ESAME: ANTROPOLOGIA CULTURALE
LIBRO: Storia dell’antropologia di Roberto Deliège
CAPITOLO 1 L’evoluzionismo
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La teoria dell’evoluzione naturale di Charles Darwin (1809-1882) conduce studi naturalistici in
America Latina e osserva che ci sono delle differenze analoghe tra le varie specie dei diversi
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continenti conferma l’idea di Lamarck secondo cui le specie non sono fisse ma possono
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trasformarsi le specie cambiano, progrediscono e diventano più complesse Darwin si ispira
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anche al Saggio sul principio di popolazione (1798) di Robert Malthus, secondo cui gli organismi
viventi producono più discendenti di quanti ne possono sopravvivere, ma nel tempo le generazioni
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rimangono comunque stabili tale principio ispirerà anche Alfred Russell Wallace che, costretto a
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letto, parlerà per la prima volta in una nota a Darwin di selezione naturale 1859 Darwin pubblica
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L’origine della specie soltanto le specie più adatte sopravvivono l’evoluzione è un
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cambiamento che comporta un migliore adattamento all’ambiente secondo Darwin l’uomo non
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può sfuggire ai meccanismi dell’evoluzione soltanto le ‘razze’ migliori sopravvivono
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Evoluzionismo in antropologia nuovo interesse per le società primitive, testimoni dei primi stati
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dell’umanità (Lewis Morgan) le società occidentali sono considerate più evolute e di
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conseguenza superiori ad altre scopo degli antropologi è conoscere le ‘sopravvivenze’ di
istituzioni, costumi e idee tipici di stadi ‘meno avanzati’ della società
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Lewis Henry Morgan (1818-1881) scopo è mostrare che la società e le istituzioni evolvono nel
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tempo ed è grazie all’inventiva dell’uomo se la società progredisce, per questo pone tutti gli
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uomini sulla stessa scala Morgan delinea le tappe dello sviluppo della società umana:
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1) Stadio inferiore dello stato selvaggio l’uomo sopravvive grazie alla raccolta di frutti e noci;
si sviluppa il linguaggio articolato →
2) Stadio medio dello stato selvaggio scoperta del fuoco e della pesca, l’umanità si diffonde su
regioni più vaste →
3) Stadio superiore dello stato selvaggio invenzione dell’arco con le frecce
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4) Stadio inferiore delle barbarie l’invenzione della ceramica si pone a metà strada tra la
selvatichezza e le barbarie →
5) Stadio medio delle barbarie uso della pietra, allevamento animali e agricoltura irrigua
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6) Stadio superiore delle barbarie ha inizio con la lavorazione del ferro
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7) La civiltà comincia con la comparsa dell’alfabeto fonetico e della scrittura
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Secondo Morgan le differenze tra le società sono differenze di sviluppo non esistono
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istituzioni fisse e statiche ma queste passano attraverso diversi stadi la famiglia è una prima
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tappa dello sviluppo anche essa è destinata a cambiare nel tempo in questo modo
Morgan pone le basi per lo studio delle relazioni di parentela
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Edward Tylor (1832-1917) è il primo ad immaginare una vera scienza dell’uomo, che includa
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tutti gli aspetti della vita sociale e a battezzarla ‘antropologia’ secondo l’antropologo britannico
la mente umana funziona in modo simile in tutte le società, le differenze dipendono dal grado di
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evoluzione e non per natura, inoltre in ogni società sono presenti vestigia/tracce del passato per
questo le ‘sopravvivenze’ sono miniere di informazioni storiche e le popolazioni selvagge
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rappresentano stadi anteriori e più semplici dell’umanità utilizza il metodo comparativo che
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mette in relazione dati provenienti da ambienti diversi per trarre delle conclusioni generali
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durante il suo studio delle religioni primitive elabora il concetto di animismo forma elementare e
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universale della vita religiosa, la credenza cioè negli spiriti e non in una o più divinità supreme
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infatti, l’origine della religione è intellettuale pratiche e dottrine religiose sono fenomeni
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culturali, prodotti dalla ragione umana e non creazioni soprannaturali 1881 Tylor pubblica il
primo manuale di antropologia ‘Anthropology’, dove viene ricostruito il cammino dell’uomo verso
il progresso
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James Frazer (1854-1941) antropologo da tavolino, pubblica Il ramo d’oro, romanzo poliziesco-
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etnologico si interroga sul rito di Nemi per la successione dei sacerdoti del tempio, secondo cui
chiunque raccogliesse per primo il ramo d’oro da una fronde e uccidesse il sacerdote sarebbe
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diventato il re della foresta una pratica che considera ‘una rupe primordiale in mezzo a un prato
ben curato’, dove il prato ben curato simboleggiano i costumi civili della civiltà romana del tempo
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per capire il rito di Nemi bisogna ricorrere al metodo comparativo Frazer seziona il mito
romano in unità elementari e le esamina paragonandole a elementi simili che si trovano in altre
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epoche e culture metodo criticato da Ruth Benedict, secondo la quale isolando in questo modo
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tratti culturali si nega la possibilità di comprenderli davvero Frazer riassume la storia
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dell’umanità in tre stadi: magia, religione, scienza è il pensiero magico a caratterizzare l’umanità,
una pseudoscienza che vuole manipolare le leggi della natura (es per ottenere un buon raccolto); il
pensiero magico è dominato da due leggi: la legge della similarità “il simile produce il simile” -→
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bambole vudù, utilizzate per la magia omeopatica legge del contatto o del contagio, secondo la
quale le cose venuto una volta a contatto tra loro continuano ad agire le une sulle altre anche dopo
essere state separate; in questo caso parliamo di magia contagiosa, secondo cui ciò che viene fatto
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ad un oggetto materiale colpirà la persona che ne è stata a contatto (es. specchio) la magia è
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quindi un falso sistema di leggi naturali che guidano in maniera erronea le azioni dell’uomo alla
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magia segue la religione l’uomo impotente di fronte alla natura, trova conforto nell’esistenza di
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divinità superiori e nel mondo sovrannaturale il terzo stadio è quello della scienza che – così
come la magia – tenta di agire sul mondo reale
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La critica diffusionista le idee e gli errori evoluzionistici danno vita alla corrente del
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diffusionismo, che avrà un certo influsso sulla nascita dell’antropologia moderna esponenti di
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questa corrente soni G. Elliot Smith, Fritz Graebner, Clark Wissler sostenevano che l’invenzione
non è propria di tutte le società ma è un fenomeno unico che si ‘diffonde’
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Importanza e limiti dell’antropologia evoluzionista le società cambiano ma in maniera →
unilaterale, cioè seguono gli stessi stadi, ogni stadio va verso un progressivo miglioramento in
realtà le società non sono fisse e statiche, ma attraversate da continui cambiamenti
CAPITOLO 2 La scuola francese
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Il pensiero antropologico di Emilè Durkheim (1858-1917) fondatore della sociologia, il suo
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pensiero ha influenzato l’antropologia anglosassone obiettivo di Durkheim era fondare una
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scienza della società per studiare i fatti sociali (es sistema economico) mostra un interesse
per i gruppi e non per il singolo individuo (solidarietà organica/meccanica)→ parla infatti di
coscienza collettiva e individua nella religione – considerata fatto sociale collettivo – la funzione di
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coesione sociale obiettivo è fondare una scienza della società, individuare cioè le leggi della vita
sociale
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Marcel Mauss (1872-1950), nipote di Durkheim nel 1924 pubblica il Saggio sul dono dove →
affronta il principio della reciprocità, carattere volontario e obbligato delle prestazioni di dono il
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dono crea, rafforza e conserva i legami sociali e comunitari dalla sociologia all’etnologia
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studio dei fatti sociali totali nel Saggio sul dono critica la concezione utilitarista di un’economia
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basata sul mercantilismo e l’interesse individuale la prima forma di scambio infatti non è il
baratto ma il dono, forma sintetica dello scambio che si manifesta attraverso tre obblighi: dare,
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ricevere e ricambiare lo scambio-dono non è una semplice transazione economica ma un fatto
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sociale totale che fonda il legame sociale in questo modo il dono genera reciprocità non
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soltanto beni ma circolano anche valori ma non in tutte le società ricambiare è un obbligo i
comportamenti, così come le espressioni variano a seconda delle culture
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Robert Hertz (1881-1915) tutto ciò che regola la vita umana è caratterizzato da opposizioni della
natura (es luce/tenebre, bene/male, destra/sinistra, sacro/profano) che localizzano nello spazio
due classi contrapposte di poteri soprannaturali: la vita che cresce e che si spegne
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Lucien Lèvy-Bruhl (1857-1939) contrappone la mentalità primitiva a sistemi di pensiero più
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avanzati la vita intera del primitivo è immersa nel soprannaturale: ogni azione, ogni
spostamento, ogni impresa deve tener conto delle potenze soprannaturali
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Arnold Van Gennep (1873-1957) considerato il fondatore dell’etnografia porta avanti la
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pratica dell’osservazione diretta, studia il folklore e le tradizioni popolari pubblica il Folklore
francese dove analizza i riti, le credenze e le cerimonie che segnano la vita dei francesi nelle varie
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regioni pubblica I riti di passaggio (1909) i riti di passaggio sono comuni a tutte le culture e
seguono la medesima sequenza: cominciano con i riti di separazione, proseguono con i riti di
margine e terminano con i riti di aggregazione
CAPITOLO 3 Il culturalismo americano (1920-1950, parallelamente al funzionalismo britannico)
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I fondamenti teorici relazione tra cultura e personalità: tutti i membri di una società
condividono, nei primi anni di vita, esperienze identiche che sfociano nella formazione di una
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personalità di base di conseguenza i cittadini di una nazione condividono tratti psicologici
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distintivi bisogna studiare le culture nella loro singolarità gli antropologi americani insistono
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sulla varietà e l’originalità di ogni cultura che sfocia nella costruzione della propria personalità 4
sono i postulati fondamentali della scuola di Cultura e Personalità:
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a. Continuità esiste una continuità tra le esperienze di vita nei primi anni di vita e la personalità
dell’adulto → →
b. Uniformità vi è una corrispondenza tra una data cultura e una certa personalità ogni
società è caratterizzata da una personalità propria (modale, di base o dominante)
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c. Omogeneità ogni cultura tende all’omogeneizzazione dei tratti, mira cioè ad una certa
coerenza →
d. Separazione di conseguenza, le culture sono tra loro separate, coesistono senza
→le
compenetrarsi frontiere tra culture sono opache e non assicurano le trasmissioni culturali
→ la differenza culturale è inevitabile
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Franz Boas (1868-1942) studia gli Inuit o eschimesi e si rende conto che anche se non avevano le
stesse capacità organizzative, percettive e del linguaggio sapevano disegnare perfettamente le
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terre emerse cambia la percezione che si ha delle culture ‘lontane’ Boas dalla Germania
emigra negli Stati Uniti e fonda la corrente dell’antropologia americana che prende il nome di
culturalismo, perché a differenza del funzionalismo che si concentra sui meccanismi sociali, prende
due strade diverse:
- Si concentra sul concetto di cultura con un approccio teorico
- Combatte le generalizzazioni e l’approcc
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