Estratto del documento

La banca

Profili istituzionali, operativi, gestionali

L'unione bancaria europea si fonda su tre pilastri:

  • Meccanismo di vigilanza unico
  • Meccanismo unico di risoluzione delle banche
  • Sistema unico di garanzia dei depositi bancari

Meccanismo di vigilanza unico

Poiché gli impulsi di politica monetaria provenienti dalla BCE influenzano le dimensioni e la composizione delle attività e delle passività bancarie, è necessario assegnare alla stessa anche il compito di proteggere la stabilità del sistema bancario. Ciò prende avvio nel 2012 per attuarsi nel 2014, con il passaggio della vigilanza bancaria dalle BCN alla BCE. Inoltre, la Banca Centrale Europea può ricavare da questa funzione di controllo informazioni utili per la gestione della politica monetaria. Infine, ciò permette di evitare il panico in caso di crisi finanziarie prevenendo il rischio sistemico.

Non solo l'inflazione ma anche le crisi finanziarie e bancarie sono infatti un fattore che minaccia la stabilità monetaria determinando una diminuzione della fiducia del pubblico (in caso di crisi la liquidità si sostituisce ai depositi). A sostegno dell'idea di concentrare presso la BCE la funzione di vigilanza abbiamo anche il fatto che ormai non esistono problemi di vigilanza senza riflessi internazionali e si rende quindi necessaria un'azione sotto una guida europea, cooperando sul piano dell'informazione.

Il meccanismo qui descritto coinvolge circa 130 banche di cui 13 italiane ed è comprensivo in ogni caso delle prime tre banche di ciascuno Stato. Gli organi della Vigilanza Unica sono il Consiglio di vigilanza ed il Comitato di mediazione che ha il compito di risolvere eventuali contrasti tra Consiglio direttivo e di vigilanza. In particolare, i compiti della BCE riguardano: la verifica del rispetto dei requisiti prudenziali, valutazione periodica della gestione dei rischi, svolgimento degli stress test (2016 e 2018), interventi di vigilanza informativa ed ispettiva, svolgimento di compiti in materia di vigilanza macroprudenziale, aumentare la trasparenza ed accrescere la fiducia nel sistema finanziario.

Meccanismo unico di risoluzione

Presenta come finalità la riduzione dei costi sociali di un eventuale fallimento bancario rispondendo così all'esigenza di gestire le crisi in modo ordinato. È prevista la distribuzione delle competenze relative alla gestione delle crisi tra Commissione Europea, Autorità nazionali ed il Comitato Unico di Risoluzione. Queste tre autorità hanno a disposizione tre strumenti che si identificano in: strumenti di prevenzione, d'intervento precoce e di risoluzione. La procedura può essere aperta allorché la banca sia in condizione di dissesto, si pensi che misure alternative o sottoposizione a liquidazione non portino effetti.

Il processo di ristrutturazione della banca coinvolta è gestito da un'Autorità indipendente che mira ad evitare interruzioni nella prestazione dei servizi e a ripristinare la sostenibilità economica. Si può per esempio: trasferire tutto o parte del business ad un'altra banca, trasferire in modo temporaneo attività e passività ad una bridge bank che continuerà a svolgere le funzioni principali per poi vendere, separare le attività e trasferirle ad un veicolo di gestione (bad bank) che ne ripulirà lo stato patrimoniale oppure applicare il bail-in. Quest'ultimo prevede che le perdite siano coperte dall'interno ossia dai soggetti che hanno investito nella banca secondo 2 modalità: cancellazione del valore del titolo/deposito posseduto o riduzione/azzeramento della remunerazione per esso prevista.

Si ha una gerarchia di copertura delle perdite ed i primi soggetti colpiti sono gli azionisti per alcuni motivi: le azioni non hanno obbligo di rimborso, non si ha un vincolo di una remunerazione periodica e sono caratterizzate dal massimo grado di subordinazione in caso di liquidazione. La posizione degli obbligazionisti, comunque preceduti da qualsiasi azionista, dipende dal tipo di obbligazione in loro possesso. I primi chiamati sono i possessori di titoli ibridi/junior. Nel caso in cui azionisti ed obbligazionisti non siano sufficiente, possono rientrare nel bail-in i depositi eccedenti i 100000 euro. Nel caso in cui occorra coprire perdite più rilevanti è richiesto l'intervento del Fondo Unico di Risoluzione il cui limite massimo di partecipazione è il 5% delle passività.

Sistema unico di garanzia dei depositi bancari

Attualmente in Italia è attivo il Fondo Interbancario di tutela dei depositi che garantisce 100000 a ciascun deposito bancario. Ogni paese all'interno dell'area Euro dispone di un sistema analogo a quello italiano.

Il governo societario, la struttura organizzativa e il sistema di controlli interni

Come si è detto il TUB ha sancito il passaggio da un sistema di vigilanza di tipo strutturale ad uno di tipo prudenziale basato sul criterio di sana e prudente gestione delle banche insistendo sempre più sulla capacità delle stesse di autovigilarsi. Gli assetti organizzativi e di governo societario rivestono quindi un ruolo rilevante e le Autorità di vigilanza hanno fornito istruzioni relative alla predisposizione delle regole di governo societario ed alla definizione della propria struttura organizzativa. A tal fine sono state disciplinate le tre funzioni principali assegnati agli organi di vertice: supervisione strategica, gestione e controllo. La prima si riferisce alla definizione degli obiettivi, la seconda conduce l'attività per raggiungere gli obiettivi prefissati e la terza verifica la regolarità dell'attività.

  • Controlli di linea: monitoraggio sui controlli I e II
  • Attività di revisione interna

L'efficacia di questi strumenti è garantita solo se il regolatore è in grado di imporre un payoff negativo in caso di non implementazione delle previsioni interne. La normativa ha inoltre previsto l'istituzione di una specifica funzione di compliance, ossia di verifica della conformità dei comportamenti con le norme. In particolare, la funzione di compliance deve:

  • Individuare procedure idonee per la prevenzione del rischio rilevato
  • Identificare le norme applicabili alla banca e valutare il loro impatto sulla stessa
  • Predisporre flussi informativi diretti agli organi aziendali

La funzione della banca

La banca può essere vista come un'azienda di produzione che opera raccogliendo risorse finanziarie ed erogandole a titolo di credito. Al riguardo si parla di funzione creditizia, funzione monetaria alla quale si aggiungono e funzione di servizio. In giurisprudenza si fa riferimento non alla banca quanto all'attività bancaria che, secondo l'Art.10 del TUB risulta fondata sull'esercizio congiunto della raccolta di risparmio ed il credito. La raccolta del credito viene inoltre disciplinata dall'Art.11 dello stesso TUB: è considerata raccolta soltanto quella realizzata attraverso negozi che diano al risparmiatore il diritto alla restituzione per intero della somma. Occorre sottolineare come questa raccolta è vietata a soggetti diversi dalle banche. È possibile concedere prestiti senza essere banca, non è possibile invece raccogliere risparmio senza esserlo.

Le operazioni di credito sono ricavabili dall'Art.1 del TUB che le elenca. Tra di esse abbiamo le operazioni di prestito, rimanendo invece escluse le operazioni di intermediazione mobiliare o di consulenza. Devono peraltro essere annoverate tra le operazioni di credito tutte quelle che accrescono il patrimonio dell'accreditato in modo temporaneo accompagnandosi da un obbligo di restituzione. Da sottolineare è anche il riferimento all'attività bancaria come attività d'impresa.

L'Art.14 del TUB afferma che la Banca d'Italia autorizza l'esercizio dell'attività bancaria ad alcune condizioni:

  • Forma giuridica S.p.a.
  • Sede legale e direzione in territorio italiano
  • Capitale non inferiore a 6,3 milioni
  • Presentazione di un programma, atto costitutivo e Statuto
  • Assenza di legami tra banca e altri soggetti tali da impedire le funzioni di vigilanza
  • Partecipanti al capitale ed esponenti aziendali in possesso di requisiti di onorabilità, indipendenza e professionalità

Per la creazione di succursali su territorio Comunitario non è necessaria autorizzazione, solo una comunicazione del fatto. Nel caso di succursali in territorio extracomunitario l'autorizzazione della Banca d'Italia è invece necessaria.

Funzione creditizia

La banca nell'esercitare questa funzione non si configura come un intermediario puro non limitandosi a trasferire le risorse così come sono ma ponendo in essere una trasformazione delle condizioni di scambio tra offerenti e richiedenti. La parte più consistente della raccolta bancaria, i depositi, viene negoziata a vista, ovvero la banca si impegna alla restituzione in ogni momento. Si ha ovviamente una differenziazione tra prestiti a breve ed a medio-lungo termine. I primi consentono un migliore razionamento dei relativi rischi, nonché la diffusione della funzione monetaria al contrario di quelli a medio-lungo termine.

In realtà le operazioni a medio-lungo termine non possono essere descritte per definizione come più rischiose in quanto possono portare anche benefici alle banche. Ovviamente fondamentale per la funzione creditizia è la valutazione del rischio di credito in quanto le perdite sui crediti si fondano su carenza di informazioni o errori di valutazione.

Funzione monetaria

La banca si caratterizza come l'unica impresa i cui debiti sono usati per effettuare pagamenti: si impegna a convertire i debiti in moneta legale tanto che quei debiti sono considerati un sicuro surrogato della moneta legale.

Funzione di servizio

Le banche hanno tra le proprie attività anche collocamenti finanziari durevoli che connotano quella che viene detta funzione d'investimento. Su di essi la banca non si attende un effetto di ritorno quanto un contributo nella formazione dell'utile di esercizio. La funzione di investimento risulta complementare a quella creditizia. Occorre sottolineare come questa funzione possa essere svolta in nome e per conto dei clienti ed in relazione a ciò si parla di funzione di servizio. Essa assume un ruolo determinante per la conservazione della propria quota di mercato configurandosi come una variabile strategica di marketing.

Fra le diverse tipologie di servizi ha avuto molta importanza l'intermediazione mobiliare avente per oggetto titoli ed altri strumenti finanziari. La banca può scegliere se rivolgersi ad investitori individuali e/o istituzionali oppure al settore corporate ovvero ad altre imprese. Per quanto riguarda i servizi offerti agli investitori (clientela retail) si ha dalla negoziazione di titoli per conto di terzi fino alla stipula di contratti di gestione di patrimoni. Per il settore corporate invece si hanno servizi di collocamento rivolti ad imprese emittenti titoli. Queste sono definibili operazioni di primario e per poter aver successo necessitano l'intervento di una o più banche (consorzio) che possono:

  • Svolgere una funzione consulenziale (advisory)
  • Offrire un servizio distributivo percependo una percentuale sui titoli piazzati (selling)
  • Offrire un servizio di collocamento con garanzia assumendosi la responsabilità dei titoli non piazzati e ricevendo un commissione molto più elevata (underwriting)

Si è assistito nel tempo ad una despecializzazione operativa che ha consentito alle istituzioni finanziarie di esercitare congiuntamente l'attività d'intermediazione creditizia e mobiliare. Si è quindi introdotta la possibilità per gli enti creditizi di optare per il modello della banca universale, consentendo a ciascun ente di offrire l'intera gamma di prodotti finanziari. Alla libertà dei singoli imprenditori bancari è stata rimessa la facoltà di scegliere l'ambito operativo e l'assetto organizzativo.

Cambiamenti si hanno anche dal punto di vista della prevenzione dei dissesti bancari: fondata ora sul presidio dell'equilibrio patrimoniale e finanziario della banca. Per questo viene svolto un controllo dalla Banca d'Italia e la libertà citata precedentemente è garantita se sono rispettate alcune condizioni patrimoniali.

Approfondiamo ora il ruolo della banca quale distributore. L'azienda bancaria è organizzata in strutture centrali, produttrici di beni e servizi, e strutture periferiche atte alla vendita degli stessi. Il modello distributivo si è basato su una rete di sportelli (filiali) distribuiti capillarmente sul territorio. La forte presenza territoriale oltre agli evidenti vantaggi provoca ingenti costi operativi, l'infrastruttura fisica ha quindi assunto nel tempo un ruolo importante: siamo passati da un modello brick and mortar ad uno click and mortar basato su canali digitali e chiusura degli sportelli.

Oggi la domanda è infatti sempre più orientata a soluzioni in grado di ridurre le commissioni e migliorare la semplicità, la comodità e la fruibilità dei servizi. Tuttavia, lo sportello mantiene importanza per le operazioni o la consulenza più evolute. Si nota come la clientela presenti sempre più un'alta varianza di bisogni. Lo sviluppo tecnologico ha permesso, oltre all'ampliamento dei canali di vendita, anche quello dei canali di comunicazione divenendo una vera e propria leva di marketing.

Le principale tipologie di media che la banca può attivare per comunicare con la clientela sono:

  • Owned media, controllati direttamente dalla banca, ad esempio sito web ed app
  • Paid media, spazi acquistati dalla banca per il digital advertising
  • Social media, spazi che consentono la creazione e lo scambio degli user-generated content

Essi sono inoltre utilizzati anche per la gestione del servizio clienti: le banche dovrebbero disporre di un sistema unico di raccolta ed elaborazione dei dati sui clienti, indipendentemente dal prodotto acquistato e dal canale utilizzato (Customer Relationship Management).

Digital innovation e Fintech

La combinazione del settore finanziario e dell'innovazione tecnologica viene indicata con Fintech ovvero “l'innovazione finanziaria resa possibile dall'innovazione tecnologica”. Assumono quindi rilevanza tra gli investimenti quelli connessi allo sviluppo di specifiche tecnologie, tra cui: tecnologie per la stipula di contratti, tecnologie di supporto all'erogazione di servizi, tecnologie di validazione decentrata delle transazioni, servizi di pagamento innovativi, servizi automatizzati per il cliente, servizi di supporto allo scambio di valute virtuali. Questi investimenti hanno 4 obiettivi principali:

  • Incremento dei ricavi derivanti dalla clientela già acquisita
  • Incremento delle quote di mercato e miglioramento della reputazione aziendale
  • Contrazione dei costi
  • Miglior controllo dei rischi

Occorre comunque evidenziare come l'innovazione tecnologica rappresenti una fonte anche di possibili minacce. L'investimento richiede infatti mezzi rilevanti ed ha ritorni spesso incerti. Inoltre, la digital innovation richiede la creazione di nuovi profili professionali e la trasformazione di alcuni profili tradizionali. A questo si aggiunge l'eventuale complessità dell'integrazione delle soluzioni Fintech con i sistemi informativi già in uso. Infine, lo sviluppo tecnologico fa sviluppare rapidamente nuovi competitor non tradizionali che possono essere distinti in due categorie: digital champion e start-up Fintech.

Tra i primi si possono citare i grandi player come Apple e Google così come i vari social media. A questi giganti si aggiungono le start-up interessate da una crescita esponenziale. Esse si qualificano tipicamente per l'introduzione di innovazioni legate ad uno specifico prodotto o servizio. I grandi gruppi finanziari diventano spesso incubatori di queste realtà o quantomeno realizzano partnership con esse. Ovviamente le innovazioni portano con loro la necessità di controlli da parte delle autorità di vigilanza non solo per regolare l'offerta di servizi finanziari ma anche per disciplinare i nuovi rischi che le innovazioni comportano.

Crowdfunding

Grazie alle varie innovazioni datori e prenditori di fondi dispongono di strumenti sempre più efficienti e sofisticati. Tra di essi si può includere il crowdfunding nel quale un soggetto può raccogliere fondi attraverso un invito pubblico via web. In particolare, si prevede la raccolta di fondi da una pluralità di soggetti con l'utilizzo di piattaforme online. Tra i principali modelli si hanno:

  • Social lending/lending-based crowdfunding: private e imprese raccolgono fondi da rimborsare senza intermediari
  • Investment-based crowdfunding: fondi raccolti tramite l'emissione di titoli di debito o altri strumenti finanziari
  • Invoice trading crowdfunding: le imprese si finanziano cedendo i crediti prodotti nell'esercizio dell'attività ad un gruppo d'investitori

Concentrandosi sul lending-based crowdfunding l'incontro tra domanda ed offerta avviene su una piattaforma informatica che valuta il merito di credito dei debitori verificando le informazioni da questi fornite e gestisce i flussi di pagamento. La maggior parte delle piattaforme ammette solo soggetti con elevato merito creditizio ed i gestori delle stesse vengono remunerati con commissioni in genere proporzionali al debito. I finanziamenti a cui i debitori possono accedere nelle piattaforme di crowd...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pietro0898 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Banca e sistema finanziario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Gai Lorenzo.
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