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Riassunto esame Antropologia storica del mondo greco, prof. Cavallini, libro consigliato Omero Mediatico. Aspetti della ricezione omerica nella civiltà contemporanea", AA.VV., a cura di Eleonora Cavallini

Breve sunto che racchiude i concetti e gli elementi essenziali del testo consigliato dal docente Omero Mediatico. Aspetti della ricezione omerica nella civiltà contemporanea", AA.VV., a cura di Eleonora Cavallini, dell'università degli Studi di Bologna - Unibo.

Esame di Antropologia storica del mondo greco docente Prof. E. Cavallini

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ESTRATTO DOCUMENTO

Ma ad Elena non basta, vuole amore di Menelao – chiede a maga di trasportare

entrambi in remota regione mondo ove nessuno li conosce e qui c’è atto conclusivo:

Menelao crede che lei sia illusione, pensando di averla uccisa e con mente annebbiata.

Inoltre, ha shock per episodio Paride, ogni volta che si nomina antico rivale si

sconvolge pensando a ratto Elena: serve allora un altro trauma per rinsavirlo: c’è sfida

tra principe Da ud e Menelao per mano di Elena: egli associa al principe il Paride che

gli voleva rubare sposa, ma stavolta lui può cambiare esito vicenda e riesce ad

ucciderlo.

Menelao beve da coppa offerta da Elena, bevanda che toglie suo incantesimo e gli

restituisce i ricordi, accetta i ricordi e la sua sposa, ricongiungendosi ad essa. I Due

tornano a Sparta, pronti per ricollegarsi a narrazione IV canto Odissea.

L’io di Menelao evolve e il fantasma, il doppio di Elena, lo aiuta ad accettare la realtà

restando nella sua mente fino al momento in cui lui sarà pronto ad accettare quella

vera, che lui ha sempre amato sua sposa.

CESARE PAVESE E LA RICERCA DI OMERO PERDUTO – DIALOGHI CON LEUCO’ – 1947

Il mito greco è usato da Pavese per trasmettere sue riflessioni su angosci esistenziale

uomo e mistero vita. Visione mito di Pavese si discosta da visione accademica

neoclassicista, per avvicinarsi a visione comparativistica (introdotta. In Ita da

Raffaele Pettazzoni – Miti e leggende), inoltre ha incedere più poetico che prosastico

(unico a cui piacque fu prof Mario Untersteiner). Il professore non apprezza opera per

attendibilità storico\ antropologica, ma perché usa veicolo mito greco per trasmettere

riflessioni di pavese su senso vita, su ciclo perenne nascita\morte\rinascita, su vana

aspirazione dei mortali all’eternità. È componente filosofica ad attirare il prof,

come idea di Pavese che per gli dei, la loro immortalità sia più frustrante e

noiosa della fragile e limitata vita umana.

A collaborazione tra Pavese e allieva liceo Berchet di Milano, Rosa Calzecchi, si deve

traduzione Iliade e suddivisione in versi della traduzione come quelli del testo greco,

del registro in bilico tra poetica e linguaggio colloquiale (superando neoclassicismo)

senza quindi orpelli e artefici, più vicino a testo originale greco.

I dialoghi con Leucò: personaggi ed episodi omerici sono abbastanza scarsi, stessa

Leucò (Ino Leucotea dell’odissea, divinità marina che salva Ulisse da naufragio – Ino

era figlia di Cadmo, sposa di Atamante, per sfuggire a sua follia si getta in mare con

figlio e viene trasformata in dea marina) appare solo in 2 dei 27 dialoghi: Le streghe

(Leucò è spalla di Circe e rievoca episodio trasformazione in bestie compagni

Ulisse) e La vigna.

altro unico dialogo ispirato a Odissea è L’isola: Parlano Calipso e Ulisse.

Ancora più scarsi riferimenti a Iliade: solo in i due (dialogo tra Achille\Patroclo) e La

Chimera (imprese di Bellerofonte narrate in Iliade e successiva malinconia eroe).

Forse Pavese non si rifà molto a Iliade perché rappresenta fase + tarda e

stratificata del mito, a lui interessavano potenze primordiali dell’universo,

che qui ormai erano state incanalate nell’ordine di Zeus. Protagonisti Iliade infatti sono

uomini: figure divine declassate rispetto a fase originaria in cui erano dei (Elena) – dei

sono completamente antropomorfizzati – figure mostruose come i Centauri

appartenenti a fase più antica del mito, sono solo menzionati in Iliade.

Invece nei Dialoghi con Leucò attenzione è tutta rivolta a passaggio tra fase

ancestrale preolimpica ove dominano natura e Caos a fase ove si afferma

legge di Zeus, che organizza razionalmente il cosmo.

Nella fase + antica Grecia esprime suo stupore verso forze natura e universo, creando

entità sovrannaturali bizzarre, mostruose, c’è selvaggia vitalità, no razionalità,

dei violenti, crudeli, esigono sacrifici umani: più antica tra dei, la madre Terra

(prima Caos, poi Terra (Gaia?) ed Eros – teogonia Esiodo) chiede sacrifici e uomini

sacrificano altri uomini come sostituzione degli stessi dei: rappresentazione

simbolica del ciclo vita\morte\rinascita e ciclo stagioni.

Anche in Dialoghi il mito di Giacinto ucciso da Apollo “solo per esprimere un

fiore” – da idea di capricci e crudeltà divinità ancestrali (x antichi fu un errore di

apollo, colpo involontario – così come episodio Afrodite e Adone, dagli antichi rivisto

per oscurare atrocità antichi dei e sacrifici umani che si compivano in loro onore, in

ogni società arcaica contadina).

Poi arriva Zeus e ogni dio che si oppone a lui è confinato (Titani) altri che non si

schierano sono declassati (Oceano, Teti) o ridotti a mortali (Peleo, dio del Pelio, un

tempo oggetto di culto con centauro Chirone).

Ma trasformando caos in ordine, Zeus rende vita Dei noiosa e tediosa in rapporto a

fragilità vita umana, x questo Zeus stesso scende da Olimpo per accompagnarsi a

mortali camminandovi come uomo, per questo le divinità femminili dell’Odissea come

Circe e Calipso, cercano compagnia mortale Odisseo. Arrivano ad offrirgli (Calipso)

anche immortalità se resta (lui rifiuta, vuole abbandonare isola). Hermes la incita a

lasciarlo andare per volere Zeus.

Sul dialogo l’Isola Pavese indaga motivazioni rifiuto Ulisse: perché Calipso può

offrire solo solitudine e monotonia, scorrere giorni sempre uguali priva della sua antica

energia vitale di quando era potente dea ancestrale.

Su Le streghe Circe, antica dea mediterranea scaduta di rango parla con

Leucotea su Destino, su come dei lo conoscono e sapendo che non possono cambiarlo

ne sono indifferenti, a differenza dei mortali che cercano di cambiarlo.

La chimera: Bellerofonte (in omero ne parla in iliade nipote Glauco, narrandone

imprese eroiche come combattimento contro la chimera e triste fine, vagando

malinconico odiato da dei ma Omero, che non segue il mito, non spiega motivo –

invece mito dice che venne disarcionato da Pegaso mentre cercava di arrivare a cima

monte Olimpo). Il male oscuro di Bellerofonte, sua malinconia, attirano Pavese che lo

spiega: dei lo appoggiavano in età ancestrale ed eroica, quando era forte,

uccideva, ora vecchio e stanco lo hanno abbandonato e lui teme la loro ira

immotivata.

Nei Dialoghi, Pavese dice che uomo deve confrontarsi con figura femminile selvaggia e

intangibile, ora identificata con Artemide, a volte accostata ad Elena, vista da Pavese

anch’essa come dea mediterranea declassata, identificata con Artemide.

Merito Pavese, aver tolto Omero da scia neoclassicista e avercelo ridato più puro.

ULISSE ALLA DERIVA: EPOPEA TRAGICA DI Kubrick

2001 Odissea nello spazio esce nel 1968 – David Bowman è protagonista solitario a

deriva su navicella, parente dell’Ulisse ramingo dell’opera di Dallapiccola, musicista:

Ulisse, Nessuno, che cerca sé stesso e il senso del suo vagabondare. Per Kubrick

Bowman è uomo del XX secolo, gettato su barca senza timoniere in mare

sconosciuto.

Film non è capito da critica quando esce e spettatori tendono a cercare simbolismi e

collegamenti esoterici anche dove non ce ne sono. I veri riferimenti di Kubrick sono

molti meno e molto più generici: la stessa ispirazione al mito di Omero si fa strada solo

a lavori avviati.

I dialoghi ridotti al minimo, sinfonia di silenzi melodie, visioni, struttura trittico: 1)

l’alba dell’uomo: pianeta popolato da scimmie, mondo turbato da apparizione monolite

granito nero, antenati uomo sembrano trovare barlume di intelligenza grazie esso, ma

votata a morte: scimmia uccide nemico con osso usato come arma, poi si passa a

futuro tecnologico con scienziato in viaggio verso luna ove era apparso uno strano

monolite nero. 2) Astronauta David Bowman e suo equipaggio viaggiano su astronave

Discovery con computer Hal9000 ma computer inizia a far errori, quando decidono

scollegarlo, macchina si ribella, uccide colleghi David e solo lui riuscirà a scollegarlo.

Resta solo su nave diretta verso Giove, da dove veniva emissione radio puntata su

monolite. 3) Bowman alla deriva oltre confini conosciuti, viaggio allucinante – approdo

finale in stanza settecentesca ove entra in costume da astronauta. Si vede invecchiare

e in punto di morte sfiora monolite, ultimo fotogramma con feto umano sospeso in

spazi celesti che guarda spettatore.

Documentario mitologico diceva Kubrick di suo film: monolito rappresenta mistero

insondabile universo. Computer inizialmente doveva chiamarsi Athena: cosa originale

perché mentre lei proteggeva Ulisse, qui pc decide uccidere i suoi protetti. Ecco

L’Odissea moderna: l’antieroe Ulisse alla deriva tradito anche dai suoi stessi

dei, un eroe senza storia, chiuso nel silenzio della sua astronave – è l’uomo

che va indagato tramite il mito, non il mondo, l’anima dell’uomo è l’estranea. Come in

Omero Ulisse resta solo e lui racconta sue avventure alla reggia di Alcinoo, non il poeta

esterno, David Bowman è unico sopravvissuto, e infatti da 3 parte film le riprese

diventano in soggettiva del protagonista e come racconto di Ulisse poteva esser

menzogna, questo potrebbe essere allucinazione.

Anche protagonista torna a casa, sua Itaca, ma una casa oltre colonne d’ercole, oltre

tempo e spazio, dove si vede invecchiare e rinascere e i punti di vista sono molteplici:

l’Ulisse di Kubrick scopre l’estraneità della propria Itaca e la familiarità dell’ignoto oltre

colonne d’ercole: si uniscono il folle volo di Dante e il nostos (ritorno a casa?) di

Omero: entrambe le cose.

TROY DI WOLFGANG PETERSEN E L’ODISSEA DI FRANCO ROSSI –

Troy rispecchia molto spirito omerico – Petersen lesse parti dell’iliade quando era

studente in Germania e si vede in un momento del film, molto affine alla descrizione

del testo omerico (4 libro Iliade). I due eserciti si affrontano sulla spiaggia e sul libro

sono paragonati a flutti contro la spiaggia (i greci) e poi a due fiumi che si incontrano e

si mescolano (greci e troiani) – infatti inquadrature sono poste in alto, stesso punto

d’osservazione del libro. La telecamera si libera dall’alto e scende a volo d’uccello

sopra le linee dei soldati che stanno per incontrarsi, con gli scudi greci che come onde

si abbattono sui troiani.

Solo dopo il regista passa alle inquadrature in primo piano. Omero passa poi a

descrizione di duelli individuali, cosa che fa anche il film con duello Ettore\Aiace, poi

ancora a simboleggiare i flutti dell’iliade ondata greca contro la troiana e viceversa,

con “terra che gronda di sangue” anche nel film, ove molti greci muoiono sotto frecce

troiane.

4 libro iliade finisce con “molti Troiani e achei quel giorno restarono stesi fianco a

fianco nella polvere” e infatti nel film inquadrature rendono stessa immagine: un carro

che passa sopra i cadaveri al suolo (anche a passo successivo Iliade con Achille che

guida suo carro sopra cadaveri, con asse bagnato di sangue).

Similitudini omeriche di tempeste\fiumi\onde che si infrangono sono sia potere

elementi con cui uomo deve confrontarsi, sia forza devastante conflitti creati da uomo.

E Petersen con prime inquadrature ci rende questa idea.

L’ODISSEA DI ROSSI – 1968: mentre altri film hanno interpretazioni libere

dell’Odissea, questo è molto pertinente, + completo adattamento Odissea, fatto x tv

pubbliche Ita, Fra, Ger. Molti punti forza e pochi punti deboli:

mini-vesti tipo culturisti film italiani 50-60, Eolo e suo entourage come bizzarri edonisti

grassocci con capelli bianchi rizzati verso alto.

Conservato narratore omerico (aedo fuori campo) che guida spettatore e mantiene

epiteti formulari e similitudini. Architettura è giustamente micenea, armi e arco

odisseo ben fatti. In alcune scene fa muovere schiave penelope come un gruppo e le

fa parlare all’unisono o a turno, commentano loro situazione e possibili sviluppi come 1

coro tragico Ateniese V secolo.

Scene in cui dei rimangono su olimpo sono geniali: dialogo tra Zeus e Atena (1 libro

Odissea) è reso da voci fuori campo mentre statue di dei appaiono su fondo neutro.

Escamotage geniale ed elegante per evitare stranezze e ridicolaggini di attori in

costume di dei.

Film finisce con voce narratore e sterno e inquadratura placida e serena su Egeo, come

se dei avessero ristabilito la giustizia.

Discesa di un eroe nell’Ade (libro 11 Odissea) – katabasis, primo esempio in letteratura

greca è nell’Odissea – Rossi rende magistralmente idea: comunica senso rammarico e

perdizione in incontro Odisseo\suoi cari amici e madre Anticleia. Colori nero, grigio,

azzurro velato, attori senza emozione, all’inizio 1 agnello nero ucciso per evocare

spiriti morti con bocca Tiresia sporca di quel sangue. Morti non hanno corpo, sono

ombre: commovente quando Odisseo non riesce ad abbracciare madre.

OMERO NELLA MUSICA LIRICA CONTEMPORANEA: ODYSSEUS WOMEN DI

LOUIS ANDRIESSEN

Andriessen è compositore olandese + seguito al mondo, sperimenta fusioni di vari stili,

jazz, fusion, musica contemporanea. Opera Odyssey del 1995 è collage: teatro-danza

e letture tratte da Ulysses Joice. Andriessen ne firma la musica, che appare slegata

dall’opera stessa tanto che viene intitolata Odysseus’women: il testo cantato è

preso da Omero ed è reinterpretazione figure di 3 donne di Ulisse: Calipso, Circe,

Nausicaa (Penelope no, perché è storia di donne abbandonate da Ulisse).

Cantata da 4 voci femminili che si rivolgono a muta figura Ulisse su sfondo.

Parte1 dedicata a dea Calipso, 2 a Circe, 3 a Nausicaa – è sempre 4 vocale che

parla – opera Andriessen parla delle 3 donne dopo l’abbandono, ridando voce a chi è

uscito di scena da mito. Raccontano da loro punto di vista loro storia con Ulisse

raccontando loro privazione dell’uomo: Calipso da colpa a dei invidiosi, Circe ad amore

e Nausicaa a silenzio: i motivi per cui si son lasciate abbandonare da lui.

Calipso rappresenta l’impeto primitivo della dea, suo egoismo nel voler

trattenere Ulisse – Circe la maga che non aveva previsto di innamorarsi,

tanto da rinunciare a oggetto amato – Nausica quella che salva vita a Ulisse

e gli restituisce identità facendolo raccontare di sé stesso, si innamora e si

pente di averlo perduto. Ulisse è figura che negativa che sfrutta le esperienze di

queste donne, a cui Andreissen da risarcimento morale facendole parlare di nuovo.

ALFRED DOBLIN – I dialoghi con Calipso sulla musica (romanzo 1910) – forma

dialogo teatrale\sceneggiatura cinematografica, fulcro opera è musica come

linguaggio (superiore al parlato). Autore risente influssi post-romantici e simbolisti

con idea recupero mito greco. Mito rielaborato liberamente: epoca moderna ma in

luogo mitico, isola di Ogigia.

Nave del Musicista\Odisseo ove si svolgeva banchetto matrimonio, affonda durante

tempesta e sopravvissuti approdano su isola Calipso (tutti tramutati in porci o uccisi,

fondendo figure di Calipso\Circe). Fonde figure perché già Omero le avvicinava

descrivendole con stessi attributi (belle trecce, riccioli, canore e tessitrici) anche se

parlava di dea solo verso Calipso. Canora appunto: risparmia vita a musicista perché

ama musica.

L’isola di Calipso: diversa da Odissea, no boschi fonti e prati, solo rocce, scogli e

spiagge deserte (influssi romantici di Friedrich) grotta calipso dentro scoglio con porta

ferro nera, al centro fuoco perpetuo ove lei fa sacrifici a Zeus e legge viscere (dea-

sacerdotessa-aruspice tratti comuni a dee marine mitologiche). Musicista e Calipso

stanno in alcove ricavate da roccia, uno di fronte altro come in Odissea.

Ninfa o dea? In odissea usate entrambe definizioni anche se Calipso è vera divinità

anche lì. Per questo Doblin dice che è unica dea sopravvissuta a dio monoteismo e

attende su isola sua inevitabile fine. Diff con Omero è che Odisseo qui si

innamora di Calipso e dimentica compagna morta in naufragio. In Omero

Circe circondata da animali ammansiti qui Calipso\Circe trasforma uomini in

animali per farsi servire, uomini uccello e animali che trainano sua portantina. Forte

attrattiva sessuale di Calipso che non c’è in Omero, feme fatal, canta come in Omero

ma suona anche flauto. Carattere crudele sadico è dovuto a identificazione con Circe

di Omero, dove invece crudeltà Calipso era solo temuta e mai praticata. Col musicista

è anche tenera, amante, come in Odissea Calipso vera. Qui è anche materna, consola

musicista: incarna sia furia natura divinità preolimpiche sia moderna feme fatal.

Calipso dea della musica: in omero è “dea terribile che fa uso del linguaggio”, qui

anche dea canora: secondo Doblin musica è forma linguaggio, infatti Calipso eccelle in

entrambi quando parla di musica con musicista\Odisseo. Per i 2 musica è regina

arti, legata al linguaggio e ad esso superiore. Calipso è unione musica e

linguaggio. Messaggio opera è che musica è strumento di comunicazione

superiore.

Zeus si risveglia e affronta in lotta il Dio monoteismo che è anche io umano,

muoiono entrambi e solo Calipso (qui anche dea marina associata a Teti)

sopravvive. Musica sopravvive e ha potere di cambiare il mondo. (Calipso

donna\musica\madre).

ACHILLE NELLA MUSICA POPOLARE CONTEMPORANEA – CAVALLINI – fenomeno

più frequente di quanto si pensi: Anni 60\70: Temporary like Achilles – Bob Dylan –

innamorato tenta di presentarsi alla porta della fanciulla, ma achille come rozzo

energumeno sorveglia casa dell’amata. Dylan, pacifista, non conosceva l’indisciplinato

Achille che non si tagliava capelli, musicista dilettante, insofferente a potere costituito.

Achilles last stand – Led Zeppelin – 70: riferimento Omero appena accennato,

malinconica riflessione su inutilità guerra. Giovani eroi partono per troia pieni di voglia

di avventura e sognanti ma non fanno ritorno. Ultimi pensieri Achille vanno a figlio e

moglie lontani e patria.

Hard rock a epic metal: Heavy metal molto interessato ad Achille: invincibile e

furioso con le sue armi, semi divino, estremo in generosità ed ira. Epic metal

generalmente segue mitologia nord ma anche (meno) miti greci, Iliade e sue battaglie

potrebbe aver influito su questo genere.


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Elakos86

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in ricerca, documentazione e tutela dei beni archeologici
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elakos86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia storica del mondo greco e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Cavallini Eleonora.

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