Roma nella sponda sinistra del Tevere affacciata su Trastevere (Litus tuscus ai tempi di ovidio), ex
territorio etrusco di confine sul quale sorgeva Veio.
città di traffici pontificio ha carattere sacro un ponte unisce Etruschi e Romani, partner
commerciali
città di allevatori il terreno brullo non permette un fertile raccolto, perciò si alleva e si
commercia si espande il mercato in linea con lo sviluppo della città portato avanti dai sovrani etruschi.
I sovrani Etruschi però vengono cacciati 509 regresso economico (nelle liste di Plutarco dei mestieri è
indicato come le attività ora si facessero a casa) visto il taglio dei rapporti coi greci, dato dalla chiusura di
Volsci ed Equi (testimoniato dall’arresto temporaneo della tendenza romana ad acquisire culti di altre
civiltà (in chiave superstiziosa)).
città rustica e semplice modesto capitale economico fino al I ac inizia ad aumentare la
ricchezza e ad andare in crisi la repubblica + ricchezza = + possibilità di commissionare opere, quindi
maggiore attività artistica, quindi maturazione di una civiltà artistica.
Per gli Etruschi Roma era in mezzo ai traffici verso i greci, tuttavia gli E riescono a mantenere supremazia
grazie alle miniere di rame e ai traffici con l’est.
E e G fanno nascere cultura artistica che influirà sui romani E lavorano al T della Triade sul Campidoglio.
G sono in contatto con R dal VI vista la duplice origine della città (Romolo e Remo, Enea e Lavinia) , la
presenza di opere greche a Roma (la prima poesia, il “verso saturnio”, è G).
E iniziano a perdere terreno nel V sconfitta conto Ierone 474 (disfatta di Cuma) chiude la Campania.
L’arte E raffigura scene violente Tomba Francois, ed è quella prevalente a Roma fino al V, per poi essere
soppiantata da quella greca in Apulia, Campania, Picenia e Sicilia matura l’ellenismo italico, una forma
d’arte provinciale ed eclettica (sulla base della pluralità dei dialetti) (III-II) Lo stile romano si appoggia
quindi ancora ad altre culture
La prima iscrizione attinente a Roma è la “Cista Ficoroni” contenitore per profumi e pettine dato alla figlia
da una madre fatta da Plautios, contiene raffig di Argonauti e Dioniso testimonianza di cosa si produceva
nel IV-III.
Durante la regressione economica gli orefici sono presenti una delle più antiche iscrizioni latine risale al
V-IV Fibula di Manios
Incombenze e saccheggi (sacco gallico) contribuiscono all’erezione delle Mura Serviane, ma soprattutto allo
svilupparsi del tipico carattere romano Schivo, Pragmatico, superstizioso, diffidente disprezzo della teoria
(esperienza> teoria), sviluppo dell’architettura rispetto alla pittura/scultura pragmaticità edilizia rispetto
all’estetica.
Nemmeno i primi contatti con i greci inizialmente smuovono questa indole romana (vedi tomba scipioni
poco decorata), tuttavia abbiamo esempi di statue di arte medio italica (non etrusca) come “Orfeo e gli
animali”, “Rilievo di Isernia” e il bronzo “Giunio Bruto”.
Da tutto ciò si esautora l’ellenismo vero e proprio le opere trafugate dal mondo greco, a partire dalla
presa della Sicilia (212) e portate in Italia sviluppano una tendenza al collezionismo nascono “musei”
come quello del T di Apollo in Campo Marzio e vengono sempre più commissionate, quando le originali
finiscono, delle copie delle statue greche, talvolta raffiguranti famose opere ma con facce diverse
(kleomenes come Hermes oratore); in generale il carattere pragmatico permea anche in questi aspetti
statue candelabri, lampadari (l’efebo di Pompei)
Durante il I ac l’arte romana si sviluppa (conseguentemente a una maggiore ricchezza) raffigurazioni delle
case pompeiane (illusorie, cromatiche ecc.) comunque rimane legata all’ellenismo; l’arte romana diviene
autonoma quando l’arte greca inizia ad essere ridondante, ed ogni cosa che si discosta da essa viene
considerata arte romana.
Il mancato sviluppo dell’arte romana è anche figlia di una snobbaggine da parte degli autori Cicerone
ripudia l’arte romana e si scusa, in alcuni suoi scritti, di conoscere alcuni nomi di autori.
TRADIZIONE PLEBEA E PATRIZIA
La tendenza all’imitazione diviene quindi un pilastro dell’arte romana di II-I è un’arte eclettica
eclettismo che si manifesta ad esempio nell “Ara di Domizio Enobarbo” la quale presenta, nel frammento
di Monaco figure divine marine ,mentre in quella del Louvre Marte e una operazione amministrativa una
delle prime forme di arte propriamente romana (soggetti divini ellenici e soggetti civili romani, gerarchia
delle dimensioni romani)
Anche nell’Ara dei Vicomagistri troviamo la gerarchia delle dimensioni l’animale è ridotto perché si da
importanza ai magistri; altri esempi sono Ara di S Guglielmo e Ara di Amiternum(funerale con + di 6
portatori, quindi soggetto non comune)
Macro differenza tra arte plebea e patrizia;
-Patrizia più legata all’ambito greco e all’estetica, + ricca
- Plebea (non popolare, anche i senatori facevano parte del popolo) (propriamente la proto arte romana)
No prospettiva, Gerarchia delle dimensioni, di conseguenza proporzioni talvolta innaturali, scene
quotidiane e realistiche, ricerca della gloria (esaltazione individuale dei soggetti, scene di giochi come nella
Teate Macinorum, iconografia ellenistica per i gladiatori), si da priorità alla comprensibilità e vivacità della
scene (tipo nelle insegne al mercato, vedi la “Rissa nell’anfiteatro” dove il parasole è snaturalizzato per far
si che si veda meglio la scena), scene religiose religiosità, quotidianità, ambito civile e naturalismo
ellenistico fanno il primo stile romano (“Fregio del T di Apollo Sosiano”, “Processione del Sacrificio”
RITRATTO
A Roma si sviluppa un’arte più pragmatica che riesce a raccontare + oggettivamente un evento si sviluppa
il rilievo storico, ma soprattutto il ritratto.
Probabilmente di iniziale matrice greca, la ritrattistica è un’arte che si sviluppa a Roma in ambito patrizio
grazie al forte sviluppo politico e alla disponibilità di mezzi.
Tendenzialmente i ritratti di età classica sono pubblici, mentre più ci si inoltra nell’ellenismo più si tende a
privatizzare; alcuni di essi sono ritratti bronzei, per questo difficilmente conservati.
Anche qui si fa sentire la distinzione:
-Plebeo approssimativo, ritratto rappresentante il defunto come un tipo (giovane, vecchio, fanciulla);
-Patrizio + dettagliato, cerimonie + solenni Polibio racconta che durante la cerimonia veniva fatto un
calco del viso.
C’è da aggiungere anche che il ritratto abbia un valore + politco e non artistico i ritratti erano
commissionati anche da neo nobili, disprezzati dalle secolari famiglie, ma soprattutto venivano esibiti (in
ambito greco i ritratti sono privati)
Si ricorda la “Statua Barberini” o l’”Ermitage di Leningrado”.
Nel I ac ci sono quindi 5 correnti nella ritrattistica:
- R semplice medio italico
- R Patrizio di età sillana (90-70) si esalta l’estetica contadina e non la bellezza greca;
- R ellenistico;
- R medio italici + ellenici pietra lavorata come terracotta.
- R su scudo “Imago clipeata”, sia a rilievo che pitturati, sono portati greci (esempi in Samotracia o a
Pompei)
Commistione di elementi ellenici e romani sono caratteristiche della “Statua di Tivoli”
Durante il I ac il ritratto tende sempre più a presentare l’attenzione alla moda stilistica, al gusto, in virtù di
un graduale avvicinamento all’estetica greca il ritratto diviene metro di misura delle differenze stilistiche
tra periodi.
Il ritratto era un tipo di opera molto sentita dai romani data la loro convinzione dell’importanza dopo la
morte se non si avevano soldi si facevano collette per potersi permettere un piccolo ritratto sulla propria
bara (vedi “Ara di Vitellius Successus”, “Il Colombario”)
I PROBLEMI DI SPAZIO
Ad essi sono sensibili i greci essi già dal VI concepiscono il concetto di prospettiva a livello pratico e
teorico, facendo si che la pittura greca divenga celebre e identificativa.
I problemi di spazio sono presenti all’interno di Pittura e Architettura:
-P all’epoca di Plinio (centro primo secolo dc) la grande pittura greca stava sparendo non era più
espressione artistica, quanto più di ricchezza.
Si ricorda la duplice opera “Teseo Liberatore” la greca è in pubblico, più dettagliata, mitica, espressiva ad
Ercolano, mentre l’altra è una copia della prima, probabilmente romana, poco espressiva, scialba,
quotidiana a Pompei. (I dc)
Si ricordano anche le pitture trionfali come il “Frammento della tomba sull’Esquilino” (prima
testimonianza pittorica tipica romana i soggetti romani sono + grandi, trionfo vs sanniti) (III ac)
Si ricorda la pittura storica della “Tomba degli Statilii” con scene di Enea e Romolo e Remo.
In ogni caso il tratto ellenistico non manca visti i chiaroscuri, la luminosità e lo spazio si evolverà in quello
che è il “secondo sti
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