Estratto del documento

Genesi di una guerra

Capitolo 1

La spedizione di Algeri

Il pretesto per la spedizione di Algeri furono i colpi di ventaglio dati dal dey (re/capo) Hussein il 27 aprile 1830 al console francese Deval, dopo che aveva rifiutato di saldare un debito francese verso l’Algeria vecchio di anni. Le scuse richieste dal primo ministro Villèle non arrivarono, dunque decise di porre un blocco contro il porto di Algeri, che tuttavia fu inefficace e aveva ripercussioni più che altro sui commerci francesi. Un attacco algerino contro una nave francese spinse ancor più il re Carlo 10° a ottenere una vittoria contro la Reggenza (l’Algeria era dominata dai turchi ottomani) per liberarsi dal pericolo che i barbari costituivano. Il regime teoricamente assoluto del dey di Algeri era però limitato dalla presenza dei giannizzeri e dall’autonomia di cui le varie città godevano. La Reggenza però non era popolare, a causa delle varie tasse imposte al popolo e di un generale sentimento anti-turco, unito al supporto diffuso verso la restaurazione dei capi legittimi: gli sceicchi ereditari e le confraternite religiose. Le frequenti rivolte non avevano mai alcun risultato effettivo. Dunque, alla vigilia della spedizione francese, il regime affrontava una grave crisi.

A capo della spedizione francese furono messi l’ammiraglio Duperré e il generale de Bourmont, che però godeva di scarsa popolarità. La sua nomina causò una scarsa fiducia verso la spedizione, che si pensava avrebbe condotto a un altro tipo di guerra. Le truppe francesi, composte da 37 mila uomini, sbarcarono a Sidi-Ferruch a giugno del 1830. Il dey di Algeri, al contrario, era molto meno preparato dei francesi, aveva a disposizione un’artiglieria mediocre e 50 mila uomini, ma poco organizzati. Il successo francese fu quindi dovuto a questa inferiorità. Gli algerini capitolarono tra fine giugno e inizio luglio, ma qualche settimana dopo, grazie alla rivoluzione di luglio, Carlo 10° fu deposto e Bourmont fu sostituito dal generale Clauzel. Intanto in Francia si formarono in parlamento dei partiti contro la colonizzazione, soprattutto per i costi molto elevati. Ma il nuovo re Luigi Filippo, in cerca di prestigio, decise di approfittare di queste conquiste per colonizzare l’Algeria. Il vero problema fu che i francesi non sapevano nulla dell’Algeria. Vennero iniziati negoziati per imporre un protettorato francese.

Abd el-Kader firmò nel 1837 il trattato di Tafna, con cui la Francia riconosceva la sua autorità sui 2/3 dell’Algeria. Dopo una spedizione francese che Abd considerò come una violazione del trattato, riprese una guerriglia tra Francia e Algeria, e dopo varie sconfitte, Abd si arrese nel 1847 e fu esiliato in Francia. L’Algeria diventa quindi colonia francese, molti francesi si stabiliscono lì e viene imposta una politica di assimilazione, col fine di influenzare la struttura della società algerina e delle istituzioni tradizionali, anche grazie all’introduzione delle leggi francesi. La politica di assimilazione fu in realtà una politica di sottomissione, sotto l’indifferenza e l’ignoranza della classe politica francese che lasciava campo libero alla potente lobby algerina. Grazie all’estensione dell’educazione e all’ammissione di qualche musulmano nei licei e nelle università, si formò un’élite di cittadini più colti. Questi, soprattutto insegnanti, avvocati, medici, commercianti, si riunirono per formare i Giovani Algerini, ispirati dal movimento dei giovani turchi. Ma anche loro erano troppo naturalizzati/francesizzati, quindi le loro richieste erano ben poco nazionaliste e chiedevano in realtà un’assimilazione più conforme ai diritti di uguaglianza della Francia.

La rottura dei grandi equilibri coloniali

Mentre i francesi si apprestavano a celebrare i cento anni dalla conquista dell’Algeria, negli anni '30 del 1900 si assistette a una serie di punti di rottura di tipo economico, demografico, sociale e politico, che precedettero i gravi eventi che si svolsero tra il 1945 e il 1954. Anche l’Algeria viene colpita dalla crisi successiva alla prima guerra mondiale, poiché la politica coloniale si era dedicata principalmente verso attività di esportazione. Fu una crisi deflazionistica dovuta alla sovrapproduzione, soprattutto francese, e il settore agricolo, quello delle estrazioni e l’artigianato locale ne soffrirono parecchio, subendo una caduta brutale dei prezzi tra il 1933 e il 1936. A causa della crisi, la popolazione delle campagne si sposta verso le città. La crisi ebbe comunque un maggior peso sulle masse di musulmani, poiché coincise con la rottura dell’equilibrio demografico. La diminuzione del tasso di mortalità portò alla crescita della popolazione musulmana dai 5 ai 7 milioni. Al contrario, tuttavia, la produzione e l’economia continuavano a decrescere, facendo sprofondare buona parte della popolazione, disoccupata, nella crisi più totale (nelle città), mentre nelle campagne si diffondevano le epidemie. Il governo francese, tuttavia, non fece praticamente nulla per risolvere la situazione e i pochi provvedimenti si dimostrarono inefficaci.

Il governo francese, in realtà, cercò più che altro di accontentare la frazione più educata/evoluta della popolazione algerina, abolendo la doppia tassazione e allargando l’elettorato di varie istituzioni algerine. La borghesia però rivendicava da tempo il diritto di partecipare all’elezione di senatori e deputati. Intanto, il presidente Herriot, nominò nel 1925 Maurice Viollette come governatore. Viollette conosceva bene lo stato in cui versava l’Algeria ed era convinto dei benefici che sarebbero derivati dall’assimilazione progressiva attraverso l’istruzione e l’uguaglianza dei diritti. In accordo con i Giovani Algerini, propose l’integrazione dell’élite algerina nel corpo elettorale francese, ma ancora una volta la lobby algerina si oppose facendo pressione su Parigi e gli fu impedito.

Intanto, le celebrazioni per il centenario della conquista dell’Algeria si accompagnarono a una campagna stampa che descriveva in modo piuttosto lusinghiero la colonizzazione. Questo fu percepito come un’umiliazione dalla comunità musulmana. Il successo del fronte popolare, inoltre, sembrò porre il problema algerino in una nuova prospettiva. Intanto, l’equipe ministeriale riunita attorno a Leon Blum era favorevole all’adozione di riforme che erano state rinviate da troppo tempo, mentre i movimenti politici algerini riuscirono a superare le loro divergenze presentando al Congresso musulmano di Algeri nel giugno 1936 una proposta piuttosto favorevole all’assimilazione. Il governo, però, cominciò a temporeggiare e preferì utilizzare la procedura parlamentare invece di agire rapidamente. Fu presentato quindi un disegno/progetto di legge per aumentare la rappresentazione algerina in parlamento e conferire a varie categorie di musulmani la qualità di elettori francesi (e di diventare cittadini). Il criterio di selezione di questo elettorato era originale, poiché i membri venivano scelti da fasce diverse di popolazione. Il progetto Blum-Viollette, tuttavia, scatenò una furiosa protesta in Algeria nella comunità francese, che non voleva ritrovarsi in minoranza in certe comunità algerine. La campagna d’ostruzione funzionò e il disegno di legge non fu mai discusso.

L’impassibilità del governo francese comunque non è l’unico motivo che spiegherebbe lo sviluppo di un sentimento nazionalista algerino. L’ostilità del partito comunista allo status quo coloniale, la rinascita dell’Islam e gli esempi contagiosi dei protettorati in Maghreb possono essere visti come altri fattori chiave.

Nato a fine secolo su basi favorevoli all’assimilazionismo, il movimento dei Giovani Algerini ebbe una crisi di crescita tra le due guerre. Si arricchì comunque di varie personalità come medici e farmacisti, ed ebbe una notevole influenza grazie alla stampa, ma il movimento soffriva comunque di divisioni croniche e scontri. Rappresentante della minoranza più evoluta/istruita e ammiratore dei principi repubblicani, il movimento degli eletti tentò tre volte di negoziare in modo leale un’integrazione progressiva della comunità algerina nel corpo elettorale francese. Diverso da quello dei Giovani Algerini, il Movimento dei dottori della legge (Oulemas) si basava inizialmente sul movimento di rinascita islamica. Erano contro le innovazioni, convinti che non esistesse verità al di fuori del Corano e decisi a ristabilire la purezza della fede e dei costumi, in una lotta contro le deviazioni religiose e le piaghe sociali. Animato da Abd el-Hamid Ben Badis, il movimento formerà nel 1931 un'Associazione degli Oulemas riformisti, che continuerà a pubblicare riviste, predicare, aprire scuole. In effetti, il movimento fece nascere la coscienza nazionale degli algerini e fu il vero e proprio fondatore del nazionalismo algerino. Mancava però di un partito strutturato, e a questo si dedicò Messali Hadj.

A Parigi iniziò a fare propaganda, influenzando vari membri della comunità musulmana riguardo alle sue idee su un’Algeria indipendente e rivoluzionaria. In esilio a Ginevra per sfuggire a una condanna, venne convinto dallo sceicco Arslan ad allontanarsi dal comunismo e ad unirsi ai dottori della legge, anche perché il partito comunista si convertì e divenne favore all’assimilazione proprio in quel periodo. Tornato in Algeria, dopo la dissoluzione della Stella nordafricana (a cui aveva aderito) ad opera di Le Beau, crea il Partito del popolo algerino (PPA). L’ostracismo dei comunisti algerini e dei musulmani più importanti, lo convinse ad appellarsi alle masse. Una manifestazione molto accesa dei suoi simpatizzanti condusse però al suo arresto nel 1937. Tuttavia, il partito continuò a diffondere le sue credenze nei giovani, nelle scuole. Nacque di fatto un partito nazionalista algerino.

Il periodo della seconda guerra mondiale

Nel periodo della seconda guerra mondiale Ferhat Abbas si appella a Petain, capo del regime di Vichy, con un rapporto chiamato "L’Algeria del futuro/del domani" nel quale chiede la sua attenzione denunciando il regime coloniale e chiedendo riforme. Petain risponde in modo gentile ma non gli promette nulla. Abbas viene comunque nominato ed entra nella commissione finanziaria dell’Algeria, ma si dimette un anno dopo.

Lo sbarco degli anglo-americani l’8 novembre del '42 fu il punto di partenza della ripresa del nazionalismo algerino. Mentre le autorità francesi erano indifferenti alle condizioni dei musulmani, Robert Murphy, rappresentante di Roosevelt, si dimostrò invece disposto ad ascoltarli. Forte del suo appoggio, Abbas pubblicò nel febbraio del '43 il Manifesto del popolo algerino, in cui esponeva un programma di riforme ben precise, ponendo le basi per la formazione di uno stato algerino autonomo, riconosciuto e protetto dalla Francia. De Gaulle risponde attraverso il decreto del 7 marzo 1944, incrementando i diritti elettorali dei musulmani e realizzando una degna politica di assimilazione. Ormai, però, era troppo tardi. La Francia aveva mostrato la sua debolezza in confronto agli americani, e Abbas crea un’associazione degli amici del manifesto e della libertà, che riscosse molto successo.

All’inizio del '45, tuttavia, il clima politico si deteriora ulteriormente e incoraggiato dalle promesse di emancipazione della Carta delle nazioni unite e dalla creazione della Lega Araba, il nazionalismo algerino subisce una svolta radicale. Si moltiplicano i segni della nervosità popolare, che sfocia nelle violente manifestazioni del periodo seguente, in cui molti francesi vengono uccisi anche brutalmente. La repressione, ad opera del generale Duval è molto dura, vengono uccisi molti innocenti tramite delle spedizioni punitive e ci sono inoltre migliaia di condanne. Queste rivolte mostrano che in realtà la guerra d’Algeria ha le sue basi proprio nel 1945.

Il governatore Chataigneau intanto, si impegna a realizzare un programma di risanamento economico e di reintegrare l’Algeria nella vita politica nazionale. Dopo la legge d’amnistia del '46, Abbas sostituisce gli Amici del manifesto, con l’Union democratica del manifesto algerino (UDMA) che resta fedele all’idea di un’Algeria autonoma e sovrana in materia finanziaria e legislativa, associata alla Francia per la diplomazia e la difesa. Nel frattempo Messali Hadj viene liberato nel novembre del '46 e rientra in Algeria, dove crea un nuovo partito chiamato Movimento per il trionfo delle libertà democratiche (MTLD) che si batte per una Costituente algerina e l’evacuazione delle truppe francesi. Ottiene inoltre molto successo alle elezioni generali del '46.

La discussione di uno statuto per l’Algeria comincia nel maggio del '47 davanti all’Assemblea Nazionale. Il progetto difeso dal ministro degli Interni Depreux, basato su dei testi precedenti, viene giudicato troppo conservatore dai partiti di sinistra. Gli eletti musulmani a loro volta propongono 4 progetti diversi, tutti mettendo in evidenza la necessità dell’indipendenza algerina. Tuttavia, grazie all’opera di convincimento di Depreux il progetto del governo viene approvato. L’Algeria viene definita come dotata di personalità civile e d’autonomia economica, ma il governatore generale continuava a esercitare potere legislativo e amministrativo oltre ad occuparsi di giustizia ed educazione. Viene creata un’Assemblea algerina di 120 membri. La sola novità, comunque, erano i nuovi compiti affidati all’assemblea, tra cui l’organizzazione di un nuovo regime comunale, l’organizzazione del voto delle donne musulmane, la definizione di un nuovo regime del culto musulmano e l’estensione dell’insegnamento della lingua araba in tutti i gradi dell’istruzione. Chataigneau fu comunque molto criticato e ritenuto responsabile dai francesi delle elezioni municipali dell’ottobre 1947 in cui l’MTLD e l’UDMA avevano riscosso successo. Viene quindi sostituito da Naegelen, convinto che il nazionalismo algerino fosse pericoloso, che ritarda inoltre di parecchi mesi l’elezione dell’Assemblea algerina, che avverrà il 4 l’11 aprile 1948. Le elezioni però vengono truccate, e l’MTLD e l’UDMA ottengono pochissimi seggi. L’Assemblea, nell’anno della sua dissoluzione definitiva (1956), non aveva svolto nessuno dei compiti prefissati, limitandosi a votare sul budget presentato dall’amministrazione. In questo clima, Abbas proclama la necessità di utilizzare la violenza.

L'Algeria nel 1954

L’Algeria era dunque di fatto una colonia, sfruttata per i fini di una comunità europea sempre più in minoranza rispetto ai musulmani, che conobbero un boom demografico. In questa situazione di disparità di condizione sociale si svilupparono e trovarono legittimità il nazionalismo algerino e l’insurrezione. Ai viaggiatori l’Algeria si mostrava come un paese moderno, con un’economia europea in piena espansione, dovuta alla colonizzazione. L’agricoltura nel 1954 procurò un profitto netto di 93 miliardi di franchi. Dopo aver vissuto in uno stato di sotto industrializzazione durante la guerra, nel '46 viene adottato un piano quinquennale di industrializzazione, seguito da un piano quadriennale. Entrambi accelerarono l’attività industriale. Si tentò anche di modernizzare l’agricoltura. Il problema consisteva piuttosto nell’ineguale distribuzione degli spazi rurali, poiché gli europei (ovvero il 2% della popolazione agricola) possedevano un quarto delle terre coltivate, provocando una forte disoccupazione. Anche il settore delle attività urbane non era soddisfacente. Mancava la formazione professionale e la manodopera qualificata, anche l’artigianato non progrediva. L’introduzione del circuito capitalista indeboliva l’economia tradizionale. Pressati da imposte e usura, i musulmani vendevano i raccolti a prezzi bassi, e acquistavano a prezzi elevati ciò di cui avevano bisogno. Si incastrano quindi due tipi di economie, una speculativa e l’altra di sussistenza.

Per quanto riguarda la società algerina, essa era divisa tra le due comunità: quella degli europei, soprattutto francesi, e quella algerina, tra cui c’erano rancore e incomprensioni. La popolazione europea era in netta minoranza, poiché gli europei formavano 1/10 della popolazione algerina, essendo quasi un milione nel 1954. L’80% di questi europei erano comunque nati in Algeria, e anche tra loro c’erano molte differenze e condizioni sociali, poiché non tutti erano ricchi coloni. Questa società era comunque molto oligarchica, poiché il potere era nelle mani di una minoranza di potenti che gestivano i circuiti economici e i mezzi d’informazione. Gli europei, inoltre, erano convinti che qualsiasi tipo di riforma a favore degli algerini sarebbe stata fatale al loro predominio, dunque le loro posizioni erano fin troppo conservatrici. La società musulmana era invece composta da più di 8 milioni di abitanti, e fu colpita da una crescita molto rapida della popolazione, con conseguente impoverimento, che le autorità francesi non sapevano come gestire. La crescita fu causata dalla natalità in rialzo, la riduzione della mortalità e una crescita del 2,5% all’anno. Ai problemi dell’approvvigionamento minimo delle famiglie, del numero delle terre e delle case, si aggiunse quello della scolarizzazione, della formazione professionale e del lavoro. Non tutti i musulmani erano in gravi condizioni. Alcune migliaia di famiglie formavano un’élite in campo agricolo ma anche nelle città, riunendo industriali, commercianti e liberi professionisti.

Anteprima
Vedrai una selezione di 12 pagine su 52
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 1 Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 2
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 6
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 11
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 16
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 21
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 26
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 31
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 36
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 41
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 46
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame cultura francese, prof Majorano, libro consigliato Histoire de la guerre d'Algérie Pag. 51
1 su 52
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annam-90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Majorano Matteo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community