Breve storia dell'Africa
La quasi totalità delle regioni africane non è stata colonizzata se non molto tardi. Le eccezioni sono: Egitto (conquistato dai Greci e colonizzato dai Romani) e costa orientale dell’Africa (colonia dell’Oman e poi di Zanzibar). L’indipendenza quindi non è stata una novità per i vecchi africani nati prima della colonizzazione.
La costruzione europea dell'Africa
Gli europei hanno scoperto e creato una loro idea di Africa. L’Africa ha la storia più antica del mondo. Gli europei hanno iniziato a penetrare nel continente solo nel 1795 (lo scozzese Mungo Park raggiunse il fiume Niger). Gli arabi del Maghreb vi erano già arrivati nel IX secolo. Gli europei hanno fatto però della geografia africana un oggetto di studio. Il mondo mediterraneo antico ignorava l’Africa come continente (essa era il retroterra della nemica Cartagine per i Romani). Quando i portoghesi circumnavigano il continente a fine ‘400, esso viene designato.
Dal razzialismo al razzismo
La storia dell’Africa è misconosciuta. Come mai? A causa della tratta negriera. La tratta atlantica del ‘700 non è stato il primo momento in cui sono stati deportati schiavi dal continente africano. Ci sono state tratte più antiche organizzate dagli arabi musulmani fin dal IX secolo. Esse erano dirette verso il mondo mediterraneo e verso l’oceano Indiano. La differenza fra queste antiche tratte e quella atlantica è che gli schiavi potevano essere anche bianchi (schiavo > slavo). La tratta atlantica ha stabilito il colore degli schiavi: essi potevano essere solo neri. Così dal ‘700 si è affermata una visione negativa dell’Africa. In quel momento si sono sviluppate anche storia ed etnologia, forti di una visione eurocentrica in cui il punto di vista dell’osservatore era una verità universale.
Durante l’800 viene elaborato il razzialismo = divisione dell’umanità in razze con pretesa base scientifica. Il primo a distinguere tre razze (bianca, nera e gialla) fu Buffon a fine ‘700. Le razze erano distinte anche in senso gerarchico fra superiori e inferiori. Questo era conseguenza della vergogna provata per la tratta negriera. A fine ‘800 la tratta è scomparsa ma resta la convinzione della disuguaglianza razziale. Prima metà del ‘900 si sviluppa il razzismo = puro pregiudizio perché la genetica negli anni Venti ha dimostrato che la specie umana è unica.
Le fonti
Gli studi postcoloniali si propongono di mettere in discussione il sapere sull’Africa costruito in un’epoca piena di pregiudizi. Esistono fonti dominanti sulla storia africana che variano a seconda dei periodi: Erodoto e Tolomeo riportano scritti sul periodo greco-romano. Il periodo di espansione bantu, caratterizzato dall’assenza di fonti scritte, è ricostruito tramite l’archeologia, la linguistica ecc. L’arrivo dei musulmani nel VIII secolo vide il risorgere dei testi scritti in lingua araba. Si ha la letteratura di viaggio dei mercanti portoghesi e olandesi dal ‘500. C’è contrasto nel modo in cui viene percepita la storia africana a seconda che si adotti un punto di vista esterno o interno: i vecchi colonizzatori si concentrano sulla storia coloniale, anche se spesso è durata meno di un secolo. Per gli storici africani la colonizzazione non è che un episodio.
L'enigma africano
Perché l’Africa, da cui è nata l’umanità, è stata l’ultima a conoscere una economia di investimento e produzione? Perché i commerci sono crollati invece che svilupparsi? Vari fattori: ecologici (terre povere e terreni duri, malattie mai debellate, società rurali organizzate per la sussistenza più che per il profitto, storia demografica infelice dovuta ad aggressioni dall’esterno). Tratta degli schiavi e colonizzazioni (greca in Egitto, arabe ed europee).
Le origini
Gli antenati dell’uomo sono comparsi in Africa molti (dai 7 ai 10) milioni di anni fa. L’antenato dell’uomo scese dagli alberi e divenne Homo habilis (abile con gli arti anteriori), Homo erectus, Homo faber, Homo ergaster (alto e adatto alla corsa), Homo sapiens, Homo sapiens sapiens (200.000 anni fa). Segno della trasformazione è il ritrovamento di segni dei primi riti di inumazione, quindi di pensiero all’aldilà. Non si sa ancora cosa abbia portato gli ominidi a scendere dagli alberi (ipotesi degli sconvolgimenti climatici dovuti alla tettonica delle placche contraddetta dal ritrovamento di un cranio fossile lontano dalla Rift Valley). Molto probabilmente i sapiens sapiens discendono da un’unica popolazione africana che si scisse.
L'ambiente e i popoli
Africa detta continente chiuso perché le zone più elevate si trovano sulle coste del continente, che sono poco accessibili e accoglienti. All’interno invece la fitta rete idrografica ha permesso molti scambi e contatti fra popolazioni. Non bisogna quindi supporre l’isolamento di molte popolazioni, come segno di arretratezza, se non in pochi casi isolati. Il matrimonio delle donne, che sposandosi andavano a vivere a casa del marito, teneva florido lo scambio di informazioni. In Africa sono presenti gravi malattie (malattia del sonno, malaria, lebbra). In epoca coloniale lo spostamento di popolazioni ha fatto sì che i focolai circoscritti si diffondessero facendo scoppiare epidemie catastrofiche. Inoltre gli arabi e gli europei portarono nuove malattie (vaiolo, malattie veneree, morbillo). Le malattie che colpiscono gli animali sono state gravi quanto quelle umane per le popolazioni che praticavano l’allevamento.
Clima e vegetazione
L’equatore divide il continente in due metà simmetriche. Il clima mediterraneo regna a nord e a sud, vicino al Mar Mediterraneo e vicino a Capo di Buona Speranza. Andando verso i tropici il clima diventa desertico (a nord Sahara, a sud Kalahari). La zona centrale è piovosa e la stagione umida corrisponde all’estate in Europa. Scendendo a sud del Sahara il clima si fa via via più umido. La zona intertropicale è detta savana (2 stagioni delle piogge, una lunga e una breve, e 2 stagioni secche). La savana fu una zona ricca privilegiata per la coltivazione e l’allevamento. Più si scende verso l’equatore e più la stagione delle piogge si allunga. La stessa disposizione di zone si ritrova a sud del continente in modo simmetrico. Nella zona orientale invece, a causa degli altipiani, piove poco e la savana domina.
Il terreno e la saggezza agraria
In generale il terreno è povero e rosso (laterite). La saggezza contadina ha saputo trarre profitto dalle difficili condizioni del terreno. Si alternavano varie colture a lunghissimi periodi di maggese per rigenerare il terreno. Conseguenze di questo sistema sono state la riduzione dei campi coltivabili e la ricerca di nuovi campi (agricoltura semi-itinerante). Nel ‘900 grave trauma: le regole della vita rurale non creavano problemi prima della colonizzazione. Dopo di essa, i coloni si impadronivano delle terre migliori, lasciando agli indigeni terre inospitali. In generale si opposero alla mobilità delle popolazioni che erano più facilmente sfruttabili se sedentarie. L’esplosione demografica di metà ‘900 rese necessario un aumento della rendita delle terre, quindi la riduzione del periodo di maggese, quindi l’infertilità dei campi. I contadini si erano mostrati restii a certe innovazioni perché sapevano coltivare le loro terre meglio degli stranieri. Quando è stato necessario innovare è stato fatto (riso, patate ecc).
Demografia
L’agricoltura si è mantenuta a lungo in equilibrio precario perché la demografia africana è rimasta a lungo stabile. Ha avuto un boom da mezzo secolo (1 miliardo, 18% della popolazione globale). Cause: commercio di schiavi ha avuto conseguenze politiche (migrazioni interne, conflitti) che hanno arrestato la crescita demografica molto più dell’incidenza puramente quantitativa delle deportazioni. Questo può da solo spiegare il ritardo accumulato nei confronti dell’Europa, per cui la crescita demografica nel ‘700 ha costituito una premessa fondamentale per la rivoluzione industriale. A ciò si aggiungono le condizioni climatiche precarie (siccità), e la decimazione data dalle malattie veneree.
Etnie e tribalismo
L’idea di etnia è un falso concetto. La maggior parte delle lingue africane appartiene alla famiglia delle lingue bantu. Bantu è un termine linguistico, non etnico. Deriva da un nucleo originario degli altipiani nigeriani. I suoi parlanti hanno occupato mezza Africa (la prima colonizzazione interna). I parlanti di lingue bantu oggi non si capiscono fra loro. In Africa settentrionale domina il berbero e l’arabo. Prima della colonizzazione in Africa c’erano diverse formazioni politiche. Gli europei le chiamarono “tribù”. Gli etnologi per evitare un termine troppo coloniale le chiamarono “etnie”. Ne derivava confusione fra popolo, stato ed etnia. In epoca coloniale si tracciarono delle linee di confine fra stati, limitando la mobilità delle popolazioni e dando una unica denominazione alle persone con lingua e cultura simili inglobate all’interno di quei confini, nonostante avessero organizzazione politica molto diversa fra loro. I gruppi africani reagirono idealizzando un passato comune. I miti originari furono rafforzati dal tentativo di creare una memoria comune unificata dalla tardiva conversione all’Islam. Tale conversione risaliva in realtà solo all’800. Questo processo irrigidì il concetto di etnia ed esso divenne un elemento su cui fare leva durante le elezioni = tribalismo. Sbagliato parlare di guerre etniche. Sono guerre moderne di lotta per il potere che si appoggiano a rivendicazioni identitarie manipolate. Questa precisazione serve a capire la storia del genocidio in Ruanda (i problemi erano all’inizio di ordine politico, non etnico).
L'evoluzione delle strutture sociali
Le società rurali si sono mantenute in Africa più a lungo che altrove. Lo sviluppo tecnico a sud del Sahara si è prodotto più tardi. Gli africani non furono sterminati come gli amerindi o gli aborigeni. Perché allora sono stati gli ultimi a praticare una economia di investimento? Perché l’Africa, dotata di risorse eccezionali, ha conosciuto uno sviluppo tardivo? Ovunque nel mondo le società rurali preindustriali hanno conosciuto una stabilità dei modelli organizzativi prima della penetrazione della meccanizzazione.
Economia rurale di sussistenza
L’equilibrio fra popolazioni di scarsa densità e loro economia di sussistenza dura perché ha come unico scopo...
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