell'ordinamento comunitario piuttosto che di quello italiano.

Relazioni fra le diverse fonti

Ordinate gerarchicamente. Relazione gerarchica tra due fonti solo se c'è una norma che la istituisce: La fonte B non può contenere norme in contrasto con la fonte A.

  • Conferire ad un organo il potere di annullare le norme della fonte B in contrasto con la fonte A.

Grado di competenza: non possono disciplinare le materie riservate ad altre fonti.

La costituzione e le leggi di revisione costituzionale

La costituzione comprende:

  • Aspetti fondamentali dell'organizzazione dello Stato
  • Aspetti fondamentali della relazione fra Stato e cittadini

Costituzione flessibile: modificata, derogata, o abrogata dal comune organo legislativo, mediante procedimento ordinario delle leggi. Rapporti tra costituzione e leggi: regolati dal principio di preferenza della norma successiva.

Costituzione rigida: per modificare, abrogare, derogare: procedimento di revisione costituzionale, aggravato.

Leggi ordinarie e leggi di revisione costituzionale: atti del Parlamento, le prime votate una volta da ciascuna Camera a maggioranza dei presenti, le altre due volte da ciascuna Camera, la seconda a maggioranza dei componenti + tre mesi per referendum confermativo. Nella costituzione ci sono alcuni principi, detti supremi, che sono assolutamente intangibili.

A causa della rigidità costituzionale i rapporti con le leggi ordinarie sono regolati dal principio di legittimità costituzionale.

Costituzione garantita: procedimento aggravato per la revisione, anche un organo che controlli la conformità delle leggi alla costituzione: Corte costituzionale, potere di annullare le leggi in contrasto con la costituzione.

Quando in un processo si solleva la questione di legittimità costituzionale, il giudice sospende il giudizio e rimette la questione alla Corte costituzionale; sentenze con cui questa dichiara l'illegittimità costituzionale di una legge: sentenze di accoglimento, effetto di annullamento sulla legge.

I principi costituzionali valgono anche nei rapporti interprivati.

Applicazione della costituzione da parte dei giudici ordinari:

  • Interpretazione adeguatrice: scegliere sempre l’interpretazione della legge che è conforme alla costituzione.
  • Applicazione diretta in senso stretto: se non trova nella legge la disciplina della controversia, può risolverla applicando i principi costituzionali.

La legge e gli atti aventi forza di legge

Legge ordinaria dello Stato: atto del Parlamento:

  • Gerarchicamente subordinata alla costituzione e alle leggi costituzionali
  • Può disciplinare interamente solo le materie espressamente riservate alla sua competenza, enumerate dalla costituzione
  • Riserve di competenza: quando la costituzione riserva una determinata materia alla disciplina della legge, le fonti subordinate non possono intervenire, e il legislatore ha l'obbligo di disciplinare tale materia.
  • I giudici sono soggetti alla legge e ad essa sola, non possono mai negarle applicazione.
  • La sua conformità alla costituzione può essere sindacata solo dalla Corte costituzionale.
  • Sempre ammesso ricorso in cassazione contro le sentenze pronunciate in violazione di legge.
  • Può essere sottoposta a referendum popolare abrogativo

Legge regionale: anche le Regioni hanno potestà legislativa, ambito di competenza generale e residuale: possono disciplinare ogni materia che non sia riservata alla legge statale. Se in alcune materie spetta alla legge statale la determinazione dei principi fondamentali, e alla legge regionale la disciplina dei dettagli (le leggi regionali non possono essere in contrasto con quelle statali). Le leggi regionali non sono comunque competenti a disciplinare i rapporti civili.

Atti con forza di legge:

  • Capacità di sostituirsi alla legge, di modificarla, derogare ad essa, o di abrogarla.
  • Atti del Governo, non del Parlamento
  • Stesso regime costituzionale della legge.

Decreti legislativi delegati: con una legge, le Camere attribuiscono la funzione legislativa al Governo. Stabilire l’oggetto specifico, termine, principi e criteri a cui attenersi. Conformi alla legge di delegazione, a pena di invalidità.

Decreti-legge: in casi eccezionali di necessità il Governo adotta decreti con valore di legge, senza previa autorizzazione delle Camere, però vanno presentati alle Camere per la conversione.

I regolamenti dell'esecutivo

Atti dell’esecutivo dotati di contenuto normativo (norme generali). Valgono gli stessi principi degli altri atti dell’esecutivo:

  • Principio di legalità: autorizzato da una legge, condizione di validità.
  • Principio di preferenza della legge: conforme alla legge, condizione di validità.

Controllo di legalità: giudici comuni.

Regolamenti governativi: i più importanti:

  • Dare esecuzione o attuazione alle leggi.
  • Disciplinare organizzazione e funzionamento delle organizzazioni pubbliche.
  • Disciplinare materie che la legge non ha ancora disciplinato.

Delegificazione: una materia prima disciplinata dalle leggi ora è affidata ai regolamenti governativi. Preclusa nelle materie coperte da riserva assoluta di legge.

Regolamenti ministeriali: adottati dai singoli ministri nelle materie di loro competenza, se una specifica legge conferisce loro questo potere. Subordinati ai regolamenti governativi.

Le consuetudini

Ad una regolarità di comportamento si accompagna l’idea che tenere quel comportamento sia doveroso. Fonte del diritto: violazione del diritto, motivo di ricorso in cassazione. Modo primitivo di produrre diritto, meno certe delle norme scritte, privo di capacità di rapido adattamento. Gli usi hanno efficacia nelle materie regolate da leggi e regolamenti solo se da essi sono richiamate.

L'adattamento del diritto interno al diritto internazionale

Diritto internazionale pattizio: norme che regolano i rapporti fra singoli Stati in virtù di specifici patti stipulati tra essi. Vincola solo gli Stati che sottoscrivono il patto.

Diritto internazionale consuetudinario: norme che regolano i rapporti fra tutti gli Stati, nate dal comportamento abitualmente tenuto. Vincola la generalità degli Stati.

Diritto internazionale: ordinamento giuridico distinto e separato da quello interno. Norme internazionali Stati, non singoli cittadini: il diritto interno deve adattarsi a quello internazionale:

  • Procedimento ordinario di adattamento: riprodurre con legge o altro atto normativo le norme internazionali, introducendole direttamente nell’ordinamento.
  • Procedimento speciale di adattamento: fare rinvio alle norme internazionali, senza introdurle direttamente nell’ordinamento. Due tipi:
    • Rinvio formale o mobile: l’oggetto di rinvio è un’altra fonte, fattispecie disciplinata dalle norme che di volta in volta sono dettate dalla fonte.
    • Rinvio materiale o fisso: l’oggetto è una disposizione o norma precisa.

Le fonti comunitarie

Atti normativi adottati dall’UE.

  • Regolamenti: creano immediatamente obblighi e doveri in capo ai cittadini, applicabili dai giudici nazionali. Prevalgono sulle leggi nazionali.
  • Direttive: norme rivolte agli Stati membri, non ai cittadini. Non sono immediatamente efficaci all’interno dei singoli Stati.

Conflitti tra norme e modi di soluzione

Antinomie: due norme prevedono per la stessa fattispecie due conseguenze incompatibili fra loro.

  • Tra norme contigue: appartenenti allo stesso documento. Considerate antinomie apparenti: cattiva interpretazione.
  • Tra norme provenienti da fonti dello stesso tipo: criterio cronologico, si preferisce la più recente. L’altra si considera abrogata.
  • Tra norme provenienti da fonti di tipo diverso:
    • Fonti in relazione gerarchica: applicata la norma superiore, quella inferiore invalida.
    • Fonti pari ordinate nella gerarchia: criterio cronologico.
    • Fonti con ambiti di competenza distinti: una delle due ha invaso la competenza dell’altra: applicata la norma della fonte competente, l’altra invalida.
  • Tra norme statali e norme comunitarie: prevale quella comunitaria.
  • Tra principi costituzionali: norme coeve e pari-ordinate. Ponderazione dei principi:
    • Gerarchia assiologica: di valore, giudizio sul valore, la norma con più valore prevale.
    • Gerarchia mobile: vale in un caso concreto, ma in un altro caso potrebbe essere l’opposto.

L'efficacia delle norme nel tempo

Intervallo temporale entro cui una norma deve essere applicata:

  • Momento in cui entra in vigore: quindicesimo giorno dopo la pubblicazione.
  • Momento in cui perde vigore:
    • Annullamento: contrasto con una norma superiore, invalida, pronunciato da un giudice, retroattivo.
    • Abrogazione: decisione politica: espressa (referendum abrogativo, dichiarazione del legislatore esplicita) o tacita (il legislatore adotta una norma incompatibile, nuova disciplina per una materia). Non retroagisce.

Una norma non può essere applicata prima della pubblicazione: non può essere applicata a fattispecie avvenute prima della pubblicazione. Irretroattività, derogabile dal legislatore, ma non per la legge penale. Legge penale retroattiva: incostituzionale.

Interpretazione dei testi normativi

Testi, significati, interpretazione

Fonti del diritto: testi normativi: sequenze di enunciati. Enunciato: esprime una norma ma non è una norma, norma: significato dell’enunciato, prodotto dell’interpretazione.

Interpretazione: determinare il significato degli enunciati. Si esercita sui testi normativi e da essi ricava norme.

Equivocità dei testi normativi e vaghezza delle norme

Quasi tutti gli enunciati delle fonti sono equivoci, più potenziali risultati. Fattori di equivocità:

  • Dogmatica: presupposizioni teoriche che influenzano l’interpretazione.
  • Pluralità di tecniche interpretative: diverso significato a seconda della tecnica con cui si interpreta.
  • Sentimenti di giustizia degli interpreti.

Esempi di equivocità:

  • L’enunciato esprime la norma 1 o la norma 2?
  • Esprime solo la norma 1 o anche la norma 2?
  • La norma 1 espressa nell’enunciato implica o no la norma 2?
  • La norma 1 espressa nell’enunciato è o no soggetta ad eccezioni implicite non specificabili?

Le norme sono spesso vaghe.

Diritti soggettivi

Ambiguità di "diritto"

Inglese: law. Insieme di regole o norme che costituiscono l'ordinamento giuridico, diritto oggettivo.

Inglese: right. Attributo ascritto da una norma ad un soggetto, diritto soggettivo.

Ambiguità di "diritto soggettivo"

Diritto: relazione fra una norma e un soggetto, situazione giuridica soggettiva vantaggiosa, diritto soggettivo.

Diritto soggettivo: diversi significati in diversi contesti:

  • Oggetto: comportamento del titolare (diritto di tenere un certo comportamento)
  • Oggetto: comportamento di un altro soggetto (diritto di ottenere che altri tenga un certo comportamento)
  • Oggetto: non comportamenti ma situazioni giuridiche di altri soggetti (diritto di modificare obblighi e diritti altrui)
  • Oggetto: non un comportamento ma una cosa.

Il diritto soggettivo come libertà e come immunità

Diritto soggettivo che ha come oggetto un comportamento del titolare.

  • Libertà: situazione giuridica di un soggetto su cui non grava nessun obbligo:
    • Situazione giuridica di un soggetto a cui una determinata norma permissiva consente di tenere un dato comportamento.
    • Situazione giuridica di un soggetto a cui nessuna norma imperativa vieta di tenere un dato comportamento.
  • Immunità: assenza di soggezione:
    • Situazione giuridica di un soggetto a cui una norma positivamente conferisca un'immunità.
    • Situazione giuridica di un soggetto a cui nessuna norma imponga una soggezione.

Diritto soggettivo come pretesa

Diritto soggettivo che ha come oggetto il comportamento di un soggetto diverso dal titolare, situazione soggettiva chiamata "pretesa": diritti di credito.

La norma che conferisce una pretesa ad un determinato soggetto (creditore) implica una norma che impone un obbligo ad un altro soggetto (debitore).

Anche se c'è un senso debole di "libertà" e di "immunità", non ce n'è uno di "pretesa": non vi sono pretese in assenza di norme che le conferiscano.

Diritto soggettivo come potere

Diritto soggettivo che ha come oggetto situazioni giuridiche altrui: potere.

Potere: capacità giuridica di modificare la situazione giuridica altrui, di creare obblighi e diritti in capo ad altri.

Non c'è un senso debole di "potere", come le pretese, i poteri possono solo essere conferiti da norme.

Diritto soggettivo come situazione complessa

Diritto soggettivo che ha come oggetto una cosa: diritti reali. Situazione giuridica complessa, che risulta dalla combinazione di molteplici situazioni giuridiche elementari.

I diritti come situazioni giuridiche tutelate

Un soggetto ha un diritto: è titolare di una situazione soggettiva tutelata, congiunzione di due situazioni soggettive:

  • Una qualsiasi delle situazioni soggettive: libertà, immunità, pretesa, etc.
  • Diritto di azione: diritto di rivolgersi ad un organo giurisdizionale per ottenere tutela della situazione giuridica di cui sopra.

Un soggetto ha un diritto solo quando ci siano due norme: una che gli conferisce un certo diritto, e un'altra che gli conferisce il diritto di agire in giudizio per la tutela del primo.

La fonte dei diritti

I diritti possono essere distinti in base al tipo di fonte da cui promanano:

  • Diritti costituzionali: quelli conferiti dalla costituzione, principalmente nei confronti dello Stato, e sono diritti soggettivi pubblici.
  • Diritti legali: quelli conferiti dalla legge
  • Diritti contrattuali: quelli che nascono da contratti, conferiti ad un individuo nei confronti di un altro individuo.

La distinzione fra diritti costituzionali e diritti legali non ha ragione di esistere negli ordinamenti in cui vige una costituzione flessibile, mentre è di importanza fondamentale nei sistemi giuridici a costituzione rigida: la legge è subordinata alla costituzione, un diritto soggettivo costituzionale non può essere limitato, sospeso, modificato, o soppresso dalle leggi ordinarie.

Per conferire un diritto è sufficiente una norma fraseggiata che lo garantisca, per garantirlo occorrono congegni atti a proteggerlo. La garanzia di un diritto non può essere disposta dalla stessa norma che lo conferisce, ne occorre un'altra.

Diritti fondamentali

Diritti conferiti dalla costituzione, ai privati cittadini nei confronti dello Stato: diritti...

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lunil30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Tullio Antonio.
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