Ranuccio Bianchi Bandinelli: la fine dell'arte antica
Nel 192 d.C., l'imperatore Commodo fu assassinato e, dopo una guerra civile di circa un anno, lo sostituì Settimio Severo. Con lui cessò il potere delle grandi famiglie, così come la preminenza dell'Italia rispetto alle altre provincie, e prende vita un'organizzazione diversa dello stato che avrà compimento con la riforma di Diocleziano.
È un periodo di crisi economica, sociale e spirituale in cui l'uomo, sentendosi perso, si rifugia in culti e filosofie - cristianesimo, neoplatonismo, culti misterici ed altri ancora - caratterizzati dalla stessa matrice: la salvezza ultraterrena. Questo sentimento si riversa nel linguaggio formale artistico sfociando in un'espressività del dolore non più fisico ma spirituale.
Caratteristiche dell'espressività artistica
- Occhi estremamente grandi con pupilla e iride
- Inclinazione della testa
- Disfacimento della corretta struttura anatomica del volto per esprimere più pathos
La scultura del III secolo, oltre a ricercare un'espressione d'angoscia spirituale, abbandona i canoni classici e vuole esprimere una volontà di potenza, segno che l'arte sta seguendo il passaggio dal principato al dominato. Infatti, i monumenti aumentano di mole; il ritratto del principe - come già da Adriano - risulta ispirato da una divinità; il nemico viene sminuito e disprezzato.
Inoltre, avviene, dettato sempre dalla crisi, un distacco dal razionalismo naturalistico e l'arte si allontana dall'interpretazione oggettiva della realtà. Questa svolta verso l'irrazionale si manifesta anche nei monumenti ufficiali e celebrativi che vengono pervasi da un forte simbolismo plebeo, dapprima appartenente soltanto all'arte.
Constitutio Antoniniana
Dal 212 d.C. entrò in vigore la Constitutio Antoniniana, emanata da Caracalla. Grazie ad essa, ogni cittadino dell'Impero ottenne la cittadinanza, ma anche l'Italia - come le altre provincie - fu assoggettata ai tributi.
L'arte plebea
L'arte plebea è una corrente fondamentale della cultura artistica romana. Ha una derivazione medio-italica ed assume questo nome in quanto arte concepita come manifestazione di un forte legame terreno. Una sorta di contraltare all'arte aulica di influenza greca, in particolare neoattica ed ellenistica, che si consoliderà come arte d'élite e/o imperiale, fino a quando l'arte plebea non raggiungerà i monumenti ufficiali - durante la tetrarchia -, per poi diffondersi con diverse sfumature nelle aree provinciali. Le caratteristiche di quest'arte sono:
- Il valore simbolico di proporzioni non naturalistiche
- La frontalità dei personaggi importanti
- Composizione su un piano uniforme che eviti scorci o prospettive
- Collocazione paratattica delle figure
- Aderenza alla vita quotidiana
- Gusto e comprensibilità della narrazione che superano di importanza la resa formale
Elementi nell'arco di Settimio Severo e nella porta degli Argentarii
Nell'arco di Settimio Severo e nella porta degli Argentarii si riscontrano due elementi che poi saranno ripresi ed estremizzati nell'Arco di Costantino:
- Le ascendenze della forma plebea come la frontalità e la prospettiva ribaltata
- Le ideologie orientali
Infatti, nel fregio in cui sono rappresentate l'uscita dell'esercito da Milano, l'assedio di Verona, la battaglia del ponte Milvio, l'ingresso a Roma, l'oratio e la liberalitas, le proporzioni delle figure sono assolutamente simboliche. Le ultime due scene non appartengono al tema trionfale ma a quello ufficiale e seguono le regole di una determinata etichetta di corte.
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