L’ARTE DELL’ANTICHITÀ CLASSICA
Mario Torelli, Ranuccio Bianchi Bandinelli
Roma
FONDI DI CAPANNE:
1) segni di capanne abitate dall’età del ferro, foro
boario del Palatino. Pianta ovale con focolare al centro.
AREA SACRA SANT’OMOBONO:
2) metà VI a.C. Due templi con cella
prostila, preceduti dall’altare dedicati alla Fortuna e Mater Matuta -la
prima collegata a Servio Tullio e alla crescente potenza commerciale di
Roma dovuta al porto; la seconda dea protettrice dei marinai-. Le
prima fase.
decorazioni erano terrecotte architettoniche di Restaurato nel
540 a.C., rifatto e alzato su un podio nel IV, restaurato da Domiziano del I
d.C.
MURA SERVIANE:
3) dopo aver diviso la città in 4 la cinse con mura che la
difesero dalla metà del VI a.C fino alla catastrofe causata dai Galli nel 378
a.C.
TEMPIO DI GIOVE CAPITOLINO:
4) dedicato alla triade capitolina -Giove,
Minerva, Giunone- fu costruito dai Tarquini ma inaugurato dopo la loro
periptero sine postico
cacciata nel 509 a.C. Si presenta come un tempio 1
con 3 celle di cui la centrale più grande, esastilo 6x6 e con un pronao
profondo 3 intercolumni.
FORO ROMANO, REGIA:
5) tracce di capanne e due tombe databili al IX
a.C.; nel VII vengono sostituite da una piattaforma aperta con altare al
centro; nel VI diventa dapprima un tempio con una sola cella rettangolare
e un porticato, poi venne aggiunto un pronao, infine venne riedificata
come casa-santuario con un cortile a trapezio con altare e portico, 2 vani
inframezzati da un vestibolo.
LAPIS NIGER:
6) consisteva in un piccolo luogo di culto all’aperto con altare
ad U con doppio cuscino di età arcaica. La leggenda poneva la tomba di
Romolo in questo luogo che venne ricoperto di marmo nero in segno di
locus funestus dopo il sacco dei galli.
ACROTERIO DI MINERVA:
7) figura femminile elmata, sorriso arcaico, occhi
a mandorla, forse un’amazzone. Datata circa 540 a.C.
ACROTERIO DI AMAZZONE:
8) conservato soltanto il tronco corazzato,
percepibile una torsione su un fianco che lascia intendere che è ferita.
Contatti con ambienti ellenici. Circa V a.C.
FORO ROMANO, TOMBE:
9) una presenta un corredo di vasi databile al I
millennio a.C.; una conteneva oggetti in bronzo e un’urna a capanna; una
era la tomba di un bambino con corredo; una detta “tomba 99” della
necropoli dell’Esquilino presentava un ricco corredo di bronzi, ceramiche
ed armi, infatti apparteneva ad una classe sociale agiata. Datata circa VIII
a.C.
AREA SACRA DI LARGO ARGENTINA:
10) è il più significativo complesso di
porticus Minucia vetus
templi dell’età alto-repubblicana e corrisponde alla
edificata nel 106 a.C. È composta da 4 templi:
si intende che la peristasi non si estende sul lato posteriore ma soltanto negli altri tre.
1
- C : il più antico, si presentava come un periptero sine postico in cui l’altare
era posto sulla platea.
- A : originariamente era un piccolo tempio distilo in antis, poi divenne un
periptero con colonne corinzie, podio e altare.
- D : tempio dei Lari. Cella rettangolare con ampio pronao esastilo.
Riedificato nel I a.C.
- B : inizialmente presentava una cella e una peristasi rotonde poi, abbattuti i
muri della cella e chiusi gli intercolumni, divenne uno pseudodiptero.
I moduli architettonici sono usati come paradigma cronologico per tutti gli
edifici sacri d’Italia.
Da un esame stilistico ricaviamo che la koinè etrusco-italica influisce anche
sull’architettura tra IV-III a.C. mentre dalla fine del II nuove forme sono dovute
all’ellenizzazione.
PAESTUM, TEMPIO DELLA PACE:
11) periptero sine postico, tetrastilo con
scalinata in cui è inserito l’altare, colonne corinzie, fregio dorico.
TEMPIO DI VEIOVE:
12) dedicato ad un’antica divinità italica. In origine pare
che la pianta fosse di tipo italico con un alto podio, in seguito venne
modificata in una cella rettangolare introdotta da un pronao tetrastilo di ordine
ionico che subì poche modifiche nei restauri successivi.
Mescola tradizione italica e tardo-ellenistica.
DEGLI SCIPIONI:
13)TOMBA ipogeo fondato da Scipione Barbato costituito
da una camera quadrata con 4 corridoi, fu affiancato successivamente da un
altro ipogeo della stessa forma.
Nel primo si trovavano diverse tombe tra cui quella di Scipione Barbato che
ha una forma architettonica sobria, decorata da metope con rose, una cornice
a dentelli e un elemento cilindrico chiuso da due volute. Il secondo ipogeo
presentava una facciata formata da rinvenuta una testa che si pensava
appartenesse al poeta Ennio, molto legato al circolo degli Scipioni, ipotesi che
venne abbandonata a favore di una che vedeva il raffigurato come
personaggio sepolto nell’ipogeo.
STATUA DI NUMA:
14) opera di periodo antonino che ripete un originale di
età repubblicana. Statua marmorea di un uomo barbato raffigurato con la
mano sul petto e i capelli fermati da una fascia -simbolo sacerdotale/regale-.
BRUTO CAPITOLINO:
15) datata intorno all’inizio III a.C. una testa bronzea di
gravitas.
uomo barbato con zigomi sporgenti e sguardo intenso. Ricerca di
RILIEVO CON PROCESSIONE:
16) nel primo frammento ci sono 4
personaggi togati accompagnati da 4 littori; nel secondo una biga con l’auriga
seguito da 2 suonatori di tuba e un inserviente. Pompa circensis (?). Stile
etrusco-italico.
POCOLOM ANEPIGRAFE:
17) metà IV a.C i pocola confermano l’importanza
di Roma a livello artistico. Sono coppe, piatti o piccole oinochoai a vernice
nera dipinti con il nome di una divinità e pochi elementi floreali, probabilmente
erano venduti nei pressi dei santuari come souvenir.
DELL’ESQUILINO,
18)NECROPOLI
AFFRESCO CON SCENA STORICA: nel frammento che si è conservato,
che rappresenta una delle più importanti testimonianze di pittura, la scena si
snoda su quattro registri a sfondo bianco, dal basso:
- pochi resti delle gambe di un personaggio
- folla di gente presso le mura di una città e due personaggi che spiccano:
uno togato, l’altro con vestiti militari sannitici.
- scena di combattimento e soldati che assistono
- Scena di combattimento tra un romano e un sannita dinnanzi ad un
pubblico di soldati.
Elementi di gusto narrativo tipicamente italico-romano ma tecnica pittorica
greca (affreschi trionfali). Una possibile interpretazione potrebbe essere quella
che vede il togato come Quinto Fabio Massimo Rulliano, comandante
dell’esercito romano nella II guerra sannitica, che combatte contro il nemico.
DI VESTA:
19)TEMPIO il tempio marmoreo è elevato sopra una piattaforma a
blocchi costruita precedentemente per arginare il Tevere. Presenta un
crepidoma su cui poggiano la peristasi corinzia e la cella che ha un alto
zoccolo di lastre di pietra poste in verticale e una copertura a cupola. La
struttura tradisce la mano di maestranze greche ispiratesi a opere del IV a.C.
FORO OLITORIO, TEMPLI REPUBBLICANI:
20) la chiesa di San Nicola in
Carcere racchiude i resti di 3 templi repubblicani dedicati a Iano, Iuno e Spes.
A partire da sud :
- periptero dorico 6x11 su podio, unico a Roma di questo ordine
architettonico.
- Periptero ionico 6x11 su podio.
- Periptero sine postico ionico 6x9 su basso podio. Nessuno di questi
conserva la sua fase originaria.
21)TABULARIUM: edificio architettonicamente più impegnativo della Roma di
età sillana. Fungeva da archivio di stato, conteneva uffici e camere ed era
collegato al Foro. Le fondamenta erano sormontate da una galleria a volta
con archi inquadrati da semicolonne doriche; il primo piano verso il Foro
corrispondeva al piano terra sull’altro lato a causa del dislivello del terreno.
Questo edificio oltre ad una funzione amministrativa serviva a regolarizzare la
quinta
zona del Campidoglio e creare una architettonica al foro.
2
TEMPIO DELLA FORTUNA PRIMIGENIA:
22)PALESTRINA, questo
santuario di età tardo-repubblicana presenta una struttura a terrazze ispirato
alle architetture ellenistiche.
Nel cosiddetto “santuario inferiore” ci sono edifici di varia epoca e natura:
- un tempio etrusco-italico in 4 navate, preceduto da un portico su due piani.
- edificio a sinistra: grotta naturale sistemata a ninfeo.
- edificio a destra: sala absidata con alto podio ornato da fregio dorico.
Il “santuario superiore” presenta il vero e proprio terrazzamento su un ripido
pendio:
- opera poligonale
terrazza delimitata da muri giganteschi in 3
- Terrazza con portico colonnato e cinque ninfei semicircolari.
- Terrazza con grande rampa che consente di giungere al piano superiore. In
stile”.
un’esedra erano situati ambienti di servizio con pitture di “primo
sfondo.
2 opus siliceum: tecnica tipica dell’italia centrale che consiste nel lavorare grossi blocchi di pietra
3
fino ad ottenere una forma poligonale che consente di incastrarli senza utilizzare la calce.
- Terrazza con portico colonnato ionico su cui posa un attico con
semicolonne che ha due grandi esedre che inquadravano l’una un
basamento (forse di donario), l’altra una piccola tholos. Al centro una
grande scalinata.
- Terrazza a semicolonne corinzie.
- Terrazza che consiste in un grande piazzale a U delimitato da un doppio
portico corinzio, sul fondo presenta una cavea teatrale, anche questa con
doppio colonnato corinzio semicircolare, alla cui sommità era posta una
tholos con la statua della dea.
SANTUARIO DI ERCOLE VINCITORE:
23)TIVOLI, architettura scenografica
di età tardo-repubblicana. Le fondamenta erano una serie di contrafforti ciechi
in basso e finestrati in alto coronate da archi inquadrati da semicolonne. Il
santuario consiste in un piazzale ad U, delimitato dai portici già citati, in cui in
fondo sorge il tempio periptero sine postico e di fronte una cavea teatrale ai
cui lati si trovavano due scalinate.
SANTUARIO DI IUPPITER ANXUR:
24)TERRACINA, costruito sull’acropoli.
Posto su un podio il tempio si presenta come uno psudodiptero esastilo
corinzio con profondo pronao. Dietro a questo si trovava una stoà forse
dorica. Viene datato in età sillana ma alcune pitture di primo stile fanno
pensare ad una datazione anteriore.
FORO:
25)COSA, su una grande piazza rettangolare accessibili da un arco a
tre fornici si ergevano diversi edifici:
- una basilica a due piani che forniva una sala coperta.
- Un tempietto tetrastilo a cella quadrata.
- Il complesso della curia formato da un edificio recintato a quadrato nel
quale era inscritta una cavea circolare; un piccolo edificio templare; erario;
mercato.
L’impianto urbanistico è tipicamente ellenistico mentre la disposizione degli
edifici in base alla loro funzionalità è caratteristica romana.
FORO:
26)POMPEI, subì una profonda trasformazione nel II a.C e gli edifici
pervenuti appartengono a quell’epoca.
- Santuario di Apollo: dopo la ricostruzione ci appare come un tempio
peribolo
periptero esastilo corinzio su podio circondato da un ionico.
4
- Basilica: edificio ellenistico a sviluppo longitudinale con colonnato interno
ionico 4x20; decorazioni interne in primo stile.
- Tempio di Giove: esastilo corinzio su alto podio con pronao profondissimo
e cella in tre navate.
- Edifici imperiali con funzione politica tra cui l’edificio quadrangolare dei
comizi.
- Teatro: sorge vicino al foro triangolare intorno alla fine del III a.C e presenta
un’orchestra semicircolare con parodoi coperte e parascenii. Venne
leggermente modificato un secolo dopo.
- Odeon: cavea inscritta entro un recinto quadrangolare. Dotata di un portico
come riparo.
STABIANE:
27)TERME sorgono nel II a.C sfruttando il preesistente impianto
di una palestra. Sono divise in due settori per uomini e donne. Composte da:
recinto.
4
- spogliatoi
- tepidarium
- calidarium 5
- palestra
- piazzale
- stanza per detergersi e sauna aggiunte successivamente
L’impianto secondo una giustapposizione di ambienti è di origine ellenistica.
CASA DEL FAUNO:
28)POMPEI, ci fornisce un esempio delle dimore signorili
della classe dirigente che a Roma non si sono conservate.
Presenta una serie di botteghe in fila; un atrio tuscanico con grande
impluvium intorno al quale si snodano cubicula e alae; due triclini; un
hospitium con atrio tetrastilo; peristilio con un’esedra in cui si trova il celebre
mosaico della battaglia di Alessandro.
Decorazioni parietali ad incrostazione; decorazioni pavimentali a mosaico
policromo. CASA SANNITICA:
29)ERCOLANO, la pianta ripete quella delle domus
primo stile
pompeiane con decorazioni di che lasciano trapelare il desiderio
6
di lusso e spazio.
DI GALBA:
30)TOMBA inizi I a.C. Presenta tendenza individualistiche che
portano a preferire il sepolcro singolo secondo il modello ellenistico.
Nell’horrea galbana -magazzini annonari- fu eretto un basamento con cornice
e titulus. DI DOMIZIO ENOBARBO:
31)ARA i rilievi si estendono sui tutti i lati. Tre
presentano la raffigurazione di del thiasos nuziale tra Nettuno e Anfitrite sul
carro trasportato da tritoni; uno la celebrazione di un lustrum censorio alla
presenza di Marte, con un sacerdote e le vittime della suovetaurilia e un
corteo di spettatori con cavalieri e senatori.
frigidarium
il è un’aggiunta di età imperiale
5 Gli “stili” -o meglio, schemi decorativi- pittorici sono 4:
6
- primo stile: casa
incrostazioni architettoniche dipinte. Si sviluppa tra III-II a.C. Un esempio è la
sannitica di Ercolano.
- secondo stile: finte architetture. Si sviluppa tra la fine del II a.C. e la fine del I a.C. Alcuni
la casa dei grifi a Roma; la villa dei misteri a Pompei; la villa a Boscoreale; la casa
esempi sono:
di via Graziosa a Roma.
- terzo stile: ornamentale. Si sviluppa contemporaneamente al secondo fino all’età di Claudio ( I
sala nera nella casa della Farnesina; la casa di
d.C.). Un esempio è il fregio della oppure
Lucrezio Frontone a Pompei.
- quarto stile: illusionismo prospettico. Si sviluppa da metà del I d.C. L’esempio fondamentale è
sala ottagona della Domus Aurea sala 85;
la oppure la un quadretto di quarto stile ci giunge
anche da Ercolano.
Esempio di eclettismo romano: il soggetto mitologico è ellenistico come lo è
la forma con cui è raffigurato; il soggetto civico è invece tipico dell’arte
plebea di derivazione medio-italica.
7 FEMMINILE:
32)ACROLITO esempio di scultura neoattica a Roma. Prototipo
prassitelico. RITRATTO DA DELOS:
33)STATUA prototipo di “statua achillea”: ritratto
realistico di un personaggio romano su un corpo in nudità eroica. Ispirato ai
tipi classici con ponderazione derivata da modelli prassitelici. Si crea un
contrasto evidente tra viso e corpo. Fine II a.C.
DI POSTUMIO ALBINO:
34)RITRATTO capelli ricci e rigonfi su un’alta fronte,
mascella grande e labbra serrate. Esempio di un ritratto che segue la corrente
ellenistica barocca e drammatica in cui le fattezze dell’individuo vengono
sublimate a favore di una più intensa carica psicologica. Inizio I a.C.
DI VECCHIO IGNOTO:
35)RITRATTO viso e collo solcati da profonde rughe,
capelli radi, bocca fina, occhi infossati. Esempio di ritratto della corrente
“verista” che sottolinea e riporta dettagliatamente i tratti fisionomici; ebbe
molto successo in ambito borghese. Inizio I a.C.
DI POMPEO:
36)RITRATTO copia imperiale di un originale tardo-
repubblicano. Incentrato sul contrasto tra la morbidezza dei tratti del viso e la
resa della capigliatura. Inizia a prendere forma la nuova concezione di ritratto
di tipo classicistico che raggiungerà il suo apice sotto Augusto.
DI SAN GREGORIO AL CELIO:
37)FRONTONE al centro si trovano 3 figure
divine : Marte corazzato, una dea stante, una dea seduta. Sono presenti
anche figure togate vittimari e vittime in una composizione paratattica che
ricorda quella dell’ara di Domizio Enobarbo -tranne per la dea sedute
rappresentata leggermente in obliquo-.
EMILIA, FREGIO:
38)BASILICA frammenti di un grande fregio che decorava
l’architrave interno. Ricostruite delle lastre sulla fondazione di Roma: la
superstite rappresenta la punizione di Tarpea. L’eroina al centro con la veste
mossa dal vento e le braccia spalancate subisce la lapidazione con gli scudi;
figure disposte paratatticamente per favorire la chiarezza espositiva della
narrazione.
DI CESARE:
39)FORO primo foro imperiale inaugurato nel 46 a.C. ma
terminato da Augusto.
- grande piazza colonnata su 3 lati chiusa tra mura perimetrali.
- a sinistra erano disposte una seri di botteghe dalla pianta irregolare.
- al centro del foro si trovava la statua equestre di Cesare.
L’arte plebea è una corrente fondamentale della cultura artistica romana. Ha una derivazione
7
medio-italica ed assume questo nome in quanto arte concepita come manifestazione di un forte
legame terreno. Una sorta di contraltare all’arte aulica di influenza greca, in particolare neoattica e
ellenistica, che si consoliderà come arte d’élite e/o imperiale, fino a quando l’arte plebea non
raggiungerà i monumenti ufficiali -durante la tetrarchia-, per poi diffondersi con diverse sfumature
nelle aree provinciali. Le caratteristiche di quest’arte sono:
- il valore simbolico di proporzioni non naturalistiche.
- la frontalità dei personaggi importanti.
- composizione su un piano uniforme che eviti scorci o prospettive.
- collocazione paratattica delle figure.
- aderenza alla vita quotidiana.
- gusto e comprensibilità della narrazione che superano di importanza la resa formale.
- in fondo sorgeva un tempio periptero sine postico con pronao profondo e
cella absi
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