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Roma: l'arte romana nel centro del potere

Capitolo 1

Roma non nasce sul colle Palatino ma dall'unione progressiva di villaggi sparsi nella zona circostante il Tevere e l'attuale isola Tiberina. Essa si sviluppa come centro di traffico e di commercio, non tanto come centro agricolo.

Ai piedi dei colli Capitolino e Palatino vi erano il Foro Boario (mercato del bestiame) e il Foro Olitorio (mercato delle verdure). Nel fondovalle vi era il Foro Romano, prima luogo di mercato poi centro commerciale e politico.

La riva destra del Tevere (Trastevere) era territorio etrusco, raggiungibile attraverso un ponte che collegava Roma con l'Etruria e la città di Veio. L'Etruria era chiusa tra due fiumi, l'Arno e il Tevere. In caso di conflitto questo ponte doveva poter essere distrutto facilmente e, per questo motivo, era costruito da assi di legno legate insieme (pons sublicius). La sponda sinistra del Tevere era invece territorio romano, dove passava anche la Via Salaria. La confederazione delle città etrusche aveva raggiunto, fin dalla metà del VII a.C., notevole potenza economica.

Era assai sviluppato il contatto con l'Oriente mediterraneo (Cipro, Fenicia, Egitto e soprattutto Grecia) con il quale commerciava diverse tipologie di oggetti in bronzo, oro, argento, avorio ecc. Inoltre nella zona dell'attuale Campania e in tutta l'Italia meridionale vi erano diversi centri di cultura greca e ricche città come Paestum. Sono state la Grecia e l'Etruria a influenzare la formazione della cultura artistica a Roma.

Vi erano stati anche rapporti diretti tra Roma e la Grecia fin dal VI secolo, anche senza mediazione etrusca anche se la civiltà etrusca aveva avuto con Roma un contatto più immediato e prevalente. Roma fu cumulare fin dall'inizio una città di civiltà artistica etrusca e greca. Dobbiamo aggiungere, però, che l'arte etrusca non troverà la sua continuazione stilistica nell'arte romana.

L'arte etrusca si distingue in due grandi periodi:

  • Periodo arcaico, che va dal VIII agli inizi del V a.C., quando l'Etruria era una potenza economica internazionale e la sua arte era in contatto diretto e continuo con la civiltà greca.
  • Periodo dell'ellenismo italico, che va dal III al II a.C., quando l'Etruria aveva perso la sua permanenza commerciale ed economica. In questo tempo il commercio etrusco sul mare viene sostituito da quello greco e cartaginese. Tuttavia l'Etruria avrà ancora, anche in questo secondo periodo, contatti con la cultura delle colonie greche dell'Italia meridionale fino alla conquista da parte dei Romani. Per tutto il IV e il III secolo a.C. la scultura e la pittura di Roma non si distinguevano da quelle dell'Etruria e della Campania.

Nella località dell'attuale Pratica di Mare sorgeva Lavinium, dove 13 altari testimoniano che questo luogo era già nel VI a.C. un centro sacro fin dal periodo arcaico.

I più antichi cimeli artistici trovati in Roma non si distinguono da quelli trovati in città etrusche. La prima volta che si trova il nome di Roma sopra un manufatto artistico è sulla Cista Ficoroni (fine IV/inizio III), probabilmente dono di nozze di una madre da una figlia. È un recipiente cilindrico di rame. Il nome dell'artista non è sicuramente romano per cui non si può dire che la Cista sia una testimonianza di arte romana ma essa è una testimonianza dell'arte che si produceva a Roma in quel tempo.

Intorno al 335 a.C. inizia la prima monetazione romana e l'insegna di Roma era una nave. Era una moneta fusa in bronzo, assai tardiva rispetto a quella delle città del Mediterraneo orientale e commercialmente poco comoda per il suo volume e il suo peso. Per questo subirà successive modificazioni. Dopo il contatto con l'area commerciale greca la monetazione romana diventa d'argento, bronzo e anche oro, di tipo greco e di base metrologica greca.

Solo dopo aver subito il saccheggio da parte dei Galli, nel 378 a.C., si iniziò a cingere di mura l'intera città. Sono le cosiddette mura serviane, in tufo e precedute da un fosso. I numerosi resti ci permettono di ricostruire il perimetro della città di quel tempo.

L'anno fatale fu il 146 a.C. quando venne conquistata Cartagine e tutta la Grecia continentale. Acquisiscono in questo tempo innumerevoli opere originali greche, sculture, pitture ecc. In tali condizioni si formò una categoria di collezionisti la cui richiesta di opere non poteva essere soddisfatta da originali, per cui avverrà la produzione e l'importazione in massa di copie di opere celebri e di opere ispirate all'arte dell'età classica (soprattutto da Atene). Se la conoscenza è il contatto con le opere d'arte greca erano esistiti anche in passato, adesso vi era la possibilità di possederle, grazie alla conquista dei paesi ellenizzati. Ogni ricco romano voleva imitare il lusso delle corti dei sovrani ellenistici. Un esempio di tutto ciò ci è stato lasciato dalla case di Pompei ed Ercolano. Queste ben spiegano il concetto della casa come Mouseion e come imitazione di una reggia ellenistica.

Capitolo 2

Arti figurative: rilievi storici e ritratti

Rilievi storici (arte plebea)

La prima caratteristica che distingue l'arte romana da quella medio-italica è l'eclettismo, che porta ad accostare in una stessa opera parti eseguite secondo tradizioni artistiche diverse tra loro. Inoltre di solito l'eclettismo si ritrova alla fine di una civiltà mentre a Roma lo troviamo all'inizio.

Questi generi hanno dei precedenti in Grecia in età classica ed ellenistica, ma sono quelli maggiormente rappresentativi dell'arte romana.

Nell'ambito del rilievo storico narrativo romano (in pietra) ci sono due filoni:

  • Uno rappresenta eventi realmente accaduti per essere ricordati.
  • L'altro non fa riferimento ad episodi storici precisi ma rappresenta situazioni tipo di chi riveste un determinato ruolo. Valore di illustrazione del ruolo dell'imperatore nei vari episodi che si possono verificare nella sua vita. Non facendo riferimento ad un particolare episodio è più facile la comprensione da parte di tutta la popolazione.

Monumento di Lucio Emilio Paolo a Delfi: costruito per celebrare la vittoria di Pidna nel 168 a.C. dei romani sui macedoni. Il fondo è neutro, non c'è un'ambientazione che permette di riconoscere dove si sono svolti gli episodi. L'univa cosa che interessa è l'azione. Opera commissionata dai romani ad artisti greci. È sicuramente opera di artisti greci, che si trovavano ad esprimersi su soggetti che non avevano mai trattato prima. Ad esempio non si riesce quasi a distinguere i romani dai macedoni per come sono vestiti.

Arco di Augusto a Susa (Piemonte): l'arco celebra l'accordo politico fra Roma e il re dei Segusi nel 9-8 a.C. Questi rilievi sono stati eseguiti in piena età augustea e si tratta di un esempio di arte neoattica. In una parte del fregio vi è un enorme suino che sovrasta il corteo che si avvia al sacrifício, e ad esso seguono altri animali giganteschi (toro, pecora e ariete). Questa alterazione delle proporzioni nasce dal desiderio di dare grande importanza alla vittima per esaltare l'importanza del solenne atto religioso compiuto. Si tratta dunque di una raffigurazione con intento simbolico (non naturalistico).

Mausoleo dei Giulii a Glanum (Saintes Remi en Provance): tomba di una famiglia importate del luogo, legata a Giulio Cesare (che probabilmente aveva dato loro la cittadinanza). Sulla base ci sono 4 grandi rilievi, in parte con soggetti mitologici e in parte con episodi reali, anche se non sappiamo quali.

Arco di Costantino: eretto del per ricordare i dieci anni dalla presa del potere di Costantino. I rilievi di età costantiniana sono dei rilievi storici veri e propri, legati alla conquista del potere da parte di Costantino. Gli episodi vanno dall'assedio della città di Susa, l'assedio di Verona, la battaglia di ponte Milvio. Inoltre in due rilievi Costantino è rappresentato a Roma. Si fa ricorso alla prospettiva ribaltata, alle dimensioni gerarchiche (spazio destinato all'imperatore è molto più ampio). I personaggi sono anonimi, non contano le singole persone ma il numero. Non c'è molta cura nella definizione del corpo. Contano soprattutto gli attributi, il volto e gli occhi, che permettono di identificare il ruolo che riveste nella società romana. L'unica figura ben identificabile è l'imperatore, l'unico seduto e rialzato rispetto agli altri personaggi. Si coglie molto bene il passaggio tra le forme naturalistiche precedenti e il linguaggio artistico tardo antico.

Obelisco di Teodioso: obelisco egizio vero trasferito a Costantinopoli. I 4 lati del basamento sono decorati con scene che hanno come protagonista l'imperatore, che sta al centro rialzato su un baldacchino. La folla invece è sempre più indistinta. C'è un episodio storico realmente accaduto, cioè l'erezione dell'obelisco nell'ippodromo.

Il ritratto (arte patrizia)

Non è invenzione esclusivamente romana in quanto si hanno precedenti greci, dove vengono messe a punto gran parte delle modalità di rappresentazione. La produzione romana è particolarmente significativa per la grande quantità di ritratti. Il ritratto romano è creato in ambiente patrizio. Si tratta sempre di corpi interi, mai la sola testa. Le statue erano quasi sempre postume.

Il ritratto è l'immagine di una determinata persona individuabile.

  • Ritratto simbolico: Immagine generica e idealizzata a cui si aggiunge un nome che individui singolarmente il personaggio che si vuole individuare. Es. Efebi arte arcaica.
  • Ritratto tipologico: ritratto che rappresenta genericamente un ruolo per alcuni attributi. L'immagine è ideale. es. sovrano, soldato, atleta.
  • Ritratto di ricostruzione: ritratto di persone scomparse da secoli, che si basava su fonti scritte. Es. ritratto di Omero.
  • Ritratto fisionomico: Il ritratto fisionomico è completo, rappresenta sia l'aspetto fisico sia l'aspetto psicologico. Nasce con Alessandro Magno, il primo personaggio che si fa ritrarre in vita. Il ritratto di Alessandro diventa un modello per quelli successivi. Durante l'ellenismo viene utilizzato non solo per i sovrani ma anche per altri personaggi, come filosofi. Es. ritratto del filosofo Antistene.

Si possono anche distinguere 4 correnti formali, di provenienza diversa ma che a Roma si incontrano e si mescolano:

  • Ritratto semplice e oggettivo di derivazione medio-italica.
  • Ritratto di tendenza Patrizia che nasce intorno all'età sillana.
  • Ritratto ellenistico.
  • Ritratto che derivano dalla tradizione medio-italica ma hanno anche assorbito il più recente ellenismo.

Ritratto romano: ambito privato e pubblico

Il ritratto romano ha importanza sia in ambito privato sia pubblico.

Ritratto privato

È legato al culto degli antenati, per conservarne la memoria. Le immagini degli antenati erano conservate in casa nel tablino, in armadi, e venivano trasmesse ai successori. Più le immagini erano numerose più la famiglia era antica. Erano esibite durante gli eventi più importanti della famiglia. Erano maschere di cera prese sul volto del defunto, che potevano essere copiate. La moglie porta con sé le immagini dei propri antenati che vengono inserite nella serie nella casa del marito. Nel corso del tempo c'è sempre un maggior realismo che mette in evidenza anche difetti fisici, come vecchiaia, rughe, cicatrici ecc.

Questo filone di ritratti è riferibile ad un periodo in cui accanto a questo filone ci sono ritratti personaggi con cura dell'aspetto fisico ed eleganza tipica dell'ellenismo (due mode). Questo filone sarebbe legato alla popolazione più conservatrice, che rifiuta certi atteggiamenti di cura del corpo derivati dall'Oriente. Questo filone del ritratto austero e sdegnoso scompare presto, in età augustea. È imitato dalle classi intermedie, soprattutto i liberti quando però queste modalità di rappresentazione erano state ormai superate dalle classi dirigenti.

Es. statua di Patrizio Barberini: immagine che rappresenta un personaggio con una toga molto ricca e ha nelle mani due busti di antenati, che appartengono al naturalismo ellenistico e che esibisce per dimostrare l'antichità della sua famiglia. La testa attuale della statua non è l'originale, andato perduto.

Es. ritratto di Pompeo.

Es. ritratto di Cicerone.

Ritratto pubblico

Per rendere omaggio alle persone meritevoli. Plinio il vecchio nella sua opera "Naturalis Historia" descrive 4 tipi di ritratti pubblici:

  • Immagine togata: farsi rappresentare togati significa farsi rappresentare come cittadini romani a tutti gli effetti. Toga molto complessa, costituita da un unico grande lenzuolo. Utilizzata solo in occasioni di rappresentanza, in quanto si scioglierebbe facilmente su usata in altre occasioni. La rappresentazione della toga cambia nel corso del tempo. I senatori ad esempio avevano un toga bianca con una fascia rossa trasversale. I bambini sopra la toga indossavano un amuleto, tolto dopo il raggiungimento dell'età adulta. Farsi rappresentare con la toga sopra la testa significa essere legati alla sfera religiosa.
  • Immagine nuda ("achillea"): abbastanza rara nel mondo romano. Il nudo rimanda all'eroizzazione. Di solito sono personaggi defunti ed esaltati per atti eroici. Il nudo può essere totale o parziale.
  • Immagine loricata: rappresentazione che sottolinea le qualità belliche e fa riferimento alla sfera militare. Quasi esclusiva dell'imperatore e degli appartenenti alla famiglia imperiale che hanno realizzato particolari imprese militari.
  • Statua equestre: onore maggiore. Gruppo statuario che comprende il cavallo e il personaggio onorato. Indossano abiti militari. Il sommo onore era essere rappresentato su una quadriga, esclusiva dell'imperatore.

Esiste anche la cosiddetta imago clipeata, cioè immagine sullo scudo, di derivazione greca. Divenne frequentissima anche in pittura. Come tipologia resiste attraverso tutto l'impero, soprattutto nell'uso funerario.

Ritratto durante l'età imperiale

Gran parte dei ritratti arrivati fino a noi sono di questo periodo e rappresentano quasi esclusivamente l'imperatore e la sua famiglia. Questi saranno i modelli per i ritratti privati, sia maschili sia femminili. Hanno una caratteristica che li rende diversi da tutti gli altri, cioè sono noti in diversi esemplari distribuiti in tutto l'impero. Nel caso dei ritratti dei privati questo non avveniva praticamente mai, tranne che per i ritratti degli antenati da distribuire in caso di diversi eredi.

Augusto: Imperatore di cui abbiamo il maggio numero di ritratti (circa 200). C'è un'evoluzione della sua immagine pubblica nel corso del tempo. Alla base dell'immagine di Augusto vi è un naturalismo idealizzato. Con l'avanzare dell'età diventa sempre più idealizzata, senza segni di vecchiaia. In una statua Augusto è rappresentato togato, nelle sue funzioni sacerdotali, con il capo coperto. L'immagine di Augusto sarà un punto di riferimento per la rappresentazione del potere (es. Napoleone) e anche per tutti i membri della sua famiglia per legittimare i legami di parentela e l'eventuale volontà di succedergli. In età augustea le donne diventano importanti dal punto di vista della continuazione della famiglia e questo spiega perché i ritratti delle donne della famiglia Giulia diventano un modello, un punto di riferimento per tutte le altre donne.

Tiberio: molti dei ritratti di Tiberio sono posteriori alla sua ascesa al potere. I suoi ritratti non si allineano molto con quelli di Augusto, nonostante fosse il suo successore.

Vespasiano: non è solo un nuovo imperatore ma è anche un cambio di dinastia. Sale al potere dopo una guerra civile. È il primo homo novus a salire al potere, non appartiene ad una delle famiglie dell'antica aristocrazia romana. I due ritratti sono molto diversi: uno è un ritratto ufficiale dove le rughe e i difetti sono attenuati, l'altro è molto più realistico, destinato ad una fruizione privata. Si vede bene come esista un doppio filone di rappresentazione ritrattistica.

Traiano: rappresenta il grande conquistatore dell'impero romano. L'immagine è fortemente legata al suo valore militare. In questo busto l'imperatore è rappresentato nudo in vita, in versione eroica (scelta innovativa perché di solito il nudo era caratteristica dei defunti). Lo sguardo è indirizzato di lato, come se avesse una meta da raggiungere.

Adriano: scelta di rappresentare la barba, che doveva anche mascherare le cicatrici sul volto. È una scelta azzardata in quanto i romani disprezzavano la barba, considerata attributo tipico dei greculi. Lo sguardo è indirizzato lateralmente. Vi sono un gran numero di immagini che rappresentano l'imperatore in ambito militare nonostante durante il suo regno non abbia mai partecipato a campagne militari. Adriano si presenta però in ambito militare perché rappresenta il garante della sicurezza dell'impero (aveva deciso di porre fine all'espansione e consolidare i confini). Ci sono alcune sue raffigurazioni in abito greco.

Antino: nonostante fosse un privato è rappresentato in modo molto simile a personaggi imperiali. Anche il numero di statue ritrovate è molto alto. Sono per la maggioranza postume, dopo la sua divinizzazione. È assimilato a diverse divinità. Il suo culto è molto diffuso, soprattutto nella parte orientale dell'impero.

Antonino Pio: conferma l'uso della barba, di moda dopo Adriano. Il suo regno è in assoluto il più...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher c.sara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Slavazzi Fabrizio.
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