Estratto del documento

LA CONQUISTA DELL’AMERICA

INDICE DEL LIBRO:

1- SCOPRIRE:

Scoperta dell’America

Colombo ermeneuta

Colombo e gli Indiani

2- CONQUISTARE

Le ragione della vittoria

Moctezuma e i segni

Cortes e i segni

3- AMARE

Comprendere, prendere e distruggere

Eguaglianza e ineguaglianza

4- CONOSCERE

Tipologia dei rapporti con l’altro

Duran, i l’ibridazione delle culture

L’opera di Shagun

La Conquista è un’avventura commerciale, predatoria, ma anche semiotica (cioè

simbolica: interpretazione di simboli diversi), infatti è il primo contatto con un’alterità

totalmente sconosciuta di cui non esiste nessuna reminiscenza storica.

Per gli europei risulta più facile poichè non era il loro primo viaggio, invece per gli indios è

tutto nuovo e improvviso.

La Conquista per gli europei è stata la scoperta dell’Altro del nuovo mondo da parte dell’IO

occidentale ma anche la scoperta dell’alterità in se stessi (introspezione). Sugli indiani

vengono proiettate tutte le immagini e idee relative ad altri popoli lontani;

Per i messicani l’incontro diventa uno scontro violento perche avviene troppo rapidamente

e l’impatto è troppo forte; per gli europei questo scatena una furia egocentrica: il proprio io

culturale coincide con l’universo -> la disumanizzazione dell’altro porta a produrre una

società del massacro.

Sarà infatti il più grande genocidio della storia e segnalerà l’inizio vero e proprio dell’età

moderna (1492) ---> a partire da tale data gli uomini scoprono la totalità di cui fanno parte.

La Conquista narrata da Todorov:

-tempo: dura un centinaio di anni (XVI secolo),

-luogo: regione dei caraibi e del messico

-azione: la percezione che gli spagnoli ebbero degli indiani.

L’interpretazione di Todorov

1- Giudizio di valore (piano assiologico): sono buoni o cattivi?

L’impatto risulta talmente forte che porta gli spagnoli a considerare mostruosi i valori degli

indios. Altri invece li considerano stupidì e ingenui e quindi inferiori.

Di conseguenza, che siano buoni o cattivi, in ogni caso la considerazione è negativa.

2- Tipo di relazione (piano prasseologico): come comportarsi? li assimilo? io mi

assimilo a loro? li ignoro e tengo lontana la loro differenza?

La decisione è tra: assimilazione forzata – massacro.

3- Tipo di conoscenza dell’altro (piano epistemologico): forte o assente volontà di

conoscere, capire, interpretare l’altro.

Questo porta o ad una ‘non conoscenza’, o ad una interpretazione distorta, o ad una

conoscenza col fine di manipolare.

Todorov sceglie di narrare alcune storie esemplari, personaggi chiave con le loro diverse

reazioni all’alterità (barbarie, tattica, compassione, volontà di addomesticare…

La Conquista tra 1492 e 1560 come “perdita di un’occasione”

Conquista “come perdita di un’occasione”:

L’alterita umana è rivelata (scoperta) ma subito rifiutata, per questo si parla di perdita di

occasione, come perdita della possibilità di capire e apprendere una nuova cultura e

civiltà.

Non è solo mancata comprensione, infatti gli europei, distruggendo le civiltà

precolombiane e quelle americane del nord, distruggono la capacità ecologica umana di

comunicare con la natura e di vivere in armonia con essa e il suo ordine.

Di conseguenza, si può affermare che vince la razionalità della comunicazione, la tattica e

la logica, ma l’occidente trionfante si priva della secolare capacità di integrazione olistica

con il pianeta

I quattro viaggi di Colombo:

Colombo intraprende questi viaggi per trovare una nuova via oer mare verso la cina,

quindi non comprende subito di essere approdato in un nuovo mondo.

Nel 1492 c’è la scoperta, nel 1493 c’è l’investitura religiosa: papa alessandro VI con una

bolla dichiara che le terre scoperte sono un dono di dio agli spagnoli. (Bolla religiosa e

politica).

Protagonisti della conquista:

Cortes e Pizarro, il primo in messico, il secondo in perù.

Le conquiste degli imperi maggiori partono dal centro, per il resto dei territori si tratta

invece di guerriglie contro le varie tribù.

ELEMENTO DEL COMMERCIO:

Nel XVI risulta di importanza rilevante il commercio mondiale che si sviluppa anche grazie

alle nuove tecnologie.

Le conquiste portano gli europei a considerarsi superiori e possedere la supremazia

economica e militare che sfocia in supremazia culturale --> non solo religiosa (ciò che

legittima la conquista e la considerazione die popoli conquistati come esseri inferiori),

anche TECNOLOGICA.

---> questa supremazia culturale porta, dal punto di vista epistemologica, a ritenere gli altri

inferiori e quindi non si cerca di capire e comprendere ma si applica la propria griglia

interpretativa ai popoli vinti, anche per cercare di ingannarli. (Uso di razionalità

strumentale che gli altri non hanno).

SEGNI CARATTERIZZANTI:

- LUOGHI DI CULTI: gli europei chiamano i templi degli aztechi con il nome di

moschee, che è il luogo simbolo del nemico in occidente. Una volta conquistati

questi templi vengono subito trasformati in chiese.

- VESTIARIO: i nativi sono nudi e quindi barbari e animali, privi di segni culturali

- NO LEGGE E NO LINGUA: in realtà NO perchè sono incomprensibili, non è vero

che non ci sono; vengono quindi considerati inumani.

Tutte le novità scoperte portano gli spagnoli ad adottare l’immaginario tipico del medioevo:

ciclopi, sirene etc..

Più tardi entra in gioco un immaginario più razionale si fa un reportage naturalistico di

questi popoli.

Alcune volte tutto sfocia in ammirazione verso questi guerrieri locali, diversi e più agili e

liberi --> c’è sempre un mix tra disprezzo e fascinazione (portata dall’idea del ‘buon

selvaggio’ come uomo libero dalle tirannie, dai potere, dagli usi e costumi civili).

MOTIVI CHE SPINGONO AD IMBARCARSI PER IL NUOVO MONDO:

- Invidia/fascinazione: popoli privi di regole e liberi (EDEN)

- Cupidigia: desiderio di arricchirsi (ELDORADO)

- Persecuzioni in europa

MA: costoro vengono comunque sempre considerati stupidi, perchè non hanno simboli e

non danno valore all’oro, quindi si ritengono facili da manipolare e sopprimere.

Il fatto che poi questi popoli rispondano con la violenza, porta a ritenerli anche malvagi.

Il selvaggio diventa: MALVAGIO e INUMANO , quindi CANNIBALE (da qui le

 rappresentazioni dell’altro che però si collegano con gli avvenimenti dell’epoca in

europa: caccia alle streghe e controriforma).

Questa consapevolezza del pericola, porta gli europei a partire con la volontà si

sottomettere e addomesticare e castigare i popoli, e quindi porta crudeltà, punizioni

e torture nel nuovo mondo ---> GENOCIDIO e disumanizzazione completa

dell’altro: i conquistadores sono spinti dalla facilità di conquista, segno di

benevolenza divina, a sperimentare nuove forme di crudeltà.

Il genocidio, ma non solo, porta la popolazione locale da 80 a 10 milioni e questi vengono

soppiantati da spagnoli e bestiame.

Motivi:

- Crudeltà e violenza e maltrattamenti

- Virus e malattie infettive

- Carestie (europei cambiano agricoltura e sperimentano nuove tecniche)

- Lavori in miniera (perchè europei vogliono oro)

- Imposte e dazi impossibili

GLI ATTORI DELLA “CONQUISTA”: PERSONAGGI E

MODELLI DI COMUNICAZIONE NEL TESTO DI TODOROV

1- Personaggi dicotomici: Cortes (logico e razionale, volge tutto a suo vantaggio) e

Moctezuma (attaccato alla tradizione e non razionale).

-----> opposto uso della comunicazione.

2- Personaggi mediatori/traduttori di lingue e codici contestuali: la Malinche e Cabeza

de vaca

3- Personaggi ambivalenti: maggioranza dei religiosi ---> c’è ambivalenza tra:

ineguaglianza naturale (“non è vera vita quella dei non battezzati”) vs. uguaglianza

naturale (proteggere i colonizzati pur cercando di convertirli, per pietas).

4- Primi etnografi/antropologi -> religiosi relativisti: accettano la differenza e cercano di

conservarne la memoria

SCOPRIRE:

1- La scoperta dell’america COLOMBO

E’ il personaggio cerniera tra medioevo (cristianizzatore (cristobal)) e mondo moderno

(colonizzatore (colombo-colon)).

La sua caratteristica principale rimane il coraggio. Colombo parte con il desiderio di

arricchirsi, è l’oro il movimento del primo viaggio e per questo sceglie il suo itinerario in

base agli indizi che lo conducano all’oro --> ma è solo volgare cupidigia? Oppure uso

strategico dell’oro come esca (per i sovrani spagnoli e i loro investimenti necessari) e

rassicurazione nei momento difficili (per i marinai)?

Sappiamo che la controversia tra Colombo e i sovrani constava nell’ammontare di profitti

che dalla Indie sarebbe stato autorizzato a ricavare lo stesso Colombo; in realtà per

Colombo l’oro è un valore troppo umano per interessargli veramente.

Dunque qual era la vera motivazione?

La sua impresa parte da motivazioni religiose (vuole incontrare il Gran Khan “per istruirlo

nella fede in Cristo”) e economiche (l’oro che viene giustificato moralmente perchè conta

solo per l’espansione del cristianesimo, in realtà doveva essere un’esca per i sovrani che

finanziano -> ricostruire la Nuova Gerusalemme, importante per l’emigrazione

successiva).

Il suo vero movente quindi è la vittoria universale del cristianesimo. Colombo si considera

un eletto, incaricato di una missione divina, e vede l’intervento divino ovunque.

In conclusione si può affermare che denaro e desiderio di imporre il vero Dio vanno di pari

passo : tra i due c'è un rapporto di mezzo e fine --> Colombo vuole liberare Gerusalemme

ma senza denaro nessuno vuole dargli ascolto; dunque la sua idea sarebbe quella di

andare Cina passano per la via “occidentale”, sapendo che era pieno di oro in quella via.

Tutto quel denaro sarebbe stato usato per la liberazione di Gerusalemme.

Colombo ermeneuta

Ermeneutica dell’incomunicabilità in Colombo

Dal punto di vista comunicativo, colombo è interprete che però non sa comunicare con le

tribù.

I segni umani non sono semplici associazioni, come invece lo sono i segni naturali. Non

collegano direttamente suono e cosa, ma vengono mediati dal significato che è

intersoggettivo.

I nomi propri sono ciò che è più simile agli indizi naturali, essi devono essere ad immagine

di chi li porta.

Egli infatti si dà il nome di “cristobal” = portatore di cristo e “colon”= ripopolatore --> perchè

ha scoperto quei popoli e perchè sarà il primo a far venire popoli dalla spagna per fondare

colonie.

Per Colombo i nomi devono essere ad immagine di chi li porta, le sue caratteristiche del

resto sono proprio quelle dell’evangelizzazione e quella del colonizzatore. Egli impone

molta cura alla sua firma, e la impone ai suoi stessi eredi. I nomi propri non servono

direttamente alla comunicazione umana, si rivolgono alla natura e non agli uomini,

servono solo alla denotazione.

L’attenzione al suo nome e ai nomi propri ha un ‘prolungamento’ nell’attività di

assegnazione dei nomi a cose e luoghi: era abitudine tra i conquistadores nominare i

luoghi dopo averli conquistati per appropriarsi dei luoghi -> dare i nomi ‘giusti’ per

possederli. Più tardi l’assegnazione sarà per somiglianza diretta.

L’attività di nomina diventava quasi un rito.

In certe occasioni l’attività è tanto “sentita” da gettare Colombo in uno stato di furia

dominatrice.

Se altri tentano di fare lo stesso, colombo però interviene e annulla le decisioni altrui per

imporre il suo nome scelto.

Quello che della comunicazione umana attira l’attenzione di Colombo è il linguaggio, che

in un primo momento serve solo a designare la natura. Per lui le parole sono solo

l’immagine stessa delle cose, l’intero vocabolario è costituito dai nomi propri che derivano

dalle proprietà stesse degli oggetti che designano.

Per lui il linguaggio è monologico non intersoggettivo -> i segni, sia linguistici che oggettivi,

per lui non sono arbitrari o convenzionali o intersoggettivi, non c’è valore reciproco delle

parole, nè carattere umano dei segni.

Ed egli ritiene che l’uso spagnolo non fosse quindi una convenzione tra le altre, bensì lo

stato naturale delle cose, e di conseguenza non c’è diversità tra le lingue, perchè la lingua

è naturale.

La cosa sorprende se si pensa che lui stesso è poliglotta, ma senza una vera lingua

materna. Ma le sue certezze ideologiche hanno sempre la meglio sulle contingenze

individuali: no diversità linguistica e dunque –di fronte ad una lingua diversa- ha due

possibilità: è una lingua e non è diversa, oppure, è diversa e non è una lingua.

Solo più tardi ammette che gli indiani hanno una lingua ma non si persuade che questa sia

diversa, e continua a trovare nelle loro parole nomi a lui familiari e a parlare come se essi

capiscano, a rimproverarli per la cattiva pronuncia dei nomi che egli pensa di riconoscere.

Anche i nomi e ruoli indigeni vengono “spagnolizzati” .

Colombo si impegna quindi in dialoghi strampalati e immaginari e pretende di capire

quanto dicono gli indigeni.

(Es. Di dialogo frequente è quello con il GRAN KHAN).

Quando alla fine riconosce la diversità di lingue, arriva a dire che da una parte ci sono

lingue latine e dall’altra quelle straniere.

Il risultato di questa mancanza di attenzione per le lingue porta ad una incomprensione

totale; ciò che sorprende è che a volte colombo pensi di capire quello che gli viene detto. A

volte invece ammette di non poter comunicare.

Non solo la comunicazione verbale, ma anche quella non verbale, presenta delle difficoltà:

non conosce la lingua, non conosce i costumi degli indiani ma non è solo questo il motivo:

COLOMBO NON E’ INTERESSATO ALLA CONOSCENZA DEGLI INDIANI, per il suo

senso di superiorità e autoritarismo, per la sua volontà di scoprire le terre e conoscere

l’isola.

Ermeneutica della natura in colombo

Durante il viaggio Colombo scrive che la scoperta di nuove terre era quello che gli

interessava davvero.

Scoperte geografiche/osservazione della natura sconosciuta -> Colombo si sente un

nuovo Ulisse.

Per dimostrare che ciò che trova è un contendente e non un’isola usa tre argomenti:

- Abbondanza di acqua dolce --> sfera naturale (movente del godimento della natura)

- Autorità dei libri santi --> sfera divina (movente divino)

- Opinione di altri uomini da lui incontrati --> sfera umana (movente della ricchezza).

Noi non possiamo mettere sullo stesso piano le tre sfere poichè il piano divino non

possiamo inserirlo nel mondo della comunicazione, benchè sia proprio il rapporto con Dio

a determinare a influenzare ogni sua azione --> MA non è tanto l’oggetto della sua fede,

quanto più la forza della credenza a determinare la sua azione.

Del resto, Colombo non crede solo al dogma cristiano, crede anche in ciclopi e sirene e

amazzoni. Ciò che ha origine cristiana è più la credenza nel PARADISO TERRESTRE (nel

terzo viaggio è argomento ossessivo).

Le credenze di Colombo influenzano le sue interpretazioni: non si preoccupa di capire le

parole altrui, quanto più di confermare ciò in cui crede. Colombo ha le sue idee e cerca di

eliminare in qualsiasi modo tutte le informazioni che possano dimostrare il contrario

(mettendo per esempio in dubbio la qualità dell’informatore). Per Colombo non c’è

interpretazione dell’altro perché parte da credenze aprioristiche e dunque cerca solo

conferme alla sua cultura di partenza: tutto deve rientrare nella sua griglia interpretativa e

la verità è conosciuta in anticipo.

[esempi:

- Cuba è in Asia e non è un’isola ;“le ricchezze vengono da terre calde abitate da

negri e pappagalli”,

- Nel mare tutti i segni indicano la prossimità alla terra, e in terra tutti i segni indicano

la presenza dell’oro.

- Oppure ancora: la scoperta dell’america non è una ‘scoperta’, ma sapeva di trovarla

in quel luogo (dove pensava si trovasse l’Asia orientale

-- > c’è in colombo questa convinzione (= conoscenza a priori che identifica con la volontà

divina e con le profezie) sempre anteriore all’esperienza. La sua certezza è fondamentale

per la stessa scoperta dell’america: gli altri navigatori non avevano il coraggio di

intraprendere il viaggio, lui sì.

La sua interpretazione “finalistica” –anzichè empiristica- non ha nulla di moderno.

E questa sua strategia finalistica -> argomento di autorità non di esperienza.

Colombo era sicuramente più perspicace quando osservava la natura che quando cercava

di capire gli indigeni, e nel suo spirito è la natura ad avere maggiore affinità con Dio.

E per lui l’osservazione della natura è prioritaria -> indigeni sono solo parte del paesaggio

-----> selvaggio = natura.

La sua ammirazione verso la natura supera qualsiasi cosa (anche l’utilità), ed egli

nell’ammirare non si astiene dall’uso del superlativo, e dimentica la ricerca del profitto.

L’esito della sua ammirazione è logico: non si vorrebbe mai staccare da quella

straordinaria bellezza.

Oltre all’interesse verso le pianti e gli animali, si interessa molto anche a tutto ciò he<

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 36
Riassunto esame di Comunicazione interculturale, prof. Rebughini, libro consigliato "La conquista dell'America", Todorov Pag. 1 Riassunto esame di Comunicazione interculturale, prof. Rebughini, libro consigliato "La conquista dell'America", Todorov Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Comunicazione interculturale, prof. Rebughini, libro consigliato "La conquista dell'America", Todorov Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Comunicazione interculturale, prof. Rebughini, libro consigliato "La conquista dell'America", Todorov Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Comunicazione interculturale, prof. Rebughini, libro consigliato "La conquista dell'America", Todorov Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Comunicazione interculturale, prof. Rebughini, libro consigliato "La conquista dell'America", Todorov Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Comunicazione interculturale, prof. Rebughini, libro consigliato "La conquista dell'America", Todorov Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Comunicazione interculturale, prof. Rebughini, libro consigliato "La conquista dell'America", Todorov Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Comunicazione interculturale, prof. Rebughini, libro consigliato "La conquista dell'America", Todorov Pag. 36
1 su 36
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Beabi1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Rebughini Paola Alessandra.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community