Estratto del documento

Halloween. La festa delle

zucche vuote

.PRESENTAZIONE

HALLOWEEN= considerata il paradigma del consumismo americano è senza dubbi

una festa commerciale, come molte altre ma ha delle profonde radici. Questo

fenomeno affascina soprattutto bambini e ragazzi, nel tempo ha mantenuto il

connotato della questua.

Verranno spiegate somiglianze e differenze tra Halloween e altre festività o

occasioni rituali che si pongono al confine tra il mondo dei vivi e dei morti.

È spesso criticata dal mondo ecclesiastico perché ritenuta una festa profana e

irrispettosa, in realtà le sue pratiche sono molto simili a delle tradizioni contadine

svolte durante la vigilia della celebrazione dei defunti.

Obiettivo: distruggere i pregiudizi che ruotano attorno ad Halloween e raccontare la

sua storia remota. Ogni anno quando si avvicina il 31 ottobre avviene la

diffamazione di Halloween da parte dei media.

.Bonato/Berzano: storia remota e approssimativa di Halloween, dibattiti riguardo la

festa antica e nuova;

.Ricci/Mugnaini/Mannia: ricerche etnografiche condotte in Italia=importanza di

Halloween come “festa di ritorno”;

.Branca: confronto tra la Sardegna e l’Irlanda:

.Zola: rischio di dare per scontate caratteristiche del carattere festivo in territori

come la Siberia. “ ”

.una festa di ritorno : contatti, contaminazioni,

( )

travisamenti. di laura bonato

1. ascendenze

Racconto della bambina che desiderava la scarpette bianche → i defunti possono

comunicare coi vivi, i morti ritornano.

Società preindustriale → i morti erano una presenza costante, tornavano nei

luoghi dove avevano vissuto, spaventavano i vivi, scontavano i loro peccati sulla

terra, tutti insieme percorrevano le vie del paese tra l’1 e il 2 novembre.

Defunti → considerati una presenza importante, nonostante la morte incutesse

paura. Tra i morti e vivi continuava ad essere comunicazione.

Passato → molte leggende sul ritorno dei morti, narrativa contemporanea →

posto rilevante (mostri, zombie…), ritornano sul fatto che la vita continua dopo la

morte e che si possa tornare dall’Aldilà.

o

Calendario della tradizione → 1 novembre, partecipazione alla messa del

mattino di Ognissanti, e la processione pomeridiana.

o

Notte tra il 1 e il 2 novembre → si credeva ci fosse un collegamento tra il mondo

dei vivi e l’Aldilà. Non si doveva uscire di casa per non intralciare la processione dei

morti nella via principale della città, che sfilavano durante la notte. Si recitava il

rosario e si lasciava l tavolo apparecchiato per i morti che sarebbero ritornati. Si

lasciava anche un lumino per illuminare la strada di casa. Al mattino si lasciavano i

letti liberi per le anime che dovevano riposarsi, si consumavano cibi come le

castagne, i legumi e dolci chiamati ossa di morto.

Nessuno crede più che in quella notte ci si la processione dei morti.

Halloween, notte del 31 ottobre → visita di gruppi di bambini nelle case travestiti

da personaggi spaventosi e domandano trick or treat? Notte speciale per i bambini

che possono dare ordini agli adulti e punirli se non li eseguono → rituale di

inversione e ribellione.

Possiamo notare un parallelismo con il Carnevale (approfondito successivamente).

Due ipotesi per quanto riguarda l’origine di Halloween:

1. TRADIZIONE CELTICA.

Giulio Cesare, nel De Bello Gallico, raccontava che i Celti dividevano l’anno

in due stagioni: l’inverno, il periodo dei mesi neri, e l’estate, il periodo dei

mesi luminosi. Calendario celtico → stabilito sull’osservazione delle fasi

lunari e solari, i cambi di stagione e i giorni dedicati a riti specifici erano molto

importanti.

Inizio dell’estate e dell’inverno → festeggiati nei giorni di Beltane (maggio) e

Samain (autunno). o

Samain → nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre, punto di riferimento

importantissimo per i contadini → fine del lavoro nei campi riti propiziatori per

il nuovo anno agrario. Era l’evento più importante per il calendario celtico.

o

1 novembre → iniziava il nuovo anno. Samain esorcizzava l’arrivo

dell’inverno, univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei

festeggiamenti per la fine dell’anno. In questa notte si aprivano le porte

dell’Aldilà gli spiriti dei morti tornavano dalla Tirnan Oge (landa di eterna

giovinezza e felicità in cui risiedevano) → comunicavano coi vivi, gli facevano

scherzi e li impaurivano ( non esistono prove che Samain riguardasse il culto

dei morti, si festeggiava un Capodanno minore, Cristianesimo → leggende

o

sugli spiriti che tornavano tra il 31 ottobre e 1 novembre).

o

Celti → temevano che il 1 novembre le forze degli spiriti si unissero al

mondo dei vivi → dissolvimento temporaneo delle leggi spazio-temporali. 31

ottobre → si riunivano nei boschi o colline per l’accensione del Fuoco Sacro

(Tlachgha) e si sacrificavano animali con in seguito delle danze propiziatorie.

Mascherati con le pelli degli animali tornavano al villaggio con delle lanterne

fatta da rape con all’interno braci del Fuoco Sacro.

Giorno successivo → i bambini giravano per le case a chiedere legna per

accendere un enorme falò, nel momento della sua accensione tutti i focolari

delle case venivano spenti per essere riaccesi con i tizzoni del falò di Samain

→ unione tra gli abitanti del villaggio.

Variante → i morti tornavano il 31 ottobre per impossessarsi del corpo dei

vivi per avere l’immortalità, vivi → si mascheravano per ingannarli.

Tenere lontani gli spiriti → si spegnevano tutti i fuochi anche il Fuoco

Sacro, il mattino seguente si accendeva un nuovo fuoco con la legna raccolta

dai bambini.

Spegnere il fuoco → arrivo della parte oscura della stagione, riaccenderlo

→ speranza e fiducia nel nuovo anno.

Samain → varie pratiche divinatorie, esempio: possibilità per le ragazze di

sposarsi, andamento del tempo; il alcuni villaggi si seppelliva una pietra se il

mattino dopo la terra fosse stata smossa, la persona che l’aveva seppellita

sarebbe morta entro la fine dell’anno; in altre località si lasciava del mangiare

e del latte fuori dalla porta.

Periodo dell’evangelizzazione in Europa → la Chiesa cerca di sradicare i

culti pagani. 835 d.C. → per far perdere significato alla festa di Samain papa

o

Gregorio III sposta la festa di Ognissanti dal 13 maggio al 1 novembre.

Riforma cluniacense → aggiunta della festa del 2 novembre,

commemorazione dei morti in suffragio.

Inglese → celebrazione di Ognissanti= All Saints’ Day denominata anche

All Hallow’s Day, la festa iniziava al tramonto del 31 ottobre. Quel giorno

quindi, vigilia di Ognissanti, prese in nome di All Hallow’s Even (even

indicava la fine del giorno o vigilia che in inglese moderno si abbrevia in eve)

successivamente contratto in Halloween.

2. PRATICA CRISTIANA

Halloween → sembrerebbe discendere una una pratica in voga nei paesi

anglosassoni (documentata nel IX secolo) → il souling cioè elemosinare

l’anima.

o

1 novembre (giorno d Ognissanti) → i questuanti vagavano per la città

elemosinando il soul cake (dolce dell’anima)= per ogni omaggio ricevuto

promettevano una preghiera per i parenti defunti dei donatori. Prima di

accedere al Paradiso si rimaneva per un periodo nel limbo → le preghiere

degli estranei con quelle dei parenti= permanenza limitata. Anche in questo

caso abbiamo il collegamento tra il mondo terreno e l’Aldilà.

Defunti → presenza positiva ed importante.

Fine del Medioevo → souling praticato soprattutto dai bambini, le loro

preghiere servivano per accorciare la sosta nel Purgatorio.

Pratica della questua → caratteristica di Halloween, la filastrocca he

intonano i partecipanti è priva dell’aspetto religioso.

Nascita del trick or treat → 1.risalirebbe al V secolo d.C., per poter partecipare in

maniera dignitosa ai festeggiamenti di Samain, molte persone elemosinavano cibo

e denaro da offrire alla divinità.

2.Altri sostengono che sia nata in Inghilterra nel IX secolo d.C., regime feudale

aveva provocato un divario tra ricchi e poveri → elemosinavano cibo alle classi più

agiate. 3. Primo dopoguerra, i bambini americani cercavano di procurarsi cibo e

denaro per partecipare ad Halloween malgrado la crisi.

Pratica del dolcetto e scherzetto → aspetto più divertente della festa, si osserva

anche in Italia, coinvolge bambini travestiti e adulti che si preparano con i dolci da

dare ai bambini.

Primi anni 2000 → diffidenza verso i bambini che lo praticavano, anni a seguire →

l’atteggiamento è cambiato positivamente nei confronti dei bambini.

2. Confluenze

Halloween → è una celebrazione europea, per molti rappresenta la festa simbolo

degli USA.

Arrivo oltre oceano → emigrata insieme agli Irlandesi verso la metà del XIX

secolo, periodo in cui l’Irlanda è colpita da una carestia in seguito a una malattia

delle patate (-→ cibo principale dei contadini). Sfuggire alla carestia → molte

persone si imbarcarono per il Nuovo Mondo dove le comunità irlandesi mantennero

vive le tradizioni e i costumi della propria patria → tra cui Halloween, elemento di

rottura con le comunità autoctone che si diffuse poi tra il popolo americano.

Epoca vittoriana → élite della società americana se ne appropriò organizzando

feste a scopo benefico la notte del 31 ottobre, escludendo però tutti gli aspetti

religiosi per mantenere solo l’aspetto ludico e scherzoso.

Fabbriche, primo decennio del ‘900 → si iniziano a produrre gadget legati ad

Halloween in quel periodo prese la connotazione di “notte degli scherzi”

caratterizzata da atti vandalici → si ritenne opportuno annullarla. Venne ripristinata

durante la seconda guerra mondiale per alzare il morale delle truppe, fine della

guerra → i bambini si impossessarono di questa festa.

Leggenda di Stingy Jack → fabbro irlandese ubriacone che nella notte di

Halloween incontrò il diavolo e che riuscì ad imbrogliarlo. Per tre volte Jack sfidò il

diavolo che voleva la sua anima tanto che il diavolo dovette rinunciarci. Quando

morì non fa accetto né in Paradiso né all’Inferno. Il diavolo gli donò un tizzone

ardente dell’inferno per illuminare la sua strada e lui lo ripose dentro a una grossa

rapa, Jack deve vagare nell’oscurità fino al Giorno del Giudizio. Jack fu

soprannominato Jack O’Lantern → simbolo delle anime dannate e secondo la

tradizione vaga per tutta la notte di Halloween.

Irlandesi → emigrati negli Stati Uniti non trovarono rape abbastanza grandi da

intagliare e le sostituirono con le zucche. Ancora oggi Jack O’Lanter è una grossa

zucca, icona contemporanea di Halloween.

Iniziative umanitarie e di solidarietà legate ad Halloween → 1949, Stati Uniti,

Trick or Treat for UNICEF; Italia, AISM (associazione italiana sclerosi multipla) che

ad Halloween raccoglie fondi per la ricerca sulla malattia.

Immaginario collettivo → Halloween festa americana per eccellenza dedita al

consumismo. Gli Stati Uniti hanno esportato questa ricorrenza in tutto il mondo

contagiando l’Africa, il Giappone, la Corea, le Filippine, l’Australia, la Nuova

Zelanda, la Cina e persino l’India.

Diversi modi per festeggiare Halloween → alcuni paesi europei o extra europei,

sono state raccolte attraverso un indagine sul campo che ha messo in luce

particolarità che prediligono o enfatizzano un aspetto celebrativo nello specifico che

inaspettatamente, o forse no, rimandano alle tradizioni locali.

• SCOZIA: non esiste il trick or treat. I bambini mascherati ballano a ritmo di

musica e fanno spettacoli di magia ricevendo come ricompensa dolci,

caramelle e frutta. Portano con loro una neepy candle ossia una grande

lanterna di plastica a forma di zucca. I ragazzi invece si ritrovano nei grandi

casolari abbandonati per raccontarsi storie di terrore.

• IRLANDA: addobbo delle case già a metà settembre. L’ultimo lunedì di

ottobre è festa nazionale. Gli adulti si ritrovano nei pub approfittando

dell’evento per godere di alcuni vantaggi tipo la Pub Crawl cioè il giro dei

pub con il rimborso di alcune birre e la Halloween Scoop cioè una pinta

enorme della Guinness a prezzo ridottissimo. Un’altra tradizione è il dolce

tipico Barmbrack (panino ripieno di frutta candita, tostato col burro e servito

con una tazza di tè). Altro cibo tipico è il Colcannon ossia delle patate

schiacciate con pepe,burro e cavolo.

• SVEZIA: chiamata Alla Helgons Natt. I bambini possono fare dolcetto o

scherzetto ma solo di giorno e nelle famiglie che si conoscono o nelle

prossimità. Si preparano stuzzichini come Bloody fingers o Eyebell punch.

C’è anche una cerimonia notturna chiamata Skrackrunda ossia un percoso

“spaventoso” al cui termine i bambini vengono ricompensati con vari dolcetti.

• FINLANDIA: viene chiamato Pyhainpaiva. I festeggiamenti sono al chiuso,i

bambini sono esclusi perché vengono coinvolti più adulti e ragazzi. I

Finlandesi si recano alla sauna per collegarsi ad un’antica credenza che

diceva di preparare un bagno caldo e una sauna profumata che avrebbe

invogliato i defunti a tornare nelle loro abitazioni.

• FRANCIA, SVIZZERA, BELGIO: si sottolinea l’aspetto ludico. I bambini

preparano lavoretti a tema così come i ragazzi organizzano delle feste. Il

trick or treat è poco praticato dai bambini svizzeri.

• ROMANIA: Halloween è l’occasione per promuovere Dracula. Si

organizzano gite organizzate per i turisti in Transilvania.

• PORTOGALLO: si visitano i cimiteri portando sulle lapidi dei defunti vino,

nocciole e una fetta di torta che i morti erano soliti consumare.

• STATI UNITI: bambini e adulti anno trick or treat. Ci si traveste e si sfila per

le strade della città addobbando anche “case dei fantasmi”. È giusto

soffermarsi sui travestimenti texani che producono i costumi artigianalmente

molti mesi prima perché si crede che il travestimento risulterà migliore se lo

si cuce durante le notti di una piena. Inoltre in California (a Ocean Beach)

l’ultima domenica di ottobre si organizza una sfilata di cani dove i migliori tre

travestimenti vengono premiati.

• AREA CARAIBICA (ISOLA DI BONARIE):i bambini praticano trick or treat.

• AMERICA DEL SUD: in BRASILE il Carnevale ha assoluta priorità. Il 31

ottobre rimane marginale.

• AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA: il 31 ottobre è estate e le feste

mascherate si fanno in spiaggia. Ai bambini non è permesso fare trick or

treat se non accompagnate dai genitori.

• ITALIA: il primo approccio inizia negli anni ‘60 del secolo scorso. Nel nostro

paese è diventata sempre più popolare in quanto vengono organizzate

anche feste private o pubbliche a tema, sono aumentate le vendite legate

all’evento, si organizzano grandi parate, rievocazioni storiche e cortei

mostruosi. I ragazzi fanno trick or treat, le discoteche organizzano party in

maschera, serate musicali e cene a tema. Le location tipiche sono castelli e

borghi medievali. Si organizzano spettacoli, giochi e sfilate organizzati

anche in parchi a tema. Il travestimento è d’obbligo legato soprattutto al

colore nero del trucco, della maschera e del camuffamento. Oltre ai soliti

costumi tradizionali vengono utilizzati travestimenti legati al cinema o ai

fumetti come i serial killer o i maghi ispirati a Harry Potter.

3. divergenze

1970, Stati Uniti → la diffusione di Halloween creò delle inquietanti leggende →

esempio: bambini che si tagliavano la lingua a causa di lame dentro a delle mele.

Si cercò di adottare dei provvedimenti → il Times consigliò ai genitori di lasciare

fare trick or treat ai bambini solo nelle case di persone fidate.

Florida, Texas, Maryland → i festeggiamenti furono cancellati e sostituiti da feste

del raccolto delle zucche (Harvest Festivals, pumpinks fun days).

Pennsylvania → venne pubblicata una safety list per praticare un trick or treat

sicuro.

Queste leggende non si diffusero in Italia, la notte del 31 ottobre era ormai piene di

“mostri”. Halloween → è un argomento presente nella programmazione scolastica

di molti istituti, interessa varie materie: inglese, geografia, educazione all’immagine

e motoria (collegamento interdisciplinare).

Testimonianze di scuola piemontesi → non tutti amano Halloween, una

cinquantina di bambini di due scuole differenti hanno risposto ad un questionario,

per constatare la loro consapevolezza della festa → discreto tasso di

“analfabetismo religioso”= non conoscevano la ricorrenza di Ognissanti; ma tutti

sapevano spiegare che cosa fosse Halloween.

Questionario Halloween, estate 2019 → 264 persone (108 maschi e 156

femmine) tra i 18 e 65 anni. Halloween secondo le risposte più ricorrenti →

festa americana, si conoscono paradossalmente le origini celtiche, che nel nostro

paese convive e non sostituisce a festa di Ognissanti. I partecipanti con età

inferiore a 30 anni (95%) durante l’infanzia ha praticato il trick or treat → momento

di condivisione e aggregazione; da adulto ha partecipato a feste, cene…

35 intervistati → Halloween estranea alla nostra tradizione; 33 intervistati →

commemorazione dei defunti; 25 partecipanti → un Carnevale; 47 partecipanti →

altro.

Partecipanti over 50 → dichiarato che non festeggiano Halloween, qualcuno è

dispiaciuto di non averlo potuto festeggiare. Nonostante alcune critiche molto

aspre, nel complesso gli intervistati + adulti tollerano e accettano il trick or treat.

Per alcuni studiosi, esponenti del cle

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 26
Riassunto esame Antropologia Culturale, prof  Bonato, libro consigliato Halloween. La festa delle zucche vuote, Bonato, Zola Pag. 1 Riassunto esame Antropologia Culturale, prof  Bonato, libro consigliato Halloween. La festa delle zucche vuote, Bonato, Zola Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia Culturale, prof  Bonato, libro consigliato Halloween. La festa delle zucche vuote, Bonato, Zola Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia Culturale, prof  Bonato, libro consigliato Halloween. La festa delle zucche vuote, Bonato, Zola Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia Culturale, prof  Bonato, libro consigliato Halloween. La festa delle zucche vuote, Bonato, Zola Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia Culturale, prof  Bonato, libro consigliato Halloween. La festa delle zucche vuote, Bonato, Zola Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia Culturale, prof  Bonato, libro consigliato Halloween. La festa delle zucche vuote, Bonato, Zola Pag. 26
1 su 26
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher push.gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bonato Laura.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community