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Riassunto esame Archivistica Generale , prof. Zaccaria R., libro consigliato Archivistica Generale, Romiti Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Archivistica Generale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Zaccaria: Archivistica Generale, Romiti. Gli argomenti trattati sono i seguenti: La disciplina archivistica; L'archivio e l'archivistica; L'archivio e la sua evoluzione; L'attività del soggetto produttore; Il vincolo archivistico; La vita dell'archivio;... Vedi di più

Esame di Archivistica generale docente Prof. R. Zaccaria

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ARCHIVISTICA GENERALE

LA DISCIPLINA ARCHIVISTICA - INTRODUZIONE

L’archivistica si occupa della memoria scritta di soggetti pubblici e privati e il materiale

archivistico è la memoria delle azioni e dei comportamenti dei soggetti. In passato i

materiali impiegati sono stati molteplici, ma attualmente il supporto cartaceo si avvia a cedere il

posto a quello informatico. Ogni archivio nasce quando un soggetto decide di conservare le

testimonianze delle proprie operazioni.

L’archivistica generale ha dei principi teorici, aspetti giuridici e elementi gestionali.

L’archivistica speciale invece si occupa dell’origine, dello sviluppo e della gestione

dell’archivio facendo distinzioni tra archivi pubblici, archivi ecclesiastici ed archivi privati, archivi

pubblici statali e archivi pubblici non statali, tra quelli privati personali e quelli di famiglie.

L’archivistica tecnica si concentra maggiormente sui mezzi di corredo (elenchi, guide e

inventari) e strumenti per la ricerca.

La gestione degli archivi si occupa delle diverse modalità di accesso, ai fini della ricerca e

della fruizione del materiale documentario.

ORGANIZZAZIONE DEGLI ARCHIVI

Un archivio ha tre fasi:

− Archivio corrente: dalla nascita alla struttura, la sua competenza è

dell’Ufficio Protocollo.

− Archivio di deposito: conservazione transitoria e attività di tutela, analisi ,

selezione e scarto.

− Archivio storico o sezione separata: criteri di riordinamento.

GLI ARCHIVI NELLA STORIA

In antichità venivano utilizzate tavolette d’argilla già dal terzo millennio a.C., importante fu la

scoperta archeologica di Ebla riguardo le tecniche organizzative antiche. In età classica

vennero utilizzati supporti più agili e leggeri, come la pergamena, ma meno duraturi nel tempo.

Nel medioevo, con lo sviluppo degli ordini religiosi e della Chiesa venne incrementata la

conservazione di una documentazione archivistica, fino all’età dei Comuni dove venne

introdotta la carta. Nasce così la professione dell’archivista. Ad oggi, grazie alle tecnologie

informatiche e telematiche, alcune metodologie e tecniche vengono revisionate, sempre di più

verso una stretta collaborazione tra mondo informatico e archivistico.

L’ARCHIVIO E L’ARCHIVISTICA

Nell’uso comune l’archivio ha un’immagine negativa, come polveroso o come agglomerato di

carte. In realtà l’archivio non è solo una documentazione conservata ma ha modalità formative,

scelte conservative, motivazioni e finalità. L’archivistica fonda la propria natura sopra generali e

particolari principi teorici.

Nel linguaggio archivistico l’archivio è un “complesso documentario”, quindi un complesso

di scritture realizzato dal singolo soggetto produttore a seguito della sua spontanea e naturale

attività rivolta verso la società esterna. L’archivio si distingue per la necessaria presenza di uno

specifico vincolo naturale. Infatti il vincolo archivistico deve essere "naturale" e non

"volontario". Ciò significa che durante la formazione dell'archivio i documenti (o altri oggetti)

che lo compongono sono stati raccolti come frutto di un'attività involontaria, non selezionata

dal soggetto produttore. - L'esempio classico è quello di un carteggio di un ufficio, dove

compaiono sia lettere in entrata che in uscita, che non dipendono solo dal soggetto produttore,

ma anche da uno o più soggetti esterni. Il vincolo viene a mancare quando su questi documenti

viene fatta una scelta di tipo volontario, ad esempio tenendo solo i carteggi riguardo a un

determinato argomento: invece di archivio si parla allora di "raccolta" di carte. Il vincolo

"volontario", che è opposto a quello "naturale", è tipico di altri beni culturali, quali le biblioteche,

le raccolte dei musei, le collezioni, dove i beni sono stati riuniti in base a precise scelte

volontarie, mai casuali.

Un archivio può essere riprodotto per:

− duplicazione: con il trasferimento del materiale sopra altro supporto per maggiori

possibilità di fruizione;

− per sostituzione: con distruzione del documento originale con una significativa

acquisizione di spazi;

− microfilm: un supporto analogico su pellicola che serve a conservare un documento per

poi trasmetterlo, leggerlo o stamparlo;

− tecnologie informatiche e ottiche: di natura virtuale ma con incertezza nei termini di

durata.

L’archivio può essere:

− informatico: quando i documenti sono nati direttamente su supporto elettronico o

− informatizzato: creato su supporto cartaceo e poi trasferito

L’archivio non può essere visto solo come luogo dove il materiale viene conservato, ma vi sono

varie tipologie:

− Archivi aggregati, spesso archivi morti in quanto il soggetto produttore non è più attivo;

− Archivi di concentrazione: i quali conservano e tutelano complessi documentari

realizzati da altri soggetti produttori;

Il trasferimento può avvenire per:

− versamento – deposito – donazione – alienazione

Tra i Beni Culturali sono previsti tanto “gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni,

degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico” quanto “gli archivi

e i singoli documenti privati con interesse storico particolarmente importante”

L’ARCHIVIO E LA SUA EVOLUZIONE

Ogni archivio si colloca su due coordinate: una verticalità temporale, che va dalla data della sua

origine a quella della sua chiusura (cioè la cessazione dell’attività del soggetto produttore) e

orizzontalità territoriale ed istituzionale, cioè su un determinato territorio, in un preciso contesto

sociale ed istituzionale.

Affinché un archivio nasca, si formi e si conservi sono necessari questi elementi:

− esistenza di un soggetto produttore: per nascere ha bisogno di un soggetto, tutti i

soggetti possono essere produttori di archivi;

− attività del soggetto produttore;

− particolare tipologia dell’attività del soggetto produttore;

− conservazione della memoria e qualità del supporto;

− volontà di conservazione della memoria;

− memoria legata ad un particolare vincolo.

Tipologie dei soggetti produttori:

− Soggetti pubblici:

- soggetti pubblici “statali”: amministrazioni centrali dello stato e statali periferiche;

- soggetti pubblici “non statali”: di natura regionale, provinciale e locale;

− Soggetti privati:

- soggetti privati singoli: singole persone fisiche o persone singole giuridiche

(rappresentate da un solo soggetto)

- soggetti privati complessi: nuclei familiari, somma sociale di soggetti singoli

- soggetti privati complessi: associazionismo, non di lucro, che non siano segrete

- soggetti complessi dell’impresa: per finalità di lucro (archivi non molto consistenti)

L’ATTIVITA’ DEL SOGGETTO PRODUTTORE

L’archivio cessa di essere prodotto qualora il soggetto assuma una posizione di inerzia totale,

che può essere transitoria o definitiva. Nella prima l’archivio continua ad essere vivo, nella

seconda rimarrà permanente immobile, quindi definito archivio morto.

L’archivio non si forma mai per esclusiva volontà di un solo soggetto produttore ma di più

volontà, ovvero di quelle dei soggetti che di volta in volta partecipano a quella determinata

attività, deve esserci un rapporto di attività tra soggetto e mondo esterno. (Es. un poeta che

conserva i suoi scritti in un cassetto non ha un archivio perché non esce dalla sfera del soggetto

produttore.)

La non volontarietà si trova alla base del concetto di formazione di ogni archivio.

I soggetti produttori sono liberi di conservare o meno le memorie prodotte a seguito della loro

attività. Il concetto di libertà è però modellato sulle caratteristiche del soggetto produttore,

specialmente quando vi sono disposizioni normative e/o regole comportamentali.

Il soggetto privato fisico semplice ha una libertà molto estesa, mentre il soggetto privato

complesso inizia a limitarsi con la presenza di soci che hanno il diritto di conoscere le varie fasi

dell’attività. Anche con i soggetti di impresa vi sono obblighi specifici previsti dalle disposizioni

legislative. Discorso diverso con i soggetti pubblici che la libertà è sbilanciata a favore del

principio di non eliminazione dato anche da disposizioni di legge. Infatti le autorità sono tenute a

conservare nella fase operativa, la memoria della loro attività in quanto costituisce la

testimonianza delle loro azioni a servizio del soggetto che rappresentano.

L’archivistica è la disciplina che si occupa della conservazione e della organizzazione

della memoria, ciò la ordina affinché essa possa essere utilizzata e fruita, elemento

necessario per la società. Il compito dell’archivista di ordinare consiste nel fornire una

struttura logica ed utile per un rapido e sicuro reperimento della documentazione, quindi

ha l’impegno di riordinare e creare l’inventario dell’archivio.

IL VINCOLO ARCHIVISTICO

Non si verifica la figura dell’archivio qualora la documentazione prodotta non sia legata da un

vincolo che deve corrispondere alla naturalezza. Il vincolo è caratterizzato dalla naturalezza,

nel senso che nasce spontaneamente senza una precisa volontà del soggetto produttore, dalla

originarietà, si forma cioè nel momento stesso in cui vengono prodotti i documenti, e dalla

necessarietà, in quanto non può non esserci.

Secondo Antonio Romiti, è possibile individuare e riscontrare ben cinque diversi vincoli

archivistici

− Vincolo istituzionale esterno: tra l’entità produttrice dell’archivio e la realtà istituzionale

esterna con il quale il soggetto interagisce;

− Vincolo istituzionale interno: ogni soggetto svolge l’attività in conseguenza della

propria realtà istituzionale e della propria organizzazione interna operativa e burocratica;

− Vincolo archivistico esterno: collegamento necessario tra la documentazione che si

trova presso il produttore e quella che si conserva presso altri soggetti in correlazione

con l’entità principale

− Vincolo archivistico interno: nesso esistente nella documentazione realizzata e

conservata dall’entità produttrice

Vi è l’archivio proprio, dotato di vincolo naturale riconoscibile; l’archivio improprio, nel quale

il vincolo naturale, originariamente esistente, per cause diverse, non è più riconoscibile e

l’archivio apparante in cui il vincolo è volontario mascherato.

L’attribuzione del termine archivio rimane valida anche qualora parte del vincolo sia andata nel

contempo perduta purché si abbia la certezza che il vincolo fosse esistente all’origine. Se un

archivio nasce dotato di vincolo naturale, rimane sempre archivio e la parziale perdita di

documentazione e conseguentemente del vincolo non degrada la consistenza di archivio a

semplice raccolta.

Le disposizioni di legge confermano che il bene archivio deve essere considerato come

oggetto unico ed i documenti che lo compongono non possono essere presi in considerazione

singolarmente.

Il vero archivio è composto da scritture originali, solitamente uniche e che la mancanza

di una di esse provoca l’interruzione del vincolo naturale e quindi all’incomprensione di

tutto il complesso con grave danno della memoria e della ricerca.

LA VITA DELL’ARCHIVIO

Ogni archivio ha una propria vita attiva che è in un arco cronologico non premeditato. La

struttura fisica dell’archivio rischia spesso di subire pesanti cambiamenti, come la

frammentazione in spezzoni che incidono negativamente. Non si deve dimenticare: l’archivio è

un complesso organico, una realtà unica, monolitica, indivisibile e non smembrabile.

Se il soggetto produttore cessa di esistere, per qualsiasi causa, l’archivio è considerato archivio

morto ma continua a svolgere il ruolo di memoria e di testimonianza.

Nella vita dell’archivio vi sono varie fasi di sviluppo:

1. Periodo corrente: in cui la documentazione si forma attraverso un naturale

accrescimento e non ha limiti cronologici;

2. Archivio di deposito: in cui il materiale trova una transitoria collocazione fisica e ne

corso di questa fase si svolgono importanti attività organizzative per ridare organicità al

materiale ed eventualmente eliminare il materiale superfluo;

3. Memoria storica: la documentazione solitamente assume un prevalente interesse

culturale. L’ARCHIVIO CORRENTE

L’archivio corrente coincide con il momento della nascita e della formazione della

documentazione del soggetto produttore che viene conservata ed entra a far parte della sua

memoria. La durata dell’archivio corrente non è collegabile quindi con un periodo cronologico

prefissato.

In questo contesto assumono importanza primaria i criteri di organizzazione della memoria.

− La natura del soggetto produttore: i soggetti privati hanno più facoltà di stabilire se e

come e per quanto tempo conservare la memoria. Nonostante questo vi è la tutela da parte

dello Stato agli archivi e singoli documenti appartenenti a privati che hanno un interesse

storico importante. Lo Stato vieta l’uscita definitiva dal proprio territorio dei beni culturali, ma

per gli archivi e i singoli documenti dei privati l’operazione può essere condotta con

un’autorizzazione.

− La natura del soggetto produttore: i soggetti pubblici, partendo dal principio generale che

la memoria pubblica deve essere conservata correttamente e che sia consentito a tutta la

Comunità di accedervi e di conoscere le caratteristiche e i contenuti.

− La struttura del soggetto produttore: Il soggetto singolo attua criteri molto semplici e

suddivisioni in base alle materie trattate; mentre i soggetti complessi hanno esigente molto

più articolate.

− Le tipologie delle attività: alcuni soggetti produttori svolgono delle attività che prevedono

rapide conclusioni delle pratiche e altri che svolgono attività con gestioni prolungate. Se

l’attività è contenuta si può utilizzare un criterio cronologico ma che limita altri criteri.

− Le caratteristiche dei supporti utilizzati: con l’utilizzo della carta vi sono due principali

tipologie archivistiche: quelle con unità legate (libri etc.) e quelle con carte sciolte.

Il concetto di serie mira a individuare, attraverso il criterio del raggruppamento, una delle

metodologie utili per collocare in posizioni logiche le unità archivistiche. Gli elementi che

definiscono la posizione possono essere:


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hoengrey

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Archivistica Generale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Zaccaria: Archivistica Generale, Romiti. Gli argomenti trattati sono i seguenti: La disciplina archivistica; L'archivio e l'archivistica; L'archivio e la sua evoluzione; L'attività del soggetto produttore; Il vincolo archivistico; La vita dell'archivio; L'archivio corrente; Il protocollo; L'archivio di deposito; Scarto e selezione; Archivio Storico; Mezzi di corredo e fruizione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hoengrey di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archivistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Zaccaria Raffaella.

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