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Riassunto esame Comunicazione Giornalistica, prof. Alberto Valentini, libro consigliato Professione Giornalista, Papuzzi

Riassunto parziale per l'esame di Comunicazione Giornalistica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Antonio Valentini: Professione Giornalista, Papuzzi. I capitoli trattati sono: 1) La notizia giornalistica (il concetto di notizia; rappresentazione e contrapposizione; i valori notizia; i valori impliciti; le fonti; le agenzie di stampa).... Vedi di più

Esame di Comunicazione giornalistica docente Prof. A. Valentini

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La regola più importante, prevede che le fonti secondarie, o di secondo livello, debbano

sempre essere controllate​ . ​

In Italia, col caso Lockheed, si assiste ad un ottimo esempio di lavoro ben fatto​ , poiché al

​ ​

fronte di una fonte inaffidabile

, l’indagine dei giornalisti ha portato alla luce una fonte

​ ​

inaspettata ma accessibile a tutti​ : gli archivi commerciali. ​

La pubblicità delle fonti è un argomento che prevede, per fortuna, in Italia, la copertura da

segreto professionale​ . Dagli Stati Uniti arriva una classificazione utile delle fonti:

Off the record

. Fonte che non vuole che la propria informazione sia usata in alcun

modo. ​

Deep background

. Fonte che non vuole essere identificata, ma acconsente all’uso

giornalistico dell’informazione.

Background

. Fonte che acconsente l’uso dell’informazione, acconsente

l’identificazione ma soltanto tramite ruolo istituzionale.

On the record

. Fonte che acconsente a tutto.

Vario è poi lo stile con cui l’​ integrità delle fonti viene trattata in america e in Italia. Negli Stati

Uniti non è possibile cambiare​ nessuna delle parole utilizzate dalla fonte, neanche per

riassumere un concetto. In Italia invece si assiste proprio a questo, una sostanziale modifica

delle parole usate dalla fonte per riassumere e sintetizzare​ quanto detto.

Nella continua danza tra giornalisti e fonti​ chi ha la meglio sono le fonti, in quanto spesso e

volentieri assistiamo alla creazione di vere e proprie “Notizie del diavolo”

, notizie fasulle e

​ ​

inventate di sana pianta da gruppi di potere. Ciò però a quanto pare non preoccupa​ i

giornalisti.

Le agenzie di stampa ​ ​ ​ ​

​ ​

Le fonti sono divisibili in fonti dirette e fonti indirette

. Le seconde sono quelle che con il

tempo sono andate dilatandosi​ e sono rappresentate dalla serie di avvenimenti e documenti

prodotti, che giungono spontaneamente al giornalista, spesso diventando vere e proprie

​ ​

notizie. La principale fonte​ delle fonti indirette, sono le agenzie di stampa​ . Le prime

agenzie nascono di Europa nella seconda metà dell’Ottocento: Havas, Wolff, Reuter. Le tre

si spartirono il mondo fino all’avvento della Prima Guerra Mondiale, dove iniziarono a cedere

​ ​

​ ​ ​

sotto l’incessante pressione delle agenzie americane​ : Associated Press e United Press

.

In Italia nacque la Stefani nel 1853 per volontà di​ Cavour​ , divenne l’agenzia di stampa del

fascismo e fu smantellata dopo la fine della guerra. Tutto l’impianto passò nel 1945

​ ​

all’​ Associazione Nazionale Stampa Associata, o comunemente conosciuta come Ansa​ .

La maggior parte del materiale delle agenzie di stampa è già elaborato​ , quindi sottoposto ad

un procedimento giornalistico affidabile

. L’affidabilità è data dall’​ universalità​ del pubblico a

cui si rivolge, che ne determina la completezza

. Per rendere le notizie dell’agenzia il più

possibile rielaborabili

, si sono inventati due metodi comunicativi:

Flash

. Notizia di una o due righe, secca e diretta.

Take. Notizia di qualche riga dove si spiegano gli eventi. Per gli avvenimenti più

importanti vengono pubblicati più takes

.

Dunque cos’è un’​ Agenzia di Stampa​ ? E’ un’impresa privata o pubblica che raccoglie,

elabora e distribuisce, a pagamento, informazioni specializzate a testate di ogni tipo.

Forme e modelli

Cronaca e commento

​ ​

La cronaca è il metodo di esposizione per eccellenza della notizia. Essa è la news​ ,

​ ​

contrapposta alla views​ , che è l’equivalente del commento

. Le differenze tra questi due

​ ​

aspetti sono il cardine della comunicazione giornalistica anglosassone​ : l’obiettivo è quello di

​ ​

rendere il più possibile la notizia imparziale​ , perché separando le due categorie si elidono

,

dalla notizia, tutte le faziosità

. ​ ​

L’obiettività nacque nell’​ era del reporting (1880-1900), e i suoi principi​ erano piuttosto

​ ​ ​

semplici e immediati: osservanza delle cinque W

, con l’aggiunta, talvolta, di How

; semplicità

e ristrettezza nell’esprimere concetti. ​

Questo sistema pilastro del giornalismo americano, vacillò durante gli anni trenta​ , quando si

iniziò a percepire un’​ insufficienza nell’informazione, in quanto era necessario, oltre al fatto

riportato, anche una spiegazione esaustiva​ di ciò che vi era scritto nell’articolo. Non

​ ​

​ ​

bisognava più essere soltanto un reporter

, ma serviva anche essere un interpreter

, in grado

di saper combinare i due aspetti che fino a quel momento erano stati considerati separati:

​ ​ ​

cronaca e commento​ . Il secondo caso che rappresenta un fallimento nel modello, è quello

del senatore McCarthy. Egli riuscì a manipolare l’informazione americana e a sfruttare​ il

metodo dello straight reporting

. La stragrande maggioranza dei giornalisti dell’epoca

riportava passivamente l’informazione e McCarthy ne approfittò per diffondere notizie a suo

​ ​

piacimento, seppur false​ . Il Movimento dei giornalisti democratici​ in Italia, scardinò il

principio dell’obiettività a tutti costi durante gli anni ‘60 e ‘70. ​

Il principio base a cui poi si tenderà da quel momento storico in poi, è l’abbandono della

completa obiettività​ a favore di una tendenza ad essa​ . Inoltre i nuovi valori a cui si aderirà

​ ​

sono la precisione e l’​ imparzialità

, entrambi a garanzia dell’accuratezza dell’informazione.

Distinguere fatti e opinioni è importante, però non dobbiamo dimenticare che la soggettività

è sempre stata parte integrante degli articoli.

Nomenclatura dei pezzi

Da oltre un secolo, esiste l’​ articolo di fondo​ , lo strumento tramite il quale una redazione

​ ​

esprime il proprio punto di vista riguardo un certo fatto. Rigorosamente in prima pagina, a

sinistra​ , non è firmato ed è attribuito alla mano del direttore

.

Erede dell’articolo di fondo è l’​ editoriale​ , che rappresenta la sua evoluzione in chiave

anglosassone. L’​ opinione​ , invece, rappresenta un genere ibrido

, uno spazio dedicato a chi

vuole esprimere le proprie idee non in linea con quelle della testata​

.

Esiste poi il commento di cronaca​ , un particolare connubio tra due generi giornalistici

differenti. I concetti sono espressi in modo e maniera che la cronaca parli da sola.

​ ​

Due sottocategorie dell’editoriale e del commento sono il corsivo​ e la rubrica​ . Il primo è un

commento breve, ironico, tagliente, polemico su un argomento, e prende il nome dal

​ ​

carattere utilizzato. Il secondo è uno spazio dedicato ad un opinionista​ autorevole che non

impegna la posizione del giornale, ed è ad intervalli regolari. ​

​ ​ ​

Ad ogni modo alla base​ della comunicazione giornalistica c’è la notizia​ , detta anche breve

.

Al di sopra c’è il servizio​ , che non si limita ad esporre un fatto, ma lo approfondisce con il

​ ​

metodo dell’​ aggregazione

, ovvero il giornalista concentra tutti gli elementi informativi intorno

al nucleo della notizia principale.

​ ​ ​

Per quanto riguarda i servizi

, ci sono due tipologie di questi ultimi: il resoconto e il

reportage​ . ​

Il primo è un pezzo breve che racconta i fatti in modo lineare

.

Il secondo è un pezzo che prende una notizia già nota e la approfondisce​ , il giornalista,

​ ​

​ ​

dunque, svolge un lavoro di dilatazione

, per cui prende un particolare e ci ricama intorno la

storia, il racconto.

​ ​

Vi è poi la biografia​ e il coccodrillo​ , una costola della prima. La biografia viene tenuta da

ogni giornale e, in caso di morte, vi è la sua pubblicazione, che prende il nome di coccodrillo.

Un’eccezione è il fogliettone​ , un pezzo a fine pagina, ironico e satirico, dove commento e

​ ​

cronaca di mescolano

, prendendo la forma propria del romanzo d’appendice​ .

L’intervista e l’inchiesta

​ ​ ​ ​

L’​ intervista è la forma più diretta di comunicazione tra il lettore e la fonte​ . Essa è la forma,

inoltre, più intima di contatto fra due mondi così distanti, e rappresenta l’​ avvenimento in tutto

​ ​ ​

​ ​

e per tutto

. L’​ intervistatore​ dovrebbe essere un mediatore

, invece diviene un protagonista

,

dando un tono all’intervista, alle domande, modificandole, cancellandole, tagliando i tempi

morti. Spesso però, soprattutto nel giornalismo italiano, si assiste ad un processo di fake

​ ​

interview

, dove l’intervista è pianificata e concordata​ preventivamente, snaturando in modo

più assoluto l’essenza stessa dell’intervista.

Ma quali sono i criteri che regolano l’intervista? ​ ​

1. Si possono dettare quindi due categorie: l’intervista tematica​ e l’intervista personale​ .

La prima è inerente alle competenze di un intervistato. La seconda è invece

riguardante la vita dell’intervistato e si procede tramite domande atte a catturare la

fiducia

. ​

2. L’intervista deve essere preparata​ , l’intervistato deve conoscere le domande ma non

avere risposte scritte.

3. L’intervistatore deve essere conciso e incalzante, non vergognarsi davanti alla

persona e usare discrezione: non deve scavalcare con la propria personalità, quella

dell’intervistato.

4. L’uso del registratore è fortemente consigliato, in america addirittura obbligatorio.

5. Per riportare l’intervista si deve usare un dialogo diretto, solo in casi di interviste

molto complesse si può passare a quello indiretto.

6. La trascrizione è spesso molto più lunga dello spazio adibito, quindi il giornalista deve

sintetizzare e rielabolare ciò che viene detto, senza snaturare il senso della risposta

dell’intervistato.

7. Le domande devono essere sintetiche, le risposte non troppo lunghe.

8. L’intervistato può parlare senza essere censurato. ​

9. Non è consentito inserire commenti negativi a posteriori riguardo quanto detto

dall’intervistato. ​

10. L’intervistato ha il diritto di dire cose off the record

, per spiegare, puntualizzare, con la

garanzia che non saranno riportate.

L’​ inchiesta​ è la forma più nobile del giornalismo, mira a indagare, approfondire per trovare

​ ​

​ ​

un contenuto nascosto, una verità celata. Ciò vuol dire: ricostruzione e interpretazione

.

Comunque l’inchiesta si può categorizzare in due grandi branche: l’​ investigativa e la

conoscitiva

.

L’​ investigativa​ punta ad approfondire e accertarsi di vicende che sono per lo più

sconosciute all’opinione pubblica. La più famosa inchiesta investigativa è il caso Watergate

che portò alla caduta di Nixon.

La conoscitiva​ non informa su un fatto, ma indaga sui processi che influiscono sulla società.

In Italia questo genere di inchiesta trovò il suo punto di massimo splendore negli anni

​ ​

cinquanta e sessanta

.

La notizia secondo l’ufficio stampa

L’ufficio stampa è legato in modo stretto col giornale, verso il quale svolge un lavoro di primo

​ ​

livello al pari delle agenzie di stampa

. Ad ogni modo l’ufficio stampa si può considerare un

genere sé stante​ , governato da alcune regole: il comunicato stampa, la conferenza stampa,

l’organizzazione di eventi

.

Il comunicato stampa​ è una nota scritta ufficiale, destinata ai media, che contiene

informazioni riguardanti una serie di argomenti, dalla finanza, all’economia, all’industria.

Contrariamente ad una notizia di un giornale, il comunicato stampa deve rendere conto ad

alcuni interessi di parte​ . E’ comunque un pezzo strutturato come un servizio giornalistico,

​ ​ ​

segue le stesse regole. Si può specializzare in comunicato politico o economico​ .

La conferenza stampa​ e l’​ organizzazione di eventi​ condividono lo stesso fondamento:

sono inventati di sana pianta. Non c’è spontaneità, sono progettati ad arte.

Per evitare conflitti di interessi all’interno degli uffici stampa, è stata varata la legge 150/2000,

​ ​

dove negli articoli 7 e 9​ cura la distinzione tra il portavoce​ e l’​ ufficio stampa​ . Il primo non

può ricoprire cariche di qualsiasi tipo all’interno del tessuto giornalistico, il secondo è formato

da giornalisti iscritti all’albo e deve garantire​ la massima trasparenza nell’informazione.

La notizia politica

Come parlano i fatti politici ​

Il giornalismo politico è stato considerato da Edmund Burke il Quarto Potere

, poiché è così

intimamente intrecciato con la vita pubblica, da poter influenzarla e manipolarla, nonostante

debba rimanere imparziale e trasparente sulla vita politica. La formazione di pensiero critico,

nell’opinione pubblica, passa però da vari fattori

, che sono solo marginalmente attribuibili alla

​ ​

stampa. Come unico e grande esempio, il politico, coi mezzi a sua disposizione, può creare

consenso​ , senza preoccuparsi che sia o meno influenzato dal mezzo stampa, anzi, spesso

usufruendo di esso. ​

Il giornalismo politico in Italia non ha raggiunto​ il livello di potere pari a quello americano.

Dopo la fine del fascismo e il ritorno ad una libera opinione, i giornali si sono naturalmente

​ ​

schierati, chi più chi meno, con le varie correnti politiche, risultando accondiscendenti o

contrari​ per partito preso, sempre nei limiti delle regole deontologiche. Con l’avvento del

​ ​

giornalismo televisivo

, e la fondazione della RAI​ , si ebbe un tipo di informazione diversa, e la

ricerca finì per dare luogo al telegiornale. L’​ obbiettivo​ era l’​ imparzialità rispetto alle correnti

politiche di qualsiasi tipo.

In questo panorama di testate politicanti e telegiornali imparziali, sui giornali usciva il

pastone​ , un’invenzione tutta italiana. Era un articolo dove erano mescolate tutte le

informazioni della giornata politica; poteva essere lungo anche due colonne

.

​ ​

Il pastone aveva sollevato un problema ovvero: la servilità​ della notizia nei confronti dei

commenti e non viceversa. Questo rapporto sbilanciato si ha ancora oggi, pur non esistendo

più il pastone, nel giornalismo politico italiano.

La notizia politica non è il fatto, è​ l’interpretazione​ del fatto, e non si parte dal fatto, ma dalla

valutazione di esso.

Public Journalism ​

La politica ha il vizio di autorappresentarsi nei giornali, finendo per snaturare quello che è il

lavoro vero dei giornalisti: informare, bene, l’opinione pubblica​ . David Merritt si domanda

in “​ Public Journalism and Public Life

” come può, un pubblico sempre meno coinvolto e

disinteressato alla politica, farne di nuovo parte e partecipare alla vita pubblica, procedimento

così essenziale per la democrazia? Dare semplicemente le notizie non è abbastanza, al

giornalista politico è richiesto che dia un’interpretazione​ . Dobbiamo però capire che il

giornalista politico ha il dovere di interpretare non​ per manipolare e occultare l’informazione,

​ ​

ma per spiegarla​ e renderla semplice​ al pubblico.

Funzione passiva e attiva ​

Sono funzioni che riguardano i giornali: la prima riguarda la semplice esposizione delle

​ ​

notizie, dei fatti, senza interferenze; la seconda riguarda, invece, la presa di posizione​ da

parte di una testata su un fatto politico. Tramite la funzione attiva, i giornali possono

influenzare l’agenda politica​ soffermando l’attenzione pubblica su un determinato

problema. ​

Nell’avvio della Seconda Repubblica

, si colloca un’anomalia della comunicazione

giornalistica politica italiana: da un lato ha accentuato la collocazione partigiana​ , dall’altro

​ ​

ha assunto un carattere invasivo​ , le notizie più disparate vengono lette tutte in chiave

politica​ .

Il potere dei giornalisti politici

In Italia, dopo lo scandalo delle 10 domande di Repubblica​ a Silvio Berlusconi, si è più

propensi ad applicare il modello anglosassone, dove il giornalismo è visto come strumento

per dare le informazioni ai cittadini e garantire una trasparenza fra politica e persone

. La

battaglia fra le diverse opinioni a riguardo culminò con lo scontro tra Repubblica e Corriere,

sulla questione: è giusto che un giornalista si schieri? Deve farlo o non deve farlo?

​ ​

Bisogna trovare la strada giusta​ , una giusta via di mezzo, ricordando sempre che si è al

servizio dell’informazione per il cittadino

.

Ad ogni modo il punto chiave​ della questione è che il giornalismo politico rappresenta

l’apice dell’indipendenza professionale

. Ciò è dato dal fatto che il giornalista politico deve

essere indipendente, cercare le notizie, confutarle, confermarle, scontrarsi con i redattori, i

direttori, per andare fino in fondo nelle storie

.

I problemi dei generi

La notizia economica ​

I quotidiani generalisti forniscono una notizia elaborata​ , vista da un’angolazione di facile

comprensione per il lettore medio. I quotidiani economici si rivolgono ad un lettore esperto,

che cerca una serie di dati, di informazioni tecniche che sono completamente distaccate

​ ​ ​

dalla cronaca

. Si delinea​ quindi una contrapposizione tra due correnti: il generalismo​ ,

composto da articoli pubblicati in sezione “economica”, per un pubblico generalista; lo

specialismo​ , che ha dato luogo a grandi testate economiche internazionali, in Italia “Il Sole

24 Ore”

. ​

​ ​

Nell’insieme, lo stile dell’informazione economica italiana rivolta al lettore generale​ , si può

riassumere in quattro filoni: ​ ​

Storie e personaggi. Riguarda le storie di personaggi come i tycoon​ , con le loro

boiate, eccessi e ambizioni politiche.

​ ​ ​

Inchiesta e denuncia. Riguarda la denuncia delle storture​ e degli illeciti​ provocati da

chi cerca di infrangere le regole del mercato finanziario.

Congiunturalista. Figura di congiunzione, nell’ambito giornalistico, che provvede a

fornire informazioni di carattere giornaliero sulle testate, assicurandosi di fornire un

ragguaglio col passato e una visione al futuro.

Editoriali. Trattano principalmente di politica economica, tramite specialisti che

intervengono per spiegare questioni difficili.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto parziale per l'esame di Comunicazione Giornalistica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Antonio Valentini: Professione Giornalista, Papuzzi. I capitoli trattati sono: 1) La notizia giornalistica (il concetto di notizia; rappresentazione e contrapposizione; i valori notizia; i valori impliciti; le fonti; le agenzie di stampa). 2) Forme e modelli (cronaca e commento; nomenclatura dei pezzi; l'intervista e l'inchiesta; la notizia secondo l'ufficio stampa). 3) Come scrivere (news e features; il new journalism; scrittura oggettiva e soggettiva; come si comincia: il lead; come proseguire: focus e struttura) 4) Il giornalismo sportivo. 5) La notizia economica. 6) La notizia secondo l'ufficio stampa. 7) La notizia politica (come parlano i fatti politici, public journalism, funzione passiva e attiva, il potere dei giornalisti politici)

- Radio e televisione (effetto radio, effetto televisione, il peso dell'anchorman, l'infotainment)


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in discipline dello spettacolo e della comunicazione
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gifragabry di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione giornalistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Valentini Alberto.

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