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Riassunto esame Antropologia Culturale, prof Ciabarri, libro consigliato Dal Rito al Teatro

Riassunto per l'esame di antropologia culturale e del prof. Ciabarri, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Dal Rito al Teatro, dell'università degli Studi di Milano - Unimi. Scarica il file in PDF!

Esame di Antropologia culturale docente Prof. L. Ciabarri

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mantengono dal mondo tribale con la Tragedia Greca e No giapponese ma

passano dalla forma liminale a quella liminoide

Il termine limen ha una connotazione positiva come limite, implicando una certa

 passività, ma essendo anche cardine ne riti di iniziazione con lunghi periodi di

segregazione: la liminalità è un momento in cui si ha una interface temporale

per cui si capovolge l’ordinamento del cosmos; se applichiamo il concetto di

Solidarietà Meccanica di Durkheim alle società tribali si ha una comprensione

migliore del fenomeno= le società tribali hanno una solidarietà meccanica

poiché in essa la società controlla ogni aspetto della vita dell’individuo portando

all’omologazione e poca tolleranza dell’individualità, basandosi sulla coesione

sociale e costruzione sulla fedeltà alla famiglia e tradizione: quando però si

hanno dei riti di passaggio i novizi vengono allontananti uscendo dalla coesione

sociale rimescolando i rapporti sociali con costruzione nell’otica di tal società

mostruose trovandosi a contatto con il reale scoprono la realtà sotto le

convenzioni comunitarie e sono anche soggetti per Van Gennep, oltre che agli

obblighi degli anziani e prove, al dovere della razia e insulti infrangendo i

comuni rapporti sociali= nell’American Antropological Association a Toronto nel

1972 si usa come esempio il carnevale di St. Vincent nelle Indie Orientali, che

mostra molti legami con i riti liminali tribali poiché i Belsnicklers bussano alle

porte delle case la vigilia di natale per spaventare i bambini: il fatto che molti

non aprano le porte è impensabile per i Ndembu, dato che i Makisi del rito dei

Makunda (circoncisione) entravano forzatamente nelle case

Secondo Abrahams in tal carnevale partecipavano gli individui “rozzi e burloni”

 della società dato che interpretavano il caos anche nelle situazioni comuni, e

quindi con Bauman dimostra come gli individui più sregolati e cattivi scelgano di

attuare l’inversione sociale nel carnevale poiché ne sono espressione nella

società di ogni giorno; se invece ci si trovasse in una società tribale anche gli

uomini attenti alle leggi avrebbero dovuto incarnare il rovesciamento della

società non potendo imporsi= la differenza tra liminalità e liminoide sta appunto

nel fatto che nella prima si ha l’imposizione del momento di deviazione rispetto

alla coesione sociale mentre nel secondo si ha libera scelta di adesione ad esso;

inoltre nella prima si ha il carattere dell’anonimato e nella seconda del

protagonismo dell’individualità (anche se nelle stesse società Ndembu l’iniziato

senza nome gareggiava per avere titoli che portavano alla sua reintegrazione)

Turner quindi da determinati riti liminali nascono quelli liminoidi con

per

l’evoluzione da anonimo e comunitario a privato e distinto= per Turner l’anti-

struttura nelle società agricole coincide con la liminalità e communitas, dove

non si ha un rovesciamento della struttura socioeconomica o rifiuto della

necessità culturale ma la liberazione delle potenzialità umane di sentimento-

conoscenza-volizione dalle costrizioni normative che impongono status e ruoli,

sentendosi parte di gruppi-famiglie-nazioni: la spinta alla coerenza dei sistemi

socioculturali può essere tanto forte che in pochi casi gli individui riescono a

sottrarsi ai sistemi normativi

Nelle società liminali l’omogeneità dei valori porta a controllare facilmente tali

 momenti liminali, rendendoli solo barlume di insurrezione e portando

l’innovazione da essere sempre approvata dalla società prima di essere attuata:

si ha un cambiamento con le Rivoluzioni e Romanticismo, che hanno come

nucleo le trasformazioni culturali, mostrando in modo aperto per la prima volta

l’insoddisfazione sociale e la critica= sebbene siano o non siano violente o non

riescano esse in ogni caso sono complete fasi liminali evoluzione dei precedenti

limina; la Communitas si lega con la liminalità e non con la normatività dato che

presenta la congiunzione di individui in modo spontaneo e in ogni possibile

cambiamento storico si tratta però per Turner dell’unione di individui che non

perdono la loro specificità, come invece mostra Gurvitch condividendo l’Io nella

Fusione, e scelgono di legarsi in relazioni sociali strutturali investendo le singole

persone di significati sovra-individuali con nuovi status e ruoli; mantenuti dal

soggetto sia nel lavoro che nello svago con immaginazione ed elasticità= il

concetto di Buber di Io-Tu e Noi essenziale, formato nel tendere ad una meta

comune, presenta visioni intuitive che portano ad azioni verso le altre persone

attuate in modo disinteressato, mostrando quindi la componente egoistica e

altruistica dell’uomo come congiunte (non individuabili con test etnologici)

Nelle società tribali la liminalità è occasione di congiunzione tra identità umane

 diverse, mentre in quelle moderne tal luogo è lo svago: se per taluni la liminalità

è occasione di insicurezza per altri è lo scoppio della creatività, mostrandosi in

forme antiche come la stregoneria o moderne come la tragedia, ma anche

anomia-alienazione-angst, ma sempre si tratta di una manifestazione più

creativa e distruttiva della normatività dato che innesca una riflessione critica+

essa poi quando assume la forma di communitas presenta gli individui a

coincidere con la specie umana dato che le ragioni del sentimento sono più

veloci di quelle del pensiero= il problema è mantenere viva tal istituzione, dato

che anche Turner ha mostrato come la Communitas diventa presto memoria di

se stessa e i rapporti innocenti diventano quelli della struttura: in essa infatti più

ci si ritiene la stessa cosa più si diventa individualità nella stessa normalità si

possono avere maschere, ma in ogni caso la communitas non cancella nella

mente dell’individuo le norme sociali ma le abroga o nega e quindi il passo per

tornare alla struttura normativa è breve; nella storia 1° fase della Communitas è

la Communitas spontanea: confronto tra identità umane differenti con senso di

Noi essenziale come illuminazione collettiva grazie ad un’istante di lucida

comprensione reciproca; anche se subito spezzata fa permanere nelle persone il

senso di franchezza-sincerità-mancanza di pretenziosità nei rapporti e

partecipazione mistica tramite forme come l’Eucarestia e I Ching, che portano

gli individui ad essere parte di un fluido sincronico comprendendo in modo

viscerale la sincronizzazione che porta a creare tali forme culturali

2° la Communitas ideologica: si tratta della formulazione di un sistema di

 concetti teoretici che tentano di descrivere le interazioni in una communitas

spontanea, utilizzando il linguaggio e la cultura per mediare lo stacco dato dalla

memoria tra l’esperienza comunitaria e il soggetto: si tratta del fenomeno della

Rottura di McAloon, in cui si considera il momento di interazione nella fusione

tra azione-coscienza, ovvero il momento cruciale di ogni arte-sport-rito; il flusso

può portare alla formulazione di una communitas ma ve ne sono anche di

isolate e altre in cui azione-coscienza sono separati (religiose)= si ha quindi la

creazione di Communitas utopiche, “in nessun luogo”, piuttosto che crearne con

i propri vicini in modo concreto (tipica attività di svago moderna) e primo

esempio è “che venga il tuo regno”, mostrando come il fondamento di tali

communitas sia nello stare insieme e non lavorare insieme, per dare il modello

alla creazione delle composizione letterarie 3° Communitas normativa: In essa

si ha il tentativo di strutturare un sistema di communitas spontanea (momento

di grazia senza leggi di natura) con una struttura stabile e conservare le sue

relazioni nel tempo; la communitas resta un aggregato diverso da quelli di

necessità (sistemi di produzione) e presenta sempre amore-libertà, anche se

sono celati in quelle con sistema più rigido= esso deriva dal senso di insicurezza

delle communitas contro i gruppi istituzionali, che le porta ad assumere un

guscio istituzionale e quindi diventare “ciò che vedono”+ si tratta però di gruppi

quasi sempre legati al risveglio religioso in cui si ha l’inconciliabilità tra

communitas e sistemi fortemente strutturati, che si annullano a vicenda; infatti

il gruppo si spezza in due per dare un bilanciamento di potere, ma la parte più

metodica prende il sopravvento e nell’altra si ha la ristrutturazione della

communitas, esempio sono i Francescani conventuali che fanno condannare gli

Spirituali per l’usus pauper, ma dopo la riforma dei cappuccini del 1525 si ha di

nuovo la divisione in due, con l’Usus pauper come simbolo politico di divisione e

la Madonna della Povertà come simbolo culturale che trascende le divisioni

strutturali della politica

Nel campo delle basi materiali della vita come l’economia i simboli hanno valore

 socio-strutturale e le sfere si compenetrano poiché gli individui seguono lo

stesso fine e obbediscono al flusso della storia: nel metodo induttivo si ha un

rapporto tra Communitas e struttura sociale come struttura-sfondo: i loro confini

si determinano infatti una a contatto con l’altra (come sacro e profano),

ponendosi in contrasto e opposizione; la communitas congiunge figure

distaccate dalla struttura sociale rendendo impossibile il funzionamento di una

vera struttura sociale, ma presentando il connubio tra un giudizio sulla struttura

normativa e la creazione di modelli alternativi di essa= i confini della

communitas coincidono con una specie umana e chiunque abbia esperito la

communitas cerca di trasformare un’interazione apparente alla struttura

sociale in un confronto diretto tra identità differenti, ovvero una communitas

spontanea: non si tratta però di un gruppo elitario ma di uno che cerca di

includere chiunque, per questo si ha la forma del proselitismo; si combatte

quindi dal modello della Pentecoste la barriera linguistica e la Glossolalia

condanna il linguaggio moderno poiché innesca il peccato (divisione tra i popoli)

contro quello antico che portava all’amore reciproco se il popolo accetta la

norma per avere sicurezza le élite se ne sentono minacciate e quindi attuano

una politica repressiva contro le communitas, che per Frey coincide con il ciclo

Orc-Urizen (simbolismo di Blake) anticipando la teoria di Pareto sulle élite

volpine che per astuzia soppiantano quelle leonine= Turner in ogni caso vede

una funzione delle communitas per la struttura centralistica, dato che esse

facendo riflettere e agire il soggetto lo portano ad una riclassificazione costante

del reale, che avviene con l’eliminazione delle ingiustizie sociali nelle società

tribali

Nelle società moderne il solo rito di passaggio non basta più per creare l’unità,

 ma si ha la produzione di molti generi liminoidi come cinema-sport-letteratura

che non sono pensati come antistruttura ma solo come svago adegiandosi alla

tecnologia e stadio avanzato della società: per Sutton-Smith il liminoide nei suoi

generi rende sopportabile la struttura e porta all’elasticità delle menti nei

confronti del sistema ( ha tratti strutturali e antistrutturali in ogni caso)

portando a far nascere il nuovo nel che le sue contingenze lo richiedano= nella

cultura alta delle società complesse il liminoide è separato quindi dal rito di

passaggio ed individualizzato, dato che l’artista crea fenomeni liminoidi traendo

materiale dall’eredità sociale e la collettività esperisce i simboli liminali

collettivi 1° i fenomeni liminali prevalgono nelle società tribali con Solidarietà

Meccanica e concetto di Status di Main, mentre i fenomeni liminoidi nelle

Società con Solidarietà Organica collegate da relazioni contrattuali: esse

partono dalle città stato fino ad arrivare agli stati feudali e al capitalismo delle

rivoluzione industriale; il cardine di tal fenomeno è nell’illuminismo ma base è

nel 600 con il Novum Organum di Bacone (legame tra conoscenza scientifica e

tecnica)= i fenomeni liminoidi continuano in Europa e Usa nel XX sec in società

Liberal-democratiche che hanno il suffragio universale e parlamentarismo oltre

che alla divisione tra chiesa e stato, ma anche nel capitalismo dopo la II° Guerra

Mondiale in Usa-Francia-Germania-Italia i cui l’economia è controllata da stato e

cartelli privati e in sistemi collettivisti come Cina e Russia in cui la cultura tenta

la sintesi tra umanesimo e tecnologia celando il ritmo della tecnologia alla guida

del regime dietro al concetto di volontà del popolo

2° i fenomeni liminali sono di carattere collettivo e legati ai ritmi stagionali,

 biologici, sovrannaturali o crisi dei processi sociali, dimostrandosi come fratture

naturali, interruzioni del flusso dei processi naturali e sociali, imposte dalla

necessità socioculturale, che contiene in nuce la base per creare nuovi simboli;

al contrario i fenomeni Liminoidi sono creati da singoli individui nelle attività di

svago, non avendo una creazione ciclica ma continua+ 3° i fenomeni Liminali

sono integrati nel processo sociale complessivo e vi occupano una posizione

centrale formando un’unità con gli altri processi, mentre i fenomeni liminoidi si

pongono ai margini della società= 4° i fenomeni Liminali tendono a presentarsi

ai ricercato in modo simile alle rappresentazioni collettive di Durkheim (hanno

identico significato intellettuale ed emotivo per tutti i membri di un gruppo)

rappresentando la storia ed esperienza collettiva di un gruppo, mentre i

fenomeni Liminoidi sono idiosincratici poiché prodotti dal polo personale e

psicologico di un individuo+ 5°i fenomeni Liminali assumono una funzione

psicologica positiva nella struttura sociale facendola funzionare senza attriti

mentre i Liminoidi sono legati a critiche e rivoluzioni contro la società nelle

società moderne i due sistemi coesistono anche se il Liminale non ha più

funzione universale e il liminoide si pone nell’arte e nello sport concedendo una

maggior possibilità di scelta: il Liminale quindi suscita sentimenti e si collega al

senso di appartenenza dell’uomo, essendo cardine quindi del lavoro, mentre il

Liminoide si identifica con la merce e caratterizza il tempo libero= eccezioni

sono i club (liminoidi) che rendendosi esclusivi diventano liminali e feste come il

carnevale che sono ai limiti con la liminalità poiché derivano da riti liminali

dimenticati

La simbologia comparata deve quindi studiare le moltitudini facendo attenzione

 ai fenomeni sociali totali: per McAloon e Csikszentmilhalyi il flusso è una

sensazione olistica percepita quando ci troviamo in uno stato di coinvolgimento

totale in cui le azioni si susseguono senza necessità di interventi creando una

congiunzione tra presente-passato-futuro in cui si è padroni delle proprie azioni;

Csiszentmilhalyi studia come il flusso si estenda all’esperienza creativa e

individua 6 elementi che sono presenti nell’esperienza del gioco: 1° si ha la

fusione tra Coscienza e Azione dato che l’individuo è cosciente delle sue azioni

e non si ha un dualismo in cui l’autocoscienza freni l’azione, 2° la fusione è resa

possibile grazie alla Concentrazione sull’Azione, ovvero le motivazioni e norme

portano ad intensificare l’attenzione per giocare bene e meglio: la mente e

volontà sono sgombrate dagli elementi superflui e si dirigono in direzioni

prestabilite mettendo in gioco tutte le risorse interiori e la volontà di

partecipare, scegliendo (fenomeno liminoide del gioco) di rispettare le regole

per ottenere premi 3° perdita dell’Io: non si hanno più intermediari tra le

figure o scelta dei termini per il contratto tra gli individui dato che tutti seguono

le stesse regole, riducendo la devianza e semplificando la realtà fino a

modificarla; si mantiene l’autocoscienza con la coscienza cinestesica e

intellettuale, perdendo solo quella riflessiva e raggiungendo l’Intuizione della

Unità-Solidarietà-Accettazione, richiamando la partecipazione mistica doi Bruhl

e non dualistica zen di Suzuki= 4° la persona si sente padrona del flusso: non

sarebbe possibile nelle società industriali, ma nel gioco avviene grazie alla

conoscenza delle regole e libera adesione creando un concetto positivo del sé e

scacciando le preoccupazioni anche per pericoli reali+ 5° il flusso ha Esigenze

d’Azione non contrastanti e fornisce un continuo Feedback poiché convoglia

nell’attività del gioco solo alcune capacità della coscienza: il responso del

pubblico viene dato alla fine del gioco per determinare la riuscita o meno della

stessa grazie all’esplicitazione delle regole (scelte come vere: liminoide)+ 6° il

flusso è Autotelico, ovvero non ha bisogno di ricompense esterne e l’uomo

cercherà sempre di creare situazioni in cui possa presentare il flusso

Turner però non acconsente con il concetto del flusso nella competenza e

 informazione, dato che considera l’esperienza in senso fenomenologico e vede

la communitas come entità pretestuale che porta alla struttura o in grado di

romperla per costruirsi autonomamente grazie all’accordo di due individui: Se

nelle società prima della rivoluzione industriale il rito aveva il carattere del

flusso in quelle contemporanee per la restrizione dell’ambito rituale, si ha nello

svago; nelle società patriarcali il rito aveva istituzioni ausiliarie come il dramma

sacro che davano gli schemi e meccanismi culturali che producevano

l’esperienza del flusso, oggi invece avviene con generi non seri+ nel caso della

communitas invece l’unione deriva da un patto tra due individui, e non si hanno

come nel flusso delle regole normative, ma in ogni caso entrambe le forme sono

il primo punto per lo studio di soggetti e simboli poiché ne generano e solo

attraversati

II i Drammi sociale e narrazioni su di essi

Turner rimanendo nei villaggi Ndembu dello Zambia comprende come le

 ricerche diano solo il punto in cui studiare le realtà vive e non dati certi su di

esse: comprende che in essi si abbiano legami di discendenza matrilocale,

ovvero il potere passava dallo zio ai nipoti figli della sorella, solo che al

matrimonio questa sorella aveva residenza virilocale e quindi si trasferiva dal

marito: con il divorzio si aveva la possibilità di riportare la sorella al villaggio

con i bambini, futuri eredi dello status e ruolo dello zio, per combattere il

predominio maschile e dare maggior potere alla residenza matrilineare= i

villaggi sopravvivono solo con il recupero di vedove e orfani e la continuità di

essi dipende dalla discontinuità matrimoniale; i comportamenti nella società

e rituali sono influenzati dai caratteri profondi della struttura sociale e tal

sistema matrilineare crea complessità nella composizione-dinamicità-

staticità dei villaggi e per rimediarvi sono stati create stirpi-famiglie-rilievo

delle figure maschili nella caccia e per la circoncisione mentre il sistema di

produzione del cibo rimane in mano alle donne e si hanno precise accuse di

stregoneria per i rivali matrilineari in questo casi non ci si fonda sui

presupposti meccanicistici dello struttural-funzionalismo, che indaga per

Raddlicfe Browns le leggi strutturali e processuali nelle società usando il

metodo comparatico per approssimare tal struttura alle leggi universali

(ricerca idiografica attuata nomoteticamente per formare leggi

sociologiche)= Turner mostra invece la vera mobilità sociale e aree

influenzate dall’economia monetaria con struttura matrilineare e famiglie

poliginiche a sostituzione matrilineare, usando le variabili di divorzio-doti-

modo di guadagnarsi da vivere anche da Rodhes Livingston Institute

Spindler mette in luce una prospettiva condivisa anche da Turner, ovvero che

 bisogni concentrarsi sulle componenti più essenziali e aspetti più rilevanti:

qui appunto Turner adotta la concezione di Dilthey dell’Osservazione delle

Strutture dell’Esperienza come volitive-affettive-conoscitive e al contempo

con l’affermazione di Sapir che vede la cultura impersonale ma i suoi

portatori che riconoscono nei beni culturali l’espressione della sua

personalità; infatti le persone desiderano e pensano e il loro pensiero

impregna le loro intenzioni, ma al contempo Sapir attacca questo

determinismo culturale come reificazione di una costruzione gnoseologica

degli antropologi la cui cultura spersonalizzata è un complesso o massa di

sistemi che si sovrappongono disordinatamente, per cui con l’uso verbale si

può ricreare l’apparenza di un comportamento= tal misura appartiene al

Paradigma Organicistico di White e si comporese che l’antropologia avrebbe

dovuto tener conto delle proprietà psicologiche degli individui, non della

cultura come qualcosa di dato e cogliere le strutture dell’esperienza nei

processi concreti della vita sociale Turner concorda con White

nell’isolamento della storia come oggetto di studio comprendendo i fili tra gli

eventi nella piccola e grande storia e tra evento-contesto sociale e culturale

creando con i significati una catena di caratterizzazioni provvisorie: il filo di

Sapir crea un sistema formalizzato in cui la comprensione arriva fino alla

congiunzione di tutte le configurazioni esaminate= per quest’ultimo i fili

(simbolici e implicatori) nello spazio socioculturale si legano alla personalità

mentre per White e Pepper mostrano la natura dei collegamenti tra un

elemento e il campo culturale che lo circonda, ovvero avendo un punto di

vista sincronico e strutturalistico

I simboli dei tropi tra le persone indicano il ruolo di connettivi semiotici tra

 un sistema di attività e tra esso e il contesto. come base del Dramma Sociale

si ha un evento del campo storico isolabile trans-culturalmente che rivela

una caratteristica della struttura processuale= si ha una distinzione però,

attuata da Pike, tra prospettive Etiche, che presentano distinzioni e

prospettive straniere alla cultura di base, come potrebbero essere quelle di

un antropologo (uomo che parla degli uomini) ancora legato alla sua cultura

di origine in un contesto nuovo, e quelle Emiche che invece sono distinzioni

e prospettive interne alla cultura osservata: le strategie di White di

Contestualismo-Formalismo-Organicismo sono emiche ovunque se non nella

cultura occidentale, infatti dalla contrapposizione tra prospettive etiche ed

emiche nasce l’antropologia interpretativa di Geertz si hanno modi

narrativi-descrittivi-informali-aperti per parlare dell’uomo, ma gli Ndembu

come White attuano una dizione tra la Narrazione Obiettiva-Cronaca o

Nsang’u e Narrazione come Kaheka: 1° lo Nsang’u è una narrazione obiettiva

come quella di un testimone di un evento come potrebbe essere quella della

migrazione dei capi Lunda o incontro con le popolazioni Mbwela, proponendo

sempre gli eventi in ordine cronologico (per White è la narrazione con motivi

inaugurali-transizionali-terminali; 2° è il Kaheka, narrazione che avviene

come insieme di miti-leggende popolari-riti che ha parti narrate e parti

raccontate ma nel momento culminante il coro del popolo (poi sezione

parlata)

Si tratta di strutture diverse anche per collocazione: esempio è la storia del

 capo Lunda Yala Mwaku e sua figlia Lweji, sposata al cacciatore Chibinda e

con fratelli Ching’uli e Chingyama che portano alla costruzione della storia

Lunda= essa doveva essere narrata da un capo per essere uno Nsang’u

mentre se narrata dagli anziani diventata un Kaheka. Esempio di essa è il

racconto di quando Mwaku ubriaco viene picchiato dai figli e salvato dalla

figlia Lewji cui dà il braccialetto di genitali umani Lukanu che le permetterà

di avere l’erede, lei però incontra Chibinda e lo sposa, e dando gli il

braccialetto durante le mestruazioni lo rende re, scatenando l’ira dei fratelli

che verranno poi uccisi da Chibinda+ Vanina mostra come vi siano delle

corrispondenze con le testimonianze archeologiche-Linguistiche-culturali dei

Lunda e come il fatto che la storia possa essere Nsang’u o Kaheka a seconda

del contesto e modo di raccontarla; gli interessa poi il pettegolezzo, detto

Kudiyongola (affollato: riunioni degli uomini) che si inserisce nel processo del

Dramma Sociale e per Tyurner è un’unità spontanea nel processo sociale di

cui tutti hanno esperienza il Dramma Sociale, Dramma del vivere per

Burke, si divide in 4 fasi come Rottura-Crisi-Compensazione-Reintegrazione o

Riconoscimento della spaccatura in una popolazione che condivide una

storia comune e ha protagonisti individui che vedono nel gruppo l’elemento

prioritario: gli scontri sono tra due gruppi prioritari-star di solito, ovvero tra

gruppi scelti dall’individuo, non quelli istituzionali cui appartiene per forza

come la famiglia-fascia d’età-scuola-lavoro, poiché vi trova amore-senso di

accettazione-appartenenza e ottiene il rispetto di sé= si hanno sempre

dinamiche come tra fratelli, ovvero la gelosia tra i membri del gruppo per la

considerazione, e tra genitori-figli, ovvero ad una carica vacante ognuno la

reclama per sé pensando di essere l’unico a dare il giusto valore al gruppo

I drammi sociali si possono avere con piccole società come quella Ndembu o

 figure al potere come Enrico II conto Thomas Becket: si tratta di rotture delle

norme dettate da una premeditata sfida all’autorità del gruppo o seguendo

le passioni; ciò innesca una crisi nelle relazioni sociali che si trasforma in

conflitto che creando fazioni portano a divisioni fondamentali nella società, la

risoluzione per compensazione avviene con violenze o riti del capro

espiatorio e nella fase finale si ha la reintegrazione nel gruppo o il

riconoscimento della spaccatura e quindi la separazione geografica= Turner

comprendendo che il dramma sociale sia un modello agonistico in una

situazione agonistica ricorrente non ne presenta un modello di unità

processuale, ma riconosce solo le strutture processuali armoniche di Firth

come Imprese Sociali, che sottolineano il processo di orientamento delle

attività e delle relazioni in base a determinate finalità+ in determinati casi il

mezzo di compensazione non è adatto e quindi la riconciliazione della 4°

fase è solo apparente e coincide con una rivolta, ma in ogni caso Turner

mostra come il dramma sociale sia un’unità processuale universale e

rappresenta la sfida perpetua alla perfezione dell’organizzazione sociale e

politica (a volte diretto a volte in sordina)

I drammi sociali sono processi politici che portano la competizione per

 obiettivi il cui raggiungimento è consentito a poche persone con risorse

limitate 8alcune in denaro altre stigmatizzano gli avversari): l’aspetto

politico è nelle mani dei leader dei gruppi star che trasformano la retorica in

arte di persuasione e impongono nella fase di compensazione a coloro che

hanno creato la rottura delle sanzioni, o se non soddisfatti degli accordi

innescano la rivoluzione= lo schema del dramma sociale è quindi pari a

quello della tragedia greca descritto da Aristotele nella Poetica e presenta,

come nel racconto di Yala Mwaku e Lewji Ankonde dei motivi inaugurali (re

ubriaco), transizionali ( figlia che lo aiuta) e terminali (dono del Lukanu) che

sono da tutti conosciuti e sfruttati per ampliamento della storia con nuovi

argomenti o per opporsi a fazioni opposte alla propria la narrazione di tal

mito fornisce un’esemplificazione delle tensioni tra gruppi e relazioni

famigliari contenendo la proiezione di drammi sociali generati da tensioni

strutturali, creando una struttura retorica di significato e dando vita a forme

per costruire la memoria trasformando l’esperienza in esperienza reale e nel

modello dell’epica viene sfruttata dai leader come modello di azione nelle

crisi

Thomas Becket era sostenuto dai vescovi dell’assise di Northampton e

 dall’altro stretto nel paradigma della Via Crucis legandosi in amore-odio con

Enrico II e dando vita con la sua storia a molti drammi poetici, dato che la

sua vicenda trascende la sfera conoscitiva e si pone in quella esistenziale,

toccando gli atteggiamenti vitali delle persone (quindi diventa valore

assiomatico) = nel 1977 Schechner crea la relazione tra Dramma Social e

Dramma Scenico con la forma di un 8 in orizzontale bisecato, presentando

nel caso dell’anello di sinistra il Dramma Sociale con in alto il Dramma

Esplicito e in basso la Struttura retorica implicita, mentre a destra il Dramma

Scenico con in alto performance Visibile e sotto il processo sociale implicito:

si ha un passaggio da sinsitra a destra partendo dal Dramma esplicito per

arrivare alle strutture sociali nascoste (memoria implicita che agisce sul

dramma scenico), poi arrivando al Dramma Scenico e infine alla Struttura

retorica implicita (forme simboliche che agiscono sulla vita) esempio di

dramma sociale che crea molti prodotti mediatici e letterari è il Watergate,

con bruta artificiosità dell’insabbiamento nella fase di Rottura, opportunismo

e nobili principi nella fase di Crisi e infine quella di Compensazione= tutto

viene rappresentando il mito americano per Bercovitch, che presenta

ciclicamente geremiadi, omelie polemiche contro generi culturali, che

mostrano la corruzione contro la Terra promessa

I vincitori di drammi sociali chiedono delle concrete rappresentazioni per

 concretizzare il loro successo e quindi avere per eroi e traditori l’immortalità

sociale: nella fase di Crisi si hanno maggiori relazioni con i generi culturali

colti e popolari e si mostra come tra gli ndembu se si ha pari principio sociale

(discendenza) si può chiedere una regolazione giuridica per via razione che

porti alla conciliazione, ma se le motivazioni dell’azione mancano si risale

come causa al volere degli dei e si hanno riti di riconciliazione= il ricorso a

sistemi giuridici e rituali porta sempre ad un aumento della riflessività

sociale e per Meyerhoff le performance culturali sono riflettenti poiché

mostra il sé a chi le guarda e lo rendono cosciente della sua coscienza

Turner considera il Dramma Sociale come un processo che trasforma valori e

fini in un significato condiviso e condivide l’opinione di Dilthey che il

Significato-Bedeutung sorge nella memoria, ovvero nella conoscenza del

passato e porta a pervenire ad una connessione tra esso e il presente; il

Valore-Wert inserisce il godimento affettivo del presente e lo Scopo Zwerck e

bene Gut, derivanto dalla volizione, sono potere di usare tal facoltà in futuro

La fase di compensazione è separata dalla vita quotidiana e vi si sviluppa il

 significato per dare un’interpretazione coerente agli eventi: il significato

della vita sociale informa la percezione di sé e l’oggetto da percepire penetra

il soggetto e lo riplasma (il funzionalismo non comprende tal concetto); si

tratta infatti della categoria che permette di cogliere le relazioni tra le parti e

il tutto della vita, essendo un’esperienza presente di conoscenza, ovvero un

momento in cui il soggetto tramite la loro connessione gnoseologica è

coinvolto, e non sono in una sequenza temporale poiché transeunti ma se

interconnessi i loro legami sono dati dal significato= il dramma scenico i

valori possono essere nella sfera dell’attore o significato del regista

ponendosi nel Flusso, bloccato però dalla riflessività: Dilthey dice la vita

pienezza di valori positivi e negativi, come caos di armonie che risolvono

dissonanze ma nessun suono è legato con il precedente o successivo+ la

riflessività liminale porta alla creazione di una relazione liminale e quindi i riti

e processi giuridici danno una spiegazione che congiunge passato e

presente, presentando il processo in funzione del significato globale ( la

conflittualità dipende dalla natura stessa della società ricca di contraddizioni

strutturali

Vera opposizione è quella tra indeterminatezza e determinatezza: la prima è

 il non stimato, terrore nelle fasi di crisi e per Moore tratto tipico della vita

fluida e indeterminata che l’uomo cerca sempre di normalizzare o adattarle

alla situazione (ma rinasce anche tra gli elementi determinati): la fase di

compensazione porta alla determinazione dei processi e non dei dati, e

quindi l’indeterminatezza va vista come potenzialità in divenire, e le

procedure legali e rituali hanno la funzione di mediazione tra forma e

indeterminatezza (il rito per Moore è dichiarazione di guerra

all’Indeterminatezza)= Turner nel 1979 a Rio de janeiro assiste ad una

riunione dei fedeli Umbranda e scopre che il loro Orixia è Exu, divinità che

incarna l’indeterminatezza meonica (come quella dei crocevia Yoruba), con 7

teste tra cui una di cristi e una di satana, incarnando il limen e

l’indeterminato tra le pieghe del reale, che come un lampo di carattere

creativo si presenta in tutti i protocolli contro l’abisso della cognitività il

dramma sociale è matrice di tutti i generi di performance culturale dalle

prassi giuridiche alla letteratura, che hanno contenuti grazie alle crisi e più

la società diventa complessa più si hanno azioni socioculturali specializzate e

modi di attribuirei i drammi sociali amplificati (nodi significativi nello sviluppo

di un gruppo)

Il dramma sociale è tallone d’Achille dell’Umanità e anche mezzo di

 espressione dell’individuo, infatti lo sono i riti di passaggio, in cui si hanno

relazioni antagonistiche e processi temporali: Gli iniziati sono strappati alla

loro condizione e sottoposti a prove per essere reinseriti nella società

distruggendo i precedenti legami, dando però agli attori di tali processi

sociali una conoscenza empirica di come il reale sia fatto di tempo e spazio e

che tali movimenti sono dati dal rituale= le procedure giuridiche e rituali

sono i nuclei generatori del dramma sociale da cui derivano modalità di

performance e narrazione, in particolare le prime sono partner del dramma

sociale dando significato nelle dimensioni di tempo-luogo-cultura con

autonomia e forza propulsiva, dato che ogni genere ne può creare di nuovi

ed essere metacommento di quelli esistenti i nuovi media portano a nuove

performance ma il dramma sociale ne è sempre base: il rituale nella società

moderna è molto meno complesso e stratificato di un tempo, e viene detto

da Turner un comportamento formale prescritto per situazioni fuori dalla

routine terminologica, facendo riferimento a entità e poteri sovrannaturali,

non quindi il comportamento stereotipato e con termini delle convenzioni

degli attori come credeva Leach, ma un complesso in senso tecnico-

razionale= lo dice una performance-rappresentazione che nella sua

esecuzione passa oltre le regole che la incorniciano dando vita sempre a

nuovi elementi o relazioni grazie al flusso dell’azione, che portano a nuovi

tipi di performance (To perform per il Dramma e dalla radice Parfounir per

“servire completamente”

Si ha quindi l’orientamento a forme soprannaturali: il rituale comincia con la

 forza trasformante dello spirito e segue con la partecipazione di tutti

trascendendo gli stessi eventi rituali, attingendo la sua potenza dagli attori e

che si convinco della forza spirituale in atto grazie al coinvolgimento nel

flusso soggettivo-intersoggettivo nel passaggio da una situazione all’altra:

Van Gennep distingue quindi i riti tra le categorie di Separazione-Margine-

Aggregazione in cui tratto caratteristico comune è l’ordine religioso; con Van

Gennep concorda Belmont parlando del rito come esistente solo se iscritto

nel suo spazio e tempo, avendo un preciso ordine consequenziale intrinseco

(per gli strutturalisti la sequenza era un’illusione) e vedendo una differenza

qualitativa tra le 3 fasi del rito che le rende irreversibili, mostrando quindi la

sequenza come movimento unidirezionale trasformativo, in cui le

caratterizzazioni liminali mettono in risalto la trasformazione come prodotta

da enti sovrannaturali senza la liminalità non si distingue il rito dalle

cerimonie secolarizzate per Moore: infatti il rito serve a trasformare e non

indicare come le cerimonie (la liminalità collettiva trasforma come il teatro

moderno)

Il rituale per Turner è matrice dei generi di performance culturale e non come

 vuole il mito occidentale (etnologi) connotato da una rigida precisione, o

nella concezione puritana senza un significato religioso (avviene solo nella

senescenza): infatti il rituale si assimila all’opera d’arte essendo

sincronizzazione di molti generi di performance ed ordinato alla

strutturarazione drammatica, con intreccio che dà motivazione ai codici di

comunicazione interdipendenti che esprimono il significato del leitmotiv= il

rito ha duplicazione distanziata e generalizzata del processo agonistico del

dramma sociale, infatti i suoi partecipanti per Delattre e Van Gennep si

confrontano con i ritmi biologici-climatici-ecologici-sociali che si

accompagnano ad un modello processionale che usa la sequenza nella

struttura episodica; entrano in gioco tutti i sensi dei partecipanti e le forme

cinestesiche di danza e canto+ nella ricostruzione socioculturale della storia

della danza Hanna mostra come in essa e nel canto si uniscano i partecipanti

in modi ordinati e simbolici, anche se nelle fasi ad episodi invarianti si hanno

passaggi variabili e a volte si richiede l’improvvisazione per Horton il rito

promuove la solidarietà nel gruppo: oggi ha una funzione pragmatica

secondo Geertz, ovvero come “modello per” che anticipa o genera il

mutamento, e “modello di” ponendosi in cuori e menti dei partecipanti: si

tratta quindi di uno sforzo per attribuire un significato al legame tra due

elementi che Boheme dice Grud, bisso quindi l’idea di profondo, e Ungrun,

abisso ovvero ciò che trascende l’idea di profondo

Secondo Van Gennep nei riti si ha un movimento unidirezionale che passa

 dall’indicativo, come nei riti di passaggio è la condizione della realtà

quotidiana (indicativa), per arrivare alla fase di congiuntivo, ovvero quella

liminale (congiuntiva), per tornare arricchiti della congiuntività al modo

indicativo, ovvero reinserirsi nella struttura sociale: il passaggio avviene tra

una “realtà di fatto” indicativa e un “se fosse così” congiuntivo, che per

Moore in Secular Ritual coincide con il passaggio tra formato ed

indeterminato= Turner concorda con la loro visione della cerimonia e la

presenta come giudizio sull’ordine culturale e non vuoto culturale, ovvero è

la dichiarazione di guerra contro l’indeterminatezza (tratto di fondo ad ogni

rito) poiché celebra il signifucato e fornisce l’immagine di un uomo

determinato-regolato-nominato-spiegato, rendendo stabile il cosmos contro

la malleabilità del reale+ Rappaport introduce lo stesso punto di vista

affermando che la cerimonia porti co i suoi fili di congiunzione tra gli

elementi a legare mondi che si stanno sfaldando; infatti per Turner la

cerimonia è sia “modello di” che “modello per” condizioni e status sociali

come solenne performance istituzionalizzata della realtà sociale indicativa

il rito è qualcosa di diverso: non presenta la lotta tra ordine e vuoto e quindi

è un autoimmolazione trasformatrice dell’ordine costituito e

autosmembramento dell’ordine nelle profondità cognitive della liminalità; si

ha infatti un tuffo della realtà nella liminalità per Elide, come mostra nei

viaggi dello sciamano in cui nei riti si ha una rottura in pezzi e

ricomposizione dell’uomo, ma anche il matrimonio tra Io Conscio e Inconscio

di Jung= la fase liminale del rito è un luogo e tempo diverso da quelli delle

regole del diritto-politica-religione-necessità economica e non vi valgono gli

schemi conoscitivi che valgono nella vita comune, dato che ora sono sospesi

nel simbolismo rituale (si ha per questo la lode di dei distruttivi poiché

rappresentano fasi irreversibili)

Per non far cadere il mondo nella consuetudine ogni fase ha spiegazione

 nella sua evoluzione canalizzando le energie della costruzione biofisica verso

status e luoghi, tenendo sotto controlla la fase liminale con dei tabù, ma

lasciandola anche libera nella creatività poiché se in essa si ha una fase di

bilico della società si ha una bassa sperimentazione, mentre se si trova uno

stato di ecosistema bioculturale le sue fasi coincidono con eccedenze

culturali (Kwakiult del Nord America che integrano alla simbologia di caccia e

pesca nuovi significati)= la liminalità contiene la potenzialità delle

trasformazioni e i mezzi per attuarle, avvenendo per lo strutturalismo nelle

società per adattamento all’ambiente e quindi in modo ciclico, ponendo per

Huzinga il potenziale creativo della liminalità al servizio dell’ordine sociale

esistente, come il gioco, che porta alla creazione di maschere a partire da

elementi della vita quotidiana rimescolati in modo grottesco, ma anche

innesca il capovolgimento degli ordinamenti gerarchici in giochi di parole, in

cui si hanno nuove forme di azione simbolica nelle società complesse si ha

la perdita della componente giocosa e la sua separazione dalla religiosità

come nel caso dei carnevali e fiestas: con l’industrializzazione e

professionalizzazione la religiosità perde la sua integrità, che costituiva il

rituale, ed è condannata alla morte portando alla nascita di molte

performance specializzate; la disintegrazione si accompagna alla

specializzazione nella sopravvivenza del rito nel settore dello svago, poiché,

come mostra Hassan, la postmodernità è un ritorno alla fase congiuntiva con

nuove modalità trasformatrici= le regioni da poco industrializzate come Cina

e America Latina mantengono i loro riti e nel terzo mondo invece l’indicativo

ha confinato il congiuntivo in arte e religione, che possono vivere solo se

tradotte in performance, dato che in particolare la seconda non è solo un

sistema gnoseologico ma anche un’esperienza significativa che deve essere

vissuta anche negli eventi semiogenetici

Considerando la narrazione genere emico della cultura espressiva

 occidentale si avrà in esa un nipote del rito tribale, vedendola come genere

etico invece si mostra come attività universale al centro del dramma sociale

(transculturale nel processo sociale): il termine Narrare teriva dal verbo

latino Narrare, che nella forma Gnarus indica “colui che sa” derivando da

Cognoscere che deriva dalla radice indoeuropea Gna che in Gignoskein

“conoscere” in greco e know in inglese; il termine Dramma deriva da Dran

“fare” in cui si ha la componente di conoscere= nella fase di compensazione

del rito si ha il tentativo di riconciliare le parti divisesi egoisticamente in una

nuova unità e nell’azione rituale la narrativa si sforza di riarticolare i valori e

fini contrapposti alla struttura significante in un intreccio dotato di senso

quando la vita storica non ha più senso nel comune senso culturale a

spiegarlo sono le forme di Dramma Sociale e Narrazione come Poiesis che

producono un nuovo senso culturale, demolendo gli edifici di significato non

più in grado di compensare i moderni drammi essenziali (dimensione sempre

più globale)

Capitolo III rituale drammatico e dramma rituale, antropologia della

performance e della riflessione

Per Turner lo studio dell’antropologia dovrebbe essere fatto a contatto di

 uomini e donne “vivi”, ovvero non prescindere dal contatto diretto con essi,

dato che gli elementi affettivo-conoscitivi-volitivi sono legati e non possono

essere esclusi dai propri studi: afferma quindi come i resoconti etnografici e

film da essi derivanti con selezioni di immagini per un pubblico passivo non

siano davvero in grado di colpire gli individui; si innesca in loro interesse per

mezzo della rappresentazione teatrale delle ricerche dirette, infatti

l’etnografia del copione-copione della performance e performance meta-

etnica sono deboli dal punto di vista dell’antropologia poiché molto

complessi da realizzare= Schechner sostiene che quando il dramma sociale

ha doppio nel dramma estetico il primo ottiene la retorica estetica e il

secondo la struttura processuale drammatica: recitare il materiale

etnografico è esperienza interdisciplinare dato che bisogna confrontare

molte fonti antropologiche, e per questo Schechner invita Alland-Goffman-

Turner ad un suo laboratorio intensivo per lo studio del tema delle forme

processuali nel conflitto rituale e il loro collegamento con il conflitto sociale

(tematiche analizzate da Turner), attraverso il suo studio con Brook e

Turnbull sugli IK dell’Uganda (tradotto in episodi drammatici) e portando ad

una relazione di duplice arricchimento tra antropologi e uomini di teatro

grazie alla radice di performance Parfounir, Par “completamente” e Fournir

“fornire” essa si connota come un dare compimento ad un processo intricato

e non singola azione, comprendendo l’interezza dei dati e significato

dell’azione (non manifestare una forma come per gli strutturalisti)

Non si deve creare una storia asettica del comportamento umano ma

 considerare errori-emozioni-sentimenti, dato che non sono contaminazione

della pura essenza conoscitiva ma intrinseci ad ogni uomo: se Firth e

Gluckmann si oppongono al concetto di dramma di Turner, poiché vedono

nella creazione della performance teatrale una rielaborazione truccata e non

naturale, lui continua a sostenere che gli eventi quotidiani sono carichi di

drammaticità= presenta appunto il dramma sociale in ogni stratificazione

della società, partendo dalla rottura di una norma che controlla relazioni

salienti e innescando una crisi che spacca la società in fazioni, con una

compensazione rituale o giuridica che può portare alla reintegrazione o

riconoscimento della frattura e separazione spaziale; i drammi quindi

sospendono il quotidiano ed innescando processi di riflessione portano a

nuove strutture culturali in cui la riflessione ha posto legittimo= nel

seminario estivo di Schechner Turner porta ragazzi del corso di antropologia

e di teatro e creare copioni su ricerche antropologiche da mettere in scena:

Ci si voleva basare su Crime and Custom di Malinowski (ragazzo che si vuole

impiccare quando la famiglia matrilineare vuole andarsene dal villaggio alla

morte del padre), ma per brevità di tempo si ripiega sugli studi di Turner dei

due drammi sociali di Schism and Comunity il gruppo di Schechner dava

grande importanza alle prove poiché in esse si creava la relazione tra

copione-attore-regista e si aveva un passaggio, dalla parte affidata a quella

scelta, dal non-io al non-non-io: esempio è Casa di Bambola, in cui si hanno 4

Nora ed una al posto di uscire sbattendo la porta, dando vita al teatro

moderno, sceglie di restare con i suoi figli: il torcersi le mani dell’attrice è un

Frammento di Realtà, che dipende dalla personalità e vissuto della stessa

dando vita ad una vera rappresentazione e raggiungendo il non-non-io=

questo era il fine di Schechner, arrivare alla Poiesis, tipica dei contesti

sconosciuti, e non alla mimesis tipica dei contesti familiari, apprendendo

quindi tutti i ruoli culturali di un personaggio prima di metterlo in scena,

attraverso la creazione di un rapporto dialettico tra performance ed

apprendimento

Turner mette in scena lui stesso i primi drammi sociali portano del

 Performance Gruop ad essere pronto ad accogliere lo spirito del villaggio

Ndembu: infatti comincia a mettere in scena le danze imparate nel villaggio

in cui rimase per 2 anni e mezzo, ma poi mette in scena con la moglie il rito

dell’Eredità del Nome kuswanika Ijina, che aveva portato alla fine del

conflitto tra rivali per il ruolo di capo: infatti lo sconfitto Sanbandou venne

esiliato per un anno poiché accusato di stregoneria e della morte della

parente e sorella di Mukanza (vincitore e suo rivale) di nome Nyamuwaha,

che lui chiamava madre; un anno dopo egli ritorna con una capra in

compenso per il suo comportamento scostante dell’anno prima e trasferisce

il nome della morta Nyamuwaha alla figlia Manyosa per placare lo spirito e

far cessare la pestilenza = il rito venne messo in scena da Turner e la moglie,

che sostituiscono all’albero da piantare una scopa, alla figura di Manyosa

Becky, a Nyamuwaha sua zia morta Ruth e alla Mpemba da porte sulle

occhiaie-ombelico-fronte (originale in argilla), mentre è in posizione di

preghiera a gambe distese e capo basso (Turner recita la preghiera

Chilunda), del sale bagnato, e come libagione dell’acqua al posto della birra

chiara dopo che Turner recita la preghiera, crea tre striche di mpemba sul

pavimento e sbuccia il manico di scopa con un coltello da cucina Becky viene

detta Nswana-Ruth e assume parte del ruolo della zia morta come Manyosa

con Nyamuwaha, e tutti i partecipanti sono testimoni (gli viene avvolta una

benda chiara alla fronte): il gruppo quindi attraverso una performance con

risvolti cinestologici e conoscitivi riesce a comprendere la situazione di

conflitto del dramma sociale Ndembu

Nei giorni successivi venne messo in scena il dramma rituale con posizione

 dualista: si hanno alcuni tratti posti in modo realistico, come quando

Sambandou dà a Mukanza solo una parte dell’antilope, e altri in modo

simbolico; il popolo infatti credeva che Sambandou avesse fatto uccidere lo

zio chiamando uno stregone che evocasse da un torrente lo spirito della

famiglia, ovvero un serpente che la notte si aggirava nel villaggio, come ogni


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Melissa.

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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Melissa. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Ciabarri Luca.

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