Guardare, pensare, progettare
Presentazione
Questo libro fa un’accurata analisi dell’anatomia dell’occhio, e ci spiega in che modo funziona e come riesce grazie al cervello a elaborare le immagini, come riusciamo a vederle, in che modo riusciamo a riconoscere alcune figure nel nostro campo visivo. In che modo si analizza lo spazio figurativo e gli elementi presenti all’interno di questo. Inoltre analizza gli elementi principali di progettazione, i quali: il colore, disegno, scrittura, lettura.
Introduzione
L'occhio e il cervello: i dati Il processo che porta alla visione è il seguente: segnali grezzi (sotto forma di luce) entrano nell’occhio, vengono proiettati sul fondo e convertiti in segnale elettrico; questo segnale sarà inviato al cervello, in un’area detta “corteccia visiva primaria” da qui sarà inviata ad altre aree che daranno vita ad una visione secondo colore, movimento e posizione. Le funzioni più importanti saranno svolte dai neuroni, che si trovano in queste aree e che analizzano ulteriormente la scena della rappresentazione. Alcuni neuroni risponderanno solo al colore rosso, altri solo all’orizzontalità, altri ancora, alla forma che si ingrandisce avvicinandosi ecc.
Ci sono altri neuroni che rispondono a delle precise sequenze di azioni (es: c’è un neurone che si accende di fronte a un atto come “afferrare” qualcosa).
Primo punto: scomporre la scena
Per essere vista la scena, bisogna prima scomporla; la retina scompone e elabora la luminosità e la lunghezza d’onda. Nella seconda scomposizione ci sarà uno smistamento in base al movimento, il colore e la posizione. Ci sono neuroni che hanno un solo compito, ad esempio individuare il contorno o una direzione di movimento ecc. Tutte queste scomposizioni avvengono in parallelo ma a noi sembra che avvengano tutte nello stesso momento. La Gestalt ci dice che l’occhio riesce a dar vita ad una visione d’insieme ma il cervello arriva a costruire una rappresentazione d’insieme solo attraverso pezzi disgiunti e paralleli.
Secondo punto: riconoscimento differenziato
Non tutte le cose guardate sono uguali per i neuroni. Ci sono neuroni per il movimento, neuroni che riconoscono le facce, o le mani ecc. Il cervello semplicemente lavora per gerarchie.
Terzo punto: emozioni e riconoscimento
È importante il lato emozionale, ad esempio, se riusciamo a riconoscere una determinata persona/oggetto è perché ci sono neuroni specializzati a farlo, ma non solo, se a quella persona/oggetto siamo legati emozionalmente, il cervello la riconoscerà prima. Le emozioni sono fondamentali per il riconoscimento.
Anatomia dell’occhio
Bulbo oculare
Il bulbo oculare è fatto a strati. Si trova nella cavità orbitale ed è collegato a due muscoli che ne controllano la posizione e il movimento. Il bulbo si trova tra le palpebre, fatto di una parte bianca chiamata “sclera”, poi al centro vi è “l’iride” (in greco era il nome dell’arcobaleno). È composta da piccole striature (muscoli) che si dilatano e si contraggono in base alla luce che entra nella “pupilla” oppure se guardiamo qualcosa che ci interessa particolarmente. A formare l’immagine nitida, ci pensa il “cristallino” che si trova dietro alla pupilla.
Giovanni Keplero
Fu il primo a proporre un’analogia tra la camera oscura e l’occhio umano, ma in realtà le due cose sono totalmente opposte anche se la storia della fotografia ci dice che ad un certo punto qualcuno mise sul fondo di una scatola, una superficie impressionabile per trattenere e fissare quell’immagine proiettata. Infatti, se dietro la scatola si mette un pezzo di pellicola si fa in modo che i raggi la colpiscano, l’immagine proiettata, vi rimarrà impressa ottenendo così una fotografia. Per potenziare i raggi verrà inserita una lente nel foro, ne uscirà fuori una specie di macchina fotografica moderna.
Coni e bastoncelli
La percezione inizia quando la luce colpisce il fondo dell’occhio, ovvero la “retina” (membrana nervosa detta così perché è ricoperta di un intreccio di vasi sanguigni che somigliano ad una rete) che assorbe la luce grazie ai “recettori” (sono cellule ovvero “neuroni” e sono 125 milioni) in ciascun occhio. Una volta colpiti dalla luce (fotoni) questi si trasformano in segnale nervoso. Non tutti i neuroni sono recettori.
La retina è composta da 3 strati.
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