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Riassunto esame di Diritto costituzionale 2 II, prof. P. Costanzo e L. Trucco, libro consigliato Lineamenti di diritto costituzionale dell'Unione Europea, P. Costanzo Appunti scolastici Premium

Riassunti per l'esame di diritto costituzionale 2 II basati su appunti personali e sul libro consigliato dal docente Lineamenti di diritto costituzionale dell'Unione Europea(Ue), Costanzo (78 pagine circa). Il file è completo, dettagliato e sviluppato con colori che aiutano l'individuazione degli argomenti più importanti e la memorizzazione. Aggiornati alla pronuncia... Vedi di più

Esame di Diritto costituzionale docente Prof. P. Costanzo

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ESTRATTO DOCUMENTO

Commissioni Parlamentari

Ci sono poi le c.d. , basate sulle stesse presenti nei Paesi membri, che si

distinguono in:

• Permanenti

Commissioni : per gli affari esteri, per lo sviluppo, per I bilanci, per l’ambiente, per la

sanità pubblica, ecc. Oggi sono 20. Membri eletti per 2 anni e mezzo. Queste costituiscono il fulcro

dell’attività legislativa parlamentare.

• Temporanee

Commissioni : istituibili dal Parlamento europeo in ogni momento, per un period MAX

12 mesi.

• d’Inchiesta

Commissioni : istituibili su richiesta di ¼ dei parlamentari per esaminare denunce di

infrazione o cattiva amministrazione.

• miste

Commissioni : con Parlamentari nazionali o di Stati Terzi con cui sono state avviate negoziazioni

circa una futura adesione.

Modalità di deliberazione e Legislatura

MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI VOTI ESPRESSI

La regola è quella della , richiesta la presenza di almeno

1/3 dei membri. Regole differenti sono previste per:

➢ Mozione di Sfiducia per la Commissione : 2/3 dei Voti + Maggioranza dei Membri.

➢ Domanda di Adesione di un nuovo Stato: Maggioranza Assoluta dei Membri.

durata di 5 anni

La legislatura del parlamento europeo ha e coincide con il mandato dei suoi deputati. A

riunioni mensili

ciascun anno di legislatura corrisponde una sessione di 12 tornate, che equivalgono alle

in seduta plenaria (che si svolgono a Strasburgo). Tuttavia, su richiesta di della maggioranza dei membri o

del Consiglio o della Commissione si possono svolgere sedute straordinarie (a Bruxelles).

Cooperazione con i Parlamenti nazionali dopo Lisbona

Art. 12 TUE

: “I parlamenti nazionali contribuiscono attivamente al buon funzionamento dell'Unione:

a) venendo informati dalle istituzioni dell'Unione e ricevendo i progetti di atti legislativi dell'Unione […];

b) vigilando sul rispetto del principio di sussidiarietà […];

c) partecipando, nell'ambito dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ai meccanismi di valutazione ai fini

dell'attuazione delle politiche dell'Unione in tale settore […];

d) partecipando alle procedure di revisione dei trattati […];

e) venendo informati delle domande di adesione all'Unione […];

f) partecipando alla cooperazione interparlamentare tra parlamenti nazionali e con il Parlamento europeo

in conformità del protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea.”.

FUNZIONI E POTERI

L’art. 14 TUE, a differenza del Trattato ante Lisbona, definisce in maniera chiara un’elencazione delle

funzioni specifiche del Parlamento europeo, riconducibili a:

➢ Funzione Legislativa : [+CONSIGLIO] Parlamento europeo e Consiglio, nell'ambito della procedura

legislativa ordinaria approvano i progetti di atto legislativo proposti dalla Commissione europea.

Fermo restando l'esclusivo potere di iniziativa legislativa in capo alla Commissione, il Parlamento

europeo detiene un “potere di iniziativa dell'iniziativa" nei confronti della Commissione, attraverso

una delibera a maggioranza assoluta: il parlamento infatti, può sollecitare la Commissione a un

progetto di legge, in quanto il Parlamento non può rivolgersi direttamente al Consiglio (c.d. potere

legislativo indiretto); è da rilevarsi tuttavia che l’eventuale rifiuto (giustificato) da parte della

Commissione di procedere a iniziativa non è in alcun modo censurabile, se non in caso di proposta

obbligatoria.

➢ Funzione di Bilancio : il Parlamento europeo ogni anno, nel mese di dicembre, stabilisce il bilancio

dell'anno successivo. Il progetto di bilancio, presentato dalla Commissione, viene esaminato

congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio, ma il Parlamento ha anche la facoltà di respingere,

per importanti motivi, il progetto. Il Parlamento europeo ha inoltre il diritto di proporre modifiche

alla spesa obbligatoria e il diritto di proporre emendamenti alla spesa non obbligatoria del bilancio.

In questo caso, la procedura di bilancio deve ricominciare da capo . Inoltre, il TFUE ha

Quadro finanziario pluriennale

art. 312 TFUE

introdotto all’ il c.d. ”: 1. Il quadro finanziario

pluriennale mira ad assicurare l'ordinato andamento delle spese dell'Unione entro i limiti delle sue

risorse proprie. È stabilito per un periodo di almeno 5 anni. Il bilancio annuale dell'Unione è stabilito

nel rispetto del quadro finanziario pluriennale. Il quadro finanziario fissa gli importi dei massimali

annui.

➢ Funzione di controllo ruolo importante nei confronti della Commissione

: svolge un : partecipa

POTERE DI CENSURA

alla sua nomina, ha un (può sfiduciare la Commissione costringendola ad

INTERROGAZIONE

abbandonare le funzioni. A maggioranza dei 2/3) e di (anche al Consiglio,

possono essere orali o scritte) Il Parlamento esercita un Controllo Generale anche attraverso:

✓ Commissioni di Inchiesta : viste.

✓ Mediatore Europeo : organo nominato dal parlamento per esaminare su casi di

cattiva amministrazione. procedura del parere

➢ Funzione Consultiva : Introdotta dall’Atto unico europeo, la

conforme consente al Parlamento europeo di esprimere il proprio accordo o disaccordo in merito

all’approvazione di determinati atti proposti dal Consiglio.

In sostanza il Consiglio non può validamente legiferare in alcune materie se il Parlamento, che

delibera a maggioranza assoluta dei suoi membri, non concorda pienamente con il contenuto

dell’atto. In mancanza di tale parere favorevole, infatti, l’atto non può essere adottato.

Consiglio Europeo

Nei trattati comunitari il Consiglio Europeo figura per la prima volta con l'Atto Unico Europeo che all'art. 2

ne ha consacrato giuridicamente la composizione e la cadenza delle riunioni, non inserendolo tuttavia

nell'architettura comunitaria, né disciplinandone competenze ed atti. Soltanto con il Trattato di

Maastricht (art. 4) è mutata la qualificazione giuridica di tale istanza, che è divenuta a pieno titolo organo

dell'unione, mentre il Trattato di Amsterdam ne ha reso più incisiva e ampia l'azione.

È rimasta tuttavia la natura giuridica anomala e ambigua del Consiglio, dal momento che la sua creazione

non è prevista nei trattati istitutivi della comunità. Se da un lato la volontà politica degli Stati membri di

creare uno strumento flessibile, capace di agire liberamente al di fuori degli schemi istituzionali comunitari

ha consentito a quest'organo di agire spesso in maniera efficace e positiva per lo sviluppo del processo

comunitario (passaggio alla fase definitiva del mercato comune, risorse proprie, sistema monetario,

negoziato per l'adesione di nuovi stati, elezione diretta del Parlamento, ecc.), dall'altro bisogna considerare

che risulta tuttora sprovvisto di qualunque forma di controllo democratico e giurisdizionale sul piano

comunitario, in quanto non sottoposto alle regole procedurali dei trattati istitutivi né a limiti di

competenza.

ARTICOLI di riferimento

• Art. 15 TUE

• ARRT. 235-236 TFUE

COMPOSIZIONE

l'organo supremo di indirizzo politico dell'UE

È . Tradizionalmente il Consiglio Europeo svolge un ruolo

capitale in tutti i settori di competenza comunitaria mediante attività di impulso, indirizzo, coordinamento

Arbitraggio

e risoluzione delle controversie mediante sui dossier, anche legislativi, qualora questi

rappresenta gli interessi degli stati membri

vadano ad intralciare l’azione dell’UE. Il consiglio europeo .

I trattati riformati a Lisbona hanno introdotto una fondamentale innovazione, includendo il Consiglio

europeo fra le istituzioni dell’UE, dove precedentemente era da annoverarsi semplicemente tra gli organi, e

15 TUE

non già tra le “vere e proprie istituzioni”). Con il nuovo art. 13 TUE dunque, viene riformato l’art.

che prevede la composizione del Consiglio europeo composto da 28 + 2 Persone: i Capi Di Stato o di

Presidente Presidente della Commissione

Governo degli stati membri, il proprio e il .

Presidente del Consiglio Europeo

Dal 2009 è dotato di un proprio regolamento interno e le sue riunioni sono convocate con cadenza

trimestrale (salve riunioni straordinarie). Le riunioni si svolgono a Bruxelles.

Presidente del Consiglio Europeo

Il non può esercitare un Mandato Nazionale, Prima del trattato

di Lisbona si prendeva a rotazione tra i membri del consiglio europeo. Questo modo di scelta presentava

due svantaggi: 1) era che il presidente rimaneva in carica solo poco più di un anno, 2) in questo modo

ESTERNO DURATA

veniva scelto praticamente a caso. Oggi è un al consiglio europeo, il suo mandato ha

PROLUNGATA ELETTO

e soprattutto viene a Maggioranza Qualificata per 2 ½ anni, rinnovabile 1 volta.

Egli assicura anche la Rappresentanza Esterna dell’Unione in materia di PESC. Il presidente è assistito dal

Segretario generale del Consiglio ex art. 235 TFUE.

Il Presidente del Consiglio Europeo svolge altresì un ruolo di “chairman” [trad. “presidente”] vero e proprio,

ossia presiede e anima i lavori del Consiglio europeo, assicurandone la preparazione e la continuità, il tutto

però assistito (e limitato) dal Presidente della Commissione (figura molto più “potente di lui”) + lavora in

sinergia con il Consiglio Affari Generali e il suo team, in cui trova un ulteriore limite.

Il primo Presidente permanente del Consiglio europeo, che ha assunto la carica il 1º dicembre 2009, data di

entrata in vigore del Trattato di Lisbona, è stato l'ex-primo ministro del Belgio Herman Van Rompuy. Il 30

agosto 2014 il Consiglio europeo ha eletto come suo successore Donald Tusk, primo ministro polacco; il suo

mandato ha avuto inizio il 1º dicembre 2014 (in corso 2017).

Modalità di deliberazione Consensus

Il Consiglio Europeo si pronuncia per consenso, c.d. . Allorché il Consiglio Europeo deliberasse a

il Presidente e il Pres. Della Commissione

Votazione (unanimità, maggioranza semplice o qualificata),

non votano . [ ]. L'astensione di membri presenti o rappresentati non osta all'adozione delle

Art. 235 TFUE

deliberazioni del Consiglio europeo per le quali è richiesta l'unanimità.

2. Il presidente del Parlamento europeo può essere invitato per essere ascoltato dal Consiglio europeo.

FUNZIONE E POTERI

Con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, al Consiglio Europeo viene attribuita la funzione di organo di

indirizzo politico : «Il Consiglio Europeo dà all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce

gli orientamenti politici e le priorità politiche generali» Art. 15 TUE. Il Consiglio Europeo adotta le c.d.

Decisioni, provvedimenti che sono atti non legislativi e incontestabili da qualsivoglia organo. Questo porta a

istanza di sintesi e chiusura dei processi decisionali

identificare il Consiglio Europeo come una

dell’UE .

Consiglio dell’Unione Europea

ARTICOLI di riferimento

• Art. 16 TUE

• ARRT. 237-243 TFUE

COMPOSIZIONE

Il Consiglio dell'Unione Europea (denominato in questo modo dal trattato di Lisbona del 2007), noto anche

Consiglio dei ministri europei

come , in precedenza come Consiglio speciale dei ministri, detiene -

insieme col Parlamento europeo - il potere legislativo nell'ambito dell'Unione europea. Non deve essere

confuso col Consiglio d'Europa, che è un'organizzazione internazionale del tutto indipendente dall'Unione

europea. Va tenuto distinto, inoltre, dal Consiglio europeo, che (benché strettamente collegato) è un

diverso organo dell'Unione europea.

veste Ordinaria Tutte le decisioni Formali

È la dei rappresentanti dei Governi. , inerenti alla vita

passano da qui

quotidiana dell’Unione , dal Consiglio. Ha una composizione doppiamente variabile.

Consiglio europeo – (Pres + Pres della Commissione). È formato da 1 rappresentante per ciascun governo

composizione doppiamente

Stati Membri

degli (28 membri) e si riunisce a Bruxelles. A

variabile perché, da un lato muta a seconda degli argomenti che sono all'ordine del giorno (quindi se si

trattano questioni economiche parteciperanno tutti i ministri dell'economia, se si trattano questioni

ambientali parteciperanno tutti i ministri dell'ambiente. Non è indispensabile che vi partecipino ministri,

van bene anche viceministri e sottosegretari, basta che siano muniti di delega.) e dall'altro perché si rifà

alla compagine politica di ogni stato: quindi se in un paese cambia governo, logicamente cambieranno i

membri, ed andrà il ministro di turno. Come si può capire i membri del Consiglio cambiano molto spesso.

Ci sono tuttavia due Modalità di Consiglio espressamente previste dall’Art. 16 TUE:

Consiglio “Affari Generali”

1. : assicura la coerenza dei lavori e prepara le riunioni del Consiglio

Europeo.

Consiglio “Affari Esteri”

2. : assicura la coerenza dell’azione dell’UE e elabora l’azione Esterna

Presidenza

secondo le strategie definite dal Consiglio Europeo. Qui la spetta al Alto Rappresentante

dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. [art. 27 TUE].

CO.RE.PER Art. 240 TFUE

Il Comitato dei rappresentanti permanenti o [ ] è responsabile della

Preparazione dei Lavori del Consiglio dell’Unione europea . È composto da rappresentanti degli Stati

membri aventi il rango di ambasciatori degli Stati membri presso l’Unione europea ed è presieduto dallo

responsabile dell’esame preliminare dei

Stato membro che esercita la presidenza del Consiglio. Esso è

dossier iscritti all’ordine del giorno del Consiglio . Ai sensi dello stesso articolo, il Consiglio è inoltre

assistito da un Segretario Generale, apparato amministrativo. Eurogruppo

Non fa parte del consiglio, benché composto da Ministri delle Finanze, l’ , disciplinato da un

Ministri + BCE +

apposito Protocollo, che si riunisce a titolo informale ed è composto appunto da

Commissione . Si occupa di questioni attinenti le problematiche finanziarie inerenti alla Moneta €URO.

Presidenza

Presidenza spetta ai Rappresentanti degli Stati Membri a Rotazione su decisione del Consiglio

La

Europeo Art. 236 TFUE

, secondo le modalità previste dall’ (a Maggioranza Qualificata). La presidenza del

Consiglio dei ministri è assunta a rotazione da uno Stato membro ogni sei mesi.

Modalità di deliberazione VOTO A

La regola era quella della Maggioranza Qualificata con Voto Ponderato ma, dal 2014 è diventata

"DOPPIA MAGGIORANZA" 55% MEMBRI + 65% POPOLAZIONE di tali Stati. L’astensione di un

rappresentante non osta al raggiungimento dell’Unanimità.

Astensione Costruttiva Art. 31 TUE

Tuttavia, esiste la c.d. , in materia di PESC, ai sensi dell’ , cioè

quando un Stato formalmente dichiara di astenersi e di non voler essere vincolato dalla decisione del

Consiglio.

FUNZIONI E POTERI

Il Consiglio:

➢ FUNZIONE LEGISLATIVA FUNZIONE DI

congiuntamente al Parlamento europeo, esercita la e la

BILANCIO

; (NB assenza del principio della separazione dei poteri!!).

➢ coordina le politiche economiche generali degli Stati membri;

➢ definisce e implementa la PESC ;

➢ conclude accordi internazionali

, a nome dell'Unione, tra l'Unione e uno o più Stati o organizzazioni

internazionali;

➢ coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e

giudiziaria in materia penale.

Commissione

La Commissione Prodi, in carica dal 1999 al 2004, gestì l'introduzione dell'euro, l'allargamento ai 10 nuovi

stati membri nel 2004 e il Trattato di Nizza. La prima Commissione Barroso dovette gestire il processo di

approvazione della Costituzione europea, poi fallito, e la successiva elaborazione ed approvazione del

Trattato di Lisbona. Nel 2010 è entrata in carica la seconda Commissione Barroso. In base al nuovo Trattato

di Lisbona, la Commissione è stata "eletta" dal Parlamento europeo, non meramente "approvata".

Sempre in base al nuovo Trattato, l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di

sicurezza è ora un membro della Commissione e un suo vicepresidente di diritto.

ARTICOLI di riferimento

• Art. 17 TUE

• ARRT. 244-250 TFUE

COMPOSIZIONE 1 volta alla settimana

È un Organo Fondamentale che si riunisce ! Le adunanze sono convocate dal

segrete Rappresentanza Generale dell’Unione

Presidente e sono ! A essa spetta la nei settori diversi

Potere di Iniziativa Legislativa

dalla PESC e conduce con (praticamente esclusivo) attività normativa

Vigilanza

propria e partecipa a quella di Consiglio e Parlamento. Ha un Importante ruolo di .

5 Anni

Il suo mandato dura ed è composta da 28 membri scelti dal Consiglio Europeo (quindi dagli stessi

Stati) a Rotazione: questi devono sottostare anche al benestare del Parlamento, che deve approvarli a

Maggioranza Qualificata. Il numero dei membri doveva ridursi al fine di scongiurare una riconduzione della

Commissione all’idea di un “parlamentino”: tuttavia, Lisbona confermò la scelta di 1 Stato = 1 membro.

Art. 17.2 TUE un atto legislativo dell’Unione può essere adottato solo su Proposta della

: “

Commissione , salvo che i Trattati dispongano diversamente”.

Art. 17.3 TUE scelti in base alla loro competenza generale e al

“I membri della Commissione sono

loro impegno europeo garanzie di indipendenza

e tra personalità che offrono tutte le .”. Nominati però

indipendenza professionalità

per la loro e , i membri NON rappresentano i paesi membri, devono agire

nell’interesse esclusivo dell’Unione, non accettando istruzioni da “alcun Governo, Istituzione, Organo o

Commissari non

Organismo”. Questa caratteristica è molto importante. I membri della commissione (i )

possono esercitare altre attività professionali .

Presidente della Commissione

Presidente

Il della Commissione è eletto autonomamente rispetto ai membri, da Consiglio Europeo +

Parlamento Europeo, acquistando una posizione preminente rispetto a tutti. È affiancato da Gabinetti,

strutture di supporto, e da un Segretario Generale.

Dal 2014 il Presidente è Jean-Claude Juncker, fino al 2019.

Organizzazione interna

Con l'espressione "Commissione europea" non si indica solo l'insieme dei 28 commissari, ma anche

l'insieme delle strutture burocratiche che fanno loro riferimento e al personale da esse impiegato. La

Direzioni Generali

Commissione europea è infatti strutturata in (DG), l'equivalente dei ministeri o

dicasteri degli ordinamenti statuali, suddivisi a loro volta in direzioni e queste ultime in unità.

Ogni commissario europeo è a capo di una Direzione Generale, che prepara documenti e proposte di

iniziative, ed è assistito nel suo lavoro da un gabinetto, che offre invece al commissario consigli e assistenza

di tipo più strettamente politico.

Modalità di deliberazione

Maggioranza dei suoi membri ex art. 250 TFUE, anche se di regola vale il consenso unanime. Sono

tuttavia previste procedure di voto semplificate:

Procedura Scritta

1. : un progetto scritto viene comunicato a tutti i membri e, fissato un termine,

qualora nessuno proponga emendamenti, questa proposta viene considerate adottata.

Procedura di Abilitazione

2. : con la quale la Commissione abilita un suo membro ad adottare

PROVVEDIMENTI DI GESTIONE AMMINISTRAZIONE

o in suo nome.

Procedura di Delega

3. : con la quale la Commissione delega gli stessi a Direttori Generali e ai Capi di

Servizio.

FUNZIONI E POTERI

Per quel che riguarda i compiti, descritti nell'art 211 dei trattati di Roma (TCE), sono

Potere di Iniziativa

➢ : «dispone di un proprio potere di decisione e partecipa alla formazione degli

atti del Consiglio e del Parlamento europeo, alle condizioni previste dal presente trattato». La

Commissione europea detiene il diritto d'iniziativa nel processo legislativo, cioè la facoltà di proporre

la normativa sulla quale decidono poi il Parlamento europeo ed il Consiglio.

Potere di Raccomandazioni

➢ : «formula raccomandazioni o pareri nei settori definiti dal

presente trattato, quando questo esplicitamente lo preveda ovvero quando la Commissione lo

ritenga necessario».

Poteri di Esecuzione

➢ : «esercita le competenze che le sono conferite dal Consiglio per l'attuazione

delle norme da esso stabilite». Quale organo esecutivo dell'Unione, la Commissione si occupa altresì

dell'attuazione pratica delle politiche comuni, della gestione dei programmi dell'Unione e della

gestione del bilancio comunitario. Questa competenza è evidenziata anche dall'art. 202 TCE.

Poteri di Rappresentanza

➢ : a essa spetta la Rappresentanza Generale dell’Unione nei settori

diversi dalla PESC, settore al quale la rappresentanza spetta all’Alto Rappresentante dell’unione. Tale

rappresentanza viene riconosciuta esplicitamente solo con Lisbona e si traduce in una

rappresentanza dell’UE interna ed esterna.

Poteri di Vigilanza e Sanzionatori

➢ [“la guardiana dei Trattati”]: «Vigilare sull'applicazione

delle disposizioni del presente trattato e delle disposizioni adottate dalle istituzioni in virtù del

trattato stesso». Questa disposizione fa l'istituzione custode e garante della legalità comunitaria,

Procedura di

compito che la Commissione esercita nei confronti degli Stati membri grazie alla

infrazione .

Altre istituzioni UE

PESC

Prima di parlare di Alto Rappresentante per gli affari esteri e Politica di sicurezza, ci occorre introdurre qui

PESC

definitivamente e chiaramente la c.d. : la politica estera e di sicurezza comune (acronimo PESC,

inglese CFSP) è la politica estera dell'Unione europea. Viene gestita e promossa dall'Alto rappresentante

per gli affari esteri e la politica di sicurezza e dal Servizio europeo per l'azione esterna.

Creazione

Le radici della politica estera dell'Unione Europea vanno individuate nella Cooperazione politica europea,

istituita nel 1970 per promuovere l'integrazione politica tra gli stati membri e non solo quella economica.

Nonostante un suo graduale rafforzamento, la Cooperazione politica europea rimase sostanzialmente

invariata fino alla creazione dell'Unione Europea. Il Trattato di Maastricht del 1992 trasformava infatti la

Comunità

Comunità Economica Europea in Unione europea, affiancando alle strutture e alle politiche della

Europea (1° pilastro) 2° pilastro (PESC)

altri due cosiddetti pilastri. Il introdotto dal Trattato di

Maastricht era proprio la politica estera e di sicurezza comune, che prevedeva una cooperazione più forte,

necessaria per consentire all'UE di svolgere un ruolo sul piano mondiale adeguato al suo peso e per gestire

in modo efficace i cambiamenti geopolitici seguiti alla fine della guerra fredda.

Nel 1999 il Trattato di Amsterdam introdusse alcuni cambiamenti nella PESC, creando la figura dell'Alto

rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune (Javier Solana ricoprì tale incarico dal 1999 al

2009) e assegnando all'UE la possibilità di promuovere operazioni di "peace-keeping".

Nel 2010 il Trattato di Lisbona abolito la "struttura a pilastri dell'UE"

ha , cancellando la

la PESC

distinzione netta tra i tre ambiti dell'integrazione europea. Nonostante alcune modifiche,

continua però sostanzialmente a funzionare secondo il metodo intergovernativo , dunque la

Commissione europea e il Parlamento europeo hanno poteri molto ristretti in questo ambito. Il Trattato di

Lisbona ha introdotto altri cambiamenti rilevanti, come in particolare la creazione dell'Alto rappresentante

per gli affari esteri e la politica di sicurezza come figura stabile e del Servizio europeo per l'azione esterna

come apparato diplomatico e amministrativo che gestisce la politica estera comune.

Principi e obiettivi

I principi della politica estera comune e della cooperazione nel campo delle relazioni internazionali sono

art. 21 TUE

indicati dall' : «L'azione dell'Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno

informato la creazione, lo sviluppo e l'allargamento e che essa si prefigge di promuovere nel resto del

mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà

fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi

della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale.

L'Unione [...] promuove soluzioni multilaterali ai problemi comuni, in particolare nell'ambito delle

Nazioni Unite.».

L'art. 21.2 TUE indica invece gli obiettivi della politica estera comune e della cooperazione nel campo delle

relazioni internazionali:

o salvaguardia dei valori, degli interessi fondamentali, della sicurezza, dell'indipendenza e

dell'integrità dell'Unione Europea;

o consolidamento e sostegno alla democrazia, allo Stato di diritto, ai diritti dell'uomo e ai principi del

diritto internazionale;

o preservazione della pace, prevenzione dei conflitti e rafforzamento della sicurezza internazionale,

conformemente agli obiettivi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite, dell'Atto finale di Helsinki

e della Carta di Parigi;

o sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo sul piano economico, sociale e ambientale, con

l'obiettivo primo di eliminare la povertà;

o incoraggiamento dell'integrazione di tutti i paesi nell'economia mondiale;

o contributo all'elaborazione di misure internazionali volte a preservare e migliorare la qualità

dell'ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali mondiali, al fine di assicurare lo sviluppo

sostenibile;

o aiuti alle popolazioni, ai paesi e alle regioni colpiti da calamità naturali o provocate dall'uomo;

o promozione di un sistema internazionale basato su una cooperazione multilaterale rafforzata e del

buon governo mondiale.

Istituzioni e funzionamento

I principi e gli orientamenti generali vengono definiti dal

della politica estera e di sicurezza comune

Consiglio europeo , che individua anche le strategie comuni da perseguire attraverso l'Unione Europea.

Sulla base delle indicazioni del Consiglio europeo, il Consiglio dei ministri prende le decisioni necessarie per

la definizione e la messa in opera della PESC, adottando:

▪ Azioni comuni: riguardano specifiche situazioni dove l'azione operativa dell'UE è considerata

necessaria, ne individuano gli obiettivi e indicano i mezzi che vanno messi a disposizione dell'UE per

conseguire tali obiettivi. Le azioni comuni impegnano tutti gli stati membri.

▪ Posizioni comuni: definiscono la posizione che l'UE ha su certe questioni di tipo geografico o

tematico e indicano le linee guida generali a cui le politiche estere degli stati membri devono

conformarsi.

Il funzionamento della PESC è basato sul metodo intergovernativo = logica di cooperazione tra i governi

degli stati membri e sulla centralità del Consiglio. La Commissione ha un diritto di iniziativa limitato a

determinati aspetti specifici e il Parlamento europeo ha solo un ruolo consultivo. La Corte di giustizia ha un

ruolo molto limitato.

ALTO RAPPRESENTANTE PER GLI AFFARI ESTERI E LA POLITICA DI SICUREZZA

guida la politica estera e di sicurezza

L’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza:

comune dell'Unione Europea l'attua «in qualità di mandatario del Consiglio dell'Unione

» e

europea ». È membro e Vicepresidente della Commissione europea. Il ruolo di alto rappresentante per la

Politica Estera e di Sicurezza Comune fu introdotto dal Trattato di Amsterdam, che insieme al ministro degli

esteri del paese che ricopre la Presidenza del Consiglio dell'Unione europea, rappresenta il consiglio dei

ministri degli esteri dell'Unione.

La Costituzione europea aveva progettato una riforma che prevedeva, oltre al rafforzamento dell'incarico,

la sua ridenominazione come "Ministro degli Esteri" dell'UE. Il Trattato di Lisbona (entrato in vigore il 1º

dicembre 2009) ha apportato significative modifiche al ruolo dell'Alto rappresentante, ivi comprese: la sua

ridenominazione (da "per la politica estera e di sicurezza comune" a "per gli affari esteri e la politica di

sicurezza"), la sua separazione dall'incarico di segretario generale del Consiglio europeo, l'ingresso nella

Commissione come Vicepresidente. Con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, l'alto rappresentante ha

assorbito le funzioni del Commissario per le relazioni esterne.

Ai sensi degli artt. da 15/43 TUE, come modificati dal Trattato di Lisbona, l'Alto rappresentante:

❖ è nominato dal Consiglio europeo con l'accordo del presidente della Commissione europea;

❖ partecipa ai lavori del Consiglio europeo, insieme ai capi di stato e di governo degli Stati membri, al

presidente del Consiglio europeo ed a quello della Commissione;

❖ guida la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione

« . Contribuisce con le sue proposte

all'elaborazione di detta politica e la attua in qualità di mandatario del Consiglio. Egli agisce allo

stesso modo per quanto riguarda la PESC»;

❖ presiede il Consiglio "Affari esteri";

❖ vigila sulla coerenza dell'azione esterna dell'Unione

❖ è Vicepresidente della Commissione europea + Presidente del Consiglio “Affari Esteri”, in seno al

Double Hatting

Consiglio dei Ministri [c.d. , ossia doppia nomina – temuto Cavallo di Troia inviato

dal Consiglio all’interno della Commissione – dubbi sul doppio ruolo].

❖ rappresenta l'Unione per le materie che rientrano nella PESC

« . Conduce, a nome dell'Unione,

il dialogo politico con i terzi ed esprime la posizione dell'Unione nelle organizzazioni internazionali e

in seno alle conferenze internazionali»;

❖ può «sottoporre al Consiglio questioni relative alla PESC e può presentare rispettivamente iniziative

o proposte al Consiglio»;

❖ può proporre al Consiglio di adottare «decisioni relative alla politica di sicurezza e di difesa comune,

comprese quelle inerenti all'avvio di una missione» di peacekeeping;

❖ coordina gli aspetti civili e militari delle missioni di peacekeeping dell'UE.

Corte dei Conti all'esame dei conti di tutte le

La Corte dei conti europea è l'istituzione dell'Unione europea preposta

entrate e le uscite dell'Unione accertandone la sana gestione finanziaria

e dei suoi vari organi, .

Annualmente redige una dichiarazione di affidabilità sui conti (DAS ,documento annuale di affidabilità), ma

può in ogni momento pubblicare relazioni speciali su problemi specifici. Assiste il Parlamento europeo e il

pareri

Consiglio nella funzione del controllo dell'esecuzione del bilancio dell'UE. I suoi non sono vincolanti,

ma questo nulla toglie all'importanza primaria del suo compito.

La verifica dei conti (audit in gergo) si distingue in

▪ audit periodico, verifica annuale dei rendiconti dell'Unione e dei suoi organismi così come stabilito

dalle norme dei trattati;

▪ audit selezionato, verifica approfondita di alcuni settori del bilancio o dei rendiconti di un tema

specifico.

Quando la Corte viene a conoscenza di un presunto caso di frode o corruzione nello svolgimento della

propria attività di audit o su segnalazione di terzi, trasmette immediatamente l'informazione all'Ufficio

europeo per la lotta antifrode (OLAF), che ha la responsabilità di svolgere indagini dettagliate e di prendere

le dovute misure. nominati dal Consiglio

I membri della Corte dei conti, uno per ciascuno Stato membro dell'Unione, sono

tra le personalità che fanno o hanno fatto parte nei rispettivi Stati delle istituzioni di controllo esterno dei

mandato è di 6 anni, rinnovabile

conti pubblici e che possiedono una qualifica per tale funzione. Il loro I

membri eleggono al loro interno un presidente, con mandato di 3 anni rinnovabile. Primus inter pares, il

presidente della Corte ne coordina i lavori e ne garantisce il regolare funzionamento, rappresentandola

nelle relazioni esterne. Inoltre i membri della Corte nominano al loro interno un segretario generale

responsabile della gestione del personale e dell'amministrazione della Corte, compresa la formazione

professionale, e del servizio della traduzione. La Corte si compone attualmente di 760 dipendenti. Essa è

organizzata in gruppi di audit, ognuno dei quali si occupa della revisione dei conti di un determinato settore

del bilancio dell'UE.

BCE attuazione della politica

La Banca centrale europea (BCE o ECB) è la banca centrale incaricata dell'

monetaria per i 19 paesi dell'Unione europea che hanno aderito alla moneta unica e che formano la

cosiddetta zona euro. È stata istituita il 1º giugno 1998 succedendo all'Istituto Monetario Europeo, in vista

stabilità dei prezzi nell'UE

dell'introduzione dell'euro il 1º gennaio 1999. Essa garantisce inoltre la . La BCE

contribuisce anche a definire e attuare la politica economica e monetaria dell'UE.

L'organizzazione della BCE, basata su quella della Bundesbank tedesca, prevede che tali organi direttivi

comitato esecutivo

siano costituiti (articolo 109A del Trattato) da un , a cui capo siede il presidente della

consiglio direttivo

BCE (il governatore, M. Draghi), e dal costituito dai membri del comitato esecutivo e

dai rappresentanti delle altre banche appartenenti all'eurosistema (con l'esclusione quindi dei

rappresentanti delle banche centrali dei paesi non aderenti all'euro); dal momento che alcuni dei paesi

appartenenti all'UE non hanno ancora aderito alla moneta unica, esiste, dunque, un terzo organo

decisionale, il consiglio generale.

poteri di vigilanza potere di battere moneta potere di

In seno ai sopra citati (non dimenticando il ,

iniziativa nel settore economico e monetario potere sanzionatorio

e il verso le imprese che non

seguono i provvedimenti della BCE), e ricordando da ultimo la Relazione annuale della BCE, occorre citare il

Reg. 1024/2013 BCE , entrato in vigore il 4 Novembre 2014: in risultato alla crisi economica del 2008 e

nell'ambito del processo di rafforzamento dell'integrazione economica, finanziaria e fiscale dell’Unione

Europea, nel settembre 2012 la Commissione europea ha presentato alcune proposte legislative volte alla

Meccanismo di

creazione di un sistema di vigilanza bancaria unificata nell'area euro. Nello specifico, il

Vigilanza Unico (MVU)

, che promuove l’applicazione di un corpus unico di norme sulla vigilanza

prudenziale degli enti creditizi, è stato istituito con il Regolamento UE n.1024/2013 nell’ambito del progetto

cooperazione tra la BCE e le autorità nazionali

dell’Unione Bancaria europea. Si forma così il quadro di

competenti .

CESE – Comitato Economico e Sociale Europeo forum di

È un Organo Consultivo. ll Comitato economico e sociale europeo è stato istituito nel 1957 come

discussione delle questioni legate al mercato unico .

«Il comitato è costituito da rappresentanti delle varie componenti di carattere economico e sociale della

società civile organizzata, in particolare dei produttori, agricoltori, vettori, lavoratori, commercianti e

artigiani, nonché delle libere professioni, dei consumatori e dell'interesse generale».

eletti dal Consiglio dell'Unione europea

I membri del CESE sono e ricevono un incarico di 5 anni,

rinnovabile; ciascun membro del Comitato, una volta eletto, è indipendente dal governo che lo ha

doppia funzione consultiva

candidato. Il CESE svolge una :

su iniziativa delle maggiori istituzioni dell'Unione europea

- funzione consultiva " ". Gli organi

richiedenti il parere sono quindi la Commissione europea, il Consiglio dell'Unione europea ed il

Parlamento europeo. auto-iniziativa

- funzione consultiva "di ". Il tal caso è lo stesso CESE a definire prima del parere la

tematica che merita riflessione. Circa il 15% dei pareri derivano da auto-initiativa.

Il CESE in media adotta 150 pareri all'anno, svolgendo un attivo ruolo nella preparazione della politica

comunitaria.

BEI - Banca Europea per gli investimenti

sostiene progetti nei paesi dell'UE

La Banca europea per gli investimenti , nei futuri paesi membri e nei

paesi partner. Assume prestiti sui mercati finanziari e non utilizza quindi i fondi del bilancio dell'UE. I

prestiti vengono erogati a condizioni vantaggiose per finanziare i progetti in sintonia con gli obiettivi delle

politiche UE. “La Banca europea per gli investimenti ha il compito di contribuire, facendo appello al

mercato dei capitali ed alle proprie risorse, allo sviluppo equilibrato e senza scosse del mercato comune

nell'interesse della Comunità. A tal fine facilita, mediante la concessione di prestiti e garanzie, senza

perseguire scopi di lucro, il finanziamento dei seguenti progetti in tutti i settori dell'economia:

a) progetti contemplanti la valorizzazione delle regioni meno sviluppate;

b) progetti contemplanti l'ammodernamento o la riconversione d'impresa oppure la creazione di

nuove attività richieste dalla graduale realizzazione del mercato comune che, per la loro ampiezza o

natura, non possono essere interamente assicurati dai vari mezzi di finanziamento esistenti nei

singoli Stati membri;

c) progetti d'interesse comune per più Stati membri che, per la loro ampiezza o natura, non possono

essere completamente assicurati dai vari mezzi di finanziamento esistenti nei singoli Stati membri.”

La BEI è amministrata e gestita, a norma dell'articolo 8 del proprio statuto, dai seguenti organi:

• il Consiglio dei governatori, rappresentato dai 28 ministri dell'economia dei paesi dell'UE, che ha

come compito quello di definire l'indirizzo politico della Banca

• il Consiglio di amministrazione, al quale è in carico l'applicazione della politica della BEI

• il Comitato direttivo, che assicura il funzionamento e l'operatività ordinaria dell'istituzione

A questi si aggiunge un Comitato di verifica che ha il compito di controllare, annualmente, le operazioni ed i

conti della BEI per assicurarsi il rispetto e la conformità degli stessi all'effettiva situazione della Banca.

Altre istituzioni (rinvio)

Si esamineranno nel cap. 6 la Corte di Giustizia e nel cap. 8 il Comitato delle Regioni.

Fonti del diritto UE

Parte 1 Cap. 5

Se parliamo di fonti del diritto dobbiamo introdurre tale concetto sfatando da subito alcune convinzioni

tipiche di civil law: nell’UE abbiamo un ridotto rilievo delle forme degli atti euronitari, sicché tali dovranno

essere scelte volta per volta in base all’atto da emanare; altresì, vi è all’interno dell’unione una assenza di

una gerarchia delle fonti intesa in senso classico, ma si dovrà parlare piuttosto di varia intensità

prescrittiva delle diverse fonti. Tali differenze e l’identificazione degli atti sulla base di connotati strutturali

porta a una conseguente confusione degli atti, che spesso possono essere discrezionalmente interpretati.

l'Unione Europea ha una Soggettività Giuridica Internazionale

Il concetto fondamentale è che , pur se

Derivata e Limitata. Può dunque concludere accordi internazionali, è soggetta a doveri, può essere

membro di altre organizzazioni internazionali (UE membro Org. mondiale del commercio).

Art. 47 TUE

: "l'unione ha personalità giuridica". Da questo deriva l'obbligo di rispettare il diritto

Arrt. 21/22 TUE

consuetudinario internazionale, nei rapporti con l'esterno. Gli esprimono i Principi e gli

Obiettivi dell'Azione Esterna dell'UE (democrazia, stato di diritto, tutela dei diritti dell'uomo, rispetto del

diritto internazionale). Possibilità di concludere Accordi

Come l'UE ha la possibilità di agire verso l'interno, così ha la

Internazionali verso l'esterno, e questo non necessità di una espressa legislazione. La competenza esterna

della comunità non deve essere in ogni caso espressamente prevista dal trattato, ma può desumersi anche

Principio del

da altre Disposizioni del trattato e da Atti adottati dalla comunità". Qui è evidente il

Parallelismo : laddove alla comunità è stata attribuita una competenza sul piano interno, deve

presumersi che l'UE sia anche competente ad agire sul piano esterno, in forza di un Criterio di Coerenza.

Trattati Istitutivi

Al vertice di questo complesso di Fonti ci sono evidentemente i , TUE - TFUE, le cui

norme sono Sovraordinate alle altre norme dell'ordinamento. La Corte di Giustizia, già in relazione al TCE, si

espresse dicendo che "questo trattato, benché concluso in forma di accordo internazionale, costituisce la

Carta Costituzionale di una Comunità di diritto". Così è stato per la Costituzione Europea e oggi lo è per

TUE TFUE

e , usciti dal trattato di Lisbona, che costituiscono, come già detto, un complesso normativo

unico, con lo Stesso Valore Normativo.

Drafting e qualità della normazione

Quando parliamo di Drafting ci riferiamo nello specifico all’“insieme dei procedimenti per mezzo dei quali si

abbozzano e si attuano le proposte per le nuove leggi”. Distinguiamo a livello UE due modi di intendere il

drafting:

➢ Drafting Formale : la buona e chiara creazione di norme. Fin dal 1992 si è prestata parecchia

attenzione circa una legislazione comunitaria “plus simple et plus claire” e per questo, nel 1993 va

ricordata la risoluzione del Consiglio relativa alla qualità redazionale della legislazione comunitaria.

Va al pari menzionato il monitoraggio costante sullo stato della legislazione che la Commissione

effettua tramite relazioni annuali su “legiferare al meglio e con intelligenza”. Tuttavia, l’innovazione

più rilevante, pubblicata nel 2003 è la c.d. Guida Pratica Comune, ossia una vera e propria guida per

gli addetti ai lavori (chiunque attui produzione o elaborazione normativa) che vuole, attraverso il suo

continuo adeguamento, miglioramento ed ovviamente utilizzo, assicurare la corretta applicazione

delle norme e degli orientamenti euronitari, anche attraverso esempi. Questa è affiancata dai

regolamenti interni delle varie istituzioni, che dedicano articoli e manuali alla materia ( es. Parlamento,

.) e

art. 77 reg. su “Requisiti per la redazione degli atti legislativi” – Commissione, guida “Scrivere Chiaro”, ecc

non ultimi i modelli “LegisWrite”.

➢ Drafting Sostanziale : ossia la vera e propria manutenzione del diritto. Tale profilo permette all’UE

di considerarsi all’avanguardia, anche rispetto a molti Stati membri, perché compie una valutazione

sia ex ante che ex post della qualità della produzione normativa. Tutto questo viene svolto per

raggiungere meglio gli obiettivi UE. Molte difficoltà sono date (occorre anticipare) dal multilinguismo,

ma di questo tratteremo più avanti).

Revisione dei Trattati

Revisione dei Trattati Art. 48 TUE

Quando si parla di dobbiamo riferirci all' :

• Procedura Ordinaria : [ ] su proposta di

PUÒ ACCRESCERE E RIDURRE LE COMPETENZE DELL’UNIONE

Convenzione

uno Stato Membro, o Parlamento o Commissione. Viene formata una c.d. , composta

dai rappresentati dei Parlamenti Nazionali + Capi di Stato o di Governo + Parlamento Europeo +

Commissione (il Consiglio Europeo può esprimere a Maggioranza Semplice la NON convocazione

della Convenzione “qualora l’entità delle modifiche non lo giustifichi”). La Convenzione esamina i

Conferenza

progetti e adotta per consenso una raccomandazione indirizzata ad una dei

rappresentanti di Governo degli Stati membri che può stabilire le innovazioni e ogni Stato ratifica: a

questo punto, se entro 2 anni solo 4/5 hanno ratificato e 1 o più Stati hanno incontrato difficoltà,

la questione è demandata al Consiglio europeo (rimane dunque incerto l’esito finale del

procedimento e non esente da valutazioni politiche dello stesso Consiglio).

• Procedure di Revisione Semplificate

: [

NON PUÒ IN OGNI CASO ACCRESCERE LE COMPETENZE

] spetta al Consiglio Europeo decidere all'Unanimità, previa consultazione del

DELL’UNIONE

Parlamento europeo + Commissione + (BCE, per materie economiche). La decisione richiede

l’approvazione degli Stati membri e può riguardare unicamente:

1. Proposte di Modifica della Parte III TFUE: che non comportino un'estensione delle

competenze UE. 

2. Eventuale passaggio da Unanimità Maggioranza Qualificata: di decisioni del

Consiglio nel quadro del TFUE e del titolo V TUE (qui è sufficiente anche solo 1

opposizione di un parlamentare).

DIRITTO PRIMARIO

La collocazione dei Trattati e delle altre norme di diritto primario al vertice dell'ordinamento, comporta che

Effetto Diretto Verticale

questi siano vincolanti direttamente per i Soggetti di questo ( ): questo non

significa che tutte le norme producono effetti direttamente in capo ai soggetti, significa tuttavia che

Legittimazione Intrinseca

possono produrre effetti in base ai casi specifici, trovando in loro stesse una a

produrre effetti per i destinatari di tale diritto. Devono inoltre essere, ha precisato la Corte, norme

sufficientemente CHIARE, COMPLETE, PRECISE e INCODIZIONATE.

Naturalmente, così come possono attribuire i loro diritti, le norme dei Trattati possono essre per i Privati

Effetto Diretto Orizzontale

anche fonte diretta di obblighi nei confronti di altri privati ( ).

Diritto Primario

Fanno parte del , una serie di complessi normativi, ulteriori ai Trattati TUE e TFUE

riassumibile così:

• Atti Internazionali : , .

Convenzioni Trattati

• Protocolli : .

N.2 - Principi di Sussidiarietà e Proporzionalità N.30 - Limitata applicazione della Carta dei

.

Diritti dell'Unione a Regno Unito e Polonia

• Atti di Adesione : .

che fanno parte comunque degli Accordi Internazionali

• Dichiarazioni : .

concernenti specifiche parti dei Trattati o aspetti ad essi connessi

• Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione : proclamata congiuntamente da Parlamento,

Principi Generali

Consiglio e Commissione nel 2000. Ricollegata alla Nozione di , contenuti

Diritti Fondamentali

nell'Art. 6 TUE, si rifà alla nozione di . Questi sono parte integrante dei

Principi Generali. Vi è l'esigenza di Rispetto dei Diritti Fondamentali nella conclusione di

Trattati, anch'esso e tuttavia questi non vanno intesi come Prerogative Assolute, rendendo

possibile la Restrizione di detti Diritti purché mirino al perseguimento di una Finalità di Interesse

Generale.

• Accordi Internazionali con Stati Terzi o O.I. : dice la Corte di Giustizia "le norme del diritto

consuetudinario internazionale [...] vincolano le istituzioni [...] e fanno parte dell'ordinamento giuridico".

È stata aggiunta però una Necessità, cioè che esse siano esaminate alla luce del loro Scopo e Oggetto e del

loro Contesto. Proprio sotto questi molteplici profili, GATT e OMC sono stati dichiarati dalla Corte, "tenuto

conto della loro natura ed economia, tali accordi NON figurano in linea di principio tra le normative alla

.

luce delle quali la Corte controlla la legittimità degli atti delle istituzioni"

DIRITTO DERIVATO

Ovvero, il diritto che è Frutto dell'Attività Normativa delle Istituzioni. Le Istituzioni ricevono potere dai

Atti di Diritto Derivato Art. 288 TFUE

trattati, di elaborare . La disposizione di riferimento è : "per

esercitare le competenze dell'UE le istituzioni adottano Regolamenti, Direttive, Decisioni,

Raccomandazioni e Pareri".

• Regolamento Generale Obbligatorio Direttamente Applicabile

: atto , , . Assimilabile a un atto

di diritto interno con forza di legge. L'obbligatorietà in tutti i suoi elementi è il carattere che distingue

il regolamento dalla direttiva, che è obbligatoria solo nel fine che intende perseguire. Il regolamento

è definito come direttamente applicabile in ciascuno Stato membro.

o Generale nel senso che si applicano non a tutti, ma bensì a un gruppo di soggetti che hanno

una determinata caratteristica in comune (ad es. a società alimentari, ai produttori di

giocattoli).

o Obbligatorio significa Inderogabile, Vincolante in tutti gli elementi della materia da essi

fatta oggetto di disciplina positiva. Caso Fratelli Variola 1977 - DOMANDA VERTENTE SULL'

INTERPRETAZIONE DI ARTT. DI UN REG. DEL CONSIGLIO – La Corte di Giustizia si è mostrata

preoccupata circa l’eventualità che atti interni possano occultare la natura di fonti

sovrannazionali dei regolamenti, modificando ed inquinando l’interpretazione degli stessi

mediante atti interni, così “l' efficacia diretta negli ordinamenti giuridici degli stati membri

propria dei regolamenti e di altre norme non potrebbe essere contrastata in giudizio da una

legge interna, senza che venissero messi in forse sia il carattere essenziale delle norme

comunitarie in quanto tali, sia il principio fondamentale della preminenza dell' ordinamento

giuridico comunitario”. L‘atto è destinato a produrre i suoi effetti senza che sia necessario

un intervento formale di una qualche autorità nazionale. Un eventuale atto interno di

recepimento sarebbe contrario al Trattato, nella misura in cui può rappresentare un ostacolo

o comunque ritardare l‘applicazione del regolamento in modo uniforme e simultaneo, anche

quando non produca riduzioni della sua sfera di operatività.

o Direttamente Applicabile diversamente dagli atti dell'UE soliti, entra in vigore senza che

gli Stati membri lo ratifichino; non solo, qualsiasi Atto che recepisce o ratifica il regolamento,

o che riproduca il regolamento, verrebbe considerato Atto Illegittimo.

+ In base a quanto previsto dall'art. 289 TFUE, quando sono adottati con procedura legislativa

(ordinaria o speciale), i regolamenti sono atti legislativi.

+ Quando sono adottati dalla Commissione in qualità di delegata ai sensi dell'art. 290 TFUE, si parla

di regolamenti delegati.

+ Quando sono emanati nella fase esecutiva ai sensi dell'art. 291 TFUE, si parla di regolamenti di

esecuzione.

L'art. 297 TFUE prevede che i regolamenti quando sono adottati secondo la procedura legislativa

speciale devono essere firmati dal presidente dell'istituzione che li ha adottati. Vengono poi

pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ed entrano in vigore alla data da essi

stabilita oppure, in mancanza di data, il 20esimo gg successivo alla pubblicazione.

Con la Costituzione europea i regolamenti comunitari avrebbero dovuto prendere il nome di "legge

europea", ma il trattato di Lisbona ha mantenuto la denominazione corrente.

• Direttiva Obbligatorio

: atto per lo Stato cui è rivolta. La direttiva vincola lo Stato membro cui è

rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere (fonte di scopo), salva restando la competenza

degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi. Pur essendo la direttiva non caratterizzata dalla

diretta applicabilità, troviamo tre casi eccezionali di c.d. Direttive Self-Executing:

non facere

1. Direttiva di : vincula negativamente uno Stato a non tenere un determinate

comportamento. Non ha quindi bisogno di essere recepita nelle norme interne.

ribadisce un comportamento già espresso

2. Direttiva che : in precedenza,

memorandum.

Direttive Dettagliate

3. : la Corte di giustizia ha stabilito che in determinate circostanze

(termine scaduto senza attuazione) le direttive, pur non essendo direttamente

applicabili, possono avere effetti diretti, possono cioè essere idonee a creare situazioni

giuridiche soggettive in capo ai singoli. Tale interpretazione è nota anche come principio

dell'effetto utile cioè nel riservare agli atti dell'Unione la maggiore efficacia possibile nella

realizzazione degli obiettivi. La direttiva gode di effetti diretti, però, solo dopo la

scadenza del termine stabilito (nella direttiva stessa) per il recepimento.

La direttiva è adottata congiuntamente dal Parlamento europeo + Consiglio dell'Unione europea al

fine dell'assolvimento degli scopi previsti dai Trattati, perseguendo un obiettivo di armonizzazione

delle normative degli Stati membri. Essa si differenzia dal regolamento perché quest'ultimo si

applica direttamente agli stati membri, la direttiva deve essere prima recepita. Il recepimento

consiste nell'adozione di misure di portata nazionale che consentono di conformarsi ai risultati

previsti dalla direttiva. portata individuale

L'elemento principale della direttiva è, pur essendo un atto vincolante, la che

la contraddistingue dal regolamento: i destinatari dell'atto normativo sono un singolo o un numero

definito di stati membri, anche se non sono mancate c.d. direttive generali rivolte a tutti gli stati.

La direttiva non è obbligatoria in tutti i suoi elementi, in quanto, dettando solo un obbligo di

risultato, lascia spazio all'iniziativa normativa di ogni stato cui è diretta. La libertà dello Stato non è

obbligo

assoluta in quanto deve garantire l'effetto voluto dall'Unione. Allo Stato è inoltre posto un

di STAND STILL : nel periodo antecedente il termine di attuazione non può adottare atti in

contrasto con gli obiettivi della direttiva. Lo Stato deve inoltre, in fase di recepimento, comunicare

la forma e i mezzi attraverso i quali la direttiva è stata recepita sì da permettere, nel caso, alla Corte

di giustizia dell'Unione europea di valutare se i mezzi adottati corrispondono al principio di certezza

del diritto.

Mancata attuazione di una direttiva direttiva inattuata

L'idoneità a produrre effetti diretti è solo "verticale"

di una

(rapporto soggetto/Stato): le situazioni giuridiche soggettive che essa pone in capo ai singoli

possono essere fatte valere solo nei confronti degli organi statali (in quanto responsabili

dell'inadempimento). Si tratta dunque di una sanzione a carico dello Stato che non può più

pretendere l'adempimento di un dovere imposto ai singoli che sia in contrasto con tale atto.

L'idoneità ad avere effetti diretti "orizzontali", cioè nei rapporti tra soggetti privati, delle norme

contenute in direttive è invece negata (è peraltro ammessa per alcune norme dei trattati).

Le norme (contenute in direttive) prive di effetti diretti, in quanto carenti dei requisiti di chiarezza,

precisione e carattere incondizionato, assumono rilevanza nell'ordinamento in via indiretta grazie

all'obbligo di interpretazione conforme che è posto in capo ai giudici nazionali e all'effetto legato alla

responsabilità dello Stato per violazione del diritto dell'Unione europea. Tale ultimo effetto,

affermatosi con la sentenza Francovich del 1991 (

Si trattava della direttiva 80/987/CEE, relativa alla tutela

dei lavoratori salariati in caso di insolvenza del datore di lavoro, all'epoca non ancora trasposta dal legislatore

italiano, con la conseguenza che in Italia non era stato istituito il previsto fondo di garanzia per i crediti retributivi

) e FACCINI DORI impone che lo stato sia tenuto a risarcire il danno causato al singolo dalla

maturati

mancata attuazione di una direttiva priva di effetti diretti a tre condizioni:

CONFERIRE DEI DIRITTI

1. che sia volta a ai singoli;

GRAVE MANIFESTA VIOLAZIONE DEL DIRITTO

2. che vi sia una e (la Corte la presume per il fatto

stesso della mancata attuazione da parte dello stato);

PRESENZA DI UN DANNO

3. che vi sia la .

Attuazione interna delle direttive

Abbiamo già ampiamente parlato della l. La Pergola, n.86/2009, sostituita dalla l. Buttiglione nel

cap. II. La tradizionale legge comunitaria, come noto il principale strumento di attuazione della

normativa UE che regola modalità e tempi per la trasposizione delle direttive, si "sdoppia" e al

posto di una sola legge annuale, il Governo dovrà presentare, entro il 28 febbraio di ogni anno, la

legge di delegazione europea e, se necessario, potrà presentare una seconda legge, la legge

europea. In questo modo, si vuole porre rimedio innanzitutto al problema determinato dai lunghi

tempi di approvazione in Parlamento della legge comunitaria annuale, anticamera dell'avvio di

numerose procedure di infrazione da parte della Commissione europea. Ma i lunghi tempi di

approvazione sono generalmente prodotti dall'inserimento nella legge di disposizioni diverse dal

semplice conferimento di delega legislativa (in particolare, le disposizioni modificative o abrogative

di disposizioni statali vigenti necessarie per risolvere procedure di infrazione).

Con lo "sdoppiamento" della legge comunitaria i ritardi e le cause che ne sono alla base dovrebbero

legge di

essere superati, garantendo così un iter parlamentare più celere. In particolare la "

delegazione europea " contiene esclusivamente le deleghe al Governo per l'attuazione delle

direttive europee e delle decisioni quadro da recepire nell'ordinamento nazionale, mentre la

"legge europea" dà attuazione agli atti europei diversi dalle direttive. In buona sostanza si tratta,

come si può intendere di “leggi-locomotiva” a cui si attaccano i “vagoni” degli atti eurocomunitari.

Relazione motivazioni

La legge di delega contiene sostanzialmente una che presenta le per cui

Stato di conformità

si dà attuazione a determinate direttive e altre no; dà inoltre conto dello

direttive già recepite

dell’ordinamento all’UE e fornisce l’indicazione delle e di come queste sono

legge di

state attuate nelle Regioni. Viene anche prevista la possibilità di un secondo disegno di

delegazione europea ("secondo semestre") da adottare, se necessario, entro il 31 luglio di ogni

anno, nonché la possibilità dell’adozione, da parte del Governo, di appositi disegni di legge per

l’attuazione di singoli atti normativi dell’Unione Europea, in casi di particolare importanza politica,

economica e sociale.

• Decisione Tipico Obbligatorio Portata Individuale

: atto e , con [che le differenzia dalla

generalità che caratterizza i regolamenti] diretto cioè a colpire solo determinati soggetti. Può

tuttavia, nel caso di non designazione dei destinatari, avrà portata Generale (così si espresse la Conv.

di Lisbona). Es. decisioni dottate dal Consiglio europeo in ordine alla revisione dei Trattati.

• Raccomandazione Direttive Non Vincolanti"

: " . Atti che invitano a tenere un determinato

comportamento, ma non obbligano.

• Parere Tipico

: atto che esprime la posizione di un'istituzione su una determinata questione.

ELEMENTI COMUNI DEGLI ATTI TIPICI

• Obbligo di Motivazione : elencazioni degli elementi di fatto e di diritto su cui si fonda l'atto. La

Vizio dell'Atto Necessaria Indicazione della

mancata o insufficiente motivazione integra un +

Base Giuridica , che è parte integrante della motivazione. Indicazione di una o più norme su cui

l'atto si basa. Indica la legittimazione della competenza in base alla quale l'istituzione elabora

l'atto. Può essere anche implicita, ma se non c'è si avrà comunque Vizio dell'Atto.

• Divieto di Retroattività

: non applicabilità dell'atto anteriormente definiti all'entrata in vigore

Limite Temporale

dello stesso. Vi è ovviamente un , per ragioni di certezza del diritto, tuttavia

Derogabile .

CLASSIFICAZIONE ATTI

Distinzione Atti

La può basarsi su :

• Giuridicamente Vincolanti .

• Giuridicamente Non Vincolanti .

• Tipici

: espressamente adottati nei trattati.

• Atipici : non menzionati nei Trattati.

• Legislativi : in base alla procedura che li elabora. Tale attributo riguarda SOLO la procedura con il

quale è stato formulato, non nel senso di atto con forza di legge. Emessi da Parlamento e Consiglio

(direttive, regolamenti e decisioni).

• Non Legislativi : posti in essere dalla Commissione.

• Procedure di delegazione (di potere)

Di Attuazione o Delegati – : costituiscono

Art. 290 TFUE

provvedimenti che prendono spunto dall'atto di base per darvi attuazione. “1. Un

delegare alla Commissione il potere di adottare atti non legislativi di

atto legislativo può

portata generale integrano modificano ELEMENTI NON ESSENZIALI

che o determinati

dell'atto legislativo Contenuto Necessario

. Gli atti legislativi delimitano esplicitament [ ] e gli

obiettivi, il contenuto, la portata e la durata della delega di potere.

Condizioni

2. Gli atti legislativi fissano esplicitamente le cui è soggetta la delega, che possono

essere le seguenti:

✓ Revocare la delega

Parlamento europeo o Consiglio possono decidere di ;

✓ L'atto delegato può entrare in vigore soltanto se, entro il termine fissato dall'atto

legislativo, il Parlamento europeo o il Consiglio non sollevano obiezioni.

• 3. L'aggettivo «delegato» o «delegata» è inserito nel titolo degli atti delegati (Direttiva Delegata,

ecc.)”. Contenuto Eventuale

Vi è poi un c.d. : obbligo per il legislatore delegato di sottoporre il decreto

legislativo al Parlamento prima della sua adozione finale.

Rapporti tra fonti euronitarie e fonti nazionali – sezione II

Il nostro ragionamento deve necessariamente iniziare dal 1964, anno in cui la nostra Corte Cost. Definisce

la “parità giuridica tra le fonti di due ordinamenti”, quello italiano e quello UE, pronuncial quest ache formò

il malcontento dell’Unione, la cui pronta risposta è già stata da noi esaminata nel caso Costa vs ENEL –

Sent. 15 luglio 1964, causa C 6/64 Corte di Giustizia Europea: Sentenza della Corte di Giustizia che ha

primato del diritto comunitario sul diritto nazionale

affermato, per la prima volta, il principio del in

caso di conflitto, di contraddizione o di incompatibilità tra le norme dei due diversi ordinamenti [si rimanda

al cap. II per maggiori dettagli sul caso]. Svolta del ’73

Sta di fatto che, a quasi dieci anni dalla pronuncia del ’64, e precisamente nel 1973, la c.d.

sent. N. 183/1973

- Cort. Cost. ITA fa luogo ad un prima significativa correzione di rotta rispetto alla

pronuncia che portò alla sentenza del 1964 della Corte di Giustizia: la Corte conferma l’attitudine delle

Riserva di

norme comunitarie a derogare le norme interne incompatibili ma formula una c.d.

Competenza della Corte Costituzionale : laddove dunque vi sia stata una norma comunitaria anteriore

in contrasto, si sarebbe dovuta sollevare una questione di costituzionalità per violazione indiretta dell’art.

11Cost. nel quale è da rinvenire il primato del diritto eurounitario. Sempre in tale sent. la Corte “tira fuori

Controlimiti

dal cilindro” (probabilmente per compensare la perdita di sovranità ceduta all’UE) i c.d. [

ad

] ossia stabilisce che “a contenere un’illimitata

oggi 1 solo caso, sollevato dal Consiglio di Stato nel 2005 principi fondamentali + diritti

espansione del diritto internazionale soccorre l’inderogabilità dei

alienabili dell’uomo , che in nessun caso né modo possono essere attaccati dalle norme comunitarie, alle

quali, se del caso, non verrà dato accesso nel nostro ordinamento. Facendo questo però, ad avviso degli

autori del manuale, la Corte fissa due punti:

1. Converte una norma (art. 11 Cost) di valore, in norma sulla produzione giuridica: come se da essa

dipenda la forza delle norme comunitarie nel nostro ordinamento.

2. Conferisce forza “paracostituzionale” alle norme eurounitarie: con il fatto stesso di riconoscere

quell’”unico controlimite” all’inosservanza dei diritti fondamentali la Corte ha infatti, in buona sostanza,

assimilato norme dell’UE leggi di Revisione Costituzionale, così implicitamente ammettendo che

esse possano derogare alle stesse norme costituzionali (appiattimento della scala gerarchica- perché?

Perché una legge ordinaria (quella di esecuzione del Trattato) ha = forza di una legge costituzionale).

[se poi si portasse il ragionamento ad un piano superiore, ad es. pensando che neppure le norme

costituzionali possono opporsi alle norme UE perché altrimenti sarebbe inciso il principio ex art. 11

Cost., ecco che allora si parlerebbe di forza “supercostituzionale” delle norme UE.

Si sviluppa così in questi anni un perdurante conflitto tra le Corti, in cui sostanzialmente alle norme UE si

riconosceva:

➢ Applicabilità diretta

Se POSTERIORI a quelle nazionali: .

➢ pronuncia della Corte Cost.

Se ANTERIORI a quelle nazionali: necessitavano di una In tal modo,

l’applicazione del diritto eurunitario era lenta e rischiosa, perchè sottoposta ad un giudizio

meramente eventuale e (in ogni caso) non dotato di effetti interamente retroattivi come quello

della Corte Costituzionale.

Storica sent. n. 170 del 1984 “Granital”

Dobbiamo arrivare alla per vedere completata la svolta

del 1973. Qui la Corte ribadisce la premessa secondo cui i “due sistemi sono autonomi e distinti, ancorché

Potere del Giudice di applicare

coordinati” (UE / ITA) e la stessa Corte Cost. ha riconosciuto il

Direttamente un Regolamento UE , anche in presenza di norme successive e contrastanti! Anche il

art. 11 Cost.

richiamo all’ porta a una concezione diversa dello stesso, dato che “la norma interna

Inapplicabile al Caso di

contrastante con il diritto dei Trattati non è più considerata illegittima, bensì

Specie l’Obbligo del Giudice di NON applicare la legge interna

”. Di conseguenza, la CC ha affermato

contrastante con Norme di Direttive UE dotate di Effetti Diretti , o con norme dei Trattati cui possa

riconoscersi la stessa efficaci.. IMPEDISCE

La Corte riconosce che la separazione stessa tra i due ordinamenti :

- sia un’abrogazione di leggi nazionali da parte delle fonti UE,

- sia che le antinomie tra norme nazionali e norme UE anteriori generino una invalidità delle prime,

e dunque, a mezzo di giudizio di costituzionalità per violazione art. 11 Cost.

Una volta che l’UE faccia concretamente uso delle competenze assegnategli dai trattati, le norme così

prodotte costituiranno l’unico diritto rilevante per le controversie davanti ai giudici nazionali, i quali

dovranno dare immediata applicazione a queste norme, eventualmente disapplicando le norme interne

contrastanti, senza dunque che sia possibile (ancor prima che occorra) un intervento riparatore della Corte

Cost.

Rimettendo la questione nelle mani dei giudici comuni, la Corte ha spianato la via all’Affermazione di un

Sindacato diffuso di Costituzionalità (simil U.S.A.), è qui che sta l’incoerenza di fondo della Consulta del

1984: da un lato deve ancora “attaccarsi” all’art. 11 Cost., a riprova dell’incompletezza del processo di

coesione tra gli Stati membri e l’UE, dall’altro ragiona come se della Corte Costituzionale si possa ormai fare

a meno. Dobbiamo tuttavia sottolineare un graduale recupero della competenza della Corte, definibile

parziale recupero del sindacato accentrato

come un negli ultimi anni, con riguardo a:

• Violazione dei controlimiti: in forma hard (per l’uscita dall’UE) o soft (per la mera non applicazione

della norma UE).

• Norme UE Self-executing.

• Violazione di principi fondamentali dell’UE: a salvaguardia delle tradizioni costituzionali comuni.

Da segnalare poi che la Corte Cost. non si esclude più dal rinvio pregiudiziale, ma anzi partecipa essa

stessa alla vita europea, ampliando finalmente il dialogo finora tenuto solo tra Corte di Giustizia e giudici

nazionali (primo rinvio pregiudiziale nel 2013).

Con il Trattato di Lisbona si ha avuto una metamorfosi dei controlimiti, razionalizzati in modo da renderne

metamorfosi della nozione di controlimite

ancora più pronta ed efficace la tutela. La spazia

infatti dalla sua nascita come ostacolo all’ingresso di norme comunitarie irrispettose di norme interne

indisponibili, la nozione stessa di “controlimiti” si commuta in formula espressiva di uno dei principi

sono illecite le norme eurounitarie irrispettose

fondamentali dell’UE: secondo il nuovo TUE infatti,

dei principi di base dei singoli ordinamenti eurounitari ex art. 4 TUE e Dich. N.17 allegata al TUE .

Da ultimo va segnalata la necessità di norme di procedura riguardanti i rapporti tra le Corti, specie nella

prospettiva dell’adesione dell’UE alla CEDU e dell’entrata in vigore del protocollo 16.

Partecipazione dello Stato all’UE

La partecipazione di uno stato membro al processo di integrazione si svolge in una duplice direzione:

Fase ascendente

Fase Formazione delle Politiche Atti adottati dalle Istituzioni UE

di e dei diversi tipi di .

• informazione

Il Governo deve assicurare con tempestività, completezza e puntualità una qualificata

alle Camere , su tutti i progetti di atti UE. Deve inoltre allegare una sua valutazione dell’impatto

complessivo sull’ordinamento. [l. Buttiglione]

• Riserva di Esame Parlamentare

Introduzione della : il Governo la deve apporre qualora presenti

un progetto di atto, ma le Camere non hanno ancora finito di esaminarlo. [l. Buttiglione]

• CIACIE

Il (comitato interministeriale per gli affari comunitari europei) è una sorta di Gabinetto che

ha il compito di accordare le linee politiche del governo nel processo di predisposizione degli atti UE.

È convocato e presieduto da PdC dei Ministri o dal Ministro delle Politiche Europee.

• rispettare gli Enti Locali

È prevista una imposizione per il Governo di , che sono tenuti sia a inviare

osservazioni sui progetti, sia a convocare Conferenze Stato-Regioni. [l. Buttiglione]

Fase discendente

Attuazione di Politiche e Atti UE

Fase di , nell’ordinamento interno, .

• Il PdC o il Ministro delle Politiche Europee, dopo una verifica, predispongono entro il 31 Gennaio di

ogni anno, un Disegno di legge recante le norme necessarie ad assicurare l’adempimento di atti e

legge di delegazione europea

obblighi ( ). La legge di delegazione può affidare al Governo tale

compito attraverso:

o DELEGA GENERALE: legislativa, per adottare i provvedimenti necessari. Concessa dalla legge

comunitaria al Governo.

o ORDINE DI ESECUZIONE: tecnica utilizzata nel caso di atti riguardanti Politica Estera o

Sicurezza Comune. Consiste nel mero rinvio all’accordo della legge comunitaria.

o EXTRA LEGGE EUROPEA: nella Eventualità di atti e sentenze di Organi Giurisdizionali delle

Comunità europee, nel caso in cui l’adeguamento debba avvenire entro una Scadenza

Urgente, che andrebbe fuori anno con la delega (proposta tramite decreto, disegno di legge,

ecc.)

o ULTIMA IPOTESI: con Decreto del ministro competente in materia. Procedura valida solo per

gli Atti che modificano modalità esecutive e caratteristiche di ordine tecnico di Direttive già recepite.

Valida anche per Direttive adottate dalla Commissione in attuazione di direttive già recepite con

decreto legislativo, che le conferivano al riguardo un’apposita delega.

Ruolo delle Regioni Art. 117 Cost. c. 5

Il è previsto dall’ : “le regioni e province autonome di Trento e

Bolzano, […] provvedono all’attuazione e all’esecuzione […] degli atti dell’UE, nel rispetto delle norme di

procedura stabilite dallo Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di

Responsabilità di

inadempienza”. È evidente dunque, che le Regioni e province autonome hanno la

procedere Direttamente all’attuazione delle Direttive .

Processo Decisionale

Il processo decisionale dell’UE è il processo che porta alla Adozione di un Atto. Nonostante la varietà di

varianti procedurali, il Consiglio rimane un costante centro gravitazionale, poiché non vi è atto che non

esclusi gli atti della PESC

richieda il suo intervento ( ). Istituzioni Politiche

I diversi procedimenti legislativi sono riconducibili ad una linea generale in cui le

principali rappresentano, in questo quadro:

➢ Stati Membri

Consiglio: intesi come Governi.

➢ Cittadini

Parlamento Europeo: UE.

➢ Interesse Generale

Commissione: .

Possiamo dire, che l’attuale assonanza tra Parlamento-Consiglio è passata attraverso grandi passaggi, quali

Procedura di Cooperazione

l’Atto Unico nel ’86 con la c.d. , il Trattato di Maastricht con la c.d.

Sostanziale

Procedura di Codecisione , fino ad arrivare al Trattato di Lisbona con una

Equiparazione tra Parlamento Europeo e Consiglio all’interno del processo decisionale. Non

si ha un atto senza l’accordo congiunto dei due.

La Applicabilità nel caso concreto di una Procedura Ordinaria o Speciale, dipende dal contenuto dell’atto

da adottare, cioè dalla sua Base Giuridica; spetta quindi a chi Propone l’atto individuare la base

Scopo

giuridica/procedura da seguire. Questa scelta è inoltre Vincolata da Criteri oggettivi, quali e

Molteplicità di Basi Giuridiche

Contenuto dell’atto. Nel caso di , che prevedono a loro volta

Principale Preponderante

Molteplici Procedure, si dovrà scegliere in via generale la o ; tuttavia, in via

Eccezionale Cumulo di basi giuridiche escluso del tutto in materia di PESC

, è ammesso il ( ).

Procedure legislative, o di formazione degli atti a carattere normative

Iter standard di formazione e successive attuazione degli atti normative

L’iter standard prevede 4 fasi generalmente:

Fase di iniziativa

1. : monopolio del potere di iniziativa riservato alla Commissione. Il progetto viene

creato da gruppi tecnici che supportano la Commissione e questa può agire anche su richiesta del

Unico limite =

Parlamento, pur mantenendo massima discrezionalità nel an e nel quomodo.

rispettare l’orientamento politico dell’UE , precedentemente definito dal Consiglio Europeo (con

il Trattato di Lisbona è stato eliminato un secondo vincolo che limitava il potere di iniziativa a

garantire un’idonea copertura finanziaria; tale incombenza, ai sensi del 310 TFUE, è oggi attribuita

all’UE nel suo complesso. il Potere di Iniziativa spetta all’Alto rapp. in materia di PESC), potere

questo, che è comunque NON Esclusivo: Art. 17 TUE “un atto legislativo dell’Unione può essere

adottato SOLO su proposta della Commissione, salvo che i Trattati dispongano diversamente”

(gruppo di Stati, Parlamento, BCE, Corte di Giustizia o BEI sono gli altri soggetti possibili). Parlamento

Europeo e Consiglio possono presentare una Proposta alla Commissione, e questa non è tenuta a

presentarla, ma è obbligata a giustificare la sua decisione di non accoglierla. Anche un Gruppo di

Cittadini può farlo (almeno un milione).

Fase di consultazione

2. : assunzione di pareri obbligatori o facoltativi (CESE, Comitato delle Regioni,

BCE, Parlamento europeo [principale istituzione della funzione consultiva] Corte dei Conti, Comitato

economico e finanziario).

Fase di Adozione

3. : predisposto il progetto + pareri, il progetto preliminare va trasmesso a

ESAME del CO.RE.PER.

Parlamento europeo + Consiglio che procedono all’ Il Consiglio iscrive il

progetto all’ordine del giorno del COREPER e qui vi sono due alternative:

i. UNANIMITÀ: dei consensi. Il Consiglio ratifica (a meno che qualcuno si opponga, in quel

caso va ritrasmesso al COREPER).

ii. NO ACCORDO: il Consiglio cercherà un compromesso personalmente.

A consenso raggiunto, l’atto viene adottato e sottoscritto dai Presidenti + Pubblicazione Gazzetta

Ufficiale UE o notificato ai destinatari.

Fase di Esecuzione

4. :

a. prima del Trattato di Lisbona il aveva competenza a dare esecuzione agli atti

CONSIGLIO

normative e poteva comunque delegare tale potere alla , anche definendone

COMMISSIONE

le modalità: il Consiglio poteva in effetti imporre alla Commisssione la consultazione di

comitati rappresentanti degli Stati membri, al fine di assicurarsi, attraverso un dialogo con

le amministrazioni nazionali, che le disposizioni dell’atto corrispondessero alla realtà di

ciascuno dei Paesi interessati; questa prassi, regolamentata con una decisione-quadro del

Comitologia

Consiglio del 1987, prende il nome di , che ha dettato tre tipi di procedure,

poi sviluppate con la decisione del 1999e ha creato attriti tra Commissione vs Consiglio,

aggravate dall’introduzione della procedura di codecisione introdotta con Maastricht. Per

Accordo interistituzionale del 1994 tra

superare l’impasse dobbiamo attendere l’

Parlamento – Commissione – Consiglio poteri provvisori al

, con il quale si attribuirono

Parlamento europeo sulla comitologia: in particolare un diritto di accesso e di essere

informati sui progetti + obbligo (per la Commissione) di tenere in considerazione i pareri del

Nuova Decisione del Consiglio sulla

parlamento. Tale accordo venne recepito con una

comitologia nel 1999 , che sviluppò il Comitato Consultivo, C. di gestione e C. di

regolamentazione + le misure di salvaguardia (gli Stati potevano intervenire direttamente

con i loro governi e non a mezzo rappresentanti nei comitati.

b. Riforma del Trattato di Lisbona: il trattato di Lisbona modifica sensibilmente la competenza

della Commissione in materia di esecuzione distinguendo tra Delega di veri e propri poteri

Delega all’esercizio di meri poteri di esecuzione ex art.

normativi (ex art. 290 TFUE) e

291 TFUE : in linea di principio, l’esecuzione degli atti spetta agli Stati membri ma – quando

necessario per garantire condizioni uniformi a livello UE – questi conferiscono la competenza

alla Commissione (salvo PESC, che spetta al Consiglio). Fino alla nuova comitologia,

l’affidamento alla Commissione degi atti di esecuzione continuerà ad essere disciplinato dale

procedur dei comitati del ’99.

Le singole procedure decisionali

Procedura legislativa ordinaria

Art. 289 p.1 TFUE "consiste nel l'adozione congiunta di un Regolamento, Direttiva o Decisione, da parte

Parlamento Europeo Consiglio

di + su proposta della Commissione". Consiste in 3 Fasi, esplicate

Art. 294 TFUE

dettagliatamente dall’ (1 essenziale, 2 Eventuali):

1^ FASE Essenziale – 1° Lettura

In questa fase, dopo che il Parlamento fa la prima proposta, il Consiglio può:

▪ adottata

Convenire con il parlamento: proposta .

▪ proposte modifiche

Adottare una Posizione di Prima Lettura: formula delle e propone . In caso di

disaccordo si passa alla...

2^FASE – 2° Lettura

Qui il Parlamento Europeo può:

1) Approvare le modifiche proposte dal consiglio, anche Tacitamente.

2) Può Respingere la Posizione del Consiglio in Toto, e in questo caso si considera RESPINTO,

definitivamente. qui il Consiglio può:

3) Proporre a sua volta Ulteriori Modifiche (spesso si verifica);

Approvare gli Emendamenti.

a. Respingere gli Emendamenti

b. . In questo caso...

3^ FASE – Di CONCILIAZIONE

Comitato di Conciliazione Membri di Consiglio Ugual numero di

Vieni Istituito un , composto dai +

Parlamentari Rappresentanti della Commissione

+ . Si cerca di elaborare un testo sicuro di voti positivi

sia da parlamento, che dal Consiglio:

• Esito Positivo: si avvia la procedura di legiferazione.

• Esito Negativo: FINE.

Procedure Speciali – Consultazione e Approvazione

Art. 289 p.2 TFUE "Consistono nell’adozione di un atto da parte del Parlamento con partecipazione del

Consiglio o Viceversa. Si utilizzano solo nei casi dove è espressamente indicato". Nelle Procedure speciali il

Consiglio ha il solo potere legislativo. Il Parlamento è associato alla procedura, ma il suo ruolo è:

Procedura di Consultazione

Consultazione Procedura di Consultazione

1. limitato alla che ha parere NON vincolante [ – ipotesi di

Consultazione obbligatoria in materia di concorrenza, armonizzazione fiscale, occupazione, diritto di

voto dei cittadini UE] o

Procedura di Approvazione

Approvazione Procedura di Approvazione

2. alla che ha Parere Vincolante [ o c.d. Procedura di parere

conforme], pertanto, in assenza di approvazione del Parlamento europeo l’atto non può considerarsi

adottato. Tale procedura viene utilizzata oggi per nomine dei componenti delle istituzioni, in materia di

membership UE e clausole passerella.

Procedura nella PESC Politica Estera di Sicurezza Comune

La politica decisionale in materia di , come abbiamo già visto,

Consiglio Europeo Consiglio all'Unanimità

spetta al ma principalmente al , con decisioni assunte . Sulle

loro decisioni, non è mai consultato il Parlamento E. L’Organo di impulso, in questo caso, non sarà più la

Alto Rappresentante

Commissione, ma sarà L’ .

Ordinamento Giudiziario e Giurisdizione

costituzionale UE

Parte 1 Cap. 6

Storia 1951

Il 18 aprile , al momento della firma del trattato di Parigi istitutivo della

Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), i sei Stati membri

fondatori (Belgio, Germania Ovest, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi)

decisero di creare un organo giurisdizionale incaricato di garantire il rispetto

del diritto comunitario, di farlo applicare uniformemente da tutti gli Stati

membri e di risolvere le controversie provocate dalla sua applicazione: la

Corte di giustizia della CECA , il cui primo presidente, occorre citarlo, fu

l'italiano Massimo Pilotti. La Corte CECA però non fu oberata di lavoro e,

prima della costituzione della Corte unica per le tre Comunità si pronunciò su

una ventina di decisioni. Fu grazie a questa Corte però che nacque, da filtro al

multilinguismo (allora erano 4 lingue), il sigillo definitivo della Corte di Giustizia europea di stampo

romanistico, qui raffigurato.

1957

Il 25 marzo , i trattati di Roma istitutivi della Comunità economica europea (CEE) e la Comunità

Corte di giustizia

europea dell'energia atomica (EURATOM) crearono un nuovo organo giurisdizionale, la

delle Comunità europee (CGCE), comune alle tre (CECA, CEE, EURATOM) Comunità. Inizialmente

composta da 7 giudici + 2 Avvocati generali + nessuna ripartizione nazionale (a differenza delle altre

istituzioni. Scelta saggia?). Tale Corte rimase fino alla scadenza della CECA nel 2002.

1988

Nel con l’atto unico nacque il primo tribunale di I grado, così da dare vita al doppio grado di

giurisdizione, sistema rafforzato con il Trattato di Nizza che previse addirittura le c.d. Camere

Giurisdizionali (di cui vide la luce solo il Tribunale della funzione pubblica nel 2004, per le eccessive

lungaggini create dalle complesse procedure) e un terzo grado di giudizio. La tutela giurisdizionale

dell'Unione europea è affidata dunque alla Corte, organo unitario, suddiviso in una pluralità di formazioni:

• la Corte di giustizia (creata nel 1952)

• il Tribunale (creato nel 1988)

• il Tribunale della funzione pubblica (creato nel 2004) – “ Oggi questo Tribunale ha perso di efficacia a

seguito del regolamento n°1192/2016 applicato a partire dal 1 settembre 2016. Con questo è stata abrogata la

”.

decisione istitutiva del Tribunale della funzione pubblica 752/2004

In seguito al Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009 la corte ha cambiato il nome in Corte

di giustizia dell'Unione europea (CGUE).

Fisionomia della Corte di Giustizia: Giudici e Avvocati Generali

Come abbiamo già esaminato, la Corte di Giustizia Europea comprende la Corte + Tribunale + Tribunali

Specializzati. Essa assicura il rispetto del Diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei Trattati.

almeno 1 Giudice per Stato 28 Giudici + 8 Avvocati Generali

Il Tribunale è composto da quindi .

Giudici e AG hanno mandato rinnovabile (illimitatamente) di 6 Anni. Devono, per essere nominati (“di

Garanzie di Indipendenza e Competenza

comune accordo dai Governi degli Stati membri”), dare (per i

giudici abbiamo l’obbligo di segreto sulle deliberazioni, divieto di esercitare altre funzioni politiche,

immunità giurisdizionale

amministrative o altre attività professionali). Gode inoltre di , oltreché dei

privilegi e delle immunità riconosciute anche alle altre istituzioni.

Avvocati Generali

Gli non fanno parte della Corte, ma devono assisterla (indipendenti e competenti)

Conclusioni Motivate

presentando sulle cause. Valgono per loro le medesime regole valide per i giudici

circa nomina e durata del mandato. Da citare il Primo Avvocato generale eletto per 1 anno rinnovabile,

eletto dagli AG + Giudici insieme, ha il compito di distribuire le cause tra i suoi colleghi (funzione c.d. da

Presidente).

TRIBUNALE - TPI

Istituito nell’intento di assicurare il principio del Doppio Grado di Giurisdizione e per sgravare il lavoro della

SOLI GIUDICI

Corte. Il tribunale non ha un’elencazione tassativa di competenze. È composto da , il cui

numero è fissato nello Statuto e non nel Trattato (questo lo rende più facilmente modificabile). Come la

Corte, si organizza in sezioni da 3/5 Giudici + tribunale monocratico.

Riesame

Le Decisioni di quest’ultimo possono essere oggetto di davanti alla Corte di Giustizia, “ove

sussistano gravi rischi che l’unità o la coerenza del diritto UE siano compromesse”.

TRIBUNALI SPECIALIZZATI

Venivano chiamati “Camere Giurisdizionali” dal Trattato di Nizza, modificati poi in Tribunali Specializzati con

il Trattato di Lisbona, sono Organi atti a conoscere il “Primo Grado di alcune categorie di ricorsi di materie

affiancati al TPI membri nominati dal Consiglio SCELTI

specifiche”. Essi sono , composti da e (tra

persone che offrano una certa Indipendenza e Capacità).

Organizzazione interna ed apparati serventi

Troviamo poi:

 Presidente della Corte : elettro tra/dai Giudici. =presidente di un tribunale, dirige e organizza.

 Cancellerie : si occupa, in Cancelleria, della Gestione Ammnistrativa e Finanziaria. Nominato dalla

Corte per 6 Anni di mandato rinnovabile. Riceve i ricorsi, le memorie, notifica, ecc.

La Corte si esprime nei casi di:

Ricorsi

➢ : presentati da Stati, Istituzioni o Persone fisiche o giuridiche.

Rinvii Pregiudiziali

➢ : su richiesta delle giurisdizioni nazionali.

➢ Altri casi

Negli previsti dai Trattati.

Si riunisce in:

• Sezione Plenaria Art. 16 Statuto

: tutti e 28 i Giudici, nei casi previsti dall’ (rimozione

immunità a giudici, “colpe gravi” del Mediatore europeo, membri della Commissione, Corte dei Conti

o infine, nei casi di eccezionale importanza. Occorre la Maggioranza di 17 Giudici per deliberare

validamente.

• Grande Sezione c.d. piccolo plenum

: , composta da 15 Giudici per Corte / 13 Giudici per

Tribunale, è tenuta nel caso in cui lo richiedano uno Stato o Istituzione dell’UE parti in causa. Occorre

la Maggioranza (c.d. quorum strutturale) di 11/9 Giudici.

• Sezione Semplice

: 3/5 Membri - 5 è la più frequente. Occorre la Maggioranza di 3 Giudici in

entrambi i casi, d’altronde duo non faciunt collegium. Difficoltà importanza

La scelta se passare da Grande sezione o sezione semplice va compiuta in base a , o

altre particolari circostanze della causa .

Diritto Processuale eurounitario

La procedura davanti ai 3 Organi appena descritti è la seguente, per semplificazione qui descriviamo quella

della Corte che si articola solitamente in 2 Fasi:

Fase SCRITTA

1. : Deposito del Ricorso presso la cancelleria. Notifica del Ricorso al Convenuto (1

mese di tempo per controricorso, al quale possono seguire Replica e Controreplica). Le Parti devono

difesa tecnica

poi essere rappresentate da una :

Istituzioni Comunitarie Stati Membri

i. Agente ad hoc: nel caso di o .

Privati

ii. Avvocato: o professore abilitato, nel caso di .

Fase ORALE ISTRUTTORIA

2. [facoltativa]: la corte può disporre con Ordinanza una

Principio inquisitorio

PROCESSUALE , se la ritiene necessaria. : il giudice può assumere quello

che vuole! Grande differenza dal nostro sistema accusatorio, maggiore libertà nella gestione del

processo per il giudice UE. Viene fissata la Data di Udienza dal presidente. Nuova Udienza con

Conclusioni dell’Avvocato Generale Conclusione + Delibera

. .

Il processo si conclude con una Sentenza. I principi cardine del processo sono Contraddittorio, Pubblicità e

Plurilinguismo.

La legalità nell’ordinamento eurounitario

Un primo fascio d’azioni possono essere identificate in:

Annullamento

- Azione di (263/264 TFUE),

Carenza

- Azione c.d. in (265 TFUE),

Invalidità incidentale

- Eccezione di (277 TFUE),

Ricorsi

- contro le sanzioni (261 TFUE),

Azioni risarcitorie

- – contrattuali o extracontrattuali (272/273 e 268/340 TFUE, rispettivamente).

Azione di Annullamento

Ricorso Per Annullamento 263 TFUE

Il è un procedimento attraverso il quale il ricorrente

ex art.

Stato Membro Organo Comunitario Privato

( , , o ) può chiedere l'annullamento di un atto da parte di

controllo della legalità degli atti

un'Istituzione comunitaria. Il ricorso per annullamento consiste in un

europei che può portare all’annullamento dell’atto in oggetto. Il ricorso è proponibile entro 2 mesi.

La Corte di giustizia europea può ricevere il ricorso per annullamento

➢ Commissione Consiglio Stati membri

Ricorrenti Privilegiati: direttamente dalla , dal , dagli e, a

Parlamento europeo

partire dal Trattato di Maastricht, dal , (si noti NON il Consiglio Europeo):

LEGITTIMAZIONE PIENA

questi non devono dimostrare l’interesse ad agire = c.d. .

➢ Corte dei Conti BCE

Ricorrenti semi-privilegiati: dalla e dalla , e a partire dal Trattato di Lisbona, dal

Comitato delle Regioni solo per difendere le proprie prerogative

: accesso alla Corte .

➢ persone fisiche giuridiche

o anche da e di diritto nazionale. 4 condizioni

Affinché la Corte di giustizia possa annullare un atto devono verificarsi :

• L'atto impugnabile

deve essere : deve cioè essere contestabile, secondo la Corte di Giustizia è atto

impugnabile qualunque atto produca effetti nei confronti di terzi. Sono impugnabili dunque

soltanto e tutti gli atti che producono effetti vincolanti sul ricorrente e che siano idonei ad incidere

sui suoi interessi, modificando una situazione in misura rilevante.

• Chi fa ricorso diritto di agire

alla Corte di Giustizia deve avere : se il ricorrente è UN'ISTITUZIONE

si può ricorrere direttamente davanti alla Corte, se invece è un INDIVIDUO (fisico o giuridico), deve

dimostrare di fronte al Tribunale di Primo Grado che le sue motivazioni sono reali e tutelabili.

L’interesse ad agire deve essere individualmente considerabile – le Regioni in tal senso si sono

viste negare lo Status di soggetto nazionale, ancorché rilevanti giuridicamente solo sul piano

nazionale; le Regioni agiranno come soggetti privati. *vedi sent. inuit sotto.

• Nell'atto vizio di legittimità

imputato deve necessariamente verificarsi un (vedi sotto).

• Affinché l'atto possa essere annullato è necessario agire entro 2 mesi dalla pubblicazione dell’atto

o sua notificazione o comunque dalla venuta a conoscenza.

Dopo la proposta di ricorso per annullamento, la Corte di giustizia verifica se l’atto è conforme al diritto

Vizi dell’atto

competente

dell’UE e poi è a pronunciare l’annullamento su ricorsi per i seguenti :

Incompetenza

1. ;

Violazione delle Forme Sostanziali

2. ;

Violazione dei Trattati qualsiasi Regola di Diritto Relativa alla loro Applicazione

3. o di ;

Sviamento di Potere

4. ( esercizio di un potere, da parte di un'istituzione, per un fine diverso da quello per

).

cui le era stato conferito

Valore Retroattivo art. 264 TFUE

La sentenza della corte ha o Cassatorio [ ], ossia annulla anche gli

effetti precedenti alla data dell'annullamento; nel caso in cui l'atto impugnato sia un regolamento la corte

può decidere di annullare solo determinati aspetti dell'atto piuttosto che integralmente.

“Se il ricorso è fondato, la Corte di giustizia dell'Unione europea dichiara nullo e non avvenuto l'atto

impugnato.

Tuttavia la Corte, ove lo reputi necessario, precisa gli effetti dell'atto annullato che devono essere

Modulazione degli effetti della decisione

considerati definitivi” [c.d. , c.d. Rapporti esauriti - su stampo

della nostra Cort. Cost.].

L’art. 266 TFUE statuisce che “L'istituzione, l'organo o l'organismo da cui emana l'atto annullato o la cui

astensione sia stata dichiarata contraria ai trattati sono tenuti a prendere i provvedimenti che l'esecuzione

della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea comporta”.

SENTENZA INUIT (ricorso per annullamento)

divieto di importazione e vendita

Oggetto il regolamento CE 1007/09 art.3: in spazio economico europeo di

prodotti derivanti da foca fatta salva una deroga per i prodotti derivanti dalla caccia tradizionalmente praticata dalle

popolazioni inuit ed indigene a fini di sussistenza.

Ricorrenti: catalogabili in 3 gruppi:

1)cacciatori di origini inuit

2) soggetti non attivi sul commercio dei prodotti derivanti da foca

3)commercianti

Parlamento Europeo Consiglio

Resistenti: e

contesto: Art. 263 TFUE: “Qualsiasi persona fisica o giuridica può proporre‚ alle condizioni previste al primo e secondo

comma, un ricorso contro gli atti adottati nei suoi confronti o che la riguardano direttamente e individualmente, e

contro gli atti regolamentari che la riguardano direttamente e che non comportano alcuna misura d'esecuzione.”

Il regolamento individua come destinatario una categoria di persone generale ed astratta, quali i commercianti di foca,

requisito

nella quale rientrano i rimanenti ricorrenti, come anche altri commercianti operanti sullo stesso mercato. Il

dell'incidenza individuale non viene ravvisato dal tribunale . Per questi motivi il ricorso è respinto, il caso si decide

con una ordinanza.

Azione in carenza comportamenti omissivi di un’istituzione, di un organo o

Questo tipo di ricorso riguarda l’illegalità di

organismo dell’Unione . Proponibile entro 2 mesi dalla scadenza del termine per adempiere; come si

messa in mora

vede dunque, la condizione di procedibilità è la preventiva mediante richiesta formale ad

emettere l’atto supporto come dovuto. Per la legittimazione ad agire si vedano le regole dell’azione

dell’annullamento.

La carenza è inoltre caratterizzata dall'assenza o dall'omissione di azione da parte dell’entità in questione,

laddove il diritto europeo imponeva un obbligo di agire. L'assenza o l'omissione ha, quindi, un Carattere

Illegale.

Se tale omissione è illegale in virtù del diritto europeo, la Corte constata la carenza con una Sentenza di

accertamento della carenza e l’istituzione, l’organo o l’organismo in questione deve prendere le misure

appropriate ex 266 TFUE.

Eccezione di invalidità

Si tratta di una eccezione incidentale che le parti possono sollevare nel corso di una procedura (che deve

essere secondo una pronuncia della Corte NON contenziosa, quindi rimane esclusa la possibilità di proporre eccezione

già attivata per altri motivi dinanzi

di invalidità in una procedura pregiudiziale perché di natura non contenziosa)

far dichiarare l’inapplicabilità del regolamento (o atto di portata generale) di

alla Corte, al fine di

cui si tratta , anche dopo che sia trascorso il termine d’impugnazione previsto per il ricorso di

annullamento. Es. è quella dell’eccezione d’invalidità di un regolamento di base in occasione

dell’impugnazione di un atto di esecuzione di quel regolamento e come motivo dell’invalidità dell’atto

impugnato.

La sfera di applicazione dell’eccezione di invalidità era limitata ai regolamenti ma si è ampliato a tutti gli

atti aventi portata generale; atti che producono gli stessi effetti del regolamento e producono effetti

analoghi e non potrebbero essere impugnati dai singoli. l’inapplicabilità dell’atto e non già il

L’effetto di un eventuale accoglimento dell’eccezione d’invalidità è

suo annullamento . Formalmente l’atto viene dichiarato inapplicabile alla fattispecie ma resta

pienamente in vigore; non sembra ravvisarsi alcun obbligo di rimozione dell’atto per l’autorità che lo ha

emesso.

Ricorso per responsabilità

Tale ricorso permette ai privati o agli Stati membri che hanno subito un danno di ottenere un risarcimento

da parte dell’istituzione che ne è all’origine. Può essere promosso dagli Stati membri o da privati.

indennizzo per un danno

Il ricorso per responsabilità permette di ottenere un di cui è responsabile

l’Unione europea. Esistono, infatti, due tipi di ricorso per:

Responsabilità contrattuale dell’Unione

L’UE è parte di un contratto. Si vedano gli artt. 272/273 TFUE. Gli organi e gli agenti dell’Unione possono

concludere contratti che impegnano la responsabilità dell’Unione. La CGUE non è, però, sempre

competente per giudicare le controversie derivanti da tali contratti. Infatti, il ricorso per responsabilità può

essere intentato presso la CGUE solamente se previsto da una clausola compromissoria. Ciò significa che il

contratto di cui è parte l’Unione deve comportare, obbligatoriamente, una clausola che preveda la

competenza della CGUE in caso di controversia. In caso contrario, la competenza per statuire sulla

controversia derivante dal contratto ricadrà sui giudici nazionali.

Responsabilità extracontrattuale dell’Unione

L’Unione deve risarcire i danni di cui è responsabile. I danni possono essere cagionati, ad es. da un agente

dell’UE nell’esercizio delle sue funzioni, o possono derivare dall’attività normativa delle istituzioni europee,

come l’adozione di un regolamento.

La responsabilità extracontrattuale dell’UE è sottoposta a disposizioni uniformi elaborate dalla

giurisprudenza della CGUE. Il ricorso va presentato entro un termine di 5 anni a decorrere dal verificarsi del

danno. 3 condizioni

La Corte di giustizia riconosce la responsabilità dell’Unione se si verificano :

 danno

il ricorrente ha subito un ;

 comportamento illegale

le istituzioni europee o i loro agenti hanno tenuto un rispetto al diritto

europeo;

 nesso di causalità diretto

esiste un tra il danno subito dal ricorrente e il comportamento illegale

delle istituzioni europee o dei loro agenti.

Il Tribunale è competente a conoscere in prima istanza dei ricorsi presentati dai privati. La Corte di giustizia

è competente a conoscere dei ricorsi presentati dagli Stati membri e può essere adita anche per

l’impugnazione di sentenze emesse dal Tribunale in prima istanza. In tale caso, la Corte statuisce solamente

sulle questioni di diritto e non rigiudica i fatti.

Procedura di infrazione

Procedura Di Infrazione eventuale

La è un procedimento a carattere giurisdizionale , disciplinato

arrt. 258-259 TFUE

dagli . violazione da parte di uno Stato membro di un obbligo derivante dal

Oggetto di tale procedura è la

diritto dell'Unione europea (Trattati), intendendosi per Stato membro lo Stato-organizzazione,

comprensivo quindi di ogni sua articolazione anche non facente parte dell'esecutivo. La violazione può

mancata attuazione

essere relativa a qualsiasi obbligo, e può consistere tanto nella sua , quanto in una

disposizione incompatibili

o in una prassi amministrativa nazionali che risultino . Essa inoltre, per essere

Violazione Obiettivamente Manifesta

perseguibile, deve essere . Un caso tipico di violazione consiste,

es.

ad , nel mancato recepimento di una direttiva entro il termine previsto.

2 Fasi

Il Procedimento si divide in :

Fase Pre-contenziosa competenza della Commissione

La fase pre-contenziosa è di europea, che può avviarla d'ufficio (art.

258 TFUE), ovvero su richiesta di qualsiasi altro Stato membro (art. 259 TFUE); non è escluso, tuttavia, che

l'impulso possa provenire da un'interrogazione parlamentare presentata al Parlamento europeo da un

deputato, ovvero da una denuncia di privati cittadini.

In via preliminare, quindi, la Commissione, ove rilevi l'effettiva violazione di una norma di diritto

Lettera di Contestazione

dell'Unione europea, invia allo stesso una c.d. contenente le infrazioni

contestate: tale lettera dà la possibilità allo Stato di rispondere con eventuali osservazioni nel termine

assegnatogli dalla Commissione (2 mesi).

Laddove lo Stato interessato non risponda entro i termini, ovvero non fornisca chiarimenti soddisfacenti, la

Parere Motivato

Commissione emette un con cui opera una formale diffida ad adempiere nei confronti

dello Stato sottoposto alla procedura.

La lettera di contestazione e il parere motivato fissano inoltre il c.d. Thema Decidendum, il petitum e la

causa petendi su cui la CGUE andrà eventualmente a pronunciarsi nella fase giurisdizionale.

Fase Giurisdizionale o Contenziosa Commissione

Qualora lo Stato in causa non si conformi al parere nel termine fissato dalla , questa, ovvero

Stato membro che abbia eventualmente avviato la procedura

lo , sono legittimati a proporre

Ricorso per Inadempimento FACOLTATIVO

alla CGUE. Tale ricorso si ricorda che è del tutto .

Corte riconosce la violazione

Se la del diritto comunitario da parte dello Stato ritenuto inadempiente,

quest'ultimo ha l'obbligo di porre immediatamente rimedio alla violazione accertata. Tale pronuncia di

prima condanna ha effetti molto importanti, ravvisabili principalmente in:

disapplicare le norme nazionali ritenute collidenti con il diritto UE

1. Gli Stati devono , in forza

del primate del diritto eurounitario. titolo esecutivo di un’azione di

2. La pronuncial di accertamento della violazione costituisce

risarcimento contro lo Stato per I danni derivati dalla mancanza.

Commissione

Se poi la ritiene che lo Stato membro non abbia preso i provvedimenti che l'esecuzione

Ulteriore Procedura Di

della sentenza emessa dalla Corte comporta, allora può dar corso ad una

Infrazione non è

(più snella, In questo caso, con le modifiche apportate ai trattati dal trattato di Lisbona,

necessario un secondo parere motivato ) e ad un nuovo giudizio innanzi alla stessa Corte per

l'esecuzione della sentenza, chiedendo il pagamento di una somma forfettaria o di una penalità, portando

Doppia Condanna

così a una (si veda il caso Commissione c. Italia per i rifiuti in Campania).

SENTENZA COMMISSIONE VS ITALIA (RIFIUTI IN CAMPANIA – INFRAZIONE)

direttiva 2006/12

L’art. 4 della così dispone: “Gli Stati membri adottano le misure necessarie per assicurare che i

rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che

potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e in particolare:

a. senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora;

b. senza causare inconvenienti da rumori od odori;

c. senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse.”

Inoltre, come giustamente sostiene la Commissione, l’art. 4, n. 1, della direttiva 2006/12 ha una funzione preventiva.

Orbene, la Repubblica italiana stessa ha ammesso la pericolosità della situazione in Campania per la salute umana,

in particolare nei rapporti e nelle note trasmessi alle istituzioni europee.

La situazione preoccupante di accumulo di rifiuti nelle strade ha esposto la salute della popolazione ad un rischio

certo, in violazione dell’art. 4, n. 1, della direttiva 2006/12. Di conseguenza, la censura sollevata dalla Commissione

vertente sulla violazione dell’art. 4 della direttiva 2006/12 deve essere dichiarata fondata.

In considerazione di tutto quanto precede, occorre dichiarare che la Repubblica italiana, non avendo adottato, per la

regione Campania, tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per

la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare, non avendo creato una rete adeguata

ed integrata di impianti di smaltimento, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 4 e 5

della direttiva 2006/12.

Sanzionabilità degli inadempimenti statali

Sentenza Francovich

Per questo tema si riguardi la e si veda la Sentenza che segue.

SENTENZA BRASSERIE DU PECHEUR

Brasserie Du Pecheur, società francese con sede in Alsazia, veniva costretta, alla fine del 1981 a sospendere le proprie

esportazioni di birra in Germania, in quanto le autorità tedesche avevano constatato che la birra da essa fabbricata

non era conforme ai requisiti di genuinità prescritti dagli articoli 9-10 del biersteuergesetz (legge fiscale sulla birra).

La Brasserie Du Pecheur chiamava in giudizio la repubblica federale di Germania reclamando il risarcimento del danno

che tale restrizione le aveva cagionato nel periodo compreso tra il 1981 e il 1987 (ammontare di 1 800 000 marchi

tedeschi, pari a una parte del danno effettivamente subito).

Il bundesgerichtshof ha sottoposto alla corte le seguenti questioni pregiudizievoli:

• Se il principio del diritto comunitario in forza del quale gli stati membri sono tenuti a risarcire i danni causati ai

singoli da violazioni del diritto comunitario ad essi imputabili valga anche quando tale violazione consista nel

mancato adeguamento di una legge formale del parlamento nazionale alle norme del diritto comunitario.

o Come si evince dalla sentenza Francovich, la piena efficacia delle norme comunitarie sarebbe messa a repentaglio

se i singoli non avessero la possibilità di ottenere un risarcimento ove i loro diritti fossero leso da una violazione del

diritto comunitario. Un DIRITTO AL RISARCIMENTO è riconosciuto dal diritto comunitario in quanto siano

soddisfatte 3 CONDIZIONI: la norma giuridica violata sia preordinata a conferire diritti ai singoli, che si tratti di

violazione sufficientemente caratterizzata e, infine, che esista un nesso causale diretto tra la violazione

dell’obbligo dello stato e il danno subito dal singolo.

• Se l’ordinamento nazionale possa disporre che un eventuale diritto al risarcimento dei danni soggiaccia alle

stesse restrizioni previste per le violazioni, da parte di una legge interna, del diritto interno di rango superiore.

o Per determinare il danno risarcibile il giudice nazionale può verificare se il soggetto leso abbia dato prova di una

RAGIONEVOLE DILIGENZA per evitare il danno o limitarne l’entità e se abbia tempestivamente esperito tutti i

rimedi giuridici a sua disposizione.

• Se l’ordinamento nazionale possa subordinare il diritto al risarcimento dei danni all’esistenza di una condotta

imputabile (per dolo o colpa) alle autorità statali.

o Il giudice nazionale non può subordinare il risarcimento del danno all’esistenza di una condotta dolosa/colposa

dell’organo statale al quale è imputabile l’inadempimento, che si aggiunga alla violazione manifesta e grave del

diritto comunitario.

La CORTE: Il principio in forza del quale gli stati membri sono tenuti a risarcire i danni causati ai singoli dalle violazioni

del diritto comunitario ad essi imputabili trova applicazione allorché l’inadempimento contestato è riconducibile al

legislatore nazionale.

L’obbligo a carico degli stati membri di risarcire i danni causati ai singoli dalle violazioni del diritto comunitario ad essi

imputabili non può essere limitato ai soli danni subiti successivamente alla pronuncia di una sentenza della corte che

accerti l’inadempimento contestato.

Si vedano inoltre i seguenti casi:

Caso Hedley Lomas

3. : La giurisprudenza inaugurata con la sentenza Francovich ha apportato la

fondamentale novità consistente nella possibilità di “inquadrare” le (tre) necessarie condizioni cui

far riferimento in ambito nazionale per accertare la responsabilità dello Stato, facendo

contestualmente in modo che gli Stati membri non siano più liberi di stabilire i presupposti sui quali

riconoscimento di un'ipotesi di

valutare la propria responsabilità nei confronti dei soggetti lesi. Il

danno derivante da un atto amministrativo è stata espressamente e per la prima volta

riconosciuta dalla Corte nel 1996. Il caso in questione riguardava un diniego da parte del Ministero

dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione britannico di una licenza di esportazione, giustificato

(illegittimamente) dal fatto che i mattatoi spagnoli utilizzassero tecniche di macellazione contrastanti

con la direttiva 74/577/CE relativa allo stordimento degli animali prima dell'abbattimento.

Con la pronuncia Lomas e sulla scia della giurisprudenza inaugurata con il caso Francovich, pertanto,

la Corte riconosce che tutte le posizioni giuridiche risultano meritevoli di tutela indipendentemente

dalla qualificazione che delle stesse venga data nell'ordinamento interno, purchè le stesse siano

riconosciute dal diritto comunitario.

Caso Köbler

4. : il sig. K. lavora in qualità di professore di ruolo presso l'Università di Innsbruck (Austria)

dal 1986. Nel 1996 egli ha chiesto l'attribuzione dell'indennità speciale di anzianità di servizio prevista

per i professori universitari. La concessione di questa indennità è subordinata dalla legge austriaca

ad un'esperienza di 15 anni maturata esclusivamente nelle università austriache. Il sig. Köbler poteva

far valere questi 15 anni di esperienza qualora fossero presi in considerazione gli anni di servizio

effettuati nelle università di altri Stati membri.

Essendo stata respinta la sua domanda, il sig. Köbler ha presentato un ricorso dinanzi ai giudici

austriaci, sostenendo che un tale requisito costituiva una discriminazione indiretta incompatibile

con il diritto comunitario. Su tale punto il Verwaltungsgerichtshof - organo giurisdizionale

amministrativo di ultimo grado - ha adito la Corte di giustizia delle Comunità europee. In seguito a

una sentenza della Corte in un procedimento analogo, tale organo giurisdizionale austriaco ha

ritirato la sua domanda pregiudiziale. Con sentenza 24 giugno 1998, il Verwaltungsgerichtshof ha

respinto il ricorso del sig. Köbler in quanto l'indennità speciale di anzianità di servizio costituiva un

premio di fedeltà che giustificava una deroga alle disposizioni relative alla libera circolazione dei

lavoratori.

Il sig. Köbler ha presentato dinanzi al Landesgericht für Zivilrechtssachen Wien un ricorso per

risarcimento danni contro la Repubblica d'Austria sostenendo che la sentenza del

Verwaltungsgerichtshof fosse in contrasto con il diritto comunitario. Il Landesgericht ha sottoposto

al riguardo alcune questioni alla Corte.

Gli Stati membri sono tenuti a risarcire i danni causati ai singoli dalle violazioni del diritto comunitario

imputabili agli organi giurisdizionali nazionali di ultimo grado?

Con la sua giurisprudenza, la Corte ha fissato tre condizioni necessarie e sufficienti perché sussista la

responsabilità dello Stato per violazioni del diritto comunitario che sono ad esso imputabili. Per

determinare se la violazione sia sufficientemente caratterizzata allorché deriva dalla decisione di un

organo giurisdizionale di ultimo grado, il giudice nazionale competente deve, data la specificità della

funzione giurisdizionale, accertare se il detto organo giurisdizionale abbia violato in maniera

manifesta il diritto vigente. La responsabilità dello Stato può sussistere solo nel caso eccezionale in

cui l'organo giurisdizionale abbia violato in maniera manifesta il diritto vigente e la giurisprudenza

della Corte in questa materia.

La normativa austriaca relativa all'attribuzione dell'indennità speciale di anzianità di servizio dei

professori di università è incompatibile con il diritto comunitario e non può essere giustificata.

La Corte rileva, per la prima volta, che anche se un obiettivo di favorire la fedeltà dei lavoratori ai

loro datori di lavoro (un premio di fedeltà), in via di principio, può essere giustificato da motivi di

interesse generale, la misura austriaca comporta ostacoli che non possono essere giustificati da

tale fine. Infatti, essa implica una riduzione del mercato del lavoro dei professori universitari al

territorio austriaco ed è incompatibile con il principio della libera circolazione dei lavoratori.

La Corte stabilisce peraltro che l'organo giurisdizionale supremo austriaco non ha commesso una

violazione manifesta e quindi sufficientemente caratterizzata del diritto comunitario, il che, di

conseguenza, non implica la responsabilità dello Stato austriaco.

Procedura Pregiudiziale

A differenza delle altre procedure giurisdizionali, il rinvio pregiudiziale non è un ricorso contro un atto

Rinvio Pregiudiziale

europeo o nazionale, bensì un quesito sull’applicazione del diritto europeo. Il

non ha una natura contenziosa, ma è più che altro una "collaborazione tra giudici". Il giudice pone delle

Art. 267 TFUE

Questioni Pregiudiziali e le indirizza alla Corte. Bisogna fare riferimento all' : l'iniziativa spetta

Organo Giurisdizionale,

al Giudice, potere anche d'ufficio. Una Verifica Preliminare sul requisito di

requisiti necessario per potere applicare tale norma. Bisogna distinguere, a seconda del giudice nazionale

di cui stiamo parlando:

• Giudice di Ultima Istanza (corte di Cassazione): il giudice DEVE rivolgersi alla Corte di Giustizia in

3 Eccezioni

caso di dubbio. Ci sono :

Mancanza di Pertinenza

1. : necessarietà della pertinenza della questione per la

soluzione della causa principale.

Questioni Già Risolte

2. : in cause simili, per esempio.

Soluzione Evidente

3. : eccezione un po' discussa... Tuttavia...

• PUÒ Carattere Discrezionale

Giudice NON di ultima Istanza: il giudice rivolgersi alla Corte. Forte .

il giudice non si rivolge alla Corte??

Cosa succede se Non ci sono rimedi. Tuttavia, l'UE può agire contro

lo Stato per Inadempimento, ma a quel punto, viste le tempistiche, il giudice avrà già terminato.

Sempre sulla base del 267 TFUE, possiamo distinguere tra: TUTTO

1. Rinvio Pregiudiziale d’interpretazione: può riguardare , ossia atti di diritto originario (Trattati)

e atti di diritto derivato + atti della BCE e sentenze della stessa CGUE. Le sentenze chiariscono l’atto.

atti di diritto derivato

2. Rinvio pregiudiziale di validità: riguarda solo . Le sentenze accertano la

sussistenza di vizi, come per l’annullamento, ma a differenza di questo non producono la nullità

dell’atto, consentendo a tutti I giudici di considerare invalida la base giuridica nazionale collidente.

PROCEDURA

Ordinanza di Rinvio

1. : il Giudice prende l'iniziativa. La Corte si fonderà sulle informazioni fornitegli

Chiare Sufficienti

dal giudice, informazioni che però devono essere e .

Arrivo in Cancelleria e Traduzione

2. : questa arriva alla Cancelleria che la distribuisce ai Servizi di

Traduzione (normalmente redatta nella lingua del giudice, lingua principale Lingua Comune il

Francese).

Assegnazione al Giudice

3. : dopo la notifica agli Stati Membri, viene assegnata a un Giudice (uno

dei 27, uno per ogni Paese + 8 Avv. Generali, ognuno assistito da 4 Referendari, che gestiscono

personalmente i casi, come l'Avv. Taccani, ospite a lezione da noi). Le Parti e la Commissione

forniscono le loro Osservazioni, un Parere alla Corte, tutte tradotte, anche in Francese

(particolarmente interessante il parere della Commissione, visto che è neutra oltre che qualificata).

Rapporto Preliminare

4. : il Giudice Relatore preliminare spiega la situazione. Esplica i fatti, le

osservazioni, una prima analisi, ecc. Il rapporto è fornito all'Avvocato Generale, che fornisce le

Conclusioni , ovvero un parere scritto in cui dice come risolverebbe lui la causa. L'Avvocato

Generale si deve pronunciare su:

• Quale Sezione? a quale sezione attribuire la causa (sez. a 3/5/15 Giudici).

• Conclusioni o No? dipende dal Criterio di Novità.

• Udienza o No? Anche qui tendenza restrittiva. Criterio di Necessarietà.

Riunione Generale

5. : della Corte. Tutti i giudici decidono e discutono sulla soluzione. Presa una

decisione di passa all'Udienza.


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acca46

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunti per l'esame di diritto costituzionale 2 II basati su appunti personali e sul libro consigliato dal docente Lineamenti di diritto costituzionale dell'Unione Europea(Ue), Costanzo (78 pagine circa). Il file è completo, dettagliato e sviluppato con colori che aiutano l'individuazione degli argomenti più importanti e la memorizzazione. Aggiornati alla pronuncia della Cort. Cost. 35/2017, pronuncia di incostituzionalità.

Trattati approfonditamente argomenti come: CEDU e clausole orizzontali, personalità giuridica UE, natura dell'Unione Evoluzione e storia dell'UE Unione Europea, principi costituzionali e forma dell'UE, TUE - TFUE - Carta di Nizza dei diritti fondamentali 2000, Trattato di Lisbona 2009, istituzioni (Parlamento europeo, commissione, consiglio, BCE, ecc.) Fiscal Compact, MES, Corte di giustizia europea, diritti e Regioni, l. la Pergola, sentenze riassunte ed integrate.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher acca46 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Costanzo Pasquale.

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