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Sei un genio! Artigeni, la rivoluzione degli artigiani e lavoratori dalle idee geniali

Giampaolo Colletti

Introduzione

Tanti sono i business di successo, che fanno parte dei settori più disparati, alla base di tutti questi c’è un’idea innovativa che ha fatto la differenza. I wwworkers sono la generazione connessa di lavoratori che hanno fatto la differenza grazie alle loro idee geniali, che li hanno portati a conquistare mercati e a fidelizzare i clienti. L’idea wow è offrire quel qualcosa in più che gli altri non stanno offrendo, e sono proprio le idee a portare al successo.

Capitolo 1 - Artigeni dalle idee wow

“L’innovazione non è mai arrivata attraverso la burocrazia o la gerarchia; è sempre arrivata attraverso gli individui”. Le persone sono alla base di tutto, vengono prima delle idee e dell’innovazione, in particolare in un paese come il nostro, caratterizzato dalle intuizioni geniali. Possiamo qui parlare di Artigeni, coloro che non si arrendono, che si appassionano, che sbagliano e che imparano dagli errori, che si rimboccano le maniche, che sanno fare tesoro dell’ascolto della Rete e dei riscontri del mercato. Dalla vendita online della birra dei monaci Benedettini, all’adozione a distanza delle pecore sarde; tutte storie caratterizzate dalla nascita delle nuove tecnologie e da un abile uso del digitale. Digitale che permette di vendere, migliorare prodotti e servizi e ottimizzare i processi; tecnologie che si innescano anche nelle piccole imprese.

Gli Artigeni utilizzano le tecnologie per innovare le imprese tradizionali, migliorando la reputazione del Made in Italy e innestando il digitale nei processi, nelle persone e nelle imprese. Grazie alla collaborazione tra persone di età più avanzata che portano avanti antichi mestieri, e giovani nativi digitali che si occupano dell’aspetto digitale, i mestieri antichi continuano a vivere. I wworkers (world wide workers) italiani sono imprenditori, esponenti delle piccole e medie imprese del tessuto produttivo italiano, artigiani e artisti che danno una chiave di lettura nuova al mondo grazie alla Rete; il termine unisce il mondo della Rete a quello del lavoro, descrivendo coloro che hanno deciso di mettersi in gioco grazie all’aiuto della Rete, magari lasciando il posto fisso.

Il 40% degli italiani diventa wworker a seguito di un licenziamento, il restante 60% lo fa volontariamente per seguire una passione. I wworkers ci dimostrano che per arrivare lontano bisogna scommettere sulla cosa più preziosa che si possiede: noi stessi. La mediocrità e la medietà non esistono più: il 65% degli studenti di oggi andrà probabilmente a svolgere dei lavori che ancora non esistono. Grazie all’avvento della Rete è più facile trovare corrispondenti digitali a quello che una volta era svolto dall’uomo, non si può più quindi essere mediocri ma si deve eccellere in quello che si fa.

La globalizzazione e la rivoluzione tecnologica richiedono una grande forza lavoro, e una formazione sopra la media; i wworkers infatti ricercano, sperimentano e si danno da fare. Per fare i wworkers bisogna avere un’idea wow, offrire quel qualcosa in più premiando la propria base clienti, per avvicinarsi alle esigenze della propria community di riferimento. Dall’aprire un tour operator online che propone sport estremi, ad offrire consulenze di pompe funebri online. Perché l’idea wow non ha limiti di creatività, anzi, le idee stravaganti restano più in mente.

  • Essere creativi (puntare su idee innovative che non sono mai state pensate e che possano soddisfare bisogni latenti)
  • Puntare sull’oceano blu (trovare una nicchia di mercato, o community, e conquistarla)
  • Sorridere (la chiave di tutto è l’accoglienza e l’approccio positivo)
  • Ascoltare (ascoltare i feedback dei clienti e anticipare le loro necessità)
  • Fare squadra (il successo si raggiunge solo grazie ad un eccellente lavoro di squadra)

La Rete non è solo importante per crearsi un nuovo lavoro, ma anche come agenzia di reclutamento per imporsi all’interno di aziende o agenzie. Il fenomeno del social recruiting è molto diffuso, in particolare grazie a Facebook, Twitter e LinkedIn, anche se è molto frequente esagerare le proprie qualità per essere assunti più facilmente. A volte le aziende scelgono anche un colloquio su Skype piuttosto che un colloquio dal vivo, la Rete accorcia le distanze spazio-temporali.

Numerose sono le startup create per offrire/cercare lavoro, per cercare di aiutare anche le figure di più basso livello che non sono incluse da LinkedIn. Inoltre, la rete è anche un modo per dare spazio agli Artigeni stranieri in Italia, le imprese condotte dagli stranieri rappresentano infatti l’8,7% degli imprenditori totali. Da app che aiutano gli stranieri a trovare informazioni, alla vendita online di yogurt; dal vendere vestiti online al trasformare oggetti di scarto in soggetti di design.

Ma numerosi sono anche gli italiani che lasciano l’Italia in cerca di maggiori opportunità, italiani lavoratori globetrotter in fuga dalla complessità del fare impresa in Italia. L’Italia è stata abbandonata da 316 mila cervelli negli ultimi dieci anni, giovani tra 25 e 37 anni laureati e con ambizioni professionali, che si dirigono verso Germania, Inghilterra, Francia e Stati Uniti.

In Italia inoltre, grossa importanza è data alla famiglia. La maggior parte delle imprese sono infatti a conduzione familiare, circa l’85% delle aziende totali, quindi i giovani mantengono vive le attività dei propri genitori, aggiungendoci un tocco di digitalizzazione. Anche gli anziani hanno recentemente sfruttato i benefici del digitale, la generazione silver, spesso pensionati ancora al lavoro utilizzano le nuove tecnologie per inventarsi lavori online.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinapaci96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Mazzoli Lella.
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