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Riassunto esame Biblioteconomia, prof. Venuda, libro consigliato: Manuale di Biblioteconomia di Giorgio Montecchi e Fabio Venuda

Riassunto per l'esame di Biblioteconomia, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Manuale di Biblioteconomia di Giorgio Montecchi e Fabio Venuda; Università degli Studi di Milano - Unimi, Facoltà di Beni Culturali. Temi: catalogo, biblioteca, FRBR, ISBD...

Esame di Biblioteconomia docente Prof. F. Venuda

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Il Personale: attraverso il quale la biblioteca si propone ed espone i suoi punti di forza, ad

esempio le nuove acquisizioni (nello scaffale “nuovi arrivi”, di piatto, come fosse un banchetto) e

si trovano questi libri in una zona in cui per esempio ci si può sedere, non è formalizzata. In

quest'area vengono esposti tutti i servizi, è il luogo in cui si fa vedere quanto bella è la biblioteca.

E ciò viene fatto in primo luogo, mediante il personale. Viene richiesta dunque una certa

professionalità. Anche come e dove è posizionato il bancone, la sua altezza, hanno un valore

psicologico forte. Il bancone dev’essere non troppo alto e subito riconoscibile. Anche

l'atteggiamento, la mentalità della bibliotecaria contano. In un libro recente, l’atlante della nuova

biblioteconomia, si dice che : IL COMPITO DEL BIBLIOTECARIO È FACILITARE, FAVORIRE LA

CONOSCENZA NEL CONTESTO DI RIFERIMENTO.

Strumenti (bibliografie cataloghi, autori/soggetti, materia) e Servizi (consultazione, prestito

esterno, fotocopie, microfilm...) grazie ai quali il lettore ottiene in concreto dalla biblioteca ciò di

cui ha bisogno.

Depositi Librari sia a magazzino che a scaffale aperto. Rappresentano il luogo fisico dove i libri

sono collocati.

I servizi di base di una biblioteca prevedono:

• LA consultazione

o dai magazzini

o dallo scaffale

• Il prestito esterno

• La fotoriproduzione

• Il servizio in desiderata

• Altri…

Esistono, come detto, due tipi di deposito librario:

A magazzino:

• sfruttano lo spazio

• preservano il materiale

• favoriscono il recupero x il bibliot.

A Scaffale aperto:

• Richiedono più spazio

• Ordine significativo per il lettore

• Favoriscono il recupero x il lettore

Newcastle upon Tyne New City Library

É un esempio (inglese) di biblioteca moderna e virtuosa, le sue caratteristiche sono:

• Si vede dall’esterno, è luminosa, c'è una scritta a caratteri cubitali: library. Completamente in

vetro, perché si può così vedere dentro. C'è una continuità con l'esterno: è vicino un museo e

una galleria d’arte. Si intuisce che è un luogo bello, fatto di attrezzature e di servizi all'entrata

ho la legenda dei colori dei piani. Il colore che corrisponde all'entrata è blu come sono blu gli

arredi esterni della città fatti con vetro riciclato dalle panchine cittadine. Gli stessi colori della

legenda dei piani li ritroviamo anche nella moquette della biblioteca.

• Uno schermo dice benvenuto alla tua biblioteca, fanne buon uso. É stato costruito con i soldi

della municipalità. 25 milioni di sterline il costo e gli altri 15 per la manutenzione nel tempo.

Se tutto si mantiene a un livello di qualità alto è dovuto anche al fatto che se lasci andare un

luogo c'è una tendenza maggiore a essere vittima di atti di vandalismo.

• I colori rappresentano anche il brand della biblioteca: infatti fanno parte del marchio, del

brand della biblioteca.

• Questa biblioteca è stata costruita per funzionare 24/7,

• Vi è anche un sistema di prestito automatico con una sorta di "sportello bancomat"

automatizzato da un pc.

• Tutto il sistema di restituzione è controllato da radiofrequenza, con le tesserine con circuito

che si vedono sui vestiti per esempio: sono formati da un chip che contiene dati tra cui un

numero univoco universale, registrato nel silicio, un'antenna, e in alcuni casi una batteria.

• Il sistema robotizzato mediante tag RFID, di cui sopra, è in grado di smistare a seconda del

piano i vari libri, restituiti o manualmente o mediante lo "sportello automatico". I contenitori

per questi libri sono fatti in modo tale da evitare che il libro faccia un salto brusco e quindi

accompagna il passare del libro nel contenitore.

• Vi è anche una storytelling area, pensata per i bambini. É simile a una collina con un albero

centrale, perché questo era il desiderio dei bambini. Inoltre si può interrogare il terminale

servendosi di una tastiera più grande.

• Sono possibili due modalità di lettura, una rilassata e una impegnata. Quella rilassata è

poggiati all'indietro, quella posta in avanti è quella invece concentrata. Ed esistono sedute per

entrambi i tipi di lettura.

• All'ultimo piano c'è una terrazza panoramica da cui si può vedere tutta la città. Sulle vetrate ci

sono serigrafie fatte da centinaia o migliaia di risposte su alcuni temi centrali della biblioteca,

trasformate in farfalle. L'utente si sente in questo modo al centro.

Idea Store - indagine sul posizionamento

di una biblioteca

Nella zona di Tower Hamlets, Londra venne condotto uno studio, mediante

georeferenziazione che attesta come molte persone non andassero in biblioteca. La

popolazione presentava un 68% di disoccupati, 30% popolazione adulta con necessità di

alfabetizzazione, 30% di questi proveniva dal Bangladesh. Inoltre meno del 20% dei residenti

erano active users della biblioteca nonostante il distretto spendesse per gli adulti più di tutti

gli altri distretti. Tale Indagine dunque ha evidenziato che le biblioteche sono un bene, ma

occorre prestare molta attenzione ai luoghi in cui sono costruiti. Vicino a parchi, alla periferia

delle aree commerciali, dove le persone vivono è l’ideale. Al contrario dei vecchi learning

centers che invece erano in vecchie scuole di aree residenziali. Attraverso una nuova

collocazione le nuove b. possono essere usate facendo shopping. Anche Ranganathan

pensava che le biblioteche come i caffè, come i negozi, come i templi dovessero essere messe

in mezzo proprio ai luoghi della loro clientela. Occorre dare appeal alla biblioteca come un

luogo “di moda” poiché in competizione con altre alternative per il tempo libero: cinema,

sport, ristorante e centri per lo shopping.

Da ciò ne deriva che la biblioteca deve sapersi vendersi, deve fare Marketing, è inutile

cambiare e migliorare i servizi se nessuno entra in biblioteca. L'idea store nasce con questi

presupposti: e infatti ci si è rivolti a uno studio di brand development, invece di uno studio

specializzato in biblioteche. Non rappresenta in tal senso un’imposizione di una nuova

struttura, di una nuova presenza, di un nuovo grande edificio ma un edificio come veicolo dei

servizi. Una biblioteca moderna dovrà quindi:

• Eliminare qualsiasi barriera di accesso, vetrate, porte automatiche,

• Pensare all’accessibilità,

• Aree multifunzione,

• Avere Aree IT, Internet Access, Café, Spazi Espositivi,

• Un’Area Staff (management, staff room and workroom)

La Bibliografia e il Catalogo

Il lettore si reca in biblioteca per cercare un libro o altro materiale che gli interessa e di cui

conosce l'esistenza. Per ottenere quel documento potrà far riferimento al catalogo della

biblioteca. Se, però, non sa esattamente quale libro gli è utile, ma ha già in mente un argomento

di interesse può far riferimento a una bibliografia. Qualsiasi libro che leggiamo ha alla fine dei

riferimenti bibliografici o una bibliografia, ovvero un insieme di risorse che l'autore ha utilizzato

per scrivere quel libro. Questa, ci dice il titolo, gli estremi delle pagine per esempio, ma al

contrario del catalogo non mi dice dove sono, dove possiamo reperire materialmente quel libro;

ma solo che quel documento esiste. È questo che la distingue dal catalogo e ne fa uno strumento

molto diverso. Un tipo di Bibliografia, è quella nazionale italiana, BNI, ed è una raccolta di tutte le

notizie bibliografiche italiane. Ma le tipologie di pubblicazione possono essere diverse, per

criterio, per esempio ce ne sono anche di territoriali.

Le bibliografie sono dunque elenchi di libri, ordinati alfabeticamente o cronologicamente o per

altro parametro. I cataloghi invece sono elenchi di libri che rappresentano il patrimonio di una

biblioteca. Un esempio: la biblioteca digitale di Ateneo ha al suo interno diverse basi-dati

bibliografiche, che spogliano diverse riviste scientifiche contenti articoli. Questo è un patrimonio

a cui la biblioteca consente di accedere pagando un abbonamento e di conseguenza anche i suoi

iscritti. Nel catalogo può comparire anche la cosiddetta letteratura grigia: la quale non viene di

fatto messa in circolazione (la tesi di laurea, per esempio o il bilancio di fine anno).

Una forma molto usata di catalogo è stato il Catalogo a schede. Le schede sono di 7,5 x 12,5cm; è

uno standard normalizzato.

Cenni storici sulla creazione di regole di catalogazione condivise

Charles Jewitt (bibliotecario americano) sogna di far sì che ogni biblioteca possa stampare il

proprio catalogo in forma di Volume. Ma ciò prevede costi esorbitanti e sarebbe stato ormai

datato al momento della stampa. Per risolvere questo problema prevede allora la stereotipia ( si

vedano i meta-tag dell'html, i quali consentono in una certa misura di trovare come fosse un

etichetta le informazioni relative a un documento), in ambito bibliotecario i metadati consentono

di costruire delle schede informative che rappresentano ogni pubblicazione con criteri predefiniti.

Ad esempio per mezzo dei meta-tag/etichette è possibile una ricerca per autore o per titolo. La

stereotipia di Jewitt all’epoca replicò a chi proponeva di fare un calco della forma tramite gesso o

terracotta (un lavoro immane) di ciascuna scheda del catalogo per poterle copiare da una

biblioteca all’altra, di creare una lastra su cui aggiungere le informazioni (lui li chiama titoli) in cui

di volta in volta ciascuna biblioteca aggiunge le informazioni sulle proprie risorse bibliografiche.

Egli arriva a proporre un catalogo americano e poi un catalogo universale addirittura, prodotto

con questo metodo.

Una svolta al progetto verrà data da Dewey e dal suo lavoro. Dewey è l'inventore del codice di

catalogazione che attualmente viene utilizzato nella maggior parte delle biblioteche. Durante un

incontro alla American Library Association ribadisce le idee di Jewitt di avere un catalogo

unificato. A lui si unirà anche Robinson, stimato studioso, che dichiarerà che NON C'È NULLA DI

PIÙ PARADOSSALE DI DOVER RIFARE MIGLIAIA DI VOLTE QUELLO CHE HANNO FATTO ALTRE

BIBLIOTECHE. All'interno della medesima conferenza Justin Winsor(?) spiega come loro alla

Boston Public library riproducono le schede:

Il bibliotecario compila con le informazioni bibliografiche una scheda con le informazioni corrette,

un copista le riscrive in bella scrittura con inchiostro a forte contenuto di tannino, questa viene

sovrapposta a una pellicola di gelatina che viene dunque impressionata, dopodiché questa viene

lavata e viene tolta la parte non scritta, non impressionata. A quel punto la matrice finisce nel

catalogo generale e in questo modo si scrivono tutte le notizie bibliografiche. MA ciò non basta:

per far sì che queste schede arrivino alle biblioteche e che ciascuno utilizzi le stesse informazioni,

sul verso del frontespizio (una delle prime pagine del libro) devono essere indicate le informazioni

generali, poi utilizzate uniformemente da tutti.

Dewey ha tre idee: creare l'american library association, cambiare e adattare il sistema metrico

anglosassone a quello internazionale e riformare lo spelling della lingua americana.

È sempre Dewey che nel periodo 1876-1878 standardizza le schede.

Biblioteche Condominiali e altri tipi di

biblioteche innovative (italiane).

Nel 1905 - Giovanni Broglio crea uno dei primi quartieri operai - il quartiere Solari.É è un

quartiere progettato per i migranti dal sud Italia, con asili, e lotti di alloggi, con una zona

destinata a bagni, docce e altre strutture. All’epoca le condizioni abitative prevedevano abitazioni

malsane, talvolta ributtanti, sprovviste di acqua, servizi igienici e fognature, umide e prive di aria

e luce. LA cosiddetta Società Umanitaria messa in piedi ha il fine di " ,

AIUTARE I DISEREDATI SENZA

, , , ". Con la

DISTINZIONE A RILEVARSI DA SÉ MEDESIMI PROCURANDO LORO APPOGGIO LAVORO E ISTRUZIONE

biblioteca, l'università popolare e la casa dei bambini persegue l'elevamento intellettuale e

morale dei lavoratori.

I servizi comuni del quartiere erano:

▪ lavanderia,

▪ bagni e docce per donne e uomini

▪ biblioteca

▪ sala lettura

▪ luogo di ritrovo e allattamento artificiale

▪ con vicina Biblioteca Popolare, Università Popolare, Casa dei Bambini (1908)

Biblioteche condominiali:

Negli Stati uniti d'America si parla di building with libraries. Se ne parla sul new york times. Si

tratta di uno spazio comune a basso costo che attrae i compratori, anacronistico, in tempo di

ebook. Condominium indica in America una sorta di piccolo paese con piscina, campo da tennis,

salone per feste con cucina, meeting, negozio alimentari, tintoria, parrucchiere “e biblioteca”. Si

tratta di luoghi lussuosi il cui plus è inserire all’interno di un contesto residenziale la biblioteca

come servizio essenziale, da “consumare davanti a un caminetto a del buon vino”. In Spagna ci

sono iniziative simili, ma in contesti differenti: le cosiddette bibliotecas vecinales. La 1° biblioteca

autogestionada por los vecinos è stata quella in calle palencia 45 Barcelona del 2008. Qui dai libri

abbandonati si passa all'idea di una biblioteca in una stanza comune all'ingresso del condominio.

All’inizio vi erano 500 libri ora siamo a 2000. La storia: tutto nasce dall'idea di recuperare i libri

buttati via da una signora. Ogni vicino ha chiave della biblioteca, prende e registra il prestito.

Sono migliorati in questo modo i rapporti interpersonali ed è nata L’asociación de vecinos cioè

l’ass. delle persone che vivono in una comunità, quartiere, villaggio o in un’altra forma di

raggruppamento urbano. Le stesse sono legalmente riconosciute come istituzione per

partecipare alla vita pubblica e il raggiungimento di obiettivi comuni. E per ottenere lo sviluppo e

miglioramento della qualità della vita della comunità in tutti i settori.

Altro esempio di biblioteca di asociación de vecinos è quella di Parque Goya (Saragozza). Nata nel

2013 quando il quartiere mancava di qualsiasi servizio culturale. Il bibliobus suppliva appena a

questa carenza: una necessità culturale che ha costretto i vicini a entrare in azione. Questo spinse

mezza dozzina di persone completamente all'oscuro di come si sarebbe dovuta creare una

biblioteca a farne una nei locali della parrocchia con un catalogo di circa 4000 libri provenienti

dalle donazioni degli abitanti.

Un esempio italiano sono quelle, invece, di via Rembrandt 12 Milano, di via solari 40, e a Roma. A

Milano si sono sviluppate soprattutto grazie al comune, Organizzano diverse iniziative e c’è uno

scambio con il sistema bibliotecario centrale di Milano, il quale raccoglie tutti gli scarti, come per

esempio doppie copie e c'è dunque uno scambio tra i due. Queste biblioteche nascono per

bisogno di fare comunità. Nei luoghi dove sorgono le persone non si parlavano tra loro, queste

biblioteche sono diventate infine luogo di socializzazione.

Caratteristiche comuni di queste biblioteche:

▪ gestite da residenti

▪ raccolte provenienti da biblioteche personali (escluse NY luxury condos)

▪ organizzate come biblioteche personali (per genere o scaffale)

▪ prestito affidato alla correttezza dei residenti

▪ catalogazione utile e non standardizzata

▪ completamente autonome

▪ nessun rapporto con le biblioteche di pubblica lettura

il rapporto di queste biblioteche con il sistema territoriale:

▪ mantenere inalterato lo statuto: biblioteca basata su base volontaria

▪ servono anche per bisogni non necessariamente culturali

▪ come spazio sociale per voglia di comunità

▪ continuerà ad esistere se non viene ricondotta al sistema

Supporto da parte del sistema bibliotecario Territoriale:

▪ riconoscimento della biblioteca come utente privilegiato

▪ assorbimento risorse non utilizzate per liberare spazi

▪ fornitura risorse eccedenti al sistema territoriale

▪ non è un punto di prestito

▪ non surroga carenze del sistema

Esistono inoltre in tutto il mondo, da un'idea ero partita in USA, piccole librerie, composte

talvolta da semplici cassette in cui vanno inseriti dei libri che chiunque può leggere.

Si chiama bookcrossing.

Controllo Bibliografico Universale

Il controllo Bibliografico universale è il sistema internazionale finalizzato a rendere

universalmente immediatamente disponibili, su diversi supporti e in una forma standardizzata

definita e accettata in ambito internazionale, le registrazioni bibliografiche delle pubblicazioni

prodotte in tutti i paesi. In Italia la è biblioteca nazionale di Firenze l’ente preposto a ricevere

informazioni su tutto ciò che viene pubblicato e a catalogarlo.

Il Catalogo Elettronico

Il catalogo elettronico si fonda sulla base-dati, costituita da record. Ogni record rappresenta

una risorsa ed è corredata da tanti indici che permettono la ricerca. Ad esempio si possono

interrogare i database cercando per soggetti, classificazione, editori, collane, ecc…

Dopo la ricerca mi comparirà una scheda che assomiglia di fatto a quella cartacea: questo

perché il passaggio è stato graduale. In un primo periodo vi era ancora persino una logica di

ordinamento alfabetico delle liste di risorse derivate, questo perché si partiva proprio da una

concezione a lista come fosse un vero e proprio catalogo. Il sistema di registrazione utilizzato

nel catalogo elettronico è detto "granulare”. La scheda è un collage di vari elementi

informativi-descrittivi dell’ informazione tra loro correlati. Questo ci consente di avere in un

unico sistema un insieme di cataloghi mentre prima rimanevano invece distinti.

Esistono diversi tipi di catalogo:

• Catalogo alfabetico per autore


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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher meabetter di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biblioteconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Venuda Fabio.

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