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Viaggio

Ogni viaggio ha un ritorno. Il viaggio è un incontro con se stessi, un confronto tra due parti di sé che si sono separate alla partenza e ora dovrebbero riunirsi. Nel frattempo sia il viaggiatore che il passato si sono modificati. È più semplice ritornare da un viaggio in rete, attenuando lo sdoppiamento del ritorno materiale. Il viaggiatore non ha confini definiti: sono un prodotto di chi li attraversa; come le porte, sono manifestazione di inclusione ed esclusione dei gruppi sociali.

In un viaggio si redige un diario della ricerca e un diario personale, che spesso sono difficilmente separabili: la soggettività emerge con i ricordi dei luoghi e delle persone con cui si ha interagito. La donna narra più facilmente di emozioni legate al viaggio, mentre l'uomo utilizza maggiormente il racconto.

Donne che incontrano donne

  • Alexandra David Neel
  • Isabelle Eberhardt
  • Ella Maillart
  • Annemarie Schwarzenbach
  • Freya Stark

Esse sono donne, viaggiatrici, scrittrici molto conosciute fin dai primi del '900. Hanno saputo rendersi indipendenti e hanno fatto del viaggio la loro filosofia di vita. Si spogliano della loro formazione occidentale e si sono avvicinate ai popoli che via via incontravano. Descrivono donne da parte di donne cercando di entrare in diretto contatto con loro per capirne il ruolo nella società. Queste donne non temono ciò che non conoscono direttamente, anzi si documentano, studiano e ricercano. Cercano i luoghi infiniti, non accettano i luoghi angusti della vita domestica femminile, cercano di frantumare gli schemi che la società di quei tempi imponeva alle donne.

Hanno saputo creare quella che Virginia Woolf chiamava "A room of one's own", nel loro caso un luogo in cui la mente possa ripercorrere le suggestioni dei viaggi intrapresi.

Alexandra David Neel

Alexandra viaggia spesso in incognito, si traveste per non essere troppo visibile nella sua diversità, vuole raggiungere Lhasa, principale città del Tibet. I travestimenti le permettono di accedere in luoghi interdetti alle donne e di liberarsi del bagaglio della loro cultura originaria. Alexandra è felice di essere considerata una pellegrina dalle altre donne. Ella nota che in quelle società così lontane e isolate come quelle della Cina, le donne sono importanti solo dentro le mure domestiche o nelle attività agricole.

Isabelle Eberhardt

Isabelle viaggia nel Maghreb alla fine dell'800 e qui nota che il mondo femminile ha una rigida gerarchia al suo interno. Allo stesso tempo descrive i racconti orali degli uomini durante le ore più calde del giorno e i canti della sera, che si mischiavano al racconto di storie attorno al fuoco.

Ella Maillart

Ella Maillart porta sempre con sé la sua macchina da scrivere. Per tutte loro la scrittura è un momento essenziale, anche nei luoghi più impervi ritagliano momenti per prendere appunti. Sono donne colte, sanno le lingue e hanno studiato le filosofie orientali, vanno alla ricerca di quei luoghi non ancora impregnati di colonialismo. Scopre che un tempo la nascita di una bambina era meno apprezzata di quella di un cane, solo i maschi erano battezzati, non si insegnava a scrivere alle femmine per paura che avessero contatti con uomini; se una moglie non ubbidiva, il marito poteva picchiarla.

Annemarie Schwarzenbach

Annemarie nota come in Afghanistan non si vedano donne, ma solo figure imbacuccate (burqa). Annemarie era attratta da questa condizione femminile, quelle donne probabilmente non sapevano neanche che in altri paesi le donne potevano mostrarsi. Afghanistan: viaggio in cui si poteva realmente distinguere la propria società dalla loro.

Freya Stark

Freya è attratta dalle persone, dai paesaggi e dalle fortezze antiche, tanto da affrontare le montagne persiane per vedere il misterioso castello di Alamut.

Conclusione

Tutte queste donne non si sono distaccate dalla loro sfera politica della loro società e hanno compreso i cambiamenti che ci sarebbero stati.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicolosi.alessandra di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bonato Laura.
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