Storia dell'antropologia evoluzionismo
Jauffret fondò nel 1799 la Société des Observateurs de l’homme, con l’intento di paragonare costumi ed abitudini delle popolazioni riportando "la luce" nei costumi moderni. Esso era un piano di ricerca nel quale lo studio dell’uomo si delinea come sapere empirico (tipo di ricerca che basa le conclusioni sull’osservazione diretta o indiretta dei fatti) e come disciplina teorica e infine come studio comparato. Prima della società esistevano solo resoconti di viaggi da parte di esploratori e soldati, ma nessun resoconto poteva essere identificato come progetto scientifico.
Nel contempo però esistevano resoconti di missionari e letterati francesi che avevano solamente l’intento di paragonare gli usi e gli stili di vita dei popoli selvaggi con quelli della società parigina, Jean de Léry, Lafitau, de Montaigne e Rousseau. Il libro di Latifau del 1724, Costumi dei selvaggi americani comparati con quelli dei tempi più antichi, rappresenta l’inizio di una nuova scienza, l’etnologia, furono infatti descritti i costumi dei selvaggi americani (Uroni e Irochesi nella zona dei Grandi Laghi nordamericani).
In quest’opera egli adotta il metodo comparativo (procedimento di analisi e di ricostruzione delle lingue attraverso l’accostamento e il confronto di vari elementi, sia all’interno di un medesimo idioma sia tra idiomi differenti) al fine di dimostrare che esiste l'idea di un essere superiore, ribattendo l'ateismo naturale. Il metodo adottato distanziò l’opera da un’opera filosofica centrando il tema della religione.
Il contesto politico era quello dell’era dell’Enciclopedia, quindi si voleva mettere il sapere della scienza al servizio di tutti. Il programma di questa nuova disciplina, che poneva l’uomo al centro dell'interesse, lo definiva come essere naturale e sociale dotato di ragione. Questi furono gli anni della nascita dell’egittologia con la spedizione di Napoleone nella famosa campagna d'Egitto. Questi studi portarono un senso di superiorità dell'Europa cristiana, bianca nei confronti degli altri popoli della Terra (etnocentrismo).
Société des Observateurs de l'homme
Jaffreut e un gruppo di intellettuali fondarono la Société de Observateurs de l'homme. Lo scopo dell'organizzazione era osservare l'umanità nella sua variabilità fisica, linguistica, geografica e sociale. Osservare significava fare il primo passo per il principio stesso di Jauffret: il confronto con la differenza.
In uno scritto datato 1800, De Gérando testimonia la novità del progetto di Jauffret, quello di studiare gli usi i costumi delle popolazioni selvagge ponendosi però dalla loro parte e cercando di capire, attraverso la prospettiva teorica illuminista, il passaggio di stadi da quello selvatico e barbarico verso la civiltà. La Société des Observateurs de l’Homme ebbe vita breve e la sua fine fu il riflesso delle mutate condizioni politiche di quel periodo. Napoleone fece chiudere alcune sezioni della società. Nel 1805 chiuse definitivamente la société e con lei finì anche l'etnologia (studio dei popoli) che era concepito come studio e comprensione della differenza.
50 anni dopo con la scomparsa della società e degli etnologi ritornò il discorso del selvaggio, stavolta visto come un degenerato. De Maistre aveva negato l'esistenza del progresso della ragione universale che aveva ispirato il lavoro degli osservatori. Lui faceva parte dell'ala più radicale e restauratrice di quella reazione romantica. Per lui il selvaggio non era appartenente ad uno stadio diverso di civiltà ma era solamente colui che era stato condannato al suo stato a causa del peccato originale e rappresentava l'esempio della caduta dalla grazia divina: era l'oggettivazione del peccato originale.
Questa idea venne avanzata anche dal vescovo di Dublino Wathely che attaccando Smith (lo stato di selvaggio era dato dalla divisione sociale del lavoro) confermò l’idea che il progresso era dato da una forza esterna e quindi per volontà divina. Una parte dell'umanità aveva progredito, mentre l'altra era decaduta.
Teorie di degenerazionismo
Le principali tesi del “degenerazionismo” poggiavano sull’idea che:
- Nessuno aveva fornito prove sul passaggio dallo stato selvaggio alla civiltà
- Nessun popolo selvaggio, visitato a distanza di anni, aveva dato prova di aver compiuto qualche progresso per conto proprio
- La presenza di alcuni oggetti ritenuti di livello superiore erano stati importati da una popolazione che possedeva in precedenza
- La storia dell’uomo fosse riconducibile entro un arco di tempo delimitato dalla data di creazione del mondo ricavata dalla cronologia biblica che d’ora in avanti sarà ritenuta (la bibbia) come un documento storico e non più un libro contenente verità assolute
È l’epoca delle idee di creazionismo ed evoluzionismo: la prima postulava che la variazione delle specie viventi fosse da attribuire a forze esterne diverse dalla natura, l’evoluzionismo con il lavoro di Darwin invece sosteneva che le specie viventi si fossero trasformate nel corso del tempo in base ad un processo di mutazioni dovute all'ambiente, al caso e alla capacità che avevano gli esseri viventi di adattarsi al nuovo tipo di ambiente creando così le loro caratteristiche.
Progresso scientifico e sociale
Passando all’epoca della restaurazione e quindi della variazione dell’assetto politico e sociale della società, l’Europa andò incontro ad un progresso scientifico, economico e sociale senza pari. La “sociologia” è nata in questo periodo (800) grazie al contributo di Comte in Francia e Spencer in Inghilterra che portò alla luce una nuova disciplina che si prefisse il compito di rispondere alle domande della società capitalistico-industriale.
La fiducia nel progresso permise la società moderna di poter utilizzare il proprio stadio culturale come l’ultimo per un’analisi sul percorso progressivo culturale. L’antropologia si mosse sul filo del progresso materiale e sociale. La chiave di lettura della storia passata era il fatto che le leggi che governavano l'incremento della produzione materiale ed intellettuale della società attuale sono le stesse che dapprima lentamente, poi via via sempre più rapidamente, hanno determinato lo sviluppo delle società passate e quindi il passaggio da uno stadio culturale inferiore a uno stadio superiore.
Lyell (geologo) e Darwin si fecero portatori dell’uniformismo (tema fondamentale dell’antropologia; assunzione di una prospettiva; rinnovamento) teoria che consentiva di fornire una spiegazione alternativa al creazionismo e di leggere il risultato dell’azione uniforme di cause uniformi. Lyell afferma che i processi che operano attualmente nella trasformazione della crosta terrestre erano identiche a quelle che in passato hanno modellato la superficie del globo.
Teorie di Darwin e Lubbock
Darwin riprese l'ipotesi di Lyell sostenendo che l'evoluzione poteva essere spiegata sulla base degli stessi meccanismi che attualmente operano nei processi di differenziazione delle varietà animali addomesticate. I primi antropologi erano invece convinti che la storia dell'umanità dovesse essere stata contrassegnata dalle stesse caratteristiche di cumulabilità osservabili nelle società scaturita dalla rivoluzione industriale.
L'archeologo Lubbock sostanzialmente paragonò oggetti ed utensili primitivi a quelli trovati nell’Europa e questo portò all’idea che i popoli avessero uguale sviluppo intellettuale, ma differente organizzazione sociale, etnologica ed economica.
Sviluppo dell'antropologia nell'impero britannico
L’antropologia si sviluppa durante tutto l’impero britannico (definita come culla dell'antropologia moderna) anche grazie allo sviluppo scientifico, permettendo all’antropologia di cercare prove empiriche cumulative. L’antropologia fu una scienza ottimista così come la definì uno dei suoi fondatori (Tylor), che per primo introdusse il concetto di cultura (nel libro “Cultura primitiva” 1871).
Secondo Tylor la cultura è quell’insieme complesso che include conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società. In questa definizione sono inserite alcune idee importanti:
- La cultura è universale e si trova ovunque
- È costituita da un insieme complesso costituito da una serie di elementi che possiamo ritrovare ovunque (in tutti i popoli)
- È acquisita dall’uomo e non è connaturata da una razza
- È acquisita dall'uomo in quanto membro della società e siccome le società sono tante e diverse esistono tante culture quante tante società di conseguenza gli esseri umani sono soggetti culturali
Il termine cultura, secondo Tylor, prende il significato da un contesto individuale a un contesto collettivo. La cultura è un insieme di più elementi: oggetti, azioni, simboli e gli esseri umani ricevono la cultura dalla propria società. Per questo esistono tante culture quante sono le società, di conseguenza gli esseri umani sono soggetti culturali.
Antropologia evoluzionista
La cultura, quindi, diventa un concetto chiave per l’antropologia evoluzionista che tenta di ricostruire, grazie ai dati forniti sui popoli dei selvaggi, delle sequenze di sviluppo o di progresso. Tylor pensava che esistessero popoli superiori ed inferiori. Per lui la civiltà era un miglioramento generale dell’umanità ed afferma che, per lui, i selvaggi sono i rappresentati degli stadi precedenti della storia umana. Lui non escludeva il regresso culturale alo considerava secondario rispetto al processo cumulativo delle conoscenze.
Tra i primi antropologi i temi di riflessione principale furono la religione e la parentela, erano interessati soprattutto al modo in cui i parenti si chiamavano l’un l’altro nelle diverse società. Sembrava quasi che l’antropologia fosse fatta in primo luogo come antropologia della religione. Tylor dedicò gran parte del suo libro Cultura primitiva all’animismo ovvero la credenza nelle anime e negli esseri spirituali (per i popoli primitivi anche gli oggetti possedevano un’anima). L’animismo nacque dall’esperienza dei sogni nella quale si nota lo sdoppiamento della personalità e delle apparizioni; essi credevano nell’esistenza di un “doppio” ovvero un’anima che non ha sostegno materiale.
Un altro concetto importante nell’antropologia è il concetto di sopravvivenze. Per Tylor poteva essere una credenza, un’idea, una pratica: la sopravvivenza era un fossile sociale e quell’idea aveva un significato che aiuta a comprendere lo stadio di sviluppo culturale precedente a quello attuale. Per gli evoluzionisti l’antropologia era un grande viaggio intellettuale attraverso le culture il cui scopo era tracciare sequenze di sviluppo delle istituzioni e delle idee che avevano caratterizzato la storia della cultura. Il metodo che utilizzavano era quello della comparazione.
Il concetto di cultura, come insieme di sopravvivenze e la comparazione, costituiscono i punti d’appoggio un progetto teso alla ricostruzione degli stadi dell’evoluzione culturale. Tylor cercò di stabilire la frequenza statistica associate alla presenza delle discendenze matrilineari e patrilineari. Nella seconda metà del 1800 il dibattito sulle origini della religione venne affrontato da Smith, un’orientalista che effettuò ricognizioni sul campo in paesi come l’Egitto e la Palestina. Smith si schierò a favore della critica sulla Bibbia che gli causò l’espulsione dall’università di Aberdeen.
I dati primari di ogni esperienza religiosa sono i riti comunitari e i simboli ad essi correlati. Per Smith il sacrificio non era un dono rivolto ad una potenza sovrastante per ingraziarsela, bensì era un rituale di comunione tra la società e le divinità che rappresentava l’unità della società stessa, quindi rappresentava un elemento coesivo perché riuniva periodicamente gli individui a scopo rituale che accresceva il senso di appartenenza degli individui ad un unico corpo sociale. A Smith spetta il merito di aver riconosciuto l’esistenza di forme di organizzazione politica prive di istituzioni centralizzate e fondate sull’equilibrio di gruppi di discendenza tra loro contrapposti.
Sviluppi museali e Haddon
Nel 1969 Paolo Mantegazza fonda il Museo di Antropologia e Etnografia di Firenze: gli oggetti sono esposti in base a criteri di classificazione tipologica che dovevano illustrare l’evoluzione di un oggetto (per esempio armi, boomerang, un ornamento) dalle sue forme primitive a quelle attuali. Haddon cominciò ad interessarsi delle trasformazioni degli stili decorativi incisi su ceramiche, tessuti e per questo lui trattava l’arte da un punto di vista scientifico.
Frazer viene considerato l’ultimo degli evoluzionisti culturali. Viene ricordato soprattutto per Il ramo d’oro. Studio sulla magia e la religione. Per Frazer la magia, la religione e la scienza sono delle tappe che l’uomo ha passato per il suo sviluppo intellettuale, in questo contesto nasceva la religione e la figura del sacerdote: mediatore tra l’uomo e la divinità. Nella sua opera Frazer riattiva i motivi teorico-ideologici dell’evoluzionismo vittoriano: erano considerate sopravvivenza le pratiche presenti nella società vittoriana che richiamavano l’oscuro mondo dell’intelletto primitivo, arcaico e selvaggio.
Frazer viene considerato anche l’ultimo vittoriano nel senso che la sua opera non è ispirata dall’ottimismo che invece percorre le opere dei suoi predecessori. Morgan (1818-1881) viene considerato una figura cardine nella storia dell’antropologia negli Stati Uniti e degli studi antropologici in generale.
Morgan e la lega degli Irochesi
La lega degli Irochesi è la prima descrizione scientifica di una tribù che sia mai stata fatta al mondo. È una raccolta di lettere che Morgan aveva pubblicato 4 anni prima. Egli ebbe l’opportunità di entrare in contatto con un mondo quasi del tutto sconosciuto tramite la riserva dei Senèca. Si concentrò soprattutto sul sistema di relazioni che le sei nazioni irochesi intrattenevano tra loro. I membri delle tribù si consideravano fratelli e questo era un ottimo sistema per mantenere pacifiche relazioni tra le nazioni irochesi.
Essi erano legati tra valori comuni con un sistema di organizzazione sociale democratico ed egualitario. Negli anni successivi alla pubblicazione del suo libro Morgan notò che gli irochesi designavano i parenti in un modo diverso da quello in uno presso i popoli civilizzati: un individuo chiamava il fratello di suo padre padre e la sorella di sua madre madre. Morgan, poi, era anche sostenitore della teoria secondo la quale gli Indiani d’America erano d’origine asiatica. Con gli anni questa teoria risultò esatta.
Sistemi di consanguineità e di affinità della famiglia umana è uno dei lavori più importanti di tutta la storia dell’antropologia. Morgan stabiliva la distinzione tra due grandi gruppi di sistemi di parentela corrispondenti a due modi radicalmente differenti di designare i parenti consanguinei cioè con cui si ha una relazione di sangue e quelli acquisiti attraverso una relazione di tipo matrimoniale.
Per Morgan il tipo di organizzazione sociale fondato sulla parentela era ancora caratteristico del periodo delle barbarie, mentre i rapporti di tipo politico sono connessi alla comparsa della civiltà. Morgan considerava la famiglia come la base della società e i termini di parentela riflettevano la natura delle relazioni sociali. Le terminologie di parentela assumevano la stessa funzione epistemologica che le sopravvivenze svolgevano nell’opera di Tylor. Esse venivano utilizzate nella ricostruzione delle fasi di sviluppo storico.
Nel 1877 Morgan pubblicò La società antica in cui affrontò varie tematiche come lo sviluppo dell’idea di governo e il significato delle terminologie di parentela ed una discussione relativa all’evoluzione della cultura e delle società umane. Egli divise questo periodo chiamandoli etnici per distinguerli tra loro. In questo modo passò da:
- Lo stadio intermedio dello stato selvaggio, caratterizzato dall’acquisizione della pesca
- Lo stadio superiore contrassegnato dall’invenzione dell’arco
- Il periodo della civiltà caratterizzato dall’invenzione di un alfabeto fonetico
Dopo Morgan venne generalizzato il sistema delle riserve. La riserva era nata nel segno della protezione del benessere degli indiani e doveva produrre l’immagine illusoria di una società indiana tenuta al riparo da ogni specie di contaminazione esterna.
Dalla fine dell’Ottocento alla Prima Guerra Mondiale
In Francia, l’interesse intellettuale per la vita dei popoli extra europei si era rivelato prima che in qualunque altro paese. La sociologia è una disciplina derivata dalla filosofia positiva di Comte. Egli aveva riflettuto sul tema della normativa sociale ovvero l’equilibrio e dell’ordine sociali come frutto della applicazione di un sapere positivo: la sociologia. Il pensiero di Comte attraversa la legge dei tre stadi: teologico, metafisico e positivo. Per lui il pensiero era prerazionale (qualcosa che, dopo un processo di sequenze porta a conseguenze impreviste).
Emile Durkheim fu la guida della cosiddetta scuola di sociologia (pensiero comparativo). Per Durkheim tutte le società avevano una coscienza collettiva ed erano, quindi, comparabili. La sociologia era un sapere comparativo che doveva prendere in considerazione il numero più alto possibile di società per giungere alla conoscenza delle leggi e della vita sociale. Durkheim si apre alla etnologia ed estenderà i propri interessi per le società primitive fino a impostare alcuni dei suoi lavori principali su di esse.
Nelle società in cui la vita sociale occupa ogni spazio della vita del singolo, determinando le scelte e i sentimenti, la coscienza collettiva rifletteva l’esistenza di una solidarietà di tipo meccanico e quindi la...
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