Riassunto esame di Anatomia Umana (sistema linfatico)
Prof.ssa Matilde Follo
Testo consigliato: “Anatomia Umana”, Martini – Timmons – Tallitsch
IL SISTEMA LINFATICO
Parallelamente al sistema circolatorio decorre il sistema linfatico, i cui vasi
trasportano la linfa.
La linfa è liquido interstiziale, arricchito con linfociti (T, B, NK) e macrofagi. È un
fluido molto simile al sangue, di cui rappresenta la parte liquida, ma con minore
concentrazione di proteine; la linfa non contiene poi eritrociti ma leucociti e cellule
presentanti l’antigene (sequenza di amminoacidi), come i macrofagi.
La linfa cambia poi aspetto a seconda del livello di lipidi presenti nel nostro corpo (i
lipidi, insieme a proteine, formano chilomicroni, che si riversano nel capillare
linfatico, che raccoglie tutti i lipidi, riportati poi alla circolazione).
Come detto, il liquido interstiziale rappresenta la parte liquida del sangue: quando il
sangue arriva dal sistema arterioso ha una certa pressione (mantenuta dalla presenza
della tonaca media), che fa sì che una certa quantità di liquido (15% del liquido
filtrato dai capillari, raccolto negli interstizi) esca dai capillari sanguigni (senza essere
dunque riassorbito da questi ultimi) e venga raccolta dal sistema capillare. Il liquido
viene poi restituito al sangue a livello del ritorno venoso.
Il sistema linfatico svolge le seguenti funzioni:
Produzione, mantenimento e distribuzione dei linfociti
Mantenimento della volemia (contenuto complessivo di sangue) e quindi
dell’equilibrio dei fluidi nel corpo
Trasporto di ormoni e sostanze nutritizie
I linfociti
I linfociti sono organelli che costituiscono la parte corpuscolata della linfa. Esistono
diversi tipi di linfociti:
Linfociti NK (“Natural Killer”), che legano le nostre cellule e, tramite un
recettore killer-inibente, sono in grado di riconoscere quelle infettate da virus
e/o che sono diventate cancerose: le cellule “anomale” non possiedono
molecole MHC, in grado di legare il recettore killer-inibente, per cui la cellula
NK secerne granuli di perforina e granzimi che andranno ad uccidere la cellula
infetta/cancerogena
Linfociti B, che secernono anticorpi (dopo aver legato uno specifico antigene)
in grado di neutralizzare e/o eliminare l’infezione
Linfociti T, ulteriormente suddivisibili in
T-Helper, che inviano citochine per richiamare altri elementi del sistema
o immunitario
T-Citotossici, che uccidono cellule infette
o
In questi meccanismi ogni linfocita riconosce uno specifico antigene/patogeno.
In seguito alla stimolazione antigenica si formano:
Le plasmacellule, che secernono gli anticorpi antigene specifici
Le cellule di memoria, che in caso di nuova infezione con lo stesso antigene
svilupperanno una risposta immunitaria più veloce.
I vasi linfatici
I vasi (o capillari) linfatici raccolgono il liquido interstiziale. Sono costituiti da cellule
endoteliali, che poggiano su una lamina basale discontinua (lasciando buchi tramite
cui fluidi e proteine possono passare più facilmente); le cellule endoteliali, aventi una
parete molto sottile, non sono aderenti ma sovrapposte; il lume dei capillari linfatici è
più ampio di quello dei capillari sanguigni.
La linfa scorre secondo un flusso unidirezionale (garantito da valvole presenti nei
vasi linfatici: la linfa scorre nei vasi mossa dall’azione dei muscoli; se quest’azione
viene meno, la linfa ristagna e si accumula nei tessuti), “partendo” dai vasi linfatici
principali/maggiori.
I vasi linfatici principali si suddividono in:
superficiali, che decorrono nelle tonache nelle tonache sottomucose (che si
interpongono tra mucosa e muscolare; è un connettivo lasso, che crea spazi per
i vasi);
profondi, grossi vasi che drenano la muscolatura scheletrica, organi del collo,
visceri toracici e addominopelvici.
I vasi linfatici principali drenano poi nei tronchi linfatici, che a loro volta si uniscono
per creare due dotti principali, il dotto toracico (o dotto linfatico sinistro) e il dotto
linfatico destro.
La linfa ritorna alla circolazione dopo essere raccolta dal dotto linfatico destro e dal
dotto toracico.
Il dotto toracico raccoglie la linfa nella parte sovradiaframmatica sinistra del corpo e
nella parte sottodiaframmatica.
Il drenaggio di sinistra è più articolato di quello di destra: tutto ciò che viene drenato
dall’addome, dalla pelvi e dagli arti inferiori si riunisce nella cisterna del chilo, un
punto di connessione linfatico che raccoglie tutto il drenaggio linfatico di addome,
pelvi e arti inferiori; nel momento in cui questo ritorno passa dal diaframma cambia
nome ed è detto dotto toracico, che risale e drena tutta la linfa che viene dal torace.
La cisterna del chilo (che si prosegue appunto nel dotto toracico) si trova nella parte
sinistra del corpo.
Nel dotto toracico si uniscono tutti i vasi linfatici che drenano l’arto sinistro, il torace
sinistro, il collo sinistro e la testa sinistra, unendosi e riversandosi nella confluenza tra
la giugulare di si
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