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Stregoneria, oracoli e magia degli Azande

Credenze sugli stregoni e fattucchieri

Gli Azande credono che taluni individui siano stregoni e possano arrecare loro del male in forza di una qualità intrinseca. Uno stregone non compie alcun rito, non pronuncia formule magiche, non possiede medicine. Un atto di stregoneria è un atto psichico. I fattucchieri possono nuocere loro compiendo riti magici per mezzo di medicine malefiche. Gli Azande distinguono tra stregoni e fattucchieri.

La sostanza stregante

Gli Azande ritengono che la stregoneria consista in una sostanza che risiede nel corpo degli stregoni descritta come una protuberanza o sacca di forma ovale e di colore nerastro, nella quale vengono a volte trovati diversi piccoli oggetti. Per descriverne la forma, gli Azande spesso piegano il braccio e indicano il gomito; per localizzarla si toccano l’appendice dello sterno, all’altezza della cartilagine xifoidea, la quale, si dice "ricopre la sostanza stregante". La sostanza stregante è attaccata all’estremità del fegato.

Trasmissione e caratteristiche della stregoneria

Uno stregone non presenta all’esterno segni certi della sua condizione. La stregoneria è trasmessa per discendenza unilaterale, di padre in figlio. I figli di uno stregone sono tutti stregoni, ma non lo sono le figlie; per contro le figlie di una strega sono da considerare tutte streghe, ma non i figli maschi.

La dottrina zande comprende anche questo concetto: anche se un uomo è figlio di uno stregone e ha in corpo la sostanza stregante, può non farne uso. Essa può rimanere non operante, "fredda". Gli Azande considerano generalmente la stregoneria come una caratteristica dell’individuo e, in quanto tale, la trattano, nonostante la sua associazione alla parentela.

Interazione con gli oracoli

Un uomo non chiederà mai agli oracoli, i soli ad essere in grado di rivelare l’esistenza della sostanza stregante negli esseri viventi, se un dato individuo è o non è uno stregone. Egli domanderà se in quel determinato momento, il dato individuo sta stregando. Quel che si cerca di capire è se un dato uomo strega qualcuno in circostanze particolari, e non se è uno stregone; ma nel caso in cui essi affermino che egli non sta arrecando danno, allora non si sa se lo sia o meno e non si ha alcun interesse a saperlo. Il fatto che un uomo sia uno stregone non ha alcuna importanza fin quando non c’è una vittima.

Stregoneria e vendetta

La morte è dovuta alla stregoneria e deve essere vendicata. Tutte le pratiche collegate alla stregoneria si compendiano nell’atto della vendetta. Oggi, se un uomo uccide una persona per mezzo della stregoneria, la responsabilità del crimine ricade soltanto su di lui e la sua colpa non viene estesa ai consanguinei. In passato, questi l’aiutavano a pagare il compenso, non sulla base di una responsabilità collettiva, ma in virtù degli obblighi sociali verso il parente. Oggi, appena uno stregone è ucciso mediante magia, trafitto da una lancia e pagato il compenso, l’affare è chiuso.

Ruolo e potere degli stregoni

Facendo parte del corpo, la sostanza stregante si sviluppa di pari passo col corpo. Più uno stregone è vecchio, più potente è la sua stregoneria. Stregoni possono essere tanto gli uomini quanto le donne. Gli uomini possono essere stregati dagli altri uomini o dalle donne, ma le donne sono stregate ad opera di appartenenti allo stesso sesso. È più facile che il rancore si accumuli tra uomo e uomo e tra donna e donna, che non tra uomo e donna.

Sistema sociale e stregoneria

I membri della classe principesca non sono accusati di stregoneria e non possono essere stregoni. I governatori delle province, i delegati dei distretti, gli uomini di corte, i capi delle compagnie militari, gli altri cittadini senza titolo nobiliare, ma altolocati e ricchi, possono difficilmente essere accusati di stregoneria. In generale, la gente di condizione sociale inferiore non osa consultare gli oracoli sul conto di personaggi influenti, perché se insultasse gli uomini più importanti del suo vicinato la sua vita diventerebbe un tormento. Nella società zande i casi di stregoneria incidono in eguale misura sui due sessi delle classi popolari, mentre i nobili e i cittadini altolocati sono al riparo dalle accuse.

Concetto di "anima dello stregone"

Se, da un lato, la stregoneria stessa è una componente dell’organismo umano, dall’altro però, la sua azione è psichica. Quel che gli Azande chiamano mbisimo mangu, l’anima dello stregone, è un concetto che fa da ponte sulla distanza che separa la persona dello stregone da quella della sua vittima. L’anima dello stregone può lasciare la sua dimora corporea a qualsiasi ora del giorno o della notte, ma in generale gli Azande credono che uno stregone mandi la sua anima in missione durante la notte. Essa cavalca l’aria emettendo una luce.

Effetti della stregoneria

La stregoneria non colpisce a grande distanza, arreca danno soltanto a chi si trova nelle sue vicinanze. La stregoneria ha bisogno di una direzione cosciente. Lo stregone non può inviare la sua stregoneria e lasciare che essa trovi la sua vittima; egli deve definirne l’obiettivo e determinarne il percorso. Più una persona abita lontano dai vicini, più è al sicuro dalla stregoneria. Quando un individuo afferma di non poter vivere in un determinato luogo a causa della stregoneria, intende che gli oracoli l’hanno messo in guardia contro quel luogo. Stregoneria significa qualsiasi determinato stregone.

Malattie e stregoneria

Chi si ammala improvvisamente e gravemente può star certo di essere vittima della fattucchieria. Gli effetti della stregoneria conducono alla morte attraverso tappe lente, e la morte sopravvive solo quando uno stregone ha "mangiato" l’intera anima di un organo vitale; egli compie frequenti visite in un lungo arco di tempo e nel corso di ciascuna di esse egli consuma soltanto una piccola porzione dell’anima dell’organo, o, se ne asporta una grossa parte la nasconde nel tetto di paglia della sua capanna o nel covo di un albero, e la mangia.

Oggetti di stregoneria

Gli stregoni colpiscono anche con abu mangu, oggetti di stregoneria. Questo provoca dolore nel posto dove il proietto è penetrato; si chiamerà allora un antistregone per estrarre, nella sua qualità di guaritore, gli oggetti offensivi, i quali possono essere oggetti inanimati o vermi e larve.

Congresso di stregoni

Gli stregoni si assistono a vicenda nei loro crimini. Possiedono una specie particolare di unguento che, sfregato sulla loro pelle, li rende invisibili durante le spedizioni notturne. Non manca tra gli stregoni una distinzione di rango e di potere. Prima che un uomo sia abilitato ad uccidere i suoi vicini, deve acquisire esperienza sotto l’insegnamento di stregoni più anziani. L’esperienza s’accresce gradatamente, di pari passo con lo sviluppo della sostanza stregante. Uno stregone non può uccidere un uomo di propria iniziativa, ma deve presentare le sue proposte a un congresso di confratelli presieduto da un capostregone.

Destino degli stregoni dopo la morte

Prima o poi uno stregone soccombe alla vendetta o, se è abbastanza abile da evitare la punizione, cade vittima di un altro stregone o viene ucciso da un fattucchiere. Alla morte gli stregoni diventano spiriti maligni (agirisa). Gli spiriti ordinari, atoro, sono esseri benigni, gli agirisa, al contrario danno prova di un odio velenoso nei confronti dell’umanità.

Accertamento della stregoneria

Al riconoscimento dell’esistenza della sostanza stregante negli esseri viventi si giunge attraverso i responsi degli oracoli. Nei morti si arriva alla sua scoperta aprendo il loro ventre. La stregoneria è una sostanza organica, la sua esistenza può essere accertata da un’indagine post mortem. Autopsia viene eseguita in pubblico. La dissezione e l’interramento del cadavere devono essere eseguiti da un fratello di sangue perché questo è uno dei compiti della fratellanza di sangue. Che ci sia o meno la sostanza stregante il defunto deve essere purificato ritualmente.

Ruolo della stregoneria nella cultura zande

Prerogativa della stregoneria è l’ubiquità: essa gioca il suo ruolo in ogni attività della vita zande; non c’è angolo della cultura zande in cui non si insinui. Lo zande attribuisce agli avvenimenti sfortunati la stregoneria, a meno che non abbia la prova, seguita dalla conferma dell’oracolo, che ci sia stato l’intervento della fattucchieria o di agenti maligni. La stregoneria è presente in tutti i casi di sfortuna.

Stregoneria e cause naturali

Sarebbe una falsa rappresentazione della filosofia zande, se si affermasse che secondo essa la sola causa dei fenomeni è la stregoneria. Una proposizione del genere non si riscontra nel modello di pensiero dello zande; egli si limita ad asserire che la stregoneria crea un rapporto con gli avvenimenti per cui uno subisce un danno. Per il nostro modo di pensare la relazione tra due fatti (crollo di un granaio con conseguente morte di alcune persone), le cui cause sono indipendenti, è la loro causale coincidenza nel tempo e nello spazio. La filosofia zande è in grado di fornire l’anello mancante; essa sa perché i due avvenimenti si sono verificati proprio in quella porzione di tempo e di spazio. La coincidenza è dovuta all’intervento della stregoneria. La stregoneria spiega "perché" gli avvenimenti sono nocivi all’uomo, e non "come" accadono.

Concatenazione degli avvenimenti

Gli Azande colgono prospetticamente la concatenazione degli avvenimenti, in una situazione sociale particolare scelgono le cause che è socialmente pertinente, trascurando il resto. La credenza nella morte per cause naturali e la credenza nella morte per stregoneria non si escludono a vicenda. Al contrario, esse si integrano l’una con l’altra, spiegando l’una ciò che l’altra non spiega.

Importanza della stregoneria

La morte non è soltanto un fatto naturale, ma anche un fatto sociale. La morte porta alla consultazione degli oracoli, ai riti magici, alla vendetta. Tra le cause della morte la stregoneria è la sola che abbia importanza ai fini del comportamento sociale. Della stregoneria gli Azande dicono che essa è l’umbaga ossia la seconda lancia. Quando gli Azande uccidono della selvaggina, avviene una divisione della carne tra l’uomo che ha colpito per primo l’animale con la sua lancia e quello che gli ha inflitto il secondo colpo. L’uccisione dell’animale è attribuita ad entrambi e il proprietario della seconda lancia si chiama umbaga. Quando un uomo è ucciso da un elefante, gli Azande dicono che l’elefante è la prima lancia, mentre la stregoneria è la seconda, e insieme ne hanno provocato la morte.

Logica della stregoneria

La stregoneria ha una propria logica, proprie regole le quali non escludono le cause naturali. La credenza nella stregoneria si accorda abbastanza con la responsabilità dell’individuo e con la consapevolezza dei suoi processi razionali connessi con i fatti naturali.

Conseguenze della stregoneria

Solo nel caso in cui la disgrazia sia la morte si può esigere la vendetta o il compenso del danno subito per la stregoneria. In caso di perdita minore, tutto ciò che si può fare è smascherare lo stregone responsabile e persuaderlo a rinunciare al suo pernicioso influsso. Quando un uomo subisce una perdita irreparabile è per lui inutile portare avanti la questione, dato che non è possibile ottenere compenso per la perdita e che uno stregone non può disfare quel che ha già fatto. Se la disgrazia è ancora incipiente si ha un valido motivo di identificare immediatamente lo stregone responsabile, dato che questo può essere persuaso a ritirare il suo maleficio prima che le cose volgano al peggio.

Consultazione degli oracoli

Gli Azande non consultano l'oracolo del veleno o oracoli meno costosi e più accessibili per ogni dubbio e infortunio; consultano gli oracoli e antistregoni soltanto nelle questioni che riguardano la salute o quando devono correre rischi economici e sociali seri. Uno zande consulta gli oracoli e se questi gli dicono che i suoi progetti sono sotto un cattivo auspicio, che la stregoneria li minaccia, egli vi rinuncia. A questo punto le ipotesi sono 2: o rinuncia definitivamente o attende 1/2 mesi per poi consultare di nuovo gli oracoli. Gli oracoli hanno la funzione di imporre un comportamento e la loro autorità può anche essere usata per eludere i doveri.

Oracoli e salute

È in relazione alla propria salute che lo zande consulta gli oracoli o prende contatto con gli stregoni. I parenti o la famiglia di un malato cercheranno di sapere chi ti ha stregando il loro congiunto e gli chiederanno di desistere dalle sue azioni. Sono molti gli Azande che, pur stando bene, consultano uno degli oracoli all'inizio di ciascun mese per sapere della loro salute nel corso del mese. L'uomo la cui salute è minacciata porta con sé nella savana un’ala del pollo morto nel corso della precedente consultazione; situa l’ala per terra di fronte all'oracolo del veleno e gli sottopone alcuni nomi di persone per sapere quale di queste si propone di nuocere alla salute dell'uomo che sta consultando l'oracolo.

Sul nome di una persona, prendono un pollo, gli versano il veleno nella gola e domandano all'oracolo se questo è lo stregone. Se l'oracolo risponde che questa persona non ha nulla a che vedere con la salute dello stregato, prendono un altro pollo e, sul nome di un’altra persona, ripetono la prova. Quando l'oracolo uccide un pollo sul nome di un individuo, gli domandano se questi è il solo stregone che minaccia la sua salute o se ce ne sono altri. Se ce ne sono devono scoprire chi siano, finché l'oracolo non dica che non occorre più indagare. Un uomo che sia veramente ammalato si ritira spesso in una capanna fatta di erbe nella savana, dove può restare nascosto dalla stregoneria, e da questo segreto rifugio organizza la sua difesa: chiede ad un parente stretto di consultare in suo nome l'oracolo del veleno e si chiederà chi stia effettivamente in quel momento recando pregiudizio al malato.

Procedura dell'oracolo del veleno

Gli Azande consultano l’oracolo del veleno, ma è più probabile che comincino le ricerche per mezzo dell’oracolo della tavoletta di legno, il quale selezionerà da un lungo elenco di nomi quello di parecchi stregoni che potrebbero essere i responsabili della malattia. Se un uomo è povero, sottoporrà i nomi scelti dall’oracolo della tavoletta all'oracolo delle termiti, altrimenti se può permetterselo all’oracolo del veleno. Se gli oracoli hanno dichiarato che un uomo è il solo che stia provocando la malattia, al malato e ai parenti ci sono soltanto 2 possibili vie d'azione. Essi possono de kuba, fare un discorso pubblico nel quale dichiarano di conoscere il nome dello stregone che arreca pregiudizio ai loro parenti, ma di non volerlo rivelare per non gettare infamia subito; questo procedimento si addice quando lo stregone è una persona di un certo rango sociale.

Se qualcuno è malato e corre grave pericolo, si rende subito noto il responso dell'oracolo della tavoletta; ma in caso diverso si sottopongono i nomi degli stregoni che esso ha scelto all'oracolo del veleno, poiché quest'ultimo è ritenuto più attendibile e la denuncia degli stregoni dovrebbe di norma avvenire solo a seguito delle sue dichiarazioni.

Esito delle consultazioni

Si stacca un’ala del pollo che è morto sul nome di un dato stregone e la si conficca all'estremità di un bastoncino appuntito, spiegandone le piume a mo’ di ventaglio. Alla fine della seduta oracolare viene portato a casa. Poi un parente del malato lo porta al delegato del principe. Il messaggero depone l’ala ai piedi del delegato e si accoccola per terra per informarlo del suo significato. Egli comincia dall'inizio e racconta al delegato come il suo parente si è ammalato; riferisce le dichiarazioni dell’oracolo della tavoletta, quelle del veleno; chiede al delegato di inviare qualcuno con l'ala per notificare allo stregone che l'oracolo del veleno lo ha denunciato e per domandargli di desistere dal perseguitare il suo parente. Il delegato manda un uomo dallo stregone per consegnargli l’ala del pollo e riferire poi il comportamento tenuto alla presenza di essa.

Quasi sempre lo stregone risponde garbatamente che è molto dispiaciuto di arrecare danno al malato e se è il solo a tormentarlo, l'uomo guarirà poiché dal profondo del cuore gli augura felicità; come segno di conferma sputerà acqua sull’ala di pollo. Afferma che se è uno stregone non ha coscienza del proprio stato ed implora la stregoneria che è nel suo ventre di diventare fredda (inattiva). Il delegato informa il parente al termine del compito. Il malato e i suoi amici attendono ansiosamente alcuni giorni per vedere gli effetti della presentazione dell’ala di pollo allo stregone. Se mostra segni di guarigione elogiano l'oracolo del veleno al contrario cominciano di nuovo il ciclo di consultazioni al fine di scoprire se lo stregone abbia solo fatto finta di pentirsi.

Accuse di stregoneria

Se un uomo dovesse accusare un altro di stregoneria senza basare la propria affermazione sul responso dell'oracolo del veleno, o quantomeno dell’oracolo delle termiti, sarebbe deriso se non addirittura malmenato. I parenti di un malato, quando procedono alla consultazione dell’oracolo del veleno in relazione alla salute del loro congiunto, invitano una persona che non sia della famiglia, perché vi assista e attesti che l'oracolo è stato consultato in maniera corretta. Non avendo la stregoneria un'esistenza reale, una persona non sa di averlo stregato un'altra, anche se è consapevole di portargli malanno.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartinaMGM di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Natali Cristiana.
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