Che materia stai cercando?

Riassunto esame biografia, cultura e servizio sociale, prof. Bini, libro consigliato La supervisione nel servizio sociale, Bini, Pieroni, Rollino

Riassunto per l'esame di biografia cultura e servizio sociale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Bini: La supervisione nel servizio sociale di Bini, Pieroni e Rollino. Gli argomenti trattati riguardano i primi 2 capitoli del libro: la supervisione professionale nel servizio sociale di Gloria Pieroni e un modello di supervisione di Laura... Vedi di più

Esame di Biografia, cultura e servizio sociale docente Prof. L. Bini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

con i metodi tradizionale (formazione accademico-universitaria) e secondo un’idea di

competenza professionale come soluzione di problemi fondata semplicemente

sull’applicazione di una teoria scientifica rigorosa e di tecniche consolidate.

I professionisti riflettono sul proprio conoscere nella pratica (ripensano a un progetto di

cui sono occupati, a una situazione che hanno vissuto ed esplorano le capacità di

comprensione che hanno utilizzato nel trattamento del caso) ma ciò che rende la

riflessione nel corso dell’azione generativa di una teoria è la sorpresa, lo spiazzamento

che l’operatore prova quando è bloccato in una situazione problematica che non riesce

a trasformare in un problema trattabile il professionista quindi fa un esperimento

che serve a generare una nuova comprensione dei fenomeni e un cambiamento della

situazione.

Schon ha una distinzione tra riflessione sull’azione e riflessione nel corso dell’azione.

La riflessione sull’azione, intesa come riflessione attraverso cui i professionisti arrivano

ad associare le situazioni già affrontate, permette di intravedere una connessione con

ciò che avviene nei contesti di supervisione.

È utile anche la distinzione di F. Olivetti Manoukain tra pratica ed esperienza secondo

la quale nella pratica è dominante la dimensione dell’azione, del fare realizzativo

mentre l’esperienza è caratterizzata dal riflettere su ciò che si fa che può sviluppare

nuovi percorsi di ricerca.

RICERCA

Per comprendere il valore di strumento per la crescita della competenza e della cultura

professionale del S.S. è opportuno fare un altro passaggio che può permettere alla

supervisione di essere un ponte tra la prassi professionale e la ricerca di e sul servizio

sociale.

Quale ricerca può alimentarsi nella supervisione di servizio sociale?

Nel contesto italiano non si è sviluppata abbastanza la riflessione sulle potenzialità di

produzione di sapere che possono scaturire da una congiunzione tra pratiche

professionali e ricerca e sul senso e la qualità di questo rapporto.

allargare lo sguardo a livello internazionale: le linee di pensiero e di

approfondimento e documentazione si sono orientate su 2 filoni di ricerca di e sul

servizio sociale:

1) Evidence-based pratice

2) Practice research

Entrambe pongono l’attenzione al rapporto tra pratiche di S.S. e ricerca ma sono

divise su oggetti di studio e lavoro: evidenza scientifica la prima e pratiche la seconda

ma la practice research offre materiale più utile alla riflessione.

È da percorsi di supervisione che possono nascere punti di domanda, sollecitazioni e

spunti per la ricerca su temi che emergono come nodi critici, rispetto ai quali

l’approccio della Practice research può avvalorare la tesi che a supervisione permette

il superamento del distacco tra teoria e pratica, produce sapere professionale e

costituisce un ponte per la ricerca, contribuendo alla crescita della cultura del S.S.

professionale.

Gli A.S. maturano molte conoscenze esperienziali che restano patrimonio individuale e

che potrebbero diventare possibili campi di ricerca.

UN MODELLO DI SUPERVISIONE (Bini)

I presupposti

Gli assistenti sociali ogni volta che rinunciano alla comprensione degli eventi di cui

sono partecipi, si espongono a un forte stress promotore di comportamenti difensivi.

Quindi l’assistente sociale, il cittadino/utente e l’organizzazione vengono spinti verso

un senso di inutilità. Il sentimento di inutilità e di inefficacia individuale si diffonde nel

sistema organizzativo trasformandosi in una rappresentazione dell’inefficacia del

servizio sociale e contribuisce alla definizione di identità professionali e personali

squalificate.

La relazione d’aiuto è il luogo in cui si scambiano i significati reciproci e l’A.S. ha il

compito di costruire il significato condiviso di quel processo. Questo compito è difficile

perché la maggior parte degli utenti si presenta in situazione di fragilità in quanto non

ha più la gestione della propria esistenza.

La supervisione è quindi un esercizio di modifica attraverso la ri-significazione delle

prassi dal punto di vista dell’assistente sociale. Quindi ha lo scopo di aiutare il

supervisionato a svolgere meglio le funzioni esercitate nei confronti dell’utenza e

dell’organizzazione e a sostenere un esame critico della propria attività.

La supervisione professionale di S.S. non può prescindere dal metodo di riferimento

che guida l’azione dell’A.S. perché questo diventa la trama intorno alla quale costruire

la narrazione.

L’A.S. si trova al centro di numerosi processi intrecciati tra loro che devono essere

governati con consapevolezza ed equilibrio. L’abitudine a pensare alla supervisione

come luogo e tempo separato dall’organizzazione e dal sistema dentro il quale si

svolgono l’attività lavorativa e la supervisione stessa rende l’A.S. e il supervisore poco

consapevoli delle relazioni che a questa li collegano. Attraverso la supervisione si

sviluppa un pensiero professionale indipendente con il presupposto che l’attività

quotidiana è definita da molti fattori e che l’organizzazione esercita su questa una

grande influenza.

La realtà sociale è caratterizzata da instabilità e incertezza necessario che ricerca e

indagine siano di costante supporto a chi si confronta con questi fenomeni.

Nel S.S. il processo di costruzione di un metodo professionale situato è stato poco

sviluppato e negli anni più volte si è fatto riferimento al rapporto tra teoria e pratica e

al sapere prassico ma con poche esperienze di indagini e ricerche specifiche sui

fenomeni e sui processi sociali e relazionali coinvolti nelle prassi professionali offrire

conoscenze sull’andamento dei fenomeni e sulle traiettorie di vita degli individui in

carico ai servizi sociali.

Da molti autori è riconosciuta la necessità di sviluppare ricerca in ambito di S.S. in

modo da presentare ai professionisti riferimenti teorici articolati.

La supervisione, proprio per la sua caratteristica di riflessione sull’agire professionale e

sui criteri, richiede attenzione allo sviluppo di un metodo che abbia riferimenti teorici

definiti. La mancanza di un orizzonte teorico contribuisce al mancato raggiungimento

degli obiettivi della supervisione e accentua la solitudine e la responsabilità personale

e professionale del supervisionato.

Il paradigma di riferimento

Fenomeni sociali negli ultimi decenni hanno subito una forte trasformazione che

 porta al contatto con i servizi di persone e storie molto diverse tra loro a causa

di processi di vulnerabilità che possono interessare anche soggetti fino ad allora

inseriti nell’organizzazione sociale

La conoscenza della realtà è in continua evoluzione per l’interesse per le

 scienze sociali e l’elaborazione di paradigmi per una significazione dei processi

I convincimenti e le rappresentazioni della realtà sociale sono contigui a quelli di

 senso comune in relazione alla circostanza che l’oggetto di riferimento riguarda

la vita delle persone e molto spesso la loro quotidianità all’interno della quale

ognuno si muove secondo logiche di senso comune

Il pensiero complesso

Il contesto di svolgimento del processo di aiuto è di per sé complesso. La complessità

ingenera incertezza nelle decisioni perché ci sono molti punti di vista e per l’apparente

contraddittorietà dei funzionamenti. Essa implica processualità e strategia che

possono essere riconosciute dal S.S. nella funzione di accompagnamento dell’azione

professionale. Non è ipotizzabile che i processi socio-psicologici ed economici che

hanno condotto il soggetto in una situazione di fragilità e marginalità possano essere

contrastati con interventi frammentari senza la conoscenza necessaria e l’attenzione

alla traiettoria di vita e alle esperienze spiazzanti vissute dal soggetto e che

costituiscono la sua rappresentazione del mondo e delle sue criticità.

L’approccio biografico

L’approccio biografico è un valido riferimento per la conduzione di una supervisione

professionale perché nel corso dei colloqui e degli incontri il materiale autobiografico e

biografico fluisce senza difficoltà. Esso pone al centro la persona con la sua storia e

con i suoi significati attribuiti individualmente. Quindi, attraverso la storia l’individuo si

definisce come tale e si afferma un valore del servizio sociale = la restituzione del

primato al singolo e alla sua storia.

Nell’esperienza di supervisione condotta secondo tale modello, l’interesse si concentra

sulle storie di vita delle persone che accedono ai servizi e sulle narrazioni che gli A.S.

producono rispetto alla relazione di aiuto. L’approccio biografico fornisce anche

elementi utili alla progettazione di servizi e interventi non solo attraverso ricerche

generali ma soprattutto attraverso la sistemazione del materiale raccolto dall’A.S. nel

corso dell’attività professionale.

C’è un intreccio tra le narrazioni degli A.S. e il caso portato in supervisione: la storia

del singolo utente si intreccia con quella dell’A.S. e insieme costituiscono una

narrazione in cui si possono identificare le dinamiche dei processi individuali e sociali.

Inoltre le analisi successivi e la sistematizzazione delle informazioni e delle

conoscenze che si recuperano dalle narrazioni consentono di individuare:

La processualità delle situazioni di disagio, gli eventi spiazzanti, i tentativi di

 soluzione attuati, le risorse di fronteggiamento a disposizione

Lo sviluppo di una relazione di aiuto a livello comunicativo relazionalmente

 significativo

L’analisi e la significazione della realtà

 La dimensione emotiva che l’utente porta e che sollecita le emozioni dell’A.S.

 narrante

Le rappresentazioni sociali della realtà

Fare supervisione significa accedere alle prassi professionali attraverso il racconto

dell’A.S. L’attribuzione dei significati alla realtà è un processo costante anche quando

si pensa di sospendere il giudizio infatti è impossibile conoscere senza riferirsi a

credenze e tipizzazioni preconcette. Il presupposto generale sul tema delle attribuzioni

di significato e delle rappresentazioni può essere individuato nel teorema di Thomas

secondo il quale “se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali

nelle loro conseguenze” (vedi appunti).

Nella supervisione questo concetto porta alla ricerca delle rappresentazioni dei temi

coinvolti nella situazione che si presenta al gruppo di supervisione. L’altro concetto è

quello della profezia che si autoavvera (Merton). Un esempio è quello della valutazione

delle competenze genitoriali le rappresentazioni delle competenze genitoriali

dell’A.S. sono il punto di partenza per la valutazione nel singolo caso e definiscono gli

interventi che influenzano il corso di vita dei genitori.

Il pensiero, le rappresentazioni e le credenze dell’A.S. sono fondamentali perché

influenzano la relazione e possono determinare l’andamento del processo stesso.

I comportamenti che producono una dissonanza cognitiva negli A.S. quando entrano in

contatto con mondi vitali portatori di logiche difformi rispetto alle proprie, diventano

fattori importanti nella riflessione in supervisione.

Blumer afferma che il significato che le persone attribuiscono alle cose nasce dal

processo di interazione tra le persone stesse il potere dell’A.S. di attribuzione di

significato agli eventi e ai comportamenti avrà un’influenza sul tipo di relazione che si

andrà a strutturare con l’utente.

= IMPORTANZA DELLE RAPPRESENTAZIONI DELL’ASSISTENTE SOCIALE.

Il metodo

Il gruppo


PAGINE

8

PESO

29.03 KB

AUTORE

Naliab

PUBBLICATO

5 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di biografia cultura e servizio sociale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Bini: La supervisione nel servizio sociale di Bini, Pieroni e Rollino. Gli argomenti trattati riguardano i primi 2 capitoli del libro: la supervisione professionale nel servizio sociale di Gloria Pieroni e un modello di supervisione di Laura Bini


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in disegno e gestione degli interventi sociali
SSD:
Docente: Bini Laura
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Naliab di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biografia, cultura e servizio sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Bini Laura.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in disegno e gestione degli interventi sociali

Teorie della giustizia e dell'intevento sociale - risposte alle domande
Esercitazione