Riassunti archeologia greca e romana
Tonia Hölscher, l’archeologia classica, un’introduzione
Cronologia
Cronologia......................................................................................................................
Media età del bronzo
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Tarda età del bronzo
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L’epoca dei piccoli regni micenei
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Città
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Elementi costitutivi delle città greche e romane
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Santuari
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Tombe
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Architettura
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Topografia storica
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La scultura
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Ritratti
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Rilievo statale romano
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Sarcofagi romani
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Pittura
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Mosaici
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Ceramica
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Le epoche della civiltà egea
- Prima età del bronzo 3200-2100 a.C.
- Media età del bronzo 2100-1700 a.C.
- Tarda età del bronzo 1700-1050 a.C.
- Epoca sub-micenea/sub-minoica 1050-1000 a.C.
- Epoca proto-geometrica 1000-900 a.C.
- Epoca geometrica 900-700 a.C.
- Epoca arcaica 700-490/80 a.C.
- Orientalizzante (antico arcaico) 700-620 a.C.
- Epoca classica 490/80-330/20 a.C.
- Epoca ellenistica 330/20-30 a.C.
Civiltà minoica e micenea
Le prime civiltà progredite della futura Grecia furono quella Minoica nell’isola di Creta, che ebbe il suo massimo sviluppo nel corso del II millennio a.C., e quella micenea nella terraferma greca. Le culture dell’età del bronzo, come Atene, Micene, Corinto, Tebe, etc., si concludono nel tardo II millennio a.C. Successivamente, intorno al 1500 a.C., s’inaugurò un nuovo ciclo di epoche storiche, contrassegnate dalla nascita e dallo sviluppo delle polis.
Epoca proto-geometrica e geometrica (periodo buio) (ca 1050-700 a.C.)
In epoca proto-geometrica e geometrica (periodo buio) ci sono migrazioni doriche che portano alla penetrazione di nuove popolazioni greche da nord e all’allontanamento degli antichi gruppi etnici verso l’Asia Minore; si trattò di spostamenti ampi e di lunga durata. All’interno del territorio greco, i centri urbani di maggiore rilievo persero il loro ruolo dominante e sul fronte esterno ci fu una regressione dei rapporti tra mondo greco e culture vicine. Le tribù greche si organizzarono gradualmente in nuove unità. Si tratta di un’epoca caratterizzata da una cultura limitata, priva di una complessa eredità materiale. Nel corso dell’VIII secolo a.C. si inaugura un significativo cambiamento: traffici commerciali di ampio respiro inducono a stabilire contatti con le civiltà del Vicino Oriente e dell’Egitto e inizia una fase di colonizzazione con la fondazione di nuove città, in modo particolare in Sicilia e nel Mar Nero. Sia le colonie che le città fondatrici assumono forme (polis). Tradizionalmente, il periodo dell’arte geometrica (definita così per il nuovo stile decorativo della ceramica che dopo l’arte minoica sviluppa modalità pittoriche più rigorose) le divisioni cronologiche all’interno del periodo geometrico in antico medio e tardo derivano dai cambiamenti più o meno evidenti, desunti dalla ceramica attica che rappresenta in questa fase la produzione maggiore.
Epoca arcaica (ca 700-490/80 a.C.)
A partire dal VII secolo a.C., la vita politica e culturale greca si concentra nelle città vere e proprie sotto il dominio di un’aristocrazia, in seno al quale si manifestano le figure dei tiranni (ad Atene i Pisistratidi e a Corinto i Cipselidi 561-510 a.C.). Gli elementi distintivi di quest’epoca sono la partecipazione ai traffici del commercio internazionale e l’intensa fioritura di insediamenti “coloniali”, in modo particolare in Italia meridionale e in Sicilia. Le espressioni culturali più significative sono state: la pianificazione urbanistica ortogonale, l’avvento dell’architettura monumentale (in modo particolare gli edifici templari), la plastica monumentale (per lo più Korai e Kourai) e la tecnica figurativa vascolare a figure nere. L’epoca arcaica antica, il cosiddetto periodo orientalizzante (700-620 a.C.), è fortemente contrassegnata dalla ricezione di motivi e forme provenienti dall’Oriente e dall’Egitto che, a partire dal 700 a.C. circa, svolgono un ruolo fondamentale nell’elaborazione di un nuovo stile figurativo e dell’arte ornamentale. A partire dal tardo arcaico (620-490/80 a.C.) c’è un primo consolidamento delle tecniche e delle forme dell’arte figurativa. Dal punto di vista culturale, Atene sostituisce Corinto come centro nevralgico.
Epoca classica (490/80-330 a.C.)
Il fattore principale di questo periodo è lo sviluppo ad Atene di una vera e propria democrazia a partire dalle riforme di Clistene (508/7 a.C.). Un punto di svolta dell’intera epoca è rappresentato dalle guerre Persiane con le vittoriose battaglie di Atene a Maratona (Milziade 480 a.C.) e degli alleati greci a Salamina (Temistocle 480 a.C.) e Platea (479 a.C. Pausania); il doversi difendere da un nemico comune crea la consapevolezza dell’identità greca. La sempre più radicale politica ateniese inasprisce i rapporti con Sparta fino a sfociare nella guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) conclusasi con la vittoria spartana. Questo è un periodo non di decadimento politico, anzi nel IV secolo a.C. c’è un processo di stabilizzazione sia politico sia istituzionale. In questa fase, l’arte figurativa si pone al servizio della politica: sorgono i primi monumenti politici come il gruppo statuario dei Tirannicidi nell’agorà di Atene e le prime immagini di uomini di stato come quella di Temistocle. L’erezione del Partenone non costituisce solo uno dei momenti più alti dell’arte classica ma anche il modello dell’autorappresentazione politica della città di Atene. Nella scultura, l’acquisizione più significativa è costituita dalla scoperta della ponderazione tra il 490/480 a.C. (Il cosiddetto Efebo di Kritios), mentre nelle rappresentazioni vascolari, la raffigurazione del singolo o della famiglia soppianta dopo il 480 a.C. i temi cari dell’aristocrazia arcaica.
Epoca ellenistica (336-30 a.C.)
Il termine ellenismo fu coniato da Droysen per indicare il periodo dalla morte di Alessandro alla fine del regno Tolemaico, ultimo erede dell’impero macedone (30 a.C.). Il periodo storico dell’Ellenismo si basa sulla figura di Alessandro Magno (336-323 a.C.). All’indomani della sua morte, i conflitti tra i suoi generali portarono alla suddivisione dell’impero da lui creato tra più Diadochi. In Grecia, le città antiche rimasero nominalmente per gran parte libere, ma si costituirono delle grandi leghe (lega Achea e lega Etolica). A partire dalla fine del III secolo a.C., Roma fece sentire la propria presenza tra gli stati ellenistici, sancendone gradualmente la fine. Da un lato, l’arte e la cultura materiale di epoca ellenistica vengono determinate dalle sedi del potere: in esse si realizzano infatti, ai fini della propaganda politica, opere di architettura monumentale, monumenti di Stato, statue ritratto ed artigianato di lusso. Conseguenza dello sviluppo della società in atto durante l’ellenismo fu l’affacciarsi in modo brutale nella scultura, non solo delle classi dominanti e dei suoi ideali, ma anche del ceto inferiore.
Le epoche della civiltà romana
- Prima età del ferro 1000-620 a.C.
- Età arcaica (età dei Re) 650-509 a.C.
- Prima età imperiale (giulio claudia 31 a.C.-68 d.C.)
- Anno dei quattro imperatori 68-69 d.C.
- Media età imperiale (dinastia Flavia 69-96 d.C.)
- Imperatori adottivi 96-192 d.C.
- Tarda età imperiale (Severi 193-235 d.C.)
- Imperatori soldati 235-284 d.C.
- Tetarchi 284-312/3 d.C.
- Tarda antichità 306-395 d.C.
- Costantino il Grande 306-337 d.C.
Prima età del ferro (ca 1000-620 a.C.)
Roma non è stata sin dall’inizio sede di una specifica cultura romana, ma solo con il passare del tempo essa è diventata un importante centro dotato di peso politico e culturale. Roma è rintracciabile dal X secolo a.C.; le prime fonti di insediamento consistono in un villaggio di capanne sul Palatino con una necropoli nella valle del futuro foro romano. Poco più tardi, sulle alture del Quirinale e sugli altri colli si svilupperanno una serie di insediamenti che, fondendosi gradualmente tra loro, danno vita al vero e proprio centro urbano di Roma. La leggendaria fondazione di Roma da parte di Romolo, dopo una serie di calcoli di epoca successiva, si fa risalire al 753 a.C. Roma appartiene alla cultura laziale della prima età del ferro: la cultura villanoviana sviluppatasi a nord nell’Etruria. A partire dalla fine dell’VIII secolo e nel VII secolo a.C., i contatti con l’Etruria e con i mercanti greci portarono ad una prima ellenizzazione della città.
Epoca dei Re etruschi (ca 620-509 a.C.)
A partire dalla fine del VII secolo a.C., Roma fu governata da re etruschi: Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo; la fine del potere regale viene collocata nel 509 a.C. In quest’epoca, Roma vede nascere la sua importanza, divenendo una significativa città fortemente influenzata dalla cultura greco-etrusca con il culto principale nella triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva) con altri templi di tipo etrusco, un palazzo reale, un foro ed un’estesa cinta muraria.
Repubblica (509-31 a.C.)
All’indomani della cacciata di Tarquinio il Superbo, si istituì un tipo di governo repubblicano, sotto la guida di una forte aristocrazia sviluppatasi su diversi livelli, e caratterizzata dall’esistenza di un’articolata gerarchia di cariche: due consoli (con il supremo controllo militare civile), pretori (in particolare per l’amministrazione giudiziaria), edili (per la gestione della città, delle derrate e dei giochi), questori (addetto agli aspetti finanziari), etc. Oltre a questi, c’erano poi i tribuni della plebe come rappresentanti del popolo. Il periodo della tarda repubblica fu interessato da una forte ellenizzazione, conseguenza dei contatti con le terre conquistate in Oriente. I ceti dominanti furono quelli che più degli altri mutarono totalmente lo stile di vita nei propri aspetti materiali. Il bottino conquistato era in parte obbligatoriamente destinato all’abbellimento della città di Roma: un flusso di maestranze provenienti dalle province di volta in volta conquistate giungeva a tal fine al seguito dei generali vittoriosi. Sorsero templi e santuari in puro stile greco: la porticus Metelli era un’area circondata da portici su tutti e quattro i lati e con due templi al centro, somigliante in parte al santuario di Asclepio a Messene; il tempio rotondo presso il Tevere costituisce una tipologia architettonica tipicamente greca nella tradizione della Tholos di Epidauro. Nel foro vennero erette Basiliche come la Aemilia. Egualmente, anche le dimore private vennero realizzate in base al modello fornito dalle residenze dei dinasti ellenistici e arredate alla moda con oggetti di lusso provato. Artisti greci e intere maestranze vennero chiamate, per poter realizzare le immagini di culto per i nuovi templi, come nel caso di Timarchides autore di una celebre statua di Apollo. Le statue onorarie pubbliche della classe dirigente vennero realizzate secondo i dettami formali della coeva ritrattistica ellenistica come ad esempio il ritratto di Pompeo. Le botteghe cominciarono a produrre in quantità statue, rilievi, candelabri decorativi, crateri e altri oggetti del genere, destinati all’arredo lussuosissimo di dimore private e volti a suggerire uno stile di vita “greco”. Alla fine dell’epoca repubblicana, Roma è diventata una metropoli ellenistica.
Prima età imperiale (Ottaviano Augusto e la dinastia Giulio Claudia 31 a.C.-68 d.C.)
Il dominio di Ottaviano fu caratterizzato da un processo di stabilizzazione politica che coinvolse tutto l’impero favorendo una crescita economica e una fioritura dell’arte. Sotto la sua guida, tutti gli edifici pubblici della città di Roma vennero completamente rinnovati o costruiti ex novo. Lui stesso diceva: “trovato una città di mattoni e lasciato una città di marmo”. È Augusto stesso a propagandare un classicismo normativo orientato alle forme stilistiche della Grecia classica del V e IV secolo a.C.: l’esempio più eloquente è offerto dall’immagine ufficiale dell’imperatore, conservatasi nella statua dell’Augusto di Prima Porta nei tratti del viso, privo delle inclinazioni dell’età e limpide strutturato, trovano espressione una solenne grandezza ed una dignità (Auctoritas e dignitas) segni di quel registro ideale attraverso il quale Augusto desiderava essere visto. La dinastia giulio-claudia si interrompe bruscamente con Nerone nel 68 d.C. Sotto questa dinastia c’è un nuovo assetto dei centri urbani quasi in tutto l’impero. Gli spazi pubblici, in primo luogo in Italia e nelle province occidentali, vennero abbelliti con edifici di rappresentanza in marmo. Grazie al culto imperiali si venne ad instaurare un forte rapporto tra le popolazioni dell’impero e il centro del potere politico.
Media età imperiale: dinastia Flavia (69-96 d.C.); imperatori adottivi e dinastia degli Antonini (96-192 d.C.)
Dopo Nerone salì al potere una nuova dinastia, quella dei Flavi. Degno di nota è il fatto che in questo caso, per la prima volta, un imperatore giungeva al potere non dai ranghi dell’aristocrazia romana ma da una famiglia dell’Italia centrale che da poco aveva salito i gradini della scala sociale. Il ritratto di Vespasiano, caratterizzato da uno schietto realismo, dimostra come il sovrano non si basasse più sulla sacrale auto stilizzazione tipica di Augusto, proponendosi piuttosto come una guida efficiente ed energica dello stato. Il II secolo d.C. fu contrassegnato da una serie di imperatori adottivi, giustificata come la scelta del migliore. Tuttavia, quando Marco Aurelio nominò cesare suo figlio Commodo, sancì la fine di questa prassi e rivelò che essa era stata adottata solo per necessità. Il II secolo fu un periodo di pace e prosperità culturale ed economica. Con Traiano e Adriano salirono al trono per la prima volta personaggi provinciali, nel loro caso dalla Spagna. Traiano dedicò all’espansione, ed è sotto il suo impero che Roma raggiunse la sua massima estensione. Il suo successore Adriano si dedicò invece al consolidamento culturale e ideale delle province che raggiunsero un buon grado di benessere. Con Adriano, gli imperatori adottarono la caratteristica della barba, secondo il modello greco, in quanto simbolo della cultura classica, così da esprimere una nuova immagine dell’imperatore. Solo con Marco Aurelio la stabilità della situazione politica cominciò a vacillare a causa dei grandi assedi lungo i confini dell’impero (Parti ad est e Normanni a nord). Nuovi punti di interesse divennero i teatri, i circhi, le terme, gli anfiteatri. Sempre più lussuosi erano i luoghi d’istruzione, dello spettacolo, e della cura del corpo in senso collettivo. Al contempo, questa società “spoliticizzata” creò nuove forme di arte sepolcrale, esemplificate dal tipo del sarcofago riccamente decorato a rilievo, ed inteso come forma emblematica.
Tarda età imperiale: la dinastia dei Severi (193-235 d.C.) e gli imperatori soldati (235-283 d.C.)
Il III secolo d.C. fu un’epoca contrassegnata da una grave crisi politica: a partire da Settimio Severo, gli imperatori basarono sempre meno il proprio potere sulla concordia con il senato e sempre più esclusivamente sull’esercito. Alla fine della dinastia dei Severi, lo scenario politico era ormai dominato dagli eserciti, che in aperta rivalità tra loro, continuarono a innalzare e deporre imperatori.
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