Professione giornalista
Sergio Lepri
Capitolo 1 – Il mestiere di giornalista
Comunicazione diretta e indiretta
Comunicazione diretta: permette un dialogo tra l'emissore del messaggio (il contenuto) e il ricettore, necessita di un legame fisico (contiguità spaziale e temporale: stare insieme nello stesso momento, vedersi, sentirsi) ed ha bisogno di un codice (di un sistema di simboli: sguardo, gesto, tono).
Comunicazione indiretta: grazie all'invenzione della scrittura gli attori della comunicazione non erano più due, ma tre: emissore, ricettore, medium (il medium è il mediatore del messaggio, è il veicolo: in questo caso la scrittura. È l'organo di mediazione). Non c'era più bisogno di contiguità spaziale e temporale.
Invenzione della stampa e globalizzazione
Invenzione della stampa: l'invenzione della stampa (1455, Gutenberg) permise la moltiplicazione e la divulgazione a basso costo del messaggio.
Stampa quotidiana: con la rivoluzione industriale dell'Ottocento l'informazione divenne anche attuale. L'editoria giornalistica, per aumentare la rapidità della produzione, poté avvalersi di numerosi progressi della tecnica (rotativa, carta in bobine), mentre la rapidità dell'informazione fu assicurata dal telegrafo elettrico (1844. Esso introduceva un nuovo concetto di tempo: la simultaneità), l'ampiezza dell'informazione invece dalle nascenti agenzie di stampa. Si crearono così le condizioni per la nascita della stampa quotidiana d'informazione.
Globalizzazione: grazie a nuovi mezzi di comunicazione (televisione, computer) e a nuove tecniche di distribuzione (Internet, i satelliti) è nato il fenomeno della globalizzazione: diffusione su scala planetaria di informazioni, idee, costumi, stili di vita.
[Mass Media: mezzi di comunicazione di massa attraverso cui è possibile diffondere un messaggio ad una pluralità di destinatari. Es: giornali, radio, televisione, internet].
Comunicazione a distanza e telematica
Comunicazione a distanza: una terza via della comunicazione è nata con i nuovi mezzi di comunicazione a distanza (telefono, radio, televisione), essa trasmette nello spazio la parola, il suono e l'immagine. Nella comunicazione radiofonica e televisiva il messaggio è regolato dall'emittente, sia nei contenuti che nella durata.
Comunicazione telematica: l'invenzione del computer (1946) ha creato (con internet e l'ipertestualità) una nuova forma di comunicazione, la comunicazione in rete (online), che si serve della parola scritta, del suono e dell'immagine (così come la televisione), ma anche delle informazioni d'archivio (con l'ipertesto) in aggiunta alle informazioni correnti.
Multimedialità e ipertestualità
Multimedialità: con il passaggio dall'analogico al digitale si ha avuto l'unificazione in un solo medium della parola scritta, della parola detta, del suono, dell'immagine statica e in movimento: si tratta della multimedialità (unificazione delle apparecchiature che servono alla gestione delle informazioni). Essa ha portato alla nascita di apparecchi nuovi: macchinetta fotografica digitale, videocamera digitale, televisore-pc, pc palmari. Le nuove tecnologie permettono un'interazione fra chi emette e chi riceve informazione (interattività).
Ipertestualità: l'ipertesto informatico permette di passare da un'informazione all'altra attraverso dei collegamenti (link).
Internet e giornalismo
Internet: Internet è il veicolo del pc. Il pc è il medium. Internet è una grande biblioteca elettronica, un insieme infinito di fonti di informazione.
Giornalismo: è mediazione tra fonte e destinatario dell'informazione, ma prima ancora è ricerca e acquisizione di novità. È l'individuazione dell'evento meritevole di diventare notizia.
Attori della comunicazione indiretta
Attori della comunicazione indiretta:
- Emissore del messaggio
- Mediatore del messaggio
- Ricettore del messaggio
- Fonte dell'informazione
- Giornalista e organi di informazione
- Cittadino-lettore (che è dunque il destinatario del lavoro del giornalista)
Fonti dell'informazione
Fonti dell'informazione:
- Fonti dirette della notizia (fonti primarie): il fatto stesso
- Fonti intermedie (fonti secondarie): istituzioni e le agenzie di stampa
- Fonti istituzionali: sono gli uffici stampa e i portavoce degli organi centrali e periferici dello Stato, degli enti economici, dei partiti ecc. Possono anche essere gli stessi rappresentanti delle istituzioni e i personaggi dell'attualità (politica o cronaca) che si mostrano davanti alle telecamere (attraverso i telegiornali o i talk show)
- Agenzia di stampa: è un ente giornalistico il cui scopo è la fornitura di notizie ad altri organi di informazione come giornali, riviste, emittenti televisive e radiofoniche (un esempio è l'Ansa). [Le agenzie stampa sono organi dell'informazione di base di tutta la stampa scritta e parlata]
– Negli anni '90 si è affermata anche l'informazione televisiva in diretta cioè la visione simultanea di un fatto nel momento stesso in cui avviene.
– Ovviamente internet e la tv in diretta rappresentano degli avversari temibili per le agenzie di stampa e il giornalismo a stampa (questi ultimi però possono offrirci la verità dei fatti a differenza di Internet e della tv).
Fonti anomale: i giornali quotidiani rappresentano in un certo senso delle fonti di informazione: sono i giornali a stampa locali che riescono a conoscere un fatto locale prima e meglio dei corrispondenti dei giornali nazionali. Fonti anomale sono anche il Televideo Rai e il Mediavideo Mediaset per le redazioni di alcune emittenti televisive locali (o radiofoniche).
Mediatori dell'informazione
Mediatori dell'informazione: sono gli organi dell'informazione, si distinguono per:
- Il pubblico al quale si dirigono
- I contenuti: informazione generale o specializzata
- Le aree di diffusione: nazionale o regionale ecc
- La periodicità con cui escono
- Le tecniche che usano: stampa, radio, televisione, internet
- Lo spazio (numero di pagine) o il tempo (i minuti di trasmissione) in cui si esprimono
- Il prezzo: se a pagamento o gratuito
- Quotidiani radiofonici o televisivi: il loro pubblico è l'intera società
- Quotidiani a stampa a pagamento: il loro pubblico comprende solo alcune fasce sociali (prevalenza dei livelli culturali medio-alti)
- Quotidiani a stampa gratuiti: il loro pubblico solitamente appartiene alla fascia culturale media-inferiore
- Quotidiani di informazione specializzata: il loro pubblico è legato al settore economico-finanziario o sportivo
- Settimanali di attualità e informazione: il loro pubblico comprende ampi settori della società (prevalenza della classe alta e medio-alta)
- Settimanali di varietà (soprattutto televisione e spettacolo): il loro pubblico comprende ampi settori della società (prevalenza della classe media e medio-bassa)
- Settimanali e mensili specializzati (es: settimanali per bambini o mensili di gastronomia): il loro pubblico appartiene a vari settori della società
- Agenzie di stampa: come organi di informazione di base (giornalistica, fotografica) la loro utenza è tutta la stampa scritta e televisiva; come organi di informazione diretta (generale o specializzata) l'utenza è economica, politica, amministrativa, diplomatica, sindacale
- Quotidiani di informazione telematica (tv, Internet, cellulare): il pubblico è difficilmente identificabile
Fruitore dell'informazione
Fruitore dell'informazione: di fronte al lettore il giornalista può commettere alcuni errori:
- Nei paesi non democratici il giornalista cerca di condizionare il lettore, non informandolo ma persuadendolo e fornendogli spesso non il fatto completo ma solo alcune parti, oppure il fatto già interpretato
- Il giornalista può ignorare la maggior parte dei lettori e scrivere solo per pochissimi di loro
- Il lettore viene identificato in un lettore-tipo (un lettore che legge abitualmente il giornale e che si tiene informato) a cui non è necessario raccontare un fatto dal principio o riepilogarne gli antecedenti (si tratta però di un lettore che non esiste nella realtà)
- Il grado di istruzione: l'analisi deve essere fatta sull'intera società o almeno sulla popolazione di età superiore a 6 anni (questa è l'utenza dei giornali radiofonici, televisivi e dei giornali a stampa)
- La conoscenza della lingua nazionale: è bene non dimenticare che molti italiani sono bilingui e che per essi l'italiano è una seconda lingua (dopo il dialetto), comunque a partire dagli anni Ottanta è aumentato sensibilmente l'uso esclusivo dell'italiano (come lingua parlata)
- Il patrimonio informativo: si riferisce all'insieme delle conoscenze che ha il lettore su ciò che avviene intorno a noi e nel mondo, e quindi sulla sua capacità di comprendere il senso di certe informazioni. Vari censimenti hanno dimostrato che aumentano i lettori anziani (dai 55 anni) e diminuiscono i giovani (tra i 18 e i 34 anni). La categoria informativa più seguita è la cronaca nazionale, viene poi la cronaca locale, lo sport, la politica, l'economia, il lavoro, la cultura e le questioni sociali e civili, gli spettacoli, l'informazione estera
- Gli interessi personali e familiari: si riferisce agli interessi prevalenti negli individui, soprattutto nel loro ambito familiare. Un censimento degli anni '80 ha mostrato che al primo posto dei bisogni informativi delle famiglie sta la salute; al secondo posto la scuola e la cultura; al terzo il lavoro; al quarto il vitto e l'abbigliamento; al quinto il risparmio; venivano poi i servizi sociali; l'organizzazione della casa; le spese straordinarie; i problemi della città e del quartiere; ed infine la politica (intesa come spartizione di potere, problemi di schieramento)
- La disponibilità del tempo: solitamente gli italiani dedicano alla lettura dei giornali 15-30 minuti. La maggior parte delle persone legge unicamente i titoli delle notizie (a causa della mancanza di tempo) e questo spiega il cambiamento avvenuto da qualche anno nei criteri di titolazione delle notizie dei quotidiani a stampa: il fatto è tutto raccontato nel titolo, tanto da rendere superflua la lettura del testo. Molti sono gli italiani che non leggono mai giornali a stampa e che si affidano ai telegiornali, soprattutto della sera
Scelte dei giornali e bisogni dei lettori
Negli ultimi anni i giornali a stampa hanno cercato di allargare l'offerta d'informazione così da andare incontro alle esigenze diverse e plurime dei cittadini (c'è stato dunque un miglioramento dei contenuti: ad esempio con una cronaca più approfondita dei fatti d'interesse). Un censimento ha però rivelato i giudizi negativi dei lettori sul modo di trattare i contenuti, i lettori si lamentano soprattutto per la prevalenza di interessi politici, la superficialità e la spettacolarizzazione di fatti privati. I telespettatori invece (coloro che guardano i telegiornali) si lamentano soprattutto per la volgarità, la superficialità e la prevalenza di interessi politici.
Informazione e politica
L'informazione non è soltanto novità ma anche continuità. E il giornalismo è anche un flusso di informazioni concrete, utilizzabili giorno per giorno: ad esempio per migliorare la qualità della vita o per risolvere i problemi quotidiani. Il cittadino quindi oltre ai piccoli o grandi avvenimenti che lo circondano, vuole anche essere informato sui servizi e su come accedervi, vuole notizie utili: sul mondo della scuola, del lavoro, sulle strutture sanitarie ecc.
Lo spazio dedicato alla politica interna dai quotidiani italiani è il doppio rispetto allo spazio dedicato dai quotidiani esteri. Ma in Italia lo spazio è riempito non tanto dal racconto dei fatti quanto dai commenti, dalle indiscrezioni, dai pettegolezzi. Una particolarità tutta italiana – che non esiste in nessun telegiornale straniero – è che alcuni telegiornali aggiungo all'informazione sui fatti politici anche i commenti espressi dalle varie parti politiche: non è informazione ma propaganda, l'intento è di persuadere oltre che di informare.
Giornalisti e obiettività
Giornalisti non si nasce ma lo si diventa: questa professione – come tutte le altre – comporta preparazione culturale ed esperienza, teoria e pratica.
Obiettività: il giornalista – secondo il giornalismo anglosassone – deve essere obiettivo, la notizia deve sempre essere separata dal commento. Tuttavia è inevitabile che nell'informazione giornalistica i fatti vengano filtrati attraverso il patrimonio culturale del giornalista. Nonostante questo il giornalista deve sforzarsi di presentare la notizia il più possibile fedele alla realtà. La notizia si può definire come "la massima approssimazione possibile all'effettivo svolgimento del fatto".
Professionalità: il giornalista deve essere professionale, rigoroso, deve presentare la notizia completa, imparziale e veritiera.
Capitolo 2 – Il trattamento concettuale dell'informazione
L'attenzione del lettore
Per catturare l'attenzione del lettore il giornale a stampa ha varie possibilità: il contenuto (scelto in funzione del pubblico a cui ci si rivolge, dei suoi interessi e delle sue aspettative); la struttura (l'ordine con cui sono esposte le informazioni che costituiscono il contenuto); la presentazione grafica (carattere tipografico, eventuale corredo fotografico, eventuale colore ecc); il linguaggio (le parole usate per raccontare il contenuto). [vedere sopra: tempo dedicato alla lettura]
I condizionamenti della politica e della pubblicità
I modi di trattare l'informazione sono condizionati da obiettivi di carattere politico e commerciale. La posizione politico-ideologica del giornale influenza la scelta dei contenuti, la struttura della notizia, la sua collocazione nella pagina.
I modi dell'informazione
Informazione si può fare con le parole (sia lette su carta che ascoltate alla radio e alla tv); con le immagini fisse (foto: per giornale o se necessario per telegiornale); con le immagini in movimento (filmati: per telegiornale); con le parole insieme alle immagini ed eventualmente ai suoni. Secondo il tipo di medium in cui si opera, ognuno di questi modi di fare informazione comporta trattamenti diversi sul piano concettuale e su quello linguistico; uguali sono invece le procedure di base per la raccolta e l'elaborazione delle informazioni. Il giornalista deve approfondire e mostrare ciò che le immagini non possono comunicare.
La raccolta delle informazioni
Fonti dell'informazione:
- Fonti primarie: la vita quotidiana a cui attinge il giornalista informazione diretta: l'acquisizione diretta dell'informazione/dell'evento non pone problemi, salvo quello di accertare l'attendibilità della fonte primaria (coloro che si ritiene siano informati, es: un testimone oculare, un agente di polizia ecc). L'acquisizione diretta dell'informazione risulta difficile per i quotidiani regionali (si limitano agli eventi che succedono nelle vicinanze) a differenza dei quotidiani nazionali (seguono direttamente convegni politici, conferenze economiche, sedute parlamentari ecc)
- Fonti secondarie o intermedie: cioè fonti istituzionali o uffici stampa informazione mediata: anche in questo caso il giornalista deve identificare cosa è notizia e accertarne la corrispondenza al vero.
Fonti ufficiali che non vogliono essere citate
A volte capita che le fonti istituzionali – cioè gli uffici stampa e i portavoce degli organi centrali e periferici dello stato e del governo, degli enti pubblici e privati ecc – fanno resistenza al giornalista che vuole citarle per dare forza alle informazioni riportate. Solitamente si chiede al giornalista di non citare la fonte o di ricorrere a metafore (Es: "in ambienti vicini a Palazzo Chigi si afferma che...").
Fonti segrete
A volte le fonti non possono essere citate dal giornalista per volere della stessa fonte. A volte questa fantomatica fonte non esiste e il giornalista finge di nasconderla soltanto per accreditare un'informazione da lui inventata. Altre volte si tratta davvero di una fonte tenuta alla riservatezza o al segreto istruttorio.
Comunicati ufficiali
Bisogna distinguere: comunicati preparati da uffici stampa (è giusto riassumerli ed è giusto opporsi alla fonte che ne pretende la diramazione integrale e testuale) e comunicati che hanno un interesse giornalistico per come sono scritti (hanno dunque un interesse giornalistico con quelle e non con altre, dunque è opportuno presentarli al lettore testualmente e tra virgolette). Per le agenzie di stampa la pubblicazione integrale di alcuni comunicati è doverosa sia per documentazione sia per lasciare ai giornali ampio materiale per le loro scelte.
Informazioni di agenzia
Molti giornali (a stampa, radiofonici e televisivi) ricorrono alle informazioni delle agenzie di stampa (fonti intermedie). Anche in questo caso il giornalista deve accertare la credibilità delle agenzie e controllarne i contenuti. Sarebbe giusto che i giornali citassero l'agenzia quando ne prendono le notizie sia per premiarne gli sforzi sia per indicare ai lettori la fonte dell'informazione.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Storia del Giornalismo, prof. Milan, libro consigliato New Journalism, Pratallesi
-
Riassunto esame Giornalismo radiotelevisivo, prof. Morcellini, libro consigliato il giornalista radiofonico, Simone…
-
Riassunto esame Comunicazione Giornalistica, prof. Alberto Valentini, libro consigliato Professione Giornalista, Pa…
-
Riassunto esame Psicologia generale, Prof. Lepri Alessandro, libro consigliato Psicologia evoluzionistica , David M…