La conquista dell'America
Indice del libro
- Scoprire
- Scoperta dell'America
- Colombo ermeneuta
- Colombo e gli Indiani
- Conquistare
- Le ragioni della vittoria
- Moctezuma e i segni
- Cortes e i segni
- Amare
- Comprendere, prendere e distruggere
- Eguaglianza e ineguaglianza
- Conoscere
- Tipologia dei rapporti con l'altro
- Duran, l'ibridazione delle culture
- L'opera di Shagun
La Conquista è un'avventura commerciale, predatoria, ma anche semiotica (cioè simbolica: interpretazione di simboli diversi), infatti è il primo contatto con un'alterità totalmente sconosciuta di cui non esiste nessuna reminiscenza storica. Per gli europei risulta più facile poiché non era il loro primo viaggio, invece per gli indios è tutto nuovo e improvviso.
La Conquista per gli europei è stata la scoperta dell'Altro del nuovo mondo da parte dell'IO occidentale ma anche la scoperta dell'alterità in se stessi (introspezione). Sugli indiani vengono proiettate tutte le immagini e idee relative ad altri popoli lontani.
Per i messicani l'incontro diventa uno scontro violento perché avviene troppo rapidamente e l'impatto è troppo forte; per gli europei questo scatena una furia egocentrica: il proprio io culturale coincide con l'universo → la disumanizzazione dell'altro porta a produrre una società del massacro. Sarà infatti il più grande genocidio della storia e segnalerà l'inizio vero e proprio dell'età moderna (1492) → a partire da tale data gli uomini scoprono la totalità di cui fanno parte.
La conquista narrata da Todorov
- Tempo: dura un centinaio di anni (XVI secolo),
- Luogo: regione dei Caraibi e del Messico
- Azione: la percezione che gli spagnoli ebbero degli indiani.
L'interpretazione di Todorov
Giudizio di valore (piano assiologico)
Sono buoni o cattivi? L'impatto risulta talmente forte che porta gli spagnoli a considerare mostruosi i valori degli indios. Altri invece li considerano stupidi e ingenui e quindi inferiori. Di conseguenza, che siano buoni o cattivi, in ogni caso la considerazione è negativa.
Tipo di relazione (piano prasseologico)
Come comportarsi? Li assimilo? Io mi assimilo a loro? Li ignoro e tengo lontana la loro differenza? La decisione è tra: assimilazione forzata – massacro.
Tipo di conoscenza dell'altro (piano epistemologico)
Forte o assente volontà di conoscere, capire, interpretare l'altro. Questo porta o a una 'non conoscenza', o a un'interpretazione distorta, o a una conoscenza col fine di manipolare. Todorov sceglie di narrare alcune storie esemplari, personaggi chiave con le loro diverse reazioni all'alterità (barbarie, tattica, compassione, volontà di addomesticare).
La Conquista tra 1492 e 1560 come "perdita di un'occasione"
L'alterità umana è rivelata (scoperta) ma subito rifiutata, per questo si parla di perdita di occasione, come perdita della possibilità di capire e apprendere una nuova cultura e civiltà. Non è solo mancata comprensione, infatti gli europei, distruggendo le civiltà precolombiane e quelle americane del nord, distruggono la capacità ecologica umana di comunicare con la natura e di vivere in armonia con essa e il suo ordine.
Di conseguenza, si può affermare che vince la razionalità della comunicazione, la tattica e la logica, ma l'occidente trionfante si priva della secolare capacità di integrazione olistica con il pianeta.
I quattro viaggi di Colombo
Colombo intraprende questi viaggi per trovare una nuova via per mare verso la Cina, quindi non comprende subito di essere approdato in un nuovo mondo. Nel 1492 c'è la scoperta, nel 1493 c'è l'investitura religiosa: Papa Alessandro VI con una bolla dichiara che le terre scoperte sono un dono di Dio agli spagnoli (bolla religiosa e politica).
Protagonisti della conquista
Cortes e Pizarro, il primo in Messico, il secondo in Perù. Le conquiste degli imperi maggiori partono dal centro, per il resto dei territori si tratta invece di guerriglie contro le varie tribù.
Elemento del commercio
Nel XVI secolo risulta di importanza rilevante il commercio mondiale che si sviluppa anche grazie alle nuove tecnologie. Le conquiste portano gli europei a considerarsi superiori e possedere la supremazia economica e militare che sfocia in supremazia culturale → non solo religiosa (ciò che legittima la conquista e la considerazione dei popoli conquistati come esseri inferiori), anche TECNOLOGICA.
Questa supremazia culturale porta, dal punto di vista epistemologico, a ritenere gli altri inferiori e quindi non si cerca di capire e comprendere ma si applica la propria griglia interpretativa ai popoli vinti, anche per cercare di ingannarli. (Uso di razionalità strumentale che gli altri non hanno).
Segni caratterizzanti
- Luoghi di culti: Gli europei chiamano i templi degli aztechi con il nome di moschee, che è il luogo simbolo del nemico in occidente. Una volta conquistati questi templi vengono subito trasformati in chiese.
- Vestiario: I nativi sono nudi e quindi barbari e animali, privi di segni culturali.
- No legge e no lingua: In realtà no perché sono incomprensibili, non è vero che non ci sono; vengono quindi considerati inumani.
Tutte le novità scoperte portano gli spagnoli ad adottare l'immaginario tipico del medioevo: ciclopi, sirene etc. Più tardi entra in gioco un immaginario più razionale e si fa un reportage naturalistico di questi popoli.
Alcune volte tutto sfocia in ammirazione verso questi guerrieri locali, diversi e più agili e liberi → c'è sempre un mix tra disprezzo e fascinazione (portata dall'idea del 'buon selvaggio' come uomo libero dalle tirannie, dai poteri, dagli usi e costumi civili).
Motivi che spingono ad imbarcarsi per il nuovo mondo
- Invidia/fascinazione: Popoli privi di regole e liberi (EDEN)
- Cupidigia: Desiderio di arricchirsi (ELDORADO)
- Persecuzioni in Europa
Ma: costoro vengono comunque sempre considerati stupidi, perché non hanno simboli e non danno valore all'oro, quindi si ritengono facili da manipolare e sopprimere. Il fatto che poi questi popoli rispondano con la violenza, porta a ritenerli anche malvagi. Il selvaggio diventa: MALVAGIO e INUMANO, quindi CANNIBALE (da qui le rappresentazioni dell'altro che però si collegano con gli avvenimenti dell'epoca in Europa: caccia alle streghe e controriforma).
Questa consapevolezza del pericolo, porta gli europei a partire con la volontà di sottomettere e addomesticare e castigare i popoli, e quindi porta crudeltà, punizioni e torture nel nuovo mondo → GENOCIDIO e disumanizzazione completa dell'altro: i conquistadores sono spinti dalla facilità di conquista, segno di benevolenza divina, a sperimentare nuove forme di crudeltà.
Il genocidio, ma non solo, porta la popolazione locale da 80 a 10 milioni e questi vengono soppiantati da spagnoli e bestiame.
Motivi
- Crudeltà e violenza e maltrattamenti
- Virus e malattie infettive
- Carestie (europei cambiano agricoltura e sperimentano nuove tecniche)
- Lavori in miniera (perché europei vogliono oro)
- Imposte e dazi impossibili
Gli attori della "conquista": personaggi e modelli di comunicazione nel testo di Todorov
Personaggi dicotomici
Cortes (logico e razionale, volge tutto a suo vantaggio) e Moctezuma (attaccato alla tradizione e non razionale) → opposto uso della comunicazione.
Personaggi mediatori/traduttori di lingue e codici contestuali
La Malinche e Cabeza de Vaca
Personaggi ambivalenti
Maggioranza dei religiosi → c'è ambivalenza tra: ineguaglianza naturale ("non è vera vita quella dei non battezzati") vs. uguaglianza naturale (proteggere i colonizzati pur cercando di convertirli, per pietas).
Primi etnografi/antropologi -> religiosi relativisti
Accettano la differenza e cercano di conservarne la memoria.
Scoprire
La scoperta dell'America
Colombo è il personaggio cerniera tra medioevo (cristianizzatore (Cristobal)) e mondo moderno (colonizzatore (Colombo-Colon)).
La sua caratteristica principale rimane il coraggio. Colombo parte con il desiderio di arricchirsi, è l'oro il movimento del primo viaggio e per questo sceglie il suo itinerario in base agli indizi che lo conducano all'oro → ma è solo volgare cupidigia? Oppure uso strategico dell'oro come esca (per i sovrani spagnoli e i loro investimenti necessari) e rassicurazione nei momenti difficili (per i marinai)?
Sappiamo che la controversia tra Colombo e i sovrani constava nell'ammontare di profitti che dalle Indie sarebbe stato autorizzato a ricavare lo stesso Colombo; in realtà per Colombo l'oro è un valore troppo umano per interessargli veramente.
Dunque qual era la vera motivazione? La sua impresa parte da motivazioni religiose (vuole incontrare il Gran Khan "per istruirlo nella fede in Cristo") e economiche (l'oro che viene giustificato moralmente perché conta solo per l'espansione del cristianesimo, in realtà doveva essere un'esca per i sovrani che finanziano → ricostruire la Nuova Gerusalemme, importante per l'emigrazione successiva).
Il suo vero movente quindi è la vittoria universale del cristianesimo. Colombo si considera un eletto, incaricato di una missione divina, e vede l'intervento divino ovunque.
In conclusione si può affermare che denaro e desiderio di imporre il vero Dio vanno di pari passo: tra i due c'è un rapporto di mezzo e fine → Colombo vuole liberare Gerusalemme ma senza denaro nessuno vuole dargli ascolto; dunque la sua idea sarebbe quella di andare Cina passano per la via "occidentale", sapendo che era pieno di oro in quella via.
Tutto quel denaro sarebbe stato usato per la liberazione di Gerusalemme.
Colombo ermeneuta
Ermeneutica dell'incomunicabilità in Colombo
Dal punto di vista comunicativo, Colombo è interprete che però non sa comunicare con le tribù. I segni umani non sono semplici associazioni, come invece lo sono i segni naturali. Non collegano direttamente suono e cosa, ma vengono mediati dal significato che è intersoggettivo.
I nomi propri sono ciò che è più simile agli indizi naturali, essi devono essere ad immagine di chi li porta. Egli infatti si dà il nome di "Cristobal" = portatore di Cristo e "Colon"= ripopolatore → perché ha scoperto quei popoli e perché sarà il primo a far venire popoli dalla Spagna per fondare colonie.
Per Colombo i nomi devono essere ad immagine di chi li porta, le sue caratteristiche del resto sono proprio quelle dell'evangelizzazione e quella del colonizzatore. Egli impone molta cura alla sua firma, e la impone ai suoi stessi eredi. I nomi propri non servono direttamente alla comunicazione umana, si rivolgono alla natura e non agli uomini, servono solo alla denotazione.
L'attenzione al suo nome e ai nomi propri ha un 'prolungamento' nell'attività di assegnazione dei nomi a cose e luoghi: era abitudine tra i conquistadores nominare i luoghi dopo averli conquistati per appropriarsi dei luoghi → dare i nomi 'giusti' per possederli. Più tardi l'assegnazione sarà per somiglianza diretta. L'attività di nomina diventava quasi un rito.
In certe occasioni l'attività è tanto "sentita" da gettare Colombo in uno stato di furia dominatrice. Se altri tentano di fare lo stesso, Colombo però interviene e annulla le decisioni altrui per imporre il suo nome scelto.
Quello che della comunicazione umana attira l'attenzione di Colombo è il linguaggio, che in un primo momento serve solo a designare la natura. Per lui le parole sono solo l'immagine stessa delle cose, l'intero vocabolario è costituito dai nomi propri che derivano dalle proprietà stesse degli oggetti che designano.
Per lui il linguaggio è monologico non intersoggettivo → i segni, sia linguistici che oggettivi, per lui non sono arbitrari o convenzionali o intersoggettivi, non c'è valore reciproco delle parole, né carattere umano dei segni. Ed egli ritiene che l'uso spagnolo non fosse quindi una convenzione tra le altre, bensì lo stato naturale delle cose, e di conseguenza non c'è diversità tra le lingue, perché la lingua è naturale.
La cosa sorprende se si pensa che lui stesso è poliglotta, ma senza una vera lingua materna. Ma le sue certezze ideologiche hanno sempre la meglio sulle contingenze individuali: no diversità linguistica e dunque – di fronte a una lingua diversa – ha due possibilità: è una lingua e non è diversa, oppure, è diversa e non è una lingua.
Solo più tardi ammette che gli indiani hanno una lingua ma non si persuade che questa sia diversa, e continua a trovare nelle loro parole nomi a lui familiari e a parlare come se essi capiscano, a rimproverarli per la cattiva pronuncia dei nomi che egli pensa di riconoscere. Anche i nomi e ruoli indigeni vengono "spagnolizzati". Colombo si impegna quindi in dialoghi strampalati e immaginari e pretende di capire quanto dicono gli indigeni.
(Es. di dialogo frequente è quello con il GRAN KHAN). Quando alla fine riconosce la diversità di lingue, arriva a dire che da una parte ci sono lingue latine e dall'altra quelle straniere.
Il risultato di questa mancanza di attenzione per le lingue porta a una incomprensione totale; ciò che sorprende è che a volte Colombo pensi di capire quello che gli viene detto. A volte invece ammette di non poter comunicare.
Non solo la comunicazione verbale, ma anche quella non verbale, presenta delle difficoltà: non conosce la lingua, non conosce i costumi degli indiani ma non è solo questo il motivo: COLOMBO NON È INTERESSATO ALLA CONOSCENZA DEGLI INDIANI, per il suo senso di superiorità e autoritarismo, per la sua volontà di scoprire le terre e conoscere l'isola.
Ermeneutica della natura in Colombo
Durante il viaggio Colombo scrive che la scoperta di nuove terre era quello che gli interessava davvero. Scoperte geografiche/osservazione della natura sconosciuta → Colombo si sente un nuovo Ulisse.
Per dimostrare che ciò che trova è un continente e non un'isola usa tre argomenti:
- Abbondanza di acqua dolce → sfera naturale (movente del godimento della natura)
- Autorità dei libri santi → sfera divina (movente divino)
- Opinione di altri uomini da lui incontrati → sfera umana (movente della ricchezza)
Noi non possiamo mettere sullo stesso piano le tre sfere poiché il piano divino non possiamo inserirlo nel mondo della comunicazione, benché sia proprio il rapporto con Dio a determinare e influenzare ogni sua azione → MA non è tanto l'oggetto della sua fede, quanto più la forza della credenza a determinare la sua azione.
Del resto, Colombo non crede solo al dogma cristiano, crede anche in ciclopi e sirene e amazzoni. Ciò che ha origine cristiana è più la credenza nel PARADISO TERRESTRE (nel terzo viaggio è argomento ossessivo). Le credenze di Colombo influenzano le sue interpretazioni: non si preoccupa di capire le parole altrui, quanto più di confermare ciò in cui crede. Colombo ha le sue idee e cerca di eliminare in qualsiasi modo tutte le informazioni che possano dimostrare il contrario (mettendo per esempio in dubbio la qualità dell'informatore).
Per Colombo non c'è interpretazione dell'altro perché parte da credenze aprioristiche e dunque cerca solo conferme alla sua cultura di partenza: tutto deve rientrare nella sua griglia interpretativa e la verità è conosciuta in anticipo.
[Esempi:
- Cuba è in Asia e non è un'isola;
- Le ricchezze vengono da terre calde abitate da negri e pappagalli;
- Nel mare tutti i segni indicano la prossimità alla terra, e in terra tutti i segni indicano la presenza dell'oro.
Oppure ancora: la scoperta dell'America non è una 'scoperta', ma sapeva di trovarla in quel luogo (dove pensava si trovasse l'Asia orientale) → c'è in Colombo questa convinzione (= conoscenza a priori che identifica con la volontà divina e con le profezie) sempre anteriore all'esperienza. La sua certezza è fondamentale per la stessa scoperta dell'America: gli altri navigatori non avevano il coraggio di intraprendere il viaggio, lui sì.
La sua interpretazione "finalistica" – anziché empiristica – non ha nulla di moderno. E questa sua strategia finalistica → argomento di autorità non di esperienza. Colombo era sicuramente più perspicace quando osservava la natura che quando cercava di capire gli indigeni, e nel suo spirito è la natura ad avere maggiore affinità con Dio.
E per lui l'osservazione della natura è prioritaria → indigeni sono solo parte del paesaggio → selvaggio = natura. La sua ammirazione verso la natura supera qualsiasi cosa (anche l'utilità), ed egli nell'ammirare non si astiene dall'uso del superlativo, e dimentica la ricerca del profitto. L'esito della sua ammirazione è logico: non si vorrebbe mai staccare da quella straordinaria bellezza.
Oltre all'interesse verso le piante e gli animali, si interessa molto anche a tutto ciò che...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame storia moderna, prof. Guerrini, libro consigliato La conquista dell'America, il problema dell'altro…
-
Riassunto esame Storia delle Civiltà, prof. Strik, libro consigliato La conquista dell'America. Il problema dell'Al…
-
Riassunto esame Storia delle Civiltà, prof. Pizzetti, libro consigliato La conquista dell'America, Todorov
-
Riassunto esame filosofia della comunicazione, prof. Volli, libro consigliato La comunicazione interculturale, Balb…