Estratto del documento

Schede Tempio di Giove Capitolino

Il Campidoglio è quasi un’arce-acropoli dato che naturalmente fortificato da rupi (h. 46m tranne che verso il Quirinale): è il cuore di Roma, incluso nelle mura aureliane, con la nuova piazza di Michelangelo (oggi Comune) e ai lati il Museo dei Conservatori e Palazzo Nuovo, i Musei Capitolini come I° museo pubblico aperto nel 1734 dopo aver acquisito la collezione Albani, base per British Museum-Louvre. Estendendosi alla centrale termoelettrica dal 1997 fuori da Porta Ostiense, con una mostra in cui vennero mostrati i pezzi nei magazzini.

In antico il Campidoglio presentava Arx, chiesa di Santa Maria Ara Coeli, e Capitolium, separati dalla depressione dell’Axilium con la piazza: per la leggenda il tempio venne creato da Saturno, ma si hanno ritrovamenti di ceramica ai piedi del colle del XIII AC; evento maggiore è l’assalto dei Galli del 390 AC, quando per lo schiamazzo delle oche di Giunone la struttura venne salvata e poi fortificata, ma anche l’assassinio di Tiberio Gracco nel 133 AC, e gli incendi del 69 DC per i partigiani di Vitellio-Vespasiano e dell’80 DC.

È un tempio romano di derivazione etrusca: il templum è lo spazio definito dagli auguri e può essere destinato alla divinità-ritrovarsi di un popolo, è sempre inaugurato che solo in certi casi è tempio. Nei primi templi la pianta tende al quadrato, spazio profondo nella parte anteriore colonnata poiché vi si prendevano gli auspicia, e vi è la cella con la statua assiale; il tutto in materiali poveri, come acroteri in terracotta, com’è nel Tempio di Giove capitolino: era in legno, reso in marmo solo in tarda età repubblicana da un partigiano di Silla, Quinto Lutazio Catulo.

È il tempio maggiore di Roma dato che dedicato alla triade capitolina: è iniziato sotto Tarquinio Prisco nell’ultimo quarto del VI AC, con dedica nel 509 AC, esempio massimo dell’architettura tardo-etrusca. La pianta tende al quadrato 53x63m, come i templi italici: è periptero sine postico, senza colonne sul retro, con un pronao profondo con 2 file di colonne oltre quelle perimetrali e alto podio; l’ingresso mostra la forma bassa-schiacciata in tufo cappellaccio (fondazioni ai Capitolini) confermando la datazione al VI AC, con terrecotte architettoniche e rivestimenti in stucco tipici della tradizione italica. Infatti nel Frontone è una quadriga in terracotta di Vulca di Veio sostituita nel 296 AC da una in bronzo.

Il restauro in età repubblicana lo lascia tradizionale, diventando simbolo di Roma-modello per tutti gli altri templi: si hanno 2 tradizioni, I° legata alle forme italiche e II° forme ellenistiche. L’incendio dell’83 AC porta la ricostruzione in marmo da Catulo, con colonne dall’Olimpieion (tempio di Zeus Olimpio) di Atene, dando tratto più arcaico: caratteristica romana è il Podio, che isola l’edificio-molto altro poiché vi si prendono gli auspicia, e che vi sia un fronte principale poiché è Sine Postico.

Fu fondato da Tarquinio Prisco, completato dal Superbo, dedicato nel 509 AC ai primi consoli, mostrando la presenza etrusca in Roma nel VI AC; secondo Dionigi di Alicarnasso fu ricostruito nel 69 AC dopo l’incendio del 83 AC conservando la precedente struttura a periptero sine postico orientato a sud-est con 3 celle (centrale Giove, lati Giunone-Minerva), 6 colonne sulla fronte-6 sui lati, poi un pronao 3 intercolumni con doppia fila interna di colonne, podio di 13 piedi. Si conservano 3 angoli-sostruzioni in cappellaccio del perimetro esterno-colonnato: 175-180 piedi di larghezza e 204-210 lunghezza che lo rendono il maggiore tra i templi italici.

Oggi si conoscono molti peripteri sine postico di età tardo-arcaica per cui non si hanno motivi per sospettare che non sia della grande Roma dei Tarquini; si hanno pochi resti della decorazione fittile (artisti etruschi-simulacro di Giove di Vulca) ma viene riprodotto tetrastilo su monete-rilievi in età imperiale. Il Gruppo della Triade Capitolina, forse ricostruzione del gruppo sul tempio, in una villa vicino a Guidonia nel Lazio (Museo Archeologico Rodolfo Lanciani a Guidonia) è l’unico a tutto tondo, datato nel 160-80 DC per l’uso del trapano nelle capigliature, Giove, le pieghe dei panneggi, posta nel Larario di tal casa. Al centro è Giove, alla sua destra Minerva-sinistra Giunone, per i loro animali simbolo, l’aquila di Giove, civetta di Minerva e pavone per Giunone; Giove tiene un fascio di fulmini in bronzo, Giunone una patera perduta. Dietro 3 piccole vittorie che incoronavano le divinità, Giove con la Quercia, Minerva con Alloro e Giunone con petali di Rosa (essenze).

Area sacra di Largo Argentina

Più significativo complesso di edifici sacri di età regia-repubblicana: è un palinsesto archeologico tra il Circo Flaminio-Campo Marzio, con significato storico-topografico stabilito dalle indagini nel Circo Flaminio-Porticus Minucia Frumentaria, essendo riconosciuta come Porticus Minucia Vetus, del 106 AC da Minucio Ruto per il trionfo sugli Scordisci. È riconoscibile ai lati della piazza con pavimento in tufo posteriore ai templi ACD: più antico è il tempio C, su un podio di 3,8m con semplici cornici a basso cuscino concluso da un plinto, pianta sine postico tetrastilo-esastilo sulla fronte, colonnato sulle ali e chiuso da una parete continua: tempio arcaico con platea pavimentale, sostituita da una II°, su cui poggia un altare in peperino, lungo l’asse longitudinale del tempio e votato nel 174 da Postumio Albino (duoviro). Un terzo piancito copre l’altare di Albino-6 gradini, il pavimento della porticus minucia: dalla media alla tarda fase repubblicana si hanno modifiche, di cui maggiore è l’abbassamento del podio; la divinità è Feronia e l’antichità del culto si riconosce dai calendari, e forse l’acrolito femminile con frammenti tra tempio C-B si riferisce anche a tal santuario.

II° fondato è il tempio A, in antis prostilo tuscanico, con podio alto 10 piedi-cornici severe: ha platea tufacea con altare in peperino, sostituita dalla porticus minucia, per cui viene rifatto il podio mezzo interrato; il tempio fu ricostruito con una peristasi attorno all’edificio antico, trasformato nella cella del nuovo periptero alla greca con 6x9 colonne corinzie su basi-capitelli in travertino, colonne in tufo rivestite di stucco, e cornici ellenizzanti del podio sono simili al tempio B. È di Giuturna in campo o Aedes Iunonis Curitis, eretta in Campo con l’espugnazione dei Falerii del 241 AC: il rifacimento per cause estetiche potrebbe essere di Lutazio Catulo che crea il Capitolium nel 69.

III° è il tempio D, dei Lari Permarini, votato nel 190 AC da Emilio Regillo e dedicato nel 179 AC ad Emilio Lepido: nel porticus minucia all’incisione dei fasti non poteva essere che in Porticus Vetus; fase più antica è in opera cementizia (rifatta I AC), con pianta di età arcaica con cella rettangolare pronao esastilo profondo 3 intercolumni (del podio antico è l’ossatura cementizia) con in vista il podio del I AC in travertino di 3m; ultimo è il tempio rotondo B, identificato per l’accenno di Varrone con l’Aedes Fortunae Huiusce Dei cui è votato nel 101 AC da Lutazio Catulo: ha una peristasi circolare su podio modanato con forme ellenizzanti-cella circolare in opera incerta: le colonne della peristasi sono in tufo, con basi attiche-capitelli corinzi in travertino; abbattute le mura della cella-chiusi con tramezzi tufacei gli intercolunni divenne pseudoperiptero.

Oltre le stuccature dei podi vi sono 2 trasformazioni 1° ripavimentazione in travertino della porticus che fa arretrare le scalinate-costruire guance delle scale-sistemare gli altari nelle scalinate nell’80 DC per l’incendio/restauro della Domus Minucia vetus, 2° II DC chiusura delle fronti dei templi in un muro di laterizio ponendovi botteghe-stanze di servizio. L’importanza topografico-storica dell’area è eccezionale: i moduli architettonici dei suoi templi sono paradigma cronologico per tutti gli edifici sacri italiani; l’analisi architettonica delle piante dei podi collega le architetture all’area sud-etrusca, confermando la permanenza della koiné etrusco-italica nel IV-III AC-tendenza a ridurre con i secoli i podi- II DC l’ellenizzazione della cultura romana (nuove sagome per i podi-forme decorative).

Cosa: impianto urbanistico

La fondazione delle colonie romane ha il modello del Castrum, quelle latine del IV-III AC ellenistico-italico: Cosa fu fondata nel 273 AC nelle terre dei Vulcenti, con cinta di mura in opera poligonale di 1,5km 3 porte-18 torri, tra due colline con nella meridionale una cinta autonoma per Arx; in essa si hanno insulae variabili tra strade rettilinee con impianto fognario: nella sella tra le alture è il foro, al centro della città sono le terme, mentre gli edifici sacri nell’Arx-Foro-una delle porte (città greche-romane). Si ha una via intramuranea parallela alle mura, e cisterne private oltre ai 2 serbatoi pubblici: apice è nel III/II sec AC contenendo tutti gli elementi della cultura urbanistica ellenistico italica, regolarità d’impianto-organizzazione dei principali servizi comuni-disposizione delle mura in base alle tecniche ossidionali ellenistiche, essendo esempio della cultura urbanistica del periodo.

Tomba degli Scipioni

L’ipogeo degli Scipioni è sull’Appia, fondato da Scipione Barbato poco dopo il 312 AC, con sarcofago che occupa il posto d’onore: era una camera quasi quadrata nel tufo, con 4 pilastri per dare solidità, come fosse un corridoio esterno che correva da 4 lati raccordato al centro da 4 bracci a croce. Il sarcofago è sul fondo di fronte all’ingresso, poi se ne aggiungono in casse scavate in blocchi tufacei-lastre di tufo in nicchie nelle pareti dei corridoi: struttura-tombe non sono grandi quanto quelle etrusche, ma 7 di esse hanno iscrizioni con date fino al 150 AC; l’ipogeo fu affiancato da uno minore quadrangolare, leggermente divergente, per i membri della famiglia nel II AC. Alla costruzione fu realizzata la facciata rupestre, con alto podio con severe cornici a cuscino, in cui si aprono 3 archi, uno cieco- 2 verso gli ipogei, e il prospetto tripartito a semicolonne-nicchie (per Livio con le statue dell’Africano-Asiatico-Ennio) come le Scenae Frons ellenistiche. Si attribuisce la risistemazione a Scipione Emiliano (processi di ellenizzazione II AC); tarda occupazione, prima dell’obliterazione nel III sec DC, è della figlia e nipote di Cornelio Lentulo Getulico in epoca Claudio neroniana.

Bruto Capitolino

Roma, Museo dei Conservatori, 69cm: testa bronzea, modello Fisiognomico, detta Busto Capitolino, risarcita nella calotta con busto moderno: è nota dal 500 come il ritratto di Bruto, mitico fondatore e I° console della Repubblica (non Giunio Bruto uccisore di Cesare) in base del ritratto sulle monete (59-43 AC) diventando quindi Ritratto per Ricostruzione dando l’immagine delle virtù romane; è barbato, con sguardo intenso-fisso, naso aquilino-fronte alta, con una barba a ciocche ineguali come la chioma senza ordine. Tutti i tratti indicano la ricerca realistica-individuazione fisiognomica, mostrando la gravitas-impegno-tensione ideale del patriziato romano. La ricerca psicologica-ideologica sono interessanti: il ritratto ha in comune con la ritrattistica medioitalica, la sensibilità stereometrica che porta all’impalcatura cubica del cranio-tratti della fisionomia, ma se ne distacca per il rendimento dei particolari, della ritrattistica ellenistica del III AC: per questo viene datata nel I° quarto del III AC, espansione-dominio politico/culturale romano e ricerca del passato.

Tomba degli Scipioni: Sarcofago di Scipione Barbato

Musei Vaticani, 1.42m: sarcofago in Nefro di Scipione Barbato, console 298 AC, unico della tomba con decorazione architettonica elegante-elaborata in forma di altare, con modanature alla base-cornice a dentelli sovrapposta ad un fregio dorico; si hanno 2 volute alle estremità di un elemento cilindrico coricato-desinente con foglie, con lo stesso virtuosismo delle rosette tra le metope, nel gusto del I° ellenismo per stili misti-cornici ioniche su fregi dorici-coronamenti corinzi. Deriva dall’Italia meridionale in cui sono diffusi gli Epitymbia a Naiskos, ma il Nefro si lega alle maestranze dell’Etruria e non trovando reperti simili in essa si lega alle fonti megalo-greche: le iscrizioni su di esso hanno importanza storico-culturale-artistica, la più antica sul coperchio ha il nome del defunto mentre quella sulla cassa del 200 AC è estratto della laudatio funebris, dicendolo vitutei perisuma, ricordando la motivazione per cui i romani eressero una statua di Pitagora-Alcibiade (conferma le relazioni con l’ambiente italiota per obbedire all’oracolo nelle guerre con i Sanniti).

Necropoli dell’Esquilino: affresco con scena storica

Roma, Museo dei Conservatori: uno dei più importanti documenti della pittura storico romana; l’affresco su fondo bianco era articolato su 4 registri e ne restano del I° le gambe di un personaggio, nel II° le mura di città davanti cui si ha un uomo in abiti sanniti ed un altro in toga-lancia e resti di iscrizione con il suo nome, III° scene di combattimento a sinistra, i personaggi della 3° che si affrontano con altri soldati (uno tuba-uno mantello) e iscrizione “anios stai filios Q. Fabios”, nel IV° duello tra sannita-romano. L’iscrizione con nome sannita porta a credere rappresenti le guerre sannite, in cui tra i capi è Fabio Massimo Rulliano: forse del 304 AC in richiamo alle pitture di Fabio Pittore delle guerre sannite nel tempio di Salos vi sono tratti del gusto narrativo italico come composizione su registri-gerarchia delle proporzioni-attenzione ai dettagli-ricerca di contrasti cromatici, ma anche della cultura greca-pittura a macchia, mostrando la pittura trionfale romana.

Roma, Foro Boario, Tempio di Vesta

Dal II AC vengono costruiti templi in marmo con forme greche (architetti greci) come il Tempio di Vesta nel Foro Boario (dedica ad Ercole), novità assoluta per la forma a Tholos Greca; è in marmo pentelico mostrando l’ellenizzazione della cultura romana-avendo eccezionale importanza storico-topografica. Si eleva da una piattaforma in tufo costruita nel 142 AC sotto Scipione Emiliano-Lucio Mummio per fare argine al Tevere in cui era il Potrus Tiberinus, innalzando il podio del tempio di Portonus e il terminus post quem della costruzione, Aedes Herculis Victoris fuori porta Trigemina, dedicato al mercante tiburtino del II AC Ottavio Hersenno, imitando l’Aedes Herculis Invicti di Emiliano del 142 AC presso l’ara massima decorata da Pacuvio. Dimostra la potenza della classe equestre con statua di Hercules Olivarius di Skopas Minore (incisione alla base): le fondazioni sono ad anelli in cappellaccio, con sopra senza podio, un krepis (canone ellenistico) su cui poggiano la peristasi-cella in marmo; le colonne corinzie hanno fusto scanalato-basi attiche (12 sostituite in età augustea). Il soffitto della peristasi anulare era cassettonato, la cella ha un zoccolo alto ad ortostati e la parte superiore imita la struttura isodoma i modelli classicisti del medioevo ellenico: la cella era coperta a cupola, crollata nel medioevo quando divenne chiesa di S. Maria Egizica, nel pavimento è una favissa (pozzo a Tholos); l’opera è di un architetto-maestranze greche con modelli classici per impianto-motivi decorativi ispirati al IV AC e filtrati nell’architettura ellenistica, essendo quindi assimilabile alle opere neoattiche come il I° tempio in marmo del 146 AC di Giove Statore nel portico di Metello al Circo Flaminio, di Ermodoro di Salamina (Tempio di Marce in Circo).

Roma, Foro Olitorio, Templi Repubblicani

La chiesa medievale di San Nicola in Carcere, tra Foro Olitorio-Boario e Tevere-Area sacra di San Omobono, ha 3 templi repubblicani di Lanus-Iuno Sospita-Spes (Giano-Giunone-Spes) fondati da Duilio nel 260 AC e restaurati da Tiberio nel 17 DC (dopo quelli di L.Giulio del 90 AC e Calatino nel 254 AC): quello meridionale è periptero 6x11 colonne doriche su un alto podio non modanato (unico a Roma con quest’ordine: essenzialità decorativa, rigido-schematico e tipico della tradizione ellenistica), gli altri 2 ionici, di Iuno periptero (colonne ai 4 lati della cella) 6x11 colonne in tufo su un podio con complesse modanature in peperino, quello di Spes periptero sine postico 6x9 colonne in tufo su basso podio; sono conservati nella fase del I AC e in quelli di Iuno-Spes tiberina. Nel Foro Boario è il tempio di Portunus che mescola tradizioni differenti: pseudoperiptero poiché sui lati-parte posteriore sporge dal muro, ha un ingresso-podio, della tradizione italica; finge di essere un periptero, applicando le colonne alla parete, sono in tufo rivestite di stucco, materiale tradizionale povero, che però viene fatto sembrare greco, quindi la trasformazione è nella forma-materiali.

Roma: Campo Marzio Meridionale

Esprime lo spirito urbanistico tardo-repubblicano e imperialismo del II/I AC: è una zona di bassura fluviale con solo i templi di Apollo, 433 AC, e C di Largo Argentina oltre a Villa Pubblica; nel III AC ha il tempio di Bellona-quello A, presso quello C di Largo Argentina, condizionato dal tempio di Apollo orientandosi N-S. Intervento rivoluzionario è del 221 AC, quando Flaminio costruì il Circo Flaminio asse NO-SE, su cui si inseriscono edifici trionfali come tempio di Hercules Musarum 189 AC-Aedes Pietas 181 AC-Tempio di Diana 179 AC-Porticus Metelli e 2 templi marmorei di Iuppiter Stator-Iuno Regina del 146 AC, e il tempio di Marte di Ermodoro Salamina, Tempio dei Castori in Circo.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 60
Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 1 Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame di Archeologia e Storia dell'arte Romana, prof. Grassi, libro consigliato Schede, Bianchi Bandinelli Pag. 41
1 su 60
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Melissa. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Grassi Maria Teresa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community