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I – La politica, dimensione interna e

internazionale

Gli oggetti di indagine della scienza politica sono: politica interna, politica estera, politica

comparata, politica locale e politica internazionale.

La Scienza politica spiega la realtà politica (quando può la prevede e la migliora). Aiuta a

capire l’essenza del rapporto che lega gli individui allo Stato.

La Politica è una realtà autonoma, è diversa ed indipendente dalla Società, dall’economia

e dalla religione del contesto in cui opera segue delle leggi proprie ha un proprio

à à

modus operandi.

DECLINAZIONI DELLA POLITICA

POLITICA INTERNA = azione di uno Stato per la realizzazione dei propri obiettivi

o nell’ambito dei confini nazionali

POLITICA ESTERA = azione di uno Stato per la realizzazione dei propri obiettivi

o nell’area internazionale

POLITICA INTERNAZIONALE = insieme delle interazioni delle azioni esterne degli

o Stati e degli altri attori internazionali (organizzazioni internazionali)

POLITICA LOCALE = istituzioni e decisioni che governano aree sub-nazionali di

o piccole dimensioni (regioni, province, comuni)

POLITICA COMPARATA = studio dei fenomeni politici con il METODO

o COMPARATO, che implica il fare buon uso di quanto rilevato nello studio dei casi

formulare ipotesi sottoporle a verifica individuare casi devianti formulare

à à à à

generalizzazioni in grado di portare verso vere e proprie teorie

AUTONOMIA

L’autonomia della Politica è avvenuta attraverso due binari:

STORICO

§ DISCIPLINARE

§

La separazione tra potere SPIRITUALE e TEMPORALE ha costituito il primo step

dell’autonomia della Politica. Fino al Medioevo la Politica era ancora contaminata da:

etica, religione e economia. Con il conflitto impero – Chiesa, la politica perde la propria

sacralità, pur mantenendo l’etica, intesa come perseguimento di fini comuni.

“Il Principe” di Nicolò Machiavelli, parla della separazione tra Politica e Morale. Il principe a

volte deve operare in aperto contrasto con fede, morale e giustizia per mantenere la

propria posizione. La Politica ha le proprie leggi che il politico deve applicare per

salvaguardare lo Stato

La divisione tra Sociale e Politico riguarda il fatto che lo Stato ha dei limiti, oltre i quali non

può intervenire; ciò implica una divisione tra pubblico e privato. Ciascun individuo può

perseguire al meglio i propri obiettivi economici. Il cittadino partecipa sia alla vita pubblica,

sia alla cura degli affari personali.

L’autonomia della Politica dal Diritto avviene in due casi: la RIVOLUZIONE (Fisichella: “La

rivoluzione consiste nell’abbattimento di un ordinamento politico preesistente per

sostituirlo con un altro che prima non esisteva”), lo STATO D’ECCEZIONE (Carl Schmitt:

“Sovrano è colui che decide sullo Stato d’eccezione”. In questo caso c’è quindi la

superiorità politica rispetto al diritto in situazioni di crisi si può determinare la

à

sospensione dell’ordinamento vigente (diritto), senza che la legge lo preveda il potere

à

politico continua a sussistere, il diritto viene meno).

DEMOCRAZIA

In una democrazia, lo Stato controlla meno sfere. La democrazia è uno scambio bilaterale

tra governanti e governati. Le decisioni politiche sono prese sulla base di tale scambio di

idee

STATO TOTALITARIO

La Politica controlla molte più sfere le regole politiche annullano completamente

à

l’autonomia dei soggetti privati.

Il dominio è unilaterale, vi è l’azione coercitiva dei governanti nei confronti dei governati.

Non si usa solo la violenza, si ha comunque bisogno di legittimazione, che si ottiene

tramite i tradizionali meccanismi di consenso. Questo agevola il meccanismo dell’ordine.

NASCITA SCIENZA POLITICA

La Scienza Politica, in Italia, nasce con la pubblicazione nel 1896 di “Elementi di Scienza

Politica” di Gaetano Mosca, tuttavia si afferma come scienza autonoma nel 1950. Nella

prima metà del ‘900 vi era il rifiuto di uno studio sistematico dei fenomeni politici I

à

Crociani e i Marxisti intendevano la politica come una componente mutevole, dipendente

da altri fattori più rilevanti

STORIA E SCIENA POLITICA

Vi è una differenza sostanziale tra le due: La storia opera uno studio ideografico dei

fenomeni (individua dei casi particolari e specifici); la scienza politica utilizza uno studio

nomotetico di fenomeni, inteso cioè a descrivere i vari fenomeni comprendendoli sotto

leggi universali. Importante è dire che la sc. Politica è una scienza empirica. Si afferma in

seguito alla corrente americana del Comportamentismo (se vogliamo, infatti, la Politica è

fatta di comportamenti ricorrenti). La prima cattedra di tale materia fu affidata ad Alfred

Zimmern in Gran Bretagna, per l’insegnamento di relazioni internazionali; in Germania fu

invece proposta come educazione civica, per evitare le esperienze drammatiche dei due

conflitti mondiali. In Italia la prima cattedra fu affidata a Giovanni Sartori nel 1957.

Riassumendo, la scienza politica si occupa dell’individuazione di comportamenti ricorrenti

e dell’elaborazione di teorie di portata generale.

ESSENZA

Il termine Politica è antichissimo Aristotele utilizzava il termine “Zoon Politikòn”, per

à

definire l’uomo compiutamente realizzato nel suo vivere politico all’interno della Polis. Il

vivere politico era considerato il vivere collettivo, tutti partecipavano alla politica, vi era la

c.d. DIMENSIONE ORIZZONTALE, mentre nel mondo romano e nel Medioevo la Politica

ha assunto una DIMENSIONE VERTICALE (governanti – governati). Con “Il Principe di

Machiavelli”, la politica assume definitivamente una dimensione verticale, diventa lo

strumento di conquista e conservazione del potere.

La Politica unisce, aggrega gli amici, coloro che fanno parte di una certa collettività, ma al

tempo stesso esclude chi non ne fa parte (stranieri, nemici pubblici). Schmitt parla del

conflitto amico – nemico, che rappresenta l’essenza autentica, esclusiva e ineliminabile

della politica. La Guerra è l’extrema ratio della contrapposizione amico/nemico.

POLITICA E POTERE

Weber: “Il potere è una causazione sociale intenzionale”, riguarda la capacità di un attore

di influire sulle decisioni di un altro attore.

Il Potere può essere PERSUASIVO (implica un’azione libera da parte dell’attore) o

COSTRITTIVO (costringe l’attore ad assumere un determinato comportamento).

Esistono 3 situazioni di potere:

1. A controlla le risorse X indispensabili a B A si trova in una situazione di

à

SUPREMAZIA rispetto a B;

2. A controlla le risorse X indispensabili per B e B controlla le risorse Y

indispensabili per A situazione di possibile EQUILIBRIO tra i due soggetti;

à

3. Situazione di EGEMONIA A utilizza il proprio potere e B volontariamente

à

acconsente, perché il comando di A è considerato obbligatorio e legittimo.

In una situazione di scarsità delle risorse, il potere è detenuto da chi le controlla. Le risorse

sono di tre tipi: I. ECONOMICHE = possesso di beni materiali

II. IDEOLOGICHE = potere normativo = influenza esercitata sulle

preferenze altrui da individui investiti di una certa autorità

III. POLITICHE = possesso degli strumenti mediante i quali si esercita la

forza fisica

Talcott Parsons ha dato un’altra definizione di potere: “Il Potere è la capacità generalizzata

di assicurare l’adempimento delle obbligazioni vincolanti in un sistema di organizzazione

collettiva” chi ha il potere deve quindi assicurare alla collettività che può portare a

à

termine tutto ciò che è necessario al benessere comune.

Il potere politico è esercitato dallo Stato, che ha il monopolio della Forza. Ciò vuol dire che

lo Stato non ricorre frequentemente alla violenza per mantenere il potere, ma esercita un

controllo sugli strumenti materiali e organizzativi di quest’ultima.

Gianfranco Poggi: “Un rapporto di potere politico, ceteris paribus, è stabile se questo può

fare credibile appello ai principi su cui si poggia tale potere” allora il potere è legittimo.

à

CRISI POLITICHE

Riguardano l’incapacità di un regime di fronteggiare le sfide interne o esterne che

minacciano l’ordine pacifico. Se non vi sono comportamenti conformi all’ordinamento

politico vigente da parte della società, si determina un mutamento del regime.

DIFFERENZE TRA POLITICA INTERNA E POLITICA INTERNAZIONALE

Politica (ulteriore definizione) = arena nella quale si svolge la competizione tra i vari attori

politici e contesto nel quale si prendono le società vincolanti per la società.

Domenico Fisichella: “Nei rapporti di tipo non politico, la coazione è una contingenza,

mentre attiene all’essenza nel rapporto di tipo politico” la Politica implica coazione, che

à

è necessaria quando il consenso non è sufficiente a garantire la sopravvivenza della

comunità politica.

Sul piano interno, il potere della classe politica è assicurato da vari meccanismi:

“meccanismo di risoluzione pacifica dei conflitti”, “regole del gioco” Nella Monarchia, il

à

potere è legittimato dal principio ereditario; nelle Democrazie il principio Maggioritario, è

temperato dalle garanzie per le minoranze. Il partito o la coalizione che vince le elezioni,

ha il diritto di gestire direttamente il potere. Se le forze politiche si riconoscono in queste

regole, il potere politico continua a sussistere.

Sul piano internazionale, c’è l’assenza di un Governo centrale = ANARCHIA

INTERNAZIONALE ogni nazione si sente potenzialmente minacciata dall’altra. Anche

à

nelle Nazioni Unite, è impossibile applicare in maniera imparziale le sanzioni previste per

chi viola il diritto internazionale. Perché non esiste allora un’unica nazione leader che

prenda appunto il ruolo di Governo Centrale? Perché nessuno Stato è disposto a

riconoscere un’autorità posta al di sopra di esso nessuno ha il diritto di comandare, e

à

nessuno ha l’obbligo di obbedire i sistemi internazionali sono quindi anarchici e

à

decentrati.

MODO DI UTILIZZARE LA VIOLENZA

Waltz: “Sul piano internazionale la violenza è intesa come auto – difesa (uno Stato può

sentirsi minacciato e quindi ricorrere alla violenza). Sul piano interno, non ci si basa sul

principio dell’auto difesa”.

CONFORMITA (mantenimento dell’ordine)

Sul Piano interno, la conformità è data dall’applicazione della legge. Sul piano

internazionale l’ordine è imposto dall’attore più forte.

ALLA RICERCA DI UNA DEFINIZIONE COMUNE (tra politica interna ed estera)

La Politica non elimina i conflitti, ma si differenzia proprio nella diversità dei modi di

trattarli.

E chiaro che sia sul piano interno, che su quello estero, qualsiasi attore (interno o

internazionale), per promuovere i propri interessi, deve accettare le regole del gioco, che

limitano la propria azione entro i vincoli che gli sono imposti.

In presenza di una Gerarchia, le regole del gioco sono rigide; il Governante ha un alto

grado di legittimità. Questo determina conformità (alle regole) e stabilità.

Nell’Anarchia, invece, le regole del gioco sono flessibili, il grado di legittimità è limitato e

c’è una scarsa conformità e stabilità. Il Governante è in questo caso un primus inter pares.

La conformità dipende quindi dal grado di gerarchia/anarchia.

INTERAZIONI TRA POLITICA INTERNA E POLITICA INTERNAZIONALE

Politica interna e internazionale, sono due facce della stessa medaglia. Otto Hintze,

studioso tedesco, afferma che nel corso del tempo, i governanti hanno sempre dovuto

rispondere alla duplice esigenza di adattarsi alle caratteristiche della società che

governavano e di organizzarsi, per poter agire militarmente nell’area internazionale.

La libertà all’interno degli stati è inversamente proporzionale con la pressione lungo i

confini di questi ultimi. Per Hintze, quindi, il concetto di politica è un concetto unitario (non

c’è distinzione tra politica interna e internazionale perché, come appena visto, sono

fortemente correlate).

Karl Deutch afferma che politica interna e internazionale, si differenziano o meno tramite

due possibili processi:

1. Gli avvenimenti di uno Stato influiscono molto sulla politica interna di un altro

stato (grado di separazione = nullo)

2. Gli avvenimenti di uno Stato non influiscono affatto sulla politica interna di un

altro Stato (separazione netta)

James Rosenau parla del concetto di LINKAGE (collegamento). L’interno rappresenta il

Sistema, l’esterno rappresenta l’Ambiente. C’è una fitta rete di linkage (collegamenti)

ripetuti tra sistema e ambiente (FUSED LINKAGE), che fanno si che la linea di

separazione tra interno ed esterno si faccia sempre più labile cade quindi la linea di

à

demarcazione tra interno ed esterno. L’unico “spazio disorganizzato”, è la frontiera

(confine tra interno ed esterno), che è priva di solide basi di legittimità.

LA TEORIA DEI GIOCHI A DUE LIVELLI

I “decision makers” (coloro che prendono le decisioni), devono tener conto che le

contrattazioni si svolgono sempre su due livelli: uno INTERNO e uno INTERNAZIONALE.

Il processo decisionale, ha due fasi distinte:

i. I Governi dei vari Stati nazionali stabiliscono i termini dell’accordo (sul piano

internazionale);

ii. I Parlamenti nazionali decidono se ratificare o meno l’accordo raggiunto al I

livello (sul piano interno).

L’INFLUENZA DELLA DIMENSIONE INTERNAZIONALE SULLA DIMENSIONE INTERNA

Il clima dell’anarchia internazionale genera, sul piano interno delle singole nazioni, un

clima d’insicurezza. Il comportamento degli Stati (democrazie e non) è quindi finalizzato a

mantenere o ad accrescere il proprio potere. Le democrazie tendono a voler estendere il

modello democratico negli altri paesi.

CONFIGURAZIONE DEL SISTEMA INTERNAZIONALE

Sul piano internazionale, il potere può assumere tre diverse configurazioni (può essere

concentrato nelle mani di un’unica nazione, o sparso tra più nazioni):

1. Unipolare

2. Bipolare (caso del potere USA – URSS)

3. Multipolare

Il caso bipolare USA – URSS ha influito sulle elezioni di molti Stati. Ad esempio l’Italia

dopo il 1948 (anno delle elezioni), si è schierata nel polo occidentale (USA).

POSIZIONE DI POTENZA

La posizione gerarchica delle nazioni, dipende dal grado di potere posseduto. In base a

tale grado, si distinguono in grandi, medie e piccole potenze. Le grandi potenze fissano le

regole del gioco alle quali tutti si uniformano.

INTERDIPENDENZA ECONOMICA

I condizionamenti che l’economia internazionale opera su uno Stato dipendono dal

rapporto tra interventismo statale e competizione economica internazionale e dal rapporto

tra crisi economiche internazionali e coalizioni di interessi interne dall’altro.

La pressione della competizione economica internazionale, genera due tipi di reazioni nei

singoli stati: Stati FIRST COMERS (che arrivano prima alla soglia della rivoluzione

industriale), Stati LATE COMERS (che ci arrivano dopo).

Le crisi economiche internazionali, modificano gli equilibri di forza interni ai regimi politici;

ad esempio, è opportuno ricordare la crisi del ’29 negli USA, che ha fatto cadere la

Repubblica tedesca di Weimar, ma ha favorito un rinnovamento della coalizione

dominante negli USA.

TEORIA NEO-MARXISTA DI IMMANUEL WALLERSTEIN (1982)

Con lo sviluppo del CAPITALISMO MONDIALE, si ha la collocazione del sistema

economico in 3 zone distinte:

i. ZONA CENTRALE = Stati forti dal punto di vista economico;

ii. ZONA PERIFERICA

iii. ZONA SEMI-PERIFERICA = Stati deboli (ibridi istituzionali)

IMPOSTAZIONE MACRO – ORIENTED

E impossibile comprendere la politica interna se non si è in grado di spiegare la natura

delle influenze tra le varie economie nazionali e la world economy in generale. Bisogna

appunto avere un’impostazione macro-oriented, orientata appunto a comprendere l’area

macro, cioè quella internazionale prima, e quella interna dopo il processo di

à

internazionalizzazione dei flussi economici influisce sulla politica interna dei singoli stati.

RUOLO DELLE ORGANIZZAZIONI SOVRA-NAZIONALI

L’oggetto da noi considerato è l’Unione Europea. L’Europeizzazione è la diffusione dei

valori, norme generali, direttive specifiche dalle istituzioni europee ai diversi livelli e ambiti

degli Stati membri. Sul piano economico è rappresentata dall’adozione della moneta unica

e del mercato comune, che definisce l’obbligo per tutti gli Stati membri di mantenere il

bilancio in pareggio e di allineare le politiche fiscali alle direttive comunitarie.

Sul piano giuridico, si riscontra un sistema giuridico sovranazionale, che stabilisce diritti e

doveri di persone ed enti, pubblici e privati, facenti parte dell’UE.

GRADO DI TENSIONE INTERNAZIONALE

Indica il grado di vulnerabilità che ciascun attore (ciascuno Stato) percepisce rispetto alle

minacce provenienti dall’ambiente internazionale. In situazioni di crisi, gran parte del

potere passa nelle mani dell’esecutivo le specificità di un regime democratico cessano

à

provvisoriamente di operare, o quanto meno si attenuano. E possibile considerare ad

esempio il caso israeliano, in conflitto con i Paesi arabi.

GUERRA

La guerra porta a due c

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sprint Notes di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Palano Damiano.
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