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Riassunto esame archeologia e storia dell'arte romana, prof. Slavazzi, libro consigliato Arte romana, Zancher

Riassunto per l'esame di archeologia e storia dell'arte romana e del prof. Slavazzi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Arte romana, Zancher, dell'università degli Studi di Milano - Unimi. Scarica il file in PDF!

Esame di Archeologia e storia dell'arte romana docente Prof. F. Slavazzi

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Ritrattistica: è uno degli aspetti più rappresentativi dell'arte tardo repubblicana; bianchi Bandinelli

sottolinea il legame con la ritrattistica tardo ellenistica, ma i romani si ispirano a svariati modi di

rappresentazione dell'arte ellenistica.

I ritardi realistici sono percepiti come tipicamente romani; nei ritratti degli uomini politici si

evidenziano quantomeno due tendenze, una volta all'idealizzazione, altra all'espressività carica di

pathos: si sceglie la seconda del proprio gusto un linguaggio formale che espresse qualità civiche,

tradizione greca o energia e passione.

Nei ritratti nell'ultimo secolo della Repubblica di alto livello qualitativo sorprende soprattutto la

resa estremamente differenziata dei tratti fisionomici; questo fenomeno, tipicamente tardo

repubblicana, richiede una spiegazione appropriata: probabilmente esso è strettamente collegato con

l'accresciuto clima di concorrenza, in una situazione di mancanza di modelli figurativi

universalmente vincolanti, in una società in stato di rapida trasformazione.

Lo stile di un ritratto non dipendeva di regola quello del tipo statuario utilizzato, fenomeno

riscontrabile già nelle statue dei dinasti ellenistici.

Il dinamismo e la relativa apertura della società tardo repubblicana a Roma e nelle città italiche

d'occidente determina anche nelle classi medie della popolazione un bisogno di

autorappresentazione: nel rilievo funerario di proprietà della tomba faceva riferimento alle proprie

realizzazioni e propri titoli di merito.

Le officine locali, non avendo a disposizione precedenti nell'ambito dei modelli forniti dall'arte

greca, spesso dovevano inventare nuove soluzioni; questo tipo di monumento è stato definito “arte

popolare” (Rodenwaldt) o “arte plebea” (Bianchi Bandinelli), invece si tratta semplicemente della

realizzazione di specifiche necessità di autorappresentazione da parte di determinati gruppi della

popolazione in una situazione sociale ben determinata.

Non vi è unità stilistica nell'arte tardo repubblicana e non può essere interpretata secondo

l'evoluzione storica preordinata: appare chiara l'inutilità di ricercare periodizzazioni e

caratterizzazioni formali estese e valide per tutta la produzione artistica dell'epoca.

Da Augusto al III sec d.C. – l’età augustea è l'epoca fondamentali nuovi orientamenti: gli effetti

della nuova forma di potere non si limitarono esclusivamente all'arte ufficiale, in quanto il

rafforzamento di un ordinamento sociale gerarchico e dei notevolissimi e conseguenze anche

sull'arte di ambito privato. 3

I modi di autorappresentazione del primo princeps costituiscono il modello per i successori: si creò

un linguaggio figurativo politico peculiare e un rigido rituale per i rapporti tra principe senato e

popolo. La politica edilizia programmatica di Augusto a Roma diviene modello guida per le altre

città e fissa le regole per il futuro: la promozione della publica magnificentia, ovvero l'abbellimento

sistematico delle città dell'Italia e delle province occidentali, provoca un boom edilizio secondo il

modello delle città ellenistiche.

L’arte greca, interpretata da Augusto, conservò, al di là delle specifiche funzioni concrete, un

carattere di contrassegno e divenne una formula per l'elevata esigenza culturale e morale della

nuova epoca. Il rafforzamento degli apparati di potere indebolì la generale concorrenza: si assistette

alla standardizzazione del linguaggio figurativo.

Piazze ­ in età imperiale esse divennero sempre più unicamente il centro della propaganda statale;

era privilegio di pochi avere una statua onoraria.

Teatri ­ anche qui il quadro è dominato dalle statue dei membri della famiglia imperiale collocate

prevalentemente delle facciate scenografiche delle scaenae frons, accanto alle quali si potevano

ammirare anche le statue dei notabili della città; in età imperiale il teatro venne ancora essere inteso,

nella tradizione greca, come luogo di incontro della popolazione: l'aspetto politico ebbe dunque

inequivocabilmente un posto preminente rispetto alla tematica culturale.

Terme ­ nella distribuzione nelle statue e nella disposizione di altri elementi decorativi figurati delle

terme, si doveva tenere presente ad un osservatore che si spostava, secondo le esigenze del rituale

termale, da un ambiente all'altro e che si intratteneva più a lungo negli ambienti più propriamente

termali; la decorazione figurata risultava perciò più concentrata negli ambienti principali e i soggetti

corrispondevano a quelli che s'incontravano nelle ricche dimore.

In questo mondo figurativo incentrato sull'intrattenimento e sul piacere le statue ritratto pubbliche

degli imperatori e dei donatori assumevano importanza minore che nei teatri.

L’aspetto della fruizione dell'arte da parte del popolo aveva assunto un ruolo importante nell'arredo

degli edifici pubblici e ciò è vero innanzitutto da Roma stessa: già dalla tarda Repubblica famosi

capolavori greci erano stati collocati nei templi e nei portici: le copie di opere dell'arte classica

sedevano, nell'allestimento di edifici pubblici, alla trasmissione di determinati messaggi. 4

La particolare autorità delle forme classiche nobilitava i relativi messaggi, la cui natura poteva

variare fortemente a seconda del contesto: da qui l'importanza della ricostruzione del contesto, ma

anche alla conoscenza del luogo di ritrovamento di un'opera d'arte.

I tipi figurativi classici costituivano un insieme di simboli, ma connotazioni specifiche dipendono

spesso solo dal contesto concreto (programmi differenziati erano rari negli edifici pubblici).

L’universo figurativo greco della villa tardo repubblicana fu determinante per l’assetto degli spazi

abitativi durante l'età imperiale: nell'ambito della casa le raffigurazioni dovevano riferirsi alle gioie

della vita, poiché si voleva dimenticare la quotidianità, il lavoro, lo stato.

Statue, pitture parietali e mosaici devono rispecchiare nella casa mondo più elevato che riguardava

arte e cultura, miti greci e così via: pitture statue hanno quindi la funzione di evocare associazioni di

ricchezza lusso e felicità.

Si è constatato che si sono precocemente costituiti dei modelli di base per la sistemazione delle

sculture e le ville nelle case, o per la tematica della pittura parietale, nonché per la loro destinazione

determinati ambienti o parti di edifici in cui collegamento ideale con edifici greci legate

all'educazione all'aspetto determinante per la scelta dei temi figurativi.

Nella scultura e leale, nelle copie e rielaborazione di capolavori greci, accanto a prodotti in serie di

mediocre qualità, si riscontrano sempre opere eccellenti.

Nella decorazione figurata repubblicana e della prima età imperiale, rivolta verso l'esterno in

dominava chiaramente il autorappresentazione sociale, per cui si assiste al coordinamento delle

singole raffigurazioni con i diversi spazi.

Nella prima età imperiale che andò elaborando un repertorio fisso di statue e monumenti onorari

con determinate cifre figurative, secondo le quali l'imperatore si faceva raffigurare; è importante

fare una distinzione tra quelli commissionate dalla famiglia imperiale stessa e quelli per mezzo dei

quali hanno voluto manifestare il loro omaggio all'imperatore il senato, le città, i diversi gruppi

sociali o i singoli individui (non esiste alcuna propaganda pilotata dall'alto).

Si andò formando un canone elaborato da un numero ancora limitato di tipi e di schemi che serviva

a esprimere qualità e valori politici in forme convenzionali: il ritratto dell'imperatore, che pure è

collegato a questi tipi greci, possiede tuttavia delle caratteristiche proprie e non di rado risponde a

una ben determinata esigenza, quella del autorappresentazione imperiale. 5


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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in archeologia
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veroavalon84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Slavazzi Fabrizio.

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