Donne che leggono: strategie comunicative e logiche di consumo dei periodici under 18
Ragazze irresistibili: le riviste per ragazze
Le pubblicazioni rivolte ai teenager spaziano da generi come i fumetti, ma comprendono anche musica, hi-tech, videogames, fotoromanzi e oroscopi. Vi è un’ulteriore tipologia rivolta in specifico alle adolescenti italiane: le riviste per ragazze. La nascita di questo fenomeno risale alla fine degli anni ’70, quando nelle edicole arrivarono riviste come “Ragazza In” e “Cioè”, edito dal gruppo Piscopo che oggi può essere considerato il leader del settore.
Si possono trovare moltissimi periodici per teenager che si occupano della diffusione di stili di vita e modelli di consumo. All’interno di questa schiera di riviste, sono stati individuati tre filoni culturali principali:
- Un filone incentrato sui temi dello spettacolo, dell’attualità, del jet-set ma comunque incline a dare risalto a questioni come la bellezza, la sessualità, le relazioni sociali.
- Un filone più generalista impegnato nel veicolare i messaggi attraverso la mediazione dei divi dello spettacolo ma con contenuti più articolati.
- Un filone che comprende le pubblicazioni diffuse in maniera minore nelle edicole e che presentano un grado di “specializzazione” superiore, indirizzato verso i temi della bellezza, dell’estetica, della cura del corpo o dei sentimenti.
Tutti i periodici in questione agiscono attraverso un’opera di identificazione con modelle e divi dell’alta classe sociale.
Il modello “Cioè”
Il modello presentato da “Cioè”, capostipite di questo fenomeno, segue due logiche fondamentali che hanno trasformato un periodico concepito secondo i vecchi schemi in uno pieno di immagini, sempre meno scritto e dove il vip non è più solo un’attrattiva ma anche un veicolo per diffondere modelli raggiungibili principalmente con il look. Questi diventano quindi gli elementi fondamentali che danno l’impressione di essere strumenti in grado di migliorare la propria autostima e le proprie relazioni interpersonali. I due pilastri sono:
- La politica del gadget: in molti casi il possesso dell’oggetto ambito, presentato in eleganti confezioni, è il primo input lanciato al lettore verso l’acquisto del periodico. Non solo uno specchietto per le allodole, dunque, ma anche uno strumento che all’interno della rivista viene illustrato in un contesto ridondante di “star”.
- Il collegamento stretto con il mercato: caratteristiche principali di “Cioè” ma che si ritrovano anche in altre testate, da quanto risulta da un’analisi:
Struttura
Mentre agli inizi la parte del fotoromanzo occupava oltre la metà del giornale, oggi non trova più spazio. In passato le tematiche venivano esposte in corposi articoli di natura psicologica o in narrazioni di esperienze vissute da terzi nel tentativo di creare un collegamento con la sfera quotidiana del lettore; oggi invece gli argomenti vengono sminuzzati in vari box in discorsi scarsamente approfonditi. Molte rubriche (posta del cuore, della psicologa, della sessuologa, consigli di estetica e di moda, oroscopo), pochi servizi informativi se non su vip illustrati da molte fotografie. Spesso sono addirittura allegati dei poster a grandezza naturale delle star del momento.
Alla domanda “Hai scritto mai a una rubrica di posta?” gli adolescenti intervistati non hanno dato nessuna risposta affermativa, c’è dunque il dubbio che le riviste affrontino i temi che considerano di attualità sotto forma di risposta dell’esperta/o piuttosto che con un servizio vero e proprio.
Grafica
Tutte le riviste hanno in comune una veste grafica che ricorda i diari delle ragazzine: coloratissime, con foto impaginate secondo un ordine apparentemente casuale e costellate di fiori e cuoricini.
Stile
Differente nei toni è anche il modo in cui, a cavallo tra anni 70/80, vengono presentati i problemi degli adolescenti rispetto a quanto accade oggi: le problematiche mancano di una seria riflessione e di un’autocritica dei propri errori. I consigli impartiti sono inoltre superficiali e mancano di approfondimento ma questo è probabilmente un limite voluto in quanto il giornale si offre di interpretare non un ruolo educativo ma quello dell’amico fidato e valido interlocutore.
Gli stili comunicativi utilizzano un’efficace miscela di linguaggi che passano da quello iconico (sovraesposizione del corpo, griffe, prodotti di consumo) a quello scritto che esibisce uno stile ricco di anglicismi (già nel titolo a volte “Girl”, “Top Girl”, “Kiss-me”), di slang giovanile e di un gergo molto colorito e diretto efficace per colpire il lettore.
Contenuti
I giornali per teenager della nuova generazione, rispetto a quelli passati, puntano meno sulla riflessione e sulla conoscenza ma più sulla suggestione. Una delle strategie adottate infatti, è quella del far breccia servendosi del “timore” per i propri dubbi e difetti e quindi sulle emozioni e della fretta di crescere che viene incoraggiata con articoli su come rendersi più attraenti.
Sul piano relazionale viene utilizzata una strategia, diffusa soprattutto nel marketing, nella quale vengono accettati anche comportamenti moralmente discutibili (es. avventure sessuali e sentimentali al di fuori dei rapporti ufficiali). Sul piano della sessualità si trovano numerose lettere inviate dalle lettrici in cui il dilemma primario appare la ricerca del piacere al cui fianco ci sono i consigli sui primi rapporti e di natura anticoncezionale.
Il test è un elemento che gli adolescenti usano come strumento per ottenere indicazioni su problemi ricorrenti in quella fascia d’età: look, questioni relazionali o sentimentali. È un modo presentato utile per l’autoconoscenza del soggetto o per indicare una strada migliore per raggiungere un obiettivo attraverso consigli preconfezionati. Tra gli adolescenti intervistati si è notata la tendenza a usufruire dei test per il loro aspetto ludico; piacciono ma non vengono presi troppo sul serio.
Le informazioni sulla salute vengono affrontate in maniera saltuaria e gran parte di esse tratta di consigli anticoncezionali, di prevenzione di malattie veneree, ma anche di diete non drastiche e consigli alimentari che propugnano un’alimentazione varia mettendo in risalto così il messaggio contraddittorio che arriva dall’esposizione di modelle e modelli che spiccano per i loro corpi super magri.
Data la potenza comunicativa delle immagini, non sono da meno le pubblicità, alcune delle quali utilizzano modelle bambine truccate e abbigliate come donne adulte mentre un’opposta tendenza si verifica nelle modelle ritratte nelle illustrazioni dei test dove appaiono di qualche anno più adulte delle lettrici come se si volesse offrire un modello in prospettiva. Le pubblicità inoltre occupano circa il 20-30% delle riviste e quelle che ne presentano una percentuale molto bassa offrono pagine pubblicitarie che sponsorizzano eventi, concerti o giochi da console.
In nessuna delle riviste prese in esame si è trovato un minimo accenno al fatto che le ragazze un giorno potrebbero avere una carriera, un’attività intellettuale, essere protagoniste del mondo del lavoro e dell’impegno sociale. Il mondo di questo magazine è la continuazione ideale del mondo della Barbie, nulla deve turbare questo mondo fiabesco per questo non vengono mai riportate notizie di cronaca o di attualità che possano turbare questo sogno.
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