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Un'arte plurale

Salvatore Settis – Un modello additivo

Negli studi sull'arte romana, il problema che c'è sempre stato, e tuttora sussiste, è quello di definire ciò che è del tutto romano da ciò che è retaggio greco-alessandrino, arte provinciale, ripresa di modelli ellenistici. Tuttavia, si potrebbe dire che è impossibile riuscire a definire entro dei confini la grande varietà che la costituisce.

Ad esempio, per quanto riguarda le province, l'estensione del nomen romanum si modifica continuamente aggiungendo e sottraendo nuovi territori, ma è evidente che in ciascuno di questi sia esistito un linguaggio artistico precedente alla conquista romana e successivo alla sua fine.

  • Dacia: provincia romana dal 106 al 271 d.C. Modi e temi della cultura romana adottati già prima del dominio instaurato con Traiano e attivi anche dopo la fine. Nell'arte della Dacia agiscono dunque due livelli differenti: produzione artistica locale prima e dopo la conquista romana, in quanto "barbarica"; e la produzione durante il dominio romano in quanto "provinciale".
  • Egitto: entra a far parte del dominio romano dopo la battaglia di Azio nel 30 a.C., diventando proprietà personale di Augusto. La situazione qui si presenta più complessa, dal momento che l'Egitto possedeva già un'antica civiltà prolifica dal punto di vista artistico. Questa fu inglobata, al tempo di Alessandro Magno, da un'altra civiltà altrettanto attiva che adottò le vecchie usanze sovrapponendole alle proprie. Perciò la cultura artistica romana si trovò a mescolarsi a quella greco-alessandrina autoctona. Infatti, sebbene queste civiltà si siano succedute cronologicamente, i linguaggi artistici si trovano a convivere sincronicamente. Inoltre, non è sicuro che il linguaggio romano, per quanto sia il più recente, sia il più alto dei tre. Infine, la situazione è particolare perché prevede uno scambio: gli influssi che giungono in Egitto da Roma sono bilanciati dalle correnti egittizzanti che arrivano alla capitale.

Visione additiva dello sviluppo della storia di Roma

Questa visione è basata su quattro momenti:

  • Formazione di aree con specifica cultura artistica, di volta in volta distinta, ma con forte coerenza interna.
  • Elaborazione di meccanismi espansionistici in alcune aree che possono creare una cultura artistica specifica e consapevole, in grado di imporsi come modello su aree meno attive.
  • Assimilazione delle culture artistiche meno attive a quelle più attive, con varie forme di resistenza che possono a loro volta produrre innovazioni proprie. Così, la cultura artistica di un'area meno attiva risulta dalla mescolanza tra ricezione di un modello e reazione ad esso.
  • Equilibrio tra differenziazione della cultura figurativa propria.
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Riassunto esame archeologia romana, Prof. Coralini, libro consigliato Un’arte al plurale. L’impero romano, i Greci, i posteri, Settis Pag. 1
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Camilla-Ghiselli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Coralini Antonella.
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